Verde pubblico, chiesta la revoca dell’appalto alle coop

di Andrea Pellegrino

Annullare le procedure di gara per l’affidamento del verde pubblico alle coop e rivedere i capitolati d’appalto. La richiesta del consigliere comunale Peppe Ventura – già avanzata durante l’ultima seduta di Consiglio comunale – è stata formalizzata e inviata all’attenzione del sindaco Vincenzo Napoli e dell’assessore all’ambiente Angelo Caramanno. Ventura accende i riflettori sull’appalto e sui servizi, alcuni dei quali sarebbero veri e propri duplicati, alcuni dei quali effettuati anche dalle medesime persone. Troppe anomalie per il consigliere comunale dei “Davvero Verdi” che porterebbero “ad un spreco di danaro pubblico” di quasi un milione di euro. Nel capitolato alcune voci non troppo trasparenti: come quelle riguardanti le sole aperture e chiusure dei parchi per un costo di 15mila euro circa alla medesima coop che gestirebbe il verde pubblico. Altra procedura sotto la lente d’ingrandimento è quella relativa all’affidamento del parco del Seminario, al cui interno ci sono due campi di calcio e anche un punto ristoro. Tutto da rivedere, insomma, e nell’attesa sospendere le procedure in corso. Parole ed atti di Ventura che sono stati ripresi dai consiglieri comunali d’opposizione Roberto Celano (Forza Italia) e Ciro Russomando (Attiva Salerno) che hanno chiesto la convocazione della commissione trasparenza. «Le dichiarazioni di Peppe Ventura – spiegano Celano e Russomando – sono molto gravi. Il collega consigliere ha evidenziato che alcuni dipendenti di cooperative risulterebbero in servizio contestualmente e negli stessi orari sia per la manutenzione di strade che per i servizi di gestione dei parchi». «Si tratterebbe, se la denuncia fosse fondata – proseguono – di una vera e propria truffa ai danni di una comunità tartassata dai tributi più alti d’Italia, pur dovendo convivere con condizioni di degrado non più tollerabili. Tutto questo merita una approfondimento da parte della commissione trasparenza».




“Questa diretta streaming non s’ha da fare”

di Erika Noschese

Nulla da fare, per la maggioranza Napoli che, magicamente e d’improvviso, si ricompatta anche per gli istituti di partecipazione. Il tutto potrebbe essere riassunto con “questa diretta streaming non s’ha da fare”, nonostante varie sollecitazioni da parte dei consiglieri d’opposizione, Celano e Cammarota su tutti. Proprio il presidente della commissione trasparenza, infatti, ha presentato un emendamento per chiedere la diretta streaming del consiglio comunale sul sito istituzionale del Comune. «Mi attendo un atto di responsabilità da parte del consiglio comunale», ha dichiarato Cammarota chiedendo il voto nominale. Il capogruppo di Forza Italia ha rilanciato, ancora una volta, la cosiddetta bozza Cammarota che prevede, tra le altre cose, proprio la diretta streaming, a dispetto del regolamento presentato dal consigliere Guerra. «Quest’amministrazione nega la partecipazione popolare – ha dichiarato Celano – Abbiamo una bozza di regolamento copiato da Modena in contrasto con quello di Cammarota». Numerose le contraddizioni evidenziate nella bozza di regolamento, quale le petizioni, i referendum che dovrebbero ottenere almeno 10mila firme. Da qui la richiesta di avere, ancora una volta, il commissario ad acta che approvi il regolamento. Parla di errori di forma e di sostanza, invece, il consigliere Lambiase secondo cui – ad oggi – nessuno conosce il regolamento integrato dopo la prima bozza stilata. Favorevoli all’approvazione del regolamento degli Istituti di Partecipazione i consiglieri D’Alessio e Naddeo che convengono, entrambi, sulla necessità di approvare il regolamento che andrà poi perfezionato man mano. Tra le maggiori criticità evidenziate la consultazione referendaria che dà diritto a tutti i cittadini salernitani e il diritto di iniziativa popolare che vale solo per i cittadini che vivono a Salerno da almeno 5 anni. Nonostante ciò però il regolamento è stato approvato.




