Popolo della Famiglia: Adinolfi sceglie Gambardella: «Famiglia alla base di tutto»

di Marcello D’Ambrosio

Insegnante di scienze religiose del liceo scientifico Da Procida, laureato in giurisprudenza, con una tesi sul diritto comunitario, e in scienze religiose, 67anni, Alfonso Gambardella è candidato alle europee nella lista “Il Popolo della Famiglia“. Un esordio lavorativo come avvocato e collaboratore della cattedra di diritto internazionale del professore Massimo Panebianco, successivamente ha intrapreso un cammino di conversione che lo ha portato a laurearsi in scienze religiose e a cambiare tutto avviando il percorso di insegnamento della materia nella scuola. «La mia candidatura è l’esito di un percorso cominciato diversi anni fa con la mia adesione, come cattolico, al Popolo della Famiglia. Sono stato anche candidato alle scorse politiche con un discreto risultato. Sicuramente andremo in europa per parlare di famiglia, per riprendere il senso e il significato di famiglia nell’accezione della carta costituzionale. La famiglia è alla base di tutto: della società, dell’economia. Se la famiglia viene considerata come tale anche l’economia va avanti e si sviluppa in pieno. Cercheremo di riportare in Europa la visione originaria dei padri fondatori: De Gasperi, Schuman, Adenauer. Per un’Europa che metta al centro la dignità della persona. L’Europa è fatta per i cittadini, non il contrario. Ritrovare le radici giudaico-cristiane nella creazione dell’Europa. L’idea di Europa è nata con la formazione dei benedettini e i loro monasteri».




Popolo della Famiglia, i candidati della lista alle elezioni europee

Il Popolo della Famiglia schiera tra i candidati alla circoscrizione meridionale il professore Alfonso Gambardella, insegnante di religione al liceo scientifico Da Procida. Ecco i nomi di tutti i candidati: Luca Avagnina, Marianna Puzo, Salvatore Di Marino, Maria Cristina De Pascalis, Mirco Fanizzi, Laura Terrana, Carlo Barbano, Apollonia Amati, Marco Di Salvo, Federica Lupi, Alfonso Gambardella, Vittoria Leone, Diego Amedeo Ciancetta, Roberta Esposito, Giovanni Iannei, Katia Acquaviva, Eraldo Rizzuti.




Europee, Popolo della Famiglia: il salernitano Alfonso Gambardella aspira ad essere eurodeputato

di Erika Noschese

A tentare di conquistare il parlamento europeo sarà anche il salernitano Alfonso Gambardella che tenta la scalata verso Strasburgo con Popolo della Famiglia, il partito guidato a livello nazionale dal leader Mario Adinolfi. A poche ore dalla scadenza per la presentazione delle liste il delegato scelto dal partito Guglielmo Marchetta ha consegnato i nomi dei candidati di Popolo della Famiglia in corsa per uno scranno al parlamento europeo. Tutto pronto, dunque, per gli uomini di Adinolfi che possono dare ufficialmente inizio alla campagna elettorale.




