Pericolo per le cariche esplosive, la denuncia di alcuni cittadini

di Erika Noschese

Pericolo per la presenza di cariche esplosive all’interno di Porta Ovest. A lanciare l’allarme i cittadini salernitani Rita Peluso, Gaetano Scuoppo, Antonio Simone, Federico Sabetta, Alfonso Malangone, Luigi Magliano, Maria Carmela Criscuolo, Alberto Moscariello e Oreste Agosto che hanno provveduto a scrivere ai ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Ambiente dei Beni Culturali, della Giustizia, della Salute, dell’Interno, al presidente del Consiglio e quello della Repubblica oltre che al comandante del Noe dei Carabinieri e ai vigili del Fuoco per porre l’attenzione sul grave pericolo che corrono i residenti così come il territorio e l’ambiente a causa della presenza di cariche esplosive, in ambito urbano, il cui utilizzo è stato voluto dall’impresa esecutrice dei lavori di Porta Ovest per la realizzazione delle due gallerie affiancate, ciascuna lunga all’incirca due chilometri, destinate a collegare l’area portuale con l’imbocco autostradale per agevolare la movimentazione di container e merci. «Questi lavori, però, seguono un tracciato completamente diverso da quello del progetto originario, predisposto da un Rti rappresentato dallo Studio Pica Ciamarra di Napoli e vincitore di un concorso di idee, che superò ogni livello di approvazione, fino a quello del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, preceduto da indagini preliminari soprattutto in relazione alla fragilità del territorio attraversato, costituito da un alto costone, posto a ridosso del mare, inserito nella categoria di rischio più elevata, ‘rossa’, ai fini della stabilità», sostengono i cittadini salernitani secondo cui «diversamente e stranamente, il nuovo tracciate è frutto di un progetto esecutivo completamente difforme al quale, nonostante anche la precisa disciplina del Capitolato di Appalto che disponeva l’assoluto rispetto di quello approvato, la Commissione di Gara assegnò il massimo punteggio». Tutta la vicenda è oggi all’esame della Magistratura ed è oggetto di un procedimento che vede indagate 21 persone, a vario titolo coinvolte, a seguito degli accertamenti disposti dalla Procura conseguenti a crolli interni nel corso di scavo. «Gli scavi, poi, stanno attraversando diverse falde di acqua sotterranea e, a quanto riferito da persone informate dei fatti, sono state purtroppo intercettate e tagliate le alimentazioni dei Torrenti Fusandola/Rafastia – aggiungono i salernitani che hanno lanciato l’allarme – Sul nuovo tracciato poggia il poderoso ponte ‘Olivieri’ della Società Autostrade che avrebbe diffidato dal proseguire i lavori e ha già avanzato la richiesta di un indennizzo di oltre un milione di euro per danni arrecati alle strutture. Il quartiere Canalone, infine, soprastante a buona parte del percorso, secondo dichiarazioni dei residenti sarebbe stato interessato da movimenti del suolo con numerose fessurazioni presenti nei fabbricati». Pur in presenza di tali criticità, che comporterebbero l’obbligo di puntuali verifiche, è stato in questi giorni assunta la già decisione di utilizzare cariche esplosive nelle teste di scavo, come prevedrebbe una convenzione con la Società Autostrade. «E’ mai possibile che due soggetti privati possano decidere sulla modalità di scavo in funzione dei propri reciproci interessi e non anche di quelli della collettività? – si chiedono ancora – Peraltro, per quanto a conoscenza, il tracciato in corso di esecuzione sarebbe privo delle previste autorizzazioni nonché delle indagini preliminari idrogeologiche». E ancora: «Da ultimo, si apprende in questi giorni che l’opera manca della parte finale di svincolo autostradale, neppure progettata, e che ci sarà il concreto pericolo di incolonnamenti dei tir nei tunnel per centinaia di metri. I tir che transitano quotidianamente sono oltre 2.000», aggiungono i cittadini che chiedono un immediato intervento affinché sia assicurato il pieno rispetto della legge e che si indaghi per evitare rischi dovuti alla negligenza, con gravissimo nocumento per la collettività salernitana.




