Queste primarie son nate sfortunate, Pisapia: «No», Morra apre al dialogo

Adriano Rescigno

Vincenzo Luciano, segretario provinciale dem, ha fissato per le ore 12.00 di questa mattina il termine di presentazione dei nomi di coloro che vorranno prensentarsi alle primarie e godere del simbolo del Partito democratico alle prossime amministrative fissate per il 10 giugno nel Comune di Pellezzano. Se per tutto il corso della settimana scorsa l’ipotesi di un nulla di fatto era soltanto altamente ipotizzabile, alla luce delle dichiarazioni dei due rivali per la poltrona di primo cittadino, sembra proprio che queste primarie non si faranno ed il Partito democratico debba ripiegare su un terzo nome oppure dare il via libera definitivo al voto civico. Se il sindaco decaduto lo scorso settembre, Giuseppe Pisapia, proprio per mano dell’attuale rivale Francesco Morra e di un manipolo di dissidenti scontenti della gestione amministrativa; risponde con un netto:«No. “Cambia Pellezzano” è una compagine civica aperta alle migliori forze del territorio, secondo il regolamento dem il sindaco uscente viene ricandidato di diritto, ma non intendo avanzare il mio nome per queste primarie», Francesco Morra, leader di un’altro polo civico “Impegno civico” risponde, con il sorriso dello stregatto di Alice: «Forse». Povero Enzo Luciano, e dire che queste primarie le aveva benedette anche Piero De Luca, probabilmente inconsci della situazione balcanica che si vive tra le forze politiche del Comune ultimamente più chiacchierato della valle dell’Irno. Il movimento cinque stelle intanto rimane alla finestra.




Nocera Inferiore. Pd e Psi: gli interrogativi di queste ore

NOCERA INFERIORE. E se i consiglieri coinvolti nelle intercettazioni sui brogli alle primarie del Pd riscoprissero il primo amore socialista? Questa è la domanda che ci si pone in queste ore in città. Molti pensano che Enrico Esposito e Antonio Iannello possano transitare nelle fila del Psi, che negli ultimi mesi  ha visto un eploit di tessere (più di 100 rispetto allo scorso anno). In verità, molti pensano che il candidato al passaggio possa essere Enrico Esposito, che è già passato al gruppo misto in consiglio comunale. In disparte, per il momento, Iannello che non ha partecipato al summit, svoltosi in una pizzeria, con il segretario provinciale del Pd, Nicola Landolfi, quello nocerino Alfonso Oliva, il sindaco Manlio Torquato e i consiglieri comunali, di cui vi avevamo già parlato alcuni giorni fa. Il partito democratico cerca ancora la quadra e la prossima settimana dovrà per forza di cose incontrarsi con la base per ricucire un rapporto. Oliva aveva confermato che questa riunione chiarificatrice ci sarebbe stata ed urge che ci sia. Fatto è che se con Esposito sembra non ci siano più motivi per “sentirsi”, quantomeno a telefono, da giorni non ci sarebbe alcun conttato tra la segreteria e l’amareggiato Iannello che è passato da essere uno dei punti di riferimento del partito alla graticola mediatica senza che nessuno lo abbia difeso: che l’ex candidato sindaco nonché già segretario cittdino si senta abbandonato dai suoi compagni di partito? Chissà se qualcuno sapeva anche dei brogli ed ora fa finta che sia una faccenda relegata solo ad Esposito, a Vincenzo e Massimo Petrosino e a Iannello, anzi chiede anche le loro dimissioni.
Fatto è che molti giovani che si erano avvicinati al partito e tanti altri che si erano riavvicinati alla politica sono profondamente delusi e meditano di restare a casa. Fra due anni ci saranno le elezioni e la lista il Pd con chi la farà? Non è che all’ultimo momento sarà chiesto l’aiuto di coloro che negli ultimi anni sono stati allontanati, come l’ex sindaco Antonio Romano o l’ex assessore Rosario Cozzolino? Insomma, si prefigura un ritorno al “passato”? E se poi la situazione di difficoltà si tramutasse nel solo vantaggio del sindaco Manlio Torquato che -attraverso i suoi fedelissimi che hanno aderito ai dem, i consiglieri comunali Paolo De Maio e Gianfranco Trotta e Guido Tafuro- da avversario del Pd potrebbe trovarsi ad essere egemone nel partito? Se il pd ha i suoi momenti di difficoltà, se Esposito e Iannello (notoriamente già malpancistiad un accordo con Torquato) aderisso al Psi muterebbe la linea politica dei socielisti che si sono detti a favore del sindaco?




