Si farà la nuova discarica

di Andrea Pellegrino

«Non abbiamo previsto nessun nuovo sito di discarica, non c’è». Era il 16 dicembre quando Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della giunta regionale, con delega all’ambiente, rassicurava i consiglieri regionali, in aula, sul piano rifiuti regionali, poi “bocciato” dal Ministero dell’Ambiente. Dunque, nessuna nuova discarica sul territorio campano. Almeno fino alle ultime dichiarazioni di Vincenzo De Luca che di fatto hanno smentito il suo vicepresidente. Il governatore, infatti, ha annunciato che la discarica ci sarà. E servirà per almeno un paio di milioni di tonnellate. Ma a Bonavitacola non è andata meglio neppure sul caso della bocciato sul piano rifiuti. Nel rispondere a Giovanni Romano, suo predecessore all’assessorato all’ambiente, il salernitano delucidano, ribadiva: «Sono del tutto fuorvianti ed infondate le notizie sulla prevista realizzazione di nuove discariche poiché il Piano non le prevede affatto. Cosa propone Romano? Di tornare ai tre termovalorizzatori del suo piano? Lo dica». Ed ancora sulla decisione romana, sosteneva: «ll Ministero non ne ha la competenza». Anche questo caso i fatti lo hanno smentito. L’incontro a Roma, proprio sul piano rifiuti, si è tenuto giovedì con tanto di nuovi approfondimenti chiesti dal Ministero dell’Ambiente. I chiarimenti riguarderebbero le ecoballe, impianti di compostaggio, il termovalorizzatore di Acerra e la capacità residua delle discariche ancora attive. La Regione dovrà rispondere, ora, entro mercoledì. E le criticità non sarebbero facili da superare. Infatti, per i rifiuti imballati, è tutto praticamente fermo. Gli Uffici della Struttura di missione della Regione sono sempre in attesa del nulla osta dell’Anac per il nuovo bando. Per lo svuotamento dei siti nessun progresso: si è ancora fermi a poco più di 30.000 tonnellate smaltite in otto mesi mentre il crono programma ne prevede 800.000 in diciotto mesi. Neppure la Bulgaria ha ancora sciolto la riserva per accogliere i rifiuti. Per gli impianti di compostaggio, invece, dovrebbe essere pubblicata una delibera con la lista degli impianti definitivi, ma ci sarebbero delle problematiche per alcuni siti, come ad esempio a Sarno.  Infine potrebbero aumentare i trasferimenti di rifiuti fuori regione dopo la chiusura della discarica di San Tammaro a Caserta e quella imminente, a quanto pare, di Savignano Irpino. «Nel 2016 – ricorda Giovanni Romano, ex assessore regionale all’ambiente – sono state smaltite fuori regione 360.000 tonnellate per un costo aggiuntivo di 60 milioni di euro. Quello che è stato appena presentato dalla Regione Campania, più che un piano rifiuti è un piano trasporti. Rifiuti che viaggiano fuori Regione con costi a carico dei cittadini e con tanti ringraziamenti da parte di chi li trasporta». Anche il Movimento 5 Stelle attacca: «Sono le proverbiali poche e molto confuse idee che caratterizzano ormai la Giunta De Luca – dice il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Vincenzo Viglione – A distanza di due mesi tocca al presidente De Luca ribaltare il tavolo annunciando che è intenzione della Regione creare un solo grande sito e di non appellarsi alle ideologie. C’è un evidente e preoccupante stato confusionale – attacca Viglione – che mostrano un De Luca carnefice e vittima di se stesso e della sua retorica degli annunci. Una confusione che presenta un conto salato – conclude Viglione – che come sempre dovranno pagare i cittadini che mentre chiedono verità si ritrovano nuovamente a dover convivere con il redivivo spettro delle discariche».




Il gruppo consiliare di Fdi constringe alle dimisisoni l’avvocato Francesco Romano

Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia -Alleanza nazionale aveva segnalato l’incompatibilità del dirigente del settore avvocatura del Comune al consiglio dell’ordine degli avvocati e il dirigente comunale stamane ha annunciato in conferenza stampa le sue dimissioni a partire dal prossimo 31 dicembre. Da tempo Fdi segnalava lo stato di incompatibilità dell’avvocato Francesco Romano che secondo i consiglieri Mario Santocchio e Cristoforo Salvati non poteva essere contemporaneamente iscritto all’ordine degli avvocati praticante la libera professione e dipendente, anche se solo a tempo indeterminato, del Comune di Scafati (quale responsabile del settore avvocatura). Nei giorni scorsi era giunta a palazzo Mayer  una nota dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata a firma dell’avvocato dell’avvocato Damiano,  segretario, e del presidente Gennaro Torrese, che, tenendo conto dell’esposto di Fdi, scriveva perentoriamente all’ente: «Persistendo seri dubbi in ordine alla denunziata incompatibilità, ho intimato a questi di rimuovere tale situazione immediatamente e comunque non oltre il 31/12/2015 dandone tempestiva comunicazione all’Ente Scrivente».  Stamane a proposito delle dimissioni dell’avvocato Romano si è tenuta una conferenza stampa, durante la quale l’ormai ex dirigente del settore avvocatura ha espresso tutto il suo dispiacere affermando che forse stava pagando il prezzo di essere stato il Rup (responsabile unico del procedimento) della tanto chiacchierata procedura di decadenza del sindaco Aliberti visto che a Scafati da, i dirigenti del settore avvocatura erano tutti nelle sue situazioni, non ultimi i suoi predecessori Lucia Fiorillo, Germana Pagano e Diego Del Regno. L’avvocato Romano si è difeso: «La contestazione sulla mia incompatibilità non è nuova perché Salvati e Santocchio avevano già sollevato il caso a maggio ed agosto del 2014 ma chissà perché mai avevano segnalato il caso all’ordine, sono stato scelto come bersaglio dal gruppo Fdi, ho dovuto ascoltare durante il consiglio comunale accuse gratuite mi hanno tacciato perfino di incompetenza- si sfoga Romano e attacca- l’incompatibilità è una storia vecchia, forse è stata tirata in ballo perché ora che sono rup della del procedimento della decadenza e faccio le mie considerazioni sulla tempistica, perché è poco serio parlare di incompatibilità quando Pagano, Del Regno e Fiorillo erano incompatibili come me». L’avvocato Romano difende l’Ente sulla scelta che lo vede dirigente incompatibile del settore e anche il suo operato: «L’Amministrazione avrà pensato che la temporaneitá del contratto in essere con il sottoscritto potesse far venir meno le cause di incompatibilità sono amareggiato perché siamo riusciti  a portare risultati mai raggiunti dall’ente, per più di un mese abbiamo avuto negli uffici comunali i funzionari della ragioneria dello stato e al nostro ufficio non è stato mosso alcun rilievo, era stato avviato un percorso virtuoso che non si sa se si riuscirà a portare avanti». Al posto di Romano, a breve comunque dovrebbe essere nominato un sostituto ad interim, i nomi più accreditati sono quelli dei dirigenti Laura Aiello e Maria Antonietta De Nicola. Anche sulla procedura di decadenza di cui si discuterà questa sera in consiglio, l’avvocato Romano ha voluto precisare: «L’ufficio avvocatura non ha il potere di validare alcuna seduta, quella di questa sera è una presa d’atto e la seduta del 27 è valida, anche se esiste un ricorso, quindi non potevo non menzionarla nel deliberato di questa sera». Il dirigente dimissionario si è detto  sereno in tutte le scelte che ha fatto in questi mesi e alla domanda su quali potrebbero essere gli scenari futuri della procedura di decadenza del sindaco se il Tar si pronunciasse a favore della seduta del 27, ha risposto: «Probabilmente il sindaco potrebbe decadere con effetti retroattivi. Non pensiate che la storia sia finita qui, ci saranno ricorsi e controricorsi». Dunque anche in questo campo si prospetta tanto lavoro e impegno per il prossimo dirigente del settore, per un argomento, quello della decadenza, che sembrava chiuso e archiviato. Chissà se il Comune di Scafati riuscirà a nominare un dirigente a guida del settore avvocatura finalmente compatibile appreso che in città l’ incompatibilità in questo ruolo sembra sia diventata una normalità.

