«Riapriamo il Comune di Fratte», continua la raccolta firme di PaP

di Erika Noschese

Sono trascorsi ormai 4 mesi dalla chiusura dell’ufficio anagrafe di Fratte, per “motivi tecnici” come si può legge, ancora oggi, dinanzi la struttura. Ad oggi, nulla è cambiato e per i residenti della zona non sono pochi i disagi da fronteggiare. A protestare contro la chiusura dell’ufficio politiche sociali e anagrafe della sezione di Fratte i militanti di Potere al Popolo che, nel mese di agosto, hanno dato vita ad una petizione popolare. La raccolta firme continua ancora e gli attivisti si sono resi disponibili ad accogliere i cittadini presso la Casa del Popolo di Salerno di via Giulio Pomponio Leto, per raccogliere le loro istanze o semplicemente fornire maggiori delucidazioni. Nella giornata di sabato, infatti, i militanti di Potere al Popolo Salerno sono stati presenti in piazza, per parlare con i commercianti e gli abitanti di Fratte e delle zone limitrofe. «Ci trovate tutta la giornata alla Casa del Popolo di Salerno se volete contribuire alla raccolta firme, se volete delucidazioni in merito o anche solo per una chiacchierata – hanno dichiarato i militanti – Costruiamo potere popolare per combattere l’abbandono e il degrado in cui versano le nostre periferie». La chiusura della sezioni distaccate del Comune di Salerno è un problema che non riguarda solo Fratte ma anche altre zone della città di Salerno, soprattutto Ogliara e Giovi che, ancora oggi, si ritrovano senza gli uffici anagrafe, chiusi – a quanto pare – per mancanza di personale. Numerosi sono però i disagi che vivono i residenti, costretti a recarsi in altri punti della città anche solo per rinnovare una carta d’identità. «Con la chiusura della sede periferica del comune a Fratte, constestualmente alla soprressione degli uffici di Mariconda e Via Nizza, stiamo assistendo all’ennesimo disservizio ai danni della popolazione che si aggiunge al costante abbandono delle periferie, considerate alla stregua di bacini elettorali, da parte dell’amministrazione comunale», hanno recentemente dichiarato gli attivisti che hanno così deciso di mobilitarsi, raccogliendo oltre 200 firme in poche settimane. «Non ci fermeremo fino a quando non avremo nuovamente ciò che ci spetta. E se non avremo risposte ci mobiliteremo.Affinché un diritto non venga negato e tutto il potere ritorni al popolo», hanno poi spiegato.




La proposta di Forza Italia: un parcheggio sopraelevato nei pressi del Genio Civile

Erika Noschese

Un parcheggio sopraelevato, di quelli bullonati, nei pressi del Genio Civile, con accesso diretto da via Sabatini. E’ la proposta avanzata da Forza Italia che ha dato il via alla raccolta firme per il ripristino del doppio senso di marcia in via Benedetto Croce. «La nostra proposta sta trovando condivisione nella maggioranza e nella società civile, altri consiglieri si stanno accodando, lanciando la petizione», ha dichiarato il consigliere comunale che sottolinea la pericolosità del viadotto Gatto non solo dal punto di vista della staticità ma anche per l’eccessiva pendenza, perché è buio di notte, perché ci passano mezzi pesanti e «dunque riteniamo che le auto e coloro i quali conducono i ciclomotori debbano percorrere il doppio senso che deve essere vietata ai mezzi pesanti – ha aggiunto il forzista – E’ evidente che la sicurezza dei salernitani ha la priorità rispetto alle aspettative dei cittadini ma dobbiamo anche contemperare le esigenze dei cittadini». Da qui la proposta di realizzare un parcheggio sopraelevato, di quelli bullonati, nella zona antistante il genio civile dove c’è uno spazio che è già parzialmente destinato ai parcheggi per recuperare i 60 posti, con accesso diretto da via Sabatini. I tempi per la realizzazione sarebbero stretti, circa 3 mesi.: «Con il supporto delle firme porteremo l’argomento in consiglio comunale, faremo un ordine del giorno e chiederemo un sostegno dei consiglieri di maggioranza alcuni dei quali si sono espressi già favorevolmente», ha poi aggiunto Celano. Strettamente collegato alla questione del viadotto Gatto, Porta Ovest la cui finalità era gestire il traffico dei mezzi pesanti. «Quello del viadotto Gatto è un problema serio», ha dichiarato invece il parlamentare Gigi Casciello che si ricollega alla delocalizzazione del porto commerciale su sua proposta, nel lontano 1997 con la sua candidatura a sindaco di Salerno. Intanto, i residenti di via Croce sembrano intenzionati a dar vita ad una contro petizione per impedire il ripristino del doppio senso di marcia, insieme ai membri del comitato di piazza Alario. «Ripristinare il doppio senso di marcia significa dare una visione di concretezza per la risoluzione di un problema molto grave», ha poi aggiunto Casciello. «I nostri esponenti politici sono su un altro pianeta», ha dichiarato invece il consigliere provinciale Fulvio Mormile. Forza Italia Salerno, intanto ha già lanciato la sua petizione su Change.org e a partire da sabato saranno presenti in varie piazze della città di Salerno, con gazebo informativo, a partire da via Velia, oltre ad essere presenti ogni mattina presso la federazione di Attiva Salerno.




