Primi problemi per il nuovo dg

di Andrea Pellegrino

La nomina di Vincenzo Viggiani dovrebbe essere pubblicata sul prossimo Burc, così come la graduatoria che ha guidato il Governatore Caldoro e il Rettore Tommasetti alla scelta del nuovo direttore generale del Ruggi d’Aragona. Ma la partita potrebbe non concludersi qui. Oltre alle nomine di direttore sanitario ed amministrativo, che a quanto pare sarebbero state opzionate dal Rettore dell’Ateneo salernitano, all’orizzonte potrebbero aprirsi contenziosi amministrativi. A quanto pare gli esclusi sarebbero pronti a rivolgersi al Tar per impugnare il bando che ha portato alla nomina di Viggiani, soprattutto all’indomani della pubblicazione (avvenuta qualche giorno fa) del nuovo avviso per la composizione dell’elenco degli idonei a svolgere le funzioni di direttore generale delle aziende sanitarie. Il tutto ruoterebbe intorno ad un parametro inserito nel bando per il manager del Ruggi e non tenuto conto nell’ultimo atto regionale. Praticamente l’avviso regionale per la scelta del dg dell’ospedale di via San Leonardo prevedeva il possesso dell’esperienza dirigenziale almeno quinquennale nel campo delle strutture sanitarie o settennale negli altri settori, maturata nei dieci anni precedenti la pubblicazione del bando. Una norma, secondo alcuni, inserita dalla Regione Campania e non contemplata, però, dalla legge nazionale. Tant’è che nel recente avviso sembra che non ve ne sia traccia. Ancora non è escluso che alla base dell’impugnazione da parte degli aspiranti direttori generali ci sia la valutazione dei titoli. Potrebbe essere più travagliato del previsto, dunque, l’insediamento di Viggiani, giunto direttamente da Napoli, per guidare il complicato nosocomio salernitano, di recente azienda ospedaliera universitaria. D’altronde la nomina potrebbe pagare un percorso politico non condiviso con le rappresentanze politiche territoriali. Basterebbe un semplice screening del management salernitano (nominato dalla politica) per rendersi conto che di salernitani non c’è neppure l’ombra. Perfino l’azienda dei trasporti pubblici locali è a guida “straniera”.




Il prof Elia a Tommasetti: Porti ancor più lontano l’UniSa

“La città delle gambe”. Questo è il titolo del libro che il professore Annibale Elia ha voluto donare al neo Rettore dell’Università di Salerno Aurelio Tommasetti, all’esito delle votazioni. Quelle stesse gambe su cui dovrà camminare il 47enne “Magnifico” per portare sempre più lontano l’Università di Salerno. E’ stato questo l’augurio Elia, candidato concorrente di Tommasetti al ballottaggio e sconfitto di 178 voti, ha voluto fare con grande signorilità e sportività a colui che avrà il compito di traghettare l’Ateneo di Salerno per i prossimi sei anni. «Gli ho donato il mio libro “La città delle gambe” – spiega Annibale Elia, direttore del dipartimento di Scienze politiche, socieli e della comunicazione dell’UniSa – e gli ho detto che con queste gambe dovrà lavorare per portare ancor più lontano questa bella realtà che è l’Università di Salerno, la nostra città di intelligenze. Quando c’è la competizione elettorale – ha proseguito – è chiaro che si sia avversari, ma quando questa finisce si guarda tutti nella stessa direzione e si lavora per raggiungere tutti lo stesso obiettivo». Una sorta di “benedizione” al giovane collega in procinto di intraprendere una difficile sfida. Il professor Annibale Elia è comunque molto soddisfatto per come sono andate le cose, a prescindere dal risultato meramente numerico venuto fuori dalle urne. Sia lui che Tommasetti, infatti, sono esponenti dell’area umanistica delle discipline universitarie, dopo 12 anni di rettorato nel segno dell’ingegnere Pasquino. «Il dato importante – sottolinea il prof Elia – è che al ballottaggio siano finiti due candidati dell’area umanistica vasta. Così come di importante caratura è stato il coinvolgimento dell’intero mondo dell’Ateneo con tanti dibattiti e confronti che hanno visto protagonisti noi candidati, gli studenti, i docenti, il personale dell’UniSa». Insomma, non è il nuovo Rettore ma questo non significa che il suo impegno per la crescita dell’Ateneo si sia concluso alle 17 di mercoledì: «Ora ci ritroveremo tutti – conclude il direttore del dipartimento di Scienze politiche – a lavorare per portare avanti un ambizioso progetto, ovvero quello di portare l’Università di Salerno sempre più in alto».

