L’emergenza prosciuga le casse degli Enti La Provincia: «Riduzione delle entrate»

di Andrea Pellegrino

L’emergenza Covid ha messo in ginocchio anche le casse degli enti pubblici alla prese, ora, con la composizione del bilanci. Le Province, gli enti più in difficoltà. L’amministrazione provinciale di Salerno ha approvato il suo bilancio di previsione che ora dovrà essere sottoposto all’esame dell’aula. Questa mattina si riunirà la conferenza dei capigruppo che stabilirà la data del Consiglio provinciale. Intanto l’amministrazione provinciale lancia il grido d’allarme. Tra l’altro l’ente è già sottoposto ad un piano di rientro che, per ora, ha evitato il default, proprio per la precarietà delle casse provinciali. «Si è stimato – si legge nella relazione allegata al bilancio di previsione – che l’emergenza da coronavirus potrebbe avere un forte impatto sul bilancio dell’ente, determinando dal lato delle entrate una loro significativa riduzione, il che ha portato l’ente a decretare la gestione provvisoria». Si stima, in particolare, una sostanziale riduzione delle entrate, ed in particolare di quelle relative alle tasse automobilistiche. Dal Governo dovrebbero arrivare i fondi: «C’è un impegno con Anci e Upi a prevedere in un decreto legge di imminente emanazione un fondo di 3,5 miliardi di euro per Province e Comuni, che copra le mancate entrate tributarie che gli enti locali stanno subendo a causa dell’emergenza Covid-19 e che sarà assegnato». Fondi che sarebbero stati già tenuti in considerazione dell’amministrazione provinciale di Salerno. Infatti, sono state già previste le entrate tributarie dell’anno 2020 in riduzione rispetto al trend storico, «tenendo conto – si legge ancora – del fondo di 3,5 miliardi destinato a recuperare il mancato gettito delle entrate degli enti locali a causa dell’emergenza Covid-1, di cui sarà disposto l’utilizzo per fronteggiare le minori entrate che saranno nel frattempo correttamente quantificabili. L’Ente è in procedura di piano di riequilibrio finanziario pluriennale e ogni leva offerta dal legislatore e dal governo che consenta di continuare il percorso di risanamento deve essere percorsa, con prudenza e responsabilità». Stando ai numeri e con le aliquote già al massimo, considerando anche una quota di evasione da recuperare rispetto agli altri anni, la provincia di Salerno, ha iscritto in bilancio la somma in entrata di 40 milioni di euro per la Rca, 25 milioni per l’Ipt e 9,4 milioni per la Tefa. Quest’ultimo dovrebbe essere l’unico tributo, le cui entrate non sarebbero condizionate dall’emergenza sanitaria ed economica in corso.




Raid e vendette, chiesti 8 anni per i fratelli Celso

di Pina Ferro

Raid punitivi e vendette per affermare il proprio predominio sulle piazza di spaccio. Ieri mattina, il pubblico ministero Elena Guarino ha chiesto la condanna a 6 anni ed una multa di 11mila euro per Felice Celso ed a 2 anni per il fratello Gaetano Celso. I due dopo essere stati rinviati a giudizio hanno chiesto, attraverso il legale Giuseppe Russo, di essere processati con il rito dell’abbreviato che si sta celebrando dinanzi ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno. I due germani, residenti ad Eboli, furono arrestati insieme a tutto il sodalizio criminale di cui facevano parte, era il luglio del 2017. Per gli altri, che hanno scelto riti alternativi, il processo è già stato celebrato. Per farsi spazio sulla piazza ebolitana, il gruppo facente capo a Danilo D’Alterio mette in atto una serie di pestaggi a colpi di mazza da baseball. A farne le spese sono i componenti del gruppo avversario. La vittima di quel pestaggio, fu costretta ad una degenza forzata in ospedale di tre mesi. La vittima del pestaggio unavoltadimesso dall’ospedale, non fa passare molto tempo prima di porre in essere la vendektta. Consegna 4000 ad un soggetto incaricato di sequestrare e picchiare un componente del sodalizio criminale avversario. L’uomo sequestrato viene poi rilasciato nei pressi del ponte sul fiume Sele, dopo che è riuscito a sfuggire all’agguato gettandosi nei rovi che costeggiano il corso d’acqua. Nelle indagini della Mobile, coordinate dai magistrati Elena Guarino e Vincenzo Senatore, finiscono anche i colpi sparati contro l’auto di Felice Celso. Il blitz del luglio del 2017 cheportò all’esecuzione di sette misure cautelari pose la parola fine ai raid ed alle vendette. La sentenza a carico dei due è prevista per il prossimo 1 aprile.