di Adriano Falanga




NoceraI. L’autogol del Pd in cerca di identità

NOCERA INFEIORE. Mai comunicato stampa o posizione politica fu più autodeflagrante. Il comunicato stampa di giovedì scorso di una parte del Pd nocerino, sottoscritto tra l’altro dai 2 consiglieri comunali Antonio Iannello e Enrico Esposito ha creato parecchio caos sia nel partito sia all’interno dei diversi gruppi che lo compongono. L’uscita pubblica della parte, che molti dicono guidata dall’ex sindaco Antonio Romano ha, nei fatti, spaccato irrimediabilmente la maggioranza del Pd nocerino che, solo qualche mese, aveva eletto Alfonso Oliva segretario e messo in crisi quella parte che si rivede, più o meno direttamente, nelle posizioni dei cugini Petrosino (il capogruppo Massimo e l’ex vicesindaco Enzo). Questi, infatti, si trovano da soli a sostenere Oliva schiacciati tra la parte vicina a Romano e suoi “seguaci” e le due minoranze che al congresso si rivedevano in Dina Pagano (gruppo Cambiamenti) e Luca Forni. Il capogruppo Petrosino, insieme al segretario Oliva, che, come annunciato, si dimetterà nel prossimo direttivo stanno cercando, non senza difficoltà di portare a conclusione l’accordo politico con la maggioranza Torquato attraverso un nome che possa ricoprire un incarico assessoriale. È proprio il capogruppo Petrosino il nome più accreditato, ben visto dall’intero partito e sponsorizzato dal segretario provinciale Nicola Landolfi. Il suo nome creerebbe più di qualche problema al gruppo Romano, alla prese con qualche problemino interno, ed il gruppo cambiamenti, ultimamente troppo distratto nell’organizzazione di dificilissime  iniziative politiche.
Alcuni dei firmatari o presunti firmatari, come suggeriscono i bene informati, avrebbero manifestato più di qualche dubbio ad Esposito e Romano per i contenuti troppo duri del documento, al quale probabilmente sarebbe stato inserito il loro nome in calce senza alcuna condivisione o via libera. Lo stesso Iannello, inoltre, è fuori dall’Italia da molto giorni. Insomma una situazione tutt’altro che semplice tra in romani, soprattutto per alcune figure storiche della sinistra nocerina che potrebbero ritornare sui propri passi e che non gradirebbero alcune manovre di avvicinamento al centro destra
Ed è proprio il lavoro del capogruppo di questi giorni che potrebbe  rimarginare la spaccatura e consentire al partito di celebrare, la prossima settimana, come anticipato da Oliva, un direttivo nel quale sarà proprio il suo nome ad essere indicato come assessore. Sempre se nelle prossime ore non dovessero esserci altre novità, magari le dimissioni o la decadenza di qualche consigliere?
Il Pd nocerino dopo le emoragie di voti degli anni passati ora cerca di ritrovare un ruolo politico, da costruire nei prosimi due anni, prima delle elezioni amministrative.




NOCERA INFERIORE. Dietro le quinte torna Antonio Romano

Da le cronache oggi in edicola

NOCERA INFERIORE. Quello che in tanti temevano dopo l’ingresso di Antonio Romano nel Partito Democratico è accaduto.
All’inizio in maniera riservata e, nel corso dell’anno, in maniera sempre più palese la presenza dell’ex sindaco di Nocera Inferiore, secondo diversi osservatori, ha finito per destabilizzare il partito nel quale era “rientrato” lo scorso anno dopo essere andato via nel 2010 senza spiegare, tra l’altro, le motivazioni.
Nonostante gli fosse stata cancellata la tessera dalla commissione di Garanzia, Romano, insieme al suo fedele amico Rosario Cozzolino, ha progressivamente aumentato la sua influenza nel partito fino ad arrivare a “influenzare” direttamente due consiglieri comunali su tre (Antonio Iannello, candidato sindaco alle scorse amministrative per il partito democratico, e Enrico Esposito, imprenditore ed ex presidente del consiglio comunale),  tre componenti su quattro della segreteria cittadina (Lucia Bove, Giancarlo Pagliuca, Mario Salsano) che affiancava il segretario cittadino Alfonso Oliva e una ventina di componenti del direttivo cittadino che facevano parta della maggioranza che solamente qualche mese fa aveva vinto il congresso.
Questa è la fotografia, la lettura politica che davano molti addetti ai lavori quest’oggi del comunicato stampa di giovedì con il quale nei fatti i consiglieri Iannello ed Esposito ed i 19 componenti del direttivo cittadino prendevano le distanza dalla decisone assunta la settimana scorsa dal direttivo cittadino dopo ben tre incontri, di stringere un’alleanza con l’attuale amministrazione nocerina guidata dal sindaco Manlio Torquato.
Gli stessi, come avrebbe confessato a qualche amico il segretario Alfonso Oliva,  avevano partecipato attivamente alla discussione mostrando solamente alcune diversità di opinione sulla metodologia ma non contrarietà come poi riportato nel comunicato.
Nel comunicato, che a questo punto appare provocatorio, di fatto si disconosce la scelta assunta dall’organismo dirigente nocerino alla presenza del segretario Nicola Landolfi che viene individuato come il vero ed unico artefice dell’accordo e si chiedono le dimissioni del segretario cittadino Oliva reo, a loro dire, di esser venuto meno al mandato congressuale. Una mossa disperata ma calcolata per far saltare l’accordo da parte di Romano e soci? Chissà.
Certo è che da molte settimane stavano lavorando a costruire una coalizione alternativa a Torquato;  una posizione forte quella assunta dai consiglieri Iannello e Esposito che ha fatto e farà molto discutere in città e nel partito, visto che solamente qualche anno fa lo stesso Iannello, candidato sindaco del Pd, attaccava frontalmente il suo omonino Romano in questi tutti i suoi comizi.
Appare, infatti, paradossale come Romano, che ha abbandonato il Pd nel 2010 per sostenere “segretamente”  Adriano Bellacosa nel 2011 ed in prima persona il senologo Luigi Cremone nel 2012 (entrambe coalizioni di centrodestra), forte di un patto di ferro sancito con l’allora presidente della Provincia Edmondo Cirielli, abbia nei fatti determinato un cambio di linea ed una deflagrazione del partito. Vuoi vedere che il vero obiettivo è “sabotare” come nel 2011 il Pd per impedirgli di competere alle prossimi elezioni amministrative nelle migliori condizioni politiche? Comunque sia ne vedremo e ne scriveremo ancora. Una frattura molto evidente che non si ricomperà facilemnte e che si acuirà al momento della nomina dell’assessore che dovrebbe spettare al partito democratico nocerino.




