Le dimissioni di Nicola Sardone sul tavolo del prefetto di Salerno

di Erika Noschese

Potrebbe essere il prefetto di Salerno, Francesco Russo, a fare chiarezza sulle dimissioni di Nicola Sardone, fino alla scorsa settimana amministratore unico di Salerno Pulita, la partecipata del Comune che gestisce il servizio di spazzamento delle strade e raccolta differenziata nella città capoluogo. Ieri mattina, in commissione Trasparenza era infatti prevista l’audizione del geometra Sardone e dell’assessore all’Ambiente Angelo Caramanno proprio per fare chiarezza sulle dimissioni dell’ormai ex amministratore unico. Da tempo, infatti, Salerno Pulita vive uno stato di crisi profonda tanto che due sono gli amministratori che, fino ad oggi, hanno scelto di andar via prima del previsto. Sardone, nello specifico, è stato in carica solo 4 mesi e a nulla sono valsi i tentativi della Rsu aziendale e dei sindacati che speravano in un passo indietro. Per Sardone quella di ieri mattina era la seconda convocazione, dopo la prima prevista la scorsa settimana e alla quale ha scelto di non presentarsi. Nulla di nuovo, dunque, rispetto alla scorsa settimana: ieri mattina, infatti, il geometra Sardone ha scelto di non andare in commissione Trasparenza a causa, a suo dire, di precedenti impegni presi. Da qui la decisione del presidente Antonio Cammarota, su volontà unanime di tutti i componenti della commissione, di mandare gli atti in Prefettura in quanto l’assenza di ieri «non è giustificata e non è giustificabile che un funzionario della cosa pubblica non risponda alla convocazione della commissione trasparenza». Presente invece l’assessore all’Ambiente Angelo Caramanno che ha ribadito come la nomina di Sardone sia avvenuta su rapporto di fiducia da parte dell’amministrazione comunale ma lo stesso Caramanno avrebbe affermato che le dimissioni di Sardone sono state, da un lato, un fulmine a ciel sereno in quanto fino ad oggi ha lavorato bene, dall’altro – pare – attese in quanto sarebbe venuto a mancare il rapporto di fiducia pur non sapendo giustificare il tutto in quanto avrebbe detto di non aver incontrato l’ex amministratore unico e di non sapere se vi è stato o meno, e se ci sarà, un incontro con il sindaco Napoli. «La vicenda di Salerno Pulita si fa sempre più nebulosa, al netto di tutte le dichiarazioni di facciata ed è la cartina di tornasole di una mala gestio che parte dal passato quando furono create le società in House per assumere in maniera clientelare con la chiamata diretta e poi arriva ad oggi con la mala gestio, ricordiamo le polemiche per la nomina di un direttore generale laddove si pagano le tasse più alte d’Italia e Salerno Pulita perde tutti gli apparti perché non alle condizioni per poter competere sul libero mercato», ha dichiarato il presidente della commissione Trasparenza Antonio Cammarota. Intanto, domani mattina a Palazzo di Città si terrà un incontro tra i lavoratori della Salerno Pulita, la Rsu aziendale e i sindacati per fare il punto della situazione. E proprio nel corso dell’incontro dovrà essere ufficializzata la nomina di Antonio Ferraro, ex presidente di Salerno Energia e dell’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi, prima della fusione con la Gesac.




