Lo scoiattolo montascale diventa realtà A breve l’installazione alla Osvaldo Conti

Erika Noschese

Uno scoiattolo montascale per il plesso scolastico Osvaldo Conti. Dopo la proposta della mamma di due bambini diversamente abili di donare, attraverso una società salernitana, il montascale avuto dall’Asl di Salerno, alla scuola in questione per facilitare la vita dei figli, il dirigente scolastico Annalisa Frigenti ha provveduto a contattare l’amministrazione comunale per procedere, attraverso i tecnici comunali, ad una verifica e, successivamente, all’installazione. La mamma dei due bambini ha già avuto dall’azienda sanitaria locale lo scoiattolo da utilizzare nella sua abitazione. La donna lo ha però rifiutato così da fare la donazione alla scuola Conti di Fratte che, dal canto suo, ha provveduto alle dovute modifiche per permettere ai ragazzini di potersi tranquillamente muovere nell’ambito scolastico. Dunque, la sala giochi per i bambini delle materne e stata trasferita ma, di conseguenza, è stato necessario rimodularla e dunque divenuta più piccola, la classe primaria è stata trasferita dal primo piano al piano terra per permettere allo studente di accedere tranquillamente alla sua aula. Per l’altro fratellino, anch’esso con problemi motori, però, il problema persiste in quanto è necessario l’intervento quotidiano del collaboratore scolastico che deve aiutarlo a raggiungere il primo piano. La scuola, a onor del vero, è dotata di uno scivolo per disabili che ha accesso diretto alla sala giochi per bambini e rende il tutto un po’ più difficoltoso. Della questione se ne sta occupando l’assessore alle Politiche Sociali Nino Savastano che ha già provveduto ad inviare sul posto – e in più occasioni – i tecnici di Palazzo di Città per procedere a tutte le verifiche del caso prima dell’ok definitivo. La dirigente scolastica ha reso noto che a breve l’amministrazione comunale dovrebbe procedere con l’installazione dello scoiattolo montascale. Soddisfatto l’assessore Nino Savastano che non ha esistato ad interessarsi della questione per far ottenere all’istituto scolatico di Fratte il montascale per i due ragazzini diversamente abili: l’assessore, infatti, ha provveduto ad inviare i tecnici comunali per le verifiche del caso. Le Politiche Sociali sono molto sensibili a queste questioni fermo restando che l’abbattimento delle barriere architettoniche nella scuole è di competenza della dirigente scolastica. In questo caso, la dottoressa Annalisa Frigenti ha evidenziato le criticità e le problematiche soprattutto di tipo economico che ha incontrato la scuola nel tentare di procedere all’eliminazione delle barriere architettoniche ragion per cui l’assessorato che vede a capo Nino Savastano ha proceduto in tal senso per migliorare la vita degli studenti. Intanto, nella mattinata di ieri Cristian Santoro- su delega di altri genitori – ha avuto un incontro sia con la vice sindaco Eva Avossa che con la dirigente scolastica per capire i tempi tecnici necessari a procedere. Dall’incontro è emerso che entro pochi giorni la scuola potrebbe già utilizzare il montascale, grazie all’intervento dell’assessore Savastano.

Santoro: «La scuola deve dire no alle barriere architettoniche»