Renzi vuole Barca vice Resiste l’ipotesi Pasquino

di Andrea Pellegrino

Le riunioni si susseguono e le caselle da riempire sono ancora molte. La corsa contro il tempo per la composizione della nuova giunta regionale a guida De Luca non ha dato ancora i risultati sperati. Colpa di Roma che vorrebbe un suo vicepresidente di peso e di caratura nazionale anche per controbattere il colpo della sospensione di Vincenzo De Luca (primo caso nella storia di questo Paese) dalla carica di presidente della Regione Campania. Così Matteo Renzi avrebbe fornito la sua rosa di nomi. E tra questi pare che stia prendendo piede l’ex ministro (governo Monti) Fabrizio Barca. Un nome di spessore, che sostanzialmente commissaria (politicamente) Palazzo Santa Lucia, strappandolo totalmente al “sospeso” Vincenzo De Luca. Sul tavolo del neo governatore resterebbero, invece, due nomi a lui più vicini: il primo quello di Fulvio Bonavitacola. Ma a quanto pare sia il deputato salernitano che lo stesso premier avrebbero scartato l’ipotesi. Il secondo quello di Raimondo Pasquino, già rettore dell’università di Salerno e presidente del Consiglio comunale di Napoli. Per lui l’ostacolo da superare sarebbe rappresentato dal veto posto da Ciriaco De Mita. Seppur, anche nel caso di Pasquino, Roma sarebbe abbastanza fredda. Troppo vicino alle posizioni di Vincenzo De Luca e troppo distante da Palazzo Chigi, secondo il pensiero dei vertici nazionali del Pd. Meglio Barca, a parere del Nazareno, esperto di Fondi europei e vicino a quella sinistra del partito che non è però in aperto contrasto con Renzi.
Quanto agli altri nomi in campo, resta in piedi l’ipotesi del generale Carmine De Pascale all’ambiente e alla Terra dei Fuochi mentre si sussurra, invece, il nome del salernitano Corrado Martinangelo all’agricoltura. L’ex assessore provinciale sarebbe sponsorizzato direttamente dal ministro Martina. Tra gli altri salernitani Luigi Cobellis, sostenuto da De Mita. A lui potrebbe andare l’assessorato al turismo e spettacolo diretto fino ad oggi da Pasquale Sommese (ex Udc). All’appello mancherebbe il nome di cozzoliniani e bassoliniani mentre prede quota l’ipotesi di Mario Casillo presidente del Consiglio regionale.
Intanto ieri è stata anche una giornata di incontri operativi per Vincenzo De Luca. Il primo per ripristinare le vie del Mare, indispensabili – ha detto il neo governatore della Regione Campania «per il turismo». Nel pomeriggio, invece, durante un incontro a Caivano non ha risparmiato accuse a Giovanni Romano: «E’ delle mie zone e fa il sindaco a Mercato San Severino, la cui società – ha spiegato Vincenzo De Luca –  ha 25 milioni di euro di debiti e la legge che abbiamo fatto serviva solo a scaricare i debiti accumulati sui comuni magari virtuosi per aumentare ancora di piu’ le bollette alle famiglie. Metteremo mano anche a questo».




