Scafati. Rottamazione cartelle, via libera dal commissario Saladino. Speranze per il Polo Scolastico

Di Adriano Falanga

Buone notizie per gli scafatesi. Deliberata l’adesione alla rottamazione delle cartelle esattoriali e presto la firma all’accordo di programma in Regione Campania, che dovrebbe vedere il riavvio dei lavori del Polo Scolastico. A darne notizia è il commissario prefettizio dottor Vittorio Saladino. “Abbiamo deliberato il giorno 24 l’adesione alla cosiddetta rottamazione delle cartelle esattoriali. Il regolamento è stato già trasmesso alla Geset” spiega il Prefetto. La giunta comunale su proposta dell’assessore Raffaele Sicignano con la delibera n.300 del 5 dicembre 2016 aveva approvato l’atto di indirizzo per la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente di riscossione, come disposto dal decreto del governo n 193 ma che per diventare operativa aveva bisogno dell’approvazione del consiglio comunale. Non ci sono stati però i tempi, viste le dimissioni del primo cittadino e il commissariamento dell’ente. C’era però tempo fino a Febbraio, e Saladino non è mancato all’appuntamento. Il decreto legge che regola la “rottamazione” delle cartelle prevede il pagamento del dovuto “condonato” in un’unica soluzione o il rateizzo in 5 rate da versare tre entro l’anno 2017 (scadenze nei mesi di Luglio, Settembre e Novembre) e due nel 2018 (mesi di Aprile e Settembre). A giorni sarà possibile ricevere tutte le informazioni presso gli sportelli Geset. “Settimana scorsa ho chiesto un appuntamento in Regione Campania per discutere della nuova programmazione dei fondi europei – continua ancora il commissario prefettizio – devo dire che mi hanno prontamente risposto e la settimana prossima dovrei essere in Regione”.

1-orgogliosi-di-scafati-prima Il nuovo accordo di programma dovrebbe rifinanziare i lavori del Polo Scolastico, attualmente rappresentato da un grosso “buco” in pieno centro città. “Compatibilmente con le esigenze di bilancio, e le magre risorse finanziarie, stiamo cercando di dare le giuste risposte alla città. Naturalmente rispetteremo le priorità che in questi giorni di insediamento ci sono state illustrate” aggiunge Saladino. Partiti i lavori nel luglio 2014, nel momento in cui viene terminato e saldato il primo Sal, la Tyche (impresa appaltatrice) abbandona il cantiere. La diatriba nasce nel momento in cui dallo scavo sono emersi materiali di risulta della precedenti costruzioni. Una quantità elevata e non preventivata, la cui rimozione comporta un costo tale da non poter essere compreso nel quadro economico del progetto. Il braccio di ferro tra l’amministrazione comunale e l’impresa su chi dovesse accollarsi il costo finisce con la risoluzione del contratto e successivo contenzioso in Tribunale. Vertenza che costerà, almeno fino ad oggi, 40 mila euro di sole spese legali, oltre i 270 mila euro necessari per lo smaltimento dei rifiuti lasciati sul cantiere dall’impresa appaltatrice. La soluzione per riprendere i lavori, dopo la perdita del finanziamento e la relativa copertura economica sembra stare nei “progetti retrospettivi” e cioè lo spostamento contabile su progetti già realizzati con altri fondi nazionali. “La somma complessiva del nuovo accordo di programma che firmeremo a breve in Regione Campania è di circa 11 milioni di euro” spiegava un anno fa Pasquale Aliberti. Una firma ancora non arrivata. Nei giorni scorsi l’appello di Monica Paolino: “Un ulteriore ritardo, metterebbe seriamente a rischio l’utilizzo dei 10,5 milioni di euro, che Scafati era riuscita a garantirsi, grazie alle opere pubbliche realizzate negli anni passati. E’ auspicabile, pertanto, alla luce della tempistica di spesa che ci impone l’Europa, che la gestione commissariale si attivi nell’immediato, a ragionare con la struttura regionale”. Un ragionamento prontamente cominciato, la speranza è che sia anche prontamente portato a termine.




Scafati. Arriva il nuovo comandante dei Vigili. Saladino: “Non è detto che io resti”.

