Sempre più aggressioni ai danni dei dipendenti

di Erika Noschese

E’ sempre più allarme sicurezza a bordo dei mezzi Busitalia. Numerosi sono stati, fino ad oggi, gli episodi più volte denunciati dai sindacati e che hanno messo in allarme dipendenti e vertici aziendali. Solo ieri mattina, di fatti, si è consumata l’ennesima aggressione verbale ai danni di un controllore. Il fatto si è verificato a bordo della linea 13 PastenaGiovi; controllore e guardia sono saliti a bordo del mezzo e hanno controllato che tutti i passeggeri fossero dotati di regolare titolo di viaggio. Ad esserne sprovvisto un passeggero che, dopo numerosi tentativi andati a vuoto per evitare la sanzione amministrativa ha iniziato ad inveire contro il dipendente Busitalia, pronunciando – nei suoi confronti – frasi minatorie e oltraggiose. «Prima o poi ci incontriamo e ti faccio vedere chi sono io», avrebbe infatti detto il pendolare rivolgendosi al controllore. Intanto, dopo l’incontro in prefettura poco e nulla è cambiato anche se sembra esserci una maggiore incisione anche da parte delle forze dell’ordine che, in caso di telefonata al numero di emergenza unica, intervengono in tempi rapidi. Inoltre, pare che anche in via Vinciprova ci sarebbe una maggiore presenza, spesso in borghese, da parte della polizia e dei carabinieri, anche in virtù del protocollo stilato in prefettura. I sindacati, in quell’occasione, hanno chiesto misure per fronteggiare il fenomeno delle aggressioni, cresciute in maniera esponenziale soprattutto nell’ultimo periodo. Tra le misure richieste, infatti, anche la presenza di cani alle fermate dei pullman e uomini in borghese che faranno rispettare le regole. Solo pochi giorni fa un altro atto vandalico si è registrato a bordo della linea 51, quando alcuni giovani hanno distrutto il vetro del mezzo di trasporto.




Pensionati in rivolta, sit in dinanzi la prefettura

Spi-Cgil Fp-Cisl Uilp-Uil hanno promosso presidi in tutte le province della Campania “al fine di sollecitare il governo a dare risposte alla condizione di difficoltà in cui versano milioni di pensionati italiani”. I presidi si terranno davanti alle prefetture domani, martedì 3 dicembre a Napoli, dalle ore 10,30; giovedì 5 dicembre a Benevento e Salerno, dalle ore 10.30; venerdì 6 dicembre ad Avellino, dalle ore 10.30. “L’iniziativa – dichiara Franco Tavella segretario generale dello Spi Cgil Campania – è mirata ad inserire nella manovra economica l’abbassamento delle tasse anche per i pensionati italiani che contribuiscono in maniera significativa alla fiscalità generale. Si tratta di 16 milioni di pensionati che non possono essere ignorati”. “Inoltre – continua Tavella – è necessario promuovere una legge sulla non- autosufficienza dando così risposte a migliaia di pensionati non autosufficienti ed alle loro famiglie”. “Ci sembra questa – conclude Tavella – una legge di civiltà che può dare un aiuto concreto a tantissime persone ed alle loro famiglie che vivono in solitudine una condizione di straordinaria difficoltà, provocando gravi disagi, sofferenze, esclusione sociale ed impoverimento”




