Il Comune si riserva di costituirsi parte civile

Fonderie Pisano, il Comune di Salerno si riserva di costituirsi parte civile nel procedimento penale in corso. L’ente ha manifestato la volontà di voler valutare alcuni elementi prima di costituirsi nel processo che vede imputata la famiglia Pisano. L’intenzione dl Comune è contenuta in una delibera depositata agli atti del processo. Nell’udienza di ieri, dinanzi al Gup del tribunale di Salerno è stato anche anticipato che a costituirsi parte civile saranno: il Comitato Salute e vita, l’associazione Medicina Democratica, il Comune di Pellezzano, alcune associazioni ambientaliste e circa 40 cittadini residenti nell’area in cui insiste l’attività produttiva. Il Gup ieri mattina ha fissato la data della prossima udienza al 9 ottobre. L’udienza di ieri si è conclusa con un nulla di fatto in quanto vanno verificate alcune omesse notifiche. Anche il Codacons Salerno ha partecipato, ieri mattina, alla prima udienza tenutasi dinanzi al Gup Maria Zambrano contro le fonderie Pisano. Poco meno di 40 sono stati i cittadini che si sono costituiti parte civile per ottenere un risarcimento in denaro partecipando all’azione risarcitoria collettiva lanciata dalla nostra associazione, alla quale è ancora possibile aderire, in considerazione del rinvio odierno. I residenti nella città di Salerno e nei comuni limitrofi, potranno ancora costituirsi parte civile, assolutamente gratuita, nel procedimento e chiedere un risarcimento anche in assenza di danni sanitari, solo per i rischi alla salute corsi e per le conseguenze subite sul fronte ambientale. Chi invece ha contratto patologie riconducibili alla presenza delle Fonderie, potrà chiedere in giudizio indennizzi di maggiore entità. Nella sede del Codacons Campania o sul sito www.codacons.it le istruzioni per partecipare alla costituzione. «A questo punto – dice l’Avv. Matteo Marchetti – seguiremo passo passo l’iter del processo e rinnoviamo ancora oggi l’invito agli abitanti di Salerno e dei comuni limitrofi ad inserirsi nei procedimenti in corso per ottenere il risarcimento dei danni morali e materiali nei confronti di chi ha inquinato ma anche di chi ha taciuto, di chi ha falsificato gli atti o di chi ha omesso di fare il proprio dovere. In altri paesi occidentali chi sbaglia paga quindi il Codacons non accetterà assoluzioni generalizzate. Per troppi decenni i cittadini hanno subito sulla propria pelle le logiche perverse del potere e del denaro».