Di Adriano Falanga

Nessun concorso, nessuna nuova assunzione dirigenziale. Almeno fino a quando le casse comunali non lo permetteranno. A spiegarlo è lo stesso commissario prefettizio Vittorio Saladino. Occorre però individuare almeno due figure necessarie per il funzionamento dell’Ente: il nuovo comandante della Polizia Municipale e l’addetto stampa. Impossibile però procedere a nuove assunzioni. La soluzione? Dirigenti a scavalco. “Faremo una convenzione con comuni a noi vicino, chiedendo lo scavalco dei professionisti a noi necessari – spiega Saladino – una scelta necessaria ed economica, chiaramente con durata limitata”. I comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, possono servirsi dell’attività lavorativa di dipendenti a tempo pieno di altre amministrazioni locali purché autorizzati dall’amministrazione di provenienza. La fattispecie dell’incarico a scavalco si manifesta esclusivamente quando un medesimo dipendente espleta la propria attività lavorativa, nell’ambito di un unico rapporto di lavoro, a beneficio di due diverse amministrazioni, ripartendo la prestazione secondo regole organizzative (in particolare quote di orario) oggetto di convenzione tra le parti. Lo scavalco può implicare, in vario modo, incrementi al trattamento economico e rimborsi per le trasferte da una sede all’altra, ma sempre nell’ambito di un rapporto lavorativo unico. Lo stipendio del professionista verrà così ripartito tra i due enti in cui presta servizio, e così l’addetto stampa e il comandante dei caschi bianchi peseranno sulle casse comunali scafatesi per circa il 20% del loro stipendio. Al momento non sono ancora state chiuse le convenzioni, voci però vogliono il Comune di Scafati in trattativa con quello di Pompei per l’addetto stampa e quello di Sant’Antonio Abate per il capo dei Vigili Urbani. Tutto resta da confermare chiaramente. Attualmente la Polizia Municipale, fin dal mese di settembre scorso, è guidata rotazione di 15 giorni da ognuno dei tre capitani in organico: Antonio Cavallaro, Pasquale Cataldo e Ferdinando Raiola. Una brutta notizia per chi tra loro, ambiva alla poltrona che fu di Alfredo d’Ambruoso, dimessosi a due mesi dalla pensione. Se il sistema dello scavalco funzionerà, non è escluso che possa essere esteso anche per altre figure amministrative di Palazzo Mayer, come quella della segretaria generale, attualmente ancora riporta da Immacolata Di Saia.

SALADINO: “NON E’ DETTO CHE RESTI DOPO SCIOGLIMENTO”

4-sim-saladinoVittorio Saladino non si nega a nessuno, la sua disponibilità è stata apprezzata sia a destra che a sinistra ma le tante proposte presentate rischiano di restare campate per aria, non solo per la mancanza di risorse economiche. Sul Comuna aleggia infatti lo spettro dello scioglimento per infiltrazioni mafiose, una decisione che il Consiglio dei Ministri ha già all’ordine del giorno da qualche settimana. Entro i primi giorni di Febbraio bisognerà che il Governo si esprima, o in positivo o in negativo. I presupposti però ci sono tutti, considerata la conclusione della relazione prodotta dalla commissione d’accesso. Diverse centinaia di pagine in cui sono racchiuse le verifiche, le audizioni e le conclusioni dei commissari inviati dal Ministero dell’Interno nel marzo 2016. Tutto lascia pensare allo scioglimento, e in tal caso, potrebbe anche cambiare il commissario. “Se dovessi essere nominato nuovamente io non mi tirerei indietro – confida Saladino – ma certamente non sarò io a propormi”. Dall’amministrazione ordinaria attuale, conseguenza delle dimissioni di Pasquale Aliberti, si passerà a quella straordinaria, che comporterà tempi molto più lunghi, trainando la città al voto non prima della Primavera del 2019. Dell’attuale pool commissariale, con buona probabilità dovrebbe restare la sola dottoressa De Angelis, affiancata da un funzionario della Prefettura di Napoli esperto in Economia e dal Presidente, che potrebbe essere lo stesso Prefetto Saladino. Tutto dipende dalle decisioni ministeriali, attese entro la settimana prossima.




Scafati. Casse vuote del comune, ecco i settori dove si spende più della media nazionale

Di Adriano Falanga

Sono giorni intensi per il commissario prefettizio dottor Vittorio Saladino. La politica scafatese si è ritrovata e fioccano proposte, idee, suggerimenti, come se il funzionario prefettizio avesse bacchetta magica. In realtà le cose non stanno propriamente così, i conti di Palazzo Mayer sono in rosso, e come ben noto, nel 2015 si è finiti in pre dissesto. Bisognava ritornare tra le linee e al momento non è ancora chiaro se l’obiettivo sia stato raggiunto nel 2016. Tagliare la spesa corrente, eliminare gli sprechi, è stato l’imperativo. Ma di soluzioni se ne sono viste ben poche, perché più che ottimizzare i costi, l’impressione è che si sia puntato a tagliare i servizi. Primo fra tutti il sociale. Ma anche la manutenzione non gode di buona salute, e poi ci sono le voci di spesa che a Scafati sono più alte rispetto alla media nazionale. E il binomio è presto fatto: più costi, più tasse. Perché in Italia funziona così, se un servizio funziona male e costa tanto, più che risalire agli sprechi generanti il disservizio, si punta sempre a tagliare direttamente il servizio. E il piano ospedaliero frutto della bozza Zuccatelli prima e legge Caldoro poi, lo ha ampiamente dimostrato, lasciando la città senza un pronto soccorso. Li chiamano “tagli orizzontali”. A Scafati gli sprechi non mancano, e sono concentrati in diversi servizi che adesso mostreremo. Tralasciando le opere incompiute, meritevoli di un capitolo a parte, bisogna prima chiarire che contrariamente alla media nazionale, la classe dirigente e la macchina amministrativa locale costa meno. Ed è presto detto, considerato che l’organico comunale è ridotto quasi alla metà del fabbisogno, il corpo dei Vigili Urbani è un terzo del necessario e a prendere uno stipendio regolare sono solo sindaco e assessori, in quanto i consiglieri percepiscono un esiguo gettone di presenza. Non siamo di certo economisti, e allora, senza addentrarci negli interessi pagati dal Comune e generati dagli anticipi di cassa, o da prestiti contratti con banche e enti pubblici (che pure incidono in maniera esponenziale sul magro bilancio), esamineremo le voci di costo dei cosiddetti servizi essenziali. I dati sono quelli pubblicati sul sito “soldi pubblici.gov” patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con la Banca D’Italia. Partiamo dal costo per l’energia elettrica. Sono anni che l’amministrazione ha cercato di ottimizzare i costi, ma l’unica soluzione arrivata era il Global Service, o meglio l’esternalizzazione totale, bolletta inclusa, della pubblica illuminazione. Un servizio che avrebbe comportato un appalto della durata ultradecennale. Sarebbe bastato forse, usare meglio i 40 milioni di euro di fondi Piu Europa e installare lampioni a risparmio energetico.