Italcementi, l’azienda avvia la procedura di licenziamento per gli operai

di Erika Noschese

Fine anno amaro per i lavoratori della Italcementi, lo stabilimento di via Cupa Siglia, a Fuorni. L’azienda Heidelberg, infatti, lo scorso 23 ottobre ha avviato le procedure di licenziamento collettivo. Così, i 18 lavoratori, ad oggi in cassa integrazione, dal 31 dicembre resteranno senza lavoro nonostante, nel 2018 – in ambito nazionale – Italcementi ha chiuso il bilancio in positivo con un fatturato pari a 4 8 3 . 1 4 3 . 0 0 0 euro. Da qui l’appello che i lavoratori salernitani hanno lanciato a parlamentari e istituzioni affinché adottino politiche d’investimenti volti alla salvaguardia dell’occupazione. «In tutta Italia siamo rimasti soltanto 19 lavoratori che Italcementi non ha alcuna intenzione di ricollocare nelle prossimità della Campania, avendo due opifici», ha dichiarato Raffaele Della Monica, responsabile Rsu Italcementi. L’azienda Heidelberg Italcementi, di fatti, «sta tentando, come fanno attualmente tutte queste multinazionali, di trasferirci al nord e per noi è un’enorme difficoltà, dovuta anche alla nostra età – ha dichiarato ancora Della Monica – Non abbiamo più la condizione fisica e psichica per affrontare questo». Attualmente, dunque, a Salerno sono 19 le unità lavorative che hanno ricevuto la lettera di licenziamento che dovrebbe scattare il 1 gennaio 2020 perché al 31 dicembre scadrà la cassa integrazione. Da qui, poi, l’appello alla politica locale: «Anche se ormai ci siamo rassegnati all’inadempienza e inattitudine morale di alcuni nostri politici, speriamo che qualcuno ci ascolti», ha dichiarato il responsabile Rsu. I lavoratori, di fatti, ieri mattina hanno protestato in piazza Amendola, dinanzi al palazzo della Prefettura affinché anche il prefetto Russo intervenga nel merito della questione.




«Sbloccare le opere», l’appello dei sindacati al prefetto Russo

di Erika Noschese

Sbloccare le opere, in provincia di Salerno, che potrebbero dare occupazione ad almeno 5mila lavoratori. A lanciare l’appello sono i sindacalisti salernitani che ieri mattina hanno protestato sotto palazzo della Prefettura per chiedere l’intervento del prefetto Russo. «Chiediamo un impegno maggiore per lo sblocco di tutte le opere appaltate e quelle non ancora cantierizzate», ha dichiarato il sindacalista Luca Daniele della Fillea Cgil che, ieri mattina, ha incontrato il prefetto Russo. In provincia di Salerno, di fatti, «ci sono tantissime opere, circa un milione che darebbero occupazione a circa 5mila lavoratori – ha dichiarato Luca Daniele – Alcune opere sono bloccate solo per cavilli burocratici, altre opere sono state finanziate solo parzialmente e noi vogliamo sollecitare le istituzioni affinché le stesse vengano completate sia in termini di finanziamenti che di completamento stesso».

Ma quali sono le opere incompiute?

Da completare c’è la metanizzazione Cilento per circa 140 milioni di euro; il palazzetto dello Sport (13 milioni di euro); il Fondovalle Calore (10.220 milioni di euro); Salerno Porta Ovest (121.519 milioni di euro); il teatro comunale di Castel San Giorgio che non ha superato il 9% della percentuale di avvio delle opere pur avendo ottenuto un finanziamento di circa 2.325 milioni di euro; villa Calvanese e il suo parco. L’impianto fotovoltaico sui tetti degli edifici pubblici è fermo al 47% per un finanziamento pari a quasi 3 milioni di euro. E ancora: la messa in sicurezza del Palazzo De Curtis a Roccagloriosa che ha ottenuto un finanziamento superiore a 1 milione di euro; la città dei Ragazzi a Siano (oltre 1 milione di euro) e il progetto del centro polivalente a Sarno.

Opere finanziate e mai cantierizzate.

Realizzazione della terza corsia autostrada Sa/Av per un importo totale pari a 240milioni di euro; la Cittadella scolastica a Sarno (7 milioni di euro); lavori di ripristino della variante lungo la Sp.447 tra Ascea e Pisciotta (12.9 milioni).

Opere urgenti da realizzare.

