“Giustizia per Massimo Casalnuovo”, domani la sentenza della Cassazione

di Erika Noschese

Dal tribunale di Potenza a quello di Salerno, nel nome della giustizia e della verità. Intanto, si mescolano le carte ma domani mattina la Corte di Cassazione potrà mettere la parola fine; potrà scegliere di annullare la sentenza di Salerno e di attenersi a quanto emerso durante il processo a Potenza dove sono stati ascoltati tutti i testi, nessuno escluso. «Nove anni senza Massimo non si possono raccontare, noi non ci arrendiamo, arriveremo in tutte le sedi opportune». A parlare così è Osvaldo Casalnuovo, papà di Massimo, il giovane di Buonabitacolo morto a soli 22 anni, per mano di un carabinieri, perché – dicono ancora oggi – non si è fermato ad un posto di blocco.

Osvaldo, domani cosa succederà?

«Venerdì la Corte di Cassazione può attenersi a quelli che sono i fatti reali ma può fare di tutto: revocare la sentenza di Salerno e ripristinare quella di Potenza dove sono stati ascoltati tutti i testi».

Cosa si aspetta?

«Mi aspetto che venga fatta giustizia perché ci sono fatti certi, chiari. Ci sono testimonianze che a Salerno non sono state prese proprio in considerazione».

Crede ci sia stata negligenza da parte dei magistrati?

«Io non voglio dire negligenza, preferisco dire che c’è stata un po’ di inosservanza, per non dire altro. La negligenza non esiste per la giustizia italiana, nonostante sia stato detto in più occasioni, sia verbalmente sia scritto dai miei legali. Il tutto è stato fatto da pubblici ministeri; le cose scritte nel fascicolo sono state redatte dai pubblici ministeri, non l’abbiamo fatta noi».

E’ una battaglia che va avanti da nove anni, cosa è accaduto fino ad ora?

«Praticamente, primo grado di giudizio il giudice monocratico anziché andarsi a vedere tutte le carte se ne è uscito con l’assoluzione con formula dubitativa; successivamente noi, come parte civile, abbiamo fatto ricorso con la procura generale di Salerno. Siamo arrivati così a Potenza dove c’è stata una condanna, sono stati ascoltati tutti i testi, facendo il contraddittorio e mettendo in evidenza le testimonianze dei carabinieri che non sono risultate attendibili mentre lì hanno dovuto dire la verità. Siamo andati così in Cassazione: tutto ci aspettavamo fuorchè venisse sospesa la sentenza ma non il secondo grado di giudizio per una verifica della prova scientifica pur sapendo che era irripetibile ed era scritto su tutti i verbali. E’ già una cosa eccezionale: questo passaggio solitamente non si fa, dopo il terzo grado di giudizio è finita ma con un appiglio ci mandano a Salerno dove è successo l’inverosimile e le motivazioni non hanno peso, si sono affidati al verbale di servizio redatto dal carabiniere ma che in secondo grado è stato scoperto non essere un vero verbale di servizio ma era stato fatto per “aiutare” l’imputato e non è stato fatto il nome di chi ha imposto di scrivere il verbale in quel modo».

Se non dovesse andare come lei si aspetta?

«Io vado in tutte le sedi, non mi fermo a Roma e questo loro lo sanno. Io non mi fermo perché il quadro della situazione è chiaro. Se non lo vogliono condannare lo devono dire; è stata la Procura a mandarci avanti fino al terzo grado e non lo abbiamo fatto come parte civile perché la procura ha sostenuto sempre l’accusa».

Intanto, 9 anni senza Massimo…

«Questi nove anni senza Massimo non si possono spiegare. In casa non si vive, abbiamo ricordi ovunque perché con quei ricordi cerchiamo di tenerlo sempre in mezzo a noi ma poi la verità è un’altra».

