Aspiranti scrittori cercasi: al via il primo concorso targato Saggese Editori

E’ ufficialmente partito  il primo concorso letterario targato Saggese Editori.

La Saggese Editori è una casa editrice ideata è fondata dal giovane giornalista salernitano Francesco Maria Saggese.

L’idea di avviare questo progetto, nasce principalmente per l’amore della letteratura, e per la volontà di poter dare la possibilità, a tanti autori e autrici, emergenti e non, di poter pubblicare il proprio libro senza alcun costo da parte loro.

“Il nostro obiettivo” – dichiara Saggese  “è creare una comunità che attraverso la pubblicazione di lavori unici e originali, possa conoscere e far conoscere nuovi autori e valorizzare il loro talento”.

Il concorso letterario nasce con l’idea di valorizzare gli autori, prediligendo tre generi di romanzo: gillo, rosa e fantascienza.

Le proposte che risulteranno essere le migliori, in ognuno dei tre generi letterari, oltre alla pubblicazione, riceveranno una targhetta riconoscitiva utile alle divulgazioni di comunicazione, e la prima presentazione ufficiale del libro che si svolgerà a Salerno.

È possibile inviare gratuitamente il vostro romanzo all’indirizzo: concorsoletterario@saggeseeditori.it con oggetto:

– “Concorso letterario”;

– autore;

– titolo;

– genere di romanzo.

Alla email va allegata anche una biografia dell’autore.

Il concorso è totalmente gratuito è possono partecipare tutti coloro che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età.

Termini e info sulla pagina Facebook “Saggese Editori” o sul sito internet saggeseeditori.it nella sezione concorso letterario.




Moschea, i salernitani dicono sì

Antonio Iovino

Coloro che professano la religione islamica nel salernitano, al momento, si servono di uno spazio privato come luogo di culto pagando un fitto mensile di circa 800 euro e hanno avanzato la proposta di ottenere una struttura comunale. Ebbene, qual è l’opinione dei cittadini in merito a questa situazione? Questo il parere di Francesca Coscia che afferma: “Sulla realizzazione della Moschea a Salerno sono pienamente d’accordo in quanto penso che ogni individuo abbia diritto ad un luogo dove pregare la propria fede cristiana o mussulmana che sia. La fede della propria religione è l’essenza dell’Io e per tale motivo dobbiamo rispettarla anche se non la condividiamo, senza farci condizionare dagli episodi di violenza che ci narrano le cronache”. Differente, invece, l’opinione di Roberta De Chiara, la quale asserisce: “Come cittadina salernitana e come credente nella religione cristiana ritengo che non sia necessaria la costruzione di una Moschea sul territorio salernitano in quanto, la comunità islamica, sostiene di volersi autofinanziare qualora venisse realizzata e quindi non vedo nessun vantaggio rispetto a quello che stanno vivendo in questo momento dato che, ad oggi, quest’ultimi si riuniscono in una struttura privata pagando il fitto di tasca propria. Ritengo quindi, che in tali circostanze, la costruzione della Moschea risulterebbe solo irrispettosa nei confronti della comunità cristiana e nei confronti delle tradizioni cristiane storiche salernitane”. “L’edilizia di edifici di culto, quali possono essere le Moschee, sollevano delicate problematiche che affondano le proprie radici nel principio di libertà religiosa tutelato a più riprese dalla nostra Costituzione”. Così esordisce Hélène Noschese che prosegue con le seguenti parole: “All’interrogativo se sia o meno d’accordo con l’apertura di una Moschea nella nostra città posso solo rispondere che il Comune di Salerno, se non erro, già nel 2015 ha concesso la prima Moschea alla comunità islamica e ciò non ha comportato scompigli, ritengo di essere a favore della libertà di tutti purché esercitata nel rispetto delle regole del nostro Paese”. Sarebbe favorevole alla realizzazione di un luogo di culto dedicato alla comunità islamica anche Giovanni Pecoraro, il quale dichiara: “Il nostro Dio è unico, sia per noi che per i mussulmani, quindi se rispettano le leggi del luogo dove vivono, non vi è alcun problema”. Queste, invece, le parole di V. G. riguardanti la richiesta della comunità islamica di Salerno: “Questo argomento comincia ad essere tenuto in considerazione in modo esagerato da noi italiani e da chi ci governa. Ultimamente ho letto qualche articolo sui giornali e come sempre, loro non chiedono ma vogliono: vogliono costruire, vogliono togliere il crocifisso e il più delle volte vengono accontentati anche in situazioni davvero vergognose come, ad esempio, per quanto riguarda il presepe a Natale o, ribadisco, il crocifisso nelle aule delle scuole. Onestamente non sono per niente d’accordo con la realizzazione di una Moschea perché sono convinto che si creerebbero tutta una serie di situazioni pericolose dato che è noto in tutta Europa che queste strutture siano centri di ritrovo non solo per le brave persone, che sicuramente saranno tantissime, ma purtroppo anche di tanti terroristi o aspiranti tali. Tanti Imam sono stati arrestati o espulsi proprio perché nelle Moschee si ritrovano coloro che seguono correnti ideologiche estremiste. Ci ritroveremmo un numero esagerato di extracomunitari in città perché, da quello che so, non vi sono tante Moschee in giro per la provincia o nella regione, di conseguenza inizierebbero a venire tutti qui e potrebbe essere un serio problema. Loro, inoltre, chiedono, vogliono ma io non ho capito chi dovrebbe costruire questa struttura, dove andrebbe messa, quindi sinceramente non sono per nulla d’accordo, anzi io tenderei ad insegnargli a rispettare il paese nel quale si trovano e non darei loro altri mezzi per imporsi come già fanno normalmente”.