Senza stipendio da 8 mesi, la protesta dei lavoratori

di Erika Noschese

Ancora proteste da parte dei lavoratori, ieri mattina, a Salerno. A scendere in piazza per contestare le istituzioni e chiedere il rispetto dei loro diritti sono, ancora una volta, i dipendenti del consorzio di Bacino Salerno 2 che ormai da otto mesi non ricevono lo stipendio. I lavoratori del Corisa, ieri mattina, si sono recati prima sotto palazzo Sant’Agostino dove non hanno trovato nessuno ad accoglierli e ascoltare le loro istanze e poi a Palazzo di Città. Ad accompagnare gli operatori del Corisa2, impegnati nel settore dei rifiuti, il segretario generale della Csa Fiadel di Salerno, Angelo Rispoli. Sindacato e dipendenti chiedono all’amministrazione comunale di pagare le mensilità arretrate, dopo 8 mesi di silenzio, di rabbia, di disperazione ma soprattutto dopo 8 mesi di preoccupazione per un futuro lavorativo che sembra essere sempre più incerto. Così, gli operatori del Consorzio di Bacino Salerno 2, dopo lunghi mesi hanno deciso di rompere gli indugi chiedendo risposte in vista di un Natale difficile. «Il Comune si sostituisca all’azienda e paghi le mensilità arretrate», dichiara il segretario della Fiadel che lancia un appello al sindaco. Attualmente, sono 42 i lavoratori che hanno deciso di esprimere il proprio dissenso alla Provincia, affiancati dalle sigle sindacali. I manifestanti, di fatto, hanno alzato la voce per sollecitare il pagamento degli arretrati, invocando un confronto che possa placare l’esasperazione degli operai e fargli vivere delle festività più serene. «La situazione è sempre più grave – ha sottolineato Angelo Rispoli, segretario della Fiadel, che da tempo segue la vertenza del Corisa2 – Non abbiamo ancora avuto una risposta sulla ricollocazione di questi 42 dipendenti e non c’è traccia del pagamento degli stipendi, che mancano da otto mesi. Qualcuno non è neppure in grado di pagare il mutuo della sua casa. E’ ora che le istituzioni si assumano le loro responsabilità. La Provincia si era impegnata a convocare i sindaci ma per ora non se n’è fatto nulla. Confidiamo almeno in un faccia a faccia con Bruno Di Nesta, direttore generale dell’Ente d’Ambito». La protesta si è spostata anche sotto il Comune di Salerno, dove i manifestanti hanno incontrato il capo staff del sindaco Enzo Napoli, Vincenzo Luciano. «Dato che il Consorzio vanta un credito dal Comune di Salerno, abbiamo chiesto che si applichi l’articolo 1676del codice civile – ha proseguito Rispoli – Ovvero che l’Ente si sostituisca all’azienda sbloccando le risorse per pagare i lavoratori». Al momento nulla di concreto sembra sia stato fatto ma i lavoratori sono in attesa delle mensilità arretrate e chiedono l’intervento delle istituzioni.




