Unisa guarda al futuro, tra la ricerca e la task force dei nuovi delegati

di Giovanna Naddeo

«Le università hanno bisogno adottare una visione prospettica, orientata al futuro. Il nostro Ateneo vanta una comunità di studiosi di fisica molto riconosciuta e l’accordo di oggi è il risultato di un lavoro consolidato nel tempo, nonché il punto di partenza di un’evoluzione scientifica e tecnologica». Così il rettore Vincenzo Loia, nel corso della firma dell’accordo di collaborazione tra l’Università e il Centro di ricerca di Darmstadt, Germania. Nell’ambito della facility europea “Fair” in materia di fisica nucleare, l’ente tedesco ha individuato quale sede operativa per le proprie ricerche il laboratorio per la superconduttività di potenza del Dipartimento di Fisica “E.R. Caianiello”, laboratorio realizzato grazie al supporto dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dell’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica e del Centro Regionale di Competenza nel settore. Tra gli obiettivi dell’accordo sottoscritto, favorire lo scambio di ricercatori e tecnici tra le due istituzioni. A confermarlo il professor Paolo Giubellino, direttore generale di “Fair” : «Questo accordo vuole dare obiettivi più ampi ad un lavoro che già si sta facendo qui all’Università di Salerno, un lavoro di test di magneti superconduttori. Con questo accordo si darà, infatti, la possibilità a tanti giovani studiosi di formarsi nell’ambito di questa attività. Sono molte le prospettive di lavoro che ritengo possiamo realizzare insieme. Gli acceleratori di particelle sono impiegati nei laboratori di ricerca, ma sono utilizzati ovunque, nelle industrie, negli ospedali. Tantissime le applicazioni nella vita quotidiana che potremmo supportare con questo progetto». E mentre l’Ateneo guarda al futuro, va prendendo forma la task force di Loia. Tra riconferme e nuove nomine, è stata pubblicata la squadra dei delegati del rettore per il prossimo triennio. Nell’elenco, tra gli altri, Carmine Vecchione per i rapporti con il Ruggi, Carmine Pinto nell’area Reputation e Valutazione e Sergio Perongini per i rapporti con gli enti territoriali. Resta scoperta – per il momento – l’area dell’internazionalizzazione, tra i cavalli di battaglia della governance Loia.

E’ Campiglia il nuovo delegato alla ricerca: «Maggior sinergia tra i dipartimenti»

Proviene dal Dipartimento di Farmacia il nuovo delegato del rettore alla ricerca per l’area scientifica. Si tratta di Pietro Campiglia, in passato delegato al fundraising nonché attuale direttore del suo Dipartimento.

Professor Campiglia, è stato appena firmato un importante accordo tra l’Ateno e il centro di ricerca di Darmastadt. I laboratori Unisa sono apprezzati anche oltralpe.

«Possiamo vantare laboratori di eccellenza in tante discipline come fisica, chimica, medicina, grazie all’elevata qualità dei nostri ricercatori. Ora dobbiamo puntare ad attrarre fondi competitivi, intensificando i collegamenti con network internazionali e avvicinandoci a competizioni a livello europeo».

A tal proposito, quale sarà linea d’azione per il prossimo futuro?

«Unisa è tra gli Atenei maggiormente in crescita. In particolar modo, nell’ambito delle classifiche, il parametro delle citazioni ci colloca ai primi posti in Italia. Per la prossima governance mi auguro un maggior dialogo tra i dipartimenti nella ricerca, in una prospettiva multidisciplinare. Puntiamo a creare aree di specializzazione e progetti che vedano più dipartimenti lavorare sinergicamente. E’ una sfida importante. Noi siamo pronti».

Comunicazione,  Delega a Petrone. La Radio va ad Amendola

E’ la ricercatrice Alessandra Petrone la nuova delegata del rettore alla comunicazione di Unisa. Petrone, titolare della cattedra di “Politica e Storia dell’integrazione europea” e “Storia delle dottrine politiche”, succede a Vittoria Marino, professoressa associata di Marketing. Nella squadra individuata da Loia (ancora incompleta, vista l’assenza dell’importante tassello dell’internazionalizzazione) spunta una nuova delega riservata esclusivamente alla radio d’Ateneo e affidata al professor Alfonso Amendola, in passato già vicino alla Professoressa Petrone, quali obiettivi per la comunicazione dell’Ateneo?

«Il nostro Ateneo continuerà a valorizzare la comunicazione come servizio per la comunità universitaria, garantendo il dialogo con il territorio. In tal senso si lavorerà in costante coordinamento con gli altri delegati».