Per gli appassionati in agricoltura, ecco le novità in uscita

L’ambiente va rispettato, d’altronde noi qui siamo ospiti, e stavolta misure di precauzione vengono dalla mente di due ingegneri elettronici di Salerno, Alessandro Fedullo e Vittorio Arenella.

Questi ragazzi, con particolare attenzione nel campo agricolo, hanno deciso di realizzare un progetto mirato alla riduzione dei consumi di acqua e non solo, giovando noi e l’ambiente.

Diverse le loro idee: dai sensori di umidità, temperatura e impianti per l’irrigazione automatica stimolati naturalmente, ad una tecnologia domotica, che si basa su una coltivazione di tipo idroponico, vale a dire senza acqua e terra.

Un progetto di irrigazione domestica che con l’utilizzo di una consolle in casa o con il proprio smartphone, è possibile controllare la fertilizzazione, l’irrigazione e l’illuminazione del terreno.

Insomma non possiamo che essere orgogliosi di queste menti salernitane.

 

di Letizia Giugliano




Salernitani in prima linea, solidarietà e partecipazione

di Brigida Vicinanza

Continua la corsa alla solidarietà dei salernitani, senza sosta. Il cuore grande dei cittadini si è mobilitato durante tutta la giornata di ieri, per portare all’interno dei punti di raccolta allestiti per l’occasione tutto il materiale per le esigenze dei terremotati e degli sfollati dell’Italia centrale, colpita dal sisma durante la notte tra il 23 e il 24 agosto. Dai più piccoli ai più grandi, la macchina della solidarietà salernitana ha dimostrato di funzionare alla perfezione. Dagli studenti ai partiti politici, la raccolta ha portato i suoi frutti. Al Cepis di piazza San Francesco, l’associazione Rete della Conoscenza ha imballato circa 440 scatoloni di medio-grande dimensione, tra generi alimentari, vestiario e materiale per l’igiene personale. “Sono rimasto sorpreso, ben oltre le aspettative. I salernitani ci hanno dimostrato di avere un cuore grande”, ha sottolineato Mauro Melone, membro dell’associazione. La raccolta continuerà oggi sempre in orario continuato dalle ore 10 alle ore 20 e alcuni componenti si sposteranno anche all’interno della scuola Alfano I nella zona orientale per la raccolta dalle ore 9 alle 18. Mentre grande affluenza anche all’interno dei locali dell’Eco Bistrot nella zona orientale di Salerno, dove il consigliere comunale Dante Santoro ha organizzato la raccolta in collaborazione con il titolare Gianluca De Martino. Lo spirito di iniziativa dei giovani invade la città, con la loro precisa organizzazione e la loro voglia di fare, donando e donandosi. Anche Noi con Salvini durante tutto il pomeriggio di ieri ha installato un gazebo nei pressi del Lungomare, precisamente di fronte il Bar Nettuno per la raccolta di acqua, latte a lunga conservazione e coperte. “Sono stati davvero tanti i cittadini che ci hanno supportato, abbiamo raccolto tantissimo materiale che ora sarà depositato all’interno della nostra federazione. Vorremmo recarci personalmente domani nelle zone colpite a portare tutta la raccolta ed eventualmente a vedere se c’è bisogno