Il partito Repubblicano Italiano in campo alle prossime elezioni regionali: “Abbiamo scelto di sostenere De Luca perché per noi conta la politica dei fatti e non delle chiacchiere”

Partito Repubblicano Italiano scende in campo alle prossime elezioni regionali, a sostegno del presidente uscente Vincenzo De Luca. A guidare la lista, in provincia di Salerno, l’ex candidato sindaco di San Magno Piemonte Francesco Plaitano, attuale presidente nazionale e dirigente in provincia di Salerno. “Ancora una volta abbiamo deciso di metterci la faccia in una tornata elettorale di importanza fondamentale per tutti -ha dichiarato Plaitano – Saremo presenti in quattro province: Salerno, Avellino, Caserta e Napoli e la nostra lista è la numero 3 collegata a De Luca presidente”.
Perché il partito Repubblicano Italiano scende in campo in questa tornata elettorale?
“Il partito Repubblicano scende in campo, come avvenuto già nel 2004 e nel 2008 per continuare la sua esperienza politica. è importante sottolineare che il nostro statuto prevede la libertà di scelta e così abbiamo fatto: abbiamo scelto di stare accanto a De Luca perché lui è la politica del fare, non delle chiacchiere. Ha fatto tanto per la regione Campania. Ho scelto l’uomo dei fatti, a dispetto dei candidati di destra che si fanno vedere solo in campagna elettorale per poi sparire, senza dar credito alle istanze dei cittadini. Cosa hanno fatto per i cittadini Salernitani i nostri parlamentari? Ve lo dico io assolutamente nulla”.
Cosa si aspetta da questa competizione elettorale?
“Sicuramente ci aspettiamo un risultato discreto. Noi ci saremo in 4 province e siamo sicuri di prendere almeno un consigliere”.
Da dove bisognerebbe ripartire secondo lei?
“Sicuramente dal lavoro, fattore determinante per tutta la regione Campania soprattutto per i giovani di oggi. A livello nazionale noi abbiamo fatto un grande lavoro, così come in Emilia Romagna. Noi abbiamo tenuto un consiglio nazionale in cui è stato deciso che il partito Repubblicano ha facoltà di scegliere: in ciascuna regione potranno decidere se stare a destra o a sinistra, su questo non abbiamo mai dato una linea guida generale. Tutto varia in base alle regioni e al lavoro che pensiamo di dover fare. Ribadisco che in provincia di Salerno la Destra nulla ha fatto per aiutare i cittadini, subito dopo le elezioni sono spariti dalla scena a dispetto del presidente De Luca che ha fatto un importante lavoro per tutta la Campania, ottenendo risultati non da poco conto”.
Crede che De Luca abbia gestito bene questa emergenza Covid?
“Assolutamente sì. De Luca ha saputo gestire l’emergenza nel migliore dei modi e siamo certi che continuerà a farlo. In politica occorre metterci la faccia, assumersi le responsabilità e il presidente lo ha sempre fatto, senza mai tirarsi indietro. De Luca è un politico di razza e a Salerno, quando è stato sindaco, ha stravolto la città e anche a Palazzo Santa Lucia ha ottenuto risultati importanti”.




Regionali, Mastella con De Luca La Lega attacca: «Voltagabbana»

