Ruggi al collasso, aumentano in maniera esponenziale gli accessi per traumi dovuti ad incidenti stradali

di Erika Noschese

“Tra emergenza Covid ed emergenza estiva è estremamente difficile lavorare”. A parlare così il dottor Mauro Nese,primario del reparto di ortopedia e traumatologia secondo cui, in queste settimane, sono aumentati in maniera esponenziale gli accessi al nosocomio locale per traumi dovuti ad incidenti stradali.
Dottore, complice anche l’emergenza Covid quanto è difficile ora lavorare in ospedale?
“In questo momento, tra emergenza Covid ed emergenza estiva le garantisco che da 0 a 10 è difficile 10. Questo per farle capire la difficoltà, tra personale che necessariamente deve andare un po’ in ferie; il numero delle persone traumatizzate io non me lo ricordo. Sono circa 30 anni che lavoro al Ruggi come primario, lo scorso anno pure ho fatto l’emergenza estiva, ma quest’anno il numero dei traumatizzati è esponenziale proprio, ne fai 3 e ne arrivano 5 per farle capire”.
Da cosa può dipendere, secondo lei, questo aumento?
“Io penso, la frenesia delle persone: sono diventate frenetiche; la parola giusta è la frenesia. Poi, penso anche un’altra cosa: lo stazionamento delle persone, forse si sono allontanate meno. Nel senso, c’è stato, soprattutto dall’hinterland napoletano che è la zona più popolosa, si è riversata più nel salernitano piuttosto che andare in altre località turistiche. Questa può essere un’altra spiegazione. Poi, ci sono i locali: magari non si sono spostati, hanno fatto un turismo di zona e non  un turismo extra regionale. L’afflusso è stato importante e questo si riflette, chiaramente, anche sull’incidente stradale”.
Si riesce comunque a fronteggiare quest’emergenza o il Ruggi è ancora una volta in affanno?
“Io posso dirle che la difficoltà è oggettiva. La carenza maggiore che c’è riguarda il personale perchè comunque sono sempre in carenza di medici nonché di personale infermieristico. Facciamo sempre salti mortali. La carenza maggiore è questa, poi c’è quella strutturale ma, voglio dire, parliamo di un ospedale che è così dal 1954, quindi non è che lo cambi dall’oggi al domani; è un fatto strutturale ma quello che si avverte oggi maggiormente è una difficoltà legata alla poca possibilità di fare turnazione perchè numericamente siamo pochi”.
Dottore lei prima ha parlato di una maggiore frenesia, secondo lei è una conseguenza del lockdown?
“Credo ci sia come fatto psichico. C’è questa voglia sfrenata di liberarsi di paure, angosce. Chiaramente non faccio lo psicologo ma si avverte, trovi gente ovunque. Capita di andare in giro per Salerno ed è piena di gente, non c’è neanche la possibilità di parcheggiare o di muoversi. Si vede che c’è questa voglia di vivere oltre il consentito. Ma è complicato perchè più gente esce e più gente si fa male, è direttamente proporzionale”.




Carenza di personale, rientra lo sciopero della fame del dottor Greco

Il clamore mediatico ha prodotto i suoi effetti. E’ di pochi minuti fa, infatti, la notizia riportata dal primaria del reparto di Neurologia dell’ospedale di Polla che ha ricevuto segnali incoraggianti dal direttore sanitario Luigi Mandia. “Anche alcuni amici politici mi hanno dato solidarietà e soprattutto appoggio in questa mia richiesta di avere sanitari in sostituzione per chi va via”, ha dichiarato il dottor Greco che, tra gli altri ha ricevuto la solidarietà del coordinatore provinciale del Mid, Movimento Italiano Disabili, Davide Sarno, del vice coordinatore, Rocco Calenda e del coordinatore di Montecorvino, Francesco Cerami. “Solidarietà da tante persone, da tanti cittadini. Dalla nuova Dirigenza Asl degli atti concreti – ha dichiarato ancora il primario – Sicuramente un neurologo in tempi brevi. Resterò vigile sino alla concretezza di questi provvedimenti, pronto ad azioni anche dolorose per il sottoscritto, per la vita di questo ospedale. Non amo criticare: avrei molte critiche da fare verso i tanti disinteressati”. Dunque, sembra rientrare lo sciopero programmato per il mese di luglio.




