Giampaolo, via vai di amici e parenti

Erika Noschese

Nella sala d’attesa del reparto di chirurgia d’urgenza, al quarto piano dell’ospedale Ruggi d’Aragona, non si parla d’altro: “Povero ragazzo, così giovane”, “sono degli assassini”, “devono marcire in galera” e così via. Giampiero Delli Bovi è al centro dell’attenzione di tutti. La sala d’attesa già alle 11.30 di ieri mattina è un via vai continuo di amici, parenti, colleghi che vogliono far sentire la propria vicinanza al giovane avvocato, ferito gravemente da un pacco bomba la mattina di lunedì scorso. Mamma Carmela e papà Alberico non lasciano mai da solo il figlio, sempre presenti nella stanza, insieme alla fidanzata di Giampiero, con cui ha una relazione da diversi anni. La prima ad arrivare è zia Maria, sorella della mamma del giovane civilista. Suo nipote, da quella tragica mattina, non lo ha ancora visto e non vuole vederlo ma del resto, in stanza l’accesso è interdetto a tutti, parenti e amici, per evitare che Giampiero possa prendere qualche infezione. Le sue gravi condizioni di salute, infatti, non gli permettono di stare a contatto con nessuno, ad eccezione dei genitori e della sua compagna che mai lo ha lasciato da solo in questi terribili giorni. Giampiero ancora non parla, sotto shock per quanto gli è successo quella mattinata quando, dinanzi la sua abitazione, ha trovato un pacco e – vinto dalla curiosità – lo ha aperto. Un pacco avvolto nella carta dell’agenzia di trasporto Bartolini Corriere Espresso, dunque, apparentemente nulla di strano. Giampiero non poteva saperlo. Non poteva sapere che qualcuno era così tanto arrabbiato con lui da volere la sua morte. Perchè quel pacco bomba, come si è più volte vociferato anche nei corridoi della sala d’attesa del nosocomio locale, era stato creato ad hoc con l’obiettivo di togliergli la vita. E ci sarebbe anche riusciuto, l’autore di questo folle gesto, se non fosse che il 29enne di Montecorvino Rovella ha aperto la scatola al contrario. Secondo indiscrezioni, infatti, se fosse stata aperta dal lato giusto, forse Giampiero sarebbe morto sul colpo. Proprio come voleva chi ha fatto di tutto per privarlo del bene più prezioso: la vita. Mamma Carmela, giovane donna esile, è ancora sconvolta. Non parla con nessuno, chiusa nel suo dolore. Papà Alberico si intrattiene con il cognato e la cognata, qualche chiacchiera per trascorrere il tempo, forse. Nel frattempo, le ipotesi si sprecano tra chi crede che sia tutto riconducibile alla politica e chi, invece, al suo lavoro mentre i parenti, chiedono fermamente di consegnare i malviventi alla giustizia. Un via vai di forze dell’ordine interrompono, per qualche secondo, le chiacchiere dei parenti di altri pazienti che, appresa la tragica notizia, cercano di ottenere informazioni in più circa lo stato di salute dell’avvocato, presidente del Forum dei Giovani di Montecorvino Rovella. Intanto, Giampiero alterna momenti di apparente serenità a pianti disperati, come giusto che sia quando un ragazzo di soli 29 anni si ritrova a perdere entrambe le mani per un vile atto “in stile camorristico”, come qualcuno ha voluto sottolineare. Le sue condizioni cliniche sono stazionarie anche se gravi poichè oltre al grave sfacelo traumatico ad entrambi gli arti superiori, Delli Bovi ha riportato anche lesioni da barotrauma agli organi di senso, ustioni all’arto inferiore destro e lesioni cutanee multiple da scoppio, ragion per cui la prognosi resta riservata. Giampiero Delli Bovi è supportato da una psicologa che gli fa visita, più volte al giorno. Ancora presto per parlare di dimissioni eppure i medici si sono già raccomandati: quando torna a casa, mai deve essere lasciato solo, ha bisogno della vicinanza di tutti: genitori, amici, colleghi, della fidanzata. Avrà bisogno di distrazioni per non pensare a quanto possa essere perfido un uomo; spregievole fino a volere la morte di un giovane che si è sempre battuto per gli altri, i più deboli, gli indifesi. Ed ora, sembra essere lui ad aver bisogno di conforto. E non gli manca: tanti i messaggi di solidarietà a lui giunti, da conoscenti e non che vogliono invogliarlo a non mollare. Secondo quanto trapelato dal Ruggi, sarebbero stati chiesti presidi delle forze dell’ordine dinanzi la casa perchè la paura che quella folle mano possa tornare a colpire è troppo forte. Ora, tocca a Giampiero: deve reagire, rialzarsi e impadronirsi nuovamente di quella vita che qualcuno ha provato a sottrargli, nel modo più crudele.

