Speciale sanità, ospedali di Scafati, Nocera, Cava, Mercato S.S, Battipaglia, Eboli, Agropoli, Vallo, Polla e Sapri

 

  1. CAVA DE’ TIRRENI. Uno spiraglio per salvare il Santa Maria dell’Olmo
    Anche il Governatore De Luca contrario al piano di riassetto deciso dal manger Viggiani dell’azienda universitaria del “Ruggi”
    Conferenza dei capigruppo permanente per seguire le sorti dell’ospedale cavese ed oggi consiglio comunale ad hoc. L’intervento della Cgil

    CAVA DE’ TIRRENI. «De Luca ha espresso un giudizio negativo sul piano di riassetto deciso dal manager Vincenzo Viggiani ed ha espresso la volontà di fare quanto possibile per la salvaguardia dei livelli di assistenza del Santa Maria Incoronata dell’Olmo». A rendere pubblico il pensiero del Governatore della Regione è stato il sindaco Vincenzo Servalli che con il presidente della Giunta regionale ha avuto un incontro per sottoscrivere il Piu Europa. Ai margini dell’incontro si è parlato anche delle sorti dell’ospedale di Cavai, che ha parte dell’azienda universitaria di Salerno e che proprio al Ruggi cederà i reparti di ginecologia e ortopedia. Uno svuotamento in terra metelliana che rientra in una riprogrammazione più ampia dell’azienda universitaria e che penalizzerà altri ospedali. Di mezzo c’è il non facile capitolo della riorganizzazione dei turni di lavoro con ll’entrata in vigoro della niova normativa sul lavoro. Contro la sostanziale chiusura dell’ospedale di Cava de’ Tirreni, lunedì scorso, c’era stata anche una manifestazione dei cittadini cavesi e il consiglio comunale di Vietri sul Mare aveva approvato un ordine del giorno per non far chiudere la strurra sanitaria metelliana.  Ieri pomeriggio, nel corso della Conferenza dei Capigruppo si è deciso all’unanimità l’insediamento in via permanente della conferenza per monitore l’evoluzione della situazionedel santa Maria incoronata dell’Olmo. Oggi, alle 16.30 si terrà un ulteriore riunione dei capigruppo ed a seguire alle 17.30 una seduta del Consiglio Comunale.
    Sul tema la Cgil  scrive:«Da quanto è dato apprendere da fonti ufficiose, sarebbero mantenute le attività di alcuni reparti, sospesi nella proposta di Viggiani. Alla Cgil  preme sottolineare che è necessario mantenere l’efficienza dei pronto soccorso, e la disponibilità dei radiologi h 24, quindi stabilmente anche in orario notturno. Questo è un aspetto nodale da risolvere, e non può passare per la reperibilità, ipotesi oggi manifestata. Occorre riflettere anche, in prospettiva, su una risposta alla possibilità di far nascere bambini nel territorio dell’Azienda Ospedaliera, e non solo al Ruggi, magari definendo con l’Asl l’apertura di Case del parto, come a Cava e a Mercato San Severino».