Salerno si tinge di arcobaleno: tutto pronto per il Pride 2018

Erika Noschese

Salerno pronta a tingersi di arcobaleno, grazie al Pride 2018 che torna in città dopo circa 6 anni. Una manifestazione, questa, che ha spaccato l’opinione pubblica anche a causa del piccolo finanziamento concesso dall’amministrazione comunale per supportare il Pride. «Polemiche sterili», come più volte ha replicato l’assessore alle Politiche Giovanili, Mariarita Giordano, da sempre in prima linea in questo tipo di battaglie. Nella mattinata di ieri, a Palazzo di Città, si è tenuta la conferenza stampa che ha ufficialmente dato il via al Pride 2018, con un calendario fitto di appuntamenti, come quello di oggi: alle 19, infatti, si terrà lo spettacolo teatrale Omocausto, sulla persecuzione delle persone omosessuali e transessuali nei campi di concentramento mentre domani a Palazzo Sant’Agostino si terrà l’incontro su prevenzione e salute, prima della giornata del 26 con l’incontro con gli studenti delle scuole salernitane e il dibattito pomeridiano sul tema dei diritti e delle uguaglianze delle persone Lgbt, con Piero De Luca e Monica Cirinnà per poi dar spazio al grande corteo che, alle 19, partirà dal lungomare cittadino, con il Pride Park, dedicato alle associazioni che hanno aderito alla manifestazione: esse, infatti, potranno avere la possibilità di proporre attività, iniziative e banchetti informativi. «Il Pride è stato un lungo percorso iniziato nel mese di dicembre 2017 che ha visto l’adesione graduale ma convinta di buona parte della società civile», ha dichiarato Francesco Napoli, presidente dell’Arcigay Salerno, spiegando che il Pride non è più solo un momento di visibilità, di orgoglio, di festa e di rivendicazione delle persone Lgbt ma diventa un momento di dibattito e di riflessione intorno al più ampio tema dei diritti e delle cittadinanze e dunque, diritto alla salute, alla scuola, alla formazione, al lavoro, ad un’accoglienza dignitosa per i migranti. Polemiche sterili, come più volte dichiarato dall’assessore Giordano che, ancora una volta, respinge fermamente ogni accusa dovuta al finanziamento concesso dall’amministrazione comunale: «Sono persone che neanche conoscono il programma – ha dichiarato l’assessore alle Politiche Giovanili – Abbiamo organizzato questo Pride per confrontarci e portare avanti delle tematiche che sono per tutti e di tutti». A sostegno della manifestazione anche l’assessore all’Ambiente Angelo Caramanno, secondo cui la città ha ancora bisogno di manifestazioni di questo tipo, magari per abbattere una serie di limiti culturali. Ed infatti, a poche ore dall’inizio ufficiale della manifestazione, ancora si sprecano accuse e polemiche, E’ il caso di Raffaele Adinolfi, coordinatore regionale del popolo della Famiglia: «Resto fermamente contrario alla concessione del contributo economico all’organizzazione del gay pride a Salerno, così come alla scelta della location ed alla concessione del patrocinio morale. Qualcuno dice che il contributo è piccolo, solo 2.500 euro. Piccolo ma per nulla obbligatorio né prioritario. Piccolo? Lo vadano a dire a chi non arriva alla fine del mese, lo vadano a dire a tutti quelli a cui il comune dice: No, non ci sono soldi!». E ancora: «Oggi (ieri per chi legge ndr) è stato presentato il programma, nulla di nuovo: celebrano i diritti loro e dei loro amici. Ed il diritto ad avere una mamma ed un papà, chi lo difende? Ed il diritto a non vedere scene volgari e provocatorie, chi lo difende? Ed il diritto delle nuove schiave costrette a prostituirsi per nove mesi affittando l’utero, chi lo difende? Ed il diritto a non vedere vilipesa la propria religione, chi lo difende? Ed il diritto del bambino che diventa oggetto di un contratto, con tanto di clausola abortiva in caso di imperfezioni, chi lo difende? Esaltano i loro diritti o i loro egoismi? La mia risposta è netta ma soggettiva lo so, quello che è oggettivo però è che rifiutando ogni confronto non riconoscono il diritto di opinione degli altri». Nonostante ciò, unione ed inclusione restano gli obiettivi principali di questo Pride 2018, come ha poi sottolineato la Giordano.