2-impianti-illuminazione-pubblicaA Scafati nel 2016 la bolletta è costata 2,37 milioni di euro, con una media di 47,73 euro per scafatese. La media nazionale è pari ad euro 29,68. Alla voce “Servizi ausiliari e spese di pulizia” si registra un costo totale di 414 mila euro, pari a 8,14 euro pro capite. Sporcano gli scafatesi, considerato che la media nazionale è pari ad euro 6,75. Si cresce adesso, parliamo dei costi per lo smaltimento rifiuti. Una voce amara per gli scafatesi, che pagano una delle imposte più alte della Regione. La più alta della provincia di Salerno. E che genera anche un’altissima percentuale di tributi evasi. Nel 2016 il comune di Scafati alla voce “contratto per smaltimento rifiuti” (altro non è che quando viene corrisposto all’Acse) ha pagato 7,45 milioni di euro, pari ad euro 146 a testa per ogni scafatese. La media italiana è di euro 128. Per la “soddisfazione” dell’ex consigliere comunale Marco Cucurachi, che da tempo porta avanti una sua personale battaglia contro la Geset, il “contratto di servizio per la riscossione tributi” ha registrato nel 2016 pagamenti per euro 874 mila, pari a oltre 17 euro per scafatese. I nostri connazionali pagano in media 3,71 euro pro capite. Segno questo anche dell’alto tasso di evasione locale. Infine, ma non per ultimo, la “gallina dalle uova d’oro scafatese”, il settore più volte attenzionato dal nostro quotidiano: “Spese per liti, patrocinio legale”. Nel 2016 il Comune ha emesso pagamenti per oltre 400 mila euro (l’Avvocatura nel complesso costa però molto di più) pari ad euro 7,88 per ogni scafatese. La media pro capite italiana è pari ad euro 3,19. Una città litigiosa a quanto pare, oltre che sporcacciona ed evasore. Oppure semplicemente un’amministrazione comunale poco parsimoniosa e attenta alla spesa. Delle due l’una, Saladino è avvisato.




Scafati. L’ex vicesindaco Fele: “Se tornassi indietro eviterei di mettere tante energie nelle azioni di governo”

Di Adriano Falanga

“Se tornassi indietro eviterei forse di mettere tante energie nelle azioni di governo perché non sempre la passione vera per la politica o la Città viene compresa, cosa che suggerirei anche al sindaco che davvero ha lavorato come pochi in questi anni”. Un atto d’amore quello che Giancarlo Fele riserva a Pasquale Aliberti. Il primo vice dell’altro fino a un mese fa, entrambi caratterialmente opposti, Fele è infatti noto per la sua pacatezza e l’arte del mediare. Tutto sommato, in maggioranza era la “lunga mano” del sindaco, così come un buon vice doveva fare. Attualmente resta lui il nome più “gradito” tra le fila dell’ex maggioranza per l’eredità politica di Aliberti. Anche se, l’ex primo cittadino potrebbe preferirgli un altro nome, che sia in linea continua con il suo sindacato e meno “autonomo” elettoralmente. Lui però minimizza, da bravo uomo di squadra. “Sono legato a Pasquale Aliberti da amicizia e politica da sempre, anche quando facevamo le nostre battaglie, per anni, dall’ opposizione. Non è un problema di ruoli ma di condivisione di un obbiettivo – spiega Fele – É piacevole sentire la stima di tante persone, ma senza conoscere la data del voto, legata ovviamente alla decisione sullo scioglimento, è probabilmente inutile pensare ai nomi. Per adesso è divertente vedere la ressa che già si è creata tra i primi contendenti alla candidatura”. A proposito di scioglimento, questo mese potrebbe essere decisivo, quali le attese? “Quello che sarebbe giusto per come abbiamo agito: che il sindaco possa dimostrare la sua estraneità e che il comune vada il prima possibile al voto”. Il commissario Saladino è a Palazzo Mayer da meno di un mese, ma ha già chiarito, almeno nelle intenzioni, le sue linee guida. “Le capisco se dovessi valutarle con la testa di un commissario, non le comprendo per la visione che ho da ex vicesindaco, come probabilmente non le comprende nemmeno chi applaude per convenienza”. E da vicensindaco, cosa suggerisce al funzionario prefettizio? “Programmare e firmare in Regione il nuovo accordo di programma Più Europa per non perdere gli oltre 10 milioni di euro di fondi che avevamo già rendicontato. Far ripartire le politiche sociali, il centro Raggio di Sole, i centri polifunzionali e l’assistenza domiciliare e seguire con attenzione le problematiche quotidiane. I riscaldamenti a scuola che non funzionano, il cambio del piano viario senza confrontarsi con nessuno o la pubblica illuminazione che continua a dare evidenti problemi di tenuta sono cose per cui ci avrebbero massacrati, ma lo spirito critico noto con piacere che si è appiattito col Natale – la ricetta dell’ex assessore all’Urbanistica – I cittadini hanno bisogno di interlocutori e un comune come Scafati esige assunzione di responsabilità e presenza. Abbiamo deliberato in giunta atti di indirizzo relativi all’Accordo di Programma, alla realizzazione del Polo Scolastico, all’assegnazione dell’immobile confiscato in Via Vitiello alla Curia e del terreno adiacente alla chiesa di San Francesco alla stessa parrocchia, oltre all’adesione alla rottamazione delle cartelle, cose non scritte da nessuno ma da cui può sicuramente partire il Commissario. Se dovessi decidere di incontrarlo, cosa che mi auspico accada, lo farei insieme alla ex maggioranza, per illustrare cosa avevamo in itinere e cosa avevamo programmato, nell’interesse della città e non per avere qualche titolo di prima pagina”.

