Nuova Ises, la Regione prende tempo

Erika Noschese

Si è concluso, ancora una volta, con un nulla di fatto il vertice in Prefettura dei lavoratori della Nuova Ises, la cooperativa di Eboli che gestisce la struttura per disabili. Nella mattinata di ieri, infatti, i dirigenti dell’Asl, la Regione Campania ed il sindaco di Eboli Massimo Cariello hanno avuto un incontro in prefettura per capire se la cooperativa evolitana dovrà o meno avere diritto ai soldi regionali per l’assistenza ai disabili. Si è trattato di un “vertice interlocutorio”, come lo ha definito il primo cittadino Massimo Cariello, perchè la Regione Campania ha preso qualche giorno di tempo per verificare se esistano le condizioni per un eventuale accreditamento. stenza ai disabili. La Nuova Ises è la cooperativa a cui il Comune di Eboli ha affidato la concessione di uso e gestione del centro polifunzionale di Santi Cosma e Damiano e che, da ormai quattro anni, attende di vedersi riconosciuto un accreditamento che, ad oggi, non solo non c’è stato ma che continua ad essere palleggiato tra Asl e Palazzo Santa Lucia, in attesa di capire chi e quando dovrà versare questi soldi. «Oggi dovrebbe chiudersi questa telenovela – perché tale è diventata – nel senso che la Regione dovrà esprimersi su una domanda chiara: a questa struttura è mai stata tolta l’accreditamento? La Regione non potrà rispondere altro che no per cui l’Asl si dovrà fare carico e ripristinare lo stato dell’arte dell’epoca anche con lo stesso tetto di assegnazione perché un tetto di assegnazione nuovo – dopo aver fatto il censimento del fabbisogno – non ce n’è per nessuno», ha dichiarato Angelo Di Giacomo, sindacalista della Cgil Fp. «Imbarazzante stare ancora oggi qua visto che avevamo condiviso un percorso sia con la Regione sia con l’Asl tramite l’ex direttore Giordano. Purtroppo non capiamo il perché siamo ancora qua», ha invece detto Antonio De Sio della Cisl Fp. «In questa riunione dobbiamo confrontarci ed arrivare ad un punto definitivo della vertenza. Secondo i sindacati, la vertenza poteva già essere chiusa il 2 marzo 2017 quando l’Ises aveva tutti i requisiti per l’accreditamento. Voglio sottolineare che non c’è alcuna sospensione o revoca dell’accreditamento così come riportato anche dall’Anac che erroneamente ha detto che era un soggetto in revoca o in sospensione», ha affermato invece Orlando Scutillo dell’Usai. Presente anche il sindaco di Eboli, Massimo Cariello: «Oggi siamo qui per altro, non per parlare non delle cose passate dove noi ci difenderemo in tutti i luoghi e siamo convinti della posizione che abbiamo assunto allora. Ora però stiamo parlando di una struttura a norma ed è opportuno che l’Asl e la Regione facciano ciò che devono fare, ovvero dare quello che spetta ad una struttura che ha subito un abuso nel passato oggi invece è tutto in regola e non capisco perché non dovrebbe dare loro ciò che gli spetta». Intanto, i lavoratori sono ancora in attesa senza alcuna certezza anche se in qualche modo fiduciosi, perché la Regione non ha chiuso la porta.




Forza Italia, Postiglione pronto a candidarsi Articolo 1-Mdp: domani conclude i giochi