In duemila per Arena: il candidato di Fdi fa il pieno

NOCERA INFERIORE. In duemila partecipano all’apertura della campagna elettorale di Salvatore Arena. E tra questi, non solo esponenti politici di Fratelli d’Italia, molti amministratori comunali giunti da ogni angolo della provincia di Salerno e tantissimi elettori. Venerdì sera, Arena, che si presenta nella lista di Fdi a sostegno della ricandidatura del presidente uscente Stefano Caldoro, ha “fatto il pienone”. La sala del ristorante “Da Giovanni jr”, a Cicalesi di Nocera Inferiore, non è riuscita a contenere tutte le persone accorse per sostenere Arena, che in passato è già stato consigliere regionale e in questi anni ha coltivato l’elettorato anche nell’area sud della provincia oltre che nell’Agro nocerino.
«La mia campagna elettorale potrebbe finire anche qui», ha dichiarato Salvatore Arena. La notizia della folla che si è radunata per partecipare alla manifestazione del candidato al consiglio regionale per Fratelli D’Italia ha fatto subito il giro della provincia.
Affianco ad Arena il presidente provinciale di FdI, Michele Cuozzo, e quello regionale Antonio Iannone, l’assessore regionale Giovanni Romano ed Edmondo Cirielli, deputato del partito di Giorgia Meloni.
Tra i presenti sindaci, consiglieri e assessori comunali della provincia dio Salerno. Nutrita la partecipazione nocerina con l’ex senatore Francesco Salzano e l’ex assessore provinciale Adriano Bellacosa, i consiglieri comunali Antonio Franza (coordinatore della campagna elettorale), Antonio Alfano, Pio Vecchione,
Giovanni Grimaldi, Pasquale Barba e Giuseppe Grassi: esponenti del centrodestra cittadino ma anche con alcuni elettori che nelle ultime elezioni hanno fatto scelte di centro e centrosinistra. Cirielli ha elogiato Salvatore Arena per la passione che mette da anni nel fare politica, la grande disponibilità verso gli altri e l’amore per la sua terra. Arena è stato negli anni consigliere e assessore comunale a Nocera Inferiore, consigliere e assessore provinciale di Salerno e consigliere regionale.
Del successo della manifestazione di venerdì sono stati colpiti in particolare gli altri candidati. Arena è partito da tempo, spiegando il suo impegno politico e le cose che intende fare, tenendosi, come in questi anni, fuori dalle beghe di potere locale.




NOCERA I: Oliva segretario del Pd. I nomi del nuovo direttivo

di Giovanni Sapere

Nocera Inferiore. Congresso cittadino del Pd: vince la mozione “Insieme per…” e nuovo segretario del partito è Alfonso Oliva.

Ieri sera, al termine dello spoglio delle schede, con 355 voti, pari al 56,5% dei votanti, Oliva ha vinto la sfida con Dina Pagano di “#CambiaMenti” (213 voti-34%) e Luca Forni per “Il partito che ci piace” (56 voti-9%). Alla mozione “Insieme per…” vanno 34 componenti del direttivo sui 60 totali, a #CambiaMenti 21 e cinque a “Il partito che ci piace”. Hanno votato in 615 su 738 iscritti.

Il gruppone di “Insieme Per” con le sue 400 e più tessere, è sostenuto da Vincenzo Petrosino, ex vicesindaco e attuale portavoce del partito, dai consiglieri comunali Massimo Petrosino, Francesco Esposito e Antonio Iannello, anche da alcuni fedelissimi dell’ex sindaco Antonio Romano e dell’ex assessore Rosario Cozzolino (a loro si riferirebbero una settantina di persone), oltre che da una serie di esponenti storici del pd. Pagano contava su circa 240 tesserati, una sessantina erano per Forni.

Alfonso Oliva è dipendente di una nota catena di supermercati, è  fratello di Mimmo (è stato tra i maggiori supporter del sindaco Cuofano di Nocera Superiore, del quale è stato per breve tempo assessore, dimessosi poi dopo poco per diventare l’anima di Polis Sa) ed è figlio del sindacalista Cgil e dirigente del Pci Galante. Alfonso Oliva è stato candidato al consiglio comunale di Nocera Inferiore nel 2011 (131 voti) e nel 2012 (64) con il Pd. Luca Forni, avvocato, già consigliere comunale nella giunta di centrodestra con il sindaco Aldo Di Vito alla fine degli anni Novanta, poi diventato segretario dei Popolari Udeur, nel 2011 candidato al consiglio comunale con l’Udeur (86 voti) a sostegno del sindaco Manlio Torquato e dal 2012 è iscritto al Pd. Dina Pagano, figlia del dirigente del pd Tonino Pagano, funzionario della Regione Campania ed è stata sempre vicina al partito.