Fumata nera al Vertice, no al doppio senso

Brigida Vicinanza

No al doppio senso di via Benedetto Croce. Fumata nera che esce dal vertice di maggioranza convocato ieri pomeriggio dal sindaco Enzo Napoli per decidere il da farsi sulla questione del doppio senso di via Benedetto Croce, dopo che i cittadini sono scesi in campo con una petizione per raccogliere firme proprio per il ripristino del doppio senso di marcia. Ma a quanto pare ieri non è stata accolta la proposta dei cittadini che erano scesi in campo, preoccupati, dopo la tragedia che ha colpito Genova. Unica proposta uscita dall’incontro tra i consiglieri comunali (sebbene dimezzati, in quanto molti non avrebbero partecipato al vertice) è stata quella di un’illuminazione più efficace lungo il viadotto Gatto. Viadotto che secondo il sindaco è sotto controllo: «Il viadotto Gatto è costantemente sotto controllo – ha dichiarato Napoli durante la mattinata di ieri – mi rendo conto che c’è una preoccupazione ragionevole da parte dei cittadini in ordine alla tenuta statica delle strutture dei ponti. Dopo la tragedia che ha colpito Genova credo sia un fatto istintivo preoccuparsi, massima comprensione, ma voglio tranquillizzare i miei concittadini ricordando loro che abbiamo iniziato un’opera di controllo sul viadotto Gatto, da alcuni mesi a questa parte: è stata espletata una gara, c’è un gruppo di professionisti che si stanno occupando della verifica statica del ponte». Da riscontri provvisori l’amministrazione comunale avrebbe ricevuto risposte confortevoli ma, ha poi aggiunto Enzo Napoli, «noi, naturalmente, implementeremo ulteriormente – e avevamo già in animo di farlo indipendentemente dalla tragedia di Genova – il capitolato d’appalto con un sistema di monitoraggio costante che varrà, nel corso degli anni, per verificare le più piccole oscillazioni del manufatto. Dunque, da questo punto di vista un ulteriore passaggio in termini di sicurezza che non è necessario ma è un di più che abbiamo voluto fare». Altro tasto dolente, attualmente, il viadotto Olivieri, di competenza dell’Anas e dell’Autorità Portuale. Il sindaco ha annunciato che la prossima settimana ascolterà i tecnici incaricati per poi verificare ulteriori passaggi. L’assessore all’Urbanistica Mimmo De Maio avrebbe già provveduto a chiedere un incontro alle autorità che predispongono gli atti su questi “oggetti” architettonici «e anche su questo faremo le nostre valutazioni». «Mi rendo conto che sembra istintivo e naturale dire di fare via Croce a doppio senso, cosa che si potrebbe fare, ma questo comporterebbe una serie di redistribuzioni dei flussi di traffico – aveva poi concluso sempre ieri mattina – che vanno contemplate in una logica modulistica matematica, nel senso che noi dobbiamo capire cosa succede all’intorno e all’intera città, ove mai ci fosse una minima preoccupazione io sarei il primo a prendere provvedimenti conseguenti, se c’è la necessità di alleggerire il traffico anche questo andrà riportato ad una logica modulistica matematica per fare in modo che sia cadenzato il flusso di traffico sul viadotto, sapendo che c’è bisogno di un’area per stoccare i camion che, a scaglioni, potrebbero oltrepassare il viadotto Gatto. Ma questo è con extrema ratio per noi siamo certi che questo problema non c’è al momento». E nel frattempo sul piede di guerra i comitati cittadini per il doppio senso di via Croce, a favore e contro. Dopo quello di Vietri sul Mare infatti, anche il “Comitato diritto alla mobilità” nasce a Salerno, dopo la proposta del consigliere di Giovani salernitani-Dema, Dante Santoro. Ma a schierarsi contro il doppio senso di via Croce c’è il Comitato di piazza Alario che ribadisce il suo “no” e si schiera contro le “soluzioni di emergenza” come riportato in una nota. Adesso, si attendono però, nuove iniziative da parte dei cittadini.