LA RICOSTRUZIONE DEL PROCESSO: Nel 2013 l’assoluzione con formula “dubitativa” per il maresciallo Giovanni Cunsolo Da Potenza il processo si trasferisce a Salerno: la Corte d’Appello respinge le accuse

Il 29 agosto 2011 Massimo Casalnuovo era a bordo del suo motociclo, per recarsi presso l’officina di proprietà del padre. Stava percorrendo la via principale del paese quando, in un tratto di strada buio, ci sono gli uomini della municipale e dei carabinieri, in appostamento. Questi ultimi in particolare intimano a Massimo di fermarsi. Ma lui non può vederli, a giocare questo tiro mancino, infatti, la curva e la scarsa luminosità. Parte da qui l’inseguimento da parte dei carabinieri agli ordini del maresciallo Giovanni Cunsolo. Qualche secondo dopo Massimo è a terra, ha sbattuto il petto sullo spigolo di un muretto. Morirá in ambulanza poco dopo. Due le versioni portate in tribunale: quella dell’Arma dei carabinieri secondo cui Massimo è caduto dopo aver cercato di investire il maresciallo ferendolo ad un piede, e quella invece di alcuni testimoni secondo cui Massimo ha sbandato a causa del calcio sferrato allo scooter dal maresciallo Cunsolo. Il 5 luglio 2013 il giudice Enrichetta Cioffi del tribunale di Sala Consilina assolve il maresciallo dei carabiniere Giovanni Cunsolo con formula dubitativa dall’accusa di omicidio preterintenzionale perchè “il fatto non sussiste”. Il 4 dicembre 2017 invece la Cassazione annulla con rinvio sentenza di condanna emessa dalla Corte di Assise di Appello di Potenza. Parte coì un processo bis secondo cui “la prova scientifica, fondata sulla micro traccia di vernice blu rinvenuta sotto la scarpa dell’imputata non è risultata in alcun modo risolutiva: l’accertamento chimico sulla corrispondenza tra la micro particella e la vernice della scossa del motorino si è conclusa in modo negativo”, come si evince poi dalle motivazioni della Corte d’Appello di Salerno che respinge le accuse e conferma la sentenza di appello bis che assolve il carabiniere con la formula del “fatto non sussiste”. Domani ci sarà la sentenza della Corte di Cassazione che potrebbe mettere definitivamente la parola fine ad un processo durato, forse, anche troppo.




Coronavirus è stato isolato: l’intuito di due salernitani decisivo nella ricerca

Il mondo dovrà essere grato alle due persone, entrambe provenienti da due piccoli comuni del salernitano. Il primo è il dott. Giuseppe Ippolito, nato a Sant’Arsenio, comune a sud della provincia di Salerno ed è direttore dell’Istituto Nazionale Malatttie Infettive “Spallanzani” di Roma, la struttura che in queste ore e riuscita ad isolare il Coronavirus.Il secondo è Domenico Benvenuto, 24 anni, di Montecorvino Rovella, studente iscritto al Campus Biomedico di Roma autore della ricostruzione della struttura del Coronavirus. Grazie a loro la cura ed il vaccino per il virus non sono più un miraggio.

Spallanzani Roma, ospedale isola il Coronavirus. Cosa significa?

“L’annuncio è stato dato dal Ministro della Salute Roberto Speranza poco prima di mezzogiorno, proprio in conferenza stampa dallo Spallanzani di Roma: l’ospedale specializzato con il reparto di malattie infettive è riuscito a isolare il Coronavirus, il temibile virus che si sta diffondendo con cifre inquietanti in Cina ed è giunto purtroppo anche in Italia (con per ora solo due turisti cinesi contagiati e già in quarantena proprio all’Istituto Lazzaro Spallanzani).«È stata isolata la sequenza del coronavirus 2019-nCoV allo Spallanzani di Roma. Un passo per tutta la comunità scientifica che consentirà di accelerare la ricerca su questa malattia. L’Italia ha uno dei servizi sanitari migliori del mondo e oggi lo ha nuovamente dimostrato», scrive sui social il Ministro Speranza. Un risultato importantissimo dal punto di vista scientifico oltre che molto utile per iniziare a combattere sul serio il contagio del virus in arrivo dalla Cina: «Aver isolato il virus tempestivamente pone l’Italia in una posizione di vantaggio», spiega in conferenza stampa il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito, «perché diventa un interlocutore incredibile».

Il passaggio ottenuto questa mattina risulta decisivo per il prosieguo della battaglia antiCoronavirus, non solo perché l’Italia è il primo Paese europeo ad isolare il virus: «servirà a perfezionare i metodi diagnostici esistenti ed allestirne di nuovi», spiega Maria Capobianchi, direttore del laboratorio di virologia dello Spallanzani.

Ma cosa cambia adesso?