Erika Noschese

Continua il toto nome sui possibili candidati alla Camera e al Senato in provincia di Salerno. Stando ad alcune indiscrezioni, Umberto Postiglione, ex prefetto di Agrigento e Palermo, nonché ex commissario straordinario della provincia di Roma starebbe pensando ad un ritorno in campo, chiedendo un posto nelle liste di Forza Italia. Intanto, nella giornata di martedì gli alleati di centro destra si incontreranno per definire la divisione dei collegi. Lunga la carriera dell’ex prefetto Postiglione – che già nel 2015 pensava a scendere nuovamente in campo candidandosi alla carica di sindaco nella sua città natale, Angri – che ha rivestito il ruolo di capo dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati  e confiscati alla criminalità organizzata. Intanto, a poco meno di due mesi dalle politiche 2018, i partiti sono a lavoro per comporre le lista da presentare poi ai vertici nazionali. Nella giornata di lunedì Antonio Tajani, dovrebbe occuparsi delle candidature in Campania, fornendo così un primo quadro generale dei possibili candidati alla Camera e al Senato. Resta ancora il problema della cosiddetta quarta gamba – composta da Noi con l’Italia – che ha chiesto quattro posti ma se ne vedrà assegnare solo tre: Napoli, Avellino mentre l’ultimo sarà Salerno o l’Agro nocerino sarnese che vedrà in pole position l’avvocato Guglielmo Scarlato, tra i più accesi sostenitori del “no” al Referedum costituzionale del 2016, nonosntante la vecchia scuola democristiana che lo ha caratterizzato. Intanto, nel collegio Salerno Città resta in pole position il rettore Aurelio Tommasetti nonostante si sia fatto avanti anche Lello Ciccone. Se quest’ultimo nome dovesse prendere quota al punto da ottenere una conferma, al rettore potrebbe essere assegnato un altro seggio. A chiudere il cerchio delle candidature anche Articolo1-Mdp che nella giornata di domani dovrà fornire un quadro definitivo, con i nomi dei componenti delle varie liste. Dopo il nome di Carmine Ansalone che ha detto addio al Pd per entrare a far parte di Liberi e Uguali, il nuovo movimento politico del leader Pietro Grassi, nato dalla fusione di Art.1 Mdp, Sinistra Italiana e Possibile, c’è ancora quale tassello da sistemare.




Sosta selvaggia a Fratte: «Non si ripetano tragedie»

Erika Noschese

E’ sempre più emergenza sosta selvaggia a Salerno. Dopo quanto accaduto in via Monti dove a causa dell’inciviltà degli automobilisti un mezzo di soccorso è stato impossibilitato a raggiungere l’abitazione dell’ex insegnante salernitana colpita da infarto. Ma il centro storico non sembra essere l’unico punto critico della città. A segnalare un’ennesima situazione drammatica in fatto di sicurezza sono i residenti del quartiere Fratte, vittime della sosta selvaggia, soprattutto in questo momento delicato per la città, affollata di turisti per l’evento di Luci d’Artista. I cittadini di Fratte lamentano ormai da tempo la mancanza di interventi immediati circa queste gravi problematiche, già più volte esposte alle autorità di competenza. In via Nazario Sauro la situazione sembra essere ancor più grave rispetto a quella di via Monti, secondo i residenti della zona, in quanto ci sarebbero moto che sbucano all’improvviso, attraversando vicoli non adatti alla viabilità dei mezzi che serpeggiano tra bambini e residenti che si ritrovano a percorrere strade sprovviste di protezioni e marciapiedi. Poco distante dalla zona in questione c’è la fermata dell’autobus e – sempre secondo i residenti – bisogna prestare attenzione per evitare di essere falciati dai motociclisti. Già in passato si sono verificati episodi che avrebbero potuto avere conseguenze ben peggiori con persone cadute nel tentativo di schivare le ruote. Sono state preparate due richieste scritte inoltrate al sindaco Enzo Napoli, ai vigili e protocollate, con tanto di raccolta firme allegate dei residenti, per chiedere l’istallazione di paletti dissuasori, tre per parte ai lati del vicolo (sistema già adottato al sottopasso di Mercatello perfettamente riuscito), in modo da dissuadere i motociclisti dal passaggio o sosta nel vicolo. «Le autorità conoscono bene la situazione. Bisogna attivarsi subito per scongiurare un’altra tragedia. C’è una scuola ed un asilo lì vicino, una fermata del bus, un alimentari ed altri negozi a 10 metri dal vicolo per farvi presente che la folla dei pedoni è sempre presente, soprattutto bambini», hanno dichiarato alcuni residenti di Fratte che chiedono un immediato intervento da parte delle forze dell’ordine e l’immediata istallazione dei paletti dissuasori onde evitare altre tragedie, purtroppo già annunciate. Una situazione drammatica che ha riportato l’attenzione sulla lotta alla sosta selvaggia che sta creando non poche difficoltà ai cittadini di Salerno, stanchi dell’inciviltà degli automobilisti che non rispettano il codice della strada.