Porta Ovest, si riprendono i lavori De Luca: «Superiamo le difficoltà»

di Andrea Pellegrino

Due interferenze sulla strada delle gallerie di Porta Ovest. L’una tecnica, l’altra burocratica. La prima riguarda lo snodo a nord dei tunnel, in prossimità degli innesti autostradali e della tangenziale. Il progetto, allo stato, non prevede una corretta uscita ed corretto ingresso dei mezzi e delle autovetture dai tunnel di Porta Ovest. In pratica, stando così le cose, si rischierebbe di congestionare le attuali arterie stradali. La seconda, invece, riguarda un accordo da sancire con la Società autostrade meridionali che da anni contesta interferenze e diritti di superficie con il cantiere. Con la Sam c’è anche un contenzioso civile, con tanto di richiesta di risarcimento del danno, che potrebbe risolversi, in tempi brevi, in via stragiudiziale, con la stipula di una convenzione. Un atto che permetterebbe anche il prosieguo dell’opera nel punto in cui sovrasta la rete autostradale, per cui la Sam richiede i diritti di superficie. Ieri mattina, in occasione dei festeggiamenti in onore di Santa Barbara, proprio nel cantiere di Porta Ovest si è fatto il punto della situazione sull’opera che nel corso degli anni ha subito diversi stop and go, sia per motivi tecnici che per vicende giudiziarie, compreso un sequestro disposto dalla Procura della Repubblica di Salerno. Un punto della situazione alla presenza del sindaco di Salerno, Enzo Napoli e del presidente della Campania, Vincenzo De Luca. «Ci auguriamo che il consorzio che è subentrato abbia gli stessi tempi di realizzazione dell’impresa che ha realizzato la Lungo Irno», dice De Luca. «Abbiamo la possibilità di chiudere, se lavoriamo con intensità, la primavera del prossimo anno. Liberiamo, con questa opera strategica, dalle pesantezze di mezzi e auto l’imbocco dell’autostrada oltre che dare lavoro a sessanta operai». Inoltre l’annuncio di 60 milioni di euro per il completamento per superare le interferenze con l’attuale rete stradale a monte dell’opera. «Porta Ovest – ha detto, invece, il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli – dà uno sbocco al nostro porto commerciale che non ha retroporto. Offriamo la possibilità di incrementare i traffici facendo in modo che le merci transitino verso l’autostrada. Porta Ovest, porta est, Lungo Irno, c’è tutto un sistema coordinato di opere che favorirà la crescita economica della nostra città». Soddisfazione è stata espressa dalla Filt Cgil: « Apprendiamo con favore la notizia della ripresa dei lavori di Porta Ovest – dice Gerardo Arpino – La bretella potrà assicurare tempi di percorrenza minori al traffico merci, miglioramento dell’accessibilità alla zona portuale ed una drastica riduzione dei fenomeni di congestione veicolare, garantendo maggiore sicurezza alla viabilità del viadotto Gatto».




Pica Ciamarra: «Inibire il progetto di Porta Ovest»

di Andrea Pellegrino

Massimo Pica Ciamarra non ci sta e riporta l’Autorità portuale centrale Mar Tirreno dinanzi al giudice. Al centro della disputa giudiziaria è ancora il progetto di Porta Ovest, appaltato dall’allora Autorità portuale di Salerno, guidata da Andrea Annunziata. Da tempo, infatti, l’architetto napoletano denuncia la completa difformità del progetto, oggi in avanzato stato di realizzazione, rispetto a quello presentato dalla Pica Ciamarra Associati. Lo studio che fa capo all’architetto ha così deciso di proporre ricorso, dinanzi alla Corte d’Appello di Napoli, per la riforma della sentenza resa dalla sezione specializzata in materia d’impresa dal Tribbunale partenopeo e mai notificata. Nell’appello, Pica Ciamarra chiede l’adozione di alcuni provvedimenti in danno dell’attuale Autorità portuale Mar Tirreno: in particolare, una sentenza inibitoria, in ordine alla utilizzazione del progetto preliminare e definitivo dei lavori “Salerno Porta Ovest”, come accettati e validati, anche a fini espositivi, promozionali o di comunicazione. In via concorrente o subordinata, lo studio d’architettura ha chiesto di condannare l’Authority al risarcimento dei danni, morali e patrimoniali. Chiesta anche la nomina di un consulente tecnico che possa accertare la natura di opera dell’architettura o ingegneristica dei progetti preliminare e definitivo, il carattere di originalità e novità delle soluzioni offerte, la necessità delle variazioni apportate in sede di redazione del progetto esecutivo e quantificare il pregiudizio subito dagli attori, con vittoria di spese del doppio grado di giudizio.