Già il 13 gennaio scorso in Cina i professori che studiavano il Coronavirus da diversi giorni erano riusciti a raggiungere il sequenziamento genomico che già aveva consentito la nascita del test-tampone per riconoscere sui pazienti a rischio se si trattasse del virus o meno. Ora però, con il risultato raggiunto dall’Australia, dall’Italia e dagli Stati Uniti sarà possibile far crescere in coltura il Coronavirus e poter avere indicazioni su tre fronti diversi: in primis, sarà più facile capire quanto resiste il virus nell’ambiente fuori dal corpo umano e come si trasmette. In secondo luogo, sarà possibile capire se il Coronavirus reagisce a determinati farmaci e trattamenti, da ultimo può dare la possibilità di avere nei prossimi mesi il giusto vaccino, anche se le tempistiche non saranno brevi. «Avere a disposizione il virus in un sistema di coltura ci permette di provare farmaci in vitro e di fare studi di patogenesi, cioè sui meccanismi di replicazione.




Il caso Crescent approda a Roma per i 10 anni dall’inizio della battaglia

di Andrea Pellegrino

Compie dieci anni la battaglia degli ambientalisti di Italia Nostra e No Crescent contro l’edificazione di Santa Teresa. E’ l’ormai nota battaglia del Crescent, che più volte è approdata nelle aule di tribunale e che ora ritorna in Consiglio di Stato. Quattrocento milioni di euro è la cifra che Italia Nostra ha chiesto quali danni ambientali e morali per “aver modificato l’identità della città”. Era il 2009 quando ci fu la prima impugnativa al Tar. Una battaglia lunga che portò all’annullamento delle prime autorizzazioni paesaggistiche, rilasciate attraverso un silenzio assenso dell’allora soprintendente di Salerno, Giuseppe Zampino e il successivo sequestro del Crescent e poi della piazza della Libertà, a seguito di un crollo verificatosi nel cantiere. Da qui la modifica del Pua di Santa Teresa, con l’eliminazione, sostanzialmente, degli edifici pubblici (due torri e il fabbricato Trapezio) che hanno reso così il Crescent un edificio completamente privato. In primo grado il Tribunale di Salerno ha assolto tutti ma la sentenza è stata impugnata e ora si andrà in Appello. Stessa cosa sotto il profilo amministrativo. La sentenza di primo grado del Tar di Salerno sul nuovo Pua arriva ora in Consiglio di Stato, con tanto di richiesta di risarcimento del danno. In corso c’è ancora il processo sulla variante di Piazza delle Libertà, una maxi inchiesta supportata anche da decine e decine di intercettazioni tra politici e imprenditori che hanno svelato un vero e proprio «sistema Salerno». Poi la deviazione del Fusandola, torrente tristemente noto per l’alluvione del 1954, il cui tracciato è stato modificato per far spazio a parte del Crescent e alla mega piazza sul mare. Su questo aspetto indaga la procura della Repubblica di Salerno che ha iscritto sul registro degli indagati, tra gli altri, alcuni tecnici comunali. Un’inchiesta sollecitata da Italia Nostra e No Crescent che ha fatto emergere omissioni, illegalità ma anche pericoli. “Rischio esondazioni” è il campanello di allarme acceso dal consulente tecnico incaricato dal pm titolare dell’inchiesta. Il Crescent è un edificio a mezzaluna lungo 300 metri circa, alto quasi 30 metri, realizzato con l’utilizzo di oltre 150.000 metri cubi di calcestruzzo, comprendente anche una piazza sul lungomare di circa 30 mila metri quadrati. Doveva essere il fiore all’occhiello della sindacatura De Luca e, infatti, del progetto venne incaricato l’archistar Ricardo Bofill. Al momento in via di costruzione c’è il settore 6 che appartiene alla Sist, società nata dalle ceneri dell’ex Jolly Hotel della famiglia Chechile, oggi proprietaria del Grand Hotel Salerno. In quel settore dovrebbe sorgere perlopiù un albergo. I lavori sono partiti solo qualche mese fa, dopo un lungo tira e molla tra i proprietari e l’amministrazione comunale. In più c’è un contenzioso tra i costruttori della torre (tagliata) dell’Autorità Portuale e gli enti preposti. Si stima un danno di quasi un milione di euro, oggetto ora di una possibile transazione con il Comune di Salerno che ha messo sul piatto circa 100mila euro per chiudere il caso. A Roma ieri mattina, nella sede di Italia Nostra, il caso è stato sottoposto all’attenzione pubblica nazionale. Italia Nostra in tempi passati si era resa protagonista della battaglia contro il Fuenti, l’albergo situato tra Vietri e Cetara, poi abbattuto. Un ecometro a pochi passi proprio dal Crescent di «Il Comune – spiegano – ha consentito l’irreversibile trasformazione dello stato dei luoghi, cementificando oltre 20 mila metri quadrati di area demaniale, comprensiva della spiaggia di Santa Teresa e dell’alveo del torrente Fusandola, in spregio di tutti i vincoli assoluti di inedificabilità sui corsi d’acqua, nonché del Testo unico sulle acque pubbliche del 1939». «E’ la prima di una serie di iniziative», spiegano gli avvocati Oreste Agosto e Pierluigi Morena e l’architetto Enzo Strianese, presenti ieri a Roma: «Ora la nostra attenzione è forte sul rischio idrogeologico provocato dalla deviazione del torrente Fusandola».