Ponte sul torrente Asa, dopo il danno anche la beffa

di Erika Noschese

La chiusura del ponte sul torrente Asa sta mettendo in ginocchio i commercianti della zona. Lo scorso 22 novembre, infatti, il presidente della Provincia di Salerno Michele Strianese ha disposto la chiusura al traffico veicolare della strada provinciale 175 il ponte sul Torrente Asa, nel Comune di Pontecagnano Faiano, per 1 mese per permettere ai tecnici di svolgere le opportune indagini per la valutazione di sicurezza strutturale, consentendo unicamente il transito ciclopedonale sul ponte in legno, posto parallelamente a valle del ponte in questione, istituendo come percorso alternativo preferenziale, nei due sensi di marcia, la Aversana. Una scelta, quella dei vertici di Palazzo Sant’Agostino che sta avendo non poche ripercussioni, non solo per gli operatori commerciali e turistici ma anche per gli stessi residenti che, in queste settimane, si vedono privati non solo dei mezzi di trasporto pubblico ma anche dello scuolabus per bambini. Ad essere maggiormente colpita è la fascia litorale che parte dal Villaggio del Sole e giunge fino all’Isola Verde, intaccando circa 40 attività commerciali e circa 2mila residenti. «La chiusura del ponte è un problema che nessuno di noi si aspettava – hanno dichiarato alcuni operatori commerciali della zona – A vista, il ponte sembra danneggiato ma la Provincia non ha mai fatto manutenzione ordinaria». I commercianti denunciano, inoltre, un netto calo degli affari, pari al 50% che rischia di far chiudere molte attività commerciali. Intanto, residenti e operatori si sono già rivolti all’avvocato amministrativista Marcello Fortunato per intraprendere un’azione giudiziaria mirata ad un risarcimento danni che l’ente Provincia dovrebbe sborsare a favore degli stessi commercianti. Già lo scorso anno, di fatti, è stato presentato un esposto per denunciare le condizioni del ponte ma, almeno fino al mese scorso, nulla era stato fatto. I commercianti, dal canto loro, propongono l’istituzione del senso unico alternato, il restringimento della carreggiata o il dirottamento, solo per i mezzi pesanti, presso l’Aversana per evitare l’isolamento soprattutto in questo periodo di festività natalizie quando potrebbero aver un maggior guadagno economico. «Ci era stato detto che entro 30 giorni avrebbero effettuato il sopralluogo e gli accertamenti per verificare il reale stato dell’opera ma ad oggi nessuno è venuto», denunciano ancora gli operatori. Il ponte sul torrente Asa, pur ricadendo nel territorio di Pontecagnano Faiano è sotto la competenza della Provincia di Salerno che poco e nulla starebbe facendo per evitare il declino del settore turistico, soprattutto. «I bambini sono stati privati dello scuolabus, le mamme devono recarsi fino all’Aversana per permettere ai loro figli di andare a scuola, nonostante le condizioni meteo e il calo delle temperature, spiegano ancora i residenti che chiedono una soluzione alternativa per porre rimedio ad un problema che rischia conseguenze ingenti. D’altro canto, neppure il Comune di Pontecagnano Faiano sembra intenzionato a far nulla per porre rimedio alla soluzione. Da qui l’appello dei commercianti e dei residenti affinché si trovi una soluzione in tempi brevi.




«Battipaglia terra dei fuochi? Solo un danno d’immagine»