Bancarotta del gruppo Ipervigile: la gang dei De Santis a processo

di Gianfranco Pecoraro

NOCERA INFERIORE. Inizierà il prossimo 9 marzo, davanti al primo collegio del tribunale di Nocera Inferiore, il processo all’associazione per delinquere finalizzata alla bancarott fraudolenta o a commettere reati finanziari relativi a 22 società di vigilanza privata. Alla sbarra sarà il gruppo dei De Santis, con il 57enne Fernando (nella foto nel riquadro a destra in alto) , la 55enne moglie Filomena Vicidomini (nella foto nel riquadro a destra in basso)  e la 50enne dipendente Maria Assunta Scarpati.  Nell’indegine del pm Roberto Lenza e dei finanzieri dono finite le società sono la Ipervigile Srl, Bsk Service Srl, Working Srl, Albatros Srl, Enterprise Sat Srl, Bsk Securmark Servizi Fiduciari Salerno S.R.L., Il Pino,Srl, L’Astuto Srl, La Vigile Sas, New Pol Srl, Istituto Di Vigilanza Privata Italia Srl, Ariete Srl, Pulipol Sas, La Volante Sas, Bsk Service Napoli, Bsk Service Caserta Srl, Neapolis Sri, Hdsv Srl, H.D.S.V. Srl, Securpol Sud Srl, La Vigile Srl (Ex La Falconsilva Srl).  Oltre che di associazione per delinquere, i tre sono accusati della bancarotta della Ipervigile srl, della H.D.S.V. srl, e dell’evasione delle imposte sui redditi o dell’Iva per circa 300mila euro all’ipervigile srl. I soli coniugi De Santis sono finiti a processo anche per la bancarotta o reati finanziari realtivi alla Bsk Service Srl, Working Srl e Ariete srl.
Sempre i due De Santis saranno processati per violenza privata nei confronti di tre dipendenti inducendoli ad assumere ed a mantenere contro la loro volontà cariche societarie nela “la Volante” sas, l’Ariere, l?albatros srl e la Working.Ed ancora i coinuigi De Santis avrebbe trufafto l’Inps intascando circa 58mila euro per l’assunzione di 21 dipendneti de il Pino, altra società del gruppo che sarebbero stati messi pretestuosamente in mobilità. Una “truffaldina fotoopia”, per un valore di 21mila euro, avrebbero fatto per l’anno precdente.  Con la Bsk service  ancora la stessa azione delittuosa per 11 dipendenti e per altri dieci (valore  8.100 euro)  l’anno successivo. Ed ancora stesso copione per quattro dipendenti de La Vigile srl . Fernando De Santis dovrà rispondere anche della detenzione di banconote contraffatte.
Nei giorni scorsi, è arrivato l’avviso di conclusione delle indagini per gli altri indagati e per diversi reati.

Tra le tante vicissitudini di uno dei più importanti gruppi della vigilanza privata in Italia certamente non era ipotizzabile che si arrivasse perfino a sostituire i soldi “buoni” con banconote false per farsele rimborsare dalla Banca d’Italia.  Le fiamme gialle hanno ricostruito la tumultuosa vita di 21 società, tutte amministrate formalmente da prestanome riconducibili ai De Santis.




Agro nocerino. Truffa assicurazioni In otto a giudizio

AGRO NOCERINO. Truffe alle assicurazioni: in otto rinviati a giudizio. Davanti al tribunale di Nocera Inferiore, a partire dal 24 novembre prossimo, compariranno il 42enne Gennaro Alfano di Sant’Egidio del Monte Albino, il 29enne Alfonso Calenda di San Marzano sul Sarno, il 55enne Antonio Conte e la 69enne Gerardina Desiderio 69 anni di Angri, il 54enne Antonio Fedele 54 anni di Torre del Greco ma residente a Saviano, il 37enne Alfonso Ferraioli e la 47enne Eleonora Pepe di Pagani e la 54enne Michelina Squitieri di Sarno.




Angri. Consiglio comunale: rinviata l’istituzionalizzazione della festa patronale

ANGRI. Tre soli punti, ma significativi, punti all’ordine del giorno discussi nella seduta dell’ultimo consiglio comunale. Modifiche allo statuto, il patto dei sindaci e la nomina dei membri della commissione pari opportunità , al centro della accesa discussione. Dal punto riguardante le istituzionalizzazioni dei festeggiamenti in onore del Patrono San Giovanni e del palio storico, il primo è stato stralciato su proposta del consigliere Mercurio.  “Sono contento di essere tornato sui miei passi e di non aver discusso l’istituzionalizzazione dell’evento legato alla festa di San Giovanni Battista – ha affermato il sindaco Cosimo Ferraioli-, purtroppo la strumentalizzazione messa in atto da qualcuno ha provocato un ingiustificato clima di tensione che non ha alcuna motivazione di esistere, l’amministrazione comunale, mi preme ancora una volta sottolinearlo, non avrebbe interferito in alcun modo nella gestione della festa di San Giovanni Battista, si è voluta alimentare una polemica che non ha motivi di essere”. È strato approvato con voto unanime della maggioranza l’istituzionalizzazione del “Palio storico Città di Angri” e la possibilità di nominare il settimo assessore nella giunta comunale  (senza aggravi di spese)  La maggioranza in seguito alla relazione del sindaco ha approvato il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile che vede coinvolti gli enti locali e regionali impegnati ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Una prima ricognizione consentirà al Comune di abbattere fortemente la spesa per l’energia elettrica. Infine, sono stati designati i componenti della commissione pari opportunità che risulta così composta: Amarante Rita, Russo Virginia, Fattoruso Carmela, Russo Annamaria, Sorrentino Giacomo, Ferraioli Francesca, Cirone Pietro, Attianese Maria Teresa, Rispoli Carmela, Mandile Lucia, Battipaglia Adele, Coppola Filomena, La Storia Antonietta.

