Scafati. Sosta a pagamento, è caos in città. Ecco perchè è stato revocato l’appalto

Di Adriano Falanga

Sosta a pagamento, dopo la revoca della gara d’appalto vinta dalla Publiparking, restano da sciogliere non pochi nodi e non poco importanti. La revoca sarà stata pure una scelta necessaria, ma considerati i risultati, frettolosa e avventata. La città si è trasformata in un mega parcheggio abusivo, con auto ferme anche per giorni interi per strada, a danno di esercizi commerciali e dei residenti. Non solo, scomparso l’ausiliario, compare l’abusivo. A decidere la revoca dell’appalto la triade prefettizia, sulla scorta di una relazione prodotta dal controllo analogo composto dai dirigenti Anna Sorrentino, Giacomo Cacchione e Nicola Fienga, dietro indicazioni del collegio dei revisori dell’Ente e del sovraordinato Valentino Antonetti. I funzionari avevano stabilito che il servizio era economicamente più conveniente se gestito in house dall’Acse, che anzi, neanche era nelle condizioni di poter concedere a terzi la sua gestione. Seppur con diversi anni di ritardo, Palazzo Mayer si era accorto che la sua partecipata doveva svolgere in maniera diretta uno dei servizi per cui era stata costituita. Un problema non di poco conto, la cui documentazione era stata già attentamente valutata dalla commissione d’accesso. Questo perché l’Acse non ha mai gestito direttamente la sosta a pagamento, fin dai tempi della convenzione con la milanese Aipa, voluta dall’allora amministrazione Bottoni. Era il 12 ottobre 2015, quando, richiamandosi all’istituto dell’in house providing, l’Assise deliberò l’affidamento alla sua partecipata per cinque anni. L’Acse però, non essendo strutturata per gestire il servizio, su richiesta del Comune di Scafati decise di affidare ad una società di Roma, la IT Ingegneria dei Trasporti srl, dietro compenso di 14 mila euro, la redazione del nuovo piano di sosta. La società consegnò una approfondita relazione analizzando tre possibili scenari di gestione. Il primo prevedeva un affidamento in house ad Acse che avrebbe appaltato esclusivamente con un pubblico incanto i servizi di controllo sosta, informazione utenza e manutenzione segnaletica.

In questo caso il relativo conto economico prevedeva un pareggio sostanziale. Il secondo modello escludeva totalmente l’Acse con affidamento da parte del Comune di Scafati ad una società esterna dell’intero servizio. Il relativo conto economico per questo scenario prevedeva un risultato gestionale positivo pari ad euro 61.393. Il terzo modello prevedeva, a valle di un affidamento in house da parte del Comune ad Acse spa, l’integrale gestione del servizio. Questo scenario portava ad un conto economico in sostanziale pareggio. I tre modelli di gestione del servizio furono trasmessi al primo cittadino i primi di Ottobre 2015 con la richiesta di ricevere istruzioni al più presto in quanto il 2 dicembre scadeva l’affidamento del servizio in house all’Acse. Da qui il deliberato consiliare dell’8 ottobre che ha prolungato l’affidamento per cinque anni alla partecipata, senza però specificare il modello da attuare, ma dando piena autonomia alla stessa Acse di scegliere le soluzioni migliori. Il resto è noto, la partecipata scafatese tramite gara d’appalto individua nella Publiparking il nuovo partner per la gestione delle strisce blu. Prima a mezzo affidamento diretto, prorogato per sei mesi, successivamente a mezzo gara d’appalto, vinta sempre dalla stessa società. Una gara tecnicamente mai confermata dall’amministrazione comunale, che di contro, con l’avvento della gestione commissariale, ha preferito non convalidare.

IL DESTINO DEGLI AUSILIARI

Furono assunti tramite pubblico sorteggio dalla milanese Aipa, successivamente trasferiti alla Publiparking. Dal 1 ottobre sono però senza lavoro i 9 ausiliari del traffico, essendo stati licenziati dalla società dopo la mancata convalida della gara d’appalto. Sebbene l’assunzione degli addetti fu svolta dall’Aipa, in quanto da essa dipendenti, le procedure furono controllate dall’Acse e dall’amministrazione comunale. Il bando e la relativa domanda furono ritirate presso la sede dell’Acse, ma spedite a mezzo fax al numero della società con sede a Milano. Successivamente, il sorteggio fu effettuato presso la sede Acse alla presenza del Tenente Paolo Volontè, allora Comandante della locale Stazione dei Carabinieri, del Capitano Carmine Arpaia, Comandante della Polizia Municipale, dell’assessore con delega alla Polizia Municipale Guglielmo D’Aniello, del Presidente ACSE Eduardo D’Angolo, del Direttore Generale della partecipata Salvatore De Vivo e del rappresentante Aipa, Mario Colantoni. Al momento non è ancora chiaro come l’Acse intenda organizzare il servizio, nel frattempo sospeso con relativo mancato incasso per le casse comunali. Voci di corridoio vogliono la società in trattativa con la Publiparking per rilevare i nuovi parcometri installati sul territorio. Quanto ai vigilini, l’intenzione è quello di formare una squadra dall’organico attuale, formarla e attrezzarla. Un’idea che però non piace a nessuno, sia agli stessi operatori Acse, perché ritengono di essere già in sottorganico per la raccolta dei rifiuti, e sia agli ex ausiliari, perché senza lavoro, nonostante siano già in possesso dei requisiti e dell’idoneità a gestire il servizio.




Scafati. Ausiliari del traffico, quale destino per il personale della Publiparking?