  2. «Si lavora per salavare gli ospedali  di Cava e Castiglione»
    Nessuna fuga in avanti, resta aperto il dialogo. Questo in sintesi la situazione sul riassetto della sanità campana dopo le recenti polemiche per la riorganizzazione (leggi chiusura e accorpamento di ospedali eo di reparti) in tutta la Campania. In particolare allo studio soluzioni per salvaguardare gli ospedali di Castiglione di ravello e di Cava de’ Tirreni.
    Dal consiglio regionale fanno sapere che «Continuano le audizioni dei dirigenti di Asl e Aziende ospedaliere presso la struttura dell’assessorato alla Sanità, per un monitoraggio delle aree di criticità a seguito dell’introduzione dell’orario unico di lavoro europeo. Questa mattina si è svolto nella sede del Centro Direzionale l’incontro con l’Asl Salerno e l’Azienda Ospedaliere Ruggi. La metodologia di lavoro prevede razionalizzazione dove è possibile, e implementazione del personale attraverso le forme previste dall’ultima legge di stabilità del governo Renzi. Nel mentre si stigmatizzano le deprecabili fughe in avanti e le iniziative estemporanee di alcune Aziende rispetto a decisioni che riguardano il territorio – e che per questo devono prevedere i necessari passaggi politico-istituzioni di condivisione – si è soddisfatti delle soluzioni trovate per la preservazione di attività come quella della struttura di Castiglione di Amalfi e dell’Ortopedia di Cava de’ Tirreni. Durante l’intero periodo delle festività continueranno gli incontri con tutte le Asl e le Aziende fiduciosi che ogni criticità verrà brillantemente superata».
  3. NOCERA INFERIORE. Chiudono gli altri e l’Umberto I collassa
    NOCERA INFERIORE. Chiusa Scafat, ridimensionato Cava, ospedalità insufficiente dell’area sud della provincia di napoli e il pronto soccorso dell’Umberto I a Nocera Inferiore collassa. In particolare in queste feste natalizie, il presidio di emergenza nocerino è stato preso d’assalto da un’utenza in cerca di prestazioni sanitarie alle quali ha dovuto far fronte nonostante la grave carenza di personale. In particolare mancavano medici e se fossero arrivate ulteriori emergenze la situazione sarebbe stata ancora peggio del previsto. Grazie all’aiuto dei colleghi dei reparti, si è evitata un’emergenza non controllabile, ma è anche vero che non si può andare avanti in questo modo. Medici e infermieri, quindi, hanno deciso di intraprendere la strada della denuncia sindacale per cercare di ottenere risposta dalla direzione ospedaliera di Nocera inferiore.  Gli utenti sono davevro provati da lunghe attese. per un codice verde, ad esempio, si può attendere anche più di un’ora per essere visitati.  Il pronto soccorso sembra una stazione ferroviaria nell’ora di punta, tanto che è affollato. In più, in un Dea di terzo livello non c’è sempre presente un neurologo, nonostante l’alto numero di ictus. Ormai le lamentele sono le solite ma le risposte non arrivano mai.
  4. MERCATO SAN SEVERINO. Allargare il protocollo  Asl-”Ruggi” anche all’emergenza e trasferire il 118 al “Fucito”
    MERCATO SAN SEVERINO. «L’applicazione della normativa europea avra dei riflessi negativi sui turni di guardia ai pronto soccorso che venivano completati con straordinario e con attivita libero professionale integrata. Invito i Sindaci della Valle Irno a chiedere al direttore dell’azienda ospedaliere Vincenzo Viggiani ed al commmissario dell’Asl Antonio Postiglione di allargare il protocollo di intesa Ruggi-Asl anche alla emergenza e promuovere il trasferimento del 118 presso l ospedale Fucito». Questa la proposta di Carmine Landi, consigliere comunalòe delegato alla sanità ed ai rapporti con l’università del Comune di Mercato San Severino.
    «In questo modo -afferma Landi- avremo un organico completo che fara anche formazione e quindi pronto per la rete dellinfarto e dell ictus cerebrale.I dati sul nostro territorio sono di circa 350 infarti nel 2015 e secondo gli indici di prevalenza nel 2016 saranno circa 400. Siccome gli acuti vengono dall intero territorio irnese e dai territori vicini se vogliamo tutelare queste persone dal rischio di morte abbandoniamo i campanilismi e chiediamo il trasferimento del 118 presso l ospedale .Tal cosa va fatta pure perche per la rete dell’infarto si dovraà ancora aspettare in quanto e’bene chiarire che essa diventa tale solo se le ambulanze possono trasmettere l’elettrcardiogramma alle unita coronariche per via telematica. Ebbene questo richiede il bandire una gara di appalto e di una societa vincitrice cose che i tecnici regionali vicini al governatore  devono avere ben chiaro se vogliono essere di supporto rigoroso».
  5. «Sulla programmazione sanitaria della provincia solo bugie elettorali da parte del Pd».
    Per il consigliere regionale Gambino di Fratelli d’Italia non si parla più del pronto soccorso di Scafati e di Agropoli e si accorpono reparti di diversi ospedali (Cava, Mercato San Severino, Ravello, Roccadaspide, Polla, Oliveto Citra, Sapri, Vallo della Lucania, Battipaglia, Eboli