di Andrea Pellegrino

Il feeling è nato già qualche mese fa ma oggi si è saldato, al punto che Clemente Mastella ha scoperto le sue carte: alle regionali andrà con Vincenzo De Luca. Addio centrodestra, l’area che l’aveva accolto dopo la caduta del Campanile dell’Udeur, dopo l’esperienza del governo Prodi. Da centrista, ora, Mastella si riposiziona e sposa il progetto deluchiano. Il tutto mentre la moglie Sandra, un tempo presidente del Consiglio regionale, sotto la gestione Bassolino, resta senatrice di Silvio Berlusconi. Almeno per ora. Con i «due forni» accesi, Mastella prepara la lista. Rigorosamente di centro e possibile contenitore degli scontenti e degli esclusi di centrodestra e centrosinistra. L’obiettivo dell’attuale sindaco di Benevento è conquistare seggi in Consiglio regionale per giocare un ruolo da protagonista nella composizione del governo regionale. Un bis di quella strategia messa in campo da Ciriaco De Mita che con il patto di Marano distrusse l’alleanza con Caldoro, consegnando così la Campania nella mani di Vincenzo De Luca. L’effetto pandemia avrebbe convinto Mastella a lasciare perfino l’ambizione di candidarsi governatore con il centrodestra e a ritornare nell’alveo del centrosinistra, così come avvenne all’epoca del governo Prodi che lo portò sulla poltrona di ministro della Giustizia, dopo l’esperienza berlusconiana di ministro del Lavoro. Con Vincenzo De Luca, Mastella ci ha già governato. Proprio a Salerno. L’Udeur, ai tempi del 10 per cento in Campania, ha espresso per ben due volte un assessore nella giunta deluchiana. Anche quando, dopo la sconfitta di Alfonso Andria, si riposizionò in aula consiliare a favore dell’ex sindaco e attuale governatore. La Lega Campana ironizza: «Mastella che sosterrà De Luca è una scelta coerente – una novità clamorosa per un noto voltagabbana come il sindaco di Benevento – viste le tragiche scelte che il governatore della Campania e Mastella hanno condiviso sulla sanità, tra ospedali chiusi e case di riposo abbandonate durante l’emergenza Covid-19. I campani meritano di voltare pagina e non meritano il “duo sciagura” De Luca-Mastella». La replica non è tardata ad arrivare: «Il mio voto sarà all’opposto di dove siete voi. Per il bene della Campania e del Mezzogiorno che considerate ancora terre da conquista».




Voto a luglio e listini bloccati, avanzano le trattative

di Andrea Pellegrino

Pressing da più fronti per il voto di luglio. L’ipotesi, già sostenuta da quattro governatori in scadenza, tra cui Vincenzo De Luca, e rilanciata nelle ultime ore dal ministro Francesco Boccia, pare che stia diventando più che una certezza. A Roma e anche a Napoli si valutano le conseguenze mentre è stata già messa in moto da qualche giorno la macchina diplomatica e operativa. Elezioni regionali entro la fine di luglio con una novità in più: listini bloccati per evitare una campagna elettorale porta a porta e ridurre al minimo comizi e manifestazioni pubbliche. Una proposta sostenuta da mezzo governo, ad eccezione del Movimento 5 Stelle che sostiene il rinvio in autunno e quindi la conversione in legge del decreto Conte, e anche da aree del centrodestra. Un voto a luglio, infatti, sarebbe sostenuto da gran parte del Partito democratico, salvo l’area Martina che ha mostrato perplessità, da Leu ma non del tutto dal ministro della Salute Roberto Speranza, da parte della Lega di Salvini e anche da Forza Italia. In pratica, a conti fatti, se confermate le indiscrezioni, il decreto del governo rischierebbe di non passare l’esame dell’aula. Politicamente il Partito democratico spinge per una riconferma nelle regioni da lui governate (Campania compresa), forte del consenso accumulato dai suoi rappresentanti nella prima fase dell’emergenza Coronavirus. Poi c’è una parte della Lega che spingerebbe per consolidare Zaia, il supergovernatore del Veneto, conclamato primo vincitore nella classifica dei politici e amministratori più amati, staccando lo stesso Conte. Una fuga in avanti per ora frenata da Matteo Salvini. Una acclamazione di Zaia, potrebbe, infatti, mettere a rischio la sua leadership, soprattutto in considerazione del calo della Lega nei sondaggi registrato nelle ultime settimane. Pronta al dialogo, invece, Forza Italia che lancia sempre più messaggi distensivi al governo, o meglio, ad alcune forze dell’esecutivo, pronte perfino ad un cambio del premier nella fase della ricostruzione. Incognita Renzi, seppur il leader di Italia Viva, non escluderebbe del tutto l’ipotesi volendo capitalizzare il 2 per cento per ora accumulato dopo la scissione con il Partito democratico. IL SISTEMA DEI LISTINI Sulle modalità elettorali pare che un primo approccio ci sia stato in una delle ultime conferenze Stato – Regioni. Certo è che la modifica del sistema elettorale spetta alle singole regioni ma a Napoli da qualche ora, l’abolizione delle preferenze pare che non abbia ricevuto tanta ostilità.Il territorio potrebbe essere suddiviso in macroaree con liste corte e bloccate, senza preferenze e composte sostanzialmente nelle segreterie di partito. A Salerno per ogni lista ci dovrebbero essere tre listini (Nord, Salerno città e provincia Sud). Un Porcellum adattato alle regioni, grazie, all’emergenza Covid e alla volontà di ridurre al minimo il contatto con le persone. Ciò naturalmente comporterebbe un proliferarsi di liste a sostegno dei vari candidati governatori. In settimana le audizioni in commissione affari costituzionali in Parlamento ma, salvo imprevisti, la strada delle elezioni a luglio si fa sempre più percorribile.