A tal proposito, spunta una nuova delega riservata esclusivamente alla radio di Ateno e affidata al professore Alfonso Amendola. Come mai?

«La radio è da sempre un laboratorio di comunicazione per i nostri studenti, utile strumento di socializzazione e di confronto. Il collega Alfonso Amendola saprà ulteriormente valorizzare questa dimensione».

Unisa insiste sull’internazionalizzazione. Quali saranno le azioni per essere più competitivi in ambito europeo?

«L’internazionalizzazione è sicuramente un ambito chiave nella programmazione del rettore Vincenzo Loia. Per questo motivo, la comunicazione di Ateneo svolgerà il suo importante ruolo anche in tale ambito».

Area Umanistica – Come nel 2013, la delega al professore Luca Cerchiai: «Paestum e Ponte dei Diavoli, tra ricerca e formazione»

Va sempre più delineandosi la task force di Vincenzo Loia, dal primo novembre scorso alla guida dell’Ateneo salernitano. Il neorettore ha nominato Luca Cerchiai in qualità di delegato alla ricerca per l’area umanistica. Non è la prima volta per Cerchiai, già delegato per la medesima area negli anni accademici 2013-2016, nonché attuale direttore del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale.

Professor Cerchiai, quali gli obiettivi per la ricerca umanistica nei prossimi anni?

«Continueremo a promuovere una ricerca in continuo dialogo con le altre branche del sapere. Non esistono le materie umanistiche, esiste la dimensione umanistica».

Oltre alla proficua collaborazione tra Ateneo e Parco Archeologico di Paestum, sono in cantiere altri accordi con siti culturali del territorio?

«Proseguono le nostre molteplici relazioni con il patrimonio archeologico locale. Lei ha citato un importante esempio quale è Paestum: lì stiamo portando avanti diversi progetti grazie anche all’affetto del direttore Gabriel Zuchtriegel. Dall’anno prossimo partiremo con la campagna di scavi a cura della nostra Scuola di Specializzazione. Si tratta di un importante investimento che coniuga ricerca e formazione. Non dimentichiamo che la nostra Scuola vanta numerosi concessioni di scavi anche in Grecia. Tornando alla Campania, proseguono i nostri impegni nel napoletano e nell’avellinese. Due novità ci sono: gli scavi nel Chiostro del Paradiso, ad Amalfi, e il progetto di rilievo e verifica strutturale dell’acquedotto medievale di via Arce, in sinergia con il Dipartimento di Ingegneria, il Comune di Salerno e la Sovrintendenza».

A breve avrà inizio UnisaOrienta: su cosa punterete per incentivare le iscrizioni ai Dipartimenti di area umanistica?

«Stiamo lavorando a un calendario di incontri durante i quali saranno gli studenti iscritti a presentare la nostra offerta, insistendo sulle prospettive lavorative. I pregiudizi del “bello ma non utile” si sfatano con dati alla mano. Stiamo parlando di una formazione professionalizzante che va a costruire un bagaglio culturale spendibile in settori lavorativi di tutti i tipi. Pensiamo soltanto all’altissima percentuale di laureati in filosofia occupati nei reparti di organizzazione del personale nelle aziende o di catalogazione e archiviazione nelle biblioteche nella fase di trasferimento dal cartaceo al digitale. È una questione di metodo e il sapere umanistico fornisce tutti gli strumenti utili per interpretare il reale».