Il sindaco D’Onofrio: «La nostra comunità sta vivendo uno dei momenti più brutti della storia Dobbiamo agire con determinazione e alzare la testa»

L’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, da lunedì mattina, è un via vai di persone che vogliono portare la propria solidarietà al giovane avvocato 29enne Giampiero Delli Bovi. Dopo la visita del governatore Vincenzo De Luca di lunedì sera e del neo sindaco di Montecorvino Rovella, Martino D’Onofrio di martedì mattina, ieri ha fatto visita ai familiari il consigliere regionale Franco Picarone. Giunto presso il nosocomio ad orario di visita è entrato in reparto, ha saluto i genitori ed ha scambiato qualche parola con loro. «E’ una situazione molto delicata», ha detto al medico con cui si è accompagnato fuori dal reparto. «Sono venuto a trovarlo in gesto di solidarietà. Non ho visto Giampiero perché l’accesso è interdetto per questioni sanitari ma mi sentivo di venire». Poche parole, quelle pronunciate da Picarone dopo la visita che ha poi lasciato l’ospedale. In sala d’attesa, ieri, tanti giovani avvocati che volevano salutare la famiglia di Giampiero, esprimere solidarietà e vicinanza alla mamma e al papà. Intanto, il primo cittadino di Montecorvino Rovella, Martino D’Onofrio, si appella ai suoi concittadini dopo il tragico evento che ha colpito il suo giovane collaboratore e avvocato Giampiero Delli Bovi. In un video postato su facebook, il sindaco D’Onofrio, lancia l’appello a montecorvinesi affinchè non si lascino sopraffare dalla paura e superino un momento così drammatica alzando la testa e magari testimoniando, proprio perché qualsiasi testimonianza può essere preziosa alle indagini che stanno portando avanti gli inquirenti. “La nostra comunità sta vivendo uno dei momenti più brutti della sua storia. L’atto compiuto ai danni dell’amico Giampiero Delli Bovi ci lascia senza parole – ha dichiarato nel video sulla sua pagina facebook D’Onofrio – ed è difficile trovare qualcosa per giustificare un simile gesto. Dopo simili avvenimenti c’è bisogno di una risposta forte da parte di tutta la comunità. Gli inquirenti stanno lavorando egregiamente al fine di assicurare il responsabile alla giustizia e fargli pagare per quello che ha fatto”. Poi ha concluso, in un appello preciso, ai suoi concittadini: “Ora più mai però Montecorvino Rovella sente il bisogno della legalità, quello che è accaduto è una ferita forte inferta a tutta la comunità, ma è in questi momenti di crisi che escono i nostri valori, valori forti di chi crede all’unità e crede nella sua forza. Ed è proprio in questi casi che dobbiamo agire con determinazione, con senso di appartenenza soprattutto senza paura. Voglio ribadirlo senza paura. Lo dobbiamo a Giampiero, lo dobbiamo a tutti noi per il futuro della nostra Montecorvino, andiamo avanti a testa alta, orgogliosi di essere montecorvinesi. Io sono qui pronto ad ascoltarvi e a rappresentare qualsiasi istanza”.

Fra’ Gianfranco: «La comunità scelga di parlare su ciò che è accaduto» di Marcello D’Ambrosio