di Erika Noschese

«Paragonare Battipaglia alla terra dei fuochi è un danno d’immagine, per tutto il territorio provinciale di Salerno». A tentare di chiarire la situazione rifiuti a Battipaglia il presidente della Provincia di Salerno, Michele Strianese che, seppur velatamente, non risparmia accuse all’amministrazione guidata dal sindaco Cecilia Francese: «Eviterei questo scontro che non serve a nessuno, siamo qui come Provincia, come Regione, come Ente d’Ambito per i rifiuti, a confermare la nostra disponibilità nei confronti dell’amministrazione comunale di Battipaglia, al sindaco, alla cittadinanza tutta – ha dichiarato il numero uno di Palazzo Sant’Agostino – Sono disponibile a dialogare, se necessario, con i comitati per spiegare bene le situazioni. Noi non dobbiamo fare scaricabarile, da fastidio e dispiace che si metta in mezzo una sorta di countdown, come se la Provincia e la Regione avessero i giorni contati per prendere provvedimenti che sono normativamente e giuridicamente difficili da inquadrare». Il settore Ambiente della Provincia ha effettuato uno studio, a livello provinciale, con un censimento degli impianti presenti sul territorio salernitano. Dagli approfondimenti effettuati è emerso che, per tentare di arrestare il problema rifiuti è necessario un intervento diretto del Comune di Battipaglia: la Provincia, di fatti, potrebbe vincolare aree e insediamenti industriali tramite una procedura di variante urbanistica. Con una variante al Puc, dunque, si possono individuare aree dove si vincolano determinate destinazioni d’uso che dovranno poi essere approvate dalla Provincia, concedendo il parere di conformità alla variante urbanistica, con riferimento al piano territoriale di coordinamento provinciale. «C’è una concentrazione di impianti sul territorio di Battipaglia, c’è una situazione allarmante da monitorare e controllare, il problema c’è e siamo qui per dare una mano ma non si può dire che siamo inadempienti – ha poi aggiunto Strianese – il Comune facesse una variante, vincolasse destinazioni d’uso e la Provincia è disponibile ad accelerare le procedure per la variante al piano territoriale di coordinamento provinciale. Io credo che parlare di terra dei fuochi sia un allarme spropositato che non fa altro che danneggiare Battipaglia, i comuni limitrofi e l’intera provincia di Salerno». Nel mese di aprile 2019, il consiglio comunale di Battipaglia ha proposto di adottare un criterio per limitare l’insediamento sia di nuovi impianti che l’ampliamento di quelli esistenti, chiedendo alla Provincia l’adozione di un criterio localizzativo su scala comunale per l’insediamento degli impianti di trattamento degli impianti di trattamento sia pubblici che privati, sia urbani che speciali, pericolosi e non nell’agglomerato Asi e nella zona Omogenea D2 (Spineta) di Battipaglia. Il settore Ambiente di Palazzo Sant’Agostino, dal canto suo, è stato incaricato di effettuare il censimento di tutti gli impianti di recupero rifiuti, individuando i criteri – che di fatto non sono presenti – per l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero rifiuti. Non è possibile procedere con l’adozione dei criteri in quanto lo Stato non ha adottato alcun atto generale in questo senso, ragion per cui la Provincia non può limitare, a priori, l’insediamento nelle aree industriali di Battipaglia di impianti di rifiuti pubblici o privati. Il censimento è stato effettuato con la geolocalizzazione sul territorio provinciale di 210 impianti di rifiuti distribuiti sul territorio salernitano con l’utilizzo di software Gis-Arcgis, distinguendoli in base alla tipologia di rifiuti oggetto di recupero. Il territorio di Battipaglia, nello specifico, conta 24 impianti di recupero rifiuti, pubblici (attualmente solo lo Stir) e privati ma, ad oggi, sussiste un divario tra i quantitativi di rifiuti autorizzati e quelli realmente gestiti: in pratica, infatti, gli impianti trattano un quantitativo del 6% rispetto a quello autorizzato con intervalli che vanno dal 27 al 0.6% del proprio potenziale. «Come ente d’ambito diamo il nostro contributo a tutti i comuni che ne fanno parte affinché anche situazioni pregresse che purtroppo nel caso specifico su Battipaglia parliamo di situazioni stratificate negli anni che hanno consentito di impiantare strutture pubbliche e private che trattano i rifiuti», ha dichiarato il presidente dell’Eda (Ente d’Ambito di Salerno), Giovanni Coscia. Per Strianese, inoltre, è necessario incrementare i controlli e lavorare sulla presenza di eventuali autorizzazioni da revocare. Ex Stir. Il sindaco di Battipaglia Cecilia Francese, nella mattinata di ieri, ha annunciato che, nel corso di alcuni controlli sono state rilevate irregolarità nella quantità di rifiuti stoccati: “La task force composta dalla Polizia Locale, dai Vigili del Fuoco, dai funzionari Arpac, grazie all’alta attenzione posta in essere dal settore Ambiente del Comune, ha effettuato nelle ultime settimane tanti interventi. I Vigili del Fuoco hanno effettuato, nel periodo in cui il termovalorizzatore di Acerra era in manutenzione, un controllo al Tmb di Battipaglia rilevando alcune irregolarità nella quantità dei rifiuti stoccati. E’ stato concesso dai Vigili del Fuoco un periodo di 45 giorni per ottemperare alle prescrizione ed è già pervenuta nota di asseveramento secondo i termini di legge”. Nella giornata di ieri sono stati avviati tutti i controlli necessari




Dipendenti del Lotto 6 protestano «Senza stipendio da quasi 6 mesi»

