Virus intestinale e accessi impropri fanno scoppiare il “Ruggi”

di Pina Ferro

Il virus intestinale che in questi giorni sta colpendo grandi e piccini sta mettendo a dura prova il personale medico e non solo dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. Il pronto soccorso scoppia di accessi e i pazienti che necessitano di ricovero spesso sono costretti a trascorrere anche qualche giorno nel reparto di emergenza prima che possa essere effettuato il ricovero nel reparto di pertinenza. La situazione non è delle migliori neppure negli altri nosocomi della provincia che ugualmente sono costretti a fare i conti con la mancanza di posti letto. In queste ultime settimane, presso l’azienda ospedaliera di via San Leonardo sono stati registrati numerosissimi accessi di persone e bambini che presentavano la stessa sintgomatologia vomito violento e dissenteria. Sintomi che in taluni casi hanno messo a serio rischio in particolar modo quei pazienti che già avevano un quadro clinico compromesso da altre patologie. L’enterocolite virale ha anche costretto alcuni pediatri e medici ad isolare alcuni alcuni pazienti al fine di evitare che altri pazienti potessero essere “attaccati”. Ovviamente la cosa ha messo in allarme in particolar modo le mamme dei piccoli pazienti che nella giornata di ieri hanno fatto diffondere la psicosi salmonella. Allarme immediatamete rientrato. Infatti la direzione dell’azienda ospedaliera ha disposto anche delle verifiche che occiamente hanno dato esito negativo ma sono servite a tranquillizzare pazienti e familiari. Va anche sottolineato che accanto alla reale mancanza di posti letto, vi è anche un ricorso improprio al reparto di emergenza. Troppe volte si intasa il pronto soccorso per patologie che potrebbero esser tranquillamente trattate dal medico di base.




Pronto Soccorso Veterinario – Intervento 24 Battipaglia

La clinica veterinaria che non chiude mai!

A Battipaglia, a pochi metri dall’uscita autostradale troviamo una bella realtà: 

un’affermata clinica veterinaria che si occupa della cura degli animali H24.

Presente sul territorio da anni, i due Dottori in Veterinaria che l’hanno fondata, Rossella Marino ed Antonio Ricco, hanno avuto modo di farla crescere e di poter offrire ai loro pazienti un numero maggiore di cure e servizi.

La struttura clinica ha diversi punti di forza:

un laboratorio di analisi interno,

strumentazione all’avanguardia come Tac ed ecografie,

sale chirurgiche, 

e medici specializzati anche nella cura di animali esotici.

Ma l’aspetto che davvero rappresenta un valore aggiunto per i proprietari di animali di Salerno e Provincia è il Pronto Soccorso Veterinario, attivo tutti i giorni H24, sempre pronti per affrontare emergenze mediche dei nostri amici animali!

Un Pronto Intervento Veterinario che fa la differenza, che rappresenta un faro di speranza per i padroni di cani, gatti e animali esotici, sia durante i momenti di bisogno sia per le visite di routine.

Bravi!

 




Pronto soccorso Veterinario: Billy salvato dalla Clinica Intervento 24

Hanno investito Billy, il cane che ha salvato la vita al suo padrone!

Forse vi ricorderete della storia del fedele cagnolino che ha salvato la vita al suo padrone durante un arresto cardiaco.
Si tratta di Billy, un maltese paffutello che, accortosi del malore del padrone, Vincenzo, ha iniziato ad abbaiare, a grattare la porta di casa allarmando i vicini.
Grazie alla prontezza d’intervento del nostro piccolo eroe a quattro zampe il padrone si è salvato e ha potuto rimettersi!
Sono passati ormai due anni dalla vicenda, Billy passa le sue giornate tra passeggiate con la sua famiglia e qualche riposino sul divano.
Purtroppo però, durante una delle sue camminate con il padrone, un ciclista distratto, percorrendo a grande velocità nel senso opposto di marcia non si accorge del piccolo cagnetto, investendolo.
Billy era tramortito, pur trattandosi di una bicicletta, la struttura di un Maltese non riesce a sopportare un urto del genere.
Fortunatamente il fatto è successo a pochi minuti di macchina da Battipaglia, dove ha sede uno studio veterinario attrezzato anche per il Pronto Soccorso.