Il primo giorno da rettore per Vincenzo Loia

di Giovanna Naddeo

Al via il sessennio firmato Vincenzo Loia. Nella giornata di ieri, infatti, ha avuto inizio il mandato del nuovo rettore al timone dell’Ateneo salernitano. Il primo pensiero è andato agli studenti dei campus di Fisciano e Baronissi: “Nel giorno in cui prende avvio il mio mandato” scrive il neorettore, “desidero rivolgere alla comunità dell’Ateneo un caloroso saluto. Ci accingiamo ad affrontare insieme un cammino lungo sei anni. Da parte mia ci sarà tutto l’impegno affinché possa essere un percorso entusiasmante e pieno di successi in ogni campo. Lavorerò con voi e per voi”. Successivamente, l’incontro con una delegazione della Mackenzie Presbyterian University (Upm) di San Paolo del Brasile. Oggetto della visita, la sottoscrizione di una lettera di intenti per la futura collaborazione interistituzionale tra le due università. Tra i presenti all’incontro i docenti della facoltà di giurisprudenza Upm Pedro Buck Avelino, Rodrigo Arnoni Scalquette e Ana Claudia Silva Scalquette, il direttore del dipartimento di Scienze Giuridiche, Giovanni Sciancalepore e i professori Caterina Miraglia e Francesco Buonomenna. Tra le più antiche istituzioni di istruzione superiore in Brasile, la Mackenzie Presbyterian University è organizzata in forma di campus ed offre ai suoi circa 40.000 studenti una didattica generalista che spazia dall’ambito umanistico a quello giuridico-economico ed ingegneristico-informatico. «La nascente collaborazione» sottolinea il rettore Loia «sarà presentata nel corso del primo Senato accademico e formalizzata in un protocollo d’intesa che contemplerà una cooperazione scientifica e didattica, con un programma di scambi internazionali tra studenti e studiosi dei due atenei». Quest’oggi, alle ore 10.30, il rettore prenderà parte alla cerimonia d’apertura del nuovo accademico organizzata dal dipartimento di Scienze Giuridiche presso l’aula magna d’Ateneo. Sarà l’occasione per dare il benvenuto alle nuove matricole e premiare i laureati più meritevoli dell’anno accademico precedente.




Il neorettore Loia: «Cresceremo insieme, tra ascolto e dialogo»

di Giovanna Naddeo

«E’ una giornata densa di emozioni. Non lacrime, ma tanto da festeggiare. Un consiglio per il mio successore? Ascoltare tutti, studenti e docenti, poi chiudersi nella propria stanza e decidere, portando sempre avanti i valori del merito e dell’internazionalizzazione. Non è una continuità di persone, bensì di valori». Sono le parole del rettore uscente, Aurelio Tommasetti, durante la cerimonia di saluto tenutasi nella mattinata di ieri in una gremitissima aula magna d’Ateneo. Numeri alla mano, Tommasetti racconta dettagliatamente l’evoluzione dei campus di Fisciano e Baronissi a partire da quel 17 luglio 2013 quando, con 646 preferenze, fu eletto rettore all’età di 47 anni, dopo una fulgida carriera accademica. «Università è costruzione di nuovi saperi, formazione delle coscienze, ma anche unico vero ascensore sociale per le future generazioni. In questi sei anni abbiamo sempre pianificato le migliori strategie possibili per la promozione del nostro Ateneo, in Italia e nel mondo». Ampliata anche l’offerta formativa, con l’introduzione di nuovi corsi di studio come la laurea triennale in Studi diplomatici, internazionali e sulla sicurezza globale. «Sei anni pieni di sviluppo e di miglioramento della qualità della didattica e della ricerca» afferma il professor Gennaro Iorio, direttore del nuovo corso di laurea. «Fiduciosi della nuova era firmata Enzo Loia. L’Ateneo continuerà a crescere». Gli fa eco la professoressa Rosalba Normando, direttrice del Centro di Ateneo per l’orientamento e il tutorato: «Oggi festeggiamo i risultati di sei anni di intensa attività. Al neo rettore il mio augurio per un’ulteriore crescita del nostro polo universitario. Consigli? Non ne ha bisogno. Sa osservare e ascoltare tutti». «Una giornata densa di emozioni, accompagnata da un velo di commozione» è il commento del professor Armando Lamberti, in passato delegato del rettore ai rapporti con gli studenti. «Tommasetti ha contagiato tutti con il suo entusiasmo e il suo costante impegno. Del resto, le classifiche internazionali parlano chiaro. In questi sei anni abbiamo assistito a una crescita umana dell’Ateneo senza precedenti. La stessa qualità della vita all’interno di tutti i dipartimenti è migliorata. Gli studenti sono i veri protagonisti della nostra quotidianità e finalmente ne è riconosciuto il merito». Presenti in platea anche i 165 nuovi assunti tra docenti, ricercatori e personale tecnico amministrativo, ai quali il rettore ha riservato una cerimonia di benvenuto tenutasi nella giornata di lunedì in sala “Roberto Racinaro”. «E non finisce qui» continua il rettore uscente.Sono 94 le procedure di assunzione attualmente in corso, insieme alle 150 da pianificare per il nuovo anno grazie al contingente assunzionale assegnato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca all’Ateneo salernitano. Applausi e abbracci per il rettore uscente che, al termine del suo discorso, va a sedersi in platea accanto al neorettore, Vincenzo Loia. «Cresceremo insieme» dichiara Loia, visibilmente emozionato, «attraverso l’ascolto, il dialogo e, soprattutto, la determinazione. Eccomi, sono pronto».