Allungamento alta velocità che colleghi Salerno e il sud Italia (300 milioni di euro); ampliamento dell’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi (230 milioni di euro); potenziamento metropolitana verso l’aeroporto e l’Unisa (100 milioni di euro); messa in sicurezza del dissesto idrogeologico, in particolare per la costiera Amalfitana e quella Cilentana (12 milioni di euro); messa in sicurezza del letto del fiume Sarno (198.36 milioni di euro); messa in sicurezza degli edifici scolastici dal rischio sismico (1.6 milioni di euro); progetto Più Europa per la riqualificazione dei centri storici (60 milioni di euro); riqualificazione dell’area destinata all’interporto di Battipaglia ( 11 milioni di euro). Il prefetto Russo, dal canto suo, convocherà – nelle prossime settimane – un tavolo provinciale per discutere di sicurezza e attivare operazioni di monitoraggio in tutti i comuni salernitani affinché le opere vengano presto sbloccate per incrementare l’occupazione in quanto le opere potrebbero generare un moltiplicatore economico-finanziario pari a 3,5 per ogni euro speso con un’occupazione aggiuntiva di oltre 5 mila addetti.




Busitalia, i sindacati chiedono videosorveglianza a bordo dei bus e cani antidroga

di Erika Noschese

La quasi totale assenza di sicurezza, a bordo dei mezzi Busitalia, ha costretto i sindacati a chiedere un incontro urgente con il prefetto di Salerno. Obiettivo dell’incontro cercare nuove soluzioni per evitare ancora casi di cronaca che vedono protagonisti soprattutto controllori e vigilantes. Tra le proposte avanzate dai sindacati quella di avere agenti in borghese a bordo degli autobus, 50 nuovi pullman videosorvegliati e cani antidroga. Soluzioni mirate a debellare un fenomeno sempre più in crescita. Il prefetto, dal canto suo, ha raccolto le informazioni e le richieste avanzate dai sindacalisti. Tra le linee più critiche, per i dipendenti Busitalia, la linea 8 Salerno Battipaglia, la 4 e la 9, entrambe dirette a Cava de’ Tirreni. Queste linee infatti sono quelle maggiormente frequentate dai pendolari “violenti” soprattutto il fine settimana.




Caso Battipaglia, il tavolo è permanente, la sindaca:«Nei controlli sconti a nessuno»

E’ durato circa un’ora e mezza il comitato per l’ordine e la sicureza pubblica ieri mattina. Al fianco della sindaca di Battipaglia, Cecilia Francese e del prefetto di Salerno, Francesco Russo anche Fabrizio Curcio, l’ingegnere coordinatore della cabina di regia nazionale istituita presso la presidenza del Consiglio dei ministri per l’emergenza “Terra dei Fuochi”. Impegnati i Vigili del Fuoco, Carabinieri e Guardia di Finanza. Al momento si esclude la presenza dell’Esercito, come volevano i vertici dell’Asi, nella città capofila della Piana del Sele visto che i controlli ci sono da parte delle forze di polizia e stanno dando i loro frutti. «L’intensificazione dei controlli, il monitoraggio dei siti e delle imprese dimostreranno che lo Stato in questa partita c’è e non molla di un centimetro», felice la sindaca. Ieri si è dato il via ad un “tavolo permanente sulla crisi” con l’obiettivo di monitorare e coordinare tutte le attività ispettive sui siti che trattano rifiuti sul territorio battipagliese, ma più in generale nella Piana del Sele. Dunque, i controlli sul territorio saranno intensificati dalle forze dell’ordine in collaborazione con gli uffici tecnici comunali e dalla polizia locale. Sempre nella direzione dei maggiori controlli, la Giunta Francese su impulso dell’assessore allo sviluppo urbano Davide Bruno e della collega delegata all’ambiente Carolina Vicinanza, ha approvato un piano integrato di controlli, sulle attività insediate nel territorio comunale. L’obiettivo è quello di rendere concrete azioni di polizia in coordinamento con gli enti preposti per le diverse competenze, come l’Arpac, Vigili del Fuoco e gli ispettori dell’Azienda sanitaria locale. «Un piano speciale mai attuato nella storia di Battipaglia – ricorda il primo cittadino – dalle ispezione ambientale a quelle edilizie, dai controlli sulle nuove norme antincendio alle autorizzazioni ambientali e al nulla osta dell’Asi ove necessario. Che sia chiaro a tutti: noi non faremo sconti a nessuno perché sulla pelle dei battipagliesi non si deve scherzare». Importante è dunque il coordinamento e l’azione incisiva di tutti, come ricorda l’ingegnere Curcio che fa sponda al prefetto che: «Non vi fossilizzate solo sull’Esercito». «Sulle indagini non entriamo – dice Curcio – c’è già una magistratura di prim’ordine, ci interessa quello che accade sul territorio in modo da portare un modello nazionale e qui c’è la voglia di cooperare».