di ulteriore supporto”, ha dichiarato Tiziano Sica insieme a Marco Gregorio, rappresentante del gruppo Protesta popolare salernitana, dopo aver effettuato durante la giornata di ieri anche una raccolta “porta a porta” di materiale. I giovani socialisti si dicono soddisfatti della loro raccolta, che continuerà anche oggi. Anche loro vorrebbero recarsi sabato pomeriggio sul posto, come dichiarato dal segretario cittadino Vittorio Cicalese. E’ in fase di organizzazione anche la raccolta da parte dei gruppi ultras salernitani, in costante contatto con il gruppo di tifosi di Rieti per comprendere e organizzare il materiale da portare o far pervenire in loco. Il club Solo per Salerno oggi farà partire il primo furgone. La protezione civile di Salerno in accordo con le politiche sociale, durante la giornata di ieri, ha effettuato comunque una raccolta di beni. La protezione civile inoltre ha dato appuntamento a tutti i punti di raccolta e a chiunque si fosse organizzato per raccogliere tutto il materiale da far pervenire nelle zone colpite già da sabato, con i mezzi della Protezione civile stessa, come accordi presi con l’amministrazione comunale di Salerno.




Salernitani in Belgio tra orgoglio e timori. Anna: «Farò la spesa». Alessandra sotto choc

di Massimo Salvo

«Ieri mattina le notizie giungevano frammentarie, ma ci è bastato un attimo per capire che entrambe le esplosioni erano di matrice terroristica». C’è molta ansia tra le parole di Anna Delli Santi, salernitana di origine ma da anni trapiantata in Belgio, a poco più di 50 chilometri da Bruxelles. Un’ora di macchina, eppure il frastuono di quegli attentati è giunto fin lì, lasciando sgomenta un’intera popolazione. «Adesso siamo preoccupati – spiega Anna, con un accento ormai più belga che campano –; eppure non ci lasciamo intimidire: stamattina andrò normalmente a fare la spesa, uscirò per fare un giro e per svolgere tante altre mansioni. Ma ieri no, ho preferito non muovermi».

Anna però non è l’unica salernitana a sostare a due passi da quell’inferno, che è costato la vita (per ora) a quasi 40 innocenti. In Belgio c’è anche Alessandra Apone, studentessa 25enne che a Salerno dovrà tornarci a breve, al termine cioè dell’Erasmus che sta svolgendo presso l’Université de Liège. «Non ho parole, sono scioccata. Non riesco a comprendere tutta questa violenza, che mi rattrista molto e preoccupa anche i miei, visto che mi trovo ad appena un’ora e mezzo dalla Capitale. Ieri ad esempio non ho messo il naso fuori dalla porta». Alessandra racconta tutto ciò attraverso brevi messaggi, pieni di puntini sospensivi che, nel suo caso, sono sinonimo di sgomento, incredulità, rabbia. Lo fa anche sui social, con un post in cui tranquillizza gli amici. Poi aggiunge: «Fortunatamente sto bene, ma qui c’è polizia ovunque. Hanno chiuso gli aeroporti, c’è un’atmosfera surreale. Oltre a me, a Liège ci sono molti italiani, ragazzi di Roma, del nord, ma anche meridionali. Spero di tornare quanto prima alla normalità, alla mia vita fatta di studio intenso e lezioni di tango».