Di Adriano Falanga

La revoca della convenzione con la Publiparking ha messo in agitazione il personale addetto al servizio. Una ventina le famiglie che ruotano attorno alla sosta a pagamento, tra ausiliari del traffico e la cooperativa che si occupa della manutenzione. Una sola certezza al momento, la convinzione della commissione straordinaria nel far gestire direttamente all’Acse il servizio. Non sono però ancora noti i dettagli, o meglio, il come la società partecipata intenderà strutturarsi, non avendo mai gestito il servizio e non avendo né il personale e neanche la logistica idonea. E soprattutto, non avendo molte risorse economiche da investire. La sola ipotesi che non dovesse avvalersi dell’attuale personale in forza alla Publiparking mette in allarme gli operatori della sosta. Il rischio è alto, e al momento non ci sono contropartite rassicuranti. Una relazione presentata alla commissione prefettizia dal comandante della Polizia Locale Pasquale Cataldo ipotizza il controllo e la verifica dei ticket di pagamento a cura della Polizia Locale. Una scelta che lascia perplessi, in quanto ad oggi il personale è pesantemente sottodimensionato. Si stanno studiando le modalità più idonee, cercando di evitare la ricaduta sociale sugli ausiliari, incolpevoli di qualsiasi manovra amministrativa e istituzionale che ha comportato la rescissione del contratto col loro datore di lavoro. Dalla sede dell’Acse di via Diaz si attendono risposte, al momento il servizio sarà assicurato fino alla scadenza di contratto, prevista per il mese di settembre. Il controllo analogo di Palazzo Mayer ha verificato l’irregolarità nella gara d’appalto voluta dall’Acse (su indirizzo politico della vecchia amministrazione comunale) e soprattutto stabilito che la gestione in house sarebbe economicamente un vantaggio per la partecipata. Fatto strano, o quantomeno curioso, perché nessuno dalla casa comunale ebbe ufficialmente da ridire quando il cda dell’Acse stabilì che il servizio così portato avanti non avrebbe comportato perdite. Anzi, la gestione conto terzi o la gestione in house avrebbe comportato una sostanziale situazione di pareggio economico. Andiamo a ritroso allora.

Con l’approssimarsi della scadenza della convenzione con l’Aipa, e consapevole della volontà del Comune di Scafati di non rinnovare il contratto, il cda dell’Acse (presidente D’Angolo, vice Petrucci, componente Infantile) diede incarico ad una società romana, la IT Trasporti srl, di redigere uno studio di fattibilità sulla gestione della sosta a pagamento. Un progetto pagato 14 mila euro oltre iva e spese accessorie. Il lavoro consegnato analizzava tre possibili scenari di gestione della sosta a pagamento. Il primo modello prevedeva l’affidamento in house all’Acse con possibilità di appalto pubblico dei soli servizi di controllo, manutenzione e informazione. In questo caso il relativo conto economico prevedeva un pareggio sostanziale. Il secondo modello prevedeva la totale estromissione dell’Acse con affidamento da parte del Comune di Scafati ad una società esterna dell’intero servizio. In questo caso si sarebbe avuto un risultato gestionale positivo di oltre 60 mila euro. Il terzo modello prevedeva infine la totale gestione del servizio in capo alla partecipata, e anche in questo caso il relativo conto economico prevedeva un pareggio sostanziale. Lo studio fu girato al primo cittadino, arrivando in consiglio comunale. In questa sede fu ribadita la volontà di non dare in gestione a terzi il servizio, ma trovando l’Acse impreparata a rilevare nel breve periodo il servizio, e onde evitare di rimanere scoperti, fu approvata la gestione in house con possibilità di concessione esterna. La “premessa” contenuta nella proposta di deliberazione, recitava: “La sosta a pagamento è qualificabile come servizio pubblico locale a rilevanza economia e che per questi servizi la Giurisprudenza della corte di Giustizia Ce avvallata dal Consiglio di Stato, ha ritenuto ammissibile l’istituto dell’In House Providing”. Poi, dopo due anni, il passo indietro. Da palazzo Mayer si sono accorti di aver fatto male i conti.

IL PD: abbiamo sempre sostenuto che il contratto era nullo ed antieconomico

<<Lo abbiamo sempre sostenuto che il contratto era nullo ed antieconomico per l’Ente. Nullo perché la partecipata comunale non poteva appaltare un servizio che doveva gestire in proprio ed antieconomico perché ha comportato un esborso notevole di risorse per l’Ente in predissesto>>. Così in una nota stampa il Partito Democratico locale. <<A prescindere dalle responsabilità che saranno accertate nei modi e nelle forme opportune, ci preoccupano le sorti delle famiglie dei dipendenti, che speriamo siano ricollocati o impiegati per l’espletamento del servizio. Dispiace, ovviamente, che a distanza di anni dai nostri rilevi, sia stata accertata l’illegittimità del rapporto. Se qualcuno ci avesse ascoltato avremmo risparmiato soldi e i dipendenti avrebbero avuto un futuro più’ sicuro>>. Polemico Pasquale Coppola, ex presidente del consiglio comunale: <<si raccolgono i cocci di un’amministrazione fallimentare, e a pagarne le conseguenze sono, ancora una volta, i lavoratori e le famiglie. Prima con lo sport e la mensa scolastica, oggi addirittura si corre il rischio di lasciare senza lavoro tante famiglie scafatesi. Mi auguro che l’Acse trovi la soluzione giusta per assorbire l’attuale personale ausiliario, assunto dall’Aipa anni fa grazie ad un sorteggio pubblico curato proprio dall’Acse>>.