«Il Prefetto unico responsabile in caso di tragedia»

Erika Noschese

«La società Istemi incaricata, dal Comune di Salerno, per verificare le condizioni del viadotto Gatto opera senza aver partecipato ad alcun bando pubblico». A denunciare la presunta irregolarità il Codacons di Salerno, attraverso le parole del presidente nazionale, l’avvocato Carlo Rienzi ed il vice presidente Matteo Marchetti. Diverse sono state, fino ad ora, le denunce dei membri del Codacons che segnala come il viadotto non sia mai stato revisionato, fin dalla sua costruzione che risale a circa 40 anni fa. Dichiarazioni che vanno a sommarsi a quelle rese dall’ingegnere Micillo del Comune di Salerno e – proprio sulla base di questi fatti – la Procura ha aperto un procedimento e sequestrato i verbali della Commissione Trasparenza. Il Codacons nazionale ha provveduto a controllare ponti e viadotti presenti in tutta Italia: «Abbiamo fatto quest’operazione in tutta Italia e devo dire che il 20% delle nostre sollecitazioni hanno ottenuto un riscontro positivo – ha dichiarato il presidente Rienzi – In Campania abbiamo una scheda dei risultati che ci sono giunti, queste diffide servono perché quando accade una disgrazia non c’è un colpevole». Diffide ai prefetti, quello di Salerno compreso, per evitare una tragedia simile a quella di Genova perchè, sostiene il presidente nazionale, se dovesse verificarsi «il Prefetto sarebbe il primo responsabile di omissione di atti d’ufficio». Viadotto Gatto e staticità dei ponti sono due elementi facilmente collegabili al disastro idrogeologico in Costiera Amalfitana, in seguito ad alcune segnalazioni relative alla oscura distribuzione dei fondi da parte della Regione Campania: «Analizzere un elenco dei progetti finanziati di modo che i Comuni esclusi possano verificare se la nuova situazione possa addirittura essere peggiore rispetto a quella originaria, perché spesso si tende a privilegiare il comune più vicino politicamente», ha poi aggiunto Rienzi. Intanto, l’avvocato Matteo Marchetti, vice presidente nazionale del Codacons continua a chiedere a gran voce il ripristino del doppio senso di marcia in via Benedetto Croce. «Una soluzione potrebbe essere quella di rendere via Croce a doppio senso solo per i mezzi a due ruote ed evitare ai mezzi pesanti di percorrere il viadotto Gatto», ha infatti dichiarato l’avvocato Marchetti, nonostante l’amministrazione comunale abbia già espresso parere negativo. Intanto, la petizione lanciata da Forza Italia, a Vietri sul Mare e Salerno, continua spedita e numerose sono state finora le adesioni.




