De Luca e la “chiattona”: è caciara

di Andrea Pellegrino

Finisce in “caciara” il Consiglio regionale della Campania. L’obiettivo di Vincenzo De Luca è Valeria Ciarambino che nel post seduta, durante una intervista, con tanto di risata collettiva, viene definita “chiattona”. Il governatore, dunque, aggiorna l’archivio del “politicamente scorretto” e va giù duro contro il Movimento Cinque Stelle e il loro capogruppo regionale. «C’è una signora che disturba anche quando sta a cento metri di distanza. Questa chiattona». In precedenza c’era stata la protesta dei consiglieri regionali del Movimento: “Siamo in Delucrazia” avevano scritto su cartelli esposti al termine della votazione al collegato alla legge di stabilità regionale. «Condanniamo l’epiteto sessista e volgare adoperato dal presidente De Luca e indirizzato contro la persona di Valeria Ciarambino, capogruppo del Movimento 5 Stelle a margine del Consiglio regionale della Campania. Un episodio vergognoso che non ci meraviglia quando si tratta di un personaggio squalificato come è il presidente De Luca. A Valeria Ciarambino va la solidarietà del gruppo consiliare regionale del Movimento 5 Stelle  – fanno sapere dal gruppo – De Luca infastidito dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle ha chiamato Ciarambino ‘Chiattona’. Un insulto adoperato con violenza tra le risate di alcuni componenti della maggioranza tra cui il consigliere Francesco Borrelli – è il segno fortissimo del loro nervosismo e della difficoltà estrema in cui si trovano davanti all’azione politica del Movimento 5 Stelle. Stigmatizziamo l’indegno episodio ed esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà».

Quanto al Collegato alla stabilità regionale per il 2017,  il testo di legge è stato approvato con 32 voti favorevoli e 14 contrari, su 46 votanti.  Il provvedimento è stato introdotto all’esame dell’aula dal presidente della Commissione Bilancio Francesco Picarone che ha sottolineato:  «il Collegato è un provvedimento che pone in essere misure ed interventi finalizzati allo sviluppo, all’efficientamento amministrativo, alla razionalizzazione delle spese, alla tutela della salute, alla promozione dell’occupazione giovanile attraverso l’imprenditoria agricola giovanile,  a sostegno delle attività produttive ed artigianali»,  ha sottolineato ricordando: «l’importante lavoro svolto dalla Commissione». Prima di procedere alle votazioni, si è svolto il dibattito consiliare: «Il Collegato ha un impatto molto ridotto ed anche la questione di fiducia posta in maniera così drammatica è fuori luogo perché le opposizioni avevano presentato solo duecento emendamenti – ha detto il capo dell’opposizione di centrodestra Stefano Caldoro – sottolineando che «il ricorso alla questione di fiducia si giustifica solo se si tratta di provvedimenti urgenti o gravati da migliaia di emendamenti, caratteristiche che questo Collegato non ha.  La verità è, invece, che la fiducia viene posta per tenere compatta la maggioranza». «Nel Collegato c’è una visione di sviluppo strategico per l’economia della nostra regione che si traduce in disposizioni in materia di economia e bonifica montana e per settori agricoli specifici come il nuovo modello di gestione dei castagneti e la valorizzazione del limone di Sorrento IGP estendendo le colture in altri comuni interessati» – ha sottolineato il consigliere segretario dell’ufficio di presidenza Vincenzo Maraio (Campania Libera, Psi, Davvero Verdi) che ha anche evidenziato «le importanti misure adottate nei settori della mobilità, contro la violenza sulle donne e a sostegno dell’artigianato di qualità che diventa filiera dell’artigianato di qualità attraverso le ‘botteghe-scuola’ mettendo a disposizione beni immobili regionali».

«Si vota la fiducia che denota la sfiducia da parte della stessa maggioranza e scrive la peggiore pagina di questa legislatura – ha detto la capogruppo del M5S Valeria Ciarambino – perché questo Collegato annienta le prerogative dei consiglieri regionali e le ragioni della trasparenza e del dibattito democratico. In Commissione bilancio – ha continuato –  il M5S, che aveva presentato settanta emendamenti di merito tutti a favore dei cittadini, ha rifiutato il metodo spartitorio che gli era stato proposto dalla maggioranza e condiviso dal centrodestra, confermando che il nostro movimento è l’unica opposizione in questo Consiglio regionale».  «Questo Collegato è ‘spazzaproposte’ perché ha fatto fuori tutto il nostro lavoro positivo e costruttivo – ha detto la consigliera Monica Paolino (FI) – infatti i nostri emendamenti andavano nella direzione dello sviluppo e dell’occupazione. Ad esempio, sui Consorzi di bonifica avevamo proposto di adeguare la normativa vigente a quanto già sancito dalla Corte di Cassazione a sezioni unite per escludere dal pagamento i Comuni per i quali si tratta di un’imposta illegittima».