 




Scafati. Revocato l’appalto alla Publiparking, a casa anche i vigilini

Di Adriano Falanga

Addio alla Publiparking, l’Acse su richiesta del Comune revoca l’appalto alla società che gestisce la sosta a pagamento in città. Resteranno senza lavoro gli ausiliari del traffico in forze alla società, già a carico del precedente gestore, la milanese Aipa. Il servizio deve essere svolto dall’Acse, è questa la volontà della commissione straordinaria, come socio unico della partecipata che già cura la raccolta rifiuti. Tre giorni fa la revoca del contratto firmato lo scorso novembre tra Acse e Publiparking, dopo che quest’ultima aveva vinto regolare gara d’appalto quinquennale. Che la triade prefettizia avesse intenzione di non confermare quanto ereditato dall’amministrazione Aliberti era chiaro già da tempo, da quando il comandante dei Vigili Urbani maggiore Pasquale Cataldo aveva presentato ai commissari una relazione dettagliata in cui si rappresentava la volontà e la possibilità di ritornare a gestire la sosta, rilevando ciò che era compito degli ausiliari: la verifica del ticket ed eventuale elevazione della multa. Ma a consigliare la rescissione del contratto erano stati anche i revisori dei conti dell’Ente, un suggerimento accolto  da Valentino Antonetti, sovraordinato al comparto economico finanziario, nella stesura del piano di riequilibrio decennale, previsto per il rientro dal disavanzo di amministrazione di 33 milioni di euro. A dare comunicazione alla società guidata dallo scafatese Luigi Monti è stato il cda dell’Acse, ricevendo le disposizioni del controllo analogo comunale, composto dai dirigenti Anna Sorrentino, Giacomo Cacchione e Nicola Fienga. I tre funzionari hanno stabilito che il servizio è economicamente più conveniente se gestito in house dall’Acse, che anzi, neanche era nelle condizioni di poter concedere a terzi la sua gestione. Il verbale è stato trasmesso al cda della società partecipata presieduto da Daniele Meriani, che si attivata revocando il servizio.

<<Il contratto è stato revocato unilateralmente dall’Acse, una facoltà prevista dal contratto – spiega Luigi Monti, a.d. della Publiparking – restiamo però in attesa di conoscere le modalità della revoca, cioè fino a quando dobbiamo continuare il servizio, i termini e le modalità della revoca>>. Sarà presentato ricorso, conferma Monti, relativamente al recupero delle spese per l’installazione dei nuovi parcometri, per la segnaletica e i palmari in dotazione ai vigilini. Una cifra che oscilla sui 450 mila euro, che la Publiparking chiederà all’Acse. Quanto ai vigilini, questi furono assunti durante il primo sindacato Aliberti tramite sorteggio pubblico e trasferiti all’Aipa, precedente gestore. Nel 2015 il subentro della Publiparking tramite procedura negoziata, regolarizzata lo scorso anno con gara d’appalto. <<Il personale non può essere inserito in altre commesse, non abbiamo bisogno di personale, gli ausiliari furono assunti contestualmente alla commessa tramite clausola sociale prevista nella convenzione. Il contratto scade a settembre, o non sarà rinnovato oppure saranno licenziati per giusta causa>>. Resta da stabilire anche come l’Acse intende rilevare il servizio, non avendo personale e non essendo strutturata per poterlo gestire. Ieri mattina vertice a Palazzo Mayer tra la triade e il cda della partecipata.




Scafati. Approvato il Dup. I tagli previsti, a rischio Geset e Publiparking

Di Adriano Falanga

Senza soldi non si cantano messe, ma neanche si avranno riduzioni sulla refezione scolastica e sulle tariffe orarie per l’uso degli impianti sportivi. La commissione straordinaria ha infatti approvato, con i poteri di giunta e consiglio comunale, sia il Documento Unico di Programmazione che il conseguente bilancio di previsione 2017-2019. Il disavanzo di 33 milioni di euro è confermato, come è confermato il derivante piano di riequilibrio per rientrare dalla perdita. “La grave penuria finanziaria limita fortemente l’operatività dell’Ente” si legge nel documento. La crisi di liquidità di cassa secondo i tecnici di Palazzo Mayer è dovuta a “fasce di evasione tributi perduranti da anni, diffusa tendenza di alcuni contribuenti a non corrispondere gli importi dovuti, per consuetudine e in alcuni casi per sfiducia verso l’ente”. Tra le misure approvate, l’incremento della copertura dei costi della mensa scolastica e degli impianti sportivi dopo aver tagliato ogni riduzione o agevolazione, e quindi stabilendo che il costo di questi servizi sia coperto al 100% da chi ne usufruisce. Destinate ad aumentare anche le locazioni e la gestione dei beni dell’Ente. Non solo, la commissione straordinaria punta anche ad incrementare le entrate correnti a seguito della “revisione delle forme di gestione dei servizi e internalizzazione dei servizi comunali, tra cui i parcheggi e parte del servizio tributi. Addio quindi alla Publiparking e alla Geset, rispettivamente con contratti scadenti nel 2021 e nel 2019. Rispetto alle previsioni di esercizio del 2016, subirà un incremento del 312% la spesa per i servizi istituzionali, generali e di gestione. Più 2% la spesa per ordine pubblico e sicurezza. Più 17% l’istruzione, più 308% lo sviluppo economico e competitività. Cresceranno del 208% il fondo accantonamento e del 206% il debito pubblico. Cala del 78% la spesa per la tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali. Caleranno del 78% le somme destinate alle politiche giovanili, sport e tempo libero. Giù del 57% l’assetto del territorio e l’edilizia abitativa. Meno 28% lo sviluppo sostenibile e l’ambiente, meno 57% sui trasporti e mobilità, meno 56% infine i fondi destinati ai diritti sociali, politiche sociali e della famiglia. Sarà un biennio non facile, e le premesse già ci sono tutte.