Nuova Ises, la Regione prende tempo

Erika Noschese

Si è concluso, ancora una volta, con un nulla di fatto il vertice in Prefettura dei lavoratori della Nuova Ises, la cooperativa di Eboli che gestisce la struttura per disabili. Nella mattinata di ieri, infatti, i dirigenti dell’Asl, la Regione Campania ed il sindaco di Eboli Massimo Cariello hanno avuto un incontro in prefettura per capire se la cooperativa evolitana dovrà o meno avere diritto ai soldi regionali per l’assistenza ai disabili. Si è trattato di un “vertice interlocutorio”, come lo ha definito il primo cittadino Massimo Cariello, perchè la Regione Campania ha preso qualche giorno di tempo per verificare se esistano le condizioni per un eventuale accreditamento. stenza ai disabili. La Nuova Ises è la cooperativa a cui il Comune di Eboli ha affidato la concessione di uso e gestione del centro polifunzionale di Santi Cosma e Damiano e che, da ormai quattro anni, attende di vedersi riconosciuto un accreditamento che, ad oggi, non solo non c’è stato ma che continua ad essere palleggiato tra Asl e Palazzo Santa Lucia, in attesa di capire chi e quando dovrà versare questi soldi. «Oggi dovrebbe chiudersi questa telenovela – perché tale è diventata – nel senso che la Regione dovrà esprimersi su una domanda chiara: a questa struttura è mai stata tolta l’accreditamento? La Regione non potrà rispondere altro che no per cui l’Asl si dovrà fare carico e ripristinare lo stato dell’arte dell’epoca anche con lo stesso tetto di assegnazione perché un tetto di assegnazione nuovo – dopo aver fatto il censimento del fabbisogno – non ce n’è per nessuno», ha dichiarato Angelo Di Giacomo, sindacalista della Cgil Fp. «Imbarazzante stare ancora oggi qua visto che avevamo condiviso un percorso sia con la Regione sia con l’Asl tramite l’ex direttore Giordano. Purtroppo non capiamo il perché siamo ancora qua», ha invece detto Antonio De Sio della Cisl Fp. «In questa riunione dobbiamo confrontarci ed arrivare ad un punto definitivo della vertenza. Secondo i sindacati, la vertenza poteva già essere chiusa il 2 marzo 2017 quando l’Ises aveva tutti i requisiti per l’accreditamento. Voglio sottolineare che non c’è alcuna sospensione o revoca dell’accreditamento così come riportato anche dall’Anac che erroneamente ha detto che era un soggetto in revoca o in sospensione», ha affermato invece Orlando Scutillo dell’Usai. Presente anche il sindaco di Eboli, Massimo Cariello: «Oggi siamo qui per altro, non per parlare non delle cose passate dove noi ci difenderemo in tutti i luoghi e siamo convinti della posizione che abbiamo assunto allora. Ora però stiamo parlando di una struttura a norma ed è opportuno che l’Asl e la Regione facciano ciò che devono fare, ovvero dare quello che spetta ad una struttura che ha subito un abuso nel passato oggi invece è tutto in regola e non capisco perché non dovrebbe dare loro ciò che gli spetta». Intanto, i lavoratori sono ancora in attesa senza alcuna certezza anche se in qualche modo fiduciosi, perché la Regione non ha chiuso la porta.




Gli intercantieri minacciano il blocco di via Ligea

Brigida Vicinanza

Esito negativo per l’incontro in Prefettura di ieri pomeriggio con i lavoratori intercantieri del Consorzio che dovrebbero passare a breve all’interno della società Salerno Pulita, ma soprattutto quelli che cercano ancora posto all’interno dei comuni della provincia di Salerno che per legge dovrebbero assumere e adesso si paventa il rischio di una manifestazione che blocchi l’intero territorio salernitano ma soprattutto entrata ed uscita di Salerno con conseguenti disagi. Avevano già dichiarato lo stato di agitazione i lavoratori che si occupano di rifiuti, che ieri mattina avevano anche fatto “visita” durante il consiglio comunale di Salerno ad assessori e consiglieri per chiedere collocazione. Dall’altra parte ancora gli interinali sempre della società in house di Palazzo di Città, che chiedono la stabilizzazione. Dunque una serie di problemi che dovrebbero risolversi entro il 30 giugno, ma che ad oggi non trovano risposte certe. E ieri alla presenza di Rocco Galdi, delegato del Comune di Salerno, Giovanni Coscia presidente dell’ente d’ambito e Giuseppe Corona commissario del Consorzio di Bacino, le sigle sindacali con Angelo De Angelis della Cgil e Angelo Rispoli della Fiadel insieme ad Amendola in veste di Prefetto, c’è stato un nulla di fatto. Grande assente la Regione Campania che fa sentire il peso della responsabilità e adesso proprio i sindacati chiedono un incontro urgente in presenza della Regione, affinchè obblighi i comuni della provincia di Salerno ad assumere gli intercantieri. Se questo non avverrà i sindacalisti hanno minacciato lo sciopero con una manifestazione alle porte della città in via Ligea, che potrebbe causare non pochi disagi. Per questa mattina intanto è atteso l’incontro in sede provinciale con i sindaci dei comuni, Coscia e Corona che dovranno decidere il da farsi. Da parte sua il Comune di Salerno però rivendica il fatto che l’assunzione è stata già fatta per 11 intercantieri all’interno di Palazzo di Città ed il problema rimane per gli altri comuni della provincia. Non resta che attendere, ma i tempi a quanto pare stringono.




