Scafati. Mariconda dimenticata, monta la protesta

Da Le Cronache oggi in edicola

di Gennaro Avagnanogallery

Monta la protesta e il dissenso tra i residenti del popoloso quartiere scafatese della frazione periferica di Mariconda. La zona a ridosso di Pompei è lasciata da tempo al degrado ed è in uno stato di totale incuria. I cittadini non si rassegnano alla realtà e chiedono a gran voce , in particolare Antonio Faraso, una maggiore attenzione da parte dell'amministrazione comunale e non solo. Tanti i disservizi che affliggono questa comunità: si va dalla mancata pulizia delle strade, alla poca manutenzione delle aiuole sino alla scarsa sicurezza. Il verde pubblico è mal curato e gli interventi, se e quando sono effettuati, sono svolti a distanza di mesi e. così, le aree sono impraticabili. Non mancano le perdite d'acqua dalle condotte pubbliche,  le fontanine presenti sono malfunzionanti, le poche giostrine per bambini presenti sono rotte e pericolose. Neanche il servizio di igiene urbana soddisfa la comunità, la quale sebbene consapevole che tra loro vi siano alcuni incivilì, non ritiene giusto che a pagare siano tutti i residenti, chiedono che la raccolta dei rifiuti venga effettuata quotidianamente e che chi non rispetta le regole della raccolta differenziata paghi multe salate. Anche la sicurezza è un diritto che in questa zona di Scafati sembra sia un'utopia. Qui anche le opere pubbliche diventano un pericolo, ad esempio il cantiere edile per la costruzione del nuovo centro sociale di quartiere, che sorge proprio al centro della frazione Mariconda in via Bellini, è diventato un pericolo per la comunità. Le barriere che delimitano l'area di costruzione del centro è da tempo divelta e in alcuni punti le reti metalliche giacciono a terra, con conseguente grave pericolo per i bambini che scendono nel parco con l'intento di giocare: anche gli anziani possono inciamparvi pericolosamente. La sorveglianza dell'area è quasi inesistente, tanti sono stati i furti nelle abitazioni, soprattutto nell'ultimo periodo: addirittura, in un caso, i ladri sono entrati in un appartamento e l’hanno svaligiato alla presenza della proprietaria. In un altro caso, invece, a una signora che in un primo momento non voleva confessare dove tenesse conservati gli oggetti di valore, furono anche tagliate alcune ciocche di capelli. La delusione, il malcontento, le preoccupazioni sono tante, a segnalarle è  il signor Antonio Faraso: «Non è possibile vivere così, in questo degrado . Della frazione Mariconda tutti i politici si ricordano solo quando conviene a loro. Io abito a pochi metri da qui, attraverso ogni giorno questo quartiere per accompagnare mia figlia a scuola, sono costretto a camminare tra l'erba alta e l'incuria». È un fiume in piena di rabbia e delusione il signor Faraso: «Anche qui è Scafati, non solo il centro, abbiamo diritto ad una maggiore attenzione da parte di chi ci amministra; pure questi lavori di ristrutturazione del centro sociale vanno avanti a tratti e vengono spesso sospesi. Avevamo un campetto di calcio e ora è nel degrado, ora viene costruita un’imponente tribuna da stadio di cui non riesco a capire l'esigenza, soldi sprecati».  Antonio punta il dito anche sulla messa in sicurezza dell'area. «Un cantiere pubblico che è ridotto a vero e proprio pericolo per tutti, nessuno controlla. Cosa aspettano? Che un bambino entri e si faccia male? c'è anche un tombino senza protezione».
Legittime le rimostranze della comunità soprattutto per quello che riguarda l'incuria in cui versa la zona: a testimonianza di ciò, si nota in giro ancora la presenza di alcuni contenitori di fuochi pirotecnici che si usano nel periodo natalizio. Ora tocca all'amministrazione comunale l'onere di dare le dovute risposte alla comunità di Mariconda.