«Necessario intervenire per procedere all’eliminazione delle barriere architettoniche negli istituti scolastici». Lo ha dichiarato Cristian Santoro, coordinatore cittadino della Lega al termine dell’incontro tenutosi nella mattinata di ieri con la dirigente scolastica del plesso Osvaldo Conti di Fratte, per verificare lo stato dei lavori per l’installazione dello scoiattolo montascale, donato dalla madre di due bambini diversamente abili, ottenuti dall’azienda sanitaria locale di Salerno. Il coordinatore cittadino ha annunciato l’intenzione di verificare lo stato degli istituti scolastici e di battersi, con gli altri attivisti, all’abbattimento delle barriere architettoniche che altro non sono un ennesimo limite per la vita delle persone diversamente abili. L’assessore Nino Savastano, dal canto suo, ha spiegato che è compito degli istituti scolastici procedere – anche attraverso l’aiuto delle Asl locali – con interventi simili. Il Comune interviene, come in questo caso, per evidenti necessità che avrebbero ulteriormente gravato sulla vita dei ragazzini e dei loro genitori.«Necessario intervenire per procedere all’eliminazione delle barriere architettoniche negli istituti scolastici». Lo ha dichiarato Cristian Santoro, coordinatore cittadino della Lega al termine dell’incontro tenutosi nella mattinata di ieri con la dirigente scolastica del plesso Osvaldo Conti di Fratte, per verificare lo stato dei lavori per l’installazione dello scoiattolo montascale, donato dalla madre di due bambini diversamente abili, ottenuti dall’azienda sanitaria locale di Salerno. Il coordinatore cittadino ha annunciato l’intenzione di verificare lo stato degli istituti scolastici e di battersi, con gli altri attivisti, all’abbattimento delle barriere architettoniche che altro non sono un ennesimo limite per la vita delle persone diversamente abili. L’assessore Nino Savastano, dal canto suo, ha spiegato che è compito degli istituti scolastici procedere – anche attraverso l’aiuto delle Asl locali – con interventi simili. Il Comune interviene, come in questo caso, per evidenti necessità che avrebbero ulteriormente gravato sulla vita dei ragazzini e dei loro genitori.«Sono soddisfatto dell’esito dell’incontro – ha poi aggiunto Santoro – perchè la mia è una battaglia, comune ad altri genitori, che ha un solo obiettivo: rendere la scuola alla portata di tutti, dai più piccoli ai più grandi, nessuno escluso senza limiti e senza barriere». Intanto, a breve la Lega di Salerno potrebbe procedere alle verifiche e chiedere interventi immediati e concreti.




Scafati. “Raggio di Sole”: dal Prefetto arriva una schiarita, il centro riapre

Di Adriano Falanga

Qualcosa pare muoversi sul fronte centro disabili “Raggio di Sole”, tempo una settimana e il centro potrebbe ripartire. La città si è sollevata a favore degli ospiti della storica struttura chiusa da luglio, e ospitata presso i locali del centro sociale San Pietro. La polemica è per l’inerzia in cui sembra essere caduta la situazione, rimpallata tra i meandri della burocrazia e aggravata dal recente scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni criminali. La protesta degli operatori e delle famiglie di giovedì mattina, ha sortito almeno l’effetto di smuovere la commissione straordinaria, che seppur non ha e non può avere responsabilità dirette, ha comunque l’investitura di risolvere il problema. Una delegazione in rappresentanza del centro è stata ricevuta ieri mattina dalla dottoressa Maddalena Di Somma, coordinatrice del nuovo Piano di zona in cui rientra Scafati, di cui è comune capofila, mentre un’altra è stata ricevuta dal prefetto Gerardina Basilicata. Le notizie sono positive, si lavora affinché la struttura possa ripartire al più presto. Tempo una settimana ancora e si procederà a riaprire il centro grazie ad un affidamento diretto, nelle more di indire regolare gara d’appalto entro il mese di luglio. La commissione straordinaria di un Ente sciolto per infiltrazioni criminali ha in capo pieni poteri di superare anche le gare d’appalto, e decidere in linea diretta e preferenziale. Non è però chiaro se l’indirizzo preveda una “proroga” alla cooperativa Emora, praticamente da sempre responsabile della gestione del centro (la coordinatrice, dottoressa Ilenia Cardillo, è da 15 anni presente, oramai guida certa per i circa 30 disabili). Gli ex operatori dallo scorso luglio ad oggi, nonostante la chiusura del centro e scadenza di contratto, hanno svolto comunque il servizio in veste di volontari, assolutamente gratis e senza nessuna retribuzione o rimborso spese.