Altrettanto scossa è anche la portavoce al Parlamento europeo per l’Italia meridionale, la salernitana Isabella Adinolfi, che a differenza delle due testimonianze di cui sopra si trova proprio a Bruxelles. «Stiamo tutti bene. Grazie per le tante manifestazioni di affetto», ha fatto sapere in un post comparso su Facebook a poche ore dal doppio attentato. «Consigliamo di rimanere presso le proprie abitazioni o hotel e di evitare assolutamente i mezzi pubblici», ha infine aggiunto l’europarlamentare.




Cava. «I manager ragionieri non devono bloccare la sanità salernitana»

CAVA DE’ TIRRENI. «Sanità cavese: come tutta quella della provincia non sia vittima della riorganizzazione dei manager ragionieri». A chiedere un intervento straordinario al governatore della Campania Vincenzo De Luca è l’avvocato Francesco Avagliano, amministrativista specializzato in amministrazione locale e presidente provinciale di Assoutenti.
Avvocato, nella sanità siamo tornati all’anno zero?
«La situazione ha una sua gravità e complessità. Iniziamo con il dire che i problemi vengono da lontano…»
Sarebbe a dire ? può essere più esplicito «De Luca non deluda i campani i salernitani e anche i cavesi miei concittadini nei cui confronti in particolare in pubblica piazza ha preso dei precisi impegni morali e politici. De Luca deve battersi con maggiore coraggio per il rilancio della sanità campana e deve ripartire da quelli che sono stati i suoi errori che sono anche la genesi di questa situazione di caos totale nel salernitano e non solo. Facciamo chiarezza. L’articolo 14, comma 1 della legge 161/14, abroga due precedenti norme italiane, derogatorie dalla direttiva comunitaria in tema di orari e riposi del personale sanitario dipendente, medici e non medici. Vengono quindi chiusi in conseguenza di ciò vari reparti sia a Cava che a Mercato San Severino e altri ne sono seriamente a rischio in tutta la provincia di Salerno e la Campania. Tutto ciò anche e soprattutto in virtù della circostanza che questi reparti da una decina di anni hanno visto diminuire il loro personale a causa dei vari pensionamenti e al blocco prolungato del turn over che ha afflitto la Regione, commissariata prima con governatore Bassolino e poi con Caldoro, a causa di un deficit strutturale pregresso, con una situazione debitoria molto pesante, che solo negli ultimi anni Caldoro è riuscito a diminuire in modo consistente. Si deve quindi lottare con il Governo nazionale e De Luca deve essere il nostro capitano in pectore per ottenere quello che fino ad oggi lo stesso De Luca non è riuscito ad ottenere, pur battendosi con onore e tenacia. Lo sblocco del turn over è un diritto dei cittadini campani che il Governo Renzi non ci può scippare così come ha fatto fino ad oggi. E necessario quindi ottenere lo sblocco del turn over già ottenuto da Caldoro in precedenza e ove praticabile una deroga alla legge 161 del 2014 in quanto ne sono venuti meno i presupposti per una sua applicazione sic et simpliciter».
Cosa ne pensa Avvocato delle fughe in avanti attuate dai vari direttori generali tra cui Viggiani?
«La provincia di Salerno è la seconda provincia italiana per estensione territoriale e quindi la sanità sul territorio deve essere affrontata e programmata tenendo ben presente questo aspetto molto importante che gioca a sfavore della vita dei salernitani. Ritengo quindi che non si possono mortificare i territori e i loro cittadini e i rappresentanti istituzionali e sindacali che andavano coinvolti in via preventiva in questa riorganizzazione dei servizi sanitari su base provinciale.Rivolgo quindi un sentito appello al Governatore De Luca affinché le scelte, anche se molto sofferte e dettate da aride norme nazionali ed europee, non siano imposte ai territori e alle loro comunità ex post, ma siano il frutto di una seria programmazione e condivisione delle reali esigenze dei territori, con una concertazione preventiva con tutti i soggetti a vario titolo coinvolti sia a livello istituzionale che sociale. Trovo totalmente sbagliato aver demandato tutta la programmazione sanitaria regionale e la sua riorganizzazione e gestione ai manager che hanno effettuato un riordino meramente da ragionieri e contabili della sanità campana e che nel caso di Salerno e provincia ha portato solo a confusione e gravi disservizi, frutto degli accorpamenti dei reparti imposti, senza una preventiva consultazione con i territori coinvolti dai tagli e dagli accorpamenti».
Cosa deve fare in primis De Luca?
«Il Governatore e l’intero consiglio regionale devono rivendicare con forza il ruolo di programmazione e di indirizzo che compete alla Regione e che non si può delegare ai manager e ai commissari straordinari nominati per giunta per mera appartenenza e meno per il merito».