Battipaglia. Primarie, corsa a cinque: Oddati c’è Escluso Cornetta. I candidati al Consiglio

di Carmine Landi

BATTIPAGLIA. Corsa a cinque nel centrosinistra.
Sono scaduti ieri sera alle 19 i tempi utili per la presentazione della modulistica necessaria ai fini della partecipazione alle primarie dei progressisti battipagliesi.
Ogni candidato ha dovuto consegnare un carteggio con almeno 250 firme e 12 nomi di aspiranti consiglieri comunali.
E la notizia è che c’è pure Nicola Oddati. L’ex assessore del Comune di Napoli, forte di 295 firme, vidimate dal consigliere regionale Nello Fiore, ha presentato quindici nomi che la coalizione del centrosinistra potrà candidare al consiglio comunale.
Oltre a Oddati, in campo, per il Pd, ci sono pure Pietro Ciotti, con ben 721 sottoscrizioni, vidimate dal notaio Rosa Barra, e 12 candidati al consiglio comunale, e Nicola Vitolo, con 553 firme, che hanno ottenuto il placet del consigliere provinciale Mimmo Volpe, e pure lui con 12 aspiranti consiglieri.
Fuori dal Partito democratico, ci sono i due indipendenti Enrico Lanaro, con 687 firme, vidimate dai funzionari dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Battipaglia, e 14 candidati, e Carmine Galdi, con 294 firme attestate dal sindaco di Bellizzi.
Il primo a consegnare la modulistica è stato Vitolo. Lo ha fatto alle 17 di venerdì sera. L’architetto battipagliese, tuttavia, è stato l’unico, tra i primaristi, a non consentire agli organi del Partito democratico di diffondere i nomi dei suoi candidati consiglieri.
Poi, alle 18 di ieri, sulla scrivania del segretario del Pd, Davide Bruno, e del suo vice, Vincenzo Spinelli, sono arrivati i moduli di Galdi e Lanaro. Poi, alle 18:40, è toccato a Ciotti presentare il carteggio, mentre dieci minuti dopo, a sorpresa, è arrivato anche Oddati, accompagnato da Gelsomino Megaro.
In realtà, nella mattinata di ieri, all’interno della sede di via Domodossola, s’era recato pure l’ex sindaco di Serre, Palmiro Cornetta. L’avvocato, che avrebbe voluto partecipare alle consultazioni interne alla coalizione progressista, aveva presentato un documento con 323 firme, vidimate da Volpe, e 12 candidati. Eppure, alle 19 di ieri, il comitato di garanzia, durante un’infuocata riunione, ha deciso di tener fuori dall’agone delle primarie l’ex primo cittadino di Serre: «Durante il percorso che ci ha condotti alle consultazioni interne – hanno fatto sapere dalla direzione cittadina dem – Cornetta non s’è mai fatto vedere».
E allora sarà corsa a cinque. Forse.
Continuano, infatti, i tentativi tesi a federare il centrosinistra sul nome di Oddati. L’ha confermato lo stesso ex assessore del Comune di Napoli: «La mia candidatura vuole unire, e noi pensiamo che la nostra presenza nel campo delle primarie possa consentire ancor di più di lavorare alla coesione, ma, nelle prossime giornate, valuteremo ancora».
Potrebbe far marcia indietro Vitolo. Tra l’architetto e Oddati, infatti, c’è un rapporto di forte amicizia: «Se non fossi stato candidato alle primarie – ha aggiunto il bassoliniano – avrei supportato Vitolo». Difficile, al contrario, pensare che Oddati possa rimanere in campo pure in presenza di tutti gli altri primaristi. «Ad ogni modo, sosterrò il vincitore», ha concluso l’ex amministratore partenopeo.
Grande entusiasmo da parte del segretario Bruno: «Abbiamo la forza di oltre 2mila sottoscrizioni e più di 60 candidati al consiglio comunale – ha dichiarato il numero uno del Pd cittadino – e io sfido qualsiasi organizzazione del territorio a mostrare numeri simili».
Il centrosinistra, per il leader dem, «rappresenta l’unica novità politica in una città che ci candidiamo a guidare con la serietà e l’affidabilità di tutti».