Marta Naddei




Salerno e il nuovo rettore di Ambrogio Ietto

L’elezione di Aurelio Tommasetti a rettore della nostra Università degli Studi per il sessennio 2013/2019 va salutata con particolare piacere anche dalla comunità civile insediata da Scafati a Sapri e, in particolare, da quella residente nel capoluogo di provincia ove il neoeletto  stabilmente abita in via Vigorito , in pieno centro storico, a ridosso della via Roma e nei pressi dello storico Palazzo Sant’Agostino, sede dell’Amministrazione provinciale. Mentre i 646 voti espressi a suo favore in sede di ballottaggio e nel rispetto delle nuove norme, dal personale docente, da quello tecnico – amministrativo e da 125 studenti, hanno tenuto conto delle linee programmatiche esposte in modo molto articolato dall’eletto e degli orientamenti emersi nel corso delle precedenti tre fasi elettorali, le presenti considerazioni, presumendo di interpretare  parte dell’opinione pubblica estranea alle dinamiche relazionali più o meno sommerse, proprie degli addetti ai lavori, che hanno visto convergere su Tommasetti ben 254 voti in più dei 392 ricevuti nella terza votazione, tengono conto soprattutto di tre fattori. Il primo: Tommasetti ha compiuto qualche mese fa appena 47 anni. Sarà, quindi, uno dei più giovani rettori di un ateneo tra i più importanti del Mezzogiorno d’Italia. Non è questo un elemento da sottovalutare per chi, come il neoeletto, dà nelle sue linee programmatiche un giusto rilievo all’attività di ricerca, propedeutica ad un costante miglioramento della qualità della didattica, ipotizza ( è questo il secondo fattore ) un nuovo modello di governance con un prorettore vicario e ben sei prorettori delegati ad ambiti vitali nell’assetto organizzativo e propulsivo dell’ateneo, dichiarando, terza nota distintiva, di voler investire soprattutto  sulle risorse umane ‘ perché le persone siano il perno di una nuova fase di sviluppo ’ dell’Università. Tommasetti dedica opportunamente un interesse non secondario ai rapporti con la Città. C’è un’espressione del suo programma  meritevole di essere recuperata e valorizzata. Essa fa riferimento alla ‘ vita culturale ‘ dell’Università che ‘ non può che essere legata a quella del capoluogo ‘. Il neoeletto non si limita al problema, ancora annoso per migliaia di studenti pendolari, del collegamento Città – Campus da migliorare sensibilmente. Egli richiama la ‘ vita culturale’ della polis che, nonostante le enfatiche dichiarazioni del sindaco – viceministro, è povera, spesso improvvisata e, di solito, animata, sia pure  parzialmente, da associazioni di volontariato culturale e professionale. Tommasetti sa bene che il Lifelong Learning dell’Unione Europea non si limita agli interventi istituzionali che l’Università svolge nell’organizzazione e nella gestione di master, di corsi di perfezionamento e di specializzazione post-universitari, di formazione continua per determinate categorie professionali. Un’attenzione  specifica va rivolta, inoltre, alle migliaia di docenti, liberi professionisti, operatori commerciali, cultori di discipline, anziani, residenti in città e nel suo hinterland, motivati ad ampliare l’orizzonte delle proprie conoscenze, desiderosi di affinare il personale senso critico, aperti ai processi innovativi ma, di fatto, materialmente impossibilitati a raggiungere il Campus a causa della sua distanza dalla città e dei rispettivi impegni personali. Non si vuole una università della Terza età di cui non si ha bisogno. Si chiede che convegni e seminari di ampio respiro , ideati ed organizzati dai vari Dipartimenti, trovino realizzazione, per gli aspetti di più generale respiro riguardanti argomenti e temi di ampio e diffuso interesse, anche in una location della città. Ovviamente trattasi di interventi in grado di attivare ‘ un rinnovato dialogo intellettuale tra Ateneo e Città’, proprio come il neorettore scrive nel suo programma elettorale. Il che implica un contestuale, responsabile impegno anche da parte dell’Amministrazione comunale da estendere  alla necessità – opportunità di dotare la città di una dignitosa sede di rappresentanza del Rettorato.  Nel logo dell’Ateneo è detto esplicitamente ‘ Hippocratica Civitas – Studium Salerni ‘. Quanto auspicato, per un giovane rettore che ha svolto l’intero suo percorso accademico nella nostra Università e che risiede nel capoluogo, può, deve tradursi in impegno concreto.