Al bar San Pietro, accanto al Duomo, due ragazze evidentemente toccate si rifiutano di parlarne. Il titolare Michele Lupo invece dopo qualche esitazione si apre. “Siamo tutti sconvolti per quanto accaduto – afferma – Giampiero è un bravissimo ragazzo, non si è mai detto nulla di male sul suo conto che io sappia, è stato un atto orribile. Siamo tutti scioccati. Lo conosco bene, anche la sua famiglia, davvero non c’è che dire. Giampiero è amico di tutti, sempre disponibile, non so come sia successo tutto questo. È successa una cosa terribile, spero che si riprenda quanto prima, gli siamo tutti vicino, il paese gli è vicino.” Natalia, al bar Centrale, nel cuore del paese si lascia andare: “La politica non c’entra. Lui non è una persona che si meritava questo. E’ strano che sia successo a lui perché non è una persona che si mette nei guai, anzi, è proprio un bravo ragazzo. Sembra strano che sia successo a lui perché poteva succedere a tanti altri. Frequenta questo bar, io ci sono rimasta malissimo, come tutti. Per tutta la giornata ne hanno parlato. Sembra di essere tornati indietro, come la mafia. Gli auguro tutto il bene, spero che si riprenda presto”. Al convento dei frati cappuccini fra’ Gianfranco racconta: “ Giampiero fa un cammino di fede, è un bravo ragazzo, la cosa drammatica, assurda, di questa vicenda è che è stato colpita tutta la comunità. Quando viene colpito un membro della comunità viene colpita tutta una comunità. Però Gianpiero, nello specifico, per l’esperienza che ho di lui, è una persona buonissima, come il pane, è una persona di cuore, di un’attenzione fuori dall’ordinario. Infatti è questo che ha creato tanto disagio e tanto scompiglio tra le persone perché Giampiero è una persona meravigliosa. Non si è mai arrabbiato, in questi ultimi giorni si era proposto di pulire una zona di Montecorvino, Santa Sofia, per restitutirla alla società. Una persona sempre presente in maniera proattiva, anche ora poteva inserirsi nella campagna politica, e fare un discorso di tornaconto personale però lui ha pensato più al suo aspetto personale, di portare avanti la sua attività in quanto avvocato. . Chi ha fatto questa maledetta scatola non è una persona sana mentalmente, ha grossi problemi, grossi traumi. Montecorvino sta reagendo. I giovani montecorvinesi, molti parlano con me, sono in fermento perché vorrebbero organizzare, far sentire non la voce, ma la scelta, la capacità di poter scegliere nella vita e optare per scelte di coraggio, optare per scelte di giustizia, di legalità, di unità, unità che supera le differenze non che le annienta ma che fa in modo che le differenze diventino una ricchezza. Si può avere un orientamento religioso, politico, colore diverso, ma insieme si dà una risposta di coraggio, non vogliamo cedere alla paura ma diciamo al mondo, a quel mondo violento, che utilizza quei mezzi infami. Più volete incuterci timore e più ci mettiamo in gioco. La comunità non si è assolutamente fermata ma, come dicevo c’è grande fermento, come vedi il convento è pieno di ragazzi. Stamattina con i bambini abbiamo pregato, i bambini sono a conoscenza della notizia, come sa il mondo dell’informazione oggi consente a tutti di conoscere. Ho visto Gianpiero qualche giorno fa, eravamo davanti al bar, abbiamo scherzato con il nuovo sindaco che è anche un amico comune e suo collega. Pochi minuti fa ho ascoltato una testimonianza pubblica del neo eletto sindaco che appunto richiama all’unità e al coraggio e alla forza di risposta civica e civile del paese. Non voglio dire che la comunità aveva perso l’identità e grazie a questa tragedia l’ha ritrovata, io credo sempre che di fronte a certe situazioni si può rispondere in due modi, o con il terrore, la paura, l’omertà o con la comunità che si organizza. Permettiamo alle indagini di andare avanti serenamente, senza altro chiasso. La fondazione Madre Teresa di Calcutta gestisce questo bene mettendolo a disposizione del territorio, io sono qui da quattro anni e mezzo, per attività non solo religiose, ma culturali, accogliamo gruppi, come il campo di Libera contro le mafie due anni anni fa, qualsiasi attività per qualunque fascia d’età. Ci sono gruppi teatrali, corsi di coro, corsi di fotografia, ci sono quaranta adolescenti che tutti i giorni vengono qui, mangiano, studiano, giocano, vedono la televisione, dormono vivono. E’ un luogo di incontro, di comunione. Tutte le fasce sociali, in maniera particolare ai più poveri ai più bisognosi”.