Qui i Dottori Veterinari sono intervenuti per salvare la vita di Billy, fermando l’emorragia e steccando la zampa rotta.
Vincenzo, il padrone del coraggioso cagnolino, e tutta la sua famiglia non avrebbero potuto sopportare l’idea di perderlo, soprattutto per la riconoscenza nei confronti della bestiola.
Billy adesso stà di nuovo bene, un po’ acciaccato, ma sta guarendo!
Pronto Intervento di Battipaglia, la clinica veterinaria “Intervento24” gli ha salvato la vita,
a loro va tutta la gratitudine della famiglia del piccolo Maltese e degli amanti degli animali!

Clinica Intervento 24 – 0828043778 – intervento24@tiscali.it




Aperta un’indagine sul decesso di antonietta Corinto

E’ stata aperta un’indagine sul decesso della neo mamma Antonietta Corinto. La donna si è suicidata lanciandosi dalla finestra del sesto piano del reparto di neonatologia dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Il fascicolo aperto dal magistrato Roberto Penna è teso ad accertare se vi sia stata una omessa vigilanze da parte del personale. Nessun indagato figura al momento. Si tratta solo di un’indagine su notizia di reato. Solo nelle prossime ore sarà possibile avere ulteriori sviluppi in merito. Antonietta Coriento, residente a Sapri, dopo aver allattato il suo piccolo ha lasciato il nido, si è diretta verso la finestra e si è lasciata cadere nel vuoto. La tragedia si è consumata lo stesso giorno in cui sarebbe dovuta essere dimessa. Pare che la donna soffrisse di una forte crisi depressiva.




Emergenza senza fine al Ruggi, il pronto soccorso è al collasso

Brigida Vicinanza

Pronto soccorso al collasso al San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Dopo il weekend, un lunedì ancora più caotico all’interno dell’ospedale di via San Leonardo. Mancano infatti i posti letto utili al ricovero e con i primi accenni di caldo infatti l’accettazione è presa d’assalto, ma più di 50 pazienti non è possibile trasferirli tutti all’interno dei reparti specifici proprio per la mancanza di posti e dunque il pronto soccorso diventa un insieme di tanti reparti. Ma ci sarebbero – secondo i componenti del Tribunale del diritto del malato – due problemi. Uno sicuramente è da inserire nel fatto che tutto arriva al San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona perchè negli altri presidi non possono fronteggiare alle esigenze, sia per carenze strutturali che per carenze di macchinari funzionanti e con una manutenzione ordinaria, ma secondo problema ma non meno importante è la mancanza di posti letto che rende il lavoro più difficile, soprattutto ora che con l’arrivo della stagione estiva verrà a crearsi anche un problema di Personale medico e infermieristico che mancherà per le dovute ferie. «Il pronto soccorso è diventato in questi giorni un insieme di reparti, dove più di 50 persone sono costrette a rimanervi per 2 o 3 giorni senza purtroppo ottenere le dovute cure del case – sottolineano dal Tribunale del diritto del malato – la situazione sta peggiorando sempre più, pazienti che stazionano al pronto soccorso senza sapere quale sarà il proprio destino, così aumenta e si esaspera ancora di più l’aggressività anche tra i parenti. Da tempo stiamo proponendo di costituire un’unità di crisi tra Asl e Ruggi, adesso la centrale operativa è stata spostata all’Asl. Con l’estate peggiorerà sempre di più il tutto – continuano – abbiamo chiesto più volte un incontro al dg urgente per esporre le problematiche ma non abbiamo ricevuto ancora risposte e nemmeno la richiesta dell’incontro è andata a buon fine o almeno è rimasta inascoltata. Ma con questa situazione all’interno del pronto soccorso c’è anche un alto rischio clinico che probabilmente si sta sottovalutando». Dunque, al Ruggi, a quanto pare sono scappate le redini dell’organizzazione ma soprattutto non si riesce a trovare la quadra dopo gli ultimi episodi che hanno visto protagonista proprio l’azienda di via San Leonardo, tra cui la “falla” nella macchina di sorveglianza nel reparto di neonatologia, ma anche il caso del bimbo appena nato ustionato dalla puericultrice che si era distratta durante il primo bagnetto del neonato. Se il secondo caso ha visto la sospensione della direttrice del reparto, la dottoressa Grazia Corbo, il primo caso ancora attende di essere messo sul tavolo per capire almeno come risolvere il problema, nonostante anche le ripetute richieste da parte dei sindacati.




