Scafati. Fiume Sarno: la puzza regna sovrana. E’ allarme sanitario…da trent’anni

Di Adriano Falanga

Il mese di Luglio per gli scafatesi segna un appuntamento importante, quello con la festa patronale. Ma da almeno trent’anni viene ricordato anche per la stagione conserviera, che si apre nello stesso periodo. Un’importante occasione per l’indotto economico, perché centinaia di stagionali trovano lavoro presso le decine di aziende dislocate nell’agro nocerino. Ma luglio è anche il mese della puzza. Le prime “avvisaglie” ci sono state già durante i giorni della festa, dove il centro città ha subito le esalazioni emesse sia dal Sarno che dai canali attigui. Seppur la nomea la portano le aziende conserviere, la responsabilità deve essere estesa anche agli scarichi dell’indotto agricolo e civile, quasi sempre abusivi.  Sono decenni oramai, tutti sanno ma nessuno vede. E così, da oggi e fino ai primi di settembre, dormire con le finestre aperte sarà impossibile per chi vive lungo le sponde del fiume e dei suoi affluenti, dalla periferia al centro città. O meglio, l’acre odore di marcio è avvertito anche in zone distanti centinaia di metri dal corso d’acqua più vicino. E oltre a creare problemi al vivere comune, la puzza diventa un “ottimo repellente” per chi decide di fare una passeggiata in città, tenendo lontana la movida e portando con se insetti, topi e sporcizia di ogni genere. E così Addio ad ogni buono proposito di organizzare eventi o manifestazioni tipicamente estive. Perché, e lo scriviamo senza tanti giri di parole, la questione ambientale legata alla puzza del Sarno ha allontanato, negli anni, la gente dalle strade molto più della questione sicurezza. Chiaramente contribuendo al persistente stato di disagio economico delle attività commerciali locali.

<<L’usanza criminale degli scarichi all’interno del fiume riprende ferocemente e ritornano in azione quel manipolo di criminali convinti che quel corso d’acqua sia di loro proprietà e di conseguenza utilizzabile per i loro sporchi sversamenti>> così Francesco Carotenuto, di Scafati Arancione. <<Non vogliamo che la questione torni ad essere solo un modo di fare retorica per riempire qualche pagina di giornale o per riempire qualche post su Facebook nel bel mezzo della calura estiva ed è per questo che ci appelliamo alla grande sensibilità della commissione straordinaria, che non ha mai fatto mancare in questi mesi>>. La speranza è che i commissari, lontani da ogni logica elettorale e interessi di parte, possano contribuire a dare una svolta all’annoso problema. <<Alla Commissione chiediamo non solo maggiori controlli e un tavolo di concertazione con i sindaci dell’intero bacino per contrastare con azioni forti, dalle sanzioni alle ordinanze di chiusura di opifici e industrie che si macchiano di questi crimini – continua Carotenuto – ma chiediamo di monitorare le realtà industriali che operano e producono nella nostra città>>. Parte il primo esposto alle autorità competenti. <<Anche quest’anno invieremo denuncia non soltanto alla Procura della Repubblica, ma anche alle autorità competenti come Arpac, Asl e Noe. Saremo un tarlo continuo in difesa della nostra città e della nostra gente>>, conclude l’attivista.