Si farà la nuova discarica

di Andrea Pellegrino

«Non abbiamo previsto nessun nuovo sito di discarica, non c’è». Era il 16 dicembre quando Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della giunta regionale, con delega all’ambiente, rassicurava i consiglieri regionali, in aula, sul piano rifiuti regionali, poi “bocciato” dal Ministero dell’Ambiente. Dunque, nessuna nuova discarica sul territorio campano. Almeno fino alle ultime dichiarazioni di Vincenzo De Luca che di fatto hanno smentito il suo vicepresidente. Il governatore, infatti, ha annunciato che la discarica ci sarà. E servirà per almeno un paio di milioni di tonnellate. Ma a Bonavitacola non è andata meglio neppure sul caso della bocciato sul piano rifiuti. Nel rispondere a Giovanni Romano, suo predecessore all’assessorato all’ambiente, il salernitano delucidano, ribadiva: «Sono del tutto fuorvianti ed infondate le notizie sulla prevista realizzazione di nuove discariche poiché il Piano non le prevede affatto. Cosa propone Romano? Di tornare ai tre termovalorizzatori del suo piano? Lo dica». Ed ancora sulla decisione romana, sosteneva: «ll Ministero non ne ha la competenza». Anche questo caso i fatti lo hanno smentito. L’incontro a Roma, proprio sul piano rifiuti, si è tenuto giovedì con tanto di nuovi approfondimenti chiesti dal Ministero dell’Ambiente. I chiarimenti riguarderebbero le ecoballe, impianti di compostaggio, il termovalorizzatore di Acerra e la capacità residua delle discariche ancora attive. La Regione dovrà rispondere, ora, entro mercoledì. E le criticità non sarebbero facili da superare. Infatti, per i rifiuti imballati, è tutto praticamente fermo. Gli Uffici della Struttura di missione della Regione sono sempre in attesa del nulla osta dell’Anac per il nuovo bando. Per lo svuotamento dei siti nessun progresso: si è ancora fermi a poco più di 30.000 tonnellate smaltite in otto mesi mentre il crono programma ne prevede 800.000 in diciotto mesi. Neppure la Bulgaria ha ancora sciolto la riserva per accogliere i rifiuti. Per gli impianti di compostaggio, invece, dovrebbe essere pubblicata una delibera con la lista degli impianti definitivi, ma ci sarebbero delle problematiche per alcuni siti, come ad esempio a Sarno.  Infine potrebbero aumentare i trasferimenti di rifiuti fuori regione dopo la chiusura della discarica di San Tammaro a Caserta e quella imminente, a quanto pare, di Savignano Irpino. «Nel 2016 – ricorda Giovanni Romano, ex assessore regionale all’ambiente – sono state smaltite fuori regione 360.000 tonnellate per un costo aggiuntivo di 60 milioni di euro. Quello che è stato appena presentato dalla Regione Campania, più che un piano rifiuti è un piano trasporti. Rifiuti che viaggiano fuori Regione con costi a carico dei cittadini e con tanti ringraziamenti da parte di chi li trasporta». Anche il Movimento 5 Stelle attacca: «Sono le proverbiali poche e molto confuse idee che caratterizzano ormai la Giunta De Luca – dice il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Vincenzo Viglione – A distanza di due mesi tocca al presidente De Luca ribaltare il tavolo annunciando che è intenzione della Regione creare un solo grande sito e di non appellarsi alle ideologie. C’è un evidente e preoccupante stato confusionale – attacca Viglione – che mostrano un De Luca carnefice e vittima di se stesso e della sua retorica degli annunci. Una confusione che presenta un conto salato – conclude Viglione – che come sempre dovranno pagare i cittadini che mentre chiedono verità si ritrovano nuovamente a dover convivere con il redivivo spettro delle discariche».




Sarno/S.valentino/Scafati. Furti di medicinali e visite gratis all’ospedale: la ricostruzione dell’inchiesta

Gli 11  articoli sulla vicenda, pubblicati  il 13 gennaio 2017

La vendita dei farmaci nella scena del film cult “Febbre da Cavallo”

La vendita dei farmaci nella scena del film cult “Febbre da Cavallo”

Concetta Barba e Alfonso Ferrante

Concetta Barba e Alfonso Ferrante

Immacolata Caldarelli

Immacolata Caldarelli

—–Furti di farmaci e visite gratis. In 4 nei guai e altri 24 indagati

Ai domiciliari l’infermiere sanvalentinese Alfonso Ferranti, provvedimenti più lievi per la compagna Concetta Barba, la collega Immacolata Caldarelli di San Giuseppe Vesuviano e l’addetto alle pulizie Giovanni Strino di Angri

Le medicine sparivano dagli ospedali di Sarno, Scafati e Nocera Inferiore, dove lavoravano i principali protagonisti

 

SARNO/SCAFATI/SAN VALENTINO TORIO/NOCERA INFERIORE/ANGRI. Rubavano farmaci dall’ospedale e facevano eseguire analisi di laboratorio o visite mediche ospedaliere grazie a medici compiacenti attraverso il pronto soccorso dell’ospedale di Sarno, simulando l’urgenza per fare prima e non pagare i ticket. Quattro misure cautelare eseguite ieri mattina in base alle indagini del pm Roberto Lenza e dei carabinieri della stazione di San Valentino Torio, comandati dal maresciallo Corvino. Il Gip Paolo Valiante del tribunale di Nocera Inferiore ha valutato sei richieste di misure cautelare nell’inchiesta che conta complessivamente 28 indagati, tra personale infermieristico e medico e addetti delle pulizie. Il giudice delle indagini preliminari ha ordinato gli arresti domiciliari per il 51enne Alfonso Ferrante, infermiere di San Valentino Torio, padre dell’assessore comunale sanvalentinese con delega – tra l’altro – alle politiche sanitarie. Nei guai anche la convivente di Alfonso Ferrante, la 48enne Concetta Barba di Nocera Inferiore, dipendente di una cooperativa di pulizie operante al “Martiri di Villa Malta” destinataria di un provvedimento di dimora a Sarno. Barba  si sarebbe appropriata di materiale sanitario e farmaci ed inoltre in casa sua hanno anche trovato dei cardellini di specie protetta che non poteva detenere. Divieto di dimora anche per il 39enne Giovanni Strino di Angri, dipendente della cooperativa “Consorzio Nazionale servizi” in servizio all’Ospedale Civile “Mauro Scarlato” di Scafati, indagato per diversi furti nel suo nosocomio e per la ricettazione di altri provenienti dal “Martiri di Villa Malta” di Sarno e dall’Umberto I di Nocera Inferiore.  Interdizione dai pubblici uffici, invece, per la 46enne infermiera Immacolata Caldarelli di San Giuseppe Vesuviano  che per tre mesi non potrà svolgere il suo lavoro all’ospedale di Sarno, indagata per la sparizione di numerose confezioni di farmaci ad uso esclusivo ospedaliero ed anche per aver concesso delle prestazioni ambulatoriali alla figlia fingendo che avesse un malore.  Rigettare invece la richiesta di misura cautelare nei confronti di Barbara Krystyna Liwosz, di origine polacca, la 46 enne residente a Sarno, che nascondeva in casa questi farmaci per il suo uso privato ed ovviamente illegale. Misura cautelare negata anche per Oksana Shestopalova, 35 enne residente a Sarno, che aveva preso e nascosto i farmaci ospedalieri ricevuti da Giovanni Strino.