Fasano: «Non farò mancare sostegno» Sangiuliano in pole, in calo Caldoro

di Andrea Pellegrino

Le dimissioni erano state già annunciate ai dirigenti provinciali e regionali ma sono state formalizzate solo qualche ora fa. Prima del commissariamento generale di Forza Italia in Campania. Ma Enzo Fasano, attuale deputato azzurro annuncia: «Non farò mai mancare il sostegno a Forza Italia e al centrodestra». Mesi complicati quelli per Fasano a Salerno diviso tra i carfaniani e i caldoriani, in una storica guerra accentuatasi ora in vista delle elezioni regionali. Ora la guida passa nelle mani di Domenico De Siano che dovrà gestire la fase elettorale, compresa la composizione delle liste. «Avevo anticipato a molti dirigenti e colleghi parlamentari in tempi non sospetti – spiega Enzo Fasano – la volontà di favorire un ricambio al vertice del coordinamento provinciale di Forza Italia Salerno. Prevedendo, però, un approfondimento e un percorso più partecipato e concordato. In ogni caso prendo atto di quanto deciso e non farò mancare a Forza Italia e al centrodestra, nel quale mi riconosco da sempre, un contributo importante sin dalla prossima campagna elettorale per le Regionali in Campania».

IN POLE SANGIULIANO

Ma l’operazione Berlusconi in Campania non avrebbe fatto calare le quotazioni di Gennaro Sangiuliano sempre più piazzato rispetto a Stefano Caldoro nella corsa verso Palazzo Santa Lucia. Sangiuliano, svestito dai panni leghisti, potrebbe convincere anche alcuni forzisti campani, coinvolgendo così anche l’ala di Mara Carfagna il cui veto pende esclusivamente su Stefano Caldoro. Nei prossimi giorni i neo commissari campani, dunque, avranno l’obiettivo di rimettere in piedi la coalizione e avviare la campagna elettorale. Già questa mattina, acquisiti i risultati delle suppletive di Napoli ci sarà un quadro politico più chiaro. I NOMI IN CAMPO A Salerno si va verso un recupero di Salvatore Gagliano, già consigliere regionale, che potrebbe ritornare alla politica attiva sotto la bandiera azzurra. Si parte comunque dall’uscente Monica Paolino, moglie dell’ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti. Posto in caldo per Lello Ciccone e Roberto Celano, quest’ultimo consigliere comunale di Salerno. Poi Costabile Spinelli, sindaco di Castellabate mentre resta in piedi l’incognita Ernesto Sica, sempre più distante dalla Lega di Matteo Salvini.




«Ancora devono decidere sul nome di Caldoro? Vogliono perdere le elezioni»

di Adriano Rescigno

Eva Longo non le manda a dire. Già senatrice della Repubblica con il Popolo delle Libertà e sindaco di lungo corso di Pellezzano, presidente del Consiglio provinciale e consigliere regionale, non vede di buon occhio quello che sta accadendo attualmente nel centrodestra in vista delle elezioni regionali. Il totonomi è ancora in corso tra Gennaro Sangiuliano e Stefano Caldoro e la Longo: «Si ponga fine a questa lunga e sterile telenovela sul nome del candidato presidente della regione Campania». «Perchè non candiare Stefano Caldoro? Perchè ha perso contro De Luca? Anche De Luca ha perso contro Caldoro e poi ha vinto… Credo che si stia solamente perdendo tempo, Caldoro è il miglior candidato presidente, e Caldoro può essere l’unico candiato del centrodestra moderato. Una persona perbene competente che ha dato già prova di come si risana una regione, non lo dimentichiamo. Non si è ancora scelto? Vuol dire che si vuol perdere la campagna elettorale», continua e poi la stoccata. «Chi non è stato mai presente non ha diritto di parola in questa vicenda», specificando che le sue parole non sono rivolte alla Lega. Insomma ancora grinta da vendere e voglia di battagliare per il centrodestra che volente o nolente dovrà trovare una quadra e far partire il treno della campagna elettorale contro in avversario che è già in marcia.