Contromanifestazione Curia, Raffaele Adinolfi apre al confronto con l’Arcigay

Rosario De Sio

Ancora una volta Salerno è al centro di una sfida sottile che vede all’opera due entità moralmente ed eticamente opposte. Due realtà dissimili che sfileranno congiuntamente, separati solo da qualche centinaio di metri: il Gay Pride e il corteo cattolico. Sono queste le due manifestazioni che il 26 maggio si contenderanno le strade di Salerno; sul Lungomare di Trieste sfilerà il corteo, a tratti carnevalesco, indetto dal Gay Pride mentre dal lato opposto, nel cuore del centro storico, le strade vedranno la manifestazione cattolica indetta dalla Diocesi Salernitana alla quale si uniranno tutte le parrocchie della regione Campana. Le critiche non sono mancate da entrambe le parti, ognuno con le sue ragioni, ognuno con i suoi giudizi. A esprimere dissenso è stato il presidente della fondazione ArciGay, Francesco Napoli il quale si è detto sorpreso e indignato dall’atteggiamento avuto dalla curia. Secondo Napoli la manifestazione indetta dai cattolici è soltanto l’ennesimo pretesto per ostacolare l’arrivo dei bus e creare così disagio alla città. A fomentare e a promuovere l’azione cattolica è stata anche la Lega la quale non solo, ha giudicato l’azione di ArciGay, come un’offesa a chi vive liberamente e dignitosamente la propria sessualità ma ha denunciato pubblicamente l’azione del comune che avrebbe elargito un cospicuo contributo di ben 2.500 euro a beneficio del Pride. La Lega si è detta indignata da quest’atto arbitrario, portato avanti nell’assoluta indifferenza, dall’amministrazione comunale. La sfilata carnevalesca può avere posto in città, mettendo da parte la morale, a patto, sia chiaro, che a rimetterci non siano i soldi dei salernitani. A esprimere una forte opposizione all’evento è stato il Popolo della Famiglia coordinato da Raffaele Adinolfi. Da anni ormai in difesa della famiglia, Adinolfi si è detto disposto ad avere un confronto in merito a temi delicati come questi, con il movimento Gay. Da parte di Adinolfi quindi, vi è una gran voglia di dialogo, di confronto a patto che non si resti chiusi, fermi, impietriti nelle proprie convinzioni ma che si accetti di confrontarsi e di rispettare idee dissimili senza voler primeggiare. “Sono disposto a un possibile confronto con ArciGay ma ad oggi ancora non ho avuto risposta nonostante i numerosi appelli. Se saremo invitati a parlare delle tematiche con loro, allora parteciperanno sicuramente – ha riferito Raffaele Adinolfi ribadendo più volte la sua voglia di dialogo – in merito alle accuse mosse da Napoli circa la possibilità che la città sia luogo di disordini si sa che le manifestazioni della curia sono sempre state pacifiche e sempre si sono svolte nel rispetto del prossimo e della legge. A tal proposito voglio ricordare un episodio di qualche anno addietro nel quale i manifestanti de Le Sentinelle In Piedi divennero oggetto di scherno e derisione attirando spunti e insulti da parte di molti appartenenti al mondo dei gay”. Secondo Adinolfi non sussiste motivo di paura per la città: le due manifestazioni possono svolgersi nel rispetto reciproco. “Ognuno difende le proprie ragioni e manifesta per i propri diritti, oppure esercita la propria professione di fede come le confraternite – ha infine sottolineato Adinolfi – e giudico inconsistente la paura di Napoli per la sicurezza della città. A conclusione Adinolfi ha sottolineato che il corteo religioso non è una contromanifestazione ai danni del Pride, come certi maliziosi vorrebbero far credere, ma una marcia organizzata con molto anticipo rispetto alla manifestazione Gay. Ma dal Comune di Salerno avevano già fatto sapere che il pride era stato proposto e organizzato a novembre, muovendosi per tempo proprio per far funzionare alla perfezione e senza intoppi la macchina organizzativa, che però a quanto pare l’Arcidiocesi di Salerno ha voluto o almeno non ha potuto evitare che si rompesse. Adesso la speranza è che tutto vada per il meglio e che sia solo una giornata di condivisione, da entrambi i lati.




Popolo della Famiglia, Adinolfi: «Elettori traditi con una legge inciucio Con noi una precisa direzione di marcia»