Scafati. I vigilini: “girare da soli in città è pericoloso”

Di Adriano Falanga

Ausiliari del traffico sul piede di guerra: <<girare da soli mette a rischio la nostra incolumità, Scafati è una città insicura e noi ausiliari della sosta viviamo sulla nostra pelle l’emergenza sicurezza>>. I vigilini scafatesi in servizio alla Publiparking ancora non hanno firmato il rinnovo contrattuale, in scadenza tra qualche mese. La società che gestisce per conto dell’Acse il servizio di sosta a pagamento ha apportato alcune modifiche al piano di lavoro, aumentando le zone e rimodulando di conseguenza i turni degli operatori. Ciò si è reso necessario a seguito della rinegoziazione della convenzione stipulata con l’Acse, o meglio dopo che la stessa società ha vinto la gara d’appalto lo scorso anno. Cambiano i rapporti, anche economici, con il gestore del servizio, e di conseguenza la società guidata dall’amministratore delegato Luigi Monti, ha dovuto rivedere l’organizzazione del servizio. Tra il precedente gestore, la milanese Aipa e l’Acse, c’era in essere una convenzione da 100 mila euro l’anno a forfeit. Una cifra certamente vantaggiosa per l’Aipa. Alla scadenza del contratto (novembre 2014) il consiglio comunale decise di dare il benservito all’Aipa, di fatto affidando il servizio, nelle more della gara d’appalto, alla Publiparking, scelta tra una rosa di diverse aziende concorrenti. La società si fece carico anche della cooperativa posteggiatori, che si occupava della manutenzione strisce e parcometri, e dei 12 vigilini in forze all’Aipa (assunti nel 2009). Fino ad oggi il rapporto di lavoro tra società e ausiliari è sempre stato tranquillo, fino al nuovo piano di lavoro, che di fatto aumenta le zone di controllo e introduce l’obbligo per gli ausiliari di girare per la zona assegnata da soli, e non più a coppia. Una decisione assolutamente non accettata dai vigilini, perché a loro dire li espone pericolosamente alla mercé di indisciplinati e automobilisti violenti. <<Quotidianamente abbiamo a che fare con ogni tipo di automobilista, che in molti casi non gradisce mai una multa>> spiega un addetto alla sosta. Da prassi, la multa non scatta mai immediatamente, ma viene lasciata una tolleranza di 15 minuti. <<Girare in due ci fa sentire più sicuri, perché in caso di aggressione, come già molte volte capitato, chi è presente può essere sempre da testimone oppure intervenire per sedare gli animi – continua uno dei 12 ausiliari – mentre stando da soli siamo totalmente in balia dei violenti>>.

3-strisce_blu_Le aggressioni agli addetti non sono fenomeni sporadici ma anzi, esistono delle zone cittadine dove diventa impossibile elevare una multa. Sono quelle zone con un alto tasso di microdelinquenza oppure dove vivono “capoccioni” legati alla criminalità organizzata. Non solo: <<spesso abbiamo a che fare anche con donne molto irascibili o semplici avventori di negozi che proprio non gradiscono l’obbligo del grattino. Ma noi non abbiamo responsabilità, eseguiamo solo ordini di servizio. E’ il nostro lavoro>>. E del resto, la Publiparking non è certamente una onlus, ma una società privata che dal servizio deve soddisfare la convenzione con il Comune tramite la partecipata Acse e ricavarne un guadagno. Una soluzione potrebbe essere l’assunzione di nuova manovalanza, in quanto oggi a vigilare l’intero territorio sono rimasti in 9. A detta gli ausiliari troppo pochi per il numero di zone, e per poter girare in coppia come avviene ancora oggi. La Publiparkng l’ha spuntata lo scorso anno su altre quattro imprese del settore riconoscendo un rialzo del 70% sul canone annuale previsto dal capitolato d’appalto, che era di 50 mila euro, più un ulteriore 70% sul 5% di aggio riconosciuto al Comune, in proporzione all’effettivo incasso annuale. Alla Publiparking anche l’onere della manutenzione delle strisce blu e dei parcometri. Durato dell’appalto 5 anni prorogabile per altri tre. L’Acse ha stimato in quasi 3 milioni di euro l’incasso totale, quindi, applicando l’aggio del 5% garantito (di base) si stima un introito per la partecipata scafatese di 150 mila euro a cui si aggiungono i 5 anni di canone (a 85 mila euro l’uno) per un totale di quasi 600 mila euro quinquennali, una cifra che però può salire qualora gli incassi siano superiori alle previsioni. Cosa ben diversa dai centomila euro annui che l’Aipa versava al comune di Scafati, indipendentemente dagli incassi effettivi. Da qui la necessità per l’azienda di rivedere gli ordini di servizio.