Cava ed Amalfi pronte a firmare la petizione per il doppio senso di via Croce

Un’alternativa al transito dei veicoli esclusivamente lungo il viadotto Gatto esponendo ancor di più la sua struttura a possibili cedimenti, alla luce della mole di veicoli alla quale ogni giorno è esposto, è la costituzione di un doppio senso di percorrenza su via Benedetto Croce. La petizione popolare indetta dalla nostra redazione da Salerno a Vietri sul Mare fino alla Costa d’Amalfi passando per Cava de’ Tirreni raccoglie sempre più sostegno e consenso. A Cava de’ Tirreni si inizierà a firmare da giovedì mattina presso lo studio dell’avvocato Alfonso Senatore, coordinatore provinciale del movimento Meridione Nazionale. Oltre a Davide Scermino essenza di Forza Italia a Vietri sul Mare si aggiunge alla lista dei favorevoli alla petizione un azzurro d’eccellenza, il consigliere provinciale Fulvio Mormile: “Io prima di tutto mi sento il consigliere provinciale di riferimento di Salerno città, per cui ancor più coinvolto, in una battaglia di buon senso che vede Forza Italia portare avanti una problematica connessa alla viabilità che interseca proprio il traffico che dalla Costiera Amalfitana arriva a Salerno ed attraversa il viadotto Gatto, oggetto di innumerevoli perplessità ,soprattutto in queste ore ,che hanno visto mettere in discussione l’ intero sistema di verifiche della staticità di ponti e quant’ altro in tutta la nazione , non può certamente, l’amministrazione comunale di Salerno, derubricare questi dubbi come suggestione generale”. Ad abbracciare una scelta di buon senso anche il Movimento italiano disabili attraverso il coordinatore competente su Salerno, Adriano Rescigno: “Occorre istituzionalizzare la responsabilità, l’amministrazione di Salerno deve ascoltare la voce dei tanti cittadini che percorrendo il viadotto Gatto ormai si affidano all’Altissimo temendo il peggio. In questa raccolta firme, noi ci siamo”. Le paure e le complessità legate al traffico sul viadotto Gatto si estendono anche alla Costiera ed è per questo che Andrea Cretella, presidente dell’associazione nazionale Mani Pulite non rimane a guardare: “Presto i moduli per firmare a favore del doppio senso in via Croce saranno disponibili anche nei territori della Costa d’Amalfi. Non è più contemplabile in una zona a vocazione turistica e commerciale la permanenza annosa di una viabilità pericolosa. Sono sicuro che la Costa risponderà in maniera saggia sulla questione”. Già è pronto invece il vulcanico avvocato metelliano Alfonso Senatore, coordinatore di Meridione Nazionale: “Quella del viadotto Gatto è una problematica che si riverbera su tutti i territori limitrofi per questo la città di Cava non può esimersi dal rispondere favorevolmente al doppio senso e per questo presso il mio studio legale di via Benincasa sarà possibile firmare la petizione già da giovedì mattina. E’ essenziale condurre questa iniziativa nell’ottica di evitare altri disastri”.




Doppio senso di circolazione in via Croce, oggi parte la raccolta firme tra i cittadini