La solidarietà di Antonio Iannone: corsa contro il tempo per donare un sorriso al piccolo Michele

di Erika Noschese

Una corsa contro il tempo, una storia di solidarietà e un sogno da realizzare. Si può riassumere così la storia che vede protagonisti Michele e l’onorevole Antonio Iannone. Il parlamentare salernitano, di fatti, come di consueto si era recato presso il reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Bambin Gesù dove aveva conosciuto, nelle scorse settimane, Michele, un bimbo affetto da tumore al cervelletto, ormai allo stadio terminale. Il piccolo aveva però un sogno: avere una maglietta del suo mito, il calciatore Fabio Quaglierella, attuale attaccante della Sampdoria, di cui è capitano. «Non ho detto nulla ma dentro me ero già a lavoro per poter realizzare il sogno di Michele, per donargli ancora una volta, un sorriso», racconta il parlamentare di Fratelli d’Italia. A giocare un ruolo decisivo una famiglia salernitana, Peppe e Cetty Orza, amici storici con la famiglia del noto giocatore italiano. «Da Roma mi metto in contatto con Peppe e Cetty e chiedo loro di aiutarmi a realizzare questo sogno», spiega ancora Iannone. Inizia così la corsa contro il tempo: il papà di Fabio Quagliarella, in tempi record, si fa recapitare, dal figlio, la maglietta autografata, poi consegnata ad Antonio Iannone. Il parlamentare salernitano ieri mattina si è recato a Roma. Giunto al nosocomio la triste e devastante notizia: Michele era già a giocare a calcio con gli angeli. «Sono rimasto svuotato di ogni entusiasmo di vita e mi sono sentito anche colpevole di non essere riuscito ma i genitori mi hanno detto che è morto due giorni dopo la mia visita e che volevano che tenessi io quella maglia per ricordare sempre Michele e tutti i bambini come lui», aggiunge poi il parlamentare salernitano che, ha detto, custodirà gelosamente quel dono destinato ad un bimbo speciale.




Processo sine die, i penalisti da oggi incrociano le braccia

Da oggi e fino al prossimo 6 dicembre i penalisti incroceranno le braccia. Anche stavolta, come per quella svolta dal 21 al 25 ottobre scorso, l’obiettivo della protesta è la riforma della pre- scrizione varata a gennaio scorso dal Governo Conte con la legge “spazzacorrotti”, Legge che entra in vigore il prossimo 1 gennaio.

Gli avvocati avevano an- nunciato ad inizio autunno che su questo fronte sareb- bero stati pronti ad una guerra senza precedenti e così è stato: lo sciopero del 25 ottobre non ha avuto gli esiti sperati e dunque ora le Camere Penali italiane e dunque, anche quella salernitana, rilanciano l’inizia- tiva, organizzando, da oggi, anche una ”Maratona orato- ria nazionale per la verità sulla prescrizione” che si terrà a Roma in Piazza Cavour, di fronte al palazzo della Corte di Cassazione. Gli avvocati oratori (saranno più di mille provenienti da tutta Italia) si avvicenderanno dalle 8 di mattina a mezzanotte «per informare incessantemente, e senza sosta – spiega una nota dell’Unione camere penali – la pubblica opinione circa i reali contenuti di una riforma sciagurata che renderà il processo penale senza fine e colpirà in modo irrimediabile diritti fondamentali di tutti, prolungando a tempo indeterminato, ben più di quanto già oggi accada, la defini- zione dei processi penali, con un danno incommensurabile sia per i diritti degli imputati che per quelli delle persone offese».