Fibrillazione a Palazzo per le candidature Lega, c’è Di Brizzi. In bilico Ernesto Sica

di Andrea Pellegrino

A Roma le trattative proseguono sia nel centrosinistra che nel centrodestra per definire le coalizioni e le candidature, in vista delle prossime elezioni regionali. E se De Luca ha sulla sua testa la spada di Damocle di un possibile accordo tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico, che di fatto escluderebbe il governatore in carica, Caldoro nel centrodestra è minato duramente dalla Lega di Matteo Salvini che da giorni rimescola le carte sullo scacchiere nazionale, mettendo in discussione la candidatura di Fitto in Puglia. Ma mentre i vertici studiano e trattano, la corsa degli aspiranti consiglieri regionali è già partita. Luca Cascone, presidente della commissione trasporti in Consiglio regionale, ha già aperto la sua sede in via dei Principati. Per lui c’è già un posto nella lista “De Luca presidente” che tra le new entry vedrà, quasi certamente, la presenza dell’assessore alle politiche sociali, Nino Savastano. Ci riproverà anche Andrea Volpe che la scorsa volta sfiorò l’elezione, posizionandosi dopo Cascone. Anche la civica “Campania Libera” vedrà l’uscente Nello Fiore in pole position mentre l’assessore ai lavori pubblici Mimmo De Maio sarà dirottato nel collegio napoletano. Nel Pd, invece, s’attende il Nazareno: in testa c’è sicuramente Franco Picarone, così come Tommaso Amabile. Questo se De Luca sarà candidato presidente. Sicuramente dovrebbe esserci, a prescindere, l’ex deputato Simone Valiante mentre l’area Alfieri potrebbe rimettere in campo l’ex deputata Sabrina Capozzolo. In dubbio c’è la lista di Matteo Renzi che nel salernitano conta sulla presenza di Angelica Saggese e di Tommaso Pellegrino. Nel centrodestra, invece, Fratelli d’Italia ha già incassato le disponibilità, presentando i primi aspiranti candidati durante la convention di domenica scorsa all’Hotel Mediterranea. La Lega, invece, in attesa delle decisioni di Matteo Salvini ha già immaginato i primi candidati da schierare. Tra questi il sindaco di Positano Michele De Lucia, che tra non molto, dopo la fase di commissariamento, potrebbe prendere le redini in mano del partito salernitano. Poi c’è Peppe Zitarosa, mentre si tratta con Valentino Di Brizzi, fino a ieri dirigente provinciale di Forza Italia. Ma per un forzista che va verso la Lega ci dovrebbe essere un leghista che ritornerà forzista. E’ il caso di Ernesto Sica che resta in bilico e tenta di ritornare alla casa madre per ottenere l’attesa candidatura e ritornare in pista. Gli azzurri salernitani per ora puntano sull’uscente Monica Paolino ma anche sul consigliere comunale di Salerno, Roberto Celano e su Lello Ciccone. Dai banchi consiliari arriva anche la candidatura di Dante Santoro che auspica la promozione a Napoli. Probabile l’impegno di una lista di civica di sinistra.

LE FIBRILLAZIONI A PALAZZO

La candidatura o meno di Vincenzo De Luca, così come la vittoria o meno dell’attuale governatore certamente cambierà lo scenario a Palazzo di Città, chiamato al voto tra un anno. In pratica se De Luca non dovesse spuntarla a Napoli, potrebbe ritornare nella sua Salerno, così come gli eventuali esclusi dalla prossima tornata elettorale. Scenari che non passano inosservati agli occhi dell’attuali consiglieri comunali, soprattutto tra le fila dei «senatori» che attendono il salto di qualità. Il futuro politico, qualsiasi cosa accada, passerà certamente dalle prossime elezioni regionali. Intanto c’è chi già ha opzionato il posto come possibile successore di Enzo Napoli: ai nastri di partenza ci sono Fulvio Bonavitacola ed Andrea Prete.




Verso le regionali/ Antonello di Cerbo scende in campo e si candida con il Psi

50anni sposato con due figli affermato professionista nel settore dell’impresa sociale. Presidente del consorzio Imprese Handy Care, (conta 230 dipendenti e 26 strutture operative in Campania) è ideatore del progetto Rete Solidale, che oggi rappresenta il primo Network in Italia per differenziazione di servizi. Ha una lunga esperienza “politica” in quanto coordinatore di diverse campagne elettorali(comunali,regionali e nazionali) ma è la prima volta che decide di candidarsi.

Perchè questa scelta ?