Ore di attesa per l’insediamento per il commissario Sonia Caputo. Celano scrive al vice prefetto

di Erika Noschese

Dopo giorni di attese e rinvii al Comune di Salerno, ieri mattina, si è insediato il commissario per gli istituti di partecipazione Sonia Caputo. La dottoressa commercialista di Campagna ieri mattina, alle 9. è giunta a Palazzo di Città. Ad accoglierla, neanche a dirlo, nessuno: il sindaco Vincenzo Napoli atteso per le 10 si è presentato con diverse ore di ritardo. Solo verso le 11 il capostaff del primo cittadino Enzo Luciano ha accolto il commissario Caputo che, a causa dell’assenza di segretario generale del Comune e del dirigente comunale – entrambi in ferie, stando a quanto riferito da Palazzo di Città – si è insediata da sola, senza alcuna assistenza. «Mi sono insediata, ho protocollato e sono andata via», ha spiegato il commissario ad hoc nominato dal difensore civico regionale l’avvocato Giuseppe Fortunato. Alla Caputo spetta ora il comito stilare il regolamento per la partecipazione popolare alla “res pubblica” che dovrà poi essere approvato entro due mesi. A breve, la dottoressa Caputo dovrà presenziare anche alla commissione trasparenza presieduta dal consigliere comunale Antonio Cammarota che, già da diversi anni, chiedeva all’amministrazione comunale di procedere con il commissariamento degli istituti di partecipazione, salvo poi – in consiglio comunale- chiederne la sospensione fino al 15 settembre, lasso di tempo utile per approvare il regolamento già preparato e stilato. Intanto, il consigliere nonchè capogruppo di Forza Italia Roberto Celano ha richiesto l’intervento del vice prefetto vicario, Giuseppe Forlenza, «per informare la Prefettura dello sgarbo istituzionale e chiederne intervento». Dal canto suo Forlenza, nei limiti dei poteri demandati alla Prefettura, si è impegnato a richiamare l’Amministrazione al rispetto ed al garbo Istituzionale sempre dovuto. «Anche stamane (ieri per chi legge ndr)l’Amministrazione comunale di “famiglia” ha palesato intolleranza per il rispetto delle regole e delle norme. Inaccettabile è, infatti, l’ostracismo ancora una volta manifestato nei confronti del commissario ad acta giustamente nominato dal Difensore Civico Regionale per inadempienza del Consiglio comunale, nonostante una diffida del 2017», ha attaccato il forzista secondo cui «sindaco ed apparato burocratico, dimostrando di non avere, oltre tutto, alcuna sensibilità per i più elementari principi di educazione, hanno lasciato la professionista incaricata per ore nei corridoi senza riceverla, tentando di evitare che la stessa si insediasse. Nessun rispetto per le altre Istituzioni, nessuna considerazione per una donna che tentava semplicemente di espletare un mandato conferitogli da un Organo regionale di garanzia». Alla fine il Commissario ad Acta è stato costretto ad insediarsi unilateralmente sottoscrivendo e protocollando il verbale di insediamento, come ha poi sottolineato anche il consigliere Celano.




Il viadotto Gatto è fuori controllo «De Maio si dimetta»