«Mia suocera ha rischiato di morire a causa del ritardo dei soccorritori»

Erika Noschese

Il Pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona nuovamente sotto accusa, così come il 118 locale. A gettare nuovamente benzina sul fuoco è quanto accaduto la sera di mercoledì quando un’anziana donna ha improvvisamente perso conoscenza mentre era a casa. Momenti di paura, per i familiari della donna che, attraverso le colonne di Le Cronache, intendono denunciare la mala gestione del 118 locale. A raccontarlo è Bruno S., genero della donna.

Bruno, ci racconti cosa è successo mercoledì sera.

«Mercoledì sera dopo cena, mia suocera ha avvertito un malore, perdendo improvvisamente conoscenza. Così, abbiamo chiamato il 118 per richiedere l’intervento dei soccorritori. Sono trascorsi diversi minuti e l’ambulanza non arrivava così abbiamo ricontattato la centrale per chiedere di intervenire con urgenza ma, neanche il tempo di chiedere spiegazioni sul ritardo che l’operatore ha riattaccato la telefonata, senza dirci assolutamente nulla». Temeva per la vita della donna? «Si ed il ritardo dei soccorritori ci ha allarmato ulteriormente».

Dopo la seconda chiamata al 118 cosa è successo?

«E’ successso che l’autista dell’ambulanza ci ha contattati per avvisarci che il loro navigatore non segnalava la strada e non sapevano come arrivare a casa. Partivano da via Vernieri ma, per noi, non c’era altro tempo da perdere». E a quel punto? «A quel punto ho caricato mia suocera in auto e sono arrivato al pronto soccorso. Lo ripeto, non c’era tempo da perdere. Non sapevamo cosa avesse mia suocera ed i familiari erano in preda alla disperazione». Dunque, un ritardo nell’arrivo dei soccorsi ha rischiato di mettere in serio pericolo la vita della donna ma, giunti al pronto soccorso del nosocomio locale, la situazione non sembra essere delle migliori. Bruno, infatti, racconta che all’accettazione non era presente nessuno ma, ancor più grave, ha dovuto alzare la voce per farsi portare una barella. «Ho più volte chiesto l’intervento di un infermiere e di avere una barella ma nessuno sembra ascoltarmi così ho alzato la voce, chiedendo con più insistenza di essere ascoltato. Bisognava intervenire subito perchè non sapevamo affatto in che condizioni di salute versava mia suocera. A mio avviso, grave è l’aver sdraiato mia suocera terra, in attesa del lettino, nello spazio antistante l’ingresso del pronto soccorso, dove arrivano le ambulanze per intenderci. L’hanno messa a terra, voglio sottolinearlo, perchè non credo che dovrebbe funzionare così. Non in ospedale». Con calma, troppa forse, l’infermiera porta fuori la lettiga. Una situazione complessiva che ha surriscaldato gli animi dei presenti tanto da far scattare l’ennesimo diverbio tra i familiari della donna e la guardia giurata che chiedeva loro di calmarsi.

E poi cosa è accaduto?

«Sono andato dall’infermiera e ho preso la barella. Sono stato io a sistemare mia suocera lì sopra. I medici, con arroganza e presunzione, ci hanno intimato di allontanarci per far prendere aria. Non erano i toni giusti, eravamo tutti preoccupati ed il dottore non era d’aiuto». Una denuncia, questa, che mostra ancora una volta il volto di un ospedale ormai decadente, privo di controllo e incapace di intervenire in tempi brevi. E se quella donna, nel frattempo, fosse morta a chi addossare le colpe? Al 118 o al Pronto soccorso? Risposte a cui, per il momento, preferiamo non rispondere.