Aggressioni al Ruggi, saranno adottati provvedimeti deterrenti

di Pina Ferro

Regolamentare gli accessi all’interno dei presidi ospedalieri nelle ore notturne, per consentire un maggiore controllo sui flussi di persone nonché di monitorare gli accessi nei reparti “sensibili” durante l’orario di visita; potenziare i sistemi di videosorveglianza già presenti, e valutare la possibilità di attivare il cosiddetto “punto a punto” per consentire la chiamata diretta e immediata dall’ospedale alle sale operative delle Forze di Polizia”. Sono alcuni dei provvedimentgi esaminati ieri nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocato per approfondire il tema degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari. L’incontro, presieduto dal prefetto Francesco Russo, si è reso necessario anche a seguito dell’ultima aggressione avvenuta al “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragoma” di Salerno. All’incontro hanno partecipato i vertici provinciali delle forze di polizia, la direzione generale dell’Asl, il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera Universitaria “S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, i presidenti dell’ordine dei Medici e dell’Ordine degli Infermieri di Salerno e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria, si inserisce all’interno di un percorso avviato nei mesi scorsi allo scopo di individuare delle linee di azione per prevenire e contrastare il fenomeno che, pur non caratterizzato da numeri allarmanti, ha fatto registrare alcuni episodi che hanno destato l’attenzione della categoria e dell’opinione pubblica. Dai contributi delle sigle sindacali è emersa l’esigenza di una maggiore tutela per il personale sanitario, soprattutto per chi è maggiormente esposto a rischio, operando nei reparti di fronte office, come il pronto soccorso, nei dipartimenti di salute mentale per le peculiarità delle patologie trattate, all’interno delle carceri nonché nel servizio di continuità assistenziale (guardia medica). Riconosciuti gli sforzi già compiuti dalla direzione dell’Asl e dal “Ruggi” – interessato dall’ultimo degli episodi – per introdurre misure volte a garantire condizioni di lavoro più sicure per i dipendenti. In particolare, è di prossima attivazione all’interno del Pronto Soccorso del “Ruggi” il cosiddetto “monitor accoglienza”, per consentire ai familiari dei pazienti di seguire il percorso dei congiunti “in tempo reale”, nell’ottica di favorire una maggiore comunicazione nel rapporto medico/paziente e famiglia. Sono state avviate anche iniziative sul piano della formazione degli operatori, da programmare già durante il percorso di studi nelle università, allo scopo di migliorare l’approccio comportamentale nella gestione delle situazioni di intemperanza. Numerose sono, inoltre, le procedure di selezione e reclutamento del personale – medici, infermieri, radiologi – per potenziare le dotazioni organiche, soprattutto in quei settori che operano a supporto del pronto soccorso, al fine di ridurre i tempi di attesa dei pazienti. Interessante la proposta emersa di regolamentare gli accessi all’interno dei presidi ospedalieri nelle ore notturne, per consentire un maggiore controllo sui flussi di persone nonché di monitorare gli accessi nei reparti “sensibili” durante l’orario di visita. Per quanto concerne, invece, l’attività delle Forze di Polizia, sono stati già intensificati i “passaggi” delle pattuglie impegnate nel servizio di controllo del territorio. Al termine dell’incontro, il Prefetto ha espresso grande soddisfazione per le iniziative intraprese ed ha assicurato la propria disponibilità nel proseguire il proficuo confronto avviato, svoltosi in un clima di grande collaborazione reciproca.




Movida, il sindaco incontra il prefetto: attivazione task force

di Erika Noschese

La movida salernitana torna sotto l’occhio dei riflettori. Dopo i fatti accaduti in questi giorni, per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Napoli si è reso necessario un intervento concreto che possa definitivamente mettere la parola fine ai fatti di cronaca che, in questi mesi, stanno caratterizzando la città capoluogo. Ieri mattina, a Palazzo di Città, il sindaco Napoli ha convocato una riunione della Giunta Municipale e dei Capigruppo di Maggioranza per definire una serie di azioni urgenti e prioritarie da sottoporre all’attenzione del Comitato Provinciale Ordine Pubblico e Sicurezza convocato per domani mattina in Prefettura. Vendita di alcol ai minori, presenza di ambulanti abusivi sul lungomare cittadino e violenza sono stati i tre argomenti all’ordine del giorno. Di fatti, nei giorni scorsi, già alcuni consiglieri di maggioranza hanno scritto al comandante della polizia municipale per chiedere di incrementare i controlli all’interno dei locali per debellare il fenomeno della vendita di bevande alcoliche ai minori. «La movida salernitana è un patrimonio economico e sociale della nostra comunità – ha spiegato il sindaco Napoli – E’ un fenomeno di aggregazione che richiama decina di migliaia di fruitori e determina importanti occasioni d’impresa e di lavoro. E’ impegno ed interesse comune garantire che tutto si svolga, come avvenuto anche nel recente periodo di Luci d’Artista e degli eventi collegati alle festività natalizie, in totale serenità e sicurezza per tutti: avventori, consumatori, residenti». Da qui, dunque, la necessità di prevenire e stroncare nell’immediato atteggiamenti incivili, irregolarità gestionali, atti criminali verificati in alcuni recenti episodi. Nel corso della riunione del Comitato, il Comune di Salerno chiederà di sviluppare una severa azione sinergica delle Forze dell’Ordine (cui è demandata la gestione dell’ordine pubblico e delle sicurezza) e della Polizia Municipale fin dalle prossime ore per assicurare un controllo minuzioso della movida con particolare riguardo per la mescita di sostanza alcoliche ai minori che purtroppo assume contorni inquietanti, l’emissioni moleste dai locali, parcheggio e commercio abusivo, spaccio di droga. Una presenza sul campo supportata anche dal sistema di videosorveglianza esteso progressivamente alle zone sensibili del territorio. Intanto, proprio questa mattina alle 10, il sindaco Napoli incontrerà il prefetto Francesco Russo per chiedere l’attivazione di una task force tra forze dell’ordine, con controlli serrati soprattutto al centro storico dove la notte tra sabato e domenica si è verificato un accoltellamento ai danni di un parcheggiatore abusivo mentre saranno aumentati i controlli contro lo spaccio di droga e la piaga dei parcheggiatori abusivi. Nel frattempo la Polizia Municipale ha da tempo attivato controlli serrati sulle modalità di esercizio dei locali e di vendita delle bevande alcoliche in specie ai minorenni.