Peppe Ventura: «Con mio fratello pronti a lasciare la maggioranza»

Erika Noschese

I consiglieri comunali Peppe e Mimmo Ventura presto potrebbero lasciare la maggioranza. La scelta è riconducibile all’ennesimo rinvio ad una decisione del sindaco Enzo Napoli sulle autorizzazioni al caldarrostai, in questi giorni al centro della polemica ed in piena protesta da sabato scorso, dopo quanto accaduto venerdì quando la polizia municipale sequestrò loro i carrelli per la cottura delle caldarroste, nonostante il possesso dei documenti necessari all’esercizio da parte dei venditori ovvero la licenza di itinerante ambulante di tipo B. In quell’occasione, i vigili urbani sequestrarono con la forza i “cuoppi” di alcuni turisti acquistati presso una delle braci disposte lungo il corso Vittorio Emanuele ed elevarono una contravvenzione da 5mila euro ad un altro venditore. Nella mattinata di ieri, infatti, si è tenuto l’ennesimo incontro che – ancora una volta – si è concluso con un nulla di fatto, rimandando ad oggi la decisione. L’amministrazione comunale sostiene che a non voler autorizzare i venditori di caldarroste sarebbe la prefettura, in virtù dell’ordinanza sulla sicurezza in vigore nel periodo di Luci d’Artista che vieterebbe l’utilizzo – tra le altre cose – del fuoco e di prodotti per appiccarlo. Giorni fa, Peppe e Mimmo Ventura – che si stanno occupando del rilascio delle autorizzazioni e di fare da intermediari tra sindaco e caldarrostai – hanno richiesto la commissione Annona proprio per affrontare il caso in questione. All’unanimità, i 16 consiglieri hanno approvato la richiesta di Peppe Ventura sul concedere per quest’anno le autorizzazioni per poi procedere con un bando il prossimo anno. Dunque, se a dover rilasciare le autorizzazioni è il primo cittadino che sta prendendo tempo pur di non farlo i Ventura sono pronti a lasciare la maggioranza: «a questo punto, evidentemente, la maggioranza non ci appartiene», ha dichiarato Peppe Ventura.




Scafati. Mensa scolastica a 82€: mamme in rivolta, la prefetto non arretra

Di Adriano Falanga

Un altro buco nell’acqua, la tariffa per la mensa scolastica per l’anno scolastico corrente resta invariata: 82 euro ad alunno, nessun benefit o riduzione. E’ stata certamente cortese e disponibile alle spiegazioni la prefetto Gerardina Basilicata, che ieri mattina ha ricevuto una delegazione di mamme in protesta sotto Palazzo Mayer, ma la situazione resta quella che è: indietro non si può tornare. E’ una questione di conti, deficit, bilancio insomma, soldi per poter reintrodurre sgravi non ce ne sono. La Basilicata ha spiegato alle mamme che la mensa scolastica non è un servizio obbligatorio, quindi il Comune può non partecipare alla spesa. Chi non vuole o non può far mangiare il figlio a scuola, può farlo uscire in anticipo. <<Però poi non è ammesso il rientro dopo pranzo, e questo significa per il bambino perdersi le altre ore di lezione>> spiega una mamma, arrabbiata perché ha una coppia di gemelli all’asilo, lei casalinga e marito precario. <<Sono 160 euro per 20 pasti, è una spesa che purtroppo non posso affrontare>>. Le mamme hanno proposto la revisione del contratto con l’azienda fornitrice del servizio, ma non è possibile, almeno fino alla scadenza prevista a maggio 2018. Quest’anno è destinato ad andare così. <<No, io non cedo, nessun passo indietro. Non iscriverò mio figlio alla mensa>> urla qualcuno, tra le circa 50 presenti sotto la casa comunale. Dopo l’incontro con il prefetto, tra le mamme spunta una possibile soluzione: <<Chiederemo all’ufficio scuola almeno la possibilità di cedole da 10 pasti e non 20, in modo tale da “rateizzare” la spesa in due tranche>>, insomma, le mamme vanno avanti.