    Solo chiacchiere. Il consigliere regionale del Fdi-An, Alberico Gambino, in una nota, scrive che le riforme nel mondo del lacvoro e e il decreto balduzzi sui posti letto erano già noti prima delle elezioni regionali ma, nonostante ciò, il Governatore De Luca ed il Pd hanno alnciato una serie di proclami sulla sistema sanitario della provincia finalizzato a mantenere in vita tutti gli ospedali e a riattivare i Pronto Soccorso dei nosocomi di Agropoli e di Scafati. «A distanza di soli pochi mesi “i proclami della campagna elettorale del Pd” si sono trasformati prima in “ promesse elettorali” e poi definitivamente “ in bugie elettorali” scrive Gambino-. E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, che non si parla più dei Pronto Soccorso di Agropoli e Scafati e che addirittura, adducendo a scusa la legge 161/2014 e il Decreto Balduzzi, le uniche decisioni in attuazione riguardano “accorpamenti di reparti” e “soppressione di Presidi Ospedalieri” sulla scorta di un concetto ragionieristico della sanità che già tanti danni ha fatto con il Decreto 49/2010 adottato dall’allora Commissario ad Acta Bassolino. Il Piano Sanitario programmato dal Pd, ed in parte già attuato, è chiaro e mira alla soppressione di fatto, attraverso una prima fase denominata “ accorpamento di reparti”, degli Ospedali di Scafati, Cava dei Tirreni, Mercato San Severino, Castiglione di Ravello, Roccadaspide, Polla, Oliveto Citra, Sapri e finanche Vallo della Lucania – per non parlare di Battipaglia ed Eboli – per accentrare tutto in pochi Presidi Ospedalieri che, evidentemente, per spazi e posti letto finiranno solo per ingolfarsi e peggiorare anche l’erogazione degli eccellenti servizi che oggi erogano…. In materia di potenziamento organico, infatti, omette di utilizzare gli specialisti ambulatoriali, la stabilizzazione dei precari, l’assunzione di medici e operatori sanitari almeno per le quote di turn over 2012/2015 già sbloccate, la mobilità extra regionale, il convenzionamento degli specializzandi ultimo anno e quello delle cooperative e delle associazioni infermieristiche.
    In materia di Presidi Ospedalieri e posti letto,  non considera la dislocazione di essi in territori disagiati, i tempi di percorrenza di una viabilità provinciale sempre più disastrata, gli incrementi notevoli della popolazione stanziale per gran parte dell’anno, la possibilità di Dipartimentazione dei settori sanitari, le esigenze reali e concrete – costituzionalmente garantite – di tutelare il diritto alla salute di tutti.
    Per queste ragioni il Gruppo Consiliare Regionale FDI ha chiesto, a termini regolamentari e statutari, la convocazione di un Consiglio Regionale Monotematico per discutere ed approvare Linee di indirizzo per il Piano Sanitario Regionale da sottoporre alle valutazioni del nuovo Commissario ad acta,  al fine di aiutarlo nella conoscenza dei territori su cui inciderà la sua azione, essendo proveniente dalla terra del premier Renzi, in modo che possa evitare di applicare solo ed esclusivamente concetti numerici e ragionieristici come già preannunciato in estemporanee e affettate interviste mediatiche».




Scafati contro la legge regionale sulla gestione dell’acqua, il Consiglio impegna Aliberti a dare battaglia