Sibilio porta avanti il progetto «Comunità e pluralismo di idee»

di Andrea Pellegrino

Maurizio Sibilio tira dritto: «Il nostro progetto va avanti». L’aspirante rettore dell’Unisa, battuto al secondo turno da Vincenzo Loia (che subentrerà a Tommasetti dal primo novembre), rilancia proprio partendo dal suo programma e dal progetto che ha visto il sostegno anche di altre due candidati.

Vincenzo Loia è il nuovo rettore dell’Università di Salerno; un’elezione che, da più parti, è vista come un segno di continuità con il precedente rettorato di Tommasetti. La sua discesa in campo, invece, voleva rappresentare un segno di rottura…

«La mia disponibilità non era un segno di rottura ma voleva dare voce ad un modello di università basato su tre principi: la comunità, la partecipazione e il pluralismo delle idee, fondendo tradizione ed innovazione, dando voce ad una parte così importante dell’Ateneo che si è riconosciuta in questo progetto e che ringrazio per fiducia che ha riposto nella mia persona e in quella degli altri due candidati – i professori Aprea e Tortora – con i quali abbiamo condiviso il secondo turno della votazione».

Per i prossimi sei anni, comunque, continuerà a portare avanti i progetti inclusi nel suo programma?

«Il mio impegno prosegue a sopporto dell’istituzione universitaria con la stessa passione e la stessa energia che contraddistinto il mio percorso fino ad ora. C’è e ci sarà il mio costante ascolto, con la responsabilità di essere la voce di coloro che hanno scelto questo progetto e che ha visto la sintesi importante tra tre candidati alla carica di rettore».

Su quale aspetto ha intenzione di puntare maggiormente?

«L’elemento principale, e che credo sia fondamentale, è la comunità. Occorre favorire il riconoscimento che l’Università è l’insieme di differenze che coesistono e si confrontano. Questa è la ricchezza della nostra comunità ed è proprio dal confronto di queste differenze che dobbiamo ripartire. I temi importanti sono gli studenti, il territorio e la pluralità delle idee».

Siamo in pieno svolgimento dell’Universiade: l’Università di Salerno è stata protagonista, accogliendo oltre mille atleti oltre che le gare di scherma…

«E’ un evento straordinario. Il merito va riconosciuto a tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione nelle consapevolezza che un nostro compito futuro dovrà essere quello di rilanciare la centralità e le potenzialità degli eventi sportivi, con particolare riferimento allo sport universitario promuovendo a Salerno specifiche iniziative nel solco dell’esperienza. Ciò che si sta realizzando in questi giorni potrebbe costituire per il futuro un elemento di sviluppo territoriale legato al turismo sportivo. Lo sport ha una particolare funzione inclusiva e la capacità di costruire cultura e comunità».




Non è stato invitato alla manifestazione il rettore dell’Università Tommasetti Dopo la Provincia escluso anche ieri sera

di Andrea Pellegrino

Non invitato. Aurelio Tommasetti, rettore dell’Università di Salerno, alla cerimonia organizzata per l’arrivo a Salerno della torcia dell’Universiade, non c’era. O meglio, non era insieme alle altre autorità e istituzioni che hanno preso parte all’evento. Tommasetti era defilato, tra il pubblico, perché non è stato destinatario di alcun invito ufficiale da parte dell’organizzazione. Insomma, la Regione Campania avrebbe deliberatamente snobbato il Rettore: una scelta di non poco conto se si considera che l’Universiade è la competizione sportiva alla quale partecipano gli studenti universitari provenienti da tutto il mondo e se di pensa che circa 1.050 atleti alloggeranno presso il campus di Fisciano.Da parte di Tommasetti nessun commento, nonostante quella di ieri sia stata la seconda esclusione consecutiva: venerdì, infatti, non era stato chiamato a presenziare alla conferenza stampa tenutasi in Provincia, proprio per annunciare l’arrivo della fiaccola.