I PRECEDENTI
Alfonso Ferrante è di fatto residente al centro Nocera Inferiore. L’uomo già in passato era stato coinvolto in numerose inchieste, in particolar modo nel 2007 per droga, nel 2008 nell’inchiesta Taurania per il traffico di stupefacenti. Nel 2010 era stato condannato proprio per droga e quindi sul suo casellario giudiziario risultava una condanna ed aveva avuto – come pena accessoria – l’interdizione perpetua dai pubblici uffici ma nonostante questo, continua a lavorare presso l’ospedale Sarnese. Il suo nome era spuntato fuori anche nell’inchiesta Nocerina Beton del 2015. Lo stesso Ferrante era finito nei guai anche nell’ambito di un’inchiesta su un giro milionario di farmaci rubati nell’ ospedale di Sarno, Nocera Inferiore, Mercato San Severino e Scafati nel marzo 2016. In quell’inchiesta era coinvolto anche lo stesso Giovanni Strino

 

—– Coinvolti 9 sanitari, tra cui un sindacalista e 11 “pazienti”

Coinvoltediverse persone e anche per fatti non connessi all’inchiesta principale. E’ il caso di Armando Della Porta, amico di caccia del principale protagonista, l’infermiere Alfonso Ferrante. Per l’indagine principale sonocoinvolti anche i medici dell’ospedale “Villa Malta” di Sarno  Giuliana Vespere,  Teresa Carfora, Paolo Scarpato (che ha lavorato anche a Scafati), Rosalba Ferrante, Luciano Iovino,  Filippo Angora, così come Nancy Tortora (dipendente Asl). E poi l’infermiere di Sarno e sindacalista Domenico Tortora, e i suoi colleghi Patrizia Albano e Sergio Crescenzo,  sempre in servizio a Sarno.
Finiscono nei guai anche i beneficiari di prestazioni non dovute: Antonio Vergati,  Antonio Nappi, Mattia Baselice, Giuseppe Landucci,  Mario Crescenzo, G.M.K, Giuseppe Comunale, Domenico Marciano, Alfonso D’ambrosio,  Attilio Marrazzo e Marianna De Filippo.

 

—– Barba, la pasisone per Ferrante e i cardellini

Doveva dimostrare una gravidanza in tribunale per un caso di violenza sessuale che la riguardava. Una donna, lo scorso dicembre, contattatò Alfonso Ferrante per farsi fare una visita e ottenere il certificato.
Ferrante, grazie a Mimmo Tortora riuscì ad ottenere visita ed ecografia. Missione compiuta fingendo il suo caso come “urgente”, da quello che emerge dai dati ritrovati in ospedale.

 

—– Giovanni Strino e la caccia ai medicinali

ANGRI.  Divieto di dimora per l’angrese Giovanni Strino. Il dipendente della cooperativa “Consorzio Nazionale servizi” in servizio presso l’ospedale di Scafati si è appropriato di diversi farmaci ed inoltre li ha ceduti anche ad altre persone in più occasioni, anche su commissione. Addirittura nel febbraio del 2016 li aveva portati a casa di Oksana Shestopalova per evitare un sequestro da parte della polizia giudiziaria.

 

—– Farmaci da rubare, addirittura ordinati al telefono

Ferrante disponibile per gli amici e non solo

Alfonso Ferrante era stato condannato per droga nel 2010 e quindi, era stato interdetto in maniera perpetua dal lavoro negli uffici pubblici: ma, dal 2010 ad oggi, ha continuato, senza freni a lavorare all’ospedale di Sarno e, addirittura, aveva messo in piedi il suo business. Dalle indagini condotte dai carabinieri di San Valentino Torio e da quelli del reparto territoriale di Nocera Inferiore, coordinate dal pm Roberto Lenza, è stato scoperto che l’infermiere professionale, impiegato nel reparto di Pronto Soccorso dell’Ospedale Martiri del Villa Malta di Sarno aveva messo in piedi una rete in cui gestiva favori per amici e conoscenti garantendo gli esami e visite in ospedale senza fargli pagare il ticket e senza rispettare l’ordine di prenotazione. Tra le altre cose procurava anche medicinali gratis a suoi amici e conoscenti se pure si trattava comunque di farmaci destinati ad esclusivo uso ospedaliero.  Un giro di favori che molto probabilmente gli aveva fatto mettere in piedi un grande sistema di consenso della città di San Valentino Torio e non solo. In particolare dalle indagini sono emersi degli elementi in base ai quali gli inquirenti hanno ipotizzato l’appropriazione da parte di infermieri professionali in servizio di medicinali destinati all’uso ospedaliero ma anche l’effettuazione presso l’ospedale di Sarno in favore di amici e conoscenti.  Gli indagati hanno utilizzato gli strumenti dell’ospedale e hanno procurato a terzi ingiusto vantaggio di velocizzare i tempi degli esami delle visite, evitando la prenotazione, l’attesa e il pagamento del ticket. Si tratta di un grande danno alle casse dello Stato: infatti facevano passare in precedenza al pronto soccorso i propri “amici” per codici più gravi, ovvero verde, giallo oppure rosso, codici che in realtà erano bianchi e che quindi avrebbero dovuto pagare il ticket.  Dalle numerose intercettazioni è emerso che a Ferrante ordinavano i farmaci per telefono, lui dopo averli cercati glieli forniva. I militari poi, in alcune perquisizioni a casa di soggetti intercettati, avevano trovato effettivamente i farmaci ospedalieri provenienti dal nosocomio di Sarno. Ma questo giro di medicinali non riguardava solo gli amici più stretti ma anche conoscenti che chiamavano per conto di amici, titolari di famosi bar oppure personaggi in vista. Non è un caso che nella perquisizione a casa di Ferrante, lo scorso gennaio, i carabinieri hanno trovato 77 scatole di medicinali costosi e destinati solo agli ospedali.