Scafati. Il Prefetto diffida Aliberti, 20 giorni per votare il bilancio o scioglimento del consiglio

Di Adriano Falanga

Arriva la diffida del Prefetto di Salerno riguardo il voto (mancato) al Bilancio. Venti giorni di tempo per approvare Rendiconto 2015 e Previsionale 2016, pena lo scioglimento del consiglio comunale. Il consiglio comunale è stato già convocato per mercoledì 8 giungo, dopo che lo scorso 25 maggio la maggioranza disertò, facendo mancare il numero legale. Si gioca il sindacato Pasquale Aliberti, se non riesce a trovare una quadra con la sua maggioranza. Mancano i voti di Identità Scafatese: Stefano Cirillo, Daniela Ugliano, Roberto Barchiesi, Bruno Pagano e dei civici Alfonso Carotenuto e Mimmo Casciello. A questi bisogna aggiungere Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello, parte della maggioranza elettiva. Restano appena otto voti utili sui tredici necessari. Le trattative però sono ancora in alto mare, i consiglieri appaiono spaccati e su fronti diametralmente opposti. Sono mesi che non si riesce a fare una riunione di maggioranza serena e partecipata, lunedì sera erano presenti appena tre consiglieri e una manciata di assessori. “Le nostre sono proposte politiche, concrete, pulite, che vanno nella direzione di un radicale cambio di passo dell’amministrazione comunale, finalizzato al contenimento della spesa e a dare un segno di cambiamento alla città” insiste Stefano Cirillo, lasciando capire che almeno lui, non è disposto a fare passi indietro. “Sono proposte, non proteste o ricatti. Ancora ci deve essere spiegato perché non è possibile azzerare il cda dell’Acse e la giunta, per dire. Non si tratta di bocciare nessuno, semplicemente dare un segnale davvero concreto di un nuovo patto di maggioranza. Del resto è ciò che lo stesso Aliberti aveva promesso di fare a gennaio scorso, ma oggi sembra aver cambiato idea. Io rientrai in maggioranza proprio in virtù di quel segnale promesso dal sindaco, che poi non c’è più stato”. E in effetti il sindaco dopo il fallimento della decadenza dichiarò in conferenza stampa di volere un nuovo patto di maggioranza, che passasse attraverso l’azzeramento della giunta e dei diversi cda delle partecipate. Un patto che avrebbe portato in consiglio comunale attraverso il voto di una mozione di fiducia. Poi la montagna partorì il topolino, Aliberti fu costretto al primo passo indietro, e optare per la sola rimodulazione delle deleghe. Poi le contestazione del Mef, il pre dissesto, le riserve dei revisori contabili, hanno contribuito all’apertura di una crisi (o forse al consolidamento) che mina pericolosamente la stabilità dell’amministrazione. Sullo sfondo, anche se non hanno valenza politica, non possiamo ricordare l’insediamento della commissione d’accesso prefettizia, e le indagini dell’antimafia che vedono indagati il primo cittadino con la moglie consigliere regionale Monica Paolino, il fratello Nello, la segretaria comunale Immacolata Di Saia e lo staffista Giovanni Cozzolino.