1-foto maggioranza e giuntaIl centrodestra oggi presenta almeno due anime distinte e separate dagli alibertiani, possibile ricompattarlo? “Lo spero ma purtroppo non ci credo. Le buone intenzioni spesso sbandierate in realtà nascondono velleità personali che alcuni non ritireranno mai per il bene o un obiettivo comune. E quando la situazione è questa non c’è possibilità di unità tra uomini che ragionano senza pensare alla squadra. Sarebbe bello poter unire il centrodestra come nel 2008, quando a Scafati ha vinto un’idea di città, una visione di sviluppo, una squadra capace di riconoscersi nel suo leader, oltre i partiti. Ma vedrà che qualcuno che oggi si vanta di amare questa città sarà il primo a fare le barricate verso l’unità qualora dovesse fare un passo indietro. Le condizioni, escludendo ovviamente le parti davvero inconciliabili, sono unità di intenti e soprattutto umiltà”.  Le opposizioni a Saladino chiedono l’azzeramento dei cda. Molte di queste nomine le ha fatte Fele, compreso Maddalena Di Somma al Pdz. Bisogna davvero azzerare? “Demagogia solita a parte, alla dottoressa Di Somma, che è la sintesi condivisa dai sindaci del Piano di Zona, è stata fatta una nomina fino al 31 dicembre scorso per evitare si fermassero servizi essenziali per le fasce deboli, non oso immaginare cosa avrebbero detto se avessimo interrotto le attività del Piano, ma tanto da fuori e a chiacchiere tutti farebbero meglio – precisa l’ex vicesindaco – L’Acse è una delle poche società che si occupa di rifiuti con bilanci solidi. Le persone bisogna valutarle per l’operato, non per l’appartenenza. E per questo credo che il dottor Saladino, da persona intelligente e preparata qual è, valuti l’operato dei vari CdA dalle carte e dagli incontri che sicuramente farà con gli stessi”. Se Fele è stato braccio destro, a sinistra di Aliberti c’era senza dubbio la moglie, consigliera regionale Monica Paolino. “Una donna di valore sul piano umano e che silenziosamente si impegna sul piano politico. Credo assolutamente debba continuare ad essere punto di riferimento in Regione per questa città perché molte cose le abbiamo realizzate anche grazie a questa sinergia istituzionale. Un lavoro molto spesso oscurato dal sindaco, questo glielo rimprovero”. Gli alibertiani serrano le fila, al momento la squadra resta ancora compatta. E c’è chi crede al voto in primavera.




Scafati. Caldaia da sostituire, la media Anardi chiusa fino al 19 gennaio

Di Adriano Falanga

A seguito apposita ordinanza sottoscritta dal commissario prefettizio dottor Vittorio Saladino, l’istituto comprensivo Tommaso Anardi, da due giorni senza riscaldamento, resterà chiuso per i necessari lavori di sostituzione caldaia. La chiusura interessa il plesso di via Melchiade. Il ritorno in classe è previsto il giorno 20 gennaio 2017, salvo anticipi sulla fine dei lavori.