Un consulente tecnico per stabilire il nesso tra Porta Ovest e crolli

di Andrea Pellegrino

Sarà un consulente tecnico di parte a stabilire il nesso tra i crolli del costone sull’ex statale 18 (nel tratto tra Vietri sul Mare e Salerno) e i lavori di Porta Ovest. Il contenzioso civile è approdato, infatti, in Tribunale dopo l’ingiunzione di pagamento del Comune di Salerno ai proprietari del costone interessato dai crolli del 2016. Ingiunzione con la quale gli stessi proprietari – che si sono opposti al pagamento chiedendo chiarimenti tecnici rispetto ai crolli con riferimento ai lavori dei tunnel in roccia di Porta Ovest – hanno, di fatto, tirato in ballo l’Autorità portuale di Salerno, committente dell’opera. Dopo la società autostrade – che rivendica danni alla rete e interferenze con il cantiere di Porta Ovest – l’Authority ora dovrà affrontare un nuovo contenzioso civile. La vicenda riguarda un doppio crollo – a distanza di pochi mesi – sull’ex statale 18, all’altezza del distributore di benzina. Un doppio cedimento che inibì per settimane il traffico veicolare lungo l’importante arteria di collegamento con il capoluogo provinciale. I lavori furono eseguiti in danno dal Comune di Salerno che poco dopo ne richiese il pagamento: quasi 350 mila euro nei confronti di alcuni proprietari del costone interessato dai cedimenti. Rimborsi che ora vengono contestati dagli interessati che chiedono di “accertare e dichiarare che le cause dei crolli e frane del costone roccioso che sovrasta via Croce sono riconducibili ai lavori di escavazione per la realizzazione del progetto “Porta Ovest” dell’Autorità portuale di Salerno”. Per conto dell’Authority sarà ora l’ingegnere Eleonora Borrino ad effettuare i rilievi del caso da trasmettere poi al tribunale civile.




Richiesta di perizia sugli edifici per Porta Ovest

Vincenzo Senatore

La stabilità dei palazzi che affacciano su via Benedetto Croce rischia di diventare motivo di scontro tra i condomini, il Comune di Salerno e l’Autorità Portuale del Mar Tirreno Centrale, che ha competenza sul porto di Salerno. La società titolare del nuovo cantiere di Porta Ovest riceverà una richiesta di perizia sugli edifici e, in caso non adempisse, una diffida a proseguire i lavori. I cittadini ritengono che gli scavi possano causare danni alle costruzioni e sono già in possesso di documentazioni che accertano come in passato ci sia stato un slittamento dei palazzi di due centimetri. Al momento non è possibile stabilire se ciò sia dovuto ai lavori realizzati presso la linea ferroviaria che sovrasta i palazzi o se c’entri qualcosa il cantiere di Porta Ovest. Fatto sta che i condomini vogliono vederci chiaro. E chiedono anche garanzie sulla stabilità della galleria, una volta che sarà completata perché in caso di smottamenti o crolli ci potrebbero essere ripercussioni sugli edifici. “Per il momento stiamo prendendo informazioni sulle imprese che gestiranno i lavori – dicono da via Croce – ma a breve partiranno le nostre richieste, già la Tecnis a suo tempo mandò un ingegnere per le verifiche ma poi a causa dei problemi giudiziari non abbiamo saputo più nulla della relazione. Di sicuro ci opporremo a qualsiasi tipo di lavoro, e in tutte le sedi, se non ci verrà data la certezza che gli scavi sono innocui per la stabilità delle nostre case”. La questione è diventata talmente prioritaria da far passare in secondo piano il problema relativo alla viabilità, su cui pure c’è grande attenzione. I palazzi, secondo quanto riferiscono gli abitanti, presentano già delle crepe dovute quasi certamente ai lavori realizzati sulla ferrovia e in ogni caso la vicinanza del cantiere di Porta Ovest (la galleria passa quasi sotto le abitazioni) produce delle consistenti vibrazioni che nessuno vuole sottovalutare. La situazione è molto delicata. I cittadini vogliono che qualcuno si assuma la responsabilità di certificare la sicurezza del procedimento e la non incidenza sulla stabilità degli edifici. Nel frattempo resta aperta la questione del parere pro veritate richiesto dalla Società Autostrade Meridionali e tutt’ora in corso. Per cui bisognerebbe capire come mai il cantiere riparte senza che gli esperti abbiano effettuato la perizia sulla possibile incidenza delle vibrazioni nelle dinamiche di stabilità del Viadotto Gatto e degli edifici circostanti.