Scafati. Mercoledi consiglio comunale. Tra liceo e regolamenti, spunta il consiglio del 27 novembre

Di Adriano Falanga

Arriva il tanto atteso consiglio comunale, a lungo invocato dalle forze di opposizione per avere chiarimenti dal primo cittadino riguardo la bufera che si è abbattuta sulla Casa Comunale, con le indagini della Dia e della commissione d’accesso, la strana “girandola” di incarichi dirigenziali, la rimodulazione della giunta e lo stato di fatto delle società partecipate, soprattutto dopo le dimissioni del presidente della Scafati Sviluppo Antonio Mariniello e la revoca dell’amministratore delegato Mario Amitrano, dichiarato inconferibile dall’Anac. Si parlerà anche di Acse e del suo credito di 5,5 milioni di euro verso il Comune. La seduta è stata fissata per mercoledi 13 alle ore 18. Tanti gli argomenti, molti di natura tecnica, come l’approvazione di una serie di regolamenti, e il rinnovo delle convenzioni con l’Acse. Si voterà anche il regolamento per le riprese televisive del consiglio comunale, un tema che costò le dimissioni di Stefano Cirillo da presidente della commissione Statuto, dopo la pesante bordata che Aliberti gli rivolse in aula, contestando aspramente il lavoro fatto in commissione. Si parlerà di vecchio Liceo scientifico e di un immobile abusivo da acquisire a patrimonio comunale. Al voto anche una serie di interrogazione presentate dal Pd, quale una mozione contro il dilagare della ludopatia e un’altra per l’istituzione del registro delle unioni civili. Fdi chiederà invece lumi sulla nomina della Di Saia a responsabile dei procedimenti disciplinari e spiegazioni su voci che vogliono l’uscita di un cannone del 1700 dal Polverificio Borbonico per la sua ristrutturazione, effettuata però senza i dovuti e necessari permessi. Ad accendere però la miccia l’approvazione del famoso e contestatissimo verbale della seduta consiliare del 27 novembre 2015. La tristemente nota seduta definita illegittima nella sua convocazione dalla Prefettura, e che ha comportato l’apertura di un fascicolo di inchiesta da parte della Procura di Nocera Inferiore, a seguito dell’esposto presentato da Pasquale Coppola, presidente del consiglio in carica e nel pieno delle sue funzioni, esautorato di fatto dal consigliere anziano Teresa Formisano, che convocò, presidiandola, la seduta della discordia. Si parlava di decadenza. Oggi si parla di rischio scioglimento consiglio comunale. Insomma, un bel da fare, per una seduta che si preannuncia incandescente.




S.Marzano. Sospesi il sindaco e il Consiglio. Arriva il commissario prefettizio. Cosimo Annunziata farà ricorso al Consiglio di Stato