 

—– L’inchiesta partì da una perquisizone per droga

L’inchiesta che ha scosso il settore sanitario di tre ospedali dell’Agro nocerino e  è partita nel 2015 sulla scia di una perquisizione domiciliare effettuata a casa di un uomo nel mirino dei carabinieri per la detenzione di sostanze stupefacenti.
Si trattava di Pietro Martorelli. Quest’ultimo  nascondeva in casa sua marijuana per oltre un chilo, ma anche una pistola della Beretta,  calibro otto a salve, ma modificata, oltre ad alcune munizioni da guerra.
Ben presto i militari, scoprirono dei rapporti tra Martorelli e Ferrante, grazie ad un’intercettazione telefonica e quindi iniziarono a seguire la pista delle loro attività riuscendo a scoprire che Ferrante rigava, tutt’altro che diritto e che era al centro di un tarffico illegale di medicinali.

 

—– L’infermiere sanvalentinese con la passione per la caccia

Il padre dell’assessore, supervotato di San Valentino Torio, aveva avuto altri guai e diversi

Alfonso Ferrante, padre di Enzo, assessore alle politiche sanitarie del comune di San Valentino Torio (reduce di un grande consenso alle ultime elezioni), aveva le mani in pasta in più cose.
I militari dell’Arma dei carabinieri scoprirono che Ferrante nel 1995, aveva avuto il divieto di detenzione di armi, emesso dalla Prefettura di Salerno, dopo una condanna di 6 anni e 3 mesi in quanto praticava abusivamente l’attività venatoria, usando armi da fuoco in maniera illecita, insieme ai suoi compagni della  caccia.
L’infermiere continuava a svolgere la sua attività di cacciatore fuorilegge infatti non aveva il permesso di detenzione nel porto d’armi e pure col fucile di Armando Della Porta, metteva a segno numerose battute di caccia .di solito nella zona montana di Missanello, in provincia di Potenza.
I militari in collaborazione con i carabinieri della stazione di Contursi Terme avevano anche effettuato una perquisizione ad Armando della porta ed avevano scoperto che l’uomo aveva inviato all’assessore Enzo Ferrante alcune fotografie raffiguranti suo padre Alfonso, ora arrestato, vestito in abiti da caccia con un fucile in spalla e una beccaccia in mano. Peccato però che non aveva l’autorizzazione a detenere un fucile né tantomeno ad usarlo.

 

—– Barba, la pasisone per Ferrante e i cardellini

nocera inferiore Coinvolta insieme ad Alfonso Ferrante, c’è anche la sua convivente Concetta Barba. La donna era stata assunta come dipendente in una cooperativa che effettuava pulizie presso l’ospedale di Sarno ed insieme a lui, in diverse occasioni nel 2016 è stata scoperta mentre si appropriava di confezioni di farmaci ad uso esclusivo ospedaliero e di vario materiale sanitario trovato all’interno degli uffici dell’Asl. I carabinieri a casa loro a Nocera hanno trovato di tutto: da guanti, aghi a farfalla, flebo e anche medicinali di ogni genere e tipo. Addirittura i carabinieri hanno segnalato la donna anche perché e accusata insieme al compagno di detenere in maniera illecita 13 gabbiette di legno e ferro in cui erano detenuti 13 esemplari di cardellino, una specie protetta di cui è vietata la caccia e la detenzione.

 

—– La squadra di Ferrante negli ospedali di Sarno e di Scafati

Grazie alle intercettazioni, i carabinieri sono riusciti a ricostruire una rete di amicizie che l’infermiere utilizzava per fare favori anche a conoscenti

Una parola del sanvalentinese per fare prima e gratis analisi e visite

SCAFATI/SARNO. Alfonso Ferrante insieme alla convivente Concetta Barba ed alla complicità di due medici ell’ospedale di Sarno, Teresa Carfora e Giuliana Vespere, avrebbero effettuato ad un uomo degli esami di laboratorio del valore di oltre 240 euro, simulando l’accesso in emergenz,a quando invece si trattava di un codice bianco.
Il beneficiario aveva così risparmiato sul ticket e tolto quindi soldi alle casse dello Stato.
Stesso discorso anche per un altro “paziente” che poi paziente tanto non sarebbe stato. Grazie all’intercessione dell’infermiere sanvalentinese  il paziente  avrebbe ricevuto, grazie anche all’aiuto del medico Paolo Scarpato, la possibilità di effettuare una visita specialistica gastroenterologica presso il reparto di Endoscopia Digestiva dell’ospedale di Scafati, senza aver pagato, come l’ipotesi d’indagine, il ticket.
Nel novembre 2015, un altro episodio sempre da parte di Alfonso Ferrante, con la complicità di un infermiere Domenico Tortora, sindacalista: i due avevano fatto effettuare degli esami del sangue in ospedale senza pagare la compartecipazione dell’utente, il famose ticket, mentre era stato simulato un accesso di emergenza al pronto soccorso per effettuare una serie di esami ad una donna grazie alla complicità di Alfonso Ferrante e della dottoressa Rosalba Ferrante.
Tortora insieme a Rosalba Ferrante, in più occasioni, sono stati coinvolti con l’infermiere Ferrante per svolgere prestazioni non dovute a pazienti che si fingevano in emergenza per il pronto soccorso, ma di fatto volevano semplicemente effettuare delle visite o esami gratis.
Coinvolto in questo sistema anche il medico Luciano Iovino: in un’occasione l’uomo aveva prescritto in maniera illecita un farmaco ad un amico di Ferrante che ne aveva fatto richiesta. Ferrante poi gliel’aveva dato. Stesso discorso per Filippo Angora e Sergio Crescenzo che avevano fatto entrare al pronto soccorso come emergenza un uomo e gli avevano fatto effettuare una serie di prestazioni senza pagare il ticket.