I CANDIDATI AL CONSIGLIO COMUNALE

Con Pietro Ciotti: Giuseppe Avallone, Gerardo Cucino, Rosanna Natella, Massimo Di Taranto, Nunziante Jemma, Romina Galietta, Rosaria Toriello, Sergio Mauro, Alessandro D’Auria, Pasquale Guerriero, Valerio Santaniello, Gennaro Vitolo

Con Carmine Galdi: Vincenzo Bove, Antonio Cammarota, Franco Trippa, Roberto Caruccio, Jacopo Miceli, Silvio Fulgione, Giannicola Veltri, Italo Crispino, Silvana Montesanto, Palmina Padula, Vito Pecoraro, Egidio Vistocco

Con Enrico Lanaro:  Marco Palumbo, Francesca Marotta, Alessandra Cataldo, Mariangela Borzi, Rosalba Morena, Gerardo De Pasquale, Luca Cupo, Raffaele Cavaliero, Ivan Petolicchio, Gabriella Ator, Antonino Furnari, Barbara Capasso, Alfredo Noschese, Vittorio Noschese

Con Nicola Oddati: Gelsomino Megaro, Franco D’Orilia, Caterina D’Errico, Francesco Turco, Annamaria Giannattasio, Fabio Panzella, Lucia Giulio, Roberto Di Lauro, Vanessa Prota, Michele Sinopoli, Anna Giunto, Giorgio Scala, Lucilla Ferrara, Annalucia De Libero

 

L’ECCEZIONE, NICOLA VITOLO

Nicola Vitolo è stato l’unico, tra i candidati alle primarie, a non accettare che i vertici del Pd diramassero i nomi degli aspiranti consiglieri.

 




Caso parlamentarie Pd. Intervengono Nicola Landolfi, Alfonso Oliva e Manlio Torquato

In edicola oggi con Le Cronache

«Non alziamo polveroni Adesso andiamo avanti»

di Andrea Pellegrino

«E’ stato un gesto importante quello della sospensione dal partito». Nicola Landolfi, segretario provinciale del Pd, cerca di ristabilire la calma a Nocera Inferiore, dopo le notizie – pubblicate su queste colonne – relative a presunti brogli nel corso delle votazioni delle parlamentarie del Pd del 2012. Nicola Landolfi, apprezza il gesto di Enrico Esposito, consigliere comunale, passato al gruppo misto a Nocera Inferiore. Esposito, amministratore della Esa è indagato ed intercettato nell’ambito dell’inchiesta sulla variante in corso d’opera per i lavori di realizzazione di Piazza della Libertà a Salerno. Secondo la ricostruzione dei fatti avrebbe imbucato schede a favore di Bonavitacola. Con il via libera di Nello Mastursi, all’epoca componente del coordinamento provinciale del Pd.
«Al momento – dice Landolfi – evitiamo di alzare dei polveroni. Stiamo parlando di presunte intercettazioni che si riferiscono non ad elezioni ma a procedure interne ad un partito. Tra l’altro sono vicende che sono molto lontane nel tempo e che andrebbero ricostruite con calma senza scaricarsi responsabilità a vicenda». «Dobbiamo stare tutti sereni – dice ancora il segretario provinciale del Pd – Con grande calma dobbiamo proseguire il nostro lavoro e seguire gli eventuali sviluppi della vicenda. Se ci saranno altri argomenti li vaglieremo. Al momento penso che sia stato un gesto importante quello compiuto da uno dei coinvolti che si è autosospeso dal Pd». Ancora, prosegue Landolfi: «Ho apprezzato le parole del sindaco Manlio Torquato che rafforzano il nostro percorso nella città di Nocera Inferiore. Insomma vediamo quel che accade, evitando di strumentalizzare argomenti. E’ in questi momenti che un partito deve restare unito. Guardiamo avanti, se ci saranno novità valuteremo. Per ora  è arrivata già qualche decisione importante. Poi si vedrà».

 

Oliva: «Pronto a dimettermi ma nessuno l’ha chiesto né è necessario.
Quello di Enrico Esposito è stato un atto di responsabilità»