Porta Ovest, a luglio la ripresa dei lavori Spirito: «Termine fissato per il 2022»

Erika Noschese

«Il cantiere di Porta Ovest ha vissuto tutte le peripezie possibili: un sequestro dall’antimafia per la magistratura, il fallimento della Tecnis, di tutto e di più ma ora finalmente ci siamo assestati e a metà luglio ricominciano i lavori». Lo ha dichiarato Pietro Spirito, presidente dell’autorità portuale Tirreno Centrale, intervenuto in merito alla conferenza stampa di presentazione dell’evento Sea Sun 2018. «C’è una prospettiva, con il Comune di Salerno stiamo affrontando il tema degli svincoli per fare in modo che ci sia il miglior coordinamento per quanto riguarda la viabilità – ha poi aggiunto il presidente dell’autorità portuale – del sistema metropolitano cittadino. Quindi, bisogna riprendere tutto ciò che era stato finora realizzato poiché la galleria era arrivata al 40% del suo percorso e la dobbiamo completare entro il 2022 perchè la dobbiamo rendicontare ed entro il 2023 i lavori dovranno essere fatti». Dunque, per Porta Ovest ancora quattro anni di lavori, prima del suo completamento e. secondo quanto sostiene Pietro Spirito, sono i tempi massimi per il completamento dell’opera. «Ce la dobbiamo fare e con determinazione dobbiamo lavorare ogni giorno». Per il Consorzio Arechi, la società che di fatto ha sostituito la Tecnis nella realizzazione dei lavori di Porta Ovest, è possibile portare a termine l’opera entro soli 14 mesi, intoppi permettendo come già accaduti diverse volte in precedenza che hanno ulteriormente rallentato il completamento dei lavori che non pochi disagi ha causato al traffico in questi mesi, suscitando più volte le proteste dei cittadini salernitani.