Scafati. Michele Grimaldi: “si parte dalle macerie. Ricostruire tutto”

Di Adriano Falanga

“La parola d’ordine è ricostruire. Scafati e gli scafatesi sono più forti di un pessimo, il peggiore della nostra storia, ex sindaco”. E’ la ricetta di Michele Grimaldi, già leader nazionale dei Giovani Democratici, e consigliere più votato del centrosinistra nel 2013: quasi 500 voti con la lista “Primavera Non Bussa” a supporto del piddino Vittorio D’Alessandro, a cui poi Grimaldi è subentrato in Assise. “Efficienza e trasparenza della macchina amministrativa, controllo del territorio, manutenzione, attenzione costante ai bisogni dei più deboli e alle opportunità dei più meritevoli. Per farle un esempio, sa che questa amministrazione quest’anno si era dimenticata anche di sollecitare l’ASL a compiere la derattizzazione e la disinfestazione estiva? E poi serve rilanciare Scafati, assegnarle una missione, renderla una città europea in grado di attirare flussi di persone e di investimenti: cultura e vocazione produttiva, riqualificazione urbanistica e filiera dell’eccellenza mi paiono le strade da seguire” le priorità dell’esponente democratico. Una delegazione del Pd incontrerà il prefetto Saladino, anticipa Grimaldi: “Al Commissario chiederemo discontinuità, che nel concreto significa tornare a dare priorità all’ordinaria amministrazione e ai bisogni reali dei cittadini: emergenza sicurezza, problema traffico, questione ambientale, opportunità culturali, sostegno alle attività commerciali e produttive. Credo, inoltre, occorra imparzialità ed efficienza della macchina amministrativa: per questo l’azzeramento di tutti i CdA delle miste, a partire dall’ACSE, e la revisione dei contratti con Geset e Publiparking mi paiono scelte urgenti”. Teme lo scioglimento l’ex consigliere comunale: “Decideranno gli organi competenti. Temo però, purtroppo per la nostra città, che con un ex sindaco sul quale pende una richiesta di arresto per camorra lo scioglimento sarà l’esito definitivo di questa stagione amministrativa: l’ultimo postumo grave danno che il dottore Aliberti arreca alla nostra comunità e al suo futuro”. Nel 2013 è stato a lungo indicato come papabile candidato sindaco, è finito secondo alle primarie. Oggi potrebbe ritornare su quei passi? “Sono onesto. Vivo dal 2012 in apnea, da quando nel silenzio e nell’omertà generale assieme ai meravigliosi ragazzi di PnB montammo un palco a Piazza Veneto e squarciammo il silenzio che vigeva in città, facendo nomi e cognomi, urlando che il re era nudo. Questo è costato grossi sacrifici in termini di affetto, tempo, preoccupazioni alla mia famiglia e alle persone a me più vicine – ricorda Michele Grimaldi – Per questo adesso, per me come per la città, è il tempo di respirare, riflettere, studiare, progettare. Ogni decisione, anche la ricandidatura al consiglio comunale, la vaglierò nei prossimi mesi. Per il momento sono orgoglioso di aver provato a svolgere bene il mio lavoro: in meno di un anno in consiglio ho prodotto oltre quaranta atti ufficiali tra mozioni, interpellanze, interrogazioni, proposte. E per chi fa politica fare il proprio dovere è la cosa più bella”. Possibile ancora il voto in primavera però, e il Pd, come gli altri partiti e movimenti, comincia a guardarsi attorno. Un profilo del candidato ideale deve essere ancora tracciato, sono molte le anime e gli animi divergenti in un partito di ampio respiro come il Pd. Potrebbe valere il detto “tutti sono utili ma nessuno è indispensabile”, e ai margini vi è sempre la corazzata economica delle famiglie Marano e Scarlato.

1-primarie pd “Credo che non sia il tempo dei nomi, ma dei progetti. Per quanto mi riguarda lavorerò per la costruzione di un centrosinistra largo, innovativo, progressista, che segnali una discontinuità netta verso la precedente amministrazione ma anche verso vecchie e sbagliate abitudini del mio campo. Non servono protagonismi personali, o sommatorie di nomenclature o famiglie: alla città serve una squadra, una mente collettiva, e idee e proposte moderne di governo e di cambiamento. E’ finito il tempo della nostalgia – ribadisce Grimaldi – credo debba venire quello nel quale si possano finalmente liberare e rendere protagoniste tante energie diffuse e troppo spesso inascoltate. Il candidato Sindaco dovrà essere né uomo né donna, né giovane né anziano: ma incarnare questo spirito”. Non si sbottona, è chiaro, però un nome di “rottura” con il passato, con le nostalgia citate dal piddino, potrebbe essere anche quello, in salsa rosa, di Margherita Rinaldi, segretaria della locale sezione democrat. “Credo che Margherita abbia ben svolto, con coraggio e determinazione, il compito di guidare un partito che usciva da una pesante sconfitta elettorale e da un commissariamento. La stessa presenza di una organizzazione giovanile forte e ben strutturata è un segno di vitalità importante per il partito. Al prossimo congresso cittadino, che si terrà assieme a quello nazionale, discuteremo e decideremo assieme come proseguire questo lavoro”. Questo significa che ogni ragionamento concreto è rinviato a dopo il congresso, che sancirà la nuova linea politica del partito, e soprattutto i nuovi “capibastone”. Sulla città pesa però l’eredità di Aliberti. “Solo macerie, come l’enorme buco al posto del mai realizzato polo scolastico. Spreco dell’opportunità dei fondi europei, un sito di stoccaggio in pieno centro cittadino, l’assenza di una rete fognaria nonostante tre inaugurazioni, la chiusura dell’ospedale, il fallimento delle politiche sociali, case popolari allegramente occupate da abusivi e da pregiudicati, un bilancio dell’ente in pre-dissesto, l’assenza completa di regole e cura del territorio: solo per fare alcuni altri esempi – continua ancora Grimaldi – Ma la principale colpa del dottore Aliberti mi pare quella di aver diviso la nostra comunità, di averla continuamente spremuta per le sue continue campagne elettorali, di averla svenduta sull’altare dei suoi interessi familiari, economici, politici”.