Le Camere Penali spiegano anche che l’iniziativa intende «rendere concreto e visibile l’appello al Legisla- tore e alle forze politiche ad assumere o sostenere iniziative legislative volte alla can- cellazione della legge che abolisce la prescrizione in appello».

Per i penalisti questa riforma è una follia, perché renderà il processo infinito. La riforma in arrivo infatti prevede che dal 1° gennaio 2020 i termini di prescrizione siano sospesi con la pronuncia della sentenza di primo grado, in modo che essa non operi più nei gradi d’appello o in Cassazione, portando all’estinzione dei processi.

La disposizione è fort e m e n t e avversata dagli avvocati, che vedono il pericolo di processi molto più lunghi e di durata indefinita.




Di Lorenzo non tace più Screzio social con De Maio

di Andrea Pellegrino

Da Roma Alberto Di Lorenzo non le manda più a dire. Lì, dopo lo strappo con l’amministrazione comunale di Salerno, dopo anni di fedele servizio, è approdato alla corte di Virginia Raggi come direttore del settore mobilità con l’incarico anche di occuparsi del piano parcheggio. Il battibecco (il primo probabilmente) è con il suo ex assessore alla mobilità Mimmo De Maio. Il motivo? Il masterplan per la riqualificazione della fascia costiera sottoscritto qualche giorno fa a Palazzo Santa Lucia. Di Lorenzo incalza: «Masterplan non vuol dire niente. Bisogna procedere a un bando per un progetto di fattibilità tecnico-economica, ci sono tutti gli elementi e le capacità per farlo. Diversamente è una dilazione». La replica è direttamente dell’assessore salernitano: «Il masterplan ci darà il quadro di coerenze e di priorità che ci consentirà di fare proprio quello che tu correttamente dici. So bene quanto tu ami questo territorio e ti ringrazio per quanto hai fatto su questo tema». La conclusione è sottilmente ironica: «Amo il mio territorio», con tre puntini sospensivi, replica Di Lorenzo. Il siparietto non è passato inosservato al popolo dei social network. D’altronde lo strappo tra Di Lorenzo e l’amministrazione comunale è stato eclatante, con tanto di susseguirsi di coincidenze. Compresa l’ultima che riguarda proprio Roma Capitale. Il filo conduttore delle coincidenze si chiama Sacco costruzioni. Lavora a Salerno ma anche a Roma. Qui ha vinto, nel giugno 2018, un appalto per la manutenzione delle strade (lotto 2 per il pronto intervento riguardante la viabilità). Ed è qui che è approdato Di Lorenzo. Lo stesso che da presidente di commissione di gara per l’aggiudica dei lavori di piazza della Libertà affidò l’appalto per il completamento a Sacco, per poi finire sotto la tagliola a Palazzo di Città. Sacco che a sua volta ha perso il ricorso al Tar con l’aggiudica finita alla Rcm dei fratelli Rainone, che ora, oltre il Crescent, costruiranno anche la vicina piazza della libertà. L’aggiudica a Sacco segna, come data, la fase discendente del superdirigente che, all’atto dell’insediamento di Enzo Napoli, aveva acquisito tutti i poteri burocratici, compreso il controllo della posta del sindaco, per poi vedersi privato perfino della stanza a Palazzo di Città, con il conseguente trasferimento ad altro incarico. Fino alla richiesta di comando, accordata dall’amministrazione comunale di Salerno, e approvata, di recente, dalla giunta capitolina a guida Raggi.




C’è l’ok di Virginia Raggi: Alberto Di Lorenzo a Roma per curare trasporti e parcheggi