LE PROTESTE

<<Penso che la nostra città, tutta la nostra città, debba seriamente iniziare a prendersi cura dei ragazzi del centro per disabili “Raggio di Sole”. La burocrazia e l’indifferenza stanno affogando questo ultimo rigurgito di civiltà, vanto della nostra comunità cittadina>>. L’appello di Don Peppino De Luca, parroco della parrocchia San Francesco di Paola, che ha ospitato parte del centro in questi mesi di chiusura. <<Sono stanco di vedere famiglie elemosinare diritti che sono inalienabili, sono stanco di vedere in questi giorni i ragazzi sbandati, sono stanco di fare da supplente ad istituzioni sorde ed assenti. Datemi una mano: Scafati Sveglia>> il forte e accorato grido del prelato. Al coro di proteste si è unita anche la consigliera regionale Monica Paolino. <<Prima da donna mi sento di essere vicina al grido di disperazione lanciato dai genitori e poi da consigliere regionale di sollecitare la sicura sensibilità della Commissione Straordinaria che, nell’attesa della nuova gara, in capo al nuovo Piano di Zona, possa far ripartire le attività per questi meravigliosi ragazzi e per chi, per loro ha donato la vita e le proprie capacità professionali>>. Unanime coro anche da Mario Santocchio: <<Ulteriore eredità negativa lasciata alla città dal medico di Igiene Urbana; Problema a cui va data una risposta immediata e risolutiva. Certo resta l’amaro in bocca vedere alti funzionari dell’Ente che si attivano per liquidare con immediatezza la somma a titolo di trattamento di fine rapporto all’ ex sindaco e non a trovare una soluzione tampone utilizzando quella somma>>. Dal Pd, Michele Grimaldi: <<Mi unisco all’appello di Don Peppino. È ora di dare risposte: la principale funzione delle Istituzioni deve essere quella di stare dalla parte dei cittadini, soprattutto quelli più deboli, soprattutto quelli più in difficoltà>>.




Scafati. Ecco la vera Scafati…Solidale

Di Adriano Falanga

La città di Scafati vive una fase di stasi socio politica, e questo è un fatto noto. Le politiche sociali oggi sono nel caos, sia per la mediocrità delle risorse dedicate e sia per il caos generato dallo spacchettamento del vecchio piano di zona. Ad ogni modo, quelle poche risorse disponibili sono in gran parte dirottate al comparto sanitario: assistenza e supporto ai malati. Resta fuori tutto un mondo, che di certo non si ferma ad aspettare tempi migliori. La povertà ad esempio, che mette in ginocchio decine di nuclei familiari, partorendo i cosiddetti “invisibili”: senzatetto, disagiati, pensionati in crisi, disoccupati, immigrati, bambini difficili. Una categoria che, stando agli ultimi dati Istat, non conosce freno. Il gelo di questi giorni ha concentrato l’attenzione sui clochard, andando a sensibilizzare anche quelle persone che quotidianamente ignorano il problema. Perché, sia chiaro, i senzatetto vivono per strada anche quando non fa freddo. Una piaga che non conosce limiti e confini che non risparmia di certo neanche Scafati. E allora, in assenza di servizi sociali adeguati e concretamente strutturati, chi provvede a queste persone? Chi rende aiuto agli “invisibili? E’ così che Cronache ha scoperto una positiva realtà locale, che vive e agisce lontano dai riflettori, offrendo quel supporto che le Istituzioni non riescono a offrire. Sono le parrocchie, realtà che a Scafati sono molto attive, operative e ben organizzate. Sono queste che grazie all’impegno di volontari e benefattori riescono a “scovare” gli invisibili e offrire loro un aiuto. Due sono le comunità parrocchiali che abbiamo approfondito, fermo restando però che molte altre comunità cattoliche offrono, nel loro piccolo e nella loro dimensione, lo stesso servizio. Ogni parrocchia ha la propria visione, e offrono diverse attività di supporto e assistenza alle classi dei cosiddetti “ultimi”. Don Giovanni De Riggi è il parroco della Chiesa Patronale di Santa Maria Delle Vergini, in piazza Vittorio Veneto. In questa parrocchia sono vive e operative diverse realtà laiche, dall’Azione Cattolica alle comunità Neocatecumenali, che provvedono a inglobare sia l’universo giovanile che coloro che cercano un approccio più approfondito con la loro fede. Ma è la Caritas che in particolare provvede al supporto degli invisibili. “Fin dal 2001 è operativa la mensa dei poveri – spiega Don Giovanni – un servizio quotidiano, costante, che funziona e va avanti esclusivamente grazie alle donazioni di benefattori e al volontariato dei parrocchiani”. La mensa non riceve fondi pubblici o diocesani, si autogestisce grazie alla solidarietà della comunità parrocchiale spiega il parroco. “Ogni giorno, da anni, vengono preparati almeno 50-60 pasti caldi. Pasti completi, dal primo al secondo con contorno e la frutta”.