 

—– Il caso di Imma Caldarelli e la visita di emergenza a sé stessa e a sua figlia

Immacolata Caldarelli, infermiera presso l’ospedale di Sarno è finita nei guai ed ha ottenuto dal giudice la sospensione dall’esercizio della pubblica attività per tre mesi, per diversi episodi.
In particolare, anche lei aveva portato via dei farmaci ad uso esclusivo del nosocomio che poi erano stati trovati anche a casa sua ma, soprattutto, è indagata anche per aver approfittato della sua posizione di infermiera presso il pronto soccorso della struttura ospedaliera di Sarno, per accompagnare la figlia minore presso il reparto, simulando un malore e le aveva fatto sottoporre un esame del sangue, un tampone faringeo ed aveva evitato di pagare ticket sanitari previsti per questo genere di prestazioni.
Si era fatta fare anche un esame specialistico su se stessa, per evitare di pagare il ticket, con la complicità del medico Giuliana Vespere.
L’infermiera aveva anche dato dei farmaci a Barbara Krystyna Liwosz che li deteneva presso la sua abitazione per scopi privati.

 

—– Il medico candidato Teresa Canfora avrebbe favorito Ferrante in due occasioni

SARNO. Episodi simili hanno coinvolto in diversi casi anche l’infermiera Nancy Tortora e due volte il medico Teresa Carfora. In particolare quest’ultima di Sarno molto famosa perché impegnata in politica tanto che nelle ultime elezioni amministrative a Sarno, nel 2014, era stata candidata nella lista a sostegno del candidato sindaco Antonio Crescenzo.
L’ipotesi investigativo a carico degli indagati la tira in ballo, al pronto soccorso di Sarno, per una visita ortopedica transitata la strada dell’ermergenza per evitare tempi lunghi e il pagamento del ticket per 102,98 euro oppure ad un altro con esami di laboratorio oer 243,65 euro .




Buonaiuto all’Asis, Cimmino in pole

di Andrea Pellegrino

Aria di cambiamento a Palazzo Santa Lucia, ed in particolare negli uffici della presidenza. Da Napoli reclamano una peggiore presenza politica ai vertici della segreteria di Vincenzo De Luca. Così, a quanto pare, Alfonso Buonaiuto che aveva preso il posto di Nello Mastursi, dopo la bufera giudiziaria, tra non molto dovrà cedere il passo ad un collega partenopeo. Ed il nome c’è già. Ed è quello di Gino Cimmino, già segretario dem della provincia di Napoli e già attivo da qualche mese a Santa Lucia. Il tempo, insomma, di formalizzare l’incarico, poi Cimmino dovrebbe prendere pieni poteri al fianco del governatore De Luca. Intanto per l’ex assessore al bilancio di Salerno – che ha tentato la scalata regionale – pare che si profili una exit strategy non traumatica. Non si esclude che Buonaiuto possa ritornare al suo incarico precedente (capo della segreteria tecnica) con un premio di consolazione che potrebbe arrivare con una nomina in qualche consiglio d’amministrazione. Tra l’altro a Salerno in ballo c’è l’Asis, attualmente guidata dal consigliere regionale di Campania Libera Nello Fiore che prima o poi dovrà mollare la presa. Qui, per la presidenza si era pensato all’ex assessore Ermanno Guerra; ipotesi, però sfumata nelle ultime ore, soprattutto con la formalizzazione delle commissioni. Proprio Guerra è tra i più “premiati” tra i colleghi consiglieri comunali. Un dato, questo, che escluderebbe il suo addio dai banchi consiliari. Così non si esclude che possa approdarci proprio Alfonso Buonaiuto all’atto del rimpasto tecnico all’interno della segreteria presidenziale. Ma sullo sfondo non si esclude neppure una rimodulazione dell’esecutivo regionale. Vincenzo De Luca, infatti, pare che debba rispondere a nuove sollecitazioni di tipo politico e cercare, dunque, di riequilibrare il suo governo. In agguato c’è sempre, poi, Franco Alfieri – attuale consigliere politico del presidente – che da mesi e mesi ormai cerca di farsi spazio conquistando terreno al fine di arrivare dritto a dirigere l’assessorato all’agricoltura. Poi c’è Enrico Coscioni, consigliere alla sanità, che è rimasto fuori dalle nomine commissariali e poi da quelle di manager dell’Asl e del Ruggi (anche perché non è tra gli idonei) mira a questo punto prettamente ad un incarico politico di maggior peso. Ma il tutto, naturalmente, è rinviato a settembre, se non proprio dopo il referendum costituzionale, quando Vincenzo De Luca ha intenzione di mettere in campo la sua ennesima prova di forza, dimostrando il suo valore a Matteo Renzi.




Scafati. Marcia per la salute: “occuperemo la Regione”

Di Adriano Falanga

La marcia per il diritto alla salute, organizzata dai comitati di quartiere di Mariconda e Cappelle, è stata una gran bella pagina di cittadinanza attiva, come Scafati non ne vedeva da tempo. Una protesta spontanea, lontana dai riflettori dell’opportunismo politico, per rivendicare il diritto di una fetta di popolazione a vivere in un ambiente salubre. Tre i punti centrali della protesta: il canale San Tommaso, il ripetitore telefonico Wind, il sito di stoccaggio della Helios. Oltre 500 persone, bambini in testa, hanno sfilato per la città. Un’occasione ghiotta per i politici locali, ma oggi quella stessa gente comincia a chiedere che la loro non sia solo una presenza, ma occasione di impegno futuro, perché ognuno nel loro piccolo, è chiamato a fare la sua parte. “La puzza, l’emergenza sanitaria e ambientale ha superato ogni limite. Se i lavori del ‪collettore ‪‎Sub1 non inizieranno, come da impegni, entro luglio, è un mio dovere innalzare il livello della protesta e arrivare anche ad occupare la ‪‎Regione al fianco dei miei cittadini” è stata la promessa di Pasquale Aliberti, che pur dimentica di citare sia la Helios che il ripetitore Wind. “Ieri mattina (mercoledi per chi legge, ndr) mi sono recata in Regione per convocare il tavolo tecnico con Arcadis, il sindaco di Scafati, il consigliere comunale Domenico Casciello, i referenti dei comitati ‘Cappella e oltre’ e ‘Per la salute dei cittadini’ di Mariconda, promotori della marcia e l’impresa esecutrice dei lavori – così Monica Paolino – Con quest’ultima abbiamo esigenza di interloquire per comprendere a fondo tempi e modalità dell’inizio dei lavori. Grande rispetto per i residenti che abitano a ridosso del canale, stremati dai miasmi insostenibili. Il mio impegno su questo tema è massimo”. Presente alla manifestazione anche il consigliere regionale del M5S Luigi Cirillo: “ai comitati, alle associazioni e cittadini che hanno rivendicato il diritto a vivere in un ambiente salubre, tutta la mia vicinanza e soprattutto impegno politico”. Supportato dagli attivisti di Scafati in Movimento il consigliere regionale ha incontrato i rappresentanti dei comitati, e dopo aver interloquito con loro, ha promesso notizie certe appena possibile.