Scafati. Al via i nuovi parcometri digitali, tutte le novità

Di Adriano Falanga

Strisce blu, da ieri mattina sono operativi i nuovi parcometri digitali. La Publiparking, società affidataria del servizio fino al 2021, ha dato il via ad una rivoluzione informatica nella modalità di gestione e pagamento della tariffa dovuta per l’occupazione dello stallo. Una novità, assieme al nuovo piano di sosta ancora non in vigore, frutto della nuova convenzione firmata a novembre con l’Acse, dopo la vittoria della gara d’appalto per la gestione quinquennale del servizio. “I nuovi parcometri, installati al fianco dei vecchi, saranno operativi ancora con il vecchio piano di sosta. Abbiamo pensato di attivarli oggi in modo tale da far abituare gli utenti al nuovo dispositivo” spiega l’amministratore delegato Luigi Monti. Tariffe vecchie ma convenzione nuova, una situazione vantaggiosa per l’Acse, meno per la Publiparking, che paga già il nuovo canone alla società partecipata scafatese, nonostante il nuovo piano della sosta oggetto della gara d’appalto ancora non sia andato in vigore. Il documento, realizzato dall’Acse, è stato approvato l’anno scorso dalla giunta comunale ma per andare in vigore occorre una nuova delibera. “Purtroppo la situazione istituzionale scafatese non ha permesso la deliberazione per l’entrata in vigore del nuovo piano di sosta – confida Monti – sarà il nuovo commissario a provvedere non appena sarà insediato”. La Publiparkng l’ha spuntata su altre quattro imprese del settore riconoscendo un rialzo del 70% sul canone annuale previsto dal capitolato d’appalto, che era di 50 mila euro, più un ulteriore 70% sul 5% di aggio riconosciuto al Comune, in proporzione all’effettivo incasso annuale. Durato dell’appalto 5 anni prorogabile per altri tre. L’Acse ha stimato in quasi 3 milioni di euro l’incasso totale, quindi, applicando l’aggio del 5% garantito (di base) si stima un introito per la partecipata scafatese di 150 mila euro a cui si aggiungono i 5 anni di canone (a 85 mila euro l’uno) per un totale di quasi 600 mila euro quinquennali, una cifra che però può salire qualora gli incassi siano superiori alle previsioni. Cosa ben diversa dai centomila euro annui che l’Aipa (precedente gestore) versava al comune di Scafati, indipendentemente dagli incassi effettivi. Con il nuovo piano della sosta voluto dall’Acse, per gli abbonati residenti in via Nazionale, via Martiri d’Ungheria e via Giovanni 23°, ci sarà l’obbligo di sostare l’auto nelle stradine adiacenti, purché ricadenti nello stesso settore. La clausola fu voluta per favorire le attività commerciali, ancora fiorenti, su questo percorso urbano. Le auto perennemente in sosta dei residenti andavano a scoraggiare gli avventori dei negozi, impossibilitati a trovare parcheggio. Ergo, la sosta sarà possibile solo a mezzo parcometro.

LE NOVITA DEI NUOVI PARCOMETRI

I nuovi parcometri Parkeon Strada daranno la possibilità di accedere ad una ampia gamma di funzionalità per migliorare la fruizione della sosta a pagamento, evitando, ad esempio, l’onere di dover tornare al veicolo ad esporre il ticket dopo l’acquisto, oppure dando la possibilità di prolungare o interrompere anticipatamente la sosta da qualsiasi parcometro presente in città, il tutto mediante un’ ampia gamma di pagamenti e di mezzi di accettati (monete, carte di credito, carte di debito, card a scalare ricaricabile contactless real time). Per rendere funzionali tali possibilità, l’utente, al momento del pagamento, dovrà indicare la targa o in alternativa il numero di “stallo” del veicolo parcheggiato (ogni stallo blu della città è stato numerato in maniera univoca). Novità anche per gli il personale ausiliare della sosta, che effettuerà i controlli mediante gli smartphone in dotazione, tramite un costante collegamento alla Centrale di Monitoraggio e Controllo della Sosta. Questo renderà più difficile ai furbetti di evitare di pagare la dovuta tariffa. Appena sarà operativo il nuovo Piano della Sosta nella Città di Scafati, saranno messi a disposizione ulteriori innovativi mezzi di pagamento: Phonzie, una APP per Smartphone che permette il pagamento, il rinnovo e il termine anticipato della sosta; Pyng, l’APP per pagare la sosta con il Telepass, e il servizio SMS che permette il pagamento della sosta mediante l’invio di un messaggio SMS da proprio telefono cellulare; Sarà inoltre possibile rinnovare il proprio abbonamento direttamente da parcometro, evitando così di doversi recare allo sportello in Piazza Aldo Moro.




Scafati. Strisce blu, via al nuovo regolamento. Tutte le novità

Di Adriano Falanga

Dal prossimo mese sarà vietato ai residenti di corso Nazionale, via Martiri D’Ungheria e via Giovanni 23°, abbonati al servizio sosta, di sostare sotto casa. L’abbonamento è certamente valido per il settore indicato, ma la sosta sarà possibile soltanto nelle strade secondarie adiacenti. Per rendere l’idea, chi risiede su via Nazionale dovrà sostare, nonostante l’abbonamento regolare, in via Galileo Galilei. La questione viene sollevata dal consigliere Pd Michele Grimaldi. “Confidiamo ci si trovi dinanzi ad un fraintendimento, perché non ci risulta che in nessun luogo preposto a farlo: commissioni consiliari, consiglio comunale, giunta, si sia mai discusso o sia stata mai approvata una simile, inconcepibile, novità. Ci auguriamo che al più presto la ditta casertano-scafatese e l’amministrazione comunale chiariscano l’equivoco”. Ma a chiarire è direttamente l’amministratore delegato della Publiparking, Luigi Monti. “La società non c’entra assolutamente nulla con le nuove disposizioni. Mi fa strano che il consigliere comunale Grimaldi non conosce neanche le cose che vota in consiglio”. La Publiparking è risultata essere l’azienda vincitrice della gara d’appalto per la nuova gestione della sosta a pagamento, servizio in house alla partecipata Acse. “In questi giorni stiamo firmando il contratto e definendo le ultime procedure. La variazioni di cui parla il consigliere comunale sono quelle definite nel nuovo piano di sosta, un documento realizzato dal Comune e approvato dal consiglio comunale. Noi l’abbiamo solo recepito” spiega il dirigente della nuova società gestore del servizio sosta a pagamento. E il nuovo regolamento prevede, per gli abbonati residenti in via Nazionale, via Martiri d’Ungheria e via Giovanni 23°, l’obbligo di sostare l’auto nelle stradine adiacenti, purché ricadenti nello stesso settore. La clausola fu voluta per favorire le attività commerciali, ancora fiorenti, su questo percorso urbano. Le auto perennemente in sosta dei residenti andavano a scoraggiare gli avventori dei negozi, impossibilitati a trovare parcheggio. Ergo, la sosta sarà possibile solo a mezzo parcometro, e chiaramente tutto questo significa anche maggiori introiti per le casse della società gestore del servizio, ma, ribadisce Monti: “tutto questo è stato stabilito dal consiglio comunale, non dalla Publiparking, estranea alla decisione”. La società è già attualmente in opera, grazie ad un affidamento provvisorio, dopo che il Comune non ha voluto rinnovare la convenzione con la milanese Aipa, scaduta nel novembre 2014. La Publiparkng l’ha spuntata su altre quattro imprese del settore riconoscendo un rialzo del 70% sul canone annuale previsto dal capitolato d’appalto, che era di 50 mila euro, più un ulteriore 70% sul 5% di aggio riconosciuto al Comune, in proporzione all’effettivo incasso annuale. Le altre imprese partecipanti sono state la Terza Millennio srl con un rialzo del 14,8%; AM Parking srl (37,77%); Traffic City Motion srl (15,11%); Union Delta srl-Compark srl (23,23%). Durato dell’appalto 5 anni prorogabile per altri tre. L’Acse ha stimato in quasi 3 milioni di euro l’incasso totale, quindi, applicando l’aggio del 5% garantito (di base) si stima un introito per la partecipata scafatese di 150 mila euro a cui si aggiungono i 5 anni di canone (a 85 mila euro l’uno) per un totale di quasi 600 mila euro quinquennali, una cifra che però può salire qualora gli incassi siano superiori alle previsioni. Cosa ben diversa dai centomila euro annui che l’Aipa versava al comune di Scafati, indipendentemente dagli incassi effettivi.