1-don-giovanni-de-riggiContrariamente a quanto si possa pensare, non sono pochi gli italiani. “Molti vengono anche da fuori città, alcuni sono stranieri ma non mancano famiglie locali. Alcune di queste per un senso di vergogna non vengono direttamente in mensa, ma passano a ritirare il pasto preparato e confezionato”. Un servizio che comporta certamente oneri non indifferenti, considerato anche il costo delle vettovaglie e di quanto necessario per consumare un pasto completo. A cucinare, servire ai tavoli e pulire sono volontari. Così come sono volontari coloro che portano avanti anche il servizio pacchi alimentari. “Pensavamo che con il tempo questo servizio andasse scemando, ed invece ci siamo ricreduti” continua Don Giovanni. Sono oltre 200 i nuclei familiari che mensilmente usufruiscono del pacco alimentare. Contrariamente al Comune, l’intero servizio, logistica compresa, è garantita dal volontariato. “A volte carichiamo al Banco Alimentare anche 50-60 quintali di genere alimentari, e tutto questo è reso possibile grazie ai parrocchiani che mettono a disposizione sia il loro tempo che i loro mezzi di trasporto” puntualizza il parroco. Una bella realtà che purtroppo si scontra con quella negativa della povertà. “Siamo abituati ancora a immaginare il povero come il classico straccione – confida Don Giovanni –  ma i tempi hanno introdotto i disoccupati, i pensionati, gli immigrati”. Secondo il sacerdote non tutti provengono dai cosiddetti quartieri degradati. “Anche in strade residenziali, come via Martiri D’Ungheria e corso Nazionale, si nascondono, coperti dalla loro dignità, famiglie in pesanti difficoltà”. Come ad esempio coloro che han perso il lavoro restando con il mutuo da pagare. “Più che mangiare, oggi è diventato difficile far fronte alle utenze domestiche” aggiunge il prelato, confidando che sempre più spesso la parrocchia prova a venire incontro a coloro che non riescono a pagare le bollette. E non sono pochi. “Tutto questo avviene da anni, lontano dai riflettori, perché sono personalmente convinto che, come diceva Cristo, la mano destra non sappia ciò che fa la sinistra”. Insomma, la provvidenza esiste, il mondo non è ancora del tutto chiuso su se stesso.

LA REALTA’ DI SAN FRANCESCO DA PAOLA

1-volontari-san-francescoDon Peppino De Luca ha dieci anni in meno del “collega” di Santa Maria Delle Vergini, entrambi però provengono dalla stesa realtà parrocchiale e hanno condiviso lo stesso percorso di formazione cattolica. Sono concittadini, di Cicciano. Don Peppino è molto conosciuto per il suo carisma, la parrocchia fondata dal compianto Don Aniello Marano, è intitolata a San Francesco di Paola. Qui la realtà parrocchiale è fondata sullo scoutismo, ma con l’avvento di Don Peppino sono nate altre realtà associative, che animano la vita comunitaria in parrocchia. La Chiesa è dotata di parco giochi e campo di calcetto, oltre ad uno stupendo teatro. Questo ha permesso l’esistenza dell’oratorio ragazzi, e di una realtà teatrale molto prolifica. Negli anni, numerosi sono stati gli attori famosi che hanno calcato il palcoscenico, negli ultimi tempi è stato sviluppato anche il foyer, inizialmente usato per incontri con i ragazzi, inserendovi l’angolo bar, il botteghino ed il guardaroba. In pochi anni insomma, grazie all’aiuto di Mons. Aniello Marano, di don Peppino De Luca e della direzione del Dott. Ciro Aquino, il teatro si è sviluppato enormemente, tanto da annoverarsi tra le sale più belle ed accoglienti dell’agro. La Rassegna messa in opera ha superato ampiamente i 300 abbonamenti, tale da far registrare il tutto esaurito. Non solo aggregazione culturale però, in parrocchia esiste anche la “Casa di Francesco” primaria e gratuita accoglienza alle persone bisognose di vestiti, igiene personale e di cure mediche per ridare dignità e speranza attraverso la condivisione e la solidarietà. La Casa di Francesco eroga periodicamente i servizi di guardaroba, cura dell’igiene della persona e di ambulatorio medico, oltre ad avere al proprio interno cucina e dormitorio. Tutto gratis e curato dai volontari dell’associazione Emmaus e degli scout del Masci Scafati 2. “Attualmente stiamo completando la struttura, che sorge sotto la scala di ingresso alla Chiesa – spiega Don Peppino – abbiamo stabilmente 7-8 ospiti, tra cui italiani, e una volta completata, La Casa Di Francesco potrà accogliere una decina di ospiti. Sono stati spesi oltre 40 mila euro ad oggi grazie anche ad un premio vinto di 15 mila euro e 5 mila euro che ci ha donato il Comune”. Chiaramente, il resto è affidato alla solidarietà di generosi benefattori, alle offerte, e ai ricavi della rassegna teatrale. La raccolta di generi di prima necessità e di vestiario in buono stato è sempre operativa.