Svolta nelle indagini: nuove immagini acquisite, fondamentali anche i dati del cellulare di Giampiero Delli Bovi di Brigida Vicinanza

Continuano senza sosta le indagini da parte delle forze dell’Ordine che battono il territorio di Montecorvino Rovella senza mai fermarsi. Potrebbe esserci però una svolta e potrebbero non mancare sorprese dell’ultimo minuto. Acquisite infatti nuove immagini del sistema di videosorveglianza nei pressi di via Fratelli Rosselli, dove abita Giampiero con la sua famiglia. L’idea comunque rimane quella: quel pacco bomba era stato creato per uccidere. Ma prendere ancora più piede la pista privata e ci potrebbe essere una svolta anche nell’acquisizione dei dati personali all’interno del cellulare dell’avvocato 29enne. Sul caso però ieri è intervenuto anche il procuratore Corrado Lembo. “Un fatto sicuramente grave, tutto il mio ufficio in tutte le sue articolazioni è impegnato su questo caso e non escludiamo nulla, nessuna pista”. Queste le parole del procuratore Corrado Lembo, che ha commentato ieri il tragico evento di Montecorvino ai danni del 29enne Giampiero Delli Bovi, che versa in gravi condizioni ancora oggi. “Immediati accertamenti sono stati già disposti sulle tracce del reato e precisamente sulle polveri da sparo, sul meccanismo di innesco e quindi anche da questo potremmo prendere indicazioni importanti e naturalmente sono state già attivate tutte le indagini tradizionali – ha continuato Lembo – noi speriamo che si possa giungere in breve tempo alla risoluzione di questo caso che è drammatico per un giovane che ha perso entrambe le mani e anche una parte del braccio e quindi il fatto che ha colpito la sensibilità anche di noi magistrati che siamo molti impegnati sulla risoluzione di questo caso. Il confezionamento dell’ordigno ci induce a delle riflessioni, che sono state però affidate al Racis di Roma a cui già sono stati consegnati i reperti e sono state fatte le opportune sollecitazioni per avere in tempi brevissimi l’esito delle indagini. Non posso ancora dire se c’è collaborazione tra i cittadini e né posso escluderlo, mi auguro che chiunque sappia qualcosa sulla matrice di questa vicenda si faccia avanti perché soprattutto nelle zone interne di questa provincia incredibilmente ci sono delle sacche omertose che stentano a scomparire, nei paesi piccolini della provincia di Salerno si riscontra questo atteggiamento, una sorta di disinteresse civico nei confronti di quello che accade oppure di una condotta tipicamente omertosa che lascia anche pensare ad una certa contiguità con ambienti diversi tra quelli della criminalità organizzata. Il che ci spiega anche forse perché la criminalità di tipo mafioso proprio in questo territorio che sembrava esente da queste forme criminali stenta ad essere estirpata”.




Fonderie Pisano, Lembo: «Stiamo valutando l’ipotesi di impugnare la decisione del Riesame»

La Procura di Salerno sta valutando l’ipotesi di procedere con un nuovo ricorso sul caso delle Fonderie Pisano, dopo la decisione del tribunale dei Riesame di mantenere aperto l’opificio in via dei Greci a Fratte. I giudici del tribunale del Riesame hanno bocciato l’istanza presentata dalla Procura sul dissequestro dell’impianto industriale – tornata al tribunale per la libertà dopo la pronuncia della Cassazione che lo scorso settembre ha annullato la prima ordinanza di dissequestro, disponendo il rinvio al Riesame – che dunque resta operativo in attesa che la proprietà prenda una decisione definitiva sulla delocalizzazione. Secondo i giudici del Riesame infatti, l’opificio sarebbe nato prima dell’urbanizzazione della zona e in più non ci sarebbero nessi tra l’inquinamento e lo stabilimento dei Pisano. A svelare in ogni caso la decisione della Procura è proprio il procuratore capo Corrado Lembo che, a margine della conferenza stampa che ha svelato i dettagli del maxi blitz contro i parcheggiatori abusivi in città ha fatto il punto della situazione: «Non faccio nessun commento sulle decisioni giudiziarie. Prendiamo atto della decisione e stiamo valutando la possibilità di impugnare questa decisione – ha dichiarato – la giustizia si articola in varie fasi, noi partecipiamo come interlocutori interessati alle decisioni. L’abbiamo fatto finora e lo continueremo a fare per tutti i processi che riguardano i diritti dei cittadini». Intanto da parte del Comitato Salute e vita si lavora proprio per capire adesso quali azioni intraprendere e che scelte giudiziarie attuare. Non si arrenderanno, fanno sapere dal Comitato, nonostante quella di martedì risulta una decisione che non lascia scampo, ma anzi che permette ai Pisano di prendere tempo. Sul fronte Asi intanto tutto tace. Ma da Buccino, area individuata proprio dalla proprietà per la delocalizzazione continuano polemiche e proteste ma soprattutto i “no” da parte dell’amministrazione comunale, che ha alzato più volte il muro al possibile nuovo impianto già progettato dai Pisano. Progetto che però rimane ancora “nascosto” che non ha visto la luce. Lavoratori che intanto, dopo aver ottenuto il ritiro delle procedure di licenziamento collettivo, hanno tirato un sospiro di sollievo, ma anche loro rimango dell’idea che bisogna delocalizzare e anche in fretta. Adesso si attendono quindi i passi della Procura di Salerno, per una questione che a quanto pare non riesce a trovare la quadra e nemmeno una sintesi e una fine.