SARNO, ALLARME SANITARIO SEMPRE ATTUALE

Oltre ai reflui della rete fognaria, immessi in maniera più o meno legale, a creare pericolo sanitario sono soprattutto le sostanze chimiche che contaminano pericolosamente il corso d’acqua. Sostanze che rischiano di compromettere seriamente la salute pubblica qualora finissero a contatto con le tante colture che costeggiano il letto del fiume. E questa non è certamente una realtà astratta, anzi. L’Arpa Campania ha già lanciato l’allarme, nel corso dei controlli del mese di giungo sono emerse infatti concentrazioni di cromo e mercurio potenzialmente superiori agli standard di qualità ambientale ammessi. Il Dipartimento di Prevenzione Igiene e Sanità Pubblica della Asl Salerno ha così sollecitato il Comune di Scafati ad emettere ordinanza per impedire l’utilizzo “a qualsiasi scopo” delle acque contaminate, compresi gli usi irrigui e zootencici. Un divieto prontamente emanato dalla triade commissariale. Certo è che da anni nessuno beve l’acqua del Sarno, ma in tempi di siccità non è raro imbattersi in agricoltori che attingono dal Sarno (o da pozzi collegati) per irrigare i loro raccolti. Le campionature sono state effettuate lungo il tratto che va da San Pietro-Via Lo Porto a via Fosso Dei Bagni. Un’area vasta e quasi interamente dedita all’agricoltura. E la foto che ritrae il corso d’acqua coperto da una torbida e maleodorante sostanza biancastra, è stata scattata in questi giorni proprio in via Lo Porto, in piena area agricola. Il rischio per la salute pubblica è altissimo, ecco perché occorre subito avviare controlli, verifiche e monitoraggio del corso d’acqua. Scarichi abusivi compresi.




Scafati. Fiume Sarno e tumori. “Tenere alta l’attenzione”

Di Adriano Falanga

Fiume Sarno ed eventuale incremento delle patologie oncologiche, continua ad approfondire l’amministrazione comunale. “Come più volte ribadito la salute dei cittadini non può avere colore politico. Questo è il motivo per il quale, nell’ambito delle attività che a nome dell’amministrazione e in qualità di consigliere delegato alla Sanità sto portando avanti già da tempo, recandomi prima all’Asl, poi in Regione e finanche al Ministero della Salute – ha scritto in una nota Brigida Marra – oggi ho accettato di incontrare i giovani di Scafati Arancione, parte politica opposta, che mi hanno manifestato la loro volontà di partecipare alle attività che stiamo mettendo in campo sul tema”. Gli arancioni sono stati promotori di una petizione per istituire il Registro dei Tumori in città. “Nelle more dell’esame dei dati che ci sono stati forniti dall’ASL di Salerno sul Registro Tumori, a seguito di richiesta di accesso agli atti, provvederemo già nei prossimi giorni ad invitare, così come concordato con i Dirigenti del Ministero della Salute, i sindaci dei Comuni dell’Agro interessati dal Fiume Sarno – prosegue la Marra – L’incontro sarà finalizzato ad intraprendere insieme iniziative successive, inclusa la richiesta all’Istituto Superiore della Sanità, al fine di conoscere il profilo di salute e le cause di mortalità dei cittadini dei nostri territori nonché le modalità e i termini di attuazione del programma di prevenzione per le malattie neoplastiche”. Soddisfazione anche da Francesco Carotenuto: “L’incontro è stato proficuo sotto molti aspetti: quello politico, a dimostrazione che la politica deve si contrapporsi, ma ha l’obbligo e la responsabilità di deporre le armi dello scontro quando si tratta di temi che esulano da visioni contrastanti; sociale, perché attraverso una nostra campagna di sensibilizzazione e di mobilitazione popolare abbiamo provato a coinvolgere i tanti cittadini, i quali, apponendo la loro firma, hanno voluto darci mandato di mediare e portare all’attenzione delle istituzioni un problema di notevoli proporzioni sociali”.