SERVIZI SOCIALI, LA SFIDA PARTE DA QUI

1-mensa-caritasCronache ha voluto semplicemente raccontare come, in una città come Scafati, le comunità parrocchiali riescono a sopperire, nonostante le ovvie difficoltà logistiche ed economiche, alla carenza e precarietà dell’offerta dei servizi sociali istituzionali. Dimensioni e strutture diverse, che ispirate a principi cristiani riescono ad aggregare persone e ragazzi, sotto lo spirito dell’associazionismo e del volontariato. Non solo Santa Maria Delle Vergini e San Francesco di Paola però, realtà simili sono presenti anche nelle altre parrocchie, tra cui Santa Maria Delle Grazie, al Santuario della Madonna dei Bagni, oppure San Pietro apostolo, dove pure esiste una forte realtà teatrale e giovanile. Viene da chiedersi, in una galassia di cemento come è diventata Scafati, senza le comunità parrocchiali centinaia di giovani, famiglie, o anche semplicemente persone animate da spirito altruista, dove e come avrebbero potuto aggregarsi o rendersi disponibili al prossimo. La città non offre nulla, non ha strutture sportive pubbliche, non ha centri di aggregazione giovanili, non ha sportelli di ascolto e sussidiarietà a chi si ritrova in condizioni di bisogno, sia economico che psicologico. Fatto salvo poche e rare realtà associative, il resto nasce solo per intercettare fondi, o creare consenso politico, senza però garantire una continuità nel tempo del servizio. Ed è questa una delle sfide che la prossima amministrazione comunale è chiamata ad affrontare.




Scafati. Gestione centro disabili, ombre sul bando. Scatta la denuncia all’Anac

Di Adriano Falanga

E’ polemica sulla manifestazione di interesse promossa da Palazzo Mayer per la gestione del centro disabili “Raggio Di Sole” ospitato presso il centro sociale di San Pietro. Secondo la Lega Cooperative Sociali Campania, il bando non sarebbe conforme alle normative che disciplinano il settore del volontariato. In parole povere, il bando chiama “volontariato” ciò che in realtà è un servizio di esternalizzazione, con tanto di compensi mascherati come rimborsi e contributi. E il Comune di Scafati ieri pomeriggio recepisce e fa un passo indietro, revocando il bando in regime di autotutela. I dettagli non sono noti in quanto la determina del dirigente non è leggibile dall’albo on line. Questo meccanismo avrebbe di fatto penalizzato le cooperative sociali, a favore, denuncia il responsabile della Lega Luca Sorrentino, di chissà quale associazione di volontariato. Sorrentino ha pubblicamente contestato il bando del settore Scafati Solidale a firma del dirigente Gaetano De Lorenzi e scaduto il 19 settembre. La lettera è indirizzata, oltre che all’ente locale, anche all’Anac e all’assessorato Politiche Sociali della Regione Campania. Si diffida il Comune di Scafati a ritirare il bando, riformulandolo secondo le direttive europee, nazionali e regionali in materia di esternalizzazione dei servizi socio sanitari. Alla manifestazione di interesse ha partecipato una sola associazione di volontariato, la CDA Coordinamento Disabili dell’Agro, risultata idonea a gestire il servizio. L’associazione è parte della cooperativa sociale Emora onlus, già gestore del centro da anni. Il servizio, per cui sono stati stanziati 15 mila euro, ha validità tre mesi, da ottobre a dicembre. Il centro Raggio Di Sole, che ospita una trentina di disabili, non ha riaperto i battenti dopo la pausa estiva a causa del mancato rinnovo della convenzione. Una circostanza frutto dello stallo burocratico provocato dallo spacchettamento del vecchio Piano di Zona in tre ambiti territoriali, definiti secondo i rispettivi distretti sanitari. Al momento la costituzione dell’ambito dove Scafati comunque ritornerà comune capofila è ferma e in alto mare. Manca ancora l’adesione dei comuni di Angri e Sant’Egidio Monte Albino, dopo quella già deliberata di Scafati e Corbara. Dopodichè toccherà redigere i regolamenti e procedere alle assunzioni. Tempi molto più lunghi dei tre mesi previsti da Palazzo Mayer, che per garantire la continuità del servizio sarà costretta a ricorrere a fondi di bilancio. I 15 mila euro a copertura del bando contestato e aggiudicato alla Emora onlus sono stati prelevati dal capitolo di bilancio destinato alle retribuzioni del Nucleo di Valutazione e Controllo di Gestione, ancora non nominato dal sindaco.