Di Andrea Pellegrino 

L’ultimo incidente sul viadotto Gatto, che fortunatamente non ha avuto gravi
conseguenze, riapre il dibattito sull’ormai “storica” vicenda legata alla sicurezza e al ripristino del doppio senso
di circolazione. A Palazzo di Città attendono i risultati sulla staticità del viadotto che, secondo l’assessore alla
mobilità, dovrebbero arrivare entro fine mese. In commissione trasparenza più volte è stato sollevato il caso. All’attenzione del sindaco Vincenzo Napoli e del Prefetto di Salerno c’è anche una raccolta di firme dei cittadini. In più alcuni consiglieri comunali di maggioranza hanno chiesto un’accelerata rispetto alle scelte da intraprendere per mettere in sicurezza l’arteria frequentatissima – anche più del dovuto – da mezzi pesanti in ingresso o in uscita dal porto commerciale. L’incidente della scorsa sera è solo l’ultimo in ordine di tempo. Forse però il più preoccupante. Roberto Celano e Ciro Russomando, rispettivamente consiglieri comunali d’opposizione di Forza Italia e Attiva Salerno, chiedono le dimissioni dell’assessore De Maio. «L’arteria – dicono i consiglieri – presenta un manto stradale sconnesso, pieno di buche e particolarmente pericoloso per i mo-to veicoli. Il viadotto Gatto rappresenta, per scelta dell’amministrazione, l’unica ar-teria che collega l’autostrada al centro cittadino, non avendo l’assessore De Maio voluto recepire le istanze per l’apertura del doppio senso di circolazione». Incalza anche Dante Santoro: «Solo per miracolo non ci è scappato il morto. Da mesi denunciamo la situazione di degrado e pericolosità in cui versa il manto stradale, così come continua ad essere ignorata la richiesta di aprire, almeno in via sperimentale, il doppio senso di circolazione lungo via Benedetto Croce». Chiede una accelerata sui lavori di Porta Ovest, Gerardo Arpino, segretario generale della Filt – Cgil: «Il Viadotto ormai non sopporta più l’enorme flusso veicolare».




Il viadotto Gatto è fuori controllo «De Maio si dimetta»

Di Andrea Pellegrino 

L’ultimo incidente sul viadotto Gatto, che fortunatamente non ha avuto gravi
conseguenze, riapre il dibattito sull’ormai “storica” vicenda legata alla sicurezza e al ripristino del doppio senso
di circolazione. A Palazzo di Città attendono i risultati sulla staticità del viadotto che, secondo l’assessore alla
mobilità, dovrebbero arrivare entro fine mese. In commissione trasparenza più volte è stato sollevato il caso. All’attenzione del sindaco Vincenzo Napoli e del Prefetto di Salerno c’è anche una raccolta di firme dei cittadini. In più alcuni consiglieri comunali di maggioranza hanno chiesto un’accelerata rispetto alle scelte da intraprendere per mettere in sicurezza l’arteria frequentatissima – anche più del dovuto – da mezzi pesanti in ingresso o in uscita dal porto commerciale. L’incidente della scorsa sera è solo l’ultimo in ordine di tempo. Forse però il più preoccupante. Roberto Celano e Ciro Russomando, rispettivamente consiglieri comunali d’opposizione di Forza Italia e Attiva Salerno, chiedono le dimissioni dell’assessore De Maio. «L’arteria – dicono i consiglieri – presenta un manto stradale sconnesso, pieno di buche e particolarmente pericoloso per i mo-to veicoli. Il viadotto Gatto rappresenta, per scelta dell’amministrazione, l’unica ar-teria che collega l’autostrada al centro cittadino, non avendo l’assessore De Maio voluto recepire le istanze per l’apertura del doppio senso di circolazione». Incalza anche Dante Santoro: «Solo per miracolo non ci è scappato il morto. Da mesi denunciamo la situazione di degrado e pericolosità in cui versa il manto stradale, così come continua ad essere ignorata la richiesta di aprire, almeno in via sperimentale, il doppio senso di circolazione lungo via Benedetto Croce». Chiede una accelerata sui lavori di Porta Ovest, Gerardo Arpino, segretario generale della Filt – Cgil: «Il Viadotto ormai non sopporta più l’enorme flusso veicolare».