I NUOVI PARCOMETRI E LE NOVITA’

1-parcometroIl via al nuovo servizio di sosta a pagamento comporterà, oltre alle novità già oggetto di discussione, ulteriori novità. Cambiano i settori, e cambiano anche i parcometri. “Presto daremo il via ad una campagna di informazione, attraverso la stampa, cartelloni pubblicitari e manifesti – spiega l’ad Luigi Monti – cercheremo di fare in modo che gli scafatesi siano preventivamente informati dei cambiamenti, in modo tale da evitare qualsiasi equivoco. Sono scafatese anche io, e fare una bella figura è mia prerogativa”. Alla Publiparking toccherà anche l’installazione di nuovi parcometri (circa una settantina) di tipo digitale di ultima generazione, capace di collegarsi direttamente con il palmare in dotazione dell’ausiliare della sosta, e le centrali operative della società gestore, dell’Acse e della Polizia Locale. La loro manutenzione, così come quella relativa alla segnaletica orizzontale e verticale, è a cura della Publiparking. Nel 2010-11-12 dalla sosta a pagamento si sono incassati oltre 500 mila euro annui, somma calata a poco oltre i 300 mila nel 2014. Questo, secondo l’Acse, è stato dovuto all’instabilità del servizio. Gli ausiliari del traffico dalle 5883 multe del 2010 (pari a circa 20 multe al giorno) hanno emesso, nel 2014, appena 2937, pari a 10 verbali quotidiani. Pochi secondo i calcoli dell’Acse, dovuti sia alla instabilità del servizio che ai vecchi parcometri. I nuovi previsti dovrebbero ottimizzare al massimo il servizio. Il nuovo piano parcheggi è stato realizzato, dietro costo di 14 mila euro, dalla società IT Ingegneria dei Trasporti srl di Roma.




Scafati. Appalti e tangenti, Aliberti: “baggianate dell’opposizione, Voccia? Suo nemico è il cognato”

Di Adriano Falanga

“L’ingegnere Voccia non si è mai occupato di gare d’appalto ma ha avuto nella fase iniziale del piano di reindustrializzazione della ex Copmes una collaborazione che ci ha consentito solo di avviare il progetto”. Così Pasquale Aliberti, replicando alle forze di minoranza che chiedono insistentemente di fare luce sui suoi rapporti con l’ingegnere Aurelio Voccia De Felice, ritenuto dalla minoranza il “colletto bianco” negli appalti Aipa e Geset. Lo stesso professionista che avrebbe pagato una tangente ai clan camorristici di 30 mila euro, per conto della ex società che gestiva i parcheggi, la milanese Aipa. “Da queste baggianate che continuamente scrivono sui giornali ho la percezione che molti della opposizione siano ancora sotto effetto di psicofarmaci post campagna elettorale. Dispiace che il più acerrimo nemico dell’ingegnere Voccia sia diventato a distanza di anni e dopo una lunga collaborazione lavorativa il suo stesso cognato – continua il sindaco, alludendo tra le righe al consigliere del Pd Marco Cucurachi – Se la questione è familiare sarebbe opportuno tenere fuori il Comune dalla discussione”. Aliberti ripete ancora una volta che la sua funzione di sindaco lo tiene distante dagli appalti: “Se hanno sospetti è perché credono che come in passato il sindaco e gli amministratori fossero dediti a questo tipo di attività che non è contemplata, invece, nelle funzioni di un sindaco o di un consigliere. Sono anche personaggetti di memoria corta. Dimenticano infatti che l’appalto AIPA era stato già definito prima che io diventassi sindaco con una modalità mai condivisa perché ero oppositore e provavo a difendere i diritti e le richieste dei concittadini”. Tra l’Acse e l’Aipa il contratto è scaduto nel novembre 2014, e le due società sono oggi finite anche davanti al magistrato per un contenzioso legato al saldo del canone che l’Aipa deve ancora versare alla partecipata scafatese. Dopo una serie di trattative, si arrivò ad una transazione di rateizzazione e revisione del credito vantato dall’Acse. L’atto transattivo revisionava i canoni del 2013 e 2014 in euro 71.323,52 che l’Aipa avrebbe dovuto versare in 4 rate con scadenza mensile a partire dal 20 gennaio 2015. Nessuna scadenza è stata però onorata. Da qui la decisione dello Cda guidato dal presidente Eduardo D’Angolo e dal direttore generale Salvatore De Vivo di dare mandato all’avvocato di fiducia per adire alle vie legali. E parlando di parcheggi, Cronache ieri ha anticipato la notizia dell’apertura di un fascicolo presso la Procura di Nocera Inferiore per una presunta richiesta estorsiva che due uomini avrebbero fatto ai vertici della società, guidata dall’amministratore Luigi Monti. “Non sapevo della richiesta di tangente a Publiparking – così il primo cittadino –  Sarà mio compito avvisare la Tenenza dei Carabinieri del grave fatto raccontato dal giornale”. E sulla stessa posizione anche l’Acse, che si dice all’oscuro di tutto e di aver appreso la notizia solo dalla lettura del quotidiano.