Il bistrattato fiore all’occhiello della sanità

BATTIPAGLIA/EBOLI. Come quello di Eboli ce ne sono altri tre in Italia con le stesse attrezzature ma ha solo tre medici oltre il primario. Lavora 365 giorni l’anno ma i sanitari addetti sono di meno di qualsiasi altra struttura del genere in provincia di Salerno. E’ un centro di eccellenza, punto di riferimento per l’intera Campania (e non solo) ma chiedono invano un radiologo in servizio per 12 ore in più al mese. Poi ci si lamenta  che i migliori cervelli vanno via dal Mezzogiorno.
E’ quanto accade nella Piana del Sele e precisamente con il reparto di nefrologia dell’ospedale di Eboli, diretto dal battipagliese Pino Gigliotti,, un medico che, con caparbietà e lungimiranza, ha costruito una realtà nel suo campo che si trova solo nei policlinici di Roma, Milano e Bari.
Alle otto di sera, dopo un turno di 12 ore, Gigliotti è ancora in reparto. Collaborato da una fantastica equipe affronta innumerevoli problemi di varia natura. Ha a disposizione solo tre medici e con questi valorosi deve gestire un reparto con nove posti letto, altri otto per dialisi, la sala operatoria, la dialisi domiciliare e gli ambulatori di (Eboli, Battipaglia, Giffoni Valle Piana e Pontecagnano). Ed ora, con la recente normativa sul lavorro sarà impossibile fare le turnazioni in un reparto che è attivo ogni giorno.
In questi giorni si parla dell’unificazione degli ospedali di Eboli e  Battipaglia…
«Giustissimo che vengano unificati. E’ l’unica via che possa permettere la sopravvivenza di una struttura sanitaria nell’area, e porre in salvo le risorse umane e la tecoilogia presente nelle due strutture».
L’attuale situazione della sanità del territorio la soddisfa?
«Assolutamente no. Il mio reparto è fondato soprattutto sulla diagnostica. In questo momento ho un laboratorio da mezzo milione di euro bloccato a causa della mancata disponibilità della figura di un radiologo che serevirebbe almeno per altre due sedute mensili di agobiopsiarenale…»
Recetentemente c’è stata la protesta proprio per avere dei radiologi in più a Battipaglia ed Eboli…
«L’agitazione di queste ore sui radiologi  non risolve tutto. Oltre l’emergenza sanitaria, ci sono anche le patologie complesse da curare. La medicina compelssa è paralizzata perché mancano proprio i radiologi e gli anestesisti. I due medici della radiologiache arriveranno a Battiopaglia serviranno solo per le esigenze del pronto soccorso».
Di quante unità c’è bisogno tra i due ospedali?
«I due radiologi certamente non sono sufficienti, ce ne vorrebbero almeno una decina per gli ospedali di Eboli e Battipaglia. Queste due strutture sanitarie sono riferimento anche per territori limitrofi per la medicina complessa, ossia nefrologia, cardiologia e le aree chirurgiche».
Il suo reparto è uno dei centri di eccellenza in Campania…
«La nostra nefrologia, con gli 800 ricoveri l’anno, è un punto di riferimento regionale. Per un’agobiopsiarenale occorre lavorare una settimana. Attualmente ne facciamo una novantina l’anno: con un radiologo in più per dieci-dodici ore al mese raddoppieremmo quasi le sedute. Arriveremmo a 150 procedure l’anno: un numero elevatissimo, da primi centri in Italia, e saremmo in grado di farlo, evitando alla Campania le ulteriori spese dei viaggi della speranza con pazienti costretti a recarsi in altre regioni per sottoporsi a questo esame. Ricordiamo che la diagnostica renale non viene eseguita in nessun’altra struttura della provincia di Salerno e  la nostra ne esegue il più alto numero in Campania. Se vogliamo andare avanti e migliorare è necessario razzionalizzare le risorse o assumere altri medici altrimenti…»
Altrimenti?
«Al primo concorso in Italia o all’estero andremo via!».




Sarno, il sindaco Canfora denuncia il direttore generale dell’Asl Salerno per abuso d’ufficio

Il sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora,  denuncia il direttore generale dell’Asl Salerno, Antonio Squillante.  Il primo cittadino della Città dei Sarrasti ha sporto una formale denuncia-querela ai carabinieri nei confronti del manager dell’Asl per il reato di abuso d’ufficio.  Il sindaco Canfora contesta al direttore generale dell’Asl la revoca per incompatibilità dell’incarico di dirigente medico dell’Unità operativa complessa di anestesia e rianimazione che ricopre presso l’ospedale “Martiri del Villa Malta”. Una decisione contro la quale il sindaco di Sarno aveva chiesto un parere all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione), che si è espressa a favore del primo cittadino. Nei giorni scorsi, infatti, l’Autorità nazionale anticorruzione ha ribadito quanto già deliberato il 22 dicembre 2014 e, cioè, che non sussiste alcuna incompatibilità tra l’incarico di dirigente medico dell’Uoc  e la carica di primo cittadino. Nel provvedimento, a firma di Raffaele  Cantone, si  afferma, fugando ogni dubbio interpretativo,  che “le ipotesi di inconferibilità e di incompatibilità di incarichi presso le Asl  devono riferirsi non ai dirigenti di unità operativa complessa e comunque solo agli incarichi di direttore generale, direttore amministrativo e direttore sanitario”.