Di Adriano Falanga

L’amministrazione, su decisione del consiglio comunale, ricorrerà contro Il Disegno di Legge della Giunta De Luca sul Riordino del Servizio Idrico Integrato in Campania. La decisone è stata presa grazie ad una mozione presentata dall’assessore agli Affari Legali Diego Chirico e votata dalla pubblica assise martedì scorso. “E’ assolutamente irricevibile in quanto fondata sulla estromissione, delle Comunità Locali e dei Sindaci dei territori, dalla gestione dell’Acqua, con la costituzione di un Ambito Territoriale Unico per i 550 comuni della Regione, delegando le scelte fondamentali in tema di acqua, quali la definizione della Tariffa, il Piano d’Ambito, la Forma di Gestione ad un Organo, il Comitato Esecutivo, composto da soli 20 membri – ha spiegato Chirico – I Sindaci e le Comunità locali saranno relegati ad una funzione esclusivamente consultiva e subiranno le decisioni che saranno prese da altri, al di fuori dei propri territori ed in forme non democratiche e partecipate. E sappiamo bene che quando le decisioni su questioni vitali vengono concentrate in poche mani, gli appetiti speculativi di privatizzazione dei grandi gruppi economico/finanziari hanno gioco facile”. Una decisione presa di concerto con la Rete Dei Sindaci, cui Scafati fa parte. “Al contrario di quanto dichiarato in campagna elettorale, l’attuale Giunta De Luca ha intrapreso un percorso che si pone in contrasto con il principio di acqua bene comune, e per questo come Amministrazione Comunale che tutela gli interessi della nostra comunità continueremo in ogni modo la battaglia che vede in campo tanti amministratori locali e che ci vedrà partecipare alle prossime manifestazioni e mobilitazioni – prosegue l’assessore – Le proposte che intendiamo portare avanti assieme alla Rete dei Sindaci sono chiare ed alternative alla prospettiva accentratrice del Governo Regionale: Costituzione di più Ambiti Territoriali Ottimali disegnati sui bacini idrografici; Potestà decisionali fondamentali in capo alle Assemblee dei Sindaci; Partecipazione delle Comunità locali alla gestione del Servizio Idrico Integrato”. Durante la seduta consiliare Pasquale Aliberti aveva chiesto di andare oltre le ideologie, arrivando ad ammettere di avere la stessa posizione del M5S e dei diversi Comitati per l’acqua pubblica. A votare però solo la maggioranza con il civico Michele Raviotta, mentre l’opposizione si è astenuta. “Noi possiamo pure essere d’accordo – spiegava la minoranza – ma aspettiamo di conoscere i contenuti, la legge è appena stata approvata, discutiamone in un consiglio comunale monotematico”, dal Pd Michele Grimaldi, seppur sostenendo la tesi della minoranza, spiegava che al primo impatto “la legge mi sembra buona, perché taglia numerosi sprechi, eliminando i tanti Ato di oggi”. Soddisfazione dei grillini locali: “crediamo che la presa di posizione del sindaco con la mozione presentata avverso questa legge sia una decisione condivisibile. E ci sorprende che il centrosinistra, eccetto Raviotta, non abbia avuto la stessa fermezza su questo tema così sentito anche dai cittadini scafatesi, astenendosi nella votazione”. Gli attivisti di Scafati in Movimento, lanciano l’immancabile stoccata: “Un pessimo esordio per il neo consigliere Michele Grimaldi, da lui ci aspettavamo una presa di posizione netta su questo tema ma che ha preferito invece, insieme ai suoi colleghi del Pd e di Fdi, assoggettarsi alla linea di partito per non scontentare i vertici dell’apparato e deludendo le aspettative dei suoi elettori. Altrettando ignavo l’atteggiamento del resto dell’opposizione ancora una volta né carne né Pesce che fingendo di non aver avuto il tempo di conoscere a fondo la questione chiedeva di rinviare la discussione a data da destinarsi”.




Consiglio regionale: cartellino giallo per i grillini

Censurati i consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle dopo l’occupazione dell’aula consiliare all’ultimo Consiglio regionale. Applicato l’articolo 78 del regolamento. Non si tratta di una sospensione. La censura è una sorta di diffida dal non mettere in atto certi comportamenti.




Scafati. Pip, ok tra le polemiche alla convenzione con la ex Agroinvest

Di Adriano Falanga

Area Pip, nonostante la discussione a tratti accesa, e nonostante una facile polemica sul mancato finanziamento regionale tanto annunciato in campagna elettorale per le elezioni regionali, alla fine il consiglio comunale ha creduto in Pasquale Aliberti, e ha votato unanimemente la convenzione di neanche due mesi con l’ex Agroinvest, oggi Agenzia per lo sviluppo del sistema territoriale della Valle del Sarno. A relazionare il consigliere delegato Mimmo Casciello: “La ricerca di un’eventuale fonte di finanziamento, attraverso la Regione Campania, che potesse contenere i rilevanti costi di assegnazione dei lotti, potrebbe essere un primo, importante, passo che consentirebbe finalmente di aprire nuovi scenari per le piccole e medie imprese che sono ancora interessate ad investire in quell’area – ha detto in aula Casciello – Per dare seguito alla possibilità di attingere un eventuale finanziamento è stato necessario, però, rendere l’opera immediatamente cantierabile, attraverso in primis la redazione e la successiva approvazione da parte della Giunta Comunale del progetto esecutivo. Un lavoro immane che ci ha consentito di trasmettere alla Regione Campania attraverso “l’Unità straordinaria intervento PIP”, tutta la documentazione necessaria ai fini del finanziamento. Al momento si è in attesa delle determinazioni conclusive proprio della Regione Campania”. Non è chiaro il perché dopo quasi un anno questi fondi non siano stati mai sbloccati, ma sembra che il nuovo vertice regionale a guida De Luca abbia deciso di sbloccare i 24 milioni di euro a condizione che sia di nuovo l’ex Agroinvest a gestirli. Per fare ciò, occorre che il Comune stipuli una convenzione con loro. “Una possibilità questa, che in passato era stata invece preclusa alla società AgroInvest Spa, in quanto in possesso di un capitale sociale non interamente pubblico” spiega ancora Casciello. Una durata brevissima però, e questo, come conferma anche lo stesso Aliberti: “per consentire, alla scadenza del 31 dicembre 2015, di valutare le condizioni per l’eventuale prosecuzione delle attività, in base alla concessione del finanziamento da parte della Regione Campania al Comune di Scafati”. In breve, la proroga ci sarà nel momento in cui arriverà il finanziamento. “Non abbiamo problemi a concederla, ma lo dico francamente, vogliamo prima capire le loro intenzioni” aggiunge il primo cittadino ai Fratelli D’Italia che chiedevano una scadenza posticipata al 2017. Alla fine Aliberti convince tutti, voto unanime e delibera immediatamente esecutiva.