di Erika Noschese

«Non percepiamo lo stipendio dal mese di giugno». A lanciare il grido d’allarme i lavoratori del Lotto 6, appartenenti al consorzio Manital che ieri mattina hanno protestato dapprima sotto Palazzo Sant’Agostino e poi sotto la prefettura per denunciare le «gravi inadempienze» del Manital, a cui fanno capo le consorziate che gestiscono il servizio di pulizia all’interno delle scuole salernitane. Si tratta, di fatti, degli addetti alle pulizie Scuole (Ex Lsu e Appalti Storici), appartenenti alle cooperative a cui è stato esternalizzato il servizio. Su delega del presidente della Provincia Michele Strianese, la sindacalista della Cgil di Salerno Mariarosaria Nappa ha incontrato il consigliere provinciale Sagarese, il consigliere comunale Gianpaolo Lambiase e il presidente del consiglio comunale Alessandro Ferrara. «Abbiamo espresso tutte le problematiche che riguardano questa questione e abbiamo ricevuto l’impegno, da parte dell’assessore Sagarese, a portare questa questione nella riunione dei capigruppo – ha dichiarato la Nappa – Questo documento in cui si sostiene la nostra vertenza e si è sensibili alla situazione in atto verrà inviato anche alla prefettura di Salerno e al Miur». Dopo l’incontro a Palazzo Sant’Agostino, i circa 400 lavoratori salernitani, senza stipendio da quasi sei mesi, hanno incontrato il vice prefetto Amendola che, dal canto suo, si è preso l’impegno a sostenere la vertenza dei lavoratori del Lotto 6, chiedendo – tra le altre cose – al prefetto di istituire un tavolo condiviso con Provincia, Regione, Comune, Miur provinciale e regionale, chiedendo anche la partecipazione dei parlamentari salernitani a cui gli addetti alle pulizie hanno lanciato un appello «affinché si rendano conto della situazione esplosiva», ha spiegato la sindacalista. Di fatti, il consorzio Manital versa in uno stato di crisi industriale e, in tutta Italia, sono previsti quattro giorni di mobilitazione a supporto della vertenza che coinvolge i 16mila lavoratrici e lavoratori degli Appalti Scuole (Ex Lsu e Appalti Storici), addetti ai servizi di pulizia, ausiliariato e decoro nelle scuole statali italiane. Per questo servizio, infatti, è prevista l’internalizzazione, dal 1° gennaio 2020, ma il ritardo dell’uscita del Decreto attuativo rischia di trasformarsi in una vera emergenza sociale in mancanza di garanzie occupazionali per tutta la platea di lavoratori coinvolti, prevalentemente donne. Inoltre la bozza di Decreto Interministeriale ad oggi prevede 11.236 assunzioni dirette, paventando dunque una perdita occupazionale per 5mila lavoratori. Oltre alla liquidazione degli stipendi sospesi, il sindacato della Cgil Salerno chiede che nessuno delle lavoratrici e lavoratori resti escluso dalle assunzioni. La Provincia di Salerno, che di fatto non ha competenze sulla questione, ieri ha comunque voluto incontrare una delegazione di sindacalisti in rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori per portare loro solidarietà e vicinanza in questo percorso di crisi lavorativa, e per cercare di individuare soluzioni idonee a dare continuità al servizio di pulizia nelle scuole e ad assicurare la tutela dell’occupazione e del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori, perché nessuno rimanga escluso. Il consigliere provinciale delegato all’Edilizia Edilizia, Antonio Sagarese, ha ascoltato le istanze dei lavoratori. Dall’incontro è uscita la proposta condivisa di sollecitare un tavolo congiunto composto da Provincia di Salerno, Comune di Salerno, Prefettura, Regione Campania che segua la tematica in stretta sinergia con i parlamentari del territorio, al fine di poter dare risposte anche ai 5000 lavoratrici e lavoratori che rischiano di rimanere senza reddito e occupazione.