Su Le Cronache di oggi in edicola

San Marzano. Arriva il Commissario: Annunziata ripensa al ricorso al Consiglio di Stato Era nell’aria sin dalla prima mattinata di ieri, ma solo in tarda serata è stato decretata la sospensione del Consiglio Comunale e la nomina di un Commissario da parte del Prefetto Salvatore Malfi. È Rosa Della Monica, dirigente della IV Area della Prefettura di Salerno, a guidare sino alle prossime parziali elezioni la macchina amministrativa marzanese. Dunque, Cosimo Annunziata, entro lunedì, dovrà lasciare la poltrona di primo cittadino.
La sentenza del Tar di Salerno che ha deciso il ritorno al voto dei soli marzanesi residenti nelle sezioni 3, 4 e 5 ha provocato un terremoto politico e la situazione si è ingarbugliata ora dopo ora. Ieri mattina, infatti, è stata notificata la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale al Palazzo Territoriale del Governo dove è stato subito costituito un tavolo tecnico per organizzare le operazioni di voto nelle tre sezioni elettorali che potrebbero essere fissate per il 17 aprile prossimo in contemporanea al referendum anti-trivelle.
Sembrerebbe, però, che Annunziata non appena ha ricevuto la conferma della nomina del commissario prefettizio abbia incontrato i suoi legali per dare mandato a redigere il ricorso contro la sentenza del Tar con relativa richiesta di sospensiva in Consiglio di Stato, così come anticipato da Le Cronache prima della conferenza stampa del sindaco. Eppure, il sindaco durante l’incontro di giovedì con i giornalisti diceva «la mia personale opinione è di permettere il ritorno al voto nel più breve tempo possibile – ma poi – nelle prossime ore gli assessori e il gruppo dei consiglieri di maggioranza decideranno democraticamente cosa fare, se procedere o meno con un ricorso».
Ora la vita (politica) per Cosimo Annunziata si complica sempre di più vedendo commissariata la sua amministrazione nel giro di poche ore dopo l’inattesa sentenza. Oltre agli strappi interni alla maggioranza uscente, tra super e mini assessori che non riuscivano nemmeno ad avere un rapporto interlocutorio con i dirigenti comunali scelti da Annunziata, l’ex primo cittadino si troverà ad affrontare un test elettorale nel giro di 8 settimane che potrebbe togliergli definitivamente la fascia tricolore.
Gli animi dentro il gruppo di Annunziata sono molto tesi. C’è chi è già rassegnato, chi è intento a preparare le valige definitivamente e c’è chi prova a tirare su gli umori dei colleghi. Poi c’è un assessore (ora ex), Marco Iaquinandi, che si è affrettato a pubblicizzare le “cose fatte” rilasciando interviste e pubblicando post su Facebook prendendosi l’esclusiva dei meriti. C’è anche chi lavora alle prime prove di dialogo con l’uscente minoranza consiliare, per ora. Infatti chi smentisce dice: «San Marzano è un piccolo paese e se due consiglieri (di opposti schieramenti, ndr) parlano fuori ad un bar non significa che stanno facendo accordi». Sarà pur vero, ma se questo amministratore è lo stesso che il Sindaco ha tenuto sottocchio poiché, a suo dire, sarebbe stato improduttivo e non partecipava ai momenti importanti della vita del paese (come la conferenza stampa di giovedì, ndr), vuol dire, secondo noi, che potrebbe iniziare un fuggi fuggi verso nuovi porti.
Per Cosimo Annunziata e molti amministratori della prima e seconda consiliatura è anche cominciato il processo al Tribunale di Nocera inferiore sulla “Parentopoli e appalti” al Comune dove sono ben 11 gli imputati a partire dal Sindaco, ad ex assessori sino ad alcuni dirigenti. Questo sicuramente non gioverà alla reputazione e all’immagine di cambiamento che il primo cittadino voleva provare a mostrare della sua amministrazione. D’altro canto Cosimo è sempre più solo. Da tempo era cominciata all’interno del gruppo di governo la corsa alla leadership per il dopo Annunziata. In pool position ci sono l’attuale vicesindaco e recordman di preferenza Colomba Farina e l’assessore (già presidente del consiglio nella scorsa consiliatura) Marco Iaquinandi che capeggiava il gruppo dei Fratelli d’Italia con ben 3 consiglieri comunali. Poi c’è la questione degli esclusi. Gli altri candidati della lista non eletti nell’ultima tornata sono rimasti scontenti del trattamento ricevuto dopo la vittoria di Annunziata. Sicché anche con costoro Cosimo deve correre ai ripari per recuperare qualche voto.
Nelle piazze del paesino dell’Agro partono anche le scommesse. Tra pizze e caffè, gli improvvisati bookmakers danno la vittoria di Andrea Annunziata più bassa rispetto allo sfidante Cosimo. Dunque, sarà questa la volta buona, per il presidente dell’Autorità Portuale, a riconquistare l’agognato scranno di Piazza Umberto I?
Raimondo Aufiero




Castellammare di Stabia. La Coalizione Civica elogia Vaccaro

La Coalizione Civica tiene ad elogiare il lavoro del Commissario Prefettizio, forse solo per far capire che anche l’Amministrazione Cuomo avrebbe potuto operare, se avesse voluto.

La coalizione civica, composta dai Moderati per Stabia, Città Futura, Area Popolare, Stabia E’ e Stabia Libera, ribadisce ancora una volta che il Commissario Straordinario Dott. VACCARO Claudio, sta svolgendo un egregio lavoro, affrontando con decisione e veemenza le tante problematiche in cui versa la nostra Città.

Questo modus amministrativo, ci induce a pensare che se l’ex sindaco Cuomo e la sua giunta, avesse avuto la rapidità decisionale del Dott. VACCARO, oggi Castellammare figurerebbe nella classifica delle città più belle d’Italia. Purtroppo così non è stato!