Ambulanza in ritardo, tensioni all’ospedale Ruggi

di Erika Noschese

Attimi di tensione, poco fa, all’ospedale Ruggi d’Aragona. A scaldare gli animi, il ritardo nell’arrivo dei soccorsi. Poco prima delle 22, una donna ha accusato un malore, perdendo conoscenza. Da lì la prima chiamata al 118. Passano diversi minuti e dei soccorsi nemmeno l’ombra. Scatta la seconda chiamata e ancora nulla fino a quando l’autista non richiama, avvertendo di non conoscere la strada. Non c’è altro tempo da perdere: la donna viene caricata in auto e trasportata al pronto soccorso del nosocomio locale. La situazione non sembra essere delle migliori: nessuno presente in accettazione, chiedono di poter avere una barella ma il tempo trascorre ancora. Come facilmente prevedibile, i familiari iniziano a gridare. Le guardie giurate provano a placare gli animi ma con scarso risultato, il clima si surriscalda ulteriormente a causa della lentezza dei medici nel portar fuori la barella nonostante le gravi condizioni di salute in cui versa la donna. Solo dopo diversi minuti la situazione torna alla normalità. Ancora una volta, il Ruggi mostra il volto di un ospedale ormai decadente, privo di controllo e incapace di intervenire in tempi brevi. E se quella donna, nel frattempo, fosse morta a chi addossare le colpe? Al 118 o al Pronto soccorso? Risposte a cui, per il momento, preferiamo non rispondere.




Ingressi ed uscite “free” al Ruggi: le porte di neonatologia sono rotte

Brigida Vicinanza

Problemi di sicurezza e sorveglianza che fanno acqua al Ruggi. Non solo medici e infermieri hanno paura di effettuare i turni notturni, ma addirittura non è il Personale di sorveglianza che mancherebbe ma le porte di ingresso rotte, che non possono chiudersi e di conseguenza che rappresentano un pericolo. Tutti possono entrare ed uscire indisturbati senza controllo. E’ di poco tempo fa infatti l’episodio che aveva visto il furto di un pezzo operatorio, precisamente, lo stigma di una donna deceduta della costiera , pezzo che rappresentava infatti il “corpo” del reato. Ma non solo qualche anno fa la rapina alla banca interna all’ospedale di circa un milione di euro. Medici e infermieri adesso hanno paura anche a parlare, ma è chiaro che si è aperta una battaglia interna al nosocomio salernitano che molti provano a nascondere, ma che si percepisce tra corridoi e reparti, da tempo messi troppo in disparte, ma che vivono le problematiche quotidiane di un ospedale che proprio non funziona. E venerdì sera, quando Marta Wozniel, la mamma del neonato rapito ha agito indisturbata c’erano di turno un medico, due infermiere e un ausiliario, ma nessuno all’ingresso e all’uscita che poteva vedere che quella donna aveva preso con sè il bambino. E proprio su questo il dottor Polichetti si era battuto, ma le altre sigle sindacali pare lo abbiano addirittura lasciato in solitudine in una battaglia, a sfondo sociale che non è affatto nuova, ma anzi che si protrae nel tempo peggiorando sempre di più la situazione. Nonostante l’ospedale dunque si riempia di avanguardie e tecnologie, ciò che rimane sono i disagi e i problemi a cui spesso non si presta la dovuta attenzione. Bisognerà però attendere circa 10 giorni affinchè la Commissione di inchiesta creata ad hoc da Giuseppe Longo e guidata dal dottor Gerbasio dia i suoi frutti e possa capire cosa non è andato proprio quella sera nel complicato meccanismo di sorveglianza. Ma la risposta non può che essere semplice. Le porte sono praticamente inesistenti e rotte. Tant’è