Pagani. La visita al “Tortora”, Gambino: «Governatore, porta il Dual Energy»

PAGANI. Visita di De Luca all’ospedale  “Andrea Tortora”, la nota di Gambino (Fdi-An). «Si è finalmente reso conto che il Polo Oncologico, in esso voluto e realizzato – anche contro i desiderata del Pd – dal Presidente Caldoro e dal centrodestra, “è un’eccellenza che può essere additata all’attenzione nazionale”… Se il governatore vuole veramente tradurre in fatti concreti, almeno questa volta, i consueti impegni solo mediatici… può, e deve, semplicemente dare attuazione agli obiettivi indicati e codificati nel Decreto dell’allora Commissario ad Acta Caldoro n. 50/2015 e, conseguentemente, trasferire “l’acceleratore lineare Dual Energy, acquisito in data 03 Agosto 2015 (era De Luca) a seguito di gara espletata da So.Re.Sa” dall’Azienda Ospedaliera Ruggi D’Aragona (che ne ha già due e che realizza non più di 600 cicli di cure in un anno) al P.O. Andrea Tortora di Pagani”… Contestualmente poi… in solo tre ore potrà effettuare le verifiche del caso e quindi autorizzare, attraverso il nominato Commissario straordinario dell’Asl Salerno, l’effettuazione delle cure radioterapiche presso il Centro Polidiagnostico D’Am di Nocera Inferiore, regolarmente convenzionato e che, con Delibera Asl Salerno n. 344/2015, è stato ritenuto “accreditabile per l’attività di Radioterapia in regime ambulatoriale per n. 1 acceleratore lineare e con struttura in possesso di tutti i requisiti e di tutte le condizioni previste dalle norme vigenti per il rilascio dell’accreditamento definitivo».




“Inquinamento dei torrenti Solofrana e Cavaiola”, Gambino chiede un’audizione

PAGANI Il presidente del Gruppo Fratelli d’Italia Alberico Gambino, a seguito di una specifica richiesta, ha fatto convocare dalla terza commissione consiliare speciale, sulla questione della Terra dei fuochi, bonifiche ed ecomafie, per le ore 13, presso la sala riunioni nel centro direzionale di Napoli, una audizione avente ad oggetto “Inquinamento ambientale torrenti Solofrana (nella foto, ndr) e Cavaiola”. Interverranno per discutere sull’argomento, l’assessore all’ambiente, il direttore di Arcadis e l’Amministratore delegato Gori Spa.  Una questione ancora irrisolta e che costituisce un grave condizionamento per la vita stessa delle comunità coinvolte.
Francesco Maria Saggese




Nocera Inferiore. Pendolari Fs, «vertice in Regione»

NOCERA INFERIORE. Si è svolto a Palazzo di Città, l’incontro tra l’Amministrazione Torquato, rappresentata dall’Assessore alla Mobilità, Rita Pisanzio e i componenti del Comitato dei pendolari della linea storica ferroviaria Napoli- Pompei – Salerno. Un incontro durate il quale sono state affrontate le diverse problematiche legate alla mobilità su rotaie sulla linea storica ferroviaria che collega Salerno e le città dell’Agro con Napoli. Le parti hanno concordato su diversi punti di cui si è a lungo discusso. Diversi i treni soppressi nell’ultimo anno, con conseguente disagio per i pendolari costretti a raggiungere il capoluogo di Regione per motivi di lavoro o di studio. Nell’occasione l’assessore Pisanzio ha assunto l’impegno per fissare a breve un incontro in Regione Campania con i responsabili dell’assessorato regionale alla mobilità e rappresentanti delle Rfi. Una tratta della massima importanza, utilizzata ogni giorno da migliaia di persone su tutto il territorio. Occorre intervenire con urgenza, così come affermato da entrambe le parti nel corso dell’incontro.
Enzo Colabene




Servalli e De Luca, accordo e firma per il Piu Europa

CAVA DE’ TIRRENI. Più Europa: sottoscritto ieri mattina dal sindaco Vincenzo Servalli e dal governatore Vincenzo De Luca, l’accordo sulla riprogrammazione del Programma Integrato Urbano (PIU) Europa, che assegna a Cava de’ Tirreni circa 14 milioni di euro. Presenti anche l’assessore Adolfo Salsano con delega al Bilancio, Programmazione economica, Fondi Europei, il dirigente dei LL. PP. Luigi Collazzo, con il supporto dell’Ufficio Più Europa. L’accordo prevede tra l’altro, il finanziamento di due nuovi interventi: la riqualificazione dell’intera area antistante il complesso di San Giovanni con l’abbattimento della palestra Parisi di via Nigro e la riqualificazione dell’area esterna del Palaeventi “cosiddetto palazzetto dello sport”. «Ringrazio il governatore De Luca – afferma il sindaco Servalli – per questo ulteriore risultato e per la sensibilità dimostrata, a coronamento degli sforzi dell’amministrazione, dei dirigenti e dei tecnici che lo hanno consentito». La riprogrammazione presentata dal Comune di Cava de’ Tirreni e condivisa dalla “Cabina di Regia” della Regione Campania, consentirà di ultimare tutti i cantieri non completati alla data del 31 dicembre: ristrutturazione di Casa Apicella; 2° e 3° lotto di Villa Rende; recupero complesso monumentale di San Giovanni, recupero e rifunzionalizzazione di contenitori pubblici e parzialmente dismessi; parco urbano corso Principe Amedeo; recupero funzionale dell’ex mercato di viale Crispi; sistemazione e riqualificazione traverse e corso Umberto I; riqualificazione Piazza Bassi ai Pianesi; lavori di restauro e copertura Palazzo di Città e ex mattatoio; riqualificazione aree centro storico e limitrofe. «Questa mattina è stato l’epilogo di un lavoro importante (ieri per chi legge) – afferma l’assessore Adolfo Salsano – anche di riaccreditamento della nostra città nei confronti della Regione. Il cambio di marcia che abbiamo imposto ha consentito di recuperare il terreno perso e porre le basi per la rimodulazione del finanziamento. Grazie all’ottimo lavoro degli uffici siamo stati l’unica città del salernitano e tra le cinque campane ad aver avuto parere favorevole dalla “Cabina di Regia” regionale». E ora comincia una nuova storia cittadina.