di Gianfranco Pecoraro

«Discuteremo di questa vicenda che ha scosso molto iscritti nei prossimi giorni, appena sarà passata la buriana». Reduce da una riunione con il segretario provinciale Nicola Landolfi, il responsabile locale del partito democratico a Nocera Inferiore, Alfonso Oliva, ammette lo stato di tensione che regna tra i tesserati e simpatizzanti dopo le rivelazioni delle intercettazioni telefoniche sui brogli che sarebbero stati commessi durante le parlamentarie del 2012, con la votazione fasulla di oltre 200 schede. Nelle intercettazioni pubblicate da Le Cronache si parla di Enrico Esposito, patron della Esa costruzioni, la società che stava realizzando la maxi opera di piazza della Libertà a Salerno, e attualmente consigliere comunale in quota Pd. Oltre al costruttore, perno delle intercettazioni eseguite dalla magistratura salernitana, si parla anche di Vincenzo Petrosino (ex vicesindaco ed uno dei maggiorenti del partito), del cugino Massimo Petrosino, consigliere comunale e del suo collega di assise cittadine, Antonio Iannello, già candidato sindaco e segretario del Pd nocerino.
«Ho avuto un colloquio con Vincenzo Petrosino, Antonio Iannello ed Enrico Esposito –afferma Oliva- sulla vicenda» ma il segretario del Pd non va oltre se non per dire che Esposito si è sospeso dal partito –«il suo è stato un gesto di responsabilità, sottolinea»- ed ha aderito al gruppo misto e per ricordare che Iannello è amareggiato da quanto sta accadendo.
Un gesto di responsabilità quello di Esposito che, secondo i maligni, potrebbe aver anticipato un provvedimento dello stesso partito ormai nella bufera e in cerca di una tranquillità, al momento sfuggente, con telefonate dei militanti che cominciano alle sette del mattino dopo aver acquistato Le Cronache appena aperti i giornalai.
Non parla oltre di Esposito il segretario Oliva, e di Vincenzo Petrosino dice che, da quello che ha letto da Le Cronache, pare non essere tra gli interlocutori delle telefonate e che Iannello avrebbe un ruolo del tutto marginale. Ne’ commenta il fatto che proprio i Petrosino, Iannello ed Esposito siano stati tra i maggiori, e  determinati, sponsor per la sua elezione a segretario del circolo locale e si limita a dire: «Da segretario del partito devo preoccuparmi che tutto proceda bene e nell’interesse esclusivo della città».
Su quanto detto con Landolfi, Oliva mantiene il riserbo ma ammette di aver parlato della vicenda parlamentarie (un fatto, del resto, immaginabile).
Di mezzo c’è, però, l’insidiosa richiesta di dimissioni delle persone che a vario titolo sono coinvolte in queste intercettazioni avanzata da buona parte del partito, tra i quali i due candidati alla segreteria cittadina allo scorso congresso di marzo e suoi competitor. Ma c’è chi vuole anche la sua “testa”: «Non escludo le mie dimissioni –di getto risponde Oliva, sottolineando che nessuno gliele ha chieste e che non ce ne sarebbe motivo-. Non vivo di politica. Il mio impegno è solo nell’interesse della città».
Di mezzo c’è però anche il cambio di peso all’interno del partito. La mozione vincente all’ultimo congresso vedeva schierati dalla parte di Oliva i Petrosino, Esposito, Iannello, ed amici dell’ex sindaco Antonio Romano e Rosario Cozzolino, tutte persone che, in questo momento, pare non siano tra i più amati tra i tesserati. Con l’ingresso nel Pd dei tre “torquatiani”, i consiglieri comunali Paolo De Maio, Gianfranco Trotta e Guido Tafuro, inoltre, e il momento di difficoltà politica di Iannello e forse anche di Massimo Petrosino e la sospensione di Esposito il rischio è che i maggiorenti del partito fino ad oggi diventi ospiti in casa loro. Ma questa è un’ulteriore storia.

Manlio Torquato:
«Pietra tombale
sull’affidabilità delle primarie»

E sul caso parlamentarie del Pd del 2012 in città, interviene anche il sindaco Manlio Torquato:«#‎chièsenzapeccatoscaglilaprimapietra la politica nocerina tra Pd e dintorni. Il proverbio evangelico non riguarda solo la vita privata, perché in politica vale doppio. Nel leggere delle intercettazioni sui tesseramenti fasulli alle “primarie” Pd del 2012, a Nocera, un pò mi viene da sorridere. In parte perché mette una pietra tombale sull’affidabilità delle “primarie” come criterio per selezionare la rappresentanza politica, a tutti i livelli, anche municipali. In parte perché quanto abbiamo letto, al netto di eventuali e al momento inesistenti ipotesi di reato, è l’eterna storia dei tesseramenti nei partiti, tutti, da quando esistono (ed è la ragione per cui tanti non vi sono più iscritti; me compreso da oltre 15 anni). In parte perché non è che altrove stiano messi meglio. Del Centrodestra meglio non parlare, con quel che si è visto negli ultimi 10 anni in Campania o a Roma. E, dopo Quarto, per i 5stelle pure. Se è legittimo che una parte interna di un partito contesti duramente un’altra fino alla richiesta di dimissioni; non saranno “primarie” fasulle a misurare davvero la qualità di una classe dirigente. Che passa invece per cose assai più serie: per la capacità di perseguire interessi generali e non di parte, di rispettare i cittadini, di non macchiarsi colpevolmente di reati (perché quelli incolpevoli sono dietro l’angolo per ciascuno, nella politica e nella vita, tranne che nel paradiso degli ingenui in malafede), di rispettare la legge (che vale più dei regolamenti delle primarie) e la buona fede. Il resto sono chiacchiere. Di questi passi le elezioni, altrimenti, le faremo direttamente nei Tribunali, i risultati li proclamerà qualche giornale. Siamo seri e pensiamo a quel che c’è da fare. Che è parecchio».
(gia.pe)