Piano Urbano, Prefettura diffida il Comune

Andrea Pellegrino

Piano urbano del traffico non conforme a legge, la Prefettura diffida il Comune di Salerno. E’ arrivato il 21 dicembre scorso il provvedimento dell’Ufficio territoriale di Governo, attivato dopo la denuncia presentata dal gruppo Rousseau di Salerno, a firma di Rita Peluso e Gaetano Scuoppo. Le segnalazioni erano state portate anche all’attenzione degli organi comunali e della commissione competente. Ma ora è la Prefettura di Salerno ad aver chiesto chiari- menti all’amministrazione comunale. Il giorno 21 dicembre, infatti, il competente ufficio della Prefettura, di raccordo con gli enti locali, ha invitato il Comune di Salerno a riscontrare la diffida presentata dagli attivisti il 7 dicembre, indirizzata non solo al Prefetto, ma anche al sindaco Napoli, all’assessore De Maio, alla comandante Cantarella, al presidente del Consiglio comunale ed a tutti i consiglieri. Gli attivisti, tramite l’avvocato Oreste Agosto, hanno evidenziato che il Comune di Salerno non è dotato di un Piano urbano del traffico conforme a legge e che, in ogni caso, le sporadiche e disarmoniche misure adottate dall’ente non sono idonee a determinare una pianificazione adeguata della circolazione, consona ad una città di circa 130 mila abitanti. La carenza pianificatoria determina pericoli e danni ai cittadini, all’ambiente, con alti livelli di inquinamento e rende invivibile la città. «Abbiamo appreso ieri – afferma l’avvocato Agosto – che il Comune ha adottato due determine dirigenziali nell’anno 2017, che sarebbero state poste a base delle giustificazioni inoltrate alla Prefettura in ordine alle contestazioni della mancanza del piano traffico. A dire del Comune il procedimento di approvazione sarebbe in corso. Sarebbe stato affidato un incarico alla Università di Salerno- Dipartimento di Ingegneria civile per il servizio di supporto e di assistenza tecnico- scientifica e metodologia dell’aggiornamento del piano generale del traffico urbano (Pgtu)». «Un altro incarico – continua ancora il legale – sarebbe stato affidato dal Comune di Salerno, al Centro servizi metrologici e tecnologici avanzati dell’Università di Napoli “Federico II”, per realizzare le indagini sul traffico urbano nella città di Salerno, propedeutiche all’aggiornamento del Pgtu. Ancora una volta, il nostro gruppo deve mettere in capo diffide ed azioni legali per tutelare i diritti della comunità. E’ davvero singolare che in questa città le Istituzioni siano abituate a non fare il proprio dovere. C’è necessità ormai condivisa di cambiare il sistema ultraventennale». In merito alla richiesta di scioglimento del consiglio comunale, il Comune ha risposto alla Prefettura che non sussisterebbero le ipotesi di scioglimento del Consiglio comunale ai sensi dell’articolo 141 del Tuel, perché “i termini previsti per l’aggiornamento o elaborazione del piano del traffico hanno carattere ordinatorio…. fermo restando l’obbligo dell’amministrazione di provvedere in merito”. Gli attivisti salernitani sono di contra- rio avviso e stanno approntando un dossier per dimostrare i tanti inadempimenti del consiglio comunale salernitano. «Trasmette- remo le nostre controdeduzioni alla Prefettura sostengono – per dimostrare la sussistenza dei pre- supposti dello scioglimento del Consiglio comunale di Salerno: “I Consigli comunali e provinciali vengono sciolti quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge, nonché per gravi motivi di ordine pubblico». Entro trenta giorni si attendono le determinazioni del Prefetto che deve relazionare al Ministro degli Interni. «Il consiglio comunale deve essere sciolto, per previsione di legge, non solo per la mancata approvazione del piano urbano del traffico, ma anche per altre gravi e persistenti violazioni di legge che da anni si verificano nel Comune di Salerno», affermano gli attivisti.