STRUTTURA ABUSIVA E OSPEDALE : “denunce da piccoli e insignificanti politici”

Non lesina aggettivi alquanto dispregiativi Pasquale Aliberti, in replica alle accuse di Scafati in Movimento di una struttura abusiva in via Nappi, a pochi metri dal cantiere del palazzetto dello sport in via Tricino. “Notizie infondate sui soliti giornaletti, informazioni suggerite da piccoli insignificanti politici locali – i complimenti del sindaco – Si parla di un capannone abusivo in costruzione in via M. Nappi ma su verifica del nostro Comando dei Vigili è stato accertato che i proprietari dello stesso avevano regolare licenza edilizia. Continua l’attività delle denunce infondate pur di creare destabilizzazione su questa Amministrazione”. Il primo cittadino poi insiste ancora una volta sulla questione Ospedale, e anche qui saluta il bon ton politico, e mira frontalmente al Partito Democratico: “Il messaggio che arriva dall’attuale Commissario e dal Presidente della Regione Campania è che nulla si farà per il nostro Ospedale, sia per quanto riguarda la riapertura, sia per il suo reinserimento nella rete dell’emergenza. Continuo a leggere attacchi feroci di piccoli insignificanti personaggi politici del Pd locale, gridano <<Vogliamo il Pronto Soccorso e non lo barattiamo per null’altro>>. Ho la percezione che siano ancora sotto l’effetto di psicofarmaci post campagna elettorale e che forse a loro non è chiaro che al governo della Regione c’è un Presidente il cui nome è Vincenzo e il cognome è De Luca”. Secondo Aliberti il partito locale è poca cosa, poco incisivo su scala provinciale e regionale, e non lo manda a dire: “. Il loro atteggiamento è il dramma dei personaggi politici di piccolo calibro che hanno bisogno di gridare solo sui giornali perché mai sarà data loro la possibilità di partecipare ai tavoli istituzionali seri e che sono quasi certo non abbiano nella loro agenda neppure il numero del cellulare del capo della segreteria di Vincenzo De Luca”.




Scafati. Tentata un’estorsione alla Publiparking

Su le Cronache oggi in edicola

di Valeria Cozzolino

SCAFATI/POMPEI. Dopo l’estorsione all’Aipa, arriva la tentata estorsione alla nuova società che gestisce i parcheggi a pagamento in città, la Publiparking. Circa un mese fa ci sarebbe stato un tentativo di estorsione ai danni della ditta Pubbliparking srl, che gestisce il servizio di sosta a pagamento sia a Scafati che a Pompei e in altre città della Campania, ma non solo. Il fascicolo sulla tentata estorsione sarebbe ora al vaglio della  Procura di Nocera Inferiore trasmesso dai carabinieri a cui i proprietari della Publiparking hanno sporto denuncia. Sulle indagini stringe il massimo riserbo, la vicenda coinvolgerebbe anche la Procura di Torre Annunziata, l’altra giurisdizione nel cui territorio opera la Publiparking e nei cui confini sarebbe stato perpetrato il tentativo di estorsione. In pratica, un operaio della ditta che gestisce l’appalto delle strisce blu a Scafati sarebbe stato avvicinato da due persone, in corso di identificazione, che a bordo di una moto lo avrebbero fermato e gli avrebbero chiesto di voler incontrare il proprietario della ditta per cui lavora ad un orario e in un giorno preciso. Il luogo fissato era una zona a ridosso tra Pompei e Scafati.
L’incontro sarebbe avvenuto qualche settimana fa e il proprietario della Publiparking avrebbe ricevuto una richiesta estorsiva, da qui la denuncia in caserma. Episodi questi, che danno conferma che  la criminalità organizzata continua ad essere presente nelle nostre zone. Nell’ambito dell’inchiesta in cui sono stati arrestati i rampolli del clan Ridosso e indagati diversi personaggi, era emersa anche la conferma che anche il passato gestore del servizio parcheggi – la milanese Aipa che all’epoca gestiva  anche il servizio a Pompei – avesse  subito una estorsione di svariate decine di migliaia di euro ad opera del clan Ridosso-Loreto.  A confermare l’atto estorsivo ai danni dell’Aipa era stato anche l’ingegnere Aurelio Voccia, da sempre vicino all’amministrazione Aliberti. L’ingegnere infatti era partecipe ai più grandi progetti portati avanti dall’amministrazione Aliberti. La Pubbliparking era subentrata all’Aipa nel novembre del 2014 e, grazie ad una procedura negoziata, si era aggiudicata il servizio per un anno ad un importo di circa 41 mila euro. Nel novembre 2015 vi era stata una proroga al contratto per altri sei mesi, il tempo necessario alla partecipata comunale Acse di poter effettuare una gara aperta ad interesse europeo. L’espletamento della nuova gara, i cui termini per la presentazione delle offerte sono scaduti lo scorso 9 febbraio, ha subito nei giorni scorsi un rinvio a data da destinarsi. Sono cinque le ditte che hanno preso parte alla gara , tra queste anche la Pubbliparking.  La dirigenza Acse ha motivato il rinvio con la richiesta che un membro della commissione esaminatrice delle offerte sia inviato dalla Prefettura in segno di massima trasparenza. Gli inquirenti, nel frattempo, stanno seguendo ogni pista, anche quella che il tentativo di estorsione sia relativo ad appalti che la ditta avrebbe in corso lontano da Scafati. Si indaga per capire anche se gli estorsori siano oppure no della zona. Sebbene bassa, la cifra dell’appalto scafatese per i parcheggi, sembra comunque appetibile. Invece, su Pompei, il contratto è in via di rescissione.
Non va però trascurato che durante le festività natalizie furono ben tre i parcometri esplosi.
Non si esclude a questo punto si sia trattato di avvertimenti alla ditta. Su questi episodi, così come sulla tentata estorsione, resta il rebus.