Primarie col trucco: “Portami 400 euro in monete da 2 euro”

di Andrea Pellegrino

Tutti sapevano di quel che stava accadendo durante le primarie parlamentarie del Pd di fine 2012. Soprattutto a Nocera Inferiore, dove dalle intercettazioni raccolte durante l’inchiesta sulla variante in corso d’opera dei lavori di Piazza della Libertà, emerge il coinvolgimento della segreteria provinciale democrat, e nel caso specifico di Nello Mastursi e dei vertici cittadini del Pd nocerino. Compreso Antonio Iannello, già candidato sindaco di Nocera Inferiore, in stretto contatto con Enrico Esposito, amministratore della Esa costruzioni, finito al centro di varie inchieste salernitane, Piazza della Libertà compresa. Iannello, infatti, si interessa anche delle vicende salernitane e strettamente collegate a Piazza della Libertà ed alla Esa Costruzioni. Ma gioca un ruolo rilevante anche durante le famose primarie parlamentarie che, fin dal giorno successivo ai risultati, furono al centro di aspre polemiche ed anche di ricorsi presentate dall’allora senatore uscente Alfonso Andria.
A Nocera Inferiore, si concorda che debbano uscire voti per Fulvio Bonavitacola, il deputato uscente, oggi vicegovernatore della Campania, che si è speso nel corso del tempo a favore della “causa Esa” a Palazzo di Città. Da Salerno pochi giorni prima del 29 dicembre arriva l’ordine di scuderia: Bonavitacola – Lamberti alle primarie per la scelta dei candidati al parlamento.
I contatti sono serrati anche con la controparte. Al punto che anche Vincenzo Petrosino, altro candidato alle primarie, entra in partita. Alla vigilia del voto, è Massimo Petrosino, all’epoca consigliere comunale di Nocera Inferiore, cugino del candidato, a concordare un piano con Enrico Esposito. «Insacchiamo 150 a Fulvio, il resto non prende niente nessuno, prende secondo me 50, 60 voti Alfonso Andria, Valiante sta andando facendo elemosina con tutti quanti e non prende nemmeno il c..»
In un primo momento Iannello ed Esposito vogliono rifiutare la proposta. Soprattutto Iannello. Ma il giorno delle elezioni lo scenario cambia nuovamente ed Enrico Esposito si fa arrivare direttamente 400 euro, in tagli da 2 euro da un suo collaboratore. Alle 19,15 dello stesso giorno s’accerta che le schede fossero state compilate a favore di Bonavitacola e Lamberti. Per le restanti dispone l’accoppiata «Petrosino, Fusco». Poco dopo Esposito comunica il tutto a Mastursi che chiede di rincarare la dose: «Se si tratta di un po’ di più è meglio! Sopra a Fulvio, tanto non è concorrente (di Petrosino, ndr)».
Riparte nuovamente l’ordine di imbucare le schede, d’intesa con Petrosino. Solo che al seggio mancano materialmente le schede per votare. Così non resta che accontentarsi di ciò che c’è. L’indomani, però, a scrutino chiuso non c’è corrispondenza tra votanti e schede che escono dall’urna:  a fronte di 1.200 elettori giunti al voto (come risulta dalle firme apposte sui registri) erano state redatte e introdotte nell’urna 1.800 schede,
Iannello preoccupato contatta Esposito: «se qualcuno va a prendere il verbale se ne accorge…se somma le preferenze degli uomini sono 120 in più rispetto ai 1.800 votanti, capito? che casino abbiamo fatto come gli scemi…ho sentito a Nello “Nè, vediamo di cambiare questi verbali”».




De Luca sulla candidatura di Bassolino: “Senza accordo ci saranno le primarie”

Se non ci sarà accordo sul candidato sindaco per le prossime Amministrative di Napoli sarà opportuno ricorrere alle primarie. È questo, in sostanza, il pensiero di Vincenzo De Luca in merito al prossimo importante appuntamento elettorale che vede già in campo Antonio Bassolino. “Io ho dovuto affrontare le primarie per diventare presidente della Regione. Ritengo, dunque, che se non dovesse esserci accordo per un candidato unitario si debbano fare le primarie”.