Alleanza a tre con Sibilio al timone dell’Ateneo

di Giovanna Naddeo

“Un’idea di governo ampia e ambiziosa, una proposta a più voci nel rispetto delle specificità che caratterizzano il percorso accademico di ognuno di noi”. E’ il progetto lanciato per il sessennio 2019-2025 dalla squadra rettorale composta dai professori Maurizio Sibilio, Ciro Aprea e Genny Tortora in vista del secondo appuntamento elettorale del 3 e 4 luglio prossimi. Pochi giorni dopo la fumata nera del primo turno di votazioni, i tre candidati hanno deciso di mettere nero su bianco una governance collegiale, sostenendo la candidatura di Sibilio alla guida dell’ateneo salernitano. Dialogo costante con organi di governo e direttori di dipartimento, didattica moderna e calibrata sulle esigenze degli studenti ed internazionalizzazione consapevole: sono solo alcuni degli obiettivi sottolineati e sottoscritti nella giornata di ieri dai tre professori. “Animati da un senso di responsabilità, consapevoli della necessità di dare risposta alla richiesta di discontinuità emersa dalle urne” si legge nel documento “ci è parso naturale rafforzare la complementarietà che già esisteva tra i nostri documenti programmatici durante la campagna elettorale ed immaginare, insieme, un percorso di governo per i prossimi sei anni”. Dunque, una squadra quella rettorale che sfiderà il candidato più votato al primo turno, Vincenzo Loia (466 i voti conquistati) e che vedrà Sibilio (298 voti al primo turno) ricoprire la carica di rettore, Tortora (123 voti) il ruolo di delegata all’area della ricerca dell’informatica e dei rapporti con i ministeri, e Aprea (181) il ruolo di prorettore con delega alla programmazione delle risorse, del personale docente e delle risorse strumentali. “Gli ulteriori delegati” si legge ancora nel documento “coordineranno gruppi di lavoro che coinvolgeranno tutti gli attori della comunità”. Non passa in secondo piano la questione medicina, al centro del programma elettorale del candidato Mario Capunzo (39 voti al primo turno), il quale resta defilato e appare intenzionato a lasciar libertà di voto ai suoi elettorali. “Particolare attenzione” si legge nel programma “sarà riconosciuto al dipartimento di medicina, con una specifica delega ai rapporti con la sanità e con l’azienda ospedaliera universitaria”. Cresce dunque l’attesa per il secondo turno di votazione.




Sibilio: «La qualità è ricerca, didattica e terza missione»

di Giovanna Naddeo

“Il consolidamento della funzione sociale della nostra Università è una delle sfide che ci attende per il prossimo futuro, cogliendo l’opportunità che ci è offerta dal nostro Ateneo, di trasformare il campus in un laboratorio di comunità, promuovendo una cultura della corresponsabilità, del progressivo allargamento della partecipazione che coinvolga pariteticamente studenti, docenti, personale tecnico e amministrativo”. Muove da questi presupposti l’idea programmatica del professor Maurizio Sibilio, attuale direttore del Dipartimento di scienze umane, filosofiche e della formazione e delegato per l’educazione e l’inclusione, nonché candidato alla carica di rettore dell’ateneo salernitano per il prossimo sessennio.

Perché ha deciso di candidarsi?

«Per una spinta che è venuta dal basso, con l’obiettivo di creare una grande comunità legata alla tradizione e allo stesso tempo proiettata verso l’innovazione. E’ questa la nostra forza». Tra i punti del suo programma elettorale spicca la questione del reclutamento, delle progressioni di carriera e dello sviluppo professionale dei ricercatori.

La sua strategia in merito?

«Dobbiamo ripristinare un rapporto con l’aumento delle risorse, interagendo con i soggetti territoriali e curando un rapporto forte con gli enti territoriali, in particolar modo la Regione Campania. Al tempo stesso, occorre sostenere una proposta – già presente in altre regioni – di reclutamento attraverso una norma regionale, nonché svolgere una funzione all’interno della Crui (la Conferenza dei rettori delle università italiane, ndr) che possa dare forza al tema dei costi effettivi che si aggiungono ai punti organici, studiando come aumentare le risorse attraverso il meccanismo dei costi effettivi. A questo si aggiunge una funzione ulteriore che il nostro campus può portare avanti, quale è quella della terza missione, accanto ovviamente a didattica e ricerca»

La crescita della terza missione, un altro punto importante del suo programma elettorale.

«Siamo una città della conoscenza che, accanto alle funzioni tradizionali, deve porre le sue ricchezze multidisciplinari al servizio del territorio, offrendo strumenti di crescita culturale, civile e sociale. Dobbiamo mappare il territorio e consentire ai nostri diciassette dipartimenti di interagire con il territorio, costruendo una rete di relazioni non episodica, bensì stabile, che arrivi a coinvolgere tutti gli attori dell’Ateneo».

Nei giorni scorsi ha destato non poco scalpore nel mondo accademico la mail inviata da un forte sostenitore del professor Vincenzo Loia che invitava tutti gli aventi diritto a votare compatti per il candidato in questione in quanto “unico tra i candidati in grado di promuovere una mera meritocrazia”. La sua opinione in merito?