Porta Ovest, nuovo progetto e nuovi soldi Una perizia aveva previsto le anomalie

Andrea Pellegrino

Per completare Porta Ovest occorre un nuovo progetto. E quindi anche nuovi soldi. Vincenzo De Luca l’aveva già annunciato in una delle ultime conferenze stampa pre elettorali tenutesi a Salerno. Sessanta milioni di euro per consentire l’utilizzo delle gallerie ad automobili e mezzi pesanti. Da un primo studio potrebbe addirittura variare uno degli svincoli previsti a monte. Si parla di semplificazione progettuale: ad esempio, dal punto di vista tecnico – spiega Francesco Messineo a LiraTv – si valuta la possibilità di eliminare alcune delle rampe di svincolo previste lungo il percorso delle gallerie. Alcune delle rampe – infatti- creano difficoltà perché passano a pochi metri dalla pavimentazione delle volte autostradali (prive di arco rovescio). Eliminare i doppi svincoli al Cernicchiara e prima della galleria San Leo potrebbe portare a concludere Port Ovest senza ulteriori intoppi e prima del previsto. È la seconda variante in corso d’opera per un intervento fino ad oggi finito più volte sotto la lente d’ingrandimento della Procura della Repubblica e sotto i riflettori anche dell’Anas e della Società Autostrade che fin dal principio mostrano perplessità rispetto al progetto sostanzialmente variato dal definitivo all’esecutivo. Un parere tecnico del 14 gennaio 2014, a cura dello studio Ferrara, aveva già evidenziato tutte le criticità rispetto all’originario progetto firmato da Pica Ciamarra, vincitore del primo premio internazionale bandito nel 2006 dal Comune di Salerno e dall’AutoritàPortuale. Tra i primi rilievi il ridisegno del noto e del collegamento con l’autostrada A3 – oggi oggetto di una nuova modifica – che secondo il parere «rappresenta una sostanziale revisione con impatto negativo sul delicato sistema ambientale», con particolare riferimento al fronte collinare e torrente Cernicchiara. Ma non solo. Il consulente individua anche ulteriori criticità legate alla viabilità: «In generale va sottolineato che il progetto escutivo avendo modificato sostanzialmente il tracciato della viabilità in galleria – posiziona l’imbocco Ligea diversamente, portandolo a quota bassa ed eliminando l’innesto sul tratto terminale del viadotto. Il progetto esecutivo nel rivedere i tracciati in galleria modificando direzioni e uscite, trasformano l’innesto previsto in corrispondenza del nodo San Leo convogliando il traffico solo in direzione Cernicchiara e non più verso Ligea. Pertanto gli utenti provenienti da Vietri con direzione Porto dovrebbero arrivare tramite via Gatto al nodo Cernicchiara e da lì poi imboccare la canna in direzione Porto. Analogamente per raggiungere il Porto, gli utenti della zona alta di Salerno dovrebbero arrivare prima al nodo Cernicchiara tramite via Gatto, poi imboccare la canna in direzione porto».




Regalo elettorale: ecco un miliardo di euro

Andrea Pellegrino

«L’avessi avuto io un presidente della Regione così». Vincenzo De Luca lancia l’ultimo atto della campagna elettorale e nella sua Salerno, oltre a scaricare un miliardo di fondi per il capoluogo e la provincia, scherza con Enzo Napoli. «Ti invidio. Io non ho mai avuto tutte queste delicatezze dalla Regione Campania», dice il governatore che riferendosi, poi, alla protesta di mercoledì (con il lancio di sacchetti di immondizia), afferma: «Ognuno ha i suoi affezionati. A me toccano i centri sociali». Quanto alla campagna elettorale, De Luca s’attende «molti voti». «Salerno difenda i suoi interessi – dice – Da due anni e mezzo stiamo facendo messaggi elettorali. Come vedete, il ritmo di attività della Regione non è rallentato di una virgola. Procediamo in genere con iniziative straordinarie». Dall’aeroporto di Pontecagnano fino al pacchetto “Universiadi” passando per infrastrutture per la città di Salerno. Vincenzo De Luca detta l’agenda: «Apriamo un cantiere ogni mese e mezzo». All’aeroporto di Salerno – Costa d’Amalfi, di recente inglobato nella rete regionale di Gesac con Capodichino, vengono destinati 42,5 milioni, di cui 40 per il prolungamento della pista e 2,5 per investimenti in security e servizio antincendio. Sul punto, De Luca ribadisce: «Puntiamo ad avere 3,5 milioni di viaggiatori nell’arco di un decennio. Abbiamo salvato l’aeroporto Costa d’Amalfi che era, praticamente, morto – aggiunge – con l’opposizione delle Cinque Stelle abbiamo trovato risorse per non chiuderlo”. Altri 496 milioni di euro, poi, arrivano da Rete Ferroviaria Italiana, “su decisione – evidenzia De Luca – della Regione”. Per il completamento della metropolitana, dallo stadio Arechi a Pontecagnano Faiano, sono pronti 200 milioni. Per l’elettrificazione della Salerno – Avellino, 220 milioni. Altri 51 milioni sono per la realizzazione del collegamento del polo universitario di Fisciano; 25 milioni, invece, per il nodo complesso, un tunnel, che collegherà il sottopasso della stazione ferroviaria in piazza Vittorio Veneto a Salerno con l’ormai quasi conclusa cittadella giudiziaria. A seguire, 155 milioni di euro finanzieranno le infrastrutture stradali.