Caso Salerno, Landolfi a Roma

di Andrea Pellegrino

Venerdì 24 luglio i vertici del Partito democratico salernitano dovrebbero far tappa al Nazareno a Roma. All’ordine del giorno ci sarebbero le prossime elezioni comunali, con particolare attenzione ai comuni capoluogo di provincia. Quindi proprio a Salerno chiamato alle urne la prossima primavera, ma soprattutto chiamato – per quanto riguarda il Partito democratico – a decidere il successore di Vincenzo De Luca, oggi presidente della giunta regionale della Campania. Al tavolo democrat romano dovrebbero sedere Nicola Landolfi, segretario provinciale del Pd e Giuseppe Lanzara, responsabile enti locali del Partito democratico salernitano. Da definire è il metodo, in particolare l’utilizzo o meno delle primarie. Strumento che ha consentito l’elezione a governatore dell’ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e che molti ora vorrebbero utilizzare anche per la scelta del successore a Palazzo di Città. C’è poi da chiarire se, questa volta, sarà presentata o meno la lista ufficiale del Partito democratico alle Amministrative. Se così fosse sarebbe la prima volta per la città di Salerno. Infatti, il Partito democratico allo stato non è presente in aula consiliare con un proprio simbolo: i vari esponenti sono dislocati nei vari gruppi civici deluchiani. Nodo più difficile da sciogliere resta quello del candidato sindaco o dei candidati in caso di primarie. Per ora si parte da Enzo Napoli, attuale reggente dell’amministrazione comunale salernitana. Ma la rosa potrebbe allargarsi nei prossimi mesi, fino poi a restringersi verso il prescelto. Tra questi spiccano naturalmente i figli (Roberto e Piero) dell’attuale governatore, pronti entrambi a sostituire il padre sulla poltrona più alta del Comune di Salerno. Per Roberto De Luca, in particolare, sarebbe pronta anche una poltrona in giunta in vista dell’imminente rimpasto che il sindaco facente funzioni dovrà mettere in atto con le dimissioni di Franco Picarone e Luca Cascone, eletti in Consiglio regionale. E già questa potrebbe essere la fase più delicata per il partito democratico di Salerno. A Palazzo di Città il clima è già surriscaldato e l’attenzione è alta in vista dell’appuntamento elettorale del prossimo anno. Quanto a Nicola Landolfi, nell’ultimo periodo sempre più silenzioso nonostante la vittoria in Regione Campania, si prospetta un suo coinvolgimento nelle elezioni comunali di Battipaglia, suo attuale comune di residenza. Landolfi, allo stato, è uno dei deluchiani rimasto a bocca asciutta.

 

Il ministro Orlando: «Giuste le primarie»
Ed è favorevole alle primarie per la scelta del candidato sindaco, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, ieri a Napoli, per una convention del Pd insieme a Matteo Orfini. Il riferimento del ministro è alla corsa a Palazzo San Giacomo ma la linea politica tracciata pare che riguardi tutte le amministrazioni chiamate al voto. «Le primarie, come visto spesso, fanno giustizia nelle correnti, talvolta chi controlla pezzi del partito non è detto che abbia rapporti forti con l’opinione pubblica». Il ministro, però, sulle correnti interne al Pd aggiunge che: «Non siamo contro le correnti ma siamo contro le correnti quando sono un mero strumento di selezione della classe dirigente su basi di fedeltà. Siamo per le correnti quando diventano quello che devono essere in un grande partito riformista, cioè un luogo dove si elaborano idee e le si forniscono al partito».
(andpell)

 




Primarie, ecco i voti di Salerno città. De Luca: “Ecco le mie condizioni”

di Andrea Pellegrino

Ha conquistato anche Napoli l’ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca che ha vinto le primarie per le prossime regionali, il 10 maggio, in Campania. Sara’ lui dunque a sfidare l’attuale presidente della Regione per Palazzo Santa Lucia Stefano Caldoro. De Luca con il 52% dei voti ha battuto l’eurodeputato Pd Andrea Cozzolino, fermo al 44%. Il terzo candidato, il socialista Marco Di Lello ha invece ottenuto il 4%.