di Andrea Pellegrino

Virginia Raggi dice sì ad Alberto Di Lorenzo. La giunta capitolina ha autorizzato il comando del dirigente comunale di Salerno al municipio romano. Sarà il nuovo Guerra tra la Lotti e Comune Via la direzione dei lavori dirigente della direzione trasporto pubblico locale e avrà l’incarico ad interim dell’unità operativa per l’attuazione del piano parcheggi. Insomma, un compito importante per l’ex superdirigente salernitano, finito perfino senza stanza a Palazzo di Città dopo anni d’oro all’interno del cerchio magico deluchiano. Di Lorenzo, privato di quasi tutte le sue funzioni, ha deciso qualche tempo fa di lasciare definitivamente il Comune di Salerno per trasferirsi a Roma. Nei prossimi giorni potrebbe prendere possesso della sua nuova stanza, direttamente nel municipio di Roma Capitale. Avrà anche il compito di seguire l’attuazione del piano parcheggi. Di Lorenzo ha acquisito competenze, nel settore dei trasporti, durante la consulenza all’Acamir, società regionale che si occupa di mobilità. Incarico che è scaduto proprio in concomitanza con il demansionamento subito a Palazzo di Città ad opera del sindaco Enzo Napoli. Coincidenza ha voluto che i decreti del primo cittadino siano arrivati proprio all’indomani dell’esito della gara per l’aggiudica del completamento di piazza della libertà. Di Lorenzo era il presidente della commissione aggiudicatrice. L’appalto andò a Sacco Costruzioni per poi finire, ora, dopo una disputa al Tar, alla Rcm dei fratelli Rainone, già costruttori di gran parte del Crescent di Bofill.




Oltre 300 manifestanti per dire no al Conte Bis

di Erika Noschese

Oltre 300 le persone che ieri mattina, dalla provincia di Salerno, hanno raggiunto piazza Montecitorio, a Roma. per protestare contro il governo giallorosso. Ad organizzare la manifestazione il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia Salerno guidato da Imma Vietri e Ugo Tozzi. Forte la partecipazione anche di semplici cittadini non iscritti al partito di Giorgia Meloni che ieri – a poche ore dalla fiducia votata alla Camera dei Deputati – ha voluto esprimere il proprio dissenso al Conte bis. «La nostra è stata una manifestazione dove il dissenso è stato espresso in maniera pacifica», ha dichiarato la coordinatrice locale di FdI Elena Criscuolo, amareggiata per la chisura dei varchi avvenuta troppo presto. «Il nostro autobus, partito da Vallo della Lucania, era davvero pieno, molti sostenitori e militanti politici ci hanno raggiunto con le proprie auto per prendere parte a questo grande evento – ha poi aggiunto la Criscuolo – Noi da Salerno siamo riusciti ad entrare ma tanti altri manifestanti no perchè i varchi sono stati chiusi presto». Una manifestazione pacifica, dunque, che ha visto la partecipazione anche dell Questore della Camera Edmondo Cirielli e del senatore Antonio Iannone. «Siamo di fronte ad vergognosa gestione dell’ordine pubblico. Si cerca di impedire il libero esercizio di manifestare, si viola un diritto previsto dalla Costituzione e fondamento della nostra democrazia. Presenterò un’interrogazione parlamentare per verificare l’operato del Questore ed accertare se vi siano stati interventi diretti del Capo della Polizia sulla questione come si vocifera in ambienti sindacali della Polizia», ha dichiarato Cirielli lla luce delle numerose difficoltà registrate dalle migliaia di cittadini che ieri mattina i sono mobilitati da tutta Italia per partecipare alla manifestazione organizzata in Piazza Montecitorio. «La nostra è una iniziativa spontanea, voluta dalla base ed organizzata con impegno e dedizione dalla classe dirigente di Fratelli d’Italia – ha poi aggiunto Cirielli – Non è un fatto soltanto tecnico, giuridico o costituzionale, ma è chiaro che coloro che avevano votato per il Movimento 5 Stelle lo avevano fatto soprattutto contro il Pd. Ma ora entrambi, contro la volontà dei cittadini, hanno dato vita ad un inciucio vero e proprio solo per spartirsi le poltrone ed evitare che i cittadini possano scegliere liberamente una maggioranza politica diversa. Questa è la vergogna più grande», ha aggiunto il Questore della Camera che parla di «inciucio vero e proprio solo per spartirsi le poltrone ed evitare che i cittadini possano scegliere liberamente una maggioranza politica diversa». Intanto, proprio grazie alla manifestazione FdI Salerno sembra aver ricevuto già numerose proposte di adesione al partito, soprattutto da parte dei militanti di Forza Nuova che hanno raggiunto la capitale per partecipare alla manifestazione.