Ecco il nuovo direttivo.

Per “Insieme per”, con il segretario Alfonso Oliva ci saranno 33 componenti, nell’ordine: il consigliere comunale  Massimo Petrosino, Lucia Bove, Giancarlo Pagliuca, Rosa Petrosino (già esponente del Pci), Antonio Fortino, Raffaella D’Alessandro, Raffaele Napoletano, Giuseppina Esposito, Francesco Scarfò, Maria Laura Cicalese, Mario Salsano, Alfonso Lenza, Giovanni Minardi, Eduardo Giglio, l’ex assessore di matrice socialista Salvatore Soriente, Giuseppe Afeltra, Gerardo Scarpa, Raffaele Serio, Vincenzo Daniele, Sebastiano Barone, Luigi Dattilo, Raffaele Battipaglia, Pasquale Benevento, Pietro Giordano, Gerardo D’Angelo, Alfonso Lombardo, Alfonso Oliva, Augusto Vicidomini, Antonio Stile, Gerardo Ferrentino, Enrico Esposito, Antonio Iannello e Vincenzo Calabrese.

Di #CambiaMenti, assieme al candidato segretario nel direttivo ci saranno, nell’ordine: Vincenzo Stile, Enza Sonetti, Emiddio Stani, Adelina Tirelli, Salvatore Forte, Cristina Oliveto, Ettore Verrillo, Veronica Stile Domenico Siniscalchi,  Pina Scannapieco, Felice Ianniello (ex candidato sindaco del Pd). Alfonso Boffardi, Giacomo Apicella, Nicola Maisto, Renato Guerritore, Paolo Donnarumma, Giancarlo Di Serio, Lello Citarella Stefano De Prisco e Ilaria Granito.

Per il partito che ci piace, assieme al candidato segretario Luca Forni, sono stati eletti altri quattro componenti: nell’ordine, Erminio Capodanno, Luciana Mandarino, Antonio Cesarano (ex vicesindaco della città), Sara Ferraioli.




Nocera I. Congresso del Pd. Ecco le “tessere” in campo. Numeri e nomi per la scelta del segretario cittadino

NOCERA INFERIORE. Ed ora si va alla conta. Domenica prossima, nella sala polifunzionale nella Galleria Maiorino si terrà il congresso cittadino del Pd per scegliere tra le tre mozioni presentate.  l’assemblea degli scritta avrà due fasi, una pubblica dalle 9 alle 11 con la relazione del portavoce, la presentazione candidature e delle piattaforme programmatiche. La fase interna sarà a seguire fino alle 13.30 e dalle 16 alle 20.30, con il dibattito e le votazioni, elezione del coordinatore e del coordinamento.

Tre le mozioni in campo: “Il partito che ci piace”, “Insieme per” e a “#CambiaMenti”. I candidati alla segreteria cittadina del partito saranno Forni per “Il partito che ci piace”, Alfonso Oliva per “Insieme per” e Dina Pagani per “#CambiaMenti”.

L’ultima, in ordine di tempo, mozione a presentarsi è quella di Forni, nata da una scissione di “Insieme Per”, del quale Forni riteneva di essere candidato alla segreteria, mentre il gruppo maggioritario ha deciso di sostenere Oliva.

Il gruppone di “Insieme Per” con le sue 400 e più tessere, sostenuto da Vincenzo Petrosino, ex vicesindaco e attuale portavoce del partito, dai consiglieri comunali Massimo Petrosino, Francesco Esposito e Antonio Iannello, anche da alcuni fedelissimi dell’ex sindaco Antonio Romano e dell’ex assessore Rosario Cozzolino (a loro si riferirebbero una settantina di persone), oltre che da una serie di esponenti storici del pd.

Con Dina Pagano c’è #CambiaMenti e circa 270 sostenitori tesserati. Con l’avvocato nocerino si schiererebbe Antonio Cesarano, ex vicesindaco della città, e una ottantina di iscritti al partito.