Matteo Maiorano

Partirà da Vietri sul mare la raccolta firme per il ripristino del doppio senso di circolazione lungo via Benedetto Croce. L’argomento sul tavolo della discussione resta sempre la manutenzione e l’alleggerimento del traffico sul viadotto Gatto. I comuni coinvolti dalla petizione che sembra aver trovato parere favorevole da buona parte dei cittadini salernitani e consiglieri d’opposizione a Palazzo di Città, saranno diversi, perché il problema non è circoscritto a Salerno città ma si allarga alla zona costiera ed a Cava de’ Tirreni. Le firme che verranno raccolte proprio in questi giorni saranno poste all’attenzione di Enzo Napoli, Mimmo De Maio e Giuseppe Canfora. «E’ indispensabile la riapertura del doppio senso di circolazione lungo via Benedetto Croce di Salerno». Ad alzare la voce ci ha pensato il forzista Davide Scermino: «Oltre ad essere la soluzione migliore per una viabilità più scorrevole in ingresso a Salerno, il doppio senso di circolazione in via Benedetto Croce consente di alleggerire il transito lungo il viadotto Gatto di Salerno che necessita, tra l’altro, di controlli ed eventuali interventi di manutenzione. Auspico – prosegue il membro dell’associazione “Andare Avanti” – che l’amministrazione comunale di Salerno ma anche la prefettura e l’amministrazione provinciale prendano seriamente in considerazione l’ipotesi alla base della sottoscrizione popolare». Sull’argomento interviene anche Dante Santoro, il quale avanza delle proposte per adeguare le strade ad un maggiore transito di veicoli: «E’ un esperimento da fare. Accorciare il marciapiede, senza precludere la sosta dei veicoli, ed allargare la carreggiata, permetterebbe di aprire al doppio senso di marcia». Il consigliere di opposizione di Giovani salernitani – demA aggiunge: «Ogni idea e proposta ha bisogno anche di confronto ed ascolto e una petizione di cittadini è il termometro giusto per percepire l’entità del problema». Dunque, presto i cittadini troveranno i fogli con allegate le motivazioni della raccolta firme in diversi comuni della provincia di Salerno che vede aprire le danze proprio il comune di Vietri sul Mare che da anni ormai si batte per istituire nuovamente il doppio senso di circolazione su uno dei tratti di strada più complessi e problematici della città di Salerno, causando non pochi disagi alla circolazione, soprattutto negli orari di punta e nei giorni festivi, con traffico e lunghe code che spesso si prolungano anche per ore.




Salerno città ludopatica, prima in Italia

Erika Noschese

Salerno la prima città ludopatica in Italia. A lanciare l’allarme l’associazione Udicon, Unione per la Difesa dei Consumatori, che si sta battendo contro la decisione della Banca Intesa San Paolo circa l’apertura Atm nelle tabaccherie che permette, di fatto, di prelevare denaro, favorendo così la ludopatia. Da qui la campagna nazionale Vinco Se Smetto, che prenderà il via proprio da Salerno per far tappa in tutte le principali spiagge italiane, partendo da Riccione, fino a Mondello, Cagliari e nelle principali città italiane per raccogliere circa 10mila firme da consegnare, entro fine settembre, al ministro Luigi Di Maio e all’amministratore delegato di Intesa San Paolo. Dati allarmanti, quelli resi noti da Udicon, secondo cui la provincia di Salerno non dà servizi, lascia giocare e lo fomenta ancora di più. «Per noi, questa scelta aziendale di Intesa San Paolo è una scelta aziendale che penalizza fortemente i malati di gioco e abbiamo chiesto, attraverso una comunicazione ufficiale fatta anche al presidente della Repubblica, di stoppare quest’iniziativa», ha dichiarato il presidente nazionale Udicon, Denis Nesci, secondo cui il dato in provincia di Salerno è allarmante come è allarmante in tutta Italia ma «per quello che riguarda Salerno abbiamo dati che fanno rabbrividire perchè se si paragona il dato di Salerno a quello di tutta Italia si capisce che è un fenomeno molto pericoloso, un fenomeno che questo governo fin da subito ha detto di voler contrastare anche attraverso iniziative – ha dichiarato ancora Nesci – Condividiamo la volontà del governo di non far fare più la pubblicità ai giochi e di contrastare la ludopatia. Noi staremo al fianco del governo e staremo al fianco dei consumatori». A lanciare l’allarme sulla ludopatia in provincia di Salerno è stato proprio il presidente provinciale dell’associazione, Romano Ciccone: «Noi siamo rimasti basiti quando abbiamo visto che Banca Intesa San Paolo metteva i soldi a disposizione dei ludopatici nei tabacchini. Questa è una vergogna per l’Italia perchè ormai le famiglie si stanno impoverendo, perchè non riescono a pagare nemmeno gli alimenti per i figli, pur di giocare». Da qui, una serie di iniziative per prevenire il dilagante fenomeno e tentare di arrestarlo in maniera decisa, come il congresso organizzato proprio a Salerno circa due anni fa. In tutta Italia, la provincia di Salerno stampa il 20% dei biglietti sulla lottomatica e l’1% di tutto il pianeta. «In Italia è un fenomeno allarmante e credo che con l’aiuto della stampa ma soprattutto della gente comune che non è ludopatica si possa aiutare i ludopatici, cercando di evitare soprattutto di farli giocare». Un fenomeno, quello della ludopatia, che «finanziare l’usura, la delinquenza e anche Banca Intesa che è in difficoltà e neanche a farlo apposta è la Banca di lottomatica. Tutto questo ci fa rabbrividire e per questo dobbiamo cercare di non far giocare», ha dichiarato infine l’avvocato Ciccone.