Pronto soccorso chiuso di notte Mancava il personale per le pulizie

Maria Abate

Per ragioni igieniche, la notte tra il 24 e il 25 aprile è stata sospesa l’attività della sala medica del pronto soccorso del Costa d’Amalfi. Problemi intestinali e di incontinenza a un turista straniero, giunto nella notte a Castiglione, hanno infatti comportato criticità igieniche in sala medica. A causa della mancanza del personale deputato alle pulizie, i cui turni sono stati ridotti a sei ore giornaliere, non è stata attuata la sanificazione degli ambienti, che sono stati conseguentemente chiusi. È da circa due mesi che al presidio sanitario “Costa d’Amalfi” il servizio di pulizie degli ambienti, in passato garantito per le 24 ore, viene effettuato soltanto dalle 8 alle 11 e dalle 14 alle 17. Una situazione paradossale, oramai insostenibile, che si presenta in concomitanza con l’inizio della stagione turistica in cui si registrano maggiori accessi al piccolo nosocomio “salvavita”. Una situazione che qualche giorno fa, precisamente durante la visita del Governatore della Campania Vincenzo De Luca, per l’apertura della Stroke Unit al San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, il sindaco di Minori Andrea Reale, responsabile della sanità in costiera amalfitana aveva già esposto. E in quella sede, proprio Andrea Reale, aveva ricevuto rassicurazioni da parte sia del Presidente della Regione De Luca che dal direttore generale dell’azienda ospedaliera Giuseppe Longo, proprio sul futuro del presidio Costa d’Amalfi di Castiglione di Ravello. Sarebbero dovuti arrivare posti letto in più e soprattutto è stata promessa l’apertura del reparto di cardiologia 24 ore su 24. Parole a cui non sono seguiti i fatti, soprattutto in vista della stagione estiva, e dell’emergenza che all’arrivo dei turisti è sicuramente da codice “rosso” in costiera amalfitana. Ma a quanto pare bisogna partire proprio dalle basi, come quelle della pulizia e del Personale medico, infermieristico e soprattutto per quanto riguarda gli operatori socio sanitari completamente assenti, ad oggi.

Dopo la denuncia ai Nas, Cretella prepara una manifestazione di Brigida Vicinanza

Una denuncia precisa ai Nas, inoltrata già lo scorso venerdì da Andrea Cretella, presidente del Tribunale del Malato Costa d’Amalfi, con tanto di foto che dimostravano le carenze igieniche all’interno del presidio ospedaliero a Castiglione di Ravello. E proprio i carabinieri dei Nas sono attesi “a braccia aperte” all’interno del Costa d’Amalfi. Se questo non avverrà entro fine di questa settimana, è pronta la protesta che vedrà protagonista proprio Cretella in un corteo che si dirigerà verso la direzione generale del Ruggi per poter affrontare la questione con il direttore Giuseppe Longo. La problematica verificatasi la notte tra il 24 e il 25 aprile è solo l’ultima delle gravi carenze degli ultimi giorni. “Stiamo aspettaqndo che i Nas vengano a fare il sopralluogo, perchè è diventato tutto insostenibile – ha dichiarato Cretella – adesso con l’avvento della stagione estiva, sarà un inferno”. “Nel nuovo appalto per le pulizie che è stato fatto dall’azienda ospedaliera non è stato inserito l’ospedale di Castiglione di Ravello, dunque adesso le pulizie sono ridotte all’osso con sole 6 ore complessive per tutti gli spazi del presidio. Adesso anche il personale medico è in protesta in quanto non vengono pulite nemmeno le loro stanze. Chi si occupa delle pulizie per l’azienda ospedaliera adesso vuole che ci sia una integrazione alla delibera per quanto riguarda proprio il Costa d’Amalfi altrimenti non sarà possibile effettuare il servizio 24 ore su 24”. Ma sospendere le attività di pronto soccorso per una intera giornata è davvero troppo. Infatti fino alle 20 di ieri sera la sala medica del pronto soccorso era stata “sanificata” a metà e dunque in una giornata di festa, non era stato effettuato il servizio di pulizia del Ps, “minando” così la salute sia del Personale che degli altri pazienti. “Un altro problema è q u e l l o che riguarda gli Oss – ha sottolineato Cretella – che adesso sono completamente assenti al presidio ospedaliero e dunque gli infermieri sono costretti anche al trasporto dei pazienti, in una corsa affannosa ad adempiere a tutti i compiti”. Ovviamente di questo passo, ognuno non riesce a fare il proprio lavoro e a completare alla perfezione il tutto. Una situazione che aspetta di essere risolta ma che non ha trovato ancora riscontro, nemmeno nelle parole del governatore Vincenzo De Luca che aveva promesso grandi cambiamenti ma soprattutto di delineare e limare quelli che sono i grandi problemi di un ospedale che non trova pace.