Vincenzo Vaccaro




Pagani. Tresca amorosa tra badante e “padrone”. Lei a processo per estorsione

PAGANI. Avrebbe tentato di estorcere poche centinaia di euro a un imprenditore paganese dove lavorava come badante per non rilevare alla moglie la loro tresca amorosa. E per aiutarsi, oltre all’arte della seduzione, l’avvenente collaboratrice familiare avrebbe indotto l’uomo a bere alcolici. Con l’accusa di tentata estorsione è stata rinviata a giudizio una 38enne rumena, denunciata dal suo ex datore di lavoro e dalla moglie. I fatti risalgono a un periodo compreso tra il 2008 e il 2009, quando lei aveva 32 anni e il suo datore di lavoro una ventina di più. La donna era entrata in casa per fare la badante ma con il proprietario dell’abitazione era nato qualcosa che andava ben oltre il normale rapporto di dipendenza. L’avvocato Fabio Carusone, legale della donna, ha eseguito alcune indagini difensive dalla quale emergerebbero che, nonostante la denuncia, i due amanti si sarebbero continuati ad incontrare clandestinamente in un noto albergo di Nocera Inferiore, fino al 2013. Il processo dovrà appurare se la donna, che al momento pare non si trovi in zona, effettivamente abbia tentato di estorcere denaro o quella a sua carico sia una denuncia per mantenere la pace familiare.




Il sindaco Annunziata a processo per gli appalti del Comune

SAN MARZANO SUL SARNO. Inchiesta sui lavori pubblici appaltati dal Comune: un’assoluzione, una condanna e b 12 rinvii a giudizio. Inizierà il prossimo tre novembre, davanti al secondo collegio il processo che vede imputati molti esponenti dell’amministrazione del sindaco Cosimo Annunziata della precedente consiliatura. Rinviati a giudizio il sindaco Annunziata, il vicesindaco Pasquale Miranda, gli assessori Adolfo Canzio, Aurelio Calenda, il consigliere di maggioranza Michele Franza,  gli ingegneri Nicola Annunziata, marzanese di 64 anni, e Nunzio Ariano, 58enne d Torre Annunziata, gli imprenditori Ermanno Franza, responsabile della società cooperativa Contatto e fratello di Michele, Aurelio Arzeo e Michele Casalino, Pasquale Calenda e Giuseppe Positano. Condannata la 44enne ex assessore Pasqualina Forsellino a otto mesi di reclusione, pena sospesa, assolto per non aver commesso il fatto il suo collega di giunta e coetaneo Alfonso Tono.

Nei mesi scorsi, alcuni degli indagati erano stati raggiunti da provvedimenti cautelari. Una misura cautelare era stata richiesta lo scorso anno anche per il 53enne sindaco Cosimo Annunziata e per il 31enne consigliere di maggioranza Michele Franza: in questo caso il gip Paolo Valiante non prese in considerazione le richiesta del pm in quanto non procedibile per le cariche elettive, insomma non si può sospendere un sindaco né il consigliere comunale perché eletti a tale carica dagli elettori.