Scafati. Coppola senza freni: “Senza la Di Saia sarà un buon 2017”

Di Adriano Falanga

“Prima ero presidente e per rispetto del mio ruolo istituzionale non potevo parlare, ma il mio dissenso l’ho sempre fatto sentire nelle sedi opportune. Oggi parlo solo per amore della verità e se andasse via la segretaria il 2017 inizierebbe nel migliore dei modi per questa città”. Che fosse una persona molto impulsiva Pasquale Coppola lo aveva dimostrato già da presidente del consiglio comunale, quando, con estrema facilità, cadeva nel “tranello” che “l’amato nemico” Pasquale Aliberti gli tendeva. Oggi però Coppola non è più a capo dell’Assise, come non è più neanche consigliere comunale e quindi la separazione politica dagli alibertiani adesso può avviarsi al divorzio vero e proprio. E l’esperienza insegna, non esiste separazione che non comporti danni o liti pendenti. E’ senza freni Pasquale Coppola, e l’arrivo del commissario prefettizio Vittorio Saladino gli offre modo di esternare la sua opinione politica, libera da vincoli istituzionali. “Al commissario Saladino chiedo semplicemente discontinuità, ho accolto positivamente le sue prime azioni sono felice che finalmente il Comune porterà avanti una vera e concreta politica di tagli. Erano anni che lo avevo proposto. Ma certe posizioni a Palazzo Mayer erano diventate intoccabili”. Rendite di posizione secondo l’ex alibertiano, da almeno due anni suo ferreo oppositore, a braccetto con Mario Santocchio, anch’esso vecchio amore di Aliberti. E quando amanti e mogli si coalizzano, non c’è speranza per i mariti fedigrafi. Alla scadenza dei sessanta giorni imposti dalla legge, Saladino ha lasciato intendere di poter anche allontanare la segretaria comunale Immacolata Di Saia. Una notizia che Coppola accoglie decisamente a favore, e non fa nulla per nasconderlo. “Sarebbe opportuno poiché la stessa è sottoposta a diverse indagini e sta subendo diversi processi. Diversi comuni dove ha prestato servizio sono stati sciolti per infiltrazioni camorristiche e anche il nostro è a forte rischio”. L’allontanamento della Di Saia era stato chiesto da Coppola, Pasquale Vitiello e altri dissidenti alibertiani come contropartita per il voto a favore di bilancio. Naturalmente, le proposte finirono rispedite al mittente. “Lo chiedevo perché il suo modo di operare non era da segretario dell’ente ma da segretaria particolare dell’ ex Sindaco eppure la pagavamo tutti noi cittadini profumatamente, piu’ di 150 mila euro annui, e siccome non bastavano ha citato l’ente per altri 100 mila euro di rimborso (una causa di lavoro, ndr) Per me erano troppi, per un dipendente che lo si vedeva al Comune solo dopo le 14”. Sarebbe stata questa la causa dei dissapori, neanche mai nascosti, tra il l’ex presidente del consiglio e la segretaria comunale. “Tutto questo ha prodotto ostilità da parte sua nei confronti della figura istituzionale del presidente, fino ad arrivare ad una falsa querela nei miei confronti per  aggressione, cosa non vera che è costata  l’allontanamento di un dipendente dalla segreteria poiché ha testimoniato il vero cioè che io non l’avevo neppure sfiorata”.

1-coppola alibertiE’ un fiume in piena Coppola, la sua posizione è chiaramente di rottura, e nei giorni scorsi su Facebook non aveva lesinato piccate frecciatine all’indirizzo della coppia Paolino-Aliberti. “Non siete stati capaci di prendere un euro dalla regione per il Pip di Scafati, non siete stati capaci di riaprire l’ospedale e avete ancora il coraggio di fare proclami per meriti che non sono i vostri” con riferimento all’annuncio della ripresa dei lavori della nuova rete fognaria. L’ultimo post è ancora più eloquente: “Quando dicono che gli asini non volano dicono il vero, gli asini familiari diventano consiglieri regionali”. Insomma, esternazioni che hanno il sapore di pre riscaldamento da campagna elettorale, dove Coppola potrebbe essere a capo di una coalizione che si autodefinisce “centrodestra costruttivo”. Ma l’interessato smentisce: “Premesso che non mi auguro il voto nel 2019 perché lo scioglimento sarebbe un’onta che la città non merita, non ho nessuna intenzione di candidarmi – ammette Coppola – questa esperienza mi ha molto provato, non solo politicamente, ma soprattutto umanamente e fisicamente. Farò un passo indietro, ma non a favore di un mio parente o di mia moglie, ma di un giovane preparato, che sia animato da sincero amore per la città”. E questo giovane potrebbe essere Angelo Matrone? “Mai dire mai. Ha dimostrato, contrariamente a quanto si sosteneva all’inizio, di non prestare il fianco all’ex sindaco. Ha tenuto le distanze e oggi avverto una positiva maturità politica”. Con ogni probabilità, Pasquale Coppola gioca al “rialzo”, perché attorno a se ha già una squadra molto ampia con la quale ha avviato un progetto politico alternativo ad Aliberti già dalle elezioni regionali del 2015, quando “sfidò” Monica Paolino candidandosi con l’Ncd e raccogliendo poco meno di 2 mila voti in città.