Pericolo per le cariche esplosive, la denuncia di alcuni cittadini

di Erika Noschese

Pericolo per la presenza di cariche esplosive all’interno di Porta Ovest. A lanciare l’allarme i cittadini salernitani Rita Peluso, Gaetano Scuoppo, Antonio Simone, Federico Sabetta, Alfonso Malangone, Luigi Magliano, Maria Carmela Criscuolo, Alberto Moscariello e Oreste Agosto che hanno provveduto a scrivere ai ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Ambiente dei Beni Culturali, della Giustizia, della Salute, dell’Interno, al presidente del Consiglio e quello della Repubblica oltre che al comandante del Noe dei Carabinieri e ai vigili del Fuoco per porre l’attenzione sul grave pericolo che corrono i residenti così come il territorio e l’ambiente a causa della presenza di cariche esplosive, in ambito urbano, il cui utilizzo è stato voluto dall’impresa esecutrice dei lavori di Porta Ovest per la realizzazione delle due gallerie affiancate, ciascuna lunga all’incirca due chilometri, destinate a collegare l’area portuale con l’imbocco autostradale per agevolare la movimentazione di container e merci. «Questi lavori, però, seguono un tracciato completamente diverso da quello del progetto originario, predisposto da un Rti rappresentato dallo Studio Pica Ciamarra di Napoli e vincitore di un concorso di idee, che superò ogni livello di approvazione, fino a quello del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, preceduto da indagini preliminari soprattutto in relazione alla fragilità del territorio attraversato, costituito da un alto costone, posto a ridosso del mare, inserito nella categoria di rischio più elevata, ‘rossa’, ai fini della stabilità», sostengono i cittadini salernitani secondo cui «diversamente e stranamente, il nuovo tracciate è frutto di un progetto esecutivo completamente difforme al quale, nonostante anche la precisa disciplina del Capitolato di Appalto che disponeva l’assoluto rispetto di quello approvato, la Commissione di Gara assegnò il massimo punteggio». Tutta la vicenda è oggi all’esame della Magistratura ed è oggetto di un procedimento che vede indagate 21 persone, a vario titolo coinvolte, a seguito degli accertamenti disposti dalla Procura conseguenti a crolli interni nel corso di scavo. «Gli scavi, poi, stanno attraversando diverse falde di acqua sotterranea e, a quanto riferito da persone informate dei fatti, sono state purtroppo intercettate e tagliate le alimentazioni dei Torrenti Fusandola/Rafastia – aggiungono i salernitani che hanno lanciato l’allarme – Sul nuovo tracciato poggia il poderoso ponte ‘Olivieri’ della Società Autostrade che avrebbe diffidato dal proseguire i lavori e ha già avanzato la richiesta di un indennizzo di oltre un milione di euro per danni arrecati alle strutture. Il quartiere Canalone, infine, soprastante a buona parte del percorso, secondo dichiarazioni dei residenti sarebbe stato interessato da movimenti del suolo con numerose fessurazioni presenti nei fabbricati». Pur in presenza di tali criticità, che comporterebbero l’obbligo di puntuali verifiche, è stato in questi giorni assunta la già decisione di utilizzare cariche esplosive nelle teste di scavo, come prevedrebbe una convenzione con la Società Autostrade. «E’ mai possibile che due soggetti privati possano decidere sulla modalità di scavo in funzione dei propri reciproci interessi e non anche di quelli della collettività? – si chiedono ancora – Peraltro, per quanto a conoscenza, il tracciato in corso di esecuzione sarebbe privo delle previste autorizzazioni nonché delle indagini preliminari idrogeologiche». E ancora: «Da ultimo, si apprende in questi giorni che l’opera manca della parte finale di svincolo autostradale, neppure progettata, e che ci sarà il concreto pericolo di incolonnamenti dei tir nei tunnel per centinaia di metri. I tir che transitano quotidianamente sono oltre 2.000», aggiungono i cittadini che chiedono un immediato intervento affinché sia assicurato il pieno rispetto della legge e che si indaghi per evitare rischi dovuti alla negligenza, con gravissimo nocumento per la collettività salernitana.