Tommasetti eletto nuovo rettore

E’ Aurelio Tommasetti, professore ordinario di Economia Aziendale, il nuovo rettore dell’Università degli studi di Salerno. Tommasetti  ha battuto Annibale Elia, direttore del Dipartimento di Scienze politiche, con 646 voti a fronte dei 468 dello sfidante. Trenta le schede bianche, un solo astenuto. In totale hanno vitato 1618 persone. Il nuovo rettore resterà in carica fino al 31 ottobre 2019..

Risultati della quarta votazione (ballottaggio): 16-17 luglio 2013

Preferenze:

Schede bianche:  30

Astensioni:  1

 

Affluenza

Votanti1618

Personale docente: schede votate 885, astensioni  0, aventi diritto 982, affluenza 90,12%

Personale tecnico amministrativo: schede votate 608, astensioni  1, aventi diritto 679, affluenza  89,54%;

Studenti: schede votate 125, astensioni 0, aventi diritto 157, affluenza  79,62%;




Università, ricorso al Tar contro Bianchi

Mercoledì prossimo conosceremo il nuovo Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Salerno. Annibale Elia o Aurelio Tommasetti? I pronostici propenderebbero per quest’ultimo. Ma Elia è un osso duro e non sono da escludersi accordi dell’ultima ora. Sull’evento tanto atteso pende delicatissimo ricorso al Tar-Campania depositato solo pochi giorni fa.L’inatteso ‘guastafeste’ sarebbe l’ex-Direttore Generale dell’Università di Salerno, Giuseppe Paduano. Ricostruiamo i fatti. Nella seduta del Senato Accademico del 26 marzo scorso convocata per esprimere il prescritto parere, sei ‘senatori’ sui ventotto presenti (i professori Pellecchia, Perna, Vinci, Foscari, Vaccaro e Barletta) approvano la mozione del primo di loro circa l’opportunità di rinviare la decisione attesa la imminente elezione del nuovo Rettore, ponendo, tra l’altro, una questione pregiudiziale “ai sensi dell’art 106 comma 8 del Regolamento Generale”, articolo che riguarda la verbalizzazione. La invocazione del principio di opportunità di rinvio della importantissima decisione è ovvia ed elemenTare. Il nuovo Rettore resterà in carica sei anni. Perché non lasciare a lui la scelta del suo più importante uomo di fiducia? Al Senato Accademico è stata data o no la possibilità di verificare le effettive competenze e i titoli della terna proposta dal Rettore Pasquino nelle persone dei candidati Attilio Bianchi, Giuseppe Paduano e Giuseppe Telesio? Subito dopo si entra nel vero problema di quella nomina e che, con ogni probabilità, ha determinato il ricorso al Tar dell’ex direttore Giuseppe Paduano. Cioè, nel problema del “merito della nomina”, nel corso della quale viene fatta rilevare “da alcuni (componenti del Senato Accademico, N.d.A.) l’assenza dei cv dei tre candidati e la diversità di ruolo e compiti nell’amministrazione di un ospedale e di un’università.” (leggi curricula vitae, i veri ed unici elementi per potere giudicare con la dovuta competenza ed obiettività chi proporre al delicatissimo incarico). La mancata messa a disposizione dei ‘giudicanti’ di quei curricula dei candidati rappresenta un fatto in sé gravissimo, che viola la trasparenza degli atti e il diritto-dovere dei ‘senatori’ dell’Università di Salerno di valuTare con serietà e consapevolezza una nomina così fondamentale quale è quella di Direttore Generale dell’Ateneo. Se anche uno soltanto dei componenti del Senato Accademico ne avesse fatto richiesta, come si deduce dalla verbalizzazione degli interventi, è lapalissiano che Pasquino avrebbe dovuto adempiere ad un atto dovuto. A tutela dell’immagine sua personale e dell’intero consesso. E, soprattutto, della legittimità piena ed assoluta degli atti concorsuali.Nascono da qui, con ogni probabilità, le vere ragioni del ricorso al Tar? Sembrerebbe, infatti, che sia stato contestato dall’interessato anche il mancato possesso da parte degli altri due candidati, Attilio Bianchi e Gaetano Telesio, dei pieni requisiti previsti dal bando. Ad esempio, sembra che all’attuale vincitore Attilio Bianchi possa o sia stata contestata una esperienza esterna eccessivamente valutata, peraltro non amministrativa e tanto meno di tipo accademico, essendosi occupato in passato di una azienda sanitaria e non universitaria. Inoltre, premesso che l’esperienza amministrativa richiesta ufficialmente dal bando sarebbe di almeno cinque anni e non tre, come nel caso dell’altro candidato Giuseppe Telesio, Direttore amministrativo dell’Università del Sannio, a questo punto l’unico candidato eleggibile nella terna scelta da Pasquino sarebbe dovuto essere proprio l’attuale ricorrente Giuseppe Paduano. Se il Tar dovesse accogliere queste e/o altre ragioni eventualmente rappresentate nel suo ricorso, salterebbe il neo DG dell’Università di Salerno Attilio Bianchi, voluto da Raimondo Pasquino. La cosa che stupisce è come mai lo stesso candidato e probabile successore di Pasquino, Aurelio Tommasetti, presente in quella riunione di Senato Accademico e già aspirante Rettore, non abbia contestato la indisponibilità dei curricula dei candidati. Corre voce che, sempre nella famosa seduta che portò alla nomina dell’attuale direttore generale Attilio Bianchi, allo scopo di dare forza alle proprie tesi, qualcuno abbia sostenuto che l’orientamento della legge-Gelmini 240/2010 privilegi la nomina del direttore generale con esperienze esterne. Cosa contestata, a quanto pare, dal prof. Pellecchia, secondo il quale di tutto questo il Senato Accademico non avrebbe mai discusso. Non si esclude una decisione clamorosa, una sorta di restituzione degli atti all’Università per rideliberare sui tre candidati, ma alla luce dei titoli effettivi da loro posseduti. Cosa farà il nuovo Rettore in una simile circostanza? Ribadirà per principio la nomina di Bianchi o deciderà con auspicata obiettività e disinteresse? Elia o Tommasetti avranno il coraggio e la determinazione necessari per riporTare un po’ di sereno equilibrio nella gestione della cosa pubblica, facendo autocritica in virtù del buonsenso? Sarà certamente questo il loro primo, vero banco di prova. Quanto al Rettore uscente Raimondo Pasquino, un eventuale accoglimento del ricorso del suo ex-uomo di fiducia da parte del Tar suonerebbe come una autentica bocciatura, un pessimo viatico per la sua nuova funzione di Commissario proposto alla guida del Cstp, trasporto pubblico salernitano.