Piazza della Libertà: Celano e Russomando chiedono chiarimenti

«Avevamo già sollevato il caso nel 2013 ed ora ho provveduto ad inoltrare una nuova interrogazione a firma mia e del collega Ciro Russomando». Roberto Celano, capogruppo di Forza Italia al Comune di Salerno, ieri mattina è stato tra i presenti all’incontro organizzato da Italia Nostra e No Crescent. Al termine ha indirizzato al sindaco, ai consiglieri comunali e al Prefetto di Salerno una richiesta di chiarimenti rispetto all’ultima inchiesta sulla deviazione del torrente Fusandola, chiedendone anche la discussione in commissione trasparenza. «Quanto emerge dalla Ctu è di una gravità assoluta. Si evince con chiarezza nella relazione che la deviazione del Fusandola sarebbe avvenuta senza le necessarie autorizzazioni e che, soprattutto, tale illegittimo intervento potrebbe comportare rischi di esondazioni e pericoli per i cittadini (in particolare per i residenti di via Fusandola, del rione Canalone e con particolare preoccupazione per i bambini che frequentano le scuole “Barra”). Il genio civile, organo regionale, avrebbe ammesso di non aver mai autorizzato la deviazione.La Regione (guidata oggi da chi è il responsabile politico di atti amministrativi che, a quanto si legge dalla perizia, sarebbero di dubbia legittimità), più volte adita, non ha mai ritenuto di intervenire, avvalorando dubbi sulla “compatibilità” amministrativa di chi oggi la presied e rispetto ai contestati procedimenti. Appare vergognoso solo pensare che possa esserci chi permetta di mettere a rischio la sicurezza di cittadini pur di consentire la più grande speculazione edificatoria mai avvenuta a Salerno. Chi ha competenze e non interviene diventa corresponsabile non solo della edificazione di uno scempio che sta segnando negativamente la città, ma soprattutto di eventuali sciagure che potrebbero inopinatamente verificarsi per la frenesia di cementificazione senza regole che hanno caratterizzato le amministrazioni progressiste che si sono succedute»




Astensioni e no,«deluchismo con i giorni contati»

“Il deluchismo ha i giorni contati”. Così i consiglieri comunali d’opposizione Antonio Cammarota, Roberto Celano, Ciro Russomando e Giuseppe Zitarosa, commentano il Consiglio comunale di venerdì. «I continui e marcati disimpegni, nel corso di questi mesi, su temi e punti di assoluto rilievo, dei vari Domenico Ventura, Giuseppe Ventura, Pietro Stasi, Corrado Naddeo, Nico Mazzeo e Horace Di Carlo, la posizione politica dei socialisti e dei verdi, e il voto addirittura contrario sulla Tari anche di Sara Petrone, ma ancora di più l’incapacità di gestire le divergenze, facendole esplodere in Consiglio Comunale, sono segnali forti e inequivocabili dello sfaldamento dei numeri e della coesione politica della maggioranza che governa la città. E’ di tutta evidenza che la maggioranza ha perso, se mai lo abbia avuto, il timone e la spinta propulsiva di governo, cartina di tornasole del tramonto del deluchismo. Ed è di tutta evidenza che, questa maggioranza, oggi si regge esclusivamente su una inerzia ormai alla fine e sul collante di qualche gestione e di aspettative, non solo politiche, ma individuali». Il centrodestra al Comune di Salerno denuncia «l’arroganza del potere deluchiano e i guasti del governo cittadino, così come ha sempre proposto alternative e fornito contributi, come è avvenuto ieri quando è stata recepita l’istanza di Cammarota sulle vendite degli immobili, solo nell’esclusivo interesse della nostra città. Il conto alla rovescia è iniziato, e il centro destra si farà trovare pronto quando il sistema Salerno imploderà».