Scafati. Piano di Zona, polemiche sulle ultime assunzioni disposte dalla Di Somma

Di Adriano Falanga

Servizi sociali tra le priorità della gestione commissariale. Vittorio Saladino lo ha spiegato fin dalla prima ora, i servizi sociali sono prioritari e nulla sarà bloccato o sospeso, oltre ciò, il neo commissario ha anche lasciato intendere che interverrà in prima persona in questo delicato settore, fino ad oggi ripetutamente finito tra le polemiche per la sua gestione, oltre ad essere attenzionato dalla magistratura, sia ordinaria che antimafia. Il vecchio Piano Di Zona S1, guidato dal Comune di Scafati come ente capofila e coordinato dalla dottoressa Maddalena Di Somma non è mai stato un modello per gestione trasparente. Per capirlo basta andare sul sito, oramai fermo e non più aggiornato dopo lo spacchettamento voluto da Enzo De Luca. Alla voce, obbligatoria per legge “amministrazione trasparente” non è che c’è poco materiale, ma addirittura la sezione non è stata neanche mai creata. Impossibile quindi poter verificare e monitorare le attività, salvo le determine, pubblicate sull’albo del Comune di Scafati come ente capofila. Sono anni che le opposizioni denunciano strane procedure nelle assunzioni, quasi sempre filtrate dall’agenzia interinale Tempor di Roma e in cui compaiono esponenti politici o persone a loro vicino, parenti compresi. L’ultimo concorso poco prima dello spacchettamento, con la redazione di apposite graduatorie professionali triennali da cui attingere. Poi lo spacchettamento, voluto affinché ogni distretto sanitario potesse far capo ad un proprio piano di zona, in modo tale da snellire e ottimizzare le procedure per l’erogazione dei servizi socio assistenziali. Così Scafati resta capofila, in convenzione con i comuni di Angri, Sant’Egidio del Monte Albino e Corbara. Il ritardo nell’approvazione della convenzione ha di fatto comportato la chiusura del centro disabili “Raggio di Sole” ospitato presso il centro sociale di San Pietro, lasciando così senza struttura una trentina di ospiti. Firmata la convenzione, dopo apposita ricognizione interna è stata riconfermata la Di Somma a capo della nuova struttura. Una nomina fatta dal vicesindaco Giancarlo Fele, essendo Pasquale Aliberti già dimissionario, due giorni prima dell’arrivo del commissario prefettizio. Un ruolo ad interim, di natura provvisoria e fiduciaria che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) decadere con l’avvento del commissario prefettizio. Nonostante ciò però, la coordinatrice a fine 2016, con il commissario già insediato a Palazzo Mayer, ha dato il via a un piano assunzioni attingendo in parte dalla graduatoria e in parte dalla Tempor. Di queste assunzioni il commissario Saladino non sembra essere stato messo al corrente. “E’ decisamente scandaloso – spiega Mario Santocchio, consigliere uscente di opposizione – ricorrere alla Tempor, assumendo sempre i soliti noti, laddove esiste un’apposita graduatoria. La dottoressa Di Saia avrebbe dovuto avvisare il dottor Saladino, e non l’ha fatto, procedendo arbitrariamente alle assunzioni”. Una decisione che ha messo in agitazione anche gli altri comuni convenzionati. “Tutto questo è inaccettabile e condiziona la democrazia. Il Piano di Zona è una società pubblica – prosegue Santocchio che polemizza anche sul compenso della professionista – non è in linea con la politica di spending review, necessaria per la precarietà delle risorse disponibili. Al commissario prefettizio chiediamo di fare luce su questa vicenda”. Saladino, investito sulla questione, ha già chiarito di volerci vedere chiaro, lasciando trapelare anche che con la gestione commissariale “cambia tutto”, anche i dirigenti.