Una vicenda che ha inizio nel 2011, e che ha visto finora prevalere il sindaco di Sarno, che ha avuto sempre ragione , sia dinanzi al giudice del lavoro di Nocera Inferiore, che dinanzi all’Autorità nazionale anticorruzione,  presieduta da Raffaele  Cantone. “Malgrado ciò – afferma  il sindaco Canfora – , il direttore generale si ostina ad assumere nei miei confronti un comportamento discriminatorio e ostracistico. Già all’indomani della mia elezione alla carica di sindaco, mi veniva contestata dalla direzione generale dell’Asl, con una nota del 18 luglio 2014, una presunta incompatibilità tra l’incarico di dirigente  dell’Unità operativa complessa di anestesia e rianimazione e la carica di primo cittadino. Contro il provvedimento, scrissi una nota, datata 29 luglio 2014, precisando che, già nell’estate del 2013, avevo  chiesto all’Anac di sapere se sussistessero cause di incompatibilità, qualora mi fossi candidato.  Alla mia richiesta di chiarimenti, l’Autorità nazionale anticorruzione , con una nota del 20 dicembre 2013, rispose che non sussisteva alcuna causa di incompatibilità, sia perché l’incarico di Direttore di Unità operativa complessa non rientra nella fattispecie di cui al D.Lgs. 39\2013, sia perché gli incarichi conferiti e i contratti stipulati prima della data di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo non hanno effetto come causa di incompatibilità”.

E nonostante il responsabile prevenzione  della corruzione dell’Asl, Flavio Meola, avesse condiviso la tesi del sindaco Canfora confermando,  con una nota del  7 ottobre 2014, che l’incarico amministrativo conferito prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. 39\2013 non era incompatibile fino alla scadenza per l’incarico medesimo,  con una nota del 26 novembre 2014, il direttore generale dell’Asl contesta al sindaco di Sarno la presunta incompatibilità tra la carica di primo cittadino e quella di dirigente di Unità operativa complessa. Il sindaco Canfora si oppone al provvedimento del  manager dell’Asl spedendogli il 15 gennaio 2015 una nota nella quale richiama il parere dell’Anac e una sentenza del  Consiglio di Stato.

“Il direttore generale  – spiega il sindaco Canfora – oltre a non aver tenuto in considerazione le conclusioni a cui era pervenuto il dottor Flavio Meola con la nota del  7 ottobre 2014, non si era fermato neppure davanti alla sentenza del Consiglio di Stato nr. 5583\2014 che, in materia di incompatibilità e di inconferibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni, aveva ritenuto  che non sussistessero cause di  incompatibilità tra la qualifica di dirigente medico di un’Asl e la carica di consigliere comunale e, conseguentemente, quella di sindaco. E non si era fermato neppure davanti alla stessa  Autorità nazionale anticorruzione che, nella delibera 149 del 22 dicembre 2014, a firma di Raffaele Cantone,  per fugare  ogni dubbio interpretativo, aveva espressamente chiarito che “le ipotesi  di inconferibilità e di incompatibilità di incarichi presso le Asl devono riferirsi, come sostenuto sempre dal sottoscritto non ai dirigenti di unità operativa complessa e comunque solo agli incarichi di direttore generale, direttore amministrativo e direttore sanitario”.

Ebbene, nonostante ciò, con una nota del 23 febbraio 2015, il manager dell’Asl contesta nuovamente al sindaco Canfora una presunta incompatibilità, comunicando al diretto interessato  che “l’incarico da lei ricoperto è da considerarsi revocato”.

Il sindaco Canfora non ci sta e due giorni dopo,  il 25 febbraio 2015, scrive nuovamente a Cantone, che si esprime, ancora una volta, favorevolmente,  facendo pervenire al sindaco una nota del 29 aprile scorso, nella quale il magistrato ribadisce sostanzialmente quanto già deliberato il 22 dicembre 2014 e, cioè, che non sussistono cause di incompatibilità tra l’incarico dirigenziale e la carica di primo cittadino.

“Il comportamento discriminatorio e ostracistico del direttore generale dell’Asl  parte da lontano  – attacca  il sindaco di Sarno  –.  E’ dal 2011 che la direzione generale dell’Asl  continua ad adottare nei miei confronti provvedimenti abnormi ed illegittimi, che non si poggiano su alcun fondamento giuridico. C’è addirittura una sentenza del giudice unico del lavoro del Tribunale di Nocera Inferiore del 15 dicembre 2011 che mi reintegrava nell’incarico e condannava l’Asl al pagamento delle spese processuali. L’Asl, invece di dare prosecuzione al provvedimento, si  oppose proponendo reclamo, rigettato poi dal collegio del Tribunale di Nocera Inferiore che confermò il provvedimento di primo grado”.




Atto aziendale Asl: dimezzati ospedali e primari

La bozza del nuovo atto aziendale dell’Asl di Salerno c’è. Tutto come previsto sotto il profilo dei tagli e degli accorpamenti. L’unica novità: il nuovo simbolo dell’azienda sanitaria salernitana. Ieri mattina la presentazione dell’atto che ora dovrà passare al vaglio delle istituzioni regionali per il via libera definitiva. I tempi? Con molta probabilità si dovrà attendere la fine dell’anno, poi l’atto costitutivo dell’Asl sarà ufficiale e pienamente operativo. «Un documento – premette il manager Squillante – che segue le linee guida regionali e naturalmente il decreto 49 del 2010».