di Aldo Bianchini




Università: per il nuovo rettore ballottaggio tra Elia e Tommasetti

Si è conclusa la terza tornata per l’elezione a Rettore dell’Università di Salerno.
Annibale Elia (359 voti) e Aurelio Tommasetti (392), sono i due professori che parteciperanno al ballottaggio finale previsto per martedì 16 e mercoledì 17 luglio.
Pronto al testa a testa finale il Prof. Elia dichiara: “Resto fermamente convinto di un’università policentrica, fondata su competenze, eccellenze ed esigenze del territorio. Solo con la partecipazione di tutte le componenti dell’Ateneo riusciremo a competere e vincere a livello internazionale”.
Meno di sette giorni e sapremo a chi sarà affidato il futuro di UniSa, che ci piace considerare come “città di intelligenze”.




Cstp, l’ex rettore Pasquino nominato commissario giudiziale

Nell’udienza davanti alla sezione Fallimentare, il Tribunale di Salerno ha preso atto dell’indicazione del Ministero dello Sviluppo economico per la nomina del prof. Raimondo Pasquino, rettore uscente dell’Università di Salerno, quale nuovo Commissario giudiziale della CSTP – Azienda della Mobilità – S.p.A. in liquidazione.

Al prof. Pasquino, la cui nomina diventerà effettiva solo quando il Tribunale – sezione Fallimentare – procederà alla dichiarazione dello stato di insolvenza dell’Azienda, spetterà il compito di redigere, entro i prossimi trenta giorni, un nuovo piano industriale finalizzato all’eventuale ammissione della Società alla procedura dell’Amministrazione straordinaria.

All’udienza di questa mattina – ha dichiarato il Liquidatore Mario Santocchioci siamo fermamente opposti al decreto di fallimento della Società che il Tribunale avrebbe potuto emettere, perché convinti che la CSTP non sia un’Azienda soggetta a fallimento. Nella stessa sede abbiamo ribadito che nella malaugurata ipotesi  l’onorevole giudicante ritenesse che la Società possa invece essere soggetta a fallimento, invocheremo comunque l’ammissione dell’Azienda alla procedura dell’Amministrazione straordinaria prevista per le grandi aziende in crisi, nella convinzione che possa essere l’unica strada, a questo punto, percorribile per la salvezza ed il rilancio della Società.”-