«Al Pronto soccorso una situazione divenuta ormai insostenibile»

Erika Noschese

«Quella che si vive al pronto soccorso, attualmente, è una situazione insostenibile». A denunciarlo è l’ex sindacalista Margaret Cittadino, tra i membri del Tribunale per i diritti del malato. «Una situazione insostenibile perchè è aumentato il numero dei pazienti, le difficoltà che hanno gli altri pronto soccorso poi si riversano su quello del Ruggi, senza contare il problema dei posti letto e delle dimissioni che diventano sempre più difficili», ha poi aggiunto la Cittadino. A quanto pare, dunque, la situazione al pronto soccorso del nosocomio locale sembra tutt’altro che migliorata con richieste rimaste inascoltate come quella che riguarda le dimissioni per l’appunto. Nello specifico, la Cittadino ha più volte chiesto ai vertici aziendali di puntare l’attenzione sulle dimissioni protette, percorsi agevolati e protetti per le fasce deboli con l’ausilio delle associazioni, con una delibera già pronta che riguardava le dimissioni seguite dall’azienda ospedaliera e dall’Asl con un percorso ad hoc. Dopo un reclamo dall’ordine dei medici, risalente circa a 3 anni fa, il tutto si è bloccato definitivamente. Tra le richieste avanzate dall’ex sindacalista anche le commissioni miste per gestire le emergenze al pronto soccorso ma anche in questo caso il tutto si è concluso con un nulla di fatto. «Non solo non è cambiato nulla ma possiamo dire che la situazione è addirittura peggiorata», ha poi aggiunto Margaret Cittadino. Il pronto soccorso del Ruggi ad oggi lamenta anche la mancanza di personale medico ed Oss mentre gli infermieri sarebbero nella “giusta quantità” costretti però ad assorbire il lavoro dei medici. «E’ una situazione che non vogliono affrontare come un problema di sistema», ha denunciato ancora l’ex sindacalista, secondo cui ad oggi non sarebbe stato risolto neanche il problema delle aggressioni al personale medico ed infermieristico, nonostante un esposto già fatto. Tante le problematiche da risolvere ed affrontare proprio come quella dei tempi di attesa, eccessivamente lunghi, senza contare che sempre più spesso i degenti sono costretti a restare in barella per diversi giorni, come accaduto nel caso di un giovane affetto da emorragia cerebrale, rimasto al pronto soccorso per due giorni – a detta della Cittadino – «ed io ad oggi non so nemmeno quanti posti letto sono stati ripristinati, dopo la chiusura estiva», ha poi aggiunto. Insomma, una serie di problematiche che ad oggi non solo non sembrano aver trovato alcuna soluzione ma che, come dichiarato anche dall’ex sindacalista ormai in pensione Margaret Cittadino sembrano peggiorare giorno dopo giorno mentre continuano a verificarsi aggressioni ai danni di medici e personale infermieristico, ritardi nelle dimissioni dei pazienti ricoverati al pronto soccorso ed una serie di problematiche già ampiamente discusse, nonostante le varie rassicurazioni da parte dei vertici dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona.

Botta e risposta tra il consigliere Celano e l’Azienda ospedaliera: «Clima di naturale frenetica attività, non confusione»