“Il partito che ci piace” rischia seriamente di drenare altri consensi a “Insieme per…”. Nel gruppone, infatti, ancora persistente un clima di freddezza, scaturito dalle laceranti primarie. Molti sostenitori di quest’ultima mozione non si sono dati un gran da fare per invogliare i propri tesserati a partecipare alla scelta del candidato a governatore della Regione.

L’asse deluchiano che si rivede in questa mozione è rimasto “scottato” dal mancato tesseramento di Antonio Romano nel partito democratico, deciso dalla commissione provinciale, nonostante i colloqui con i vertici salernitani del Pd. Tra gli scontenti di “Insieme per…” per il no a Romano, diversi non si sono presentati alle votazioni per le primarie o hanno votato per Andrea Cozzolino. C’è il pericolo che alcuni tesserati del gruppone possano fare scelte diverse da Oliva o non partecipare al congresso cittadino. Un’evenienza che aprirebbe i giochi soprattutto a favore del più compatto #CambiaMenti. Tutto è possibile e nulla è scontato.

Domenica prossima, si confronteranno in tre. Alfonso Oliva, fratello di Mimmo (quest’ultimo tra i maggiori supporter del sindaco Cuofano di Nocera Superiore, del quale è stato per breve tempo assessore, dimessosi poi dopo poco per diventare l’anima di Polis Sa) e figlio del sindacalista Cgil e dirigente del Pci Galante, candidato al consiglio comunale di Nocera Inferiore nel 2011 (131 voti) e nel 2012 (64) con il Pd. Luca Forni, avvocato, già consigliere comunale nella giunta di centrodestra con il sindaco Aldo Di Vito alla fine degli anni Novanta, poi diventato segretario dei Popolari Udeur, nel 2011 candidato al consiglio comunale con l’Udeur (86 voti) a sostegno del sindaco Manlio Torquato e dal 2012 iscritto al Pd. Dina Pagano, figlia del dirigente del pd Tonino Pagano, funzionario della Regione Campania ed è stata sempre vicina al partito. E che ci si confronti sulle idee e non solo sulle tessere e le logiche di potere.

 




Angri. Raccolta rifiuti: il sindaco Mauri risponde alle diffide del Consorzio di Bacino SA 1

Il Sindaco di Angri, Pasquale Mauri, in seguito alla diffida ricevuta dal Consorzio di Bacino Sa 1  che invocava la revoca del bando indetto  dall’azienda “Angri Eco Servizi” per addetti alla raccolta e spazzamento dei rifiuti, ha inviato, in data 20 Febbraio 2015,  una missiva che è stata indirizzata al Commissario liquidatore del Consorzio, Avv. Fabio Siani, all’Assessore Regionale all’Ambiente,  Giovanni Romano, al Presidente della Provincia Giuseppe Canfora e alla Prefettura di Salerno, nella quale chiarisce alcuni aspetti.

Questo il testo della missiva : «In ordine alle diffide pervenute da codesto Consorzio   invocanti la revoca del bando indetto  dall’azienda “Angri Eco Servizi” per addetti alla raccolta  e/o allo spazzamento rifiuti, si ritiene opportuno chiarire quanto segue.  La procedura concorsuale  cui Ella si riferisce riguarda esclusivamente la formazione di una graduatoria di idonei cui attingere per eventuali assunzioni a tempo determinato, senza quindi procedere ad alcuna stabilizzazione o a ridefinire stabilmente l’assetto organizzativo della Nostra azienda speciale. Pertanto considerato che l’art. 13 della Legge Regionale n. 5/2014 che recita testualmente: Il personale di cui al comma 2 è utilmente impiegato per l’assolvimento dei compiti di vigilanza ambientale, di prevenzione del fenomeno di abbandono incontrollato dei rifiuti, di controllo della qualità del servizio e di gestione degli impianti a supporto del ciclo, con particolare riferimento ai centri di raccolta, agli impianti di valorizzazione delle diverse frazioni merceologiche e di trattamento della frazione organica; in particolare, il personale tecnico-amministrativo è utilizzato in via prioritaria  presso gli uffici dei comuni delle Conferenza d’ambito, costituiti ai sensi dell’art. 15 bis comma 10 della Legge Regionale  4/2007  come introdotto dall’art. 6 delle presente legge”, se ne desume  di nella fattispecie a procedura contestata. Essa non prevede l’impiego  nessuno dei profili di cui al citato comma 3 della Legge Regionale n. 5 /2014. Se ne desume che lo stesso non è applicabile al caso di specie, poiché l’attività di raccolta e spazzamento no n sono contemplati  nella normativa richiamata.  Infatti il bando fa riferimento alla formazione di una graduatoria per eventuali assunzioni a tempo determinato, mentre l’art. 13 della Legge Regionale si riferisce  all’assegnazione e al trasferimento ai Comuni, mediante passaggio di cantiere, dei dipendenti del Consorzio già assunti alla data del 31 dicembre 2008 a tempo indeterminato.  Da ciò si desume che poiché il bando è finalizzato alla formazione di una graduatoria per assumere personale a tempo determinato, non contrasta la normativa regionale. Inoltre si precisa che l’eventuale utilizzazione di personale a tempo determinato si rende necessaria per garantire un servizio essenziale finalizzato all’igiene urbana e alla salute pubblica. Il Sindaco Pasquale Mauri».