«Non do una risposta in merito alla dichiarazione del collega. Sostengo invece un’università del merito. Cos’è il merito? Sostenere la qualità già presente e aiutare la crescita della qualità della nostra comunità. Qualità, ossia ricerca, didattica, terza missione. Infine, ci tengo a precisare i profili di alto e prestigioso valore di tutti i candidati. Sono candidato anche io ma la mia posizione è di stima e apprezzamento per tutti i candidati. Mi pare doveroso, in qualità di accademico e soprattutto di candidato, riconoscere la qualità di tutti i colleghi, in particolar modo di coloro che hanno deciso di scendere in campo e aspirare alla carica di rettore per il prossimo sessennio».




Università – “Ruggi”, è fine dell’idillio La Facoltà di Medicina si perde tra la politica

Andrea Pellegrino

Far finta che l’università non esista all’interno del “Ruggi d’Aragona” di Salerno. Il messaggio che passa da qualche tempo pare che sia questo. Non fosse altro che tra Ateneo e Regione Campania da un po’ non corre buon sangue. “Colpa”, probabilmente, delle aspirazioni politiche del rettore Aurelio Tommasetti, troppo vicino a Forza Italia, troppo lontano da Vincenzo De Luca. L’ultimo atto sarebbe arrivato con il veto su Iervolino, che avrebbe dovuto sostituire Nicola Cantone, improvvisamente defenestrato dal ruolo di manager. Il no di Tommasetti ha fatto ripiegare il governatore su Longo, per poi riportare il primo alla guida dell’Asl di Salerno, dopo un’ulteriore rimozione eccellente: quella di Antonio Giordano. Ma nel gioco degli equilibri politici pare che a farne le spese sia la facoltà di medicina e la stessa azienda universitaria ospedaliera di via San Leonardo. Eppure fino a qualche anno fa il riconoscimento pareva essere la battaglia della vita di De Luca &C, e di conseguenza la piena integrazione con l’Unisa, per poi perdersi proprio quando l’ex sindaco di Salerno è salito a Palazzo Santa Lucia. Vecchi ricordi quelli delle battaglie dell’allora rettore Raimondo Pasquino – nella piena solitudine istituzionale e sostenuto solo da una parte del movimento sindacale, ed in particolare la Cisl – che cercò di smuovere mari e monti per l’ambito riconoscimento. Ed ora? Si torna all’anno zero, con l’unica aggiunta della dicitura alla denominazione del “Ruggi d’Aragona” di azienda ospedaliera universitaria. Non va meglio nei collegati al «Ruggi». Dal Da Procida fino al “Fucito” di San Severino, passando per l’unico plesso della Costiera Amalfitana, l’azione di rilancio è rimasta solo sull’atto aziendale. Lo stesso che ha sdoppiato il reparto di cardiochirurgia piazzando in uno, come primario, Enrico Coscioni, che vanta anche l’incarico di consigliere politico del presidente De Luca, con delega proprio alla sanità. Incarico che, nonostante il primariato, mantiene tranquillamente. Al «Fucito» di Mercato San Severino, ad esempio, il depotenziamento ha portato ricadute negative perfino alla struttura ospedaliera di Nocera Inferiore, che è di competenza dell’Asl. Il «Santa Maria dell’Olmo», invece, altra struttura collegata al «Ruggi d’Aragona» rischia una morte lenta, se non interverranno scelte coraggiose da parte dei vertici aziendali e politici.