L’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona si difende dalle accuse lanciate dal consigliere di Forza Italia, Roberto Celano che ha definito indecenti le condizioni in cui versa il pronto soccorso del nosocomio locale. Il forzista ha richiesto infatti la convocazione di una riunione della commissione “Politiche Sociali” alla presenza anche del Direttore sanitario del Ruggi D’Aragona per verificare la criticità della sanità salernitana ed eventuali interventi necessari per rendere più umana la degenza dei malati abbandonati, talvolta per giorni, al nosocomio, oltre ad un intervento incisivo del sindaco Napoli a tutela della sanità salernitana di chi versa in condizioni di estrema difficoltà e di chi riceve servizi di primo soccorso in condizioni poco dignitose. Dai vertici aziendali però la replica non tarda ad arrivare. La direzione strategica infatti, precisa che ogni pronto soccorso vive un clima di naturale frenetica attività del personale, e non “confusione”, in considerazione delle urgenze a cui si deve dare immediata risposta nel più breve tempo possibile. Tra le accuse lanciate da Roberto Celano anche quella di decine e decine di degenti lasciati per giorni nei corridoi sulle barelle, in attesa che si liberino “posti” per essere collocati nei reparti di competenza, nel mentre familiari ed amici attendono, abbandonati per ore, notizie dei propri cari. In merito a ciò la direzione strategica del Ruggi ha precisato che i degenti in attesa di essere ricoverati restano sulle barelle nelle stanze del codice attribuito (rosso, giallo, verde) e sono continuamente monitorati dal personale in servizio. Mai le barelle hanno sostato nei corridoi che devono restare liberi per consentire anzitutto la velocità d’intervento nelle emergenze, ma anche il passaggio dei pazienti che necessitano di iter diagnostici. Secondo il consigliere azzurro, «le vergognose condizioni» in cui versa il pronto soccorso del nosocomio locale costringerebbero medici ed operatori a lavorare in condizione di estrema difficoltà, dovendo affrontare non solo le difficoltà logistiche ed organizzative indipendenti dalla loro professionalità, ma anche l’esasperazione di chi attende per ore ed assiste con giustificata impazienza alle condizioni poco dignitose cui sono costretti i degenti in attesa di essere mandati ai reparti. Per i vertici aziendali, invece, i familiari dei pazienti hanno un’ampia sala d’attesa dove attendono notizie che, puntualmente, arrivano non appena il medico che ha in carico il familiare ha le risposte diagnostiche per poter presentare il quadro completo. Ciò non toglie che, ogni qual volta sono state chieste informazioni, il personale del Triage ha sempre risposto educatamente e nei limiti delle sue competenze. I pazienti in osservazione non restano in c o n d i z i o n i “poco dignitose”: vengono aiutati in ogni loro necessità, anche fisiologica, dal personale di turno e a chi si trova al pronto soccorso in orario di pranzo o di cena viene consegnata una colazione a sacco, laddove il medico ritenga che il paziente può mangiare. “Al pronto soccorso del Plesso Ruggi si registrano mediamente 250 accessi giornalieri, con picchi di 300/350, cosa, questa, che se da un lato rende oneroso e stressante il lavoro dei medici e del personale tutto, dall’altro conferma la grande professionalità degli stessi e la qualità delle risposte ricevute dall’utenza”, aggiunge infine l’azienda ospedaliera universitaria.




Cava ed Amalfi pronte a firmare la petizione per il doppio senso di via Croce

Un’alternativa al transito dei veicoli esclusivamente lungo il viadotto Gatto esponendo ancor di più la sua struttura a possibili cedimenti, alla luce della mole di veicoli alla quale ogni giorno è esposto, è la costituzione di un doppio senso di percorrenza su via Benedetto Croce. La petizione popolare indetta dalla nostra redazione da Salerno a Vietri sul Mare fino alla Costa d’Amalfi passando per Cava de’ Tirreni raccoglie sempre più sostegno e consenso. A Cava de’ Tirreni si inizierà a firmare da giovedì mattina presso lo studio dell’avvocato Alfonso Senatore, coordinatore provinciale del movimento Meridione Nazionale. Oltre a Davide Scermino essenza di Forza Italia a Vietri sul Mare si aggiunge alla lista dei favorevoli alla petizione un azzurro d’eccellenza, il consigliere provinciale Fulvio Mormile: “Io prima di tutto mi sento il consigliere provinciale di riferimento di Salerno città, per cui ancor più coinvolto, in una battaglia di buon senso che vede Forza Italia portare avanti una problematica connessa alla viabilità che interseca proprio il traffico che dalla Costiera Amalfitana arriva a Salerno ed attraversa il viadotto Gatto, oggetto di innumerevoli perplessità ,soprattutto in queste ore ,che hanno visto mettere in discussione l’ intero sistema di verifiche della staticità di ponti e quant’ altro in tutta la nazione , non può certamente, l’amministrazione comunale di Salerno, derubricare questi dubbi come suggestione generale”. Ad abbracciare una scelta di buon senso anche il Movimento italiano disabili attraverso il coordinatore competente su Salerno, Adriano Rescigno: “Occorre istituzionalizzare la responsabilità, l’amministrazione di Salerno deve ascoltare la voce dei tanti cittadini che percorrendo il viadotto Gatto ormai si affidano all’Altissimo temendo il peggio. In questa raccolta firme, noi ci siamo”. Le paure e le complessità legate al traffico sul viadotto Gatto si estendono anche alla Costiera ed è per questo che Andrea Cretella, presidente dell’associazione nazionale Mani Pulite non rimane a guardare: “Presto i moduli per firmare a favore del doppio senso in via Croce saranno disponibili anche nei territori della Costa d’Amalfi. Non è più contemplabile in una zona a vocazione turistica e commerciale la permanenza annosa di una viabilità pericolosa. Sono sicuro che la Costa risponderà in maniera saggia sulla questione”. Già è pronto invece il vulcanico avvocato metelliano Alfonso Senatore, coordinatore di Meridione Nazionale: “Quella del viadotto Gatto è una problematica che si riverbera su tutti i territori limitrofi per questo la città di Cava non può esimersi dal rispondere favorevolmente al doppio senso e per questo presso il mio studio legale di via Benincasa sarà possibile firmare la petizione già da giovedì mattina. E’ essenziale condurre questa iniziativa nell’ottica di evitare altri disastri”.