«Don Angelo deve andare via da Mariconda, siamo stanchi»

Francesco La Monica 

Grande fermento nel quartiere Mariconda di Salerno, in cui, in queste ore, i residenti reclamano a gran voce la rimozione del sacerdote Don Angelo Barra dalla parrocchia “Maria Santissima del Rosario”. Il parroco recentemente finito nell’occhio del ciclone per aver iniziato la messa, il giorno di un matrimonio, senza attendere l’arrivo della sposa. Episodio considerato dai fedeli come la classica “goccia che fa traboccare il vaso”. Numerose, infatti, le accuse rivolte nei confronti di Don Angelo, reo, a detta dei cittadini di Mariconda, di essere per nulla incline all’avvicinamento dei parrocchiani, ma bensì motivo di allontanamento, per via di comportamenti e modi di fare alquanto discutibili. Situazione divenuta ben presto insostenibile dagli stessi fedeli, che, invece, si sono proclamati disponibili fin dall’insediamento di Don Barra, soprattutto cercando di fargli comprendere le problematiche del quartiere. A tal proposito, è partita questa sera alle ore 19, una petizione popolare spontanea del quartiere Mariconda, una raccolta firme da far pervenire all’Arcivescovo di Salerno, Luigi Moretti, finalizzata alla rimozione dall’incarico di Don Angelo Barra. Parroco definito dal signor Angelo De Maio, presente all’iniziativa svoltasi nella villa comunale “Ciro Bracciante”,“ un padre padrone, capace di allontanare non solo gli adulti, ma perfino i ragazzi dall’oratorio che ormai non ha più motivo di esistere”. Allontanamento avvenuto anche per via della gestione malsana del campo di calcio a 5 situato a pochi passi dalla parrocchia di proprietà del comune, in cui, aggiunge, “impone tariffe che non dovrebbe imporre, lasciando la struttura in uno stato di totale degrado, in quanto i ragazzi non hanno la possibilità di usufruire degli spogliatoi per via della mancanza d’acqua, e addirittura spesso sono costretti a provvedere loro stessi per i palloni perché non sono disponibili”. Giovani del quartiere costretti a spostarsi in altre parrocchie, come ad esempio quella del “Gesù Redentore”, del parroco Don Ciro Torre, che, a differenza di Don Angelo, apre la sua chiesa a tutti, e non a pochi definiti “eletti”. “Con Padre Giovanni D’Andrea, (parroco che ha preceduto Don Angelo Barra), i fedeli avevano addirittura le chiavi della Chiesa”, tuonano i cittadini presenti, che accusano Don Barra di non essere per nulla presente e disponibile nei confronti della comunità. Inoltre, dichiarano di aver proposto una serie di iniziative finalizzate all’integrazione e al benessere del quartiere, ma che sono state prontamente rispedite al mittente senza troppe spiegazioni. I cittadini di Mariconda pretendono un repentino cambio al timone della parrocchia, perchè “La chiesa non è di proprietà del parroco, ma appartiene alla comunità, è la casa di Dio, e in quanto tale, appartiene a tutti”. Malcontento espresso anche dal maestro di Karate e residente del quartiere, “Antonio Bracciante”, anch’egli presente all’iniziativa tenutasi nella villa comunale intitolata proprio al compianto fratello Ciro. Un uomo impegnato nel sociale, in particolar modo nei quartieri più difficili della città di Salerno, avvicinando alla pratica sportiva molti giovani, che diversamente rischierebbero di essere distratti da illeciti svaghi. Dal suo punto di vista, “si dovrebbe creare un cospicuo gruppo di persone e richiedere un incontro a Don Angelo Barra”, considerato restio a qualsiasi forma di confronto con i residenti del quartiere. Secondo Bracciante, il primo punto su cui discutere, è la chiusura del circolo parrocchiale Anspi voluta dal parroco, seppellendo in un sol colpo ben 70 anni di storia. Definisce Don Barra come un parroco che “non è dentro al rione e non partecipa a nessuna iniziativa del quartiere”. Inoltre, aggiunge, “Non è possibile che in un quartiere composto da 10000 abitanti, la domenica a messa siano presenti non più di 30 persone”. Segnale evidente del malumore della comunità, che si considera assolutamente incompatibile con la linea guida tracciata da Don Angelo. Rimpiange, come tutti o quasi, il vecchio parroco Don Giovanni D’Andrea, di cui dichiara che, seppur talvolta discorde su alcune vedute, “Ha dato tanto al quartiere Mariconda, persino con mezzi personali.” Bracciante, come tutti i presenti, si dichiara deciso a portare avanti tale petizione ad ogni costo, affermando di voler richiedere un incontro all’Arcivescovo Moretti, in caso di un ulteriore declino da parte di Don Barra. Nel caso in cui ogni richiesta non venisse accolta, sostiene :“ Organizzeremo un sit in all’esterno della parrocchia, arrivando persino ad ascoltare la messa domenicale fuori la porta della chiesa in segno di protesta”. Poi conclude: “La raccolta firme è appena iniziata, ma tutti noi saremo pronti ad andare casa per casa, con la convinzione di ricevere numerose adesioni”. Circostanza tra le più spinose, che merita la giusta attenzione, in attesa di ulteriori sviluppi.