Lembo: «Mia candidatura incompatibile con la carica di mio padre? Solo una polemica strumentale»

Erika Noschese

L’annuncio della sua candidatura a sindaco di Campagna ha suscitato non poche polemiche per via del cognome. Andrea Lembo, giovane aspirante primo cittadino è infatti il figlio del procuratore capo di Salerno, Corrado Lembo. Ma su questa vicenda dell’incompatibilità, con la carica del padre, preferisce il silenzio. Dottor Lembo, lei ha deciso di scendere in campo per candidarsi alla carica di sindaco.

Quali sono i punti più importanti del suo programma elettorale?

«Abbiamo avviato una serie di iniziative. Tra le più importanti c’è il rilancio del centro storico e dunque della ripresa di quella che attualmente è l’anima della città che sta scomparendo; parliamo degli incentivi all’agricoltura e alle famiglie che campano intorno a questo tipo di settore economico che è uno dei più rilevanti se non il più rilevante di Campagna. Parliamo di valorizzazione delle risorse naturali che abbiamo sul territorio, come ad esempio l’acqua. Ecco, noi siamo la città dell’acqua ma abbiamo avuto – negli ultimi tempi – diversi problemi rispetto all’approvvigionamento idrico nelle case, abbiamo in mente di concentrare gran parte dell’azione amministrativa per risolvere questo problema. Questa barzelletta della città dell’acqua dove manca l’acqua nelle case è una cosa che non vorremmo sentire più. Dopodiché è chiaro che forse uno dei punti fondamentali di quella che sarà l’azione amministrativa è il lavoro, quindi creare le condizioni affinché ci possa essere uno sviluppo occupazionale di un certo tipo nella nostra città e la sicurezza che è senz’altro uno degli altri temi sui quali si concentra la campagna elettorale, l’idea sarebbe anche quella. Abbiamo anche affrontato, qualche settimana fa, il tema dei beni confiscati e il loro riutilizzo, l’implementazione della videosorveglianza sul territorio comunale, la proposta di attivare una nuova tenenza dei carabinieri in città. Questi i punti più importanti del programma».

Lei, prima di dar inizio alla sua campagna elettorale, sta entrando nelle case dei cittadini, incontra le famiglie per ascoltare le loro istanze.

«Si, stiamo facendo una campagna di ascolto con le famiglie, con i cittadini di Campagna. Stiamo veramente girando casa per ascoltare prima di poter proporre perché è chiaro che i programmi elettorali spesso sono frutto di copia e incolla o di ricerche frettolose su internet tanto per consegnare qualcosa al momento della presentazione della candidatura. Noi abbiamo provato ad invertire questa tendenza e ad ascoltare e raccogliere sollecitazioni, istanze, proposte, idee, studiarle e metterle in un programma elettorale che non solo sia completo,ma che risponda davvero alle esigenze e istanze dei cittadini».

Lei sembra avere come unico rivale il sindaco uscente. Gli altri aspiranti candidati sembrano aver deciso di sostenere lei ed entrare così nella sua lista.

«Non so se è proprio così. Manca ancora del tempo ed io ho imparato che in politica gli scenari possono cambiare anche repentinamente. Ad oggi, pare sia così nel senso che l’avversario è sempre stato il sindaco uscente e altre alternative a questa maggioranza, oggi, in campo non ce ne siano. Ho sentito dire che forse il Movimento 5 Stelle stia ragionando sull’ipotesi di mettere in campo una lista però ad oggi non ho ancora notizie ufficiali. Dopo l’annuncio del ritiro della candidatura dell’ex sindaco Biagio Luongo pare sia intenzionato fare campagna elettorale per noi. L’altro candidato che dava una disponibilità di massima, ad oggi non è ancora pervenuto per cui si, credo sarà un confronto a due».