Doppio senso di circolazione in via Croce, oggi parte la raccolta firme tra i cittadini

Matteo Maiorano

Partirà da Vietri sul mare la raccolta firme per il ripristino del doppio senso di circolazione lungo via Benedetto Croce. L’argomento sul tavolo della discussione resta sempre la manutenzione e l’alleggerimento del traffico sul viadotto Gatto. I comuni coinvolti dalla petizione che sembra aver trovato parere favorevole da buona parte dei cittadini salernitani e consiglieri d’opposizione a Palazzo di Città, saranno diversi, perché il problema non è circoscritto a Salerno città ma si allarga alla zona costiera ed a Cava de’ Tirreni. Le firme che verranno raccolte proprio in questi giorni saranno poste all’attenzione di Enzo Napoli, Mimmo De Maio e Giuseppe Canfora. «E’ indispensabile la riapertura del doppio senso di circolazione lungo via Benedetto Croce di Salerno». Ad alzare la voce ci ha pensato il forzista Davide Scermino: «Oltre ad essere la soluzione migliore per una viabilità più scorrevole in ingresso a Salerno, il doppio senso di circolazione in via Benedetto Croce consente di alleggerire il transito lungo il viadotto Gatto di Salerno che necessita, tra l’altro, di controlli ed eventuali interventi di manutenzione. Auspico – prosegue il membro dell’associazione “Andare Avanti” – che l’amministrazione comunale di Salerno ma anche la prefettura e l’amministrazione provinciale prendano seriamente in considerazione l’ipotesi alla base della sottoscrizione popolare». Sull’argomento interviene anche Dante Santoro, il quale avanza delle proposte per adeguare le strade ad un maggiore transito di veicoli: «E’ un esperimento da fare. Accorciare il marciapiede, senza precludere la sosta dei veicoli, ed allargare la carreggiata, permetterebbe di aprire al doppio senso di marcia». Il consigliere di opposizione di Giovani salernitani – demA aggiunge: «Ogni idea e proposta ha bisogno anche di confronto ed ascolto e una petizione di cittadini è il termometro giusto per percepire l’entità del problema». Dunque, presto i cittadini troveranno i fogli con allegate le motivazioni della raccolta firme in diversi comuni della provincia di Salerno che vede aprire le danze proprio il comune di Vietri sul Mare che da anni ormai si batte per istituire nuovamente il doppio senso di circolazione su uno dei tratti di strada più complessi e problematici della città di Salerno, causando non pochi disagi alla circolazione, soprattutto negli orari di punta e nei giorni festivi, con traffico e lunghe code che spesso si prolungano anche per ore.