“Martucci”, l’Auditorium è davvero ad un passo

Erika Noschese

Per il Conservatorio di Salerno non si può ancora parlare di gestione dell’Auditorium ma più realisticamente di una convenzione con il Comune di Salerno. Nella mattinata di giovedì, il direttore Imma Battista ha incontrato il sindaco Enzo Napoli e l’assessore al Bilancio Roberto De Luca per definire la situazione dell’Auditorium di Salerno che, di fatto, spetterebbe proprio al Conservatorio.

Direttore, Lei ha incontrato il sindaco Napoli. Possiamo dire che la gestione dell’Auditorium ora spetta al Conservatorio?

«Non proprio, quello di ieri (giovedì per chi legge, ndr) è stato un incontro importante perché si è parlato di contenuti, di come gestire e come dare all’Auditorium un certo significato. Da parte del sindaco c’è stata grande disponibilità e apertura, tanto che si sta ipotizzando di arrivare ad una convenzione che poi deve essere disciplinata. Nel frattempo, abbiamo ricevuto l’invito per inaugurare l’Auditorium con un concerto e questa sarà un’occasione per mettere a punto poi la convenzione».

All’incontro con il sindaco erano presenti alcuni studenti: è una questione di trasparenza o di maggior coinvolgimento?

«Si, c’erano gli studenti perché fin dal primo momento mi sono mossa con loro, coinvolgendoli anche all’incontro con la Commissione Trasparenza perché loro sono la consulta e, dunque, non ho portato una rappresentanza scelta a caso. C’era Giulia Moscato, membro del Cda, Consiglio d’Amministrazione, proprio perché questa è una “lotta” fatta con gli studenti».

Il Direttore tiene però a precisare che non si tratta di un braccio di ferro, in quanto «mi sono limitata a presentare la mia candidatura, se ci sono altri che aspirano che si facciano avanti, presentino un progetto di gestione. Io ho fatto tutto alla luce del sole, siamo la massima istituzione cittadina sia musicale perché l’Università è a Fisciano mentre in città c’è il Conservatorio». Ed è stato proprio il prestigioso di Salerno ad aver proposto un progetto artistico che fosse sia didattico sia di gestione intesa come sostegno delle spese, come già spiegato al primo cittadino Enzo Napoli e durante l’incontro con i consiglieri comunali di Salerno in Commissione Trasparenza.

Tra gli studenti che hanno preso parte all’incontro con Napoli e Roberto De Luca anche Vittorio Cicalese, ideatore del QR Code (il noto codice bidimensionale, ndr) realizzato ad hoc per semplificare la raccolta firme in favore della richiesta di “Un Auditorium per il Martucci” che ha riscosso notevole successo, permettendo alla petizione di raggiungere oltre 7000 firme tra le digitali e le cartacee in pochissimo tempo.