Allo Stir di Battipaglia altre 2000 tonnellate di rifiuti

di Andrea Pellegrino

A Battipaglia arrivano altri rifiuti. Così come annunciato nei giorni scorsi, nuova frazione umida arriverà, durante lo stop del termovalorizzatore di Acerra, nel sito battipagliese. Il presidente della Provincia di Salerno, Michele Strianese ha già firmato l’ordinanza. I rifiuti resteranno provvisoriamente a Battipaglia per poi essere trasferiti in Austria. Stando ai numeri, si tratta di un quantitativo massimo pari a 2.000 tonnellate e per un periodo temporale non superiore a 180 giorni. «La Provincia di Salerno – dichiara il presidente Strianese – in stretta sinergia con la Regione Campania, l’Ente d’Ambito per i Rifiuti e la società provinciale EcoAmbiente Salerno, sta gestendo l’emergenza creata dalla chiusura temporanea dell’impianto di Termovalorizzazione dei rifiuti di Acerra, necessaria per la manutenzione delle tre linee di lavorazione, prevista per un periodo di almeno 6 settimane e iniziata nei giorni scorsi. Per quanto riguarda il nostro territorio, abbiamo quindi affrontato la prioritaria necessità di costante evacuazione dei residui prodotti dallo stabilimento Tmb di Battipaglia, che deve poter accogliere quotidianamente i rifiuti provenienti da tutti i 158 comuni della provincia. La saturazione degli spazi potrebbe portare a un fermo impianto che non possiamo permetterci, nell’interesse di tutto il territorio. Ci siamo da subito fatti carico di evitare accumuli di rifiuti nelle nostre città, davanti alle nostre case, agli ospedali, con problemi igienico sanitari, tra l’altro in piena estate e in alta stagione turistica. Abbiamo messo in campo azioni concrete, in assoluto rispetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela ambientale, sanitaria e di pubblica sicurezza. EcoAmbiente ha espletato una gara per il trasporto e il recupero di 14.000 tonnellate di Gta destinate a impianti con sede in Austria. Nell’attesa però dei tempi tecnici relativi all’iter di notifica transfrontaliero, abbiamo individuato una soluzione che ci permette di scongiurare il fermo impianto e, conseguentemente, lo stato d’emergenza nella gestione del ciclo rifiuti urbani in Provincia di Salerno». «È stato individuato – prosegue Strianese – un capannone denominato “post raffinazione” all’interno dello stesso Tmb di Battipaglia che presenta volumetrie disponibili e che risulta idoneo allo stoccaggio della Futa, nelle more delle evacuazioni transfrontaliere ad opera della ditta affidataria». Incalza Giovanni Romano, già assessore regionale all’ambiente: «Battipaglia sempre più pattumiera della provincia di Salerno. Questo è l’unico concreto risultato della disastrosa gestione del ciclo dei rifiuti della Regione Campania. Una domanda: con tutti questi rifiuti stoccati, lo Stir di Battipaglia è ancora in linea con le norme antincendio e con i limiti autorizzativi dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) considerato che nell’impianto sono già stoccate oltre 15.000 tonnellate di rifiuti trattati e stabilizzati non smaltiti da oltre un anno?».




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Corse pagate ma non effettuate la denuncia di Dante Santoro

di Erika Noschese

L’azienda che gestisce il trasporto pubblico su gomma in provincia di Salerno, Busitalia Campania, percepirebbe somme di denaro per corse che, invece, non effettuerebbe da diverso tempo. Lo ha denunciato il consigliere provinciale Dante Santoro, ieri, nel corso del consiglio provinciale quando ha chiesto al presidente Michele Strianese di schierarsi a favore dei dipendenti Busitalia e di tutti gli utenti che quotidianamente usufruiscono del trasporto pubblico per spostarsi in citttà. Stando a quanto riferisce il consigliere provinciale, di fatti, ormai da tempo queste corse non si vedrebbero in servizio. Si tratta della linea 25 (via Vinciprova-OspedaleMonticelli), linea 42 (via Ligea, via Vinciprova, zona Industriale), linea 3 (Teatro Verdi-via Laspro-via Seripando). A queste si aggiungerebbero anche le linee 18,15 e 16 che, proprio in questo periodo stanno creando non pochi disagi agli utenti. «In città abbiamo un trasporto da terzo mondo – ha poi aggiunto il consigliere d’opposizione – Esprimo la mia solidarietà ai dipendenti che hanno un parco mezzi assolutamente vecchio». Santoro ha poi contestato a Busitalia anche la mancata assunzione degli oltre 30 autisti, come aveva anticipato l’azienda poco dopo aver preso il posto del Cstp. Un’assunzione che, ad oggi, sembra finita nel dimenticatoio. E mentre i cittadini continuano a lamentare la gestione del trasporto pubblico nella città capoluogo e l’assenza di mezzi di trasporto soprattutto nelle ore di punta e nel primo pomeriggio i vertici di Busitalia sembrano essere già in vacanza. Come se i disagi degli utenti non rientrassero nei loro piani di gestione, nonostante le varie e numerose sollecitazioni da parte dei cittadini salernitani.