L’ira di Santocchio: «Traditi da Aliberti»

Altro che unione del centrodestra, i sintomi si erano tutti manifestati alla festa regionale di Forza Italia, la “malattia” è poi degenerata alle elezioni provinciali. Da Scafati Pasquale Aliberti, assieme alla sua collaudata macchina elettorale provinciale, ha consegnato la Provincia al centrosinistra, pensionando di fatto l’era Cirielli e Iannone. Non ci sta Mario Santocchio, che paga in prima persona il mancato sostegno elettorale. L’ex presidente del Cstp è infatti fuori dalla corsa, non essendo stato eletto. Sostiene che c’è stato un chiaro tentativo di screditare il suo partito: “qualcuno vuole giustificare il tradimento verso Romano parlando dell’Ospedale, dimenticandosi che questa è materia regionale. La colpa è solo di Aliberti e famiglia” sbotta Santocchio. A dargli man forte il collega Cristoforo Salvati, consigliere provinciale uscente: “É la seconda campagna elettorale regionale che Aliberti e famiglia basa sull’anticieriellismo sulla falsariga del Pd a cui ha dato alle provinciali i suoi consensi, depauperando il patrimonio morale del centrodestra e accrescendone la conflittualità per accaparrarsi la muta poltrona regionale della moglie per il suo territorio”. Aliberti non nasconde la “ripicca”, e spiega: “In questo appuntamento elettorale Forza Italia ha dimostrato di essere ancora una volta un partito forte e unito. Mi auguro che possa continuare il dialogo con Fratelli d’Italia e Nuovo Centro Destra in vista delle prossime elezioni regionali – poi la critica – le coalizioni si costruiscono con il tempo e non solo alla vigilia di un appuntamento elettorale. Noi di FI abbiamo fatto il possibile. Sarebbe opportuno per questo evitare la strumentalizzazione e riconoscere, invece, le proprie responsabilità per la sconfitta elettorale senza colpevolizzare FI. Sarebbe stato meglio ragionare sulla scelta di un candidato condiviso da tutta la coalizione”. Scarica le colpe dell’insuccesso sull’incolpevole Romano il primo cittadino scafatese, dopo che lui stesso lo ha portato alla festa regionale forzista come il candidato unico del centrodestra. Rancori mai assopiti, sfociati nelle dichiarazioni che i suoi fedelissimi hanno scritto su Facebook subito dopo lo spoglio elettorale. “Cinque anni fa a Scafati l’onorevole Cirielli prese il 70% dei voti – scrive Nicola Acanfora – poi la politica e la città sono stati mortificati con una gestione della provincia che ci ha escluso umiliato e danneggiato, vedi ospedale. Chi semina vento raccoglie tempesta. Scafati non ha dimenticato”. Al giovane consigliere di Uniti per Scafati fa eco Brigida Marra: “Una buona politica nell’interesse dell’intera Provincia di Salerno, senza odio e rancori, oggi avrebbe consentito senza alcun dubbio, la vittoria del candidato alla Presidenza di Fdi. Mi auguro davvero che la sconfitta di Fdi possa far finalmente comprendere a certi politici che nessuno è onnipotente e da soli non si arriva da nessuna parte”. Secondo la Marra, sulla falsariga di Aliberti, a perdere è stato non il centrodestra ma Fratelli D’Italia. Gli alibertiani hanno votato Canfora presidente e Franco Marrazzo consigliere (risultato il più votato in Forza Italia). Giochetto questo che ha lasciato fuori la città dal consiglio provinciale, tre i candidati locali: Mario Santocchio con Fdi, Pasquale Vitiello con Ncd e Nicola Pesce con il Pd. Tutti non eletti. Su questi presupposti, si è ufficialmente aperta la corsa alle Regionali 2015.

Adriano Falanga