Erika Noschese

Popolo della Famiglia presenta i suoi candidati a Salerno. Nella mattinata di ieri, presso la sala meeting del bar Varese, il leader nazionale Mario Adinolfi ha incontrato cittadini e simpatizzanti per spiegare nel dettaglio i punti principali del loro programma elettorale. «Popolo della Famiglia è nato dopo che un milione di persone sono scese in piazza al Circo Massimo ed i partiti tradizionali di centro destra e centro sinistra , con una legge inciucio, hanno tradito le istanze del popolo». Lo ha dichiarato il coordinatore Raffaele Adinolfi, candidato nel collegio uninominale salernitano ma anche come capolista nel proporzionale per la Camera dei Deputati. «Noi abbiamo deciso di scendere in campo con un movimento autonomo dai partiti tradizionali ma che a differenza del Movimento 5 Stelle – che è un movimento avaloriale – abbiamo una precisa direzione di marcia che sono i valori in cui crediamo e che prendono le mosse dalla famiglia per la quale noi disegneremo tutte le iniziative legislative. Questo dovrebbe fare la politica: pensare al futuro e alle famiglie», ha poi aggiunto il coordinatore regionale di Popolo della Famiglia che vede, tra i suoi obiettivi, il reddito di maternità per le mamme che decidono di dedicarsi esclusivamente alla vita familiare per risolvere anche il problema della natalità; il quoziente fiscale familiare per consentire di tener conto del fatto che se due persone guadagnano le stesse somme non dovrebbero pagare le stesse tasse ma in base al numero dei componenti della famiglia: più è numeroso il nucleo familiare minori dovrebbero essere le tasse. «Dobbiamo rimettere in moto l’economia e lo si fa facendo figli. Ovviamente, è un’impronta valoriale molto chiara e precisa e noi siamo contro l’ideologia gender nelle scuole e siamo per il primato educativo delle famiglie nella scuola». Tra gli altri punti del programma anche l’immigrazione su cui abbiamo «una posizione ferma» perchè «crediamo che l’ospitalità debba esserci solo quando è possibile ma non deve essere indiscriminata. E crediamo che se non torniamo a fare figli, in Italia, non avremo mai la possibilità di arginare il fenomeno dell’immigrazione perchè c’è una legge della fisica che dice che il pieno riempie il vuoto: se noi ci svuotiamo degli italiani la popolazione sarà riempita da chi arriva dopo di noi», ha detto infine Raffaele Adinolfi. Per Mario Adinolfi, leader nazionale di Popolo della Famiglia, invece, l’obiettivo è raggiungere il 3% che permetta di avere una rappresentanza in Parlamento: «Se Popolo della Famiglia dovesse superare il 3% diventerebbe determinante per la costruzione di una maggioranza di governo. Chi vota per noi, vota per rompere il grande inciucio centro destra- centro sinistra; l’esito già scritto delle elezioni e dimostra di voler cambiare pagina davvero. In questo caso, la decina di eletti darà collaborazione ad un solo governo che al primo Consiglio dei Ministri approvi il decreto legge per l’assegnazione di mille euro al mese alle mamme che vogliono dedicarsi alla famiglia perchè le mamme lavoratrici sono la parte fondamentale del tussuto connettivo lavorativo di questo paese». Ma, attenzione, per il leader ciò non significa avere donne chiuse in casa solo a badare la famiglia: «Questo significa dare facoltà di scelta alle donne, liberarle». Per Adinolfi, Popolo della Famiglia descrive la possibilità – per le donne – di scegliere se lavorare o dedicarsi alla famiglia con un’indennità che si chiama reddito di maternità. «La Campania è una culla di consensi ed è la regione a cui sono più legato perchè la mia famiglia è di Salerno e la radice è veramente profonda. Con Raffaele Adinolfi, poco dopo la nascita del nostro movimento, abbiamo ottenuto un risultato soddisfacente alle comunali. Proprio grazie ai consensi che otterremo in Campania possiamo raggiungere il 3%». Popolo della Famiglia incarna i valori della religione cattolica ragion per cui, da sempre, si batte contro l’aborto e la liberalizzazione della pillola dei cinque giorni dopo e la legge sul bio testamento: «E’ una pillola abortiva, gli spermatozoi non stanno 5 giorni a fare un rave party ma tu stai utilizzando una pillola fuori legge e l’esito finale è che non nascono più figli. La grande tragedia di questa terra». E poi l’immancabile attacco al governatore De Luca per l’inchiesta Sma che vede tra gli indagati anche Roberto De Luca: «Enzo De Luca e forse la sua famiglia debbano entrare in un tempo quaresimale, non sbaglierebbero se vedessero nella quaresima un’occasione di riflessione dal punto di vista dei toni, dal punto di vista dei comportamenti, forse anche dal punto di vista dei pensieri. Facciano un passo In più. Venni l’ultima volta a Salerno con una classe dirigente deluchiana, che aveva un esponente che si proclamava orgogliosamente ateo e per questo pro- muoveva l’ideologia gender in città. Ecco, recuperare una radice religiosa e pensare a quella meravigliosa croce che illuminiamo grazie a Raffaele Adinolfi per Enzo De Luca può essere una riflessione: qualche volta non stare con gli occhi sempre curvi a guardare ghiande e maiali ma alzare gli occhi al cielo ed incrociare qualche fonte di ispirazione che non sia solo quella della materialità e del potere». «A noi la battaglia, a Dio la vittoria», ha detto infine il leader del movimento politico proprio per rimarcare lo stretto legame con la religione cattolica e Dio.