Nuovo ospedale: troppi errori nella delibera, Lambiase diffida il Prefetto

di Erika Noschese

Ci sarebbero una serie di incongruenze e inesattezze in merito alla delibera del consiglio comunale dello scorso 1 agosto 2019 sulle fonti di finanziamento necessarie alla realizzazione del nuovo ospedale. A sollevare nuovamente il problema il consigliere di Salerno di Tutti Gianpaolo Lambiase che, nei giorbi scorsi, ha protocollato al Comune di Salerno una diffida indirizzata al prefetto, al primo cittadino e al presidente della Provincia Michele Strianese proprio per ottenere risposte sulla delibera dello scorso 1 agosto. Già tempo fa, infatti, Lambiase ha sollevato una serie di perplessità sull’iter amministrativo avviato sulle fonti di finanziamento necessarie alla realizzazione del nuovo Ruggi e sullo stesso atto deliberativo. Il consigliere d’opposizione, infatti, contestava la legittimità dell’atto con il quale si decise la variante urbanistica dell’area per l’allocazione del nuovo ospedale. I 20 ettari di terreno in questine, infatti, inizialmente erano destinati – dal Puc – ad uso “Edilizia residenziale Pubblica” ed era indispensabile individuare contestualmente aree alternative. “Ciò non è avvenuto – si legge nella diffida presentata da Lambiase – Per tale motivo si chiese al signor prefetto di Salerno la nomina di un commissario straordinario in sostituzione degli organi di gestione ordinaria del Comune di Salerno ad adottare varianti al Piano Urbanistico Comunale, al fine di disporre la revoca della delibera di consiglio comunale”. In risposta alle osservazioni avanzate, il consigliere Lambiase ha ricevuto una nota dal sindaco Napoli con una relazione tecnica a firma del direttore di settore, l’architetto Pelosio. “La lettura puntuale della relazione tecnica, non elimina i dubbi, anzi al contrario conferma la giustezza delle osservazioni avanzate”, si legge ancora nella diffida. Secondo Lambiase, infatti, il dirigente riconosce ed evidenzia l’obbligo di riservare almeno il 40% della nuova edificazione ad edilizia residenziale pubblica. Per tutta risposta, la giunta comunale, si preoccupò di prevedere negli elaborati di “Revisione Decennale del PUC” (adottata, ma non ancora vigente) il rispetto di norme obbligatorie. “Perché l’Accordo di Programma approvato non ha recepito tale indicazione, ed ha variato l’uso dell’area per localizzare il nuovo Ospedale, sopprimendo di fatto20 ettari di Erp, senza contestualmente individuare le aree sostitutive?”, si chiede poi il consigliere d’opposizione secondo cui «il Puc adottato non è uno strumento urbanistico vigente; che dalla data di “adozione” (dicembre 2018), il Comune ad oggi (gennaio 2020) è in attesa dei pareri obbligatori non ancora resi da parte di altri Enti; quindi non si ha certezza di una prossima convocazione del Consiglio Comunale per la definitiva approvazione del nuovo Puc; che di fatto esistendo “contrasto” tra le destinazioni d’uso dell’area tra il vecchio Puc ancora in vita, l’Accordo di Programma, e la Variante di Revisione Decennale del Piano Urbanistico Comunale non è possibile ignorare l’articolo10 della Legge regionale 16/2004, le “norme di salvaguardia”, che impongono al Comune di sospendere ogni attività edilizia sul territorio, che non sia compatibile contestualmente con il vecchio PUC e quello adottato, fino all’approvazione definitiva – aggiunge poi Lambiase – In conclusione l’Accordo di programma approva una variante “impropria” di nuova destinazione d’uso di un suolo. E’ un “Atto parziale”. Ne deriva che non è possibile quindi renderlo “operativo”, fino all’approvazione definitiva del nuovo Piano Urbanistico Comunale. Si ribadisce, quindi la necessità di revoca della Delibera del Consiglio Comunale di Salerno del 01 agosto 2019 per violazione dell’articolo 29 della Legge 865/71 e dell’articolo 10 della Legge Regionale 16/2004».