Continua l’attenzione della Dda sul clan Ridosso Loreto, sul casa Aipa e non solo

SCAFATI. Continua senza sosta l’indagine dell’Antimafia su appalti e affidamenti in città. Da giorni, continuano le acquisizioni di atti da parte della Dia. La Procura lunedì ha inviato nuovamente due suoi uomini  negli uffici della polizia municipale di via Melchiade a Scafati, per acquisire altra documentazione depositata nei locali della polizia locale. Documenti che non riguarderebbero direttamente il corpo di polizia locale ma alcuni affidamenti relativi al settore. Nello stesso tempo procedono anche gli interrogatori a “persone informate sui fatti” e non solo, per verificare tutte le procedure degli ultimi 2 anni. Tutto sembra collegato all’inchiesta relativa al clan Ridosso-Loreto. Proprio in quell’ambito era emerso il ruolo chiave di Aurelio Voccia. Per il Pd era il regista occulto di ogni affare scafatese, per l’opposizione di destra era la chiave di volta degli appalti Geset e di quello Aipa. Per gli inquirenti, Voccia era il garante della società Aipa. Era il periodo a cavallo tra il 2009 ed il 2010 quando su minaccia di Luigi Ridosso e Alfonso Loreto, Aurelio Voccia consegnò, nel laboratorio di analisi di C.M., in una busta chiusa, una tangente di 30mila euro. Era il prezzo per lavorare “in pace” sul territorio scafatese dopo i disordini dell’ultimo periodo. Nel 2009 infatti l’Aipa aveva vinto l’appalto di sei anni al Comune di Scafati ma, questo, non era bastato ai Ridosso-Loreto per lasciare la società di Milano in tranquillità. Appena gli ausiliari presero servizio, subito arrivò il conto: chiesero al garante della società Aipa di Milano, l’ingegnere Aurelio Voccia De Felice, di pagare. Si incontrarono in segreto nel laboratorio di un amico in comune e il pagamento avvenne. Una scelta, quella di Voccia, che gli è costata cara. In quell’occasione però la denuncia, non arrivò ma arrivarono i soldi a Luigi Ridosso ed Alfonso Loreto. Era il 2009, l’anno in cui Aurelio Voccia incassava un incarico diretto da parte dell’amministrazione retta dal sindaco Pasquale Aliberti al comune di Scafati come responsabile dei rapporti col “partenariato” per 18mila euro circa. Soldi pubblici per lui anche nell’incarico diretto che lo stesso Aliberti gli affidò poco più in là come amministratore della Scafati Sviluppo, società che ha gestito la gara da 18milioni di euro e poi l’appalto per la reindustrializzazione dell’Ex Copmes. Sempre Voccia secondo il Pd e le denunce dell’allora presidente della commissione trasparenza Marco Cucurachi, poteva essere il regista occulto di un altro super appalto pubblico: quello per la gestione delle tasse cittadine. L’appalto da 10milioni di euro con la Geset, tuttora in corso. Voccia, la cui famiglia vanta ex sindaci (tra cui l’ultimo sindaco Dc cittadino) e noti esponenti della società civile, per ora ha solo ammesso di aver pagato ma cosa abbia detto all’Antimafia, non è ancora stato reso noto.                         (c.v.)

 




Scafati. Sosta a pagamento, pronto il bando. Prevista la clausola sociale per gli ausiliari del traffico

Di Adriano Falanga

Sosta a pagamento, in dirittura d’arrivo il nuovo bando per la gestione delle strisce blu a Scafati. Dopo aver avuto l’ok dal consiglio comunale a sei anni di gestione del servizio, l’Acse è pronta ad indire il bando per l’affidamento del servizio. Nel frattempo, ha già prorogato per sei mesi l’attuale convezione alla Publiparking, onde garantire la continuità del servizio ma soprattutto non lasciare senza lavoro gli ausiliari del traffico in forze alla società affidataria del servizio. Una proroga concessa dopo il parere positivo chiesto ed ottenuto dall’avvocato Marcello Fortunato, dietro compenso di 3 mila euro. Una importante novità è prevista tra le clausole del bando che sarà approntato: la clausola sociale a favore degli attuali ausiliari impiegati. “L’appaltatore deve assumere l’impegno ad assorbire ed utilizzare prioritariamente nell’espletamento del servizio, qualora disponibili, i lavoratori che già vi erano adibiti. Gli operatori economici concorrenti devono dichiarare in sede di offerta di accettare le suddette condizioni di esecuzione dell’appalto”. Blindato quindi il futuro dei 17 vigilini, già in forza al precedente gestore Aipa (con la quale l’Acse è in contenzioso) e assunti oggi dalla Publiparking. L’appalto avrà la durata di 5 anni. Il progetto base dell’importo è di €. 4.764.662,03 oltre Iva per la durata di 8 anni, di cui 3 milioni circa inerenti l’importo del contratto principale e 1,7 milioni di euro restanti per i servizi analoghi. Prevista la possibilità per l’Acse di rinegoziare a trattativa privata al termine dell’appalto (5 anni) per altri tre anni la durata dello stesso. Sarà il presidente Eduardo D’Angolo a nominare la commissione di gara.