ALTRI 60 MILIONI PER PORTA OVEST
Dieci milioni sono previsti per interventi Asi, sessanta milioni per il lotto di Porta Ovest, “che significa – spiega il governatore – riammagliare i tunnel che si stanno realizzando verso il porto con la rete autostradale”. In pratica sul cantiere (già sottoposto ad un continuo stop e go) mancherebbe un ulteriore ed indispensabile pezzo per il suo completamento. 35 milioni di euro per il trincerone ferroviario Ovest e per la realizzazione di un parcheggio con 300 posti auto. L’Anas finanzia con 233 milioni di euro l’ampliamento delle carreggiate del raccordo autostradale Salerno – Avellino. Per la portualità, 20 milioni di euro, utili per ulteriori operazioni di dragaggio dei fondali.

LE UNIVERSIADI

«Tre milioni di euro – dice – per la ristrutturazione e la messa in sicurezza dello stadio Arechi. E 800 mila euro per lo stadio San Francesco di Nocera Inferiore e altri 800 mila euro per lo stadio Dirceu  di Eboli. Ancora ad Eboli, 700mila euro per sistemare il PalaSele, 2 milioni di euro per le strutture del Cus a Baronissi, 1 milione di euro per lo stadio Marcello Torre di Pagani, 1 milione di euro per lo stadio Simonetta Lamberti di Cava de’ Tirreni, e 1 milione per lo stadio Squitieri di Sarno».




Porta Ovest, la telefonata: «Quel magistrato si faceva i selfie davanti alla Galleria»

Andrea Pellegrino

«Un dispiegamento di forze enorme». «C’è un magistrato che si faceva i selfie davanti alla Galleria». In una telefonata, la Procura intercetta la conversazione tra Annarita Spira (moglie di Antonio Morabito e collaboratrice della direzione dei lavori) e Domenico Pintozzi, ispettore della Direzione Lavori, nella quale si commenta il sequestro del cantiere. Dagli atti dell’inchiesta che ha portato ad un avviso di conclusione delle indagini anche per l’ex presidente dell’Autorità Portuale di Salerno, Andrea Annunziata, la Spira critica l’operazione della Procura di Salerno e i sigilli all’opera. «E’ stato messo in moto un apparato enorme e poi non si potrà dire che non hanno trovato nulla per cui andranno a scavare talmente tanto che per giustificare questo dispendio di risorse statali che dovranno per forza trovare qualche anomalia che alla fine risulterà essere un’inezia», dice parlando al telefono con Pintozzi e prosegue: «Tutto questo solo per vedere il proprio nome sul giornale». Dal canto suo Pintozzi è preoccupato: « Negli uffici può essere stata attivata qualche micro- spia anche per poco e possono aver interpretato male delle affermazioni».




Porta Ovest: «Un progetto sbagliato»

Andrea Pellegrino

Un progetto sbagliato che non risolve il problema della viabilità. L’ingegnere salernitano Felice Bottiglieri scrive al nostro giornale sulla vicenda “Porta Ovest”, all’indomani delle notizie sull’inchiesta che riguarda il tunnel che dovrà collegare il porto commerciale alla rete autostradale. «È l’ennesimo caso in cui l’assoluta, totale, abissale inadeguatezza di chi ci amministra impone la supplenza della Magistratura. Che, poi, in taluni casi attraverso procedimenti penali emergano illegittimità amministrative per vizi procedimentali è immediato il coinvolgimento della “politica” che sul finire del secolo scorso ci ha regalato leggi decisamente sbagliate e dannose, soprattutto in materia di ordinamento amministrativo», scrive l’ingegnere che descrive poi la sua esperienza.