«Penso che ci siano adesso le condizioni per una candidatura in prima persona.La mia formazione culturale e politica si è sempre rifatta ai temi cari alla Sinistra(solidarietà,partecipazione democratica,condivisione,meritoc razia,libertà di pensiero) per questo motivo ho accettato la sfida».

Quindi con De Luca?

«Mi candido come già detto con il centrosinistra quindi se sarà De Luca il candidato Governatore (come spero), sarò con lui».

I sondaggi vi danno indietro…..

«I sondaggi valgono per quello che sono, personalmente non ho mai dato credito a questi strumenti spesso a pagamento, mancano ancora mesi e la partita è apertissima anche perchè Vincenzo ha fatto un ottimo lavoro in questi anni».

In quale lista?

«Ad oggi c’è un impegno con il Psi ma ancora non ho firmato nulla»

Caldoro o Carfagna ?

«Conosco personalmente sia Stefano che Mara Carfagna, due personalità forti ed autorevoli: sarà una bella gara».

Qual è il suo programma ?

«Non sono un tuttologo. Quello che so fare si racchiude in quattro punti: Welfare, sanità, sport e progettazione europea. Su questo vorrei confrontarmi con gli altri candidati, perchè penso che un candidato deve presentarsi prima e raccontare cosa ha fatto di buono nella vita e poi confrontarsi sui temi dove ci sono specifiche competenze».

Sua moglie(Carmen Guarino) cosa ne pensa ?

«Ovviamente non è d’accordo ma penso, anzi spero, che alla fine mi darà una mano»

E’ vero che se eletto rinuncia a privilegi (benefit) e soldi ?

«Certo lo stò già dicendo in tutti gli incontri della campagna elettorale, oltre ad averlo pubblicato sui volantini in distribuzione e sui social.La politica deve ritornare ad essere servizio, anche qui il volontariato dovrebbe avere un ruolo determinante in quanto i politici devono prima trovarsi un lavoro e poi dedicarsi come volontari alla politica perchè la politica è passione…non è occupazione di potere o ricerca di un….lavoro».




Gaetano Amatruda: «Il Nazareno si libererà di De Luca ma con l’intesa Pd-M5S rischia di essere terzo, il centrodestra dovrà costruire l’unità, il trend favorevole è un punto di forza»

Gaetano Amatruda, giornalista professionista, social media manager. Da Palazzo Chigi alla Regione Campania e’, da anni, in prima linea con la cura degli uffici stampa, oggi collabora con Indexway. La società dei Crespi che si divide fra le produzioni sui temi della giustizia e la legalità, con Ambrogio, e sull’assistenza ai colossi dell’economia. Ha seguito, oltre la politica, il mondo della logistica, della farmaceutica e della sanità privata.

Dopo le elezioni in Umbria cosa cambia in Campania?

«Si indebolisce la maggioranza di Governo che avrà un appeal sempre minore sull’elettorato, l’esperienza di governo che nasce, come ha sottolineato Renzi, da una ‘operazione di palazzo’ sarà sempre più lontana dal Paese reale. Emerge dai dati, Index Research lo racconta nei suoi sondaggi, e guardando il dibattito. In questo contesto sarà complicato ripetere l’esperienza ‘giallorossa’ nelle Regioni ed in Campania in particolare».

Il Pd andrà su De Luca?

«Sarà lui il candidato o la sinistra proverà a cercare altra idea ? «Il Pd subirà De Luca. Il Governatore mettera’ in campo tutta l’energia che ha per dettare il ritmo. Il gruppo dirigente campano è ostile ma non ha l’autorevolezza ed il coraggio per porre il tema. Il Nazareno, paradossalmente, si libererà di De Luca consentendogli la candidatura. In uno schema tripolare e con la probabile intesa M5S e Dema rischia di essere terzo».

Nel centrodestra pare tocchi a Forza Italia. Avrà più efficacia la scelta del leader nazionale, Mara Carfagna, dell’ex Presidente Caldoro? O bisognerà cercare altri nomi ?

«Il centrodestra dovrà costruire l’unita’. Il trend favorevole e le liste costituiranno un punto di forza. Se toccherà a Forza Italia, indubbiamente, i nomi più autorevoli, fatti da Berlusconi, sono Carfagna e Caldoro. Ma c’e’ un intero gruppo dirigente che ha le carte in regola per il governo del territorio».