Speciale sanità, ospedali di Scafati, Nocera, Cava, Mercato S.S, Battipaglia, Eboli, Agropoli, Vallo, Polla e Sapri

 

  1. CAVA DE’ TIRRENI. Uno spiraglio per salvare il Santa Maria dell’Olmo
    Anche il Governatore De Luca contrario al piano di riassetto deciso dal manger Viggiani dell’azienda universitaria del “Ruggi”
    Conferenza dei capigruppo permanente per seguire le sorti dell’ospedale cavese ed oggi consiglio comunale ad hoc. L’intervento della Cgil

    CAVA DE’ TIRRENI. «De Luca ha espresso un giudizio negativo sul piano di riassetto deciso dal manager Vincenzo Viggiani ed ha espresso la volontà di fare quanto possibile per la salvaguardia dei livelli di assistenza del Santa Maria Incoronata dell’Olmo». A rendere pubblico il pensiero del Governatore della Regione è stato il sindaco Vincenzo Servalli che con il presidente della Giunta regionale ha avuto un incontro per sottoscrivere il Piu Europa. Ai margini dell’incontro si è parlato anche delle sorti dell’ospedale di Cavai, che ha parte dell’azienda universitaria di Salerno e che proprio al Ruggi cederà i reparti di ginecologia e ortopedia. Uno svuotamento in terra metelliana che rientra in una riprogrammazione più ampia dell’azienda universitaria e che penalizzerà altri ospedali. Di mezzo c’è il non facile capitolo della riorganizzazione dei turni di lavoro con ll’entrata in vigoro della niova normativa sul lavoro. Contro la sostanziale chiusura dell’ospedale di Cava de’ Tirreni, lunedì scorso, c’era stata anche una manifestazione dei cittadini cavesi e il consiglio comunale di Vietri sul Mare aveva approvato un ordine del giorno per non far chiudere la strurra sanitaria metelliana.  Ieri pomeriggio, nel corso della Conferenza dei Capigruppo si è deciso all’unanimità l’insediamento in via permanente della conferenza per monitore l’evoluzione della situazionedel santa Maria incoronata dell’Olmo. Oggi, alle 16.30 si terrà un ulteriore riunione dei capigruppo ed a seguire alle 17.30 una seduta del Consiglio Comunale.
    Sul tema la Cgil  scrive:«Da quanto è dato apprendere da fonti ufficiose, sarebbero mantenute le attività di alcuni reparti, sospesi nella proposta di Viggiani. Alla Cgil  preme sottolineare che è necessario mantenere l’efficienza dei pronto soccorso, e la disponibilità dei radiologi h 24, quindi stabilmente anche in orario notturno. Questo è un aspetto nodale da risolvere, e non può passare per la reperibilità, ipotesi oggi manifestata. Occorre riflettere anche, in prospettiva, su una risposta alla possibilità di far nascere bambini nel territorio dell’Azienda Ospedaliera, e non solo al Ruggi, magari definendo con l’Asl l’apertura di Case del parto, come a Cava e a Mercato San Severino».