«Campagna elettorale strumentalizzata»

Erika Noschese

Giorgia Meloni questa mattina sarà a Salerno per incontrare i cittadini e deporre un omaggio floreale ai piedi del monumento ai Caduti delle Brigate rosse. Una scelta, quella della leader di Fratelli d’Italia, che sembra non piacere. Ad attaccare l’aspirante premier è Raffaele Adinolfi, coordinatore regionale di Popolo della Famiglia e candidato alla Camera dei Deputati nella circoscrizione di Salerno: «La campagna elettorale intrisa di strumentalizzazioni». Secondo Adinolfi, infatti, «la visita di Giorgia Meloni avrebbe l’obiettivo di una mera passerella in vista delle Politiche del prossimo 4 marzo. “Pericolo Brigate Rosse? – riflette Raffaele Adinolfi – Non ci sono allarmi, nessun pericolo: solo una squallida passerella elettorale. Prosegue una campagna elettorale senza vergogna: dopo le false pro- messe si sollecitano ed alimentano le false paure». E ancora: «E così mentre la sinistra strumentalizza ed agita l’anacronistico tema del pericolo fasci- sta risponde la destra che a Salerno resuscita il terrorismo rosso con una visita al monumento che ricorda le vittime delle Brigate Rosse. Ormai è chiaro che in Italia non ci sono statisti, ma politici piccoli piccoli che speculano sulla paura della gente alimentando irresponsabilmente tensioni sociali che altrimenti sarebbero sopite. Siamo d’accordo a porre un freno ai migranti: ma questo è un problema sociale reale ed attuale. Il resto solo squallide passerelle elettorali». Non si è fatta attendere la replica di Fratelli d’Italia, dopo gli attacchi di Popolo della Famiglia. «Le affermazioni di Adinolfi sono stupefacenti. Se ha bisogno di riflettere per giungere a conclusioni assolutamente sballate, gli consiglio di rinunciare all’immane sforzo», ha dichiarato il presidente regionale e capolista al Senato nel Collegio Campania 3, Antonio Iannone. «La visita di Giorgia Meloni a Salerno vuole essere un omaggio a coloro che hanno sacrificato la propria vita per rappresentare lo Stato. Non si capisce da cosa si desuma la volontà di riesumare il fascismo: in quel tragico 26 agosto 1982, in via Parisi, a Salerno, non vennero trucidati dei gerarchi fascisti, ma vennero ammazzati due agenti di Pubblica Sicurezza e un caporale dell’Esercito. Invitiamo Adinolfi a venire con noi invece di blaterare, probabilmente a scopo di uscire dall’anonimato politico. Evidentemente, chi accusa di strumentalizzazioni è egli stesso artefice della ricerca di una visibilità che vorrebbe consumarsi parlando di altrui iniziative. Mai come in questo momento, i nostri Uomini in divisa hanno bisogno di sentire la vicinanza di quelle forze politiche, da sempre sensibili al tema dell’impegno per la legalità e di tutela dello Stato». Secondo Iannone, dunque, le «iniziative che portiamo avanti, sempre e non solo in campagna elettorale, sono inspirate costantemente dal valore del riconoscimento della Patria e di coloro che la difendono. Con Giorgia Meloni, che ringraziamo per l’insospettabile impegno, siamo schierati oggi giorno con i nostri Militari e le Forze dell’Ordine, incredibilmente penalizzati dalla mancanza di sostegno da parte dei governi a maggioranza Pd».