La sua intelligente ironia

Giuseppe Cantillo

Non mi fraintenda, ma più che nei tribunali ho appreso qualcosa di buono in carcere, dalla vita dietro le sbarre. In quella ospitalità che mi fu riservata a Bellizzi Irpino c’è stato qualche attimo positivo, quello sì che lo ricordo. Ecco, mangiai bene… C’era un tizio ai fornelli, un agente di pubblica sicurezza se non sbaglio, ma carcerato come me, che si rivelò un cuoco eccellente. Raramente ho pranzato con tanto gusto, ma non vorrei lo sapesse mia moglie». Queste parole di Roberto Racinaro, tratte da una intervista rilasciata ad Andrea Manzi all’indomani della sua assoluzione da parte della Corte di Cassazione, sedici anni dopo lo “scandalo dell’Università di Salerno” che portò all’arresto di Roberto (allora giovane Rettore alla vigilia della sua quarta elezione) , e alla sua detenzione per 21 giorni, sono esemplari della intelligente ironia che caratterizzava la sua personalità: ironia che è espressione profonda del pensiero dialettico cha ha attraversato i suoi studi e insieme il suo atteggiamento esistenziale. Ho fatto ricorso all’ ironia di Roberto, per vincere la commozione che da questa mattina mi ha stretto il cuore: difficilmente mi lascio sopraffare dai sentimenti, ma questa mattina ho avuto un cedimento. Non solo per l’affettuosa amicizia consolidata dalle comuni ricerche su Hegel e dalle comuni vicende accademiche, non solo perché, nel vederlo, ho rivissuto immediatamente i primi anni del nostro impegno universitario nell’appena nata Facoltà di Lettere e Filosofia a Via Irno, ma soprattutto perché mi ha afferrato il sentimento della profonda umana ingiustizia che ha dolorosamente segnato la sua esistenza. Ma proprio in nome della dialettica da lui studiata e praticata, voglio qui ricordare il volto felice del suo impegno scientifico che si è manifestato negli eccellenti studi dedicati ai grandi momenti del pensiero moderno, dall’Illuminismo alla filosofia classica tedesca, alla tradizione marxiana, all’antropologia filosofica e al pensiero politico del Novecento e in particolare le sue ricerche su Hegel, su Voegelin, su Scheler, su Kelsen . Lo Hegel che ha appassionato Roberto Racinaro non è stato tanto lo Hegel del sistema quanto quello che più esplicitamente ha attuato la sua concezione della filosofia come “il proprio tempo appreso col pensiero” , lo Hegel interprete della Rivoluzione Francese e più in generale dell’ Illuminismo, di cui seppe cogliere la grande forza di umanizzazione dell’uomo e del suo mondo , ma anche i limiti di un razionalismo astratto, come Racinaro ha esemplarmente mostrato ( ricordo qui alcuni titoli più significativi: Rivoluzione come riforma. Filosofia classica tedesca e rivoluzione francese, l’edizione italiana di Hegel e la rivoluzione francese di Johachim Ritter e della miscellanea Hegel e l’illuminismo). Una traccia, questa dell’intimo nesso di pensiero e realtà, di coscienza e storia, che Racinaro ha poi sviluppata nella sua riflessione sulla crisi della società contemporanea nei suoi scritti più recenti (tra cui Esperienza, decisione, giustizia politica e C’era una volta la politica. Globalizzazione/destabilizzazione), che hanno il proprio background storico-teoretico nel lungo e intenso confronto col pensiero eticopolitico del Novecento intorno al multiverso tema dello “spirito del capitalismo”, per riprendere il titolo di una importante raccolta di scritti di Max Scheler da lui curata . Con ciò ho dato solo un’idea del contributo scientifico di Roberto , di cui non posso non ricordare in conclusione la sua significativa presenza nel dibattito politico e l’impegno diretto nell’istituzione regionale, ma soprattutto la generosità e la dedizione nello svolgimento, a vari livelli, delle funzioni di governo dell’Ateneo salernitano che, sono sicuro, saprà curarne degnamente la memoria.

Pasquale Passamano: “Pagò con l’arresto un prezzo salatissimo”

Grande dolore dell’intera comunità dell’Università degli Studi di Salerno, alla notizia della scomparsa del Prof. Roberto Racinaro, già Rettore dall’Ateneo salernitano dal 1987 al 1995. Ha dichiarato Pasquale Passamano – Responsabile Provinciale della CISL Università di Salerno, ci sentiamo particolarmente legati al Prof. Racinaro, perché la maggior parte degli attuali dipendenti (personale docente, ricercatore e tecnico-amministrativo) sono stati assunti durante il suo rettorato. In quegli anni non sono mancati momenti di tensione, tra il Rettore Racinaro e le Organizzazioni Sindacali, anni che hanno visto il trasferimento (iniziato con il Rettore Buonocore) dell’Università dalla città di Salerno nella Valle dell’Irno e più precisamente nei comuni di Baronissi e Fisciano, dovendo gestire enormi disagi sotto tutti i punti di vista. Continua Passamano, il Prof. Racinaro pagò, con l’arresto e riconosciuto innocente, un prezzo altissimo; oggi, come allora, ne riconosciamo il valore, l’equilibrio e la sapienza del governare i processi democratici nell’interesse degli studenti e dei lavoratori. Conclude Passamano, un esempio, che valeva ieri e vale ancora oggi.