Flash mob delle Sardine Salernitane: cambia la piazza

di Giovanna Naddeo

Cambio di location per il “Salerno non si lega”. Il raduno delle Sardine Salernitane si terrà ugualmente venerdì 6 dicembre alle ore 19, ma in piazza Giovanni Amendola, non più in piazza Portanova, come precedentemente annunciato sui canali social. «Un motivo in più per invitare i cittadini a partecipare attivamente alla manifestazione» dichiara il gruppo salernitano. Motivi di sicurezza e di logistica, infatti, hanno spinto la Questura di Salerno a predisporre il cambio location. Soddisfatto il consigliere comunale di Forza Italia, Roberto Celano, il quale aveva inviato una lettera proprio al sindaco, al prefetto e al questore, evidenziando le probabili criticità nello svolgimento dell’evento nel punto nevralgico dell’itinerario di Luci d’Artista. «La piazza in questione è già notoriamente affollata nei fine settimane del periodo di Luci d’Artista» è quanto scrive Celano nella missiva. «Sarebbe clamoroso se la manifestazione in questione fosse autorizzata in uno spazio, tra l’altro, ad oggi sempre negato per qualsivoglia manifestazione in analogo periodo. E’ anche evidente, inoltre, il disagio che conseguirebbe nel centro cittadino per il suddetto evento che si aggiungerebbe agli altri già noti e previsti da tempo». E poi: «Appaiono innegabili i motivi di ordine pubblico che suggerirebbero alle istituzioni demandate a non autorizzare l’evento in piazza Portanova e ad indurre gli organizzatori a spostare il flash mob in altra zona più decentrata e meno affollata della città, laddove meglio potrebbero, oltretutto, dimostrare la partecipazione e la sensibilizzazione alle motivazioni della manifestazione senza confondersi con la massa di persone che affollano lo spazio prescelto per altre ragioni».




Manca il piano urbano per il traffico, Agosto scrive al Prefetto e avverte il Comune

A Salerno manca un piano urbano del traffico a norma di legge. Dopo che la scorsa domenica la città è rimasta bloccata dal traffico veicolare, l’associazione Liberamente insieme torna ad attaccare il Comune. «Gli organi comunali competenti hanno il dovere di approvare un piano urbano deltraffico per il miglioramento delle condizioni della circolazione e sono obbligati al suo aggiornamento ogni due anni – scrive l’avvocato Oreste Agosto – I cittadini salernitani hanno già diffidato il sindaco, l’assessore comunale alla mobilità, il comandante dei vigili urbani di Salerno e gli altri organi comunali competenti ad adottare il piano urbano del traffico conforme a legge ed a provvedere al suo aggiornamento e adeguamento, obbligo violato da circa 20 anni». Così Agosto, con la sua Liberamente insieme, ha deciso di interpellare il Prefetto di Salerno affinché proceda con l’adozione di «tutti i provvedimenti opportuni e necessari previsti dall’ordinamento, per evitare pericoli sia alla sicurezza pubblica, sia all’ordine pubblico, sia alla incolumità pubblica, sia alla salute dei cittadini che all’ambiente, a causa delle inadempienze comunali. Si invitano, altresì, tutti gli organi ed autorità, ognuno per quanto di rispettiva competenza ad adottare i provvedimenti previsti per legge, ivi compreso la procedura di scioglimento del consiglio comunale di Salerno, per reiterate violazioni di legge». Con la sua missiva, Agosto ha inteso anche dara un «preavviso dei danni imputabili nei confronti ditutti gli organi competenti alla adozione del piano urbano deltraffico, per danni causati a persone, cose ed alla pubblica e privata incolumità»