I cinque stelle chiedono dimissioni di De Luca (aggiornamento su occupazione Consiglio regionale)

I sette consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno chiesto le dimissioni del presidente Vincenzo De Luca in seguito al’inchiesta della procura di Roma che lo riguarda. Occupati i banchi della presidenza del consiglio regionale, il presidente del Consiglio, Rosetta D’Amelio, ha sospeso i lavori delle assisse. In corso una riunione die capigruppo per decidere sul da farsi

La tensione nel Consiglio regionale della Campania è forte. Da questa mattina i consiglieri M5S hanno occupato i banchi della presidenza al grido “Acqua pubblica, acqua pubblica”.

Il presidente  D’Amelio, ha dichiarato aperta la seduta tra le contestazioni chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine ”per identificare chi ha abusivamente occupato il Consiglio”. Dopo il ricordo delle vittime di Parigi, il presidente del Consiglio ha sospeso la seduta.

All’ordine del giorno, questa mattina c’era il voto sulla nuova legge sul ciclo della acque e le comunicazioni del governatore sull’inchiesta della Procura di Roma che riguarda De Luca, Nello Mastursi (ex capo staff del presidente),  il funzionario del Santobono Guglielmo Manna e sua moglie Anna Scognamiglio, giudice del collegio che a luglio ha sospeso gli effetti della legge Severino su De Luca.




Sospesa per proteste la seduta del consiglio regionale della Campania

Occupati i banchi della presidenza del consiglio regionale, interrotti i lavori delle assisse. Tensioni nel Consiglio regionale della Campania dove i consiglieri M5S hanno occupato i banchi della presidenza. Il presidente del Consiglio, Rosetta D’Amelio, ha dichiarato aperta la seduta tra le contestazioni chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine ”per identificare chi ha abusivamente occupato il Consiglio”. Dopo il ricordo delle vittime di Parigi, il presidente del Consiglio ha sospeso la seduta.




Caso De Luca: «C’è un moribondo volete salvarlo?»