PROGETTO SBAGLIATO

Ma, veniamo al dunque. «Che il progetto “Porta ovest” fosse sbagliato – sostiene Bottiglieri – è stato segnalato ben prima che si ponesse mano alla sua realizzazione: “Italia nostra” a seguito della pubblicazione del Piano Territoriale Provinciale produsse un documento, alla cui redazione collaborai, in cui, pur prendendo le mosse dalle esigenze di tutela paesaggistica, si pervenne alla radicale bocciatura dell’originario progetto anche – e soprattutto – perché l’opera, ben lungi dal risolvere il problema del collegamento del porto alla rete autostradale, sarebbe risultata peggiorativa delle condizioni ambientali per buona parte del territorio comunale di Salerno et ultra. Né la più che sostanziale “variante progettuale” introdotta dopo l’appalto potrebbe conseguire risultati migliori (tra l’altro non è ancora ben chiaro come essa si completi dopo l’uscita dalle gallerie sul vallone Cernicchiara!). È appena il caso di notare come alcuna procedura di V.I.A. con l’obbligatoria pubblicazione precisamente prevista dalla legge sia mai stata espletata (ma, non ne ricordo alcuna per tutte le opere pubbliche del Comune di Salerno, salvo la più che generica Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) inserita del Puc».

ASSENZA DI CONFRONTO

Ed è, ancora, il caso di notare – incalza – «come il più referenziato dei componenti del gruppo dei progettisti aggiudicatario del concorso di idee – il professore architetto Pica Ciamarra – se ne sia dissociato dal momento che riteneva che il concorso riguardasse opere di inserimento ambientale dell’esistente viadotto e giammai importante infrastruttura stradale. Ed, invece, dal concorso di idee si è passati direttamente all’appalto dei lavori… Ma l’aspetto più grave della vicenda ritengo sia stata la mancanza di un confronto con soluzioni alternative a quella improvvidamente – o, forse, peggio – adottata». «Almeno una era ben a conoscenza sia del Presidente dell’Autorità portuale sia di operatori del Porto, sia di non poche personalità istituzionali di Salerno e Provincia, addirittura da Marzo 2007! E, forse, ci fu ancora la possibilità di rivedere il tutto dal momento che, anni dopo, si verificò la fortuita coincidenza della sua presentazione alla stampa – Corriere del Mezzogiorno del 5 Dicembre 2013 – nella stessa pagina in cui compariva un servizio sull’ avvio del cantiere… oggi in discussione! E, si badi bene, sulla proposta soluzione alternativa non fu espresso alcun parere critico, anzi…». Tant’è che si sarebbe potuto por mano ad uno “studio di fattibilità”, come , invece è certamente mancato per la “Porta Ovest”, con le conseguenze sotto gli occhi di tutti». Ed ora, chi paga? S’interroga, in conclusione, Bottiglieri.

Dissequestrati tre conti correnti della Tecnis

Dissequestrati tre conti correnti della Tecnis, l’azienda appaltatrice di Porta Ovest. La decisione è arrivata nella mattinata di ieri dai giudici del Riesame. I conti correnti in questione erano stati sequestrati lo scorso 11 dicembre su disposizione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno Stefano Berni Canani che aveva accolto la richiesta dei magistrati della direzione distrettuale antimafia Alfano e Sena- tore. I tre conti correnti dissequestrati facevano parte dei 31 milioni di euro che rientravano nel l decreto di sequestro preventivo di immobili e quote societarie. Secondo la pubblica accusa le somme che sarebbero dovute servire per la realizzazione di “Porta Ovest” destinate a fini diversi. Un giro da 31 milioni di euro, di cui oltre 20 ottenuti attraverso la cessione del credito presso l’Unicredit Factoring. Somme – ad eccezione del solo pagamento in favore della Cassa Edile Salernitana – che sono servite alla Tecnis per altre operazioni finanziarie, compresi in- vestimenti di fondi pensione, assicurazioni sulla vita e spese legali. Insomma, versamenti non riguardanti i lavori eseguiti nel cantiere di Salerno Porta Ovest.