Le indagini riguardano alcuni appalti banditi o affidati direttamene dal Comune di San Marzano con procedure illegittime. Su questi appalti hanno indagato i carabinieri della stazione di San Marzano sul Sarno, e risalgono a lavori pubblici affidati tra il 2010 al 2013. Il sindaco, Miranda, Calenda, Canzio, Forsellino, Nicola Annunziata, Michele Franza furono  indagati per abuso di ufficio per l’affido del servizio gestione del verde cimiteriale e delle lampade votive nel 2010. Per turbativa degli incanti furono indagati Nicola Annunziata, Aurelio Calenda per l’affidamento dei lavori di adattamento di aule scolastiche e della sede del Comune in favore di una ditta. Sarebbero state aperte prima del dovuto le buste e su una ditta sarebbero state fatte pressioni affinché si ritirasse: alla fine, la ditta aggiudicataria dei lavori se li è assicurati con solo l’1% di ribasso. Sempre Nicola Annunziata e l’assessore Calenda sono indagati per abuso di ufficio per lavori alla casa comunale. Ariano è sott’inchiesta abuso d’ufficio e falso per i lavori della rete antincendio circa 50.000 euro alla scuola media Anna Frank affidata a una determinata ditta.

Nicola Annunziata e l’assessore Miranda furono indagati per abuso d’ufficio e falso per i lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza di alberi ad alto fusto nella scuola di piazza Amendola e nei dintorni.




Salerno. Abusava della nipote, a giudizio nonno orco

Soltanto in età adolescenziale, e grazie all’aiuto di una chat, è riuscita a porre fine al suo incubo. E’ riuscita ad allontanarsi da quel nonno che non gli riservava  amore  ma solo terrore per quell’insano modo di manifestare il proprio affetto. L’ottantatreenne salernitano T. D. è stato rinviato a giudizio per gli abusi sessuali perpetrati nei confronti della nipote.
Quest’ultima è residente in una località dell’alta Italia e ciclamente si recava a Salerno per far visita ai parenti ed in particolare al nonno materno. Momenti di gioia che si trasformavano in veri e propri attimi di terrore. L’uomo ha manifestato le prime morbose attenzione nei confronti della nipote quando aveva appena quattro anni. Da quel momento ogni qualvolta che aveva modo di incontrare la ragazzina non c’erano nè doni nè caramelle ma attenzioni e violenze da far rabbrividire. Un vero e proprio incubo che stava condizionando fortemente gli equilibri della nipote, arrivata anche a praticare atti di autolesionismo. “Io non voglio andare a trovare i parenti a Salerno – ripeteva ai genitori che non comprendevano i motivi per i quali una ragazzina non mostrava entusiasmo nel vedere il nonno”. Appelli che restavano inascoltato ed ogni visita si rinnovava quel terribile rito. In età adoloscenziale, e dopo aver preso maggiore confidenza con computer e tablet, la giovane, ormai  quattordicenne racconta la sua terribile storia ad uno psicologo che si occupa di violenze su minori in chat. Uno sfogo che salverà la ragazzina da altre violenze ed umiliazioni.
Lo psicologo ha provveduto immediatamente a sporgere denuncia e per l’ottantatrenne è stato disposto l’assoluto divieto ad avvicinarsi alla nipote. Nel corso dell’inchiesta sono state accertate le responsabilità dell’uomo che vantava già una serie di numerosi precedenti penali per atti di libidine negli anni ‘60. Ieri la sua posizione è stata discussa davanti al Gup del Tribunale di Salerno, Berni Canani, che ha disposto, su richiesta del pubblico ministero Roberto Penna, il rinvio a giudizio per il nonno orco. Una terribile vicenda che, in ogni caso, segnerà inevitabilmente il futuro dell’ormai adolescente. Ora le responsabilità dell’anziano nonno saranno valutate dal collegio giudicante del Tribunale di Salerno.