Il rettore Tommasetti

Un riferimento di primo piano nella Storia intellettuale“

IL RETTORE TOMMASETTI

Filosofo e Cattedratico prestigioso, già Rettore della nostra Università, “intellettuale rigoroso e raffinato”, come lo ha definito l’onorevole Tino Iannuzzi.“

IL RICORDO DEL RETTORE AURELIO TOMMASETTI

“E’ venuto a mancare il prof. Roberto Racinaro, parte importante della storia dell’Università di Salerno e della cultura meridionale. Docente, uomo di governo e Rettore, ha contribuito alla trasformazione dell’Ateneo in una grande università di livello nazionale. Filosofo, studioso riconosciuto e accademico di fama internazionale ha rappresentato un riferimento di primo piano nella Storia intellettuale dell’Università, di Salerno e del Mezzogiorno.

Filofoso, scrittore e rettore dell’UniSa all’89 al ‘95 LA SCHEDA Il professore Roberto Racinaro si spegne all’età di 70 anni. Intellettuale, filosofo e scrittore, è stato rettore dell’Università di Salerno, dove peraltro ha anche insegnato, per tre mandati: da ottobre del 1987 allo stesso mese del 1989, da novembre del 1989 ad ottobre del 1992 e, infine, da novembre del 1992 a giugno del 1995. In realtà viene eletto anche per il quarto mandato, ma all’epoca è agli arresti per una vicenda di appalti all’ateneo di Fisciano ed è lui stesso a rinunciare all’incarico. Dopo 16 anni viene completamente scagionato da qualsiasi accusa. Il suo impegno si estende anche alla politica in qualità di consigliere regionale della Campania durante la presidenza di Bassolino. Lascia la moglie Annamaria Magini, figli Gaetano, avvocato, e Lidia, psicologa e i fratelli Anna e Nicola.




Contestato il Rettore del Seminario

Ombre sull’Arcidiocesi di Salerno per le Arciconfraternite. Oggetto di queste ombre, l’acquisto di un terreno destinato alla costruzione di loculi e di un oratorio in Montoro alla frazione Torchiati/Aterrana. La vicenda vede coinvolto l’attuale Rettore del Seminario, Don Gerardo Albano, gia parroco della parrocchia SS. Salvatore e S. Martino e padre Spirituale dell’Arciconfraternita dello Spirito Santo. Una denuncia fatta dai fedeli, in cui si chiedeva conto dell’acquisto del terreno per la costruzione del nuovo cimitero, in che modo è stato pagato e la data di termine dei lavori, non ha trovato ancora nessuna risposta. Come mai i lavori ancora oggi non sono terminati? E quanto ha percepito il colono come buona uscita? Domande, denunce, che tutt’ora sarebbero rimaste prive di una replica. Secondo i fedeli sarebbero da chiarire le questioni relative alla vendita di un terreno e la realizzazione di un oratorio. Soldi dell’intera comunità in merito ai quali – secondo l’esposto denuncia – non si hanno risposte dall’ex padre spirituale dell’Arciconfraternita dello Spirito Santo. Allora i fedeli della comunità di Torchiati/Aterrana si chiedono come mai l’Arcivescovo, che vuole far apparire che tutto sia regolare, non dia risposte concrete a chi con devozione chiede chiarezza. Una chiarezza che spesso Papa Francesco richiama nei suoi continui appelli ai vescovi e ai preti nella gestione delle anime e delle amministrazioni. Anche la Procura di Avellino pare abbia aperto una inchiesta per fare chiarezza su questa vicenda. Come, ad esempio, sulla posizione di Armando Giaquinto, uno dei confratelli che si spese tanto per l’acquisto del terreno in modo da ampliare il piccolo cimitero. Ed è lui stesso, ad affermare in una intervista ad un giornale locale che si era adoperato per raccogliere gli acconti della gente che aveva dato il via libera per l’acquisto dei loculi, e consegnare poi i soldi a Don Gerardo Albano, attuale Rettore del Seminario, che li avrebbe versati su un conto dedicato. Tutto regolarmente registrato – dice Giaquinto -. Ma allora come mai non viene data copia dei bilanci a chi ne fa richieste? Si dice che il costo del terreno sia stato circa 70mila euro, con l’Arcivescovo che qualche giorno fa avrebbe confermato ad alcuni fedeli, di aver sistemato tutto con la famiglia Rocco – Rossi. In che modo e perché dice di aver sistemato tutto? Ad oggi sono stati eseguiti lavori per un ammontare di circa 500.000 euro, quasi tutti anticipati dalla ditta Agostino Giaquinto, che ne ha avuti solo 120.000. Un’opera questa che comporta una spesa di un milione e cinquecentomila euro. Allora ci si chiede se per costruire questi loculi ci si doveva indebitare perché è stata fatta questa scelta? E con quale criterio fu affidata alla ditta Giaquinto?

Deborah Errico