E se dovesse essere Cirielli, ha un senso ‘strategico’ puntare su altro salernitano?

«Edmondo non passerebbe come un ‘salernitano’. Sarebbe la campagna elettorale di un uomo del Sud, con grande esperienza amministrativa».

Quali saranno i temi principali sui quali costruire il consenso in Campania ?

«De Luca proverà a raccontare una Campania che non c’è. Smentito dagli indicatori economici. Dovrà fare una campagna aggressiva. Il centrodestra ed il Movimento Cinque Stelle avranno vita facile nell’elenco dei problemi. Vincerà, però, chi metterà insieme il buongoverno ed il sogno. In Campania non attecchiranno le promesse. Non funzionano più. Servirà una operazione più complessa. Poi bisognerà misurarsi con l’uso intelligente dei social, sarà sfida nella sfida».




Accordo Pd-M5S, in bilico la ricandidatura di De Luca

di Andrea Pellegrino

L’accordo Pd – Cinque Stelle in Campania potrebbe ostacolare la ricandidatura di Vincenzo De Luca. Il dato, seppur nella fluidità del quadro politico, è alquanto scontato. Tant’è che Vincenzo De Luca tratta da solo, con un occhio verso i civici e verso lo stesso Matteo Renzi che qui in Campania potrebbe fare una buona campagna acquisti nel centrodestra. Si dice che il coordinamento regionale è ambito perfino da Clemente Mastella che in più occasioni ha elogiato “Italia Viva” di Renzi. Mastella vuol dire Lonardo, attuale parlamentare di Forza Italia. A Salerno i renziani della seconda ora, o forse terza, sono pochissimi. Per ora il coordinamento è nelle mani di Etta Pinto, figlia dell’ex ministro salernitano Michele, con un passato (padre e figlia) proprio nell’Udeur di Clemente Mastella. De Luca guarda anche agli ex dc. Come Riccardo Villari che come contropartita alla recente nomina alla guida di Città della Scienza si impegnerà a sostegno del governatore portando alla sua corte qualche ex big della prima Repubblica. Ma De Luca guarda anche al Movimento 5 Stelle, cercando un varco. E la telefonata privata al consigliere Malerba, divenuta pubblica nelle ultime ore, ne è la dimostrazione. All’attacco va Edmondo Cirielli, al momento unico candidato del centrodestra per Santa Lucia, indicato da Fratelli d’Italia: «Con il passare del tempo – dice Cirielli – il governatore pro tempore della Campania si sta rendendo conto, forse, che non gode più della fiducia neanche del suo partito, oltre che della maggioranza dei cittadini. E così, per paura di non essere ricandidato, cerca di fare accordi sottobanco con i grillini. Insomma, via telefono, di nascosto, lontano dalle telecamere, tenta il dialogo con i “nemici”; in pubblico, invece, li insulta prendendoli anche in giro. Ma per fortuna la ricreazione sta per finire. Fratelli d’Italia è pronta a mandarlo a casa». Pd (la parte antideluchiana) e i Cinque Stelle, intanto, non disdegnano un patto comune, superando naturalmente lo scoglio De Luca. Sul tavolo ci sono già due possibili candidati: il ministro Sergio Costa e il dimissionario presidente dell’autorità anticorruzione Raffaele Cantone. Entrambi ben visti anche da Luigi de Magistris pronto a scendere in campo con una propria lista a sostegno della causa




«Il Salernitano non sarà immondezzaio della regione»

di Andrea Pellegrino

Con il passare dei giorni l’incubo dell’emergenza rifiuti si concretizza sempre di più. Con la chiusura dell’impianto di Acerra e la mancata adozione di un piano di emergenza, la situazione potrebbe precipitare. A lanciare l’allarme è Dante Santoro, consigliere comunale di Salerno e consigliere provinciale DemA.