Approvato il bilancio d’esercizio, La crisi diventa un ricordo

di Erika Noschese

Sembra finalmente essere uscita dalla crisi in cui riversava la società EcoAmbiente Salerno Spa che ha approvato il bilancio di esercizio relativo all’anno 2018 con un risultato positivo pari a 952.835 euro. All’incontro erano presenti il presidente Provincia di Salerno, Michele Strianese, il consigliere provinciale alle Società Partecipate, Luca Cerretani, e il liquidatore unico di EcoAmbiente Salerno Spa, Vincenzo Petrosino. Con loro anche i rappresentati dell’Eda, Ente d’Ambito Salerno per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti: il presidente, Giovanni Coscia, e il direttore Generale, Bruno Di Nesta. E proprio Strianese e il direttore Eda hanno incontrato i lavoratori del Consorzio di Bacino Salerno 2, ormai da tempo in stato di agitazione a causa delle problematiche relative alle mensilità: dal mese di marzo, infatti, i lavoratori non percepiscono lo stipendio e sono senza percepire la busta paga. «Nei giorni scorsi EcoAmbiente ha approvato il Bilancio e la Relazione sulla Gestione dell’esercizio sociale chiuso il 31 dicembre 2018, che evidenzia un risultato positivo di Euro 952.835, con una netta inversione rispetto all’esercizio precedente. La società raggiunge questo dato grazie ai consistenti risparmi conseguiti a seguito delle transazioni portate a termine con i fornitori, unitamente a una gestione virtuosa rispetto al passato – ha dichiarato il presidente Strianese – Non dimentichiamo tra l’altro che, per andare incontro alle difficoltà dei Comuni del nostro territorio, sono state mantenute, per l’esercizio 2018, le tariffe ancorate ai costi 2014, quindi non in grado di coprire i costi di gestione. Il pareggio operativo potrà essere raggiunto solo con l’approvazione della nuova tariffa. Eppure malgrado ciò, la società EcoAmbiente Salerno in liquidazione, con un grande attività di squadra, per cui ringrazio tutti i lavoratori, ha lavorato alla ristrutturazione del debito, focalizzandosi sulla propria mission, cioè soddisfare il bisogno della comunità provinciale di allocare i rifiuti indifferenziati con il minor impatto ambientale possibile e nel modo economicamente più efficiente». In merito alle difficoltà che vivono ancora i lavoratori del Corisa2, il presidente di Palazzo Sant’Agostino ha ascoltato le loro istanze, «pur non essendo una questione di specifica competenza dell’Ente Provincia, ma consideriamo fondamentale rinforzare la filiera istituzionale dando anche il nostro contributo per la definizione di un piano di ricollocamento.

La Corisa2 si impegna a versare gli arrestrati a tutti i dipendenti

“Il Corisa2 si impegna a versare gli arretrati ai lavoratori del settore rifiuti, dopo il pagamento della fattura di Ecoambiente”. Lo ha annunciato il segretario della Csa Fiadel Angelo Rispoli in merito alla difficile situazione in cui versano i lavoratori del Consorzio. Lo sblocco imminente dei fondi, secondo Rispoli, è tra le notizie più importanti emerse nel confronto tra maestranze e vertici istituzionali alla Provincia di Salerno. “Qui è andata in scena una nuova manifestazione dei dipendenti da mesi non retribuiti, prima della conferenza con i vertici di Palazzo Sant’Agostino e dell’Eda per illustrare il bilancio positivo di Ecoambiente”, ha poi aggiunto Rispoli. Al termine dell’incontro, i lavoratori, grazie all’opera di mediazione della Digos, hanno avuto un faccia a faccia con il presidente della Provincia, Michele Strianese, e il direttore generale dell’Eda, Bruno Di Nesta. Entrambi hanno annunciato l’ultimazione del piano per la ricollocazione dei dipendenti in difficoltà. L’attesa è ora per la convocazione della Regione Campania. Sul fronte delle spettanze, Strianese e Di Nesta hanno interloquito con il commissario liquidatore del Consorzio, Giuseppe Corona, il quale si è impegnato a erogare gli arretrati e le buste paga. Questo a seguito del pagamento dell’ultima fattura di Ecoambiente al Corisa2, ovvero la somma di 200mila euro che sarà interamente utilizzata per versare gli stipendi. Mercoledì prossimo, le parti avranno un nuovo confronto in Provincia alle 10. «Diamo atto di questo impegno reale messo in campo dal presidente Strianese e dal direttore Di Nesta, gli unici elementi istituzionali presenti – sottolinea Angelo Rispoli, segretario Fiadel – Latita ancora la Regione Campania. Confidiamo in una convocazione a breve da parte del vicegovernatore e assessore all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola, al quale rivolgiamo un appello per rendere concreti gli sforzi».