IN EDICOLA OGGI CON LE CRONACHE

Sul caso De Luca s’attendono nuovi sviluppi. Per ora l’unico indagato ad aver fatto istanza al tribunale del Riesame è Guglielmo Manna, marito del giudice Anna Scognamiglio. Gli altri, invece, probabilmente attenderanno la chiusura delle indagini che, secondo la Procura di Roma, dovrebbe arrivare rapidamente. Intanto spuntano nuovi particolari dalle prime informative che sono finite, tra l’altro, anche sul tavolo del Csm e della Cassazione. Nonché sulla scrivania del Ministro Andrea Orlando fin dall’inzio dell’inchiesta, ossia dal trasferimento degli atti dalla procura di Napoli a quella della Capitale. Il procuratore capo Giuseppe Pignatone lo aveva messo al corrente, inviandogli gli atti della squadra mobile di Napoli, il 2 ottobre scorso, 17 giorni prima – dunque- della perquisizione a casa e nell’ufficio dell’ex capo staff Nello Mastursi. Gli atti trasmessi al Ministero della Giustizia – ma anche alla Cassazione, al Csm, e alla Procura Generale della Corte d’Appello di Roma – sono le decine di intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte dalla squadra mobile dal 16 luglio al 7 settembre scorso, periodo in cui il governatore deve dividersi tra la grana dei ricorsi intentati contro la sospensione dettata dalla Legge Severino e le nomine in sanità. Una delle intercettazioni ritenute significative dagli inquirenti a sostegno della tesi del presunto patto per una decisione favorevole al governatore campano Vincenzo De Luca è quella del 17 luglio scorso tra l’intermediario Giorgio Poziello, un caposala amico di Guglielmo Manna, marito del giudice Anna Scognamiglio, relatore nel collegio che si esprimerà sul caso De Luca il giorno stesso, e un altro soggetto non indagato, Eliano Angrisani. Poziello racconta all’amico dell’incontro avuto pochi giorni prima in un albergo di Napoli con Giuseppe Vetrano, avvocato avellinese e coordinatore delle liste a sostegno di De Luca di Campania Libera alle ultime Regionali. Poziello: «Gli ho detto..vedete che c’è una persona che rischia di morire…tra due giorni…i fatti stanno stanno così così così..la moglie di questo mio amico la può salvare… volete accettare questa cosa?». Angrisani: «eh….». Poziello: «Ci sta uno che sta in rianimazione…può essere che campa e può essere che muore…lo vogliamo tirare fuori? queste sono le condizioni». «Figurati che Guglielmo mi guardava… e mi faceva con la mano… calmati non parlare così… ho detto ‘senti questi sono i fatti’…e infatti dopo che io ho detto questa cosa… baci e abbracci con l’avvocato…».
Ma come in ogni inchiesta che si rispetti, spunta anche la conversazione più frizzante. Quella del 3 agosto tra l’avvocato Manna ed una donna non ancora identificata. A lei, Manna, si rivolge con toni confidenziali e lei è interessata agli sviluppi della “trattativa” con la Regione. «Se riesce questa cosa ti chiameremo direttore..direttore…», dice la donna. E lui: «Direttamente generale mi puoi chiamare…», poi prosegue: «Amore bellissimo, fammi andare che mi devo impernacchiare devo mettere giacca e cravatta…». E la donna, riferendosi all’incontro in Regione dice: «Senti amore ma a che ora devi andare la’?», Marra risponde: «Senti allora all’una viene mio cugino ci mangiamo una cosa insieme alle due andiamo a prendere quest’amico nostro al porto e poi da là andiamo là». Alle successive 14.51, Giuseppe Vetrano inviava a Carmelo Mastursi richiesta per un pass d’ingresso in Regione per tre persone.

Andrea Pellegrino




Caso De Luca. «Una nomina pesante in cambio della sentenza»

In edicola oggi su Le Cronache

di Andrea Pellegrino

«Il doppio lavoro» di Carmelo – Nello- Mastursi poco avrebbe a che fare con le dimissioni da capostaff di Vincenzo De Luca. All’orizzonte, infatti, si intravede un vero e proprio terremoto che mina le fondamenta di Palazzo Santa Lucia. Questa è una delle ormai tante certezze a ventiquattro ore dalla bufera che ha coinvolto uno dei fedelissimi del governatore. L’altra è che si tratterebbe di una vicenda grossa che coinvolgerebbe politica e magistratura e che giustificherebbe il clima (politico) teso e la massima discrezione da parte degli inquirenti. Sette, al momento, i nomi eccellenti iscritti sul registro degli indagati per i reati, a vario titolo, di rivelazione del segreto d’ufficio e corruzione. Tra questi figura anche il nome del presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca.