LA CONFERENZA STAMPA AL COMITATO

“Le mie premesse per le alleanze sono tre. Primo, la condivisione del programma: si ragiona con chi lo condivide. Secondo, si ragiona con chi condivide l’obiettivo di contrastare senza ambiguità i poteri criminali: sanno tutti che non intendo chiedere voti inquinati perché chi prende i voti della camorra prima delle elezioni poi deve pagare le cambiali, e io non intendo pagare cambiali a nessuno”. A dirlo nel corso di una conferenza stampa presso la sede di ‪#‎CambiareOra‬ in piazza Amendola a Salerno Vincenzo De Luca, vincitore delle primarie del centrosinistra per le regionali in Campania. “Terzo presupposto – ha proseguito De Luca – nessun mercato politico: vorrei che si aprisse una nuova stagione di serietà e consapevolezza, e credo sia anche arrivato il momento di finirla con i luoghi comuni quando parliamo di Napoli e della Campania, perché noi abbiamo qui fior di farabutti e di notabili malati di clientelismo ma abbiamo anche mille esperienze di grande amministrazione e di grande cultura, di competenza e spirito civico che vanno rispettate”. “Se qualcuno ha dubitato che ci fosse già un mercato di incarichi, la terza precondizione del mio dialogo con tutti è il rifiuto del mercato politico: io non faccio nessuna compravendita con nessuno – ha sottolineato – Si va alla Regione per lavorare, le forze politiche devono garantire l’attuazione del programma, non si apre nessun mercato di incarichi, di assessorati, di posti e controposti con nessuno. E chi avrà la responsabilità di guidare la Regione, se toccherà a me lo farò, sarà l’esecutore e l’attuatore del programma, non il distributore di incarichi”

I RISULTATI DI SALERNO CITTA’

 DE LUCA  COZZOLINO  DI LELLO
SALERNO 1

Cinema Augusteo

525

23

2

SALERNO 2

Cinema Augusteo

593

10

0

SALERNO 3

 Circolo PD – via Arce, 42

720

26

2

SALERNO 4

Locale Via Carmine, 121

981

30

6

SALERNO 5

Bottega di Alice

619

23

3

SALERNO 6

Teatro Ghirelli

472

16

5

SALERNO 7

Spazio Donna

938

33

3

SALERNO 8

Centro  “Carmen Rubino”

1058

36

3

SALERNO 9

Salerno Energia

786

24

6

SALERNO 10

Associazione Volontari di Ogliara

304

15

3

SALERNO 11

Associazione “I Castellani”

299

16

1

SALERNO 12

Palestra “Professiional Ballet”

806

30

5

SALERNO 13

Lido “Caravella”

601

20

4

SALERNO 14

Centro Sociale

1565

67

0,00

SALERNO 15

Circolo PD “Vassallo”

618

33

4

SALERNO 16

Associazione “Pianeta 21”

783

28

2

SALERNO 17

 Associazione Quartiere

766

2

9

12434

432

58

 

DE LUCA

COZZOLINO

DI LELLO

96,21%

3,34%

0,45%

 




Primarie, De Luca batte Cozzolino

di Andrea Pellegrino

Vincenzo De Luca ribalta le aspettative della vigilia e conduce le primarie del Pd in Campania. E’ suo il “miracolo” della rimonta nei confronti di Andrea Cozzolino, indicato come favorito all’interno del Partito democratico. L’eurodeputato non sfonda a Napoli, sfiora il pareggio a Caserta ma vince a Benevento. La vittoria di Vincenzo De Luca sarebbe acclarata dal 56 per cento ottenuto su scala regionale. I primi festeggiamenti presso la sede di via Manzo già alle ore 23, poi la corsa fino a Napoli. A Salerno città i votanti sono stati 16mila, in tutta la provincia di Salerno 42mila. In città, come da previsione, Vincenzo De Luca si attesta all’80 per cento. Questi i dati: 12434 De Luca; 432 Cozzolino e 58 Di Lello. In Campania sono oltre 146mila i votanti. Anche a Napoli l’ex sindaco di Salerno conquista un ottimo risultato: a lui sono andate Fuorigrotta, Chiaia, Pianura e Vomero. Ad Avellino è sua la vittoria con una percentuale che sfiora il 50 per cento. In provincia di Salerno, sono poco più di mille i votanti a Cava de’ Tirreni ma l’affermazione netta è per Vincenzo De Luca. A Giffoni Valle Piana, Paolo Russomando vince la sfida in famiglia (contro lo zio Ugo Carpinelli) piazzando Cozzolino al primo posto. Per lui 625 preferenze rispetto alle 273 incassate da Vincenzo De Luca. A Scafati si conclude con un testa a testa: 474 voti per De Luca contro 467 preferenze per Cozzolino. Nel Vallo Di Diano De Luca vince il 16 comuni. Andrea Cozzolino annuncia ricorsi su Agropoli, Minori, Eboli, Pontecagnano ed Amalfi. A Minori, il sindaco Andrea Reale ha portato al voto più di mille persone. Qui, nel piccolo borgo della Costiera Amalfitana sono andate ben 867 preferenze a Vincenzo De Luca.