Margaret Cittadino: «Mancano i posti letto e i tecnici per il laboratorio di analisi» di Brigida Vicinanza

A scendere in campo per la questione dell’ospedale Costa d’Amalfi è anche Margaret Cittadino della Cgil, da sempre al fianco dei lavoratori ma soprattutto degli utenti. “Un decreto beffa, quello per i presidi ospedalieri. Da mesi a Castiglione di Ravello, non c’è pace – ha dichiarato la Cittadino – le pulizie vengono effettuate solo 6 ore al giorno e non è possibile tenere tutto pulito per una intera giornata. Abbiamo provato più volte a spiegare al direttore generale dell’azienda ospedaliera cosa si vive in costiera amalfitana, in un continuo tentativo tra sindacato e lavoratori per un confronto che possa portare a una soluzione”. Soluzione che però stando agli ultimi disagi verificatisi non è stata mai trovata. “Ma al Costa d’Amalfi la situazione è tragica, mancano non solo i posti letto ma anche i tecnici per il laboratorio di analisi, per non parlare dell’assenza totale degli operatori socio sanitari – ha continuato la Cittadino – abbiamo parlato con chi di dovere insistentemente ma non siamo stati ascoltati, perchè ad oggi nulla è stato fatto”. Insomma idea comune è che alla fine a pagarne le spese non solo sono i dipendenti, ma anche e soprattutto i cittadini che non possono usufruire di un servizio fondamentale rappresentato dalla sanità pubblica.




Nessuna molestia sessuale alla paziente

Pina Ferro

Nessuna molestia sessuale da parte del medico durante la visita alla giovane paziente. Ribaltata la sentenza di primo grado a carico del dottor Giovanni De Vita in servizio al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. I giudici della Corte di Appello di Salerno hanno assolto dall’accusa di violenza sessuale il camice bianco, difeso dall’avvocato Silverio Sica. In primo grado al medico era stata inflitta una pena di 2 anni (pena sospesa). A rivolgersi alla magistratura era stata una giovane salernitana che all’epoca dei fatti aveva 17 anni. Secondo il racconto della vittima, questa il 17 aprile del 2005 si sarebbe recata al pronto soccorso del Ruggi in quanto avvertiva dei forti dolori dovuti, come sarà appurato in seguito ad una colica renale. A visitare la 17enne fu il dottor De Vita. La giovane racontò che nel corso della visita il camice bianco le effettuò anche delle pressioni sulla zona zona pelvica procurandole del dolore. Sempre secondo il racconto della denunciante, al termine della visita la ragazza si ritrovò tra le mani un bigliettino dove era stato annotato il numero di telefono del sanitario, l’invito ad un incontro seguito dalla promessa di un regalo di 500 euro. Il perito nominato dalla Corte ha attestato che nella valutazione finalizzata ad una diagnosi di colica renale è normale che il medico vada ad effettuare delle pressioni anche sulla zona pelvica ed è altrettanto normale il dolore che l’allora adolescente ha affermato di aver sentito. Si tratta, appunto di manovre necessarie alla formulazione della diagnosi. Inoltre, il perito ha anche attestato che il pronto soccorso non ha a disposizione le gocce che, secondo il racconto della 17enne, sarebbero state somministrate alla giovane paziente. Particolare questo dell’assunzione del farmaco riferito in un secondo momento. Dimessa dal pronto soccorso la ragazza si recò immediatamente al drappello di polizia dove denunciò solamente la consegna del bigliettino da parte del camice bianco ma non le presunte molestie. Cosa che fece successivamente. I giudici della Corte d’appello alla luce della perizia hanno assolto il sanitario salernitano.