In questi giorni di fibrillazione per la crisi di Governo è passata in secondo piano il rischio concreto di una nuova emergenza rifiuti…

«La Campania sta piombando in una drammatica emergenza rifiuti per l’assoluta improvvisazione del Governatore pro tempore nella gestione del settore. Molti non sanno che sono stati programmati tre siti per lo smaltimento delle cosiddette ecoballe a Nocera Inferiore, Persano e Battipaglia. In pratica metteranno a marcire le ecoballe sul nostro territorio nell’agro Nocerino – Sarnese, a ridosso del Parco Nazionale del Cilento e nella Piana del Sele, terre fertili e produttive, eccellenze del nostro Paese per turismo, agroalimentare e risorse naturalistiche. Ma c’è di più. L’assenza di programmazione nella gestione del ciclo dei rifiuti da parte del Governatore pro tempore costringerà – per la chiusura dell’inceneritore di Acerra nota da anni – il sito di Polla ad accogliere nuovi carichi di rifiuti. Il dramma è che avremo in contemporanea camion che porteranno ecoballe nella nostra provincia ed altri camion che porteranno quintali di rifiuti nel Vallo di Diano. Noi siamo pronti a fare le barricate e diciamo no alla provincia ridotta ad immondezzaio della regione per pagare le cambiali politiche di Vincenzo De Luca, il governatore delle chiacchiere che ora sta riportando l’emergenza rifiuti in Campania. In questi anni nessuna azione concreta sulla presunta rivoluzione nel ciclo dei rifiuti promessa dal governatore: l’unico De Luca che si è reso noto per un interessamento nella gestione dei rifiuti in questi mesi è stato il secondogenito Roberto, che ha ospitato nel suo studio un personaggio che voleva avere notizie per truccare l’affidamento della gestione delle ecoballe e parlava di tangenti al 15 per cento ma di questo se ne sta occupando la magistratura».

Quali sono le prossime battaglie elettorali?

«Saremo in prima fila alle Regionali per mandare a casa il padre e alle comunali per evitare di trovarci qualche figlio paracadutato nei ruoli di potere. Abbiamo un programma per la città, che portiamo avanti da diversi anni, pur essendo all’opposizione. Proviamo ad utilizzare un metodo diverso. Con il nostro fiato sul collo stiamo vincendo tante battaglie ed abbiamo realizzato progetti senza precedenti a costo zero per i cittadini. Con la nostra tenacia abbiamo realizzato la Casa del Diritto alla Salute, garantendo più di 700 visite gratuite per persone in stato di povertà, fatto rinascere spiagge ed aree pubbliche nel degrado da vent’anni, installato defibrillatori e presidi di prevenzione gratuiti nelle piazze, lanciato un progetto di riscoperta della storia della città senza precedenti e riportato interventi di manutenzione in strade della città abbandonate da tempo immemore. Abbiamo dato segnali forti: per la prima volta c’è un’alternativa vera e concreta a Salerno, adesso abbiamo bisogno dello sforzo di tanti salernitani per cambiare le cose. In questi giorni stiamo combattendo per restituire dignità al trasporto pubblico salernitano. Abbiamo scoperto che alcune corse di Busitalia, già pagate dal nostro Comune, non sono mai state attivate nell’assenza totale di controlli dell’assessore nel paese delle meraviglie. Con il “pensilina tour” stiamo ascoltando i tanti pendolari della nostra città, ed è stato avvilente scoprire le peripezie che affrontano tutti i giorni. Raggiungere la scuola o il posto di lavoro alcuni giorni è davvero un’impresa. Purtroppo il nostro sindaco non vive la realtà dell’utilizzo dei trasporti pubblici e non può capire il disagio dei salernitani. Chi ci amministra è alieno, distante dalla realtà. Stiamo lavorando anche per restituire decoro al nostro fronte mare, abbandonato dall’amministrazione. Dopo settimane di fiato sul collo, dopo aver fatto risistemare le panchine del lungomare Trieste, abbiamo fatto installare nuove panchine ed arredi al Porticciolo di Pastena, che da 10 anni versava nel degrado più assoluto. In queste settimane siamo riusciti a far riasfaltare via San Leonardo e via Dalmazia, dopo più di 10 anni di assoluto abbandono. Abbiamo lottato per mesi e finalmente lo s c o r s o mese tanti salernitani sono riusciti a poter a c c e d e r e alla rottamazione delle cartelle Soget. Tante altre battaglie sono andate in porto e tante altre le porteremo a termine. Neanche ad agosto ci fermeremo ed invito tutti i cittadini a segnalarci ulteriori disservizi causati da questa sciagurata amministrazione».

Quale sarà il suo slogan?

«Gli slogan li faranno tanti che in questi anni sono nel letargo totale o si stanno vendendo Salerno, noi non ci sforzeremo a fare slogan perché saremo gli unici a poter dire “Abbiamo fatto questo essendo stati all’opposizione, se ci darete fiducia portandoci al governo dei nostri territori potremo garantire un futuro migliore a migliaia di salernitani».