Addio ad Aniello il clochard sempre in cerca di grattini cestinati

di Erika Noschese

È stato trovato morto a Roma, su una panchina, Aniello noto clochard salernitano conosciuto soprattutto nella zona orientale della città. L’uomo era solito spostarsi a piedi, con enormi buste e rovistava nei cestini della spazzatura alla ricerca di gratta e vinci che controllava scrupolosamente, con la speranza che l’ipotetico vincitore non si fosse accorto della vincita. Aniello, da anni, era un senza fissa dimora: pare, da quando la moglie lo avrebbe cacciato da casa a causa del vizio del gioco e della sua necessità di ubriacarsi ogni giorno. Una dipendenza che probabilmente aveva reso la vita impossibile all’intera famiglia dell’uomo. Una dipendenza che avrebbe indotto i congiunti ad assumere una decisione molto forte. Spesso, infatti, ad un panino caldo preferiva un bicchiere di vino ma non è mai stato violento, ad eccezione dell’ultimo periodo della sua vita quando, in più occasioni, aveva dato in escandescenza. Di lui non si sapeva più nulla da ormai diverso tempo. Poi ieri l’amara scoperta: forse in cerca di un posto per ricominciare era salito a bordo di un treno che lo aveva portato a Roma. E proprio nella capitale ha trovato la morte, pare a causa di una malattia che lo stava lentamente spegnendo, su una panchina. Tanti i messaggi di addio scritti da chi lo vedeva sempre passeggiare per la città, tra una sigaretta ed un bicchiere di vino. “Era una brava persona, mi diceva sempre che andava di fretta”, ha infatti scritto una ragazza che ben conosceva Aniello, solito spostarsi con i treni per raggiungere anche località lontane.




Europee, i socialisti puntano su Russo, +Europa su Alessandra Senatore

di Andrea Pellegrino

Si completa la lista per le europee del 26 maggio di Più EuropaSocialisti. Così come anticipato, l’ex rettore dell’università degli studi di Salerno e già presidente del consiglio comunale di Napoli, Raimondo Pasquino guiderà la lista nella circoscrizione meridionale. Numero due affidato a una salernitana: si tratta della presidente del consiglio comunale di Pellezzano Alessandra Senatore. «Con grande gioia – dice la Senatore – ho deciso di accettare la proposta di Emma Bonino e di tanti altri amici: mi candido alle elezioni europee nelle liste di Più Europa. Avrò l’onore di essere tra le teste di lista, un riconoscimento non solo alla mia persona ma ai tanti giovani amministratori e amministratrici locali dei comuni del Sud. Ho accettato perché mi fido di Emma e mi fido dell’Europa, mi fido di chi per decenni ha difeso i diritti e le libertà di tutti noi, di chio ggi promuove un’idea di Mezzogiorno diversa, al centro dell’Europa e del mediterraneo, non più solo al sud d’Italia, di chi ha una visione per il futuro incontrasto al populismo dilagante privo di idee e di un progetto serio di sviluppo. Mi rivolgerò ai cittadini di Campania, Puglia, Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria chiedendo loro di scommettere insieme a me sulla possibilità di un Mezzogiorno più europeo in un’Europa più forte, solidale e unita. La crisi economica, la mancanza di lavoro, la deindustrializzazione e i problemi ambientali del nostro territorio hanno bisogno di risposte puntuali econcrete, non di slogan urlati (come quelli a cui ci hanno troppo abituati), né della vecchia politica clientelare e tantomeno di misure assistenzialistiche come il reddito di cittadinanza. Chi me lo fa fare? Lo stesso impeto con cui qualche anno fa ho deciso di lasciare Roma e di tornare a occuparmi, oltre che della mia splendida famiglia, del territorio in cui sono nata e che amo. Ora che ho trovato in Più Europa il progetto giusto, voglio impegnarmi in prima persona per connetterlo sempre di più all’Europa, l’unica dimensione in cui il Sud può trovare la migliore valorizzazione quale principale sbocco europeo nel Mediterraneo». La quota socialista è rappresentata da Simona Russo (foto), figlia dell’ex capogruppo Ds in consiglio regionale Peppe Russo. Completano la lista: Michele Abbaticchio; Alfonso Pisicchio; Francesco Galtieri; Nicola Di Palma; Daniela Aiuto; Raffaello Adesso; Giovanna Dell’Erba; Stefania Del Negro; Benedetta Dentamano; Rossella Fasulo; Arnaldo Godola; Lucia Manciero; Luciano Monticelli; Marco De Andreis; Silvia Manzi. Emma Bonino guiderà la circoscrizione Italia Centrale (che comprende Toscana, Umbria, Marche e Lazio), seguita dell’ex deputato Marco Taradash mentre Federico Pizzarotti guiderà la circoscrizione Italia nordorientale e Benedetto Della Vedova quella “Italia nord occidentale”