Dalle scale di via Velia parte la riqualificazione dei quartieri cittadini

di Francesco Carriero

Via Velia e il quartiere Mutilati sono nuovamente collegati dall’ascensore e  dalla scala pubblica, Nella mattinata di ieri, infatti, il primo cittadino di Salerno, Vincenzo De Luca ha riaperto l’elevatore al pubblico dopo gli interventi di ripristino. Lavori, costati circa 300 mila euro e che si sono rivelati più complicati e lunghi del previsto, visto che, all’apertura del cantiere, la ditta ha riscontrato la totale mancanza delle mura di contenimento lungo la scalinata e la totale inadeguatezza della rete fognaria che serve la zona. L’amministrazione ha quindi approfittato degli interventi per porre rimedio anche a queste gravi pecche strutturali, adeguando le infrastrutture agli standard consoni. Con la messa a nuovo della scala e dell’ascensore l’amministrazione De Luca ha dato il via ad una serie di interventi, dal costo medio basso, di riqualificazione dei quartieri cittadini, prestando particolare attenzione alla pavimentazione stradale e alla rete fognaria, carente in diversi punti della città.   «Questi interventi – ha commentato nel corso dell’inaugurazione il sindaco – sono stati finanziati grazie al denaro concesso dalla cassa Depositi e Prestiti ed interesseranno varie zone della città, in particola modo quelle nei pressi delle fermate della metropolitana e le arterie viarie fondamentali».  Soddisfatti della riapertura della scalinata e dell’ascensore i residenti del quartiere Mutilati che per mesi hanno dovuto fare a meno “della scorciatoia” in attesa che gli interventi di messa a nuovo fossero ultimati: «Abbiamo vissuto qualche periodo di disagio  – dichiarano i presenti – ma siamo contenti di riavere l’ascensore. Adesso però vorremmo  che venga messa a nuovo la pubblica illuminazione ed una maggiore presenza delle Polizia Municipale per le strade del quartiere. Sono tanti gli incivili che abbandonano i sacchetti nei pressi delle campane del vetro e i padroni di cani poco educati, che hanno vita facile proprio per l’assenza dei controlli».




Porta Ovest: “Progetto a rischio Idrogeologico”

“Vogliamo chiarezza e trasparenza”: si leva unanime il grido di protesta e di allarme del Comitato di quartiere di Canalone, dei residenti del rione e del neo comitato “Notraforo” che, nella mattinata di ieri hanno organizzato una manifestazione contro l’ennesima cantierizzazione a cui sta per essere sottoposta la città di Salerno, e che questa volta prende il nome di Porta Ovest. Ben cinque i chilometri su cui si innesteranno quattro gallerie, due viadotti, tre svincoli e altrettante rotatorie: il tutto al modico prezzo di circa 116 milioni di euro. “Un investimento senza dubbio non indifferente, che sarebbe potuto essere impiegato con molto più criterio dall’amministrazione, soprattutto per la realizzazione effettiva di tutte quelle altre opere che dormienti, giacciono ancora incomplete sul territorio salernitano”, spiega Danilo Napolitano del Comitato No Traforo, e prosegue: “E inoltre la storia ne è testimone: l’intera zona, in cui verrà sviluppato il progetto, è ad alto rischio idrogeologico. Non si possono infatti dimenticare le numerose morti causate dall’alluvione del 1954, così come le innumerevoli frane che continuano ad interessare la fascia costiera limitrofa al cantiere”. Un’opera che seppur considerata cruciale per lo sviluppo del porto, e indispensabile per la mobilità cittadina, fino ad ora non ha fatto altro che attirare su di sé solo critiche, persino quelle dell’Arch. Pica Ciamarra. Sull’intero cantiere incombe infatti il fantasma di un progetto che, sebbene abbia subito nel corso del tempo, e ad opera della ditta appaltatrice, svariate e significative modifiche negli aspetti architettonici ed ambientali, appare nella sua fattispecie inesistente. “Nonostante le innumerevoli richieste fatte pervenire fino ad ora all’Autorità portuale, detentrice del progetto definitivo di Porta Ovest, siamo ancora in attesa di poter visionare tali atti”, spiega Rosa Carafa, presidente del Comitato di quartiere di Canalone, che prosegue: “Resta infatti il dubbio che il progetto esecutivo di tale infrastruttura manchi, in realtà, di tutte quelle autorizzazioni necessarie per la sua effettiva messa in opera”. E resta anche la preoccupazione da parte dei residenti dell’intera area interessata dal suddetto progetto che, viste le premesse e le numerose sorgenti e falde acquifere presenti nel sottosuolo, il Traforo e le annesse gallerie si trasformino in un “buco nell’acqua”. “L’intero paesaggio- sottolinea Rosa Carafa- verrà infatti sconvolto da un progetto che non considera ne tutela l’ambiente, così come i cittadini salernitani”.

Francesca Cavaliere