  2. «Si lavora per salavare gli ospedali  di Cava e Castiglione»
    Nessuna fuga in avanti, resta aperto il dialogo. Questo in sintesi la situazione sul riassetto della sanità campana dopo le recenti polemiche per la riorganizzazione (leggi chiusura e accorpamento di ospedali eo di reparti) in tutta la Campania. In particolare allo studio soluzioni per salvaguardare gli ospedali di Castiglione di ravello e di Cava de’ Tirreni.
    Dal consiglio regionale fanno sapere che «Continuano le audizioni dei dirigenti di Asl e Aziende ospedaliere presso la struttura dell’assessorato alla Sanità, per un monitoraggio delle aree di criticità a seguito dell’introduzione dell’orario unico di lavoro europeo. Questa mattina si è svolto nella sede del Centro Direzionale l’incontro con l’Asl Salerno e l’Azienda Ospedaliere Ruggi. La metodologia di lavoro prevede razionalizzazione dove è possibile, e implementazione del personale attraverso le forme previste dall’ultima legge di stabilità del governo Renzi. Nel mentre si stigmatizzano le deprecabili fughe in avanti e le iniziative estemporanee di alcune Aziende rispetto a decisioni che riguardano il territorio – e che per questo devono prevedere i necessari passaggi politico-istituzioni di condivisione – si è soddisfatti delle soluzioni trovate per la preservazione di attività come quella della struttura di Castiglione di Amalfi e dell’Ortopedia di Cava de’ Tirreni. Durante l’intero periodo delle festività continueranno gli incontri con tutte le Asl e le Aziende fiduciosi che ogni criticità verrà brillantemente superata».
  3. NOCERA INFERIORE. Chiudono gli altri e l’Umberto I collassa
    NOCERA INFERIORE. Chiusa Scafat, ridimensionato Cava, ospedalità insufficiente dell’area sud della provincia di napoli e il pronto soccorso dell’Umberto I a Nocera Inferiore collassa. In particolare in queste feste natalizie, il presidio di emergenza nocerino è stato preso d’assalto da un’utenza in cerca di prestazioni sanitarie alle quali ha dovuto far fronte nonostante la grave carenza di personale. In particolare mancavano medici e se fossero arrivate ulteriori emergenze la situazione sarebbe stata ancora peggio del previsto. Grazie all’aiuto dei colleghi dei reparti, si è evitata un’emergenza non controllabile, ma è anche vero che non si può andare avanti in questo modo. Medici e infermieri, quindi, hanno deciso di intraprendere la strada della denuncia sindacale per cercare di ottenere risposta dalla direzione ospedaliera di Nocera inferiore.  Gli utenti sono davevro provati da lunghe attese. per un codice verde, ad esempio, si può attendere anche più di un’ora per essere visitati.  Il pronto soccorso sembra una stazione ferroviaria nell’ora di punta, tanto che è affollato. In più, in un Dea di terzo livello non c’è sempre presente un neurologo, nonostante l’alto numero di ictus. Ormai le lamentele sono le solite ma le risposte non arrivano mai.
  4. MERCATO SAN SEVERINO. Allargare il protocollo  Asl-”Ruggi” anche all’emergenza e trasferire il 118 al “Fucito”
    MERCATO SAN SEVERINO. «L’applicazione della normativa europea avra dei riflessi negativi sui turni di guardia ai pronto soccorso che venivano completati con straordinario e con attivita libero professionale integrata. Invito i Sindaci della Valle Irno a chiedere al direttore dell’azienda ospedaliere Vincenzo Viggiani ed al commmissario dell’Asl Antonio Postiglione di allargare il protocollo di intesa Ruggi-Asl anche alla emergenza e promuovere il trasferimento del 118 presso l ospedale Fucito». Questa la proposta di Carmine Landi, consigliere comunalòe delegato alla sanità ed ai rapporti con l’università del Comune di Mercato San Severino.
    «In questo modo -afferma Landi- avremo un organico completo che fara anche formazione e quindi pronto per la rete dellinfarto e dell ictus cerebrale.I dati sul nostro territorio sono di circa 350 infarti nel 2015 e secondo gli indici di prevalenza nel 2016 saranno circa 400. Siccome gli acuti vengono dall intero territorio irnese e dai territori vicini se vogliamo tutelare queste persone dal rischio di morte abbandoniamo i campanilismi e chiediamo il trasferimento del 118 presso l ospedale .Tal cosa va fatta pure perche per la rete dell’infarto si dovraà ancora aspettare in quanto e’bene chiarire che essa diventa tale solo se le ambulanze possono trasmettere l’elettrcardiogramma alle unita coronariche per via telematica. Ebbene questo richiede il bandire una gara di appalto e di una societa vincitrice cose che i tecnici regionali vicini al governatore  devono avere ben chiaro se vogliono essere di supporto rigoroso».
  5. «Sulla programmazione sanitaria della provincia solo bugie elettorali da parte del Pd».
    Per il consigliere regionale Gambino di Fratelli d’Italia non si parla più del pronto soccorso di Scafati e di Agropoli e si accorpono reparti di diversi ospedali (Cava, Mercato San Severino, Ravello, Roccadaspide, Polla, Oliveto Citra, Sapri, Vallo della Lucania, Battipaglia, Eboli

    Solo chiacchiere. Il consigliere regionale del Fdi-An, Alberico Gambino, in una nota, scrive che le riforme nel mondo del lacvoro e e il decreto balduzzi sui posti letto erano già noti prima delle elezioni regionali ma, nonostante ciò, il Governatore De Luca ed il Pd hanno alnciato una serie di proclami sulla sistema sanitario della provincia finalizzato a mantenere in vita tutti gli ospedali e a riattivare i Pronto Soccorso dei nosocomi di Agropoli e di Scafati. «A distanza di soli pochi mesi “i proclami della campagna elettorale del Pd” si sono trasformati prima in “ promesse elettorali” e poi definitivamente “ in bugie elettorali” scrive Gambino-. E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, che non si parla più dei Pronto Soccorso di Agropoli e Scafati e che addirittura, adducendo a scusa la legge 161/2014 e il Decreto Balduzzi, le uniche decisioni in attuazione riguardano “accorpamenti di reparti” e “soppressione di Presidi Ospedalieri” sulla scorta di un concetto ragionieristico della sanità che già tanti danni ha fatto con il Decreto 49/2010 adottato dall’allora Commissario ad Acta Bassolino. Il Piano Sanitario programmato dal Pd, ed in parte già attuato, è chiaro e mira alla soppressione di fatto, attraverso una prima fase denominata “ accorpamento di reparti”, degli Ospedali di Scafati, Cava dei Tirreni, Mercato San Severino, Castiglione di Ravello, Roccadaspide, Polla, Oliveto Citra, Sapri e finanche Vallo della Lucania – per non parlare di Battipaglia ed Eboli – per accentrare tutto in pochi Presidi Ospedalieri che, evidentemente, per spazi e posti letto finiranno solo per ingolfarsi e peggiorare anche l’erogazione degli eccellenti servizi che oggi erogano…. In materia di potenziamento organico, infatti, omette di utilizzare gli specialisti ambulatoriali, la stabilizzazione dei precari, l’assunzione di medici e operatori sanitari almeno per le quote di turn over 2012/2015 già sbloccate, la mobilità extra regionale, il convenzionamento degli specializzandi ultimo anno e quello delle cooperative e delle associazioni infermieristiche.
    In materia di Presidi Ospedalieri e posti letto,  non considera la dislocazione di essi in territori disagiati, i tempi di percorrenza di una viabilità provinciale sempre più disastrata, gli incrementi notevoli della popolazione stanziale per gran parte dell’anno, la possibilità di Dipartimentazione dei settori sanitari, le esigenze reali e concrete – costituzionalmente garantite – di tutelare il diritto alla salute di tutti.
    Per queste ragioni il Gruppo Consiliare Regionale FDI ha chiesto, a termini regolamentari e statutari, la convocazione di un Consiglio Regionale Monotematico per discutere ed approvare Linee di indirizzo per il Piano Sanitario Regionale da sottoporre alle valutazioni del nuovo Commissario ad acta,  al fine di aiutarlo nella conoscenza dei territori su cui inciderà la sua azione, essendo proveniente dalla terra del premier Renzi, in modo che possa evitare di applicare solo ed esclusivamente concetti numerici e ragionieristici come già preannunciato in estemporanee e affettate interviste mediatiche».