Scafati. Presto il nuovo comandante dei Vigili Urbani

Di Adriano Falanga

Sul tavolo di Vittorio Saladino anche la nomina del nuovo comandante della Polizia Municipale. Una decisone che l’ex Prefetto di Rimini sta attentamente valutando, vagliando se ricorrere a professionista esterno oppure delegare uno dei tre capitani, attualmente tutti e tre comandanti in pectore. Già, perché con le dimissioni anticipate del maggiore Alfredo D’Ambruoso, il 22 settembre scorso l’ex primo cittadino Pasquale Aliberti decide di non scegliere, ma di delegare a comandante tutti e tre i tenenti, oggi diventati capitani. Una staffetta a rotazione di 15 giorni ciascuno. Una scelta pessima, volendo essere sinceri, perché ha comportato confusione non solo nella linea d’azione, diversa per ognuno dei tre caschi bianchi, ma anche tra i vigili urbani in organico, costretti loro malgrado a cambiare comandante ogni quindici giorni. E tutto questo non può certamente mettere in condizioni un ufficiale di pianificare e progettare qualcosa nel lungo termine, precarizzando quindi decisioni e strategie. Tutti e tre sarebbero disponibili a rilevare il comando di via Melchiade, per la precisione: Antonio Cavallaro, Ferdinando Raiola e Pasquale Cataldo. Il primo era in pole con l’amministrazione Aliberti, essendo “vicino” sia all’ex sindaco che al suo vice, Giancarlo Fele. Cavallaro (in foto con Aliberti) è da anni a capo del comparto Urbanistica, una tematica delicata e sensibile, essendo il settore attenzionato dalle indagini dell’antimafia. Non solo, l’ufficiale risulta rinviato a giudizio per lo scandalo assenteismo, anche se la sospensione dal servizio gli è stata revocata dal riesame. Raiola è prossimo alla pensione, una lunga carriera e qualche ombra giudiziaria passata, su cui la magistratura sta facendo luce. Molto conosciuto per il piglio arcigno e ferreo, si è occupato a lungo del comparto Commercio, avendo però a sua disposizione una sola unità. Quando è il suo turno di “andare a comandare”, vengono registrati numerosi controlli anti sacchetto selvaggio, in materia di rispetto e tutela dell’ambiente. Pasquale Cataldo è operativo nel comparto Viabilità, sue le modifiche ultime al piano viario, sua l’iniziativa del calendario della Polizia Municipale, fu lui a salvare la vita, praticandole un immediato primo soccorso, alla nota giornalista Maria Rosaria Vitiello, investita da un’auto a Bagni poco più di due anni fa. Tra i tre “tenori” la staffetta dura oramai da oltre tre mesi. E’ chiaro che il commissario Saladino dovrà al più presto sciogliere le riserve e decidere chi tra loro (ma anche no) andrà a sostituire definitivamente il maggiore D’Ambruoso. Un lavoro già reso difficile dalla dotazione di poco meno di 40 uomini in organico, dove il più “giovane” in servizio ha superato i 50 anni e senza copertura notturna. Per un comune come Scafati la legge indica una dotazione di almeno 80 uomini, il doppio di quella attuale.




Scafati. I grillini da Saladino: “Illegalità e clientelismo hanno distrutto la città”

Di Adriano Falanga

“Sicuramente daremo segnali di discontinuità, dopo aver avuto un quadro chiaro delle risorse darò delle indicazioni sugli indirizzi da seguire, si vede che qui ci sono dei ritardi amministrativi basta guardare ad alcuni comuni a pochi km da qui”. Parole del Prefetto Vittorio Saladino, commissario prefettizio di Scafati. Il funzionario governativo ha incontrato ieri mattina una delegazione di Scafati in Movimento-amici di Grillo, composta da Giuseppe Sarconio, Roberto Aiello, Paolo Accardo, Giulia Nastri e Vincenzo Iuliano. Un lungo e proficuo scambio di vedute, dove i pentastellati hanno presentato un lungo e dettagliato elenco di problematiche, con tanto di proposte. “Quelle decine di idee e iniziative che negli anni abbiamo puntualmente girato alla vecchia amministrazione, e mai sono state considerate” chiarisce Sarconio. Il Commissario si reso molto disponibile, ha appuntato ogni peculiarità segnalata e fornito risposte laddove poteva. “Su alcune esigenze come per esempio la manutenzione stradale, la pubblica illuminazione, i servizi ai diversamente abili – ha chiarito Saladino – darò risposte immediate anche se qua si è esternalizzato un poco tutto, l’esternalizzazione va bene pure quando si è in difficoltà di personale ma poi si deve anche controllare”. Non vende sogni però, la situazione economica non è delle migliori e quando si parla di progetti si parla anche di risorse. “Farò il massimo con le risorse disponibili, tenendo conto di quello che é programmabile nel breve/medio termine, per altre cose che coinvolgono altre istituzioni mi interfaccerò con tutti per dare le risposte di cui ha bisogno Scafati, state certi che non resterò inerte dinanzi ad alcun problema, dal fiume, all’ospedale fino al sociale”. Gli attivisti sin dall’inizio hanno evidenziato la necessità di una discontinuità rispetto al passato cominciando ad azzerare incarichi e nomine nelle partecipate, passando per il taglio agli sprechi, attraverso la rinegoziazione dei fitti pagati dal Comune. Un caso su tutti, i 3500 euro mensili che l’ente paga per il centro per l’impiego di via Terze, nonostante la competenza sia provinciale. Durante l’incontro si è parlato anche di ambiente, di fiume Sarno e del “caso” Helios, sono stati chiesti per queste problematiche maggiori controlli e la massima attenzione. Stesso discorso per la sicurezza. Il commissario ha rassicurato sulla partecipazione alla conferenza dei servizi del 13 gennaio su Helios, quanto alla sicurezza, si punta al potenziamento della videosorveglianza. Ospedale e Piano di Zona gli altri temi portati a conoscenza di Saladino.