Scafati. Non si allagano le campagne di Sarno, e Scafati finisce sott’acqua. Vertice al Ministero della Salute

Di Adriano Falanga

“Lo stato di calamità lo dichiara la Regione. Noi siamo in emergenza tutti i giorni”. Risponde così Pasquale Aliberti agli attivisti di Scafati Arancione, che lo hanno sollecitato ad attivarsi per lo stato d’emergenza, onde dare una risposta sugli allagamenti e loro conseguenze sul tessuto socio economico. Quanto al rischio igienico sanitario che potrebbe derivare dal deposito dei fanghi che ogni esondazione lascia sull’asfalto, oltre a negozi e cantine, il primo cittadino rassicura: “al momento nessuno degli enti preposti ci segnala pericoli, sono più preoccupato per le possibili esondazioni – aggiunge Aliberti – alla luce degli interventi a macchia di Leopardo che la Regione, attraverso il genio civile, continua a fare. Allargando gli argini a Sarno, onde evitare l’allagarsi delle campagne, si sta provocando un serio aumento di portata che comporta non più la laminazione in aree rurali, bensì nel centro urbano scafatese. Sarebbe questo il motivo, secondo il sindaco, per cui la città finisce ripetutamente sott’acqua. Lo stesso motivo che lo ha spinto a scrivere al Prefetto nei giorni scorsi. Intanto la consigliera comunale Brigida Marra, delegata alla Sanità, ha chiesto ed ottenuto un incontro al Ministero Della Salute settore Prevenzione proprio per discutere della situazione del fiume Sarno, dei miasmi, fanghi, inquinamento e rischio per la salute dei cittadini. L’incontro si terrà a Roma lunedì mattina. “Il Sarno è un problema oramai vecchio e incessante e rispetto al quale, è necessario responsabilizzare il Governo Nazionale. È da lì che deve partire, devono prendere atto che i nostri cari stanno morendo nell’indifferenza delle istituzioni competenti – spiega la consigliera di maggioranza – Non possiamo bloccare progetti importanti come il Grande Sarno per mero spirito di contrapposizione politica. La salute è prioritaria. Voglio raccogliere tutte le notizie utili al fine di costituire in mora in caso di continua inerzia, le istituzioni competenti e ricorrere se necessario alle autorità giudiziarie” conclude la Marra.

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Brigida Marra

 




Scafati. Dopo gli allagamenti il Rio Sguazzatoio porta il rischio sanitario. Chiesto lo stato d’emergenza

Di Adriano Falanga

Oltre ad allagare strade, negozi, e cantine, le esondazioni del Rio Sguazzatoio comportano anche un altro fattore, non trascurabile e sicuramente da valutare fino in fondo: il rischio igienico sanitario legato al deposito dei fanghi dell’inquinato corso d’acqua. Una melma che asciugandosi diventa polvere, finendo nei polmoni e nelle abitazioni, in particolare di via Roma, Piazza Garibaldi e via Oberdan. I residenti esasperati chiedono controlli. “I fanghi tossici restano per strada e i nostri figli andando a scuola lo calpestano e se lo portano dietro” così Antonio, mentre secondo Salvatore: “ogni volta mi tocca buttare tutto ciò che ho nello scantinato. Il box, comprato per 30 mila euro, è inutilizzabile come magazzino o dispensa, a causa degli allagamenti”. Chiedono lo Stato di Emergenza gli attivisti di Scafati Arancione. “Il Sindaco scriva una richiesta ufficiale al Presidente della Regione per sollecitare ad una richiesta di dichiarazione di “stato di emergenza” presso la protezione civile e si convochino nell’immediato tecnici e professionisti che operano e sono presenti sul territorio per pianificare e programmare azioni di contingenza, atti a limitare altri fenomeni naturali che potrebbero riguardare, in un futuro non troppo lontano, ancora la città”. Lo Stato di emergenza per tutelare anche dal rischio sanitario, e rimborsare gli alluvionati. “Alle polemiche sterili e fuorvianti, preferiamo indicare una strada che da un lato tenga conto dell’emergenza, per chiedere i danni e risarcire coloro i quali stanno subendo danni incalcolabili alle svariate attività presenti sul territorio e allo stesso tempo, in attesa della realizzazione della rete fognaria, convocare tavoli tecnici con le tante eccellenze presenti sul territorio, per strutturare un’azione orizzontale  in concerto con chi detiene conoscenze specifiche” concludono gli arancioni.