Lei non teme che il crollo registrato dal Pd alle politiche possa avere ripercussioni anche sulle amministrative?

«No, non credo. Ho fatto non molte campagne elettorali data la mia giovane età ma quelle che ho fatto mi hanno dimostrato che il voto politico con il voto amministrativo non sempre corrisponde. La dinamica del voto politico e quello amministrativo è diversa poi è evidente che quello che è avvenuto a livello di elezioni politiche rispetto a ciò che stiamo facendo a Campagna non ha nulla a che vedere anzi, se il risultato dei 5 Stelle vuole rappresentare il cambiamento allora è chiaro che il cambiamento siamo noi e non il sindaco uscente».

L’annuncio della sua candidatura ha suscitato non poche polemiche per via di suo padre, il prefetto di Salerno. Pensa che questo possa influire negativamente?

«Questo preferirei non commentarlo perché in passato ho avuto modo di esprimere la mia posizione. Preferirei ci si concentrasse su quella che è la campagna elettorale e con la politica, del ruolo di mio padre non parlo».

Lei però non crede ci sia alcun incompatibilità.

«Secondo il mio punto di vista, è chiaro che non c’è alcun incompatibilità perché lui fa un lavoro mentre io faccio politica e non ho nulla a che vedere con il lavoro di mio padre. A settembre lui andrà in pensione quindi una polemica piuttosto strumentale quella che si sta articolando».




Candidatura Andrea Lembo:«E’ uno scivolone»

Erika Noschese

La candidatura a sindaco di Campagna del figlio del procuratore Capo, Andrea Lembo ha spaccato l’opinione pubblica. Dopo giorni di chiacchiericci e polemiche la questione sembra essere giunta al termine eppure così non è stato. A risollevare il polverone delle polemiche, stavolta sembra essere stato proprio il capogruppo di Campania Libera, Corrado Naddeo, che – a tal proposito – parla di “scivolone”: «Certamente, nell’ambito giudiziario, avvocati e giudici legati da parentela, non possono operare nello stesso distretto. Certo la politica non è la stessa cosa ma si comprende la discussione pubblica sull’opportunità di certe scelte. Non temo, comunque, per la tenuta democratica», ha dichiarato infatti il consigliere di maggioranza. La polemica iniziale era però stata sollevata dal capogruppo di Forza Italia, Roberto Celano riproponendo uno scritto in cui si parlava di un video che girava nelle chat whatsapp di alcuni magistrati che vedeva come protagonista proprio Andrea Lembo, per favorire la sua canidatura a sindaco. «Ed allora non siamo solo noi a sdegnarci, a denunciare la evidente inopportunità di un giovane che fa politica e si candida nella circoscrizione in cui il padre è il capo della Procura. Ed appare ancora più inopportuno se i suoi compagni di viaggio ed i suoi principali sponsor sono imputati (nella Procura in cui il papà è il capo) o suscitano sdegno per essere considerati l’esempio delle “clientele come Cristo comanda”. E lungi da noi essere giustizialisti. Chi controlla è in stretto legame di parentela con chi è in squadra con chi è “sotto controllo”», ha dichiarato Celano che ha poi aggiunto: « è un’evidente anomalia. Chi controlla non solo deve essere terzo (e non ho dubbi nella circostanza che lo sia) ma deve anche apparire tale. Immagino cosa si direbbe se una partita di calcio fosse arbitrata da un arbitro, il più bravo in assoluto, che però è il padre di un calciatore. Si è certi che la squadra avversaria potrebbe sentirsi del tutto garantita? E cosa penserebbero i suoi tifosi?». La candidatura di Andrea Lembo era stata resa nota ai più nel corso dell’incontro alla Leopolda, suscitando la dura reazione di Forza Italia, prima di dar vita ad un lungo ed immediato botta e risposta con il Pd che ha tentato di difendere Lembo Junior e la sua candidatura. Dal canto suo, il procuratore capo non si è mai espresso se non in occasione di una conferenza stampa tenutasi in Procura diverse settimane fa, liquidando la polemica con una semplice dichiarazione: « m i a madre diceva sempre il silenzio è d’oro e poi aggiungeva anche paga sempre. Io preferisco mantenere il silenzio su questa vicenda. Non aggiungo nient’altro». E da allora, il procuratore non ha più rilasciato alcuna dichiarazione. La vicenda sembra dunque non riuscire a finire nel dimenticatoio e ormai le chiacchiere si sprecano.