«Il Prefetto unico responsabile in caso di tragedia»

Erika Noschese

«La società Istemi incaricata, dal Comune di Salerno, per verificare le condizioni del viadotto Gatto opera senza aver partecipato ad alcun bando pubblico». A denunciare la presunta irregolarità il Codacons di Salerno, attraverso le parole del presidente nazionale, l’avvocato Carlo Rienzi ed il vice presidente Matteo Marchetti. Diverse sono state, fino ad ora, le denunce dei membri del Codacons che segnala come il viadotto non sia mai stato revisionato, fin dalla sua costruzione che risale a circa 40 anni fa. Dichiarazioni che vanno a sommarsi a quelle rese dall’ingegnere Micillo del Comune di Salerno e – proprio sulla base di questi fatti – la Procura ha aperto un procedimento e sequestrato i verbali della Commissione Trasparenza. Il Codacons nazionale ha provveduto a controllare ponti e viadotti presenti in tutta Italia: «Abbiamo fatto quest’operazione in tutta Italia e devo dire che il 20% delle nostre sollecitazioni hanno ottenuto un riscontro positivo – ha dichiarato il presidente Rienzi – In Campania abbiamo una scheda dei risultati che ci sono giunti, queste diffide servono perché quando accade una disgrazia non c’è un colpevole». Diffide ai prefetti, quello di Salerno compreso, per evitare una tragedia simile a quella di Genova perchè, sostiene il presidente nazionale, se dovesse verificarsi «il Prefetto sarebbe il primo responsabile di omissione di atti d’ufficio». Viadotto Gatto e staticità dei ponti sono due elementi facilmente collegabili al disastro idrogeologico in Costiera Amalfitana, in seguito ad alcune segnalazioni relative alla oscura distribuzione dei fondi da parte della Regione Campania: «Analizzere un elenco dei progetti finanziati di modo che i Comuni esclusi possano verificare se la nuova situazione possa addirittura essere peggiore rispetto a quella originaria, perché spesso si tende a privilegiare il comune più vicino politicamente», ha poi aggiunto Rienzi. Intanto, l’avvocato Matteo Marchetti, vice presidente nazionale del Codacons continua a chiedere a gran voce il ripristino del doppio senso di marcia in via Benedetto Croce. «Una soluzione potrebbe essere quella di rendere via Croce a doppio senso solo per i mezzi a due ruote ed evitare ai mezzi pesanti di percorrere il viadotto Gatto», ha infatti dichiarato l’avvocato Marchetti, nonostante l’amministrazione comunale abbia già espresso parere negativo. Intanto, la petizione lanciata da Forza Italia, a Vietri sul Mare e Salerno, continua spedita e numerose sono state finora le adesioni.