L’inchiesta che avrebbe portato alle perquisizione da parte della Digos di Napoli dell’ufficio regionale e salernitano, nonché dell’abitazione dell’ormai ex capo della segreteria, parte dalla procura di Roma. A seguirla sarebbe direttamente il procuratore capo Giuseppe Pignatone che, contattato, avrebbe posto «il segreto assoluto sulla vicenda». Ma nulla esclude che l’inchiesta sarebbe ben più grossa e che nel caso specifico sarebbe in capo alla procura capitolina per “competenza”. Al vaglio vi sarebbe, infatti, la posizione di un magistrato del Tribunale di Napoli che avrebbe avuto “pressioni” da Mastursi per “aggiustare” il procedimento in capo a Vincenzo De Luca. Lei sarebbe Anna Scognamiglio giudice relatore del giudizio in corso sulla vicenda “Severino”. Ad inizio luglio si occupò – in sede cautelare – della “sospensione della sospensiva” del neo governatore della Campania, convalidando – dopo sei ore di discussione portate avanti dagli avvocati del Movimento 5 Stelle – l’ordinanza emessa qualche giorno prima da Gabriele Cioffi (oggi giudice in pensione) che aveva rimesso in sella Vincenzo De Luca dopo il provvedimento firmato da Matteo Renzi. Per il 20 novembre è già fissato il giudizio di merito che dovrà «convalidare, modificare o annullare» la precedente decisione, in relazione anche a quanto stabilito nelle settimane scorse dalla Corte Costituzionale in merito alla legge Severino. Ed è proprio in vista dell’udienza del 20 novembre che sarebbero partiti i provvedimenti dalla procura di Roma.  Al centro della vicenda, oltre Mastursi, ci sarebbe l’avvocato Guglielmo Manna, marito del giudice Scognamiglio. L’avvocato, già in servizio presso l’azienda ospedaliera “Santobono” di Napoli pare che fosse in procinto di ottenere un incarico all’Asl Napoli 1 centro come responsabile della struttura complessa Affari Legali. Un riconoscimento di cui Mastursi si sarebbe fatto carico interessandosi anche di un incontro tra Manna, la moglie ed il governatore Vincenzo De Luca. I movimenti degli indagati sarebbero stati ricostruiti attraverso le intercettazioni telefoniche, sia dell’utenza di Mastursi che di quella di Manna. Ed in particolare il cellulare dell’ex capostaff regionale sarebbe ora sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti, dopo essere stato sequestrato durante le perquisizioni. Proprio in un’intercettazione si evince che il marito del giudice Scognamiglio, parlando con Mastursi, avrebbe chiesto “un favore” spiegando che in cambio avrebbe fatto “intervenire” la moglie su una vicenda che stava a cuore all’ex capo della segreteria del presidente della Giunta campana. Ma al vaglio degli inquirenti ci sarebbero altre corpose intercettazioni. Tra gli altri indagati, l’avvocato Giuseppe Vetrano, coordinatore provinciale delle liste irpine a sostegno del candidato presidente Vincenzo De Luca e due dipendenti del “Santobono”, l’avvocato Gianfranco Brancaccio e l’infermiere Giorgio Poziello che avrebbero svolto un ruolo politico e di intermediazione rispetto all’incontro finito nel fascicolo dell’inchiesta romana.




CONFERENZA STAMPA DI DE LUCA. La diretta di Le Cronache. Tutte le dichiarazioni

Conferenza stampa del Governatore Vincenzo De Luca.

Ecco i post della diretta di Le Cronache su facebook

DE LUCA: “Non sarà una conferenza stampa ma solo considerazioni per rispetto delle indagini. Considero il controllo di legalità un bene per le persone oneste. Chiedo alla magistratura di andare avanti e di farlo rapidamente. Purtroppo, quello che va avanti l’effetto collaterale, il massacro mediatico, oltraggio al diritto”. De Luca contro “Il fatto” senza citarlo

DE LUCA: “Ribadisco il totale sostegno alla magistratura. Sono il più interessato a che si faccia chiarezza”

DE LUCA: “Io e l’amministrazione che rappresento siamo parte lesa”

DE LUCA: “Non sono a conoscenza di nulla. Non so chi sia Manna”

DE LUCA: “Manna mi ricorda la manna che viene dal cielo e Angelo Manna che parlava da una televisione locale. Altri manna non lo conosco. Nessuno mai mi ha fatto mai il nome di questa persona. Siamo parte lesa e ci tuteleremo in ogni sede nei confronti di chiunque”

DE LUCA: “Non abbiamo nessun imbarazzo politico e condanniamo qualsiasi speculazione politiche. A Napoli e nella Regione Campania le paludi del clientela politica sono prosciugate. Siamo i protagonisti di una battaglia per un altro Sud e per la legalità”

DE LUCA: “Non arretriamo di una virgola e sfidiamo chiunque sul piano di trasparenza. In particolare sulla Sanità. Non conosco nessuno di quelli chiamati ad incarichi nella Sanità. La Sanità era il luogo della clientela politica con Noi abbiamo voltato pagina”

DE LUCA: “Ci presentiamo a testa alta sul panorama nazionale”

DE LUCA: “Sono benefattore. Ho dato lavoro ai giornalisti italiani più di Mardok”

DE LUCA: “Lunedì mattina facciamo consiglio regionale per togliere di mezzo l’Arsan, luogo di clientela, e approveremo una legge sul ciclo delle acque”