Ci sono le firme o forse no: La giornata surreale del Pd

di Andrea Pellegrino

Il nuovo giorno di ordinaria follia del Partito democratico campano inizia con l’ennesimo colpo di scena. La cronaca della giornata è intensa ma anche paradossale. Nel mirino sempre le primarie di domenica. Lunedì la riunione al Terminus di Napoli si era conclusa con una fumata nera e con la rassegnazione di primarie ormai inevitabili. Ed invece ieri al termine di altre lunghe e sofferenti riunioni, la quadra sarebbe stata trovata, dopo il via libera di Guglielmo Vaccaro e della sua area (che avrebbe abbandonato Gennaro Migliore) alla candidatura unitaria di Gino Nicolais.

IL GIALLO DEL DOCUMENTO Da qui la sottoscrizione di un documento per la convocazione di una assemblea regionale, con tanto di 48 firme virtuali consegnate nelle mani del presidente del partito Stefano Graziano. Un documento che viene reso noto via Twitter dal deputato Marco Di Lello (candidato alle primarie in quota Psi) con tanto di dedica: “Tentativo di furto di democrazia in atto. SPQC sono pazzi questi campani! Una risata li seppellirà! #svoltacampania”. Il documento è inviato anche al segretario regionale Assunta Tartaglione (che smentisce, però) e al vice segretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini. In calce alla richiesta ci sono (o almeno ci sarebbero) 48 nomi, delegati che rappresentano varie anime del partito, dai dalemiani ai riformisti agli ex popolari. Sul nome del presidente del Cnr ci sarebbe il sì degli ex deluchiani Mario Casillo e Teresa Armato, oltre che di Lello Topo e dell’eurodeputato Massimo Paolucci. Sull’annullamento delle primarie convergerebbero anche i renziani Famiglietti, Nicodemo e Picierno. Già lunedì mattina al vertice tra le aree democrat al Terminus, Nicodemo aveva annunciato la sua apertura ad una possibile soluzione anti primarie. Non c’è invece la firma del deputato salernitano Simone Valiante che nelle ultime ore avrebbe abbandonato la pista Migliore per seguire Andrea Cozzolino. Ma a creare l’ennesimo giallo sono le firme di sei dei 48 firmatari che negano il loro sostegno al documento. Tra loro sicuramente quattro delegati vicini ad Andrea Cozzolino. Nel documento si legge: «Si chiede la convocazione dell’organismo onde poter procedere come da Statuto alla designazione del candidato del Pd e della coalizione alla Presidenza della regione della persona dell’onorevole professore Nicolais». Venerdì o al massimo sabato mattina la richiesta di convocazione dell’assemblea e la conta, dunque delle varie anime del partito. Ma la convocazione fino a sera non c’è. Il documento, infatti, non sarebbe stato riconosciuto valido dai vertici locali del partito, cui spetterebbe convocare l’assemblea.
IL SÌ DI VACCARO «Proporremo all’assemblea – spiega uno dei sostenitori del documento, il democrat Guglielmo Vaccaro – di valutare ai sensi dello statuto regionale e nazionale il superamento delle primarie alla luce dei troppi rinvii e delle tante contestazioni. C’è la possibilità di un’ampia convergenza su un profilo importante come quello di Nicolais per mettere fine a una querelle poco edificante. In queste condizioni le primarie non sono più attuali. Meglio tardi che mai – conclude Vaccaro – e a chi dice che siamo fuori tempo massimo dico che quando ci sono i numeri non c’è discorso che tenga».
PRIMARIE CONFERMATE Ma al momento le primarie sono confermate e i candidati in campo restano Andrea Cozzolino, Gennaro Migliore, Vincenzo De Luca, Nello di Nardo e Marco di Lello. Peraltro, viene fatto notare da fonti regionali del Pd, i democratici non potrebbero, a norma di statuto, bloccare le primarie che sono una competizione di coalizione, alla quale partecipano anche esponenti come Di Lello e Di Nardo che non sono iscritti al Pd. Stando così le cose, secondo i vertici del partito, domenica si apriranno i seggi. Ed allora davvero sarà una resa dei conti senza precedenti all’interno del partito democratico della Campania.