I commercianti fondano un gruppo per rivitalizzare l’intera zona

Brigida Vicinanza

Manutenzione e pulizia alle strade, parcheggi, sicurezza, controllo del territorio, sistema di videosorveglianza, segnaletica stradale e tutela del commercio al 360 gradi, il tutto condito dalla buona volontà dei commercianti del centro storico o almeno di una parte, di quelli che dal Vicolo della Neve all’Arco di Arechi vogliono cambiare le proprie sorti. Sono queste le proposte messe sul Tavolo dell’assessore al commercio Dario Loffredo da due commercianti di via Mercanti, che con la buona volontà hanno deciso di mettersi “insieme” e fare da portavoce a tutti quei piccoli commercianti ed artigiani che hanno fatto la storia di Salerno e del commercio e che adesso non riescono ad andare avanti. Sono tante le problematiche in città, soprattutto al centro, che costringono i vecchi amanti del mestiere a chiudere saracinesca e peggio ancora a chiudere bottega. Così nasce, da un’idea qualunque in quei vicoli stretti che profumano di storia salernitana, un gruppo di “appassionati” della propria città, ma soprattutto un gruppo di persone che di commercio vivono davvero. Antonio Gaeta, marito della titolare della “bottega” da Lina, Lina Ricci e il giovane Antonio Di Donna del negozio “Nautilus” hanno deciso di fondare un gruppo nel gruppo e di raccogliere a sè quei 34 negozi che circondano proprio il famoso “Vico Della Neve”, dall’incrocio di via Botteghelle fino all’Arco di Arechi. Unico scopo del gruppo è quello di collaborare con l’amministrazione comunale di Salerno per migliorare il tratto di strada in questione nel rispetto della convivenza civile e soprattutto per poter far crescere la zona sotto l’aspetto commerciale e turistico. Ma da quando il gruppo ha cominciato a muovere i primi passi, di 34 commercianti che avevano aderito all’iniziativa, circa 10 hanno già chiuso le porte del proprio esercizio commerciale. Un fitto troppo alto, troppe spese e poco “passaggio” nella zona, in quanto anche i percorsi turistici sono poco organizzati e coordinati. Sono questi purtroppo i punti su cui tutti si battono da sempre e spesso sono anche le principali cause di un fallimento. Un fallimento a cui i commercianti della zona non vorrebbero più assistere. Di qui l’audizione con l’assessore di competenza, dopo aver raccolto le istanze di tutti, e la rassicurazione da parte di Dario Loffredo sull’impegno che il Comune di Salerno vorrà proferire alla causa. “Sono tanti i problemi che attanagliano la zona e noi vogliamo tutelare tutti i commercianti facendoci portavoce – ha dichiarato Antonio Gaeta – perché noi di commercio viviamo ma soprattutto amiamo la nostra città e non ci piace vederla così. Qui rappresentiamo per i turisti non solo semplici titolari di negozi ma anche guide turistiche, accompagnatori e diamo i consigli e le informazioni che ci chiedono. Ma non possiamo fingere solo da info point. A ognuno il suo. Ma c’è bisogno di impegno per la nostra tranquillità. Perché adesso guardiamo il nostro vicino che chiude le porte e mette il lucchetto e ci dispiace, ma un domani potrebbe capitare anche a noi. Io da salernitano, difenderò sempre la mia città – ha concluso – ma devo essere messo nelle condizioni di farlo”. Ma per adesso nasce “Botteghe di Arechi”: perché a fare comunità a quanto pare è la comunità stessa e a Salerno, tra i salernitani, il bene per la propria città rimane al primo posto.




Sui centri migranti decide la Prefettura, il Tar annulla due ordinanze ad Ascea

Andrea Pellegrino

Sui centri di accoglienza decide la Prefettura. Il tribunale amministrativo di Salerno ha accolto due ricorsi presentati da altrettanti titolari di strutture di Ascea che si erano visti notificare una ordinanza da parte del Comune di cessazione immediata dei Cas – centri di accoglienza straordinari – per gli extracomunitari richiedenti protezione internazionale. Le ordinanze, che hanno riguardato l’Elios Country House e la Sir John House, secondo i giudici amministrativi, «sono da reputarsi viziati da incompetenza». «Il provvedimento comunale – si legge ancora – finisce per debordare nella materia dell’accoglienza ai migranti, riservata alla competenza prefettizia». Gli atti comunali, notificati ai due gestori della strutture, ordinavano «il ripristino dello stato dei luoghi mediante cessazione immediata del Centro di Assistenza Straordinario per migranti». Questo in virtù, secondo il Comune di Ascea, «di un cambio di destinazione d’uso (da rurale a turistico-ricettiva) implicante un apprezzabile aggravio del carico e, quindi, una variazione essenziale del progetto originariamente approvato, il quale non risultava previamente legittimato mediante idoneo titolo abilitativo edilizio». Ma per il Tar: «la destinazione urbanistica di tipo ricettivo non costituisce un requisito ai fini della individuazione dell’immobile come struttura temporanea di accoglienza da parte del Prefetto, d’altro lato, il provvedimento prefettizio non incide affatto sulla sua destinazione edilizia, la quale, una volta venuta a cessare la necessità alloggiativa, ritorna ad essere quella prevista dal relativo titolo abilitativo». Quindi: «Le prefetture – concludono i giudici amministrativi – hanno il compito di fronteggiare situazioni di emergenza connesse al verificarsi di sbarchi di immigrati irregolari, disponendo interventi di prima assistenza in favore degli stessi da realizzarsi mediante strutture pubbliche o private con le caratteristiche ricettive ritenute idonee in base alle esigenze».