Finita la conferenza stampa

Ottavio Lucarelli “La Repubblica” a Canale 21: “E’ stato un messaggio alla Nazione e non una conferenza stampa. Se non conosce Manna e se dichiara di essere con la Regione parte lesa, credo che l’avvocatura della Regione debba produrre atti conseguenziali”

Ottavio Lucarelli “La Repubblica” a Canale 21: “Non so come farà Crozza ad imitarlo. La bufera rimane tutta. De Luca non si difende mai e sta sempre all’attacco. Mi chiedo se l’accelerazione sull’Arsan non sia frutto anche di questa inchiesta. La bufera rimane tutta. E’ saltato l’uomo centrale della Regione”

Ottavio Lucarelli “La Repubblica” a Canale 21: “Mastursi è introvabile. Nemmeno la segretaria regionale del Pd riesce a trovarlo. Credo che il Pd debba intervenire”




Scafati. Fondi Pip, Pd ed Fdi: “Aliberti come al solito scarica le sue responsabilità”

Di Adriano Falanga

Partito Democratico e Fratelli D’Italia rispondono alle accuse di Pasquale Aliberti di voler far saltare gli accordi sul finanziamento da 24 milioni di euro per il Pip. Un finanziamento travagliato, e su cui ancora oggi ci sono alcune zone d’ombra. Doveva essere firmato un decreto dall’ex Governatore Stefano Caldoro, una firma a lungo annunciata, soprattutto durante l’ultima campagna elettorale per le regionali, ma di fatto mai arrivata. Un decreto che un deputato regionale del M5S, Luigi Cirillo, ha smentito essere pronto. Poi il cambio di rotta, quando a Caldoro subentra De Luca e decide di passare tutto in mano all’ex Agroinvest, diventata nel frattempo società interamente pubblica, a guida di un amministratore unico: Felice Ianniello. Per poter liberare i fondi, sembra che la Regione abbia chiesto al comune di Scafati di rinnovare la convenzione (scaduta da tempo) con la società di trasformazione urbana dell’Agro, che dovrebbe rendicontare il tutto. Da qui la decisione di stipulare una convenzione “a scadenza”, limitata a soli due mesi. Questo per costringere la Regione a firmare subito il decreto per il Pip di Scafati, e soltanto dopo prorogare a lungo termine la convenzione. Ciò ha comportato, secondo il primo cittadino, un motivo d’urgenza per la convocazione del consiglio, accusando le opposizioni di irresponsabilità.

“L’unico responsabile del mancato finanziamento del PIP di Scafati è il Sindaco di Scafati, che ancora non ha firmato, lui sa cosa, come ha fatto il Sindaco di Sarno e pretende di andare in Consiglio comunale soltanto per strumentalizzare la vicenda – così il Pd in una nota – Otto anni di governo del centro destra tra Comune e Regione Campania non sono stati sufficienti ed ora dopo le bugie, le falsità, le irregolarità, le illegittimità, gli espropri sbagliati, le convenzioni che non ci sono, le nomine clientelari e le cause perse in Cassazione, Aliberti cerca, come al solito, di scaricare la colpa sul Pd. Per firmare serve una semplice Bic non occorre la Mont Blanc. Se in questo momento così tempestoso e pericoloso è difficile trovare anche una Bic, allora stia sereno, gliela regaliamo noi”. Si dicono pronti a votare la convenzione con l’Agenzia di Sviluppo Valle del Sarno i consiglieri di Fdi, entrambi ex amministratori di Agroinvest, Cristoforo Salvati e Mario Santocchio: “Siamo però preoccupati, in primis, della breve scadenza della nuova convezione (due mesi), che ci auguriamo non serva come cavallo di troia e baratto politico sullo scacchiere provinciale ed inoltre restiamo, ancora più preoccupati della nostra zona industriale dove ditte che smaltiscono e caratterizzano rifiuti solidi urbani svolgono la loro attività nelle adiacenze di rinomate industrie conserviere – denunciano i consiglieri di opposizione – Tali società che smaltiscono rifiuti, non possono esistere in quanto in contrasto con le norme tecniche di attuazione del PIP e alla luce di questo, non vorremmo che lo sviluppo del nostro PIP prendesse direzione “ambientali” pericolose per la salute della nostra comunità, già provata dalle problematiche ancora irrisolte del nostro Fiume Sarno”.