Il dinamismo amministrativo del rappresentante prefettizio in Città, trova riscontro nella rapidità con la quale sono stati affidati alcuni locali ad una istituzione scolastica che solo da pochi giorni ha inoltrato legittima richiesta. Contrariamente, la trascorsa amministrazione ha lasciato molteplici istanze inevase presentate da altrettanti dirigenti scolastici, bisognevoli di locali necessari al normale svolgimento delle lezioni.

Non poche perplessità sorgono anche in merito al bando per l’affido della sosta a pagamento per una durata di ben cinque anni. La speranza concreta, è quella che un appalto consistente e per così tanto tempo, vada ad un’azienda seria, coscienziosa ed affidabile.

Non osiamo nemmeno pensare alle emergenze che potrebbero verificarsi in Città, nel caso in cui il servizio finisse per così tanto tempo nelle mani di un’azienda spregiudicata e poco affidabile. Tale considerazione, scaturisce anche dal fatto che nel corso della passata amministrazione tutte le forze politiche cittadine, in merito alla durata dell’affidamento, concordarono unanimemente di predisporlo per due anni più ulteriori due di proroga al fine di controllarne il corretto funzionamento.

Inoltre, manifestiamo la nostra preoccupazione anche in merito all’adozione di eventuali provvedimenti riguardanti la destinazione d’uso di Palazzo Reale, scelta strategica non solo per i quartieri collinari ma per l’intera Castellammare!

La Reggia di Quisisana è un bene dell’intera collettività Stabiese, il cui futuro, salvo diverso avviso del Commissario Prefettizio, dovrebbe essere deciso dalla prossima amministrazione cittadina che gli Stabiesi eleggeranno in primavera.

Esprimiamo ancora una volta la nostra riconoscenza al Commissario Cittadino, per il lavoro non solo ordinario sinora svolto, auspicando per il prossimo futuro che interventi importanti, di carattere squisitamente politico-amministrativo, possano essere intrapresi da una classe politica cittadina responsabile e capace.

Castellammare di Stabia, 16 gennaio 2016

LA COALIZIONE CIVICA:

Moderati per Stabia Città Futura Area Popolare Stabiese Stabia Libera Stabia E’




Scafati. La maggioranza: “La Giustizia nostra unica interlocutrice”

di Adriano Falanga

“La politica che state continuando a mettere in campo non ci appartiene, ci mortifica, ci offende ma il bene della città ci spinge a guardare oltre”. Decisa difesa della “maggioranza” di Pasquale Aliberti, alle accuse della minoranza relative al proseguimento delle indagini condotte dal Pubblico Ministero dalla Direzione Distrettuale Antimafia, Vincenzo Montemurro. Il comunicato è a nome della maggioranza, ma privo di nominativi. “Con la consapevolezza, fino a prova contraria, di aver amministrato sino ad oggi questa Città nel rispetto della legalità ed in adempimento del mandato ricevuto dagli elettori, respingiamo ogni violenta accusa che ancora una volta ci viene rivolta e ci vede vittime di un processo mediatico senza precedenti e che addirittura ipotizza lo scioglimento del Consiglio. Noi siamo qui, come lo siamo sempre stati fino ad oggi con quel senso di responsabilità che sempre abbiamo dimostrato – si legge nella nota – La nostra forza è riposta nel rispetto della giustizia, nostra unica ed indiscutibile interlocutrice. I nostri obiettivi, restano le tante cose buone che abbiamo e stiamo realizzando per Scafati”. L’opposizione è ritornata a chiedere con forza le dimissioni del primo cittadino, onde evitare il paventato rischio dell’arrivo di una commissione d’accesso che potrebbe, caso estremo, portare allo scioglimento del consiglio comunale. Un’ipotesi non certo sicura, ma che assume carattere di fattibilità nel momento in cui la Dda ha chiesto formalmente alla Prefettura l’invio di una commissione d’accesso. Gli atti prodotti finiranno a stretto giro sul tavolo del Ministro dell’Interno Angelino Alfano. Si dice sereno Aliberti, e si dice serena la sua squadra di governo.