“Un Auditorium per il Martucci”, gli studenti si mobilitano

Erika Noschese

Un Auditorium per il Martucci. Sarà questo l’hastag ufficiale che accompagnerà i giovani studenti del Conservatorio di Salerno che, ormai da diverso tempo, chiedono di poter ottenere la gestione dell’Umberto I. Nella giornata di ieri, la Commissione Trasparenza presieduta dall’avvocato Antonio Cammarota, ha incontrato il Direttore Imma Battista per tentare di risolvere la vicenda. Per la prima volta, Cammarota è riuscito ad ottenere una commissione aperta, per garantire la massima trasparenza. Dunque, dall’incontro – che ha visto la presenza di una delegazione di studenti del conservatorio – è emerso che è stata presentata una mozione per permettere alla struttura via De Renzi di poter gestire l’Auditorium. In attesa dell’incontro tra il sindaco e il Direttore, gli studenti si stanno mobilitando, dando vita non solo ad una pagina facebook ma ad una serie di video- selfie con personaggi del mondo dello spettacolo, ex studenti del conservatorio salernitano, che aupporteranno l’iniziativa del conservatorio per ottenere la gestione dello spazio. Intanto, continua a pieno ritmo la raccolta firme tramite la petizione su Change.org che sta girando anche in formato cartaceo con circa 500 firme ed entro questa sera si punta ad un raddoppio, se non ad arrivare ad oltre 5mila firme.




Cittadella giudiziaria, Visconti avrà il suo posto auto nel box

Pina Ferro

Cesare Visconti, l’avvocato civilista affetto da sclerosi multipla avrà un posto a lui assegnato nel garage della cittadella giudiziaria. E’ quanto ha deliberato la Conferenza permanente riunitasi ieri per discutere della richiesta del civilista. Si tratta di una concessione momentanea, fino a quando i posti auto non saranno assegnati in maniera definitiva. A quel punto la richiesta di Visconti sarà nuovamente valutata. L’ok è arrivato dopo settimane di polemiche e prese di posizioni da parte di avvocati, Aiga e Mga. In pratica l’avvocato Visconti aveva chiesto al presidente del Tribunale Pentagallo l’autorizzazione a raggiungere l’interno della cittadella giudiziaria dai box in modo da essere vicino all’ascensore e da non essere costretto a salire le scale. A causa della patologia di cui è affetto gli è impossibile l’utilizzo delle scale. A tale richiesta il presidente del Tribunale aveva risposto in maniera positiva rispetto all’accesso alla struttura attraverso il garage ma aveva precisato che l’automobile non poteva rimanere in sosta nel box per cui doveva dotarsi di un accompagnatore. Particolare quest’ultimo che aeva fatto scattare la mobilitazione dei colleghi civilisti e penalisti. Ieri finalmente l’ok all’assegnazione di un posto auto seppur in maniera temporanea.

Raccolta di firme per chiedere il trasferimento del Bar Manconi

Una petizione per chiedere agli avvocati per chiedere il trasferimento del bar, gestito dalla famiglia Manconi, ubicato all’interno dell’attuale Palazzo di Giustizia alla cittadella giudizieria. La raccolta di firme ha preso il via ieri mattina ed è stata avviata a seguito della notizia della mancata previsione  di un punto di ristoro nella nuova struttura di via Dalmazia.
“Essendo imminente il conpleto trasferimento dell’intero comparto presso la cittadella giudiziaria, e non essendo stato definito anche il trasferimento della suddetta attività, che al nostro lavoro quotidiano risulta indispensabile, si chiede che per la stessa sia disposto il trasferimento. – Si legge nella petizione già firmata da decine di avvocati – Questo per continuare a garantire non solo continuità lavorativa a chi ormai ci assiste da tempo incalcolabile, ma anche per permettere a noi tutti di lavorare in maniera dignitosa. Si ricorda che al momento presso la nuova cittadella giudiziariaè stata prevista la sola installazione di distributori. Nè vi sono punti dove poter fotocopiare atti e fascicoli, nè tantomeno e soprattutto punti vendita di valori bollati e contributi unificati. Tutto ciò appare assurdo ed assolutamente incompatibile con le esigenze che ci impone il nostro lavoro”.