Decadenza, oggi si decide il rinvio

di Andrea Pellegrino

Compleanno particolare per il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Questa mattina si deciderà (forse) sulla sua incompatibilità ai tempi del Governo Letta, quando mantenne in piedi – fino all’arrivo di Renzi – la carica di sottosegretario al Mit insieme a quella di primo cittadino. In particolare sarà la Corte d’Appello (su richiesta dello stesso primo cittadino, assistito dall’avvocato Ricciardi) a confermare o meno la sentenza di primo grado che aveva dichiarato decaduto dalla carica di sindaco Vincenzo De Luca. Ma non si esclude che il tutto possa essere rinviato a dopo le vacanze estive. Il 25 settembre, infatti, è stata fissata una ulteriore udienza che nasce dal ricorso presentato da alcuni consiglieri comunali a sostegno della tesi di Vincenzo De Luca: ossia che all’epoca non sussisteva nessuna incompatibilità, in quanto non c’era stato nessun conferimento di deleghe da parte del Ministro. Benchè nominato viceministro, l’incarico non è stato mai perfezionato, tant’è che De Luca ha mantenuto lo status di sottosegretario che comunque, secondo la legge, è incompatibile con la carica di sindaco. Un concetto ribadito in primo grado, sulla base del ricorso presentato dai parlamentari del Movimento 5 stelle di Salerno (e predisposto dall’avvocato Oreste Agosto) e dalla stessa Agcom che si è pronunciata contro il doppio incarico. Ma in tutti i casi occorrerà attendere stamattina quando si terrà l’udienza in Corte d’Appello (presidente Ferrara e relatore Rotunno) nel corso della quale si stabilirà se i giudizi saranno uniformati – quindi il tutto sarà rinviato a settembre – oppure si andrà a sentenza. In questo caso se la Corte d’Appello dovesse confermare la decadenza, Vincenzo De Luca sarà costretto a lasciare la fascia tricolore, con tutte le conseguenze del caso. Tra l’altro, il necessario ricorso alla “salvaguardia degli atti” fino ad ora prodotti dal primo cittadino e dall’amministrazione comunale potrebbe far saltare anche un ulteriore piano: ossia la ricandidatura di Vincenzo De Luca a sindaco di Salerno. Perché se è vero che la decadenza viene sancita all’atto del giuramento da sottosegretario (quindi prima dei due anni e mezzo di consiliatura) è altrettanto vero che l’eventuale salvaguardia degli atti manterrebbe in carica fino a sentenza il primo cittadino, quindi ben oltre la mezza consiliatura.




Scafati. Picchiò la moglie: finisce a giudizio

 

SCAFATI. Picchia la moglie e finisce a giudizio. Il 48enne scafatese S. M. dovrà rispondere dei reati di maltrattamenti, lesioni e ingiurie nei confronti della madre. Dopo l’ultimo alterco con la moglie, arrivata in un periodo di tensioni e contrasti, la donna replicò rivendicando rispetto, ottenendo per tutta risposta lo scatto d’ira dell’uomo. Il cinque giugno 2013 prese a calci e pugni  la moglie la consorte. A stento i figli riuscirono a frenare la furia del padre. S.M. è stato sottoposto ad una misura cautelare ritenuta necessaria dal giudice del tribunale di Nocera Inferiore, che accolse la richiesta della procura per salvaguardare l’incolumità della donna e lo stato dei figli, imponendo all’imputato di non vivere più sotto lo stesso tetto della sua famiglia. L’uomo è stato ritenuto inosservante nelle norme della convivenza coniugale, infedele e violento. Il capo d’accusa, stringato e sintetico, riporta una delle sequenze di offese rivolte alla moglie,con dieci giorni di prognosi prescritti dai medici del pronto soccorso nell’ultimo episodio incriminato. Il reo, rinviato a giudizio dal gup, è atteso dal dibattimento il ventitrè dicembre 2014 davanti al giudice del tribunale monocratico di Nocera Inferiore.

Gennaro Avagnano