Andrea Lembo: “Mi candido a sindaco”

Erika Noschese

Andrea Lembo alla Leopolda annuncia la sua candidatura a sindaco di Campagna. Il figlio del Procuratore di Salerno, infatti, sostiene il Pd e ha annunciato la sua intenzione di concorrere alla carica di primo cittadino alle prossime elezioni amministrative. La decisione del figlio del capo della Procura ha suscitato la reazione di Forza Italia. “Una storia, quella raccontata da Andrea Lembo, difficile e da rispettare. Ma serve una riflessione più ampia sul caso”, ha infatti dichiarato il vice coordinatore provinciale di Forza Italia Salerno, Gaetano Amatruda, auspicando le dimissioni del Procuratore per l’incompatibilità che ne deriverebbe. “La sua passione per il Pd di Renzi e De Luca era già stata, per la verità, resa in più occasioni manifesta. Andrea Lembo può e deve legittimamente inseguire le sue passioni, avendone voglia e capacità, nella consapevolezza, però, che non è un politico qualunque. È il figlio del Capo della Procura nella cui circoscrizione insegue i suoi sogni, i suoi obiettivi e le sue aspirazioni. Procura che da tempo ormai indaga su vicende, talune anche particolarmente delicate, che coinvolgono dirigenti ed amministratori del Pd ed anche di partiti altri”, ha dichiarato il capogruppo di FI, Roberto Celano. Immediata la replica del Pdche dichiara: “Apprendiamo con sdegno che, dopo l’intervento dell’avvocato Andrea Lembo (candidato sindaco Pd di Campagna) alla Leopolda, alcuni esponenti di Forza Italia hanno strumentalizzato l’accaduto, iniziando (come nel loro stile) un autentico stillicidio nei confronti dell’avvocato Lembo, la cui unica colpa sarebbe quella di essere il figlio di Corrado Lembo, Procuratore della Repubblica di Salerno. La Federazione Provinciale del Pd di Salerno manifesta piena solidarietà al proprio candidato ed al Procuratore Lembo, integerrimo servitore dello Stato, e condanna i vergognosi attacchi creati da alcuni esponenti di Forza Italia. Questi, evidentemente, intendono sostenere il proprio candidato alle amministrative di Campagna, ricorrendo a metodi infelici ed illiberali, del tutto lontani dalla politica”. Un botta e risposta continuo tanto che Amatruda, a pochi minuti dalle dichiarazioni del Partito democratico, definisce la loro difesa “imbarazzante”. “La solidarietà espressa al candidato sindaco Pd, Andrea Lembo, ed al Porcutore, Corrado Lembo, conferma la sciatteria del gruppo dirigente del Pd salernitano. Lembo figlio ha il diritto di scendere in campo, Lembo padre eviti strumentalizzazioni. La scelta di lasciare Salerno sarebbe la più saggia”, ha infatti dichiarato Amatruda. A esprimere il suo parere anche Alessandra Caldoro, sorella dell’ex governatore Stefano che esprime la sua (ironica) solidarietà al procuratore Lembo per “avere un figlio imbarazzante, Andrea Lembo, figlio del procuratore capo di Salerno”. La Caldoro sottolinea, inoltre, come in sala ad applaudire il figlio del Capo della Procura anche Piero De Luca, messo sotto indagine dalla Procura giudata proprio da Corrado Lembo e oggi imputato nel processo Crac Ifil: “Piero De Luca è sotto processo a Salerno per bancarotta fraudolenta. Andrea lembo è candidato sindaco per il Pd a Campagna. Alcuni esponenti di Forza Italia fanno notare l’inopportunità che il figlio di un procuratore capo faccia politica nella stessa giurisdizione del padre, perché la magistratura, a tutela dell’autonomia della stessa, deve non solo essere ma anche apparire terza imparziale. Legittimo il dubbio che a Salerno non sia così”. “Come è legittimo auspicare un passo, se non indietro, almeno di lato del padre perché esiste un familismo amorale, ma anche uno amorevole”, ha detto la sorella dell’ex governatore.