Salernitana-Nocerina: i tifosi restano liberi

tifosi- nocerina

Non sussiste un reale pericolo di reiterazione del reato. E’ questa, sostanzialmente, la motiviazione che ha spinto i giudici del Tribunale del Riesame a respingere la nuova richiesta di misura cautelare avanzata nei confronti dei tifosi della Nocerina finiti nell’occhio del ciclone per il blitz nel ritiro dei rossoneri a poche ore dall’atteso derby con la Salernitana all’Arechi. Nello specifico è stato evidenziato che dopo l’episodio specifico del 10 novembre 2013 non sono state segnale nel ricorso presentato dalla Procura nuovi elementi e soprattutto nuovi episodi di violenza, in relazione a manifestazione sportive. Per tale motivo i giudici del Tribunale della Libertà che non sussistano i presupposti per accogliere l’istanza e “ripristinare il regime dei domiciliari per gli indagati. Termina così l’incubo dell’ex consigliere comunale Giuseppe “Pino” Alfano, Silvio Di Monaco, Antonio Angrisani, Lucio Pisapia, Fabio Bove, Biagio Bove, Francesco D’Amelia, Giuseppe Nasto e Giuseppe Faiella. L’esecuzione della misura cautelare resta sospesa, con una nuova pronuncia attesa dal Riesame, che a questo punto potrebbe ordinare nuovamente la stessa misura, o disporre in senso contrario un rigetto.
Ancora, sarà scontata in caso di nuovi arresti una ulteriore impugnazione del provvedimento da parte del collegio difensivo, composto dagli avvocati Felice Lentini, Gregorio Sorrento, Annalisa Califano e Michele Alfano, impegnati in una lunga contesa giudiziaria. I giudici del riesame in precedenza avevano rigettato analoga richiesta per Mario Autorino, Ivano Balestra, Giosuè Buono Palumbo, Antonello Califano, di Nocera Inferiore, Marco De Napoli, Montoro Inferiore, Daniele De Santis, Mariano De Santis, Umberto De Vivo, Roberto Di Mauro, Matteo Grande, Carmine Guarini, Roberto Marrazzo, Giuseppe Stanzione. rispondono di violenza privata aggravata da uso di armi, violenza e minaccia commessa in concorso «per aver intimato i calciatori della Nocerina calcio a non giocare il derby contro la Salernitana del dieci novembre 2013». La decisione dei giudici del Riesame (Pisapia, Rulli, Sgroia) dovrebbe chiudere la quaestio in relazione all’esigenza di applicare misure di natura cautelare agli indagati.