IL SISTEMA VOLONTARIATO che penalizza le cooperative

1-operatore-socio-sanitario-460x460Più volte in Italia gli enti locali sono ricorsi alle associazioni di volontariato, per la gestione di servizi sociali. Un giochetto che permette lo scavalco delle cooperative sociali, perché il volontariato è di fatto offerto a gratis salvo eventuali rimborsi spese. E dietro questi rimborsi si celerebbe in realtà la misera retribuzione che percepiscono, al nero, gli operatori sociali mascherati da volontari. Un sistema che giova alle associazioni, gestite con criteri fiscali diverse dalle cooperative sociali. Da qui la denuncia della Lega Cooperative Sociali della Campania all’anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, che ha segnalato l’anomalia del bando scafatese promosso dal settore Scafati Solidale. Il bando infatti chiarisce espressamente la natura di volontariato del servizio offerto e la sua conseguente gratuità. “L’attività prestata dai volontari deve essere a titolo gratuito, fatto salvo, il rimborso delle spese sostenute e debitamente documentate. Il rimborso, da disciplinare con apposita convenzione, sarà contenuto nel limite massimo di euro 5 mila mensili, anche se le associazioni dovessero garantire un numero di volontari superiore a quello richiesto” si legge nel bando. “L’associazione dovrà possedere dimostrata esperienza nel supporto alla gestione di centri per disabili e le dovranno garantire la presenza di almeno quattro volontari O.S.A ogni giorno, idonei allo svolgimento delle attività del presente avviso e di un Coordinatore, in possesso di laurea idonea” i requisiti. Secondo il responsabile della Lega Luca Sorrentino, le figure professionali richieste e gli orari di servizio da coprire sono paragonabili invece ad un rapporto di tipo lavorativo, più che volontario. “Inoltre, la figura di un coordinatore laureato (anch’essa però volontaria) lascia supporre una sorta di subordinazione all’operato dei volontari” denuncia Sorrentino. La lettera è indirizzata anche ai sindacati di categoria, affinchè si attivino per la tutela dei lavoratori nel caso di falso contributo volontario e le associazioni degli utenti in merito alla garanzia della qualità dei servizi offerti.




Scafati. L’appello di Isaia arriva Tg5. “Chiediamo risposte al Comune”

Di Adriano Falanga

La città ancora discute dello stop ai Servizi Sociali, che ha causato, tra l’altro, la chiusura del centro disabili Raggio di Sole, che la famiglia del povero Isaia Gaudino è stata costretta a rivolgersi al Tg5 per il suo triste appello. Il servizio è andato in onda ieri pomeriggio, nel corso della rubrica di approfondimento “Indignato Speciale”. Isaia è un disabile 28enne che vive con la mamma Mariarosaria Annarumma, in un appartamento fatiscente, assolutamente non idoneo alle condizioni del ragazzo. Umidità, scarafaggi, assenza di spazio e balconi costringono i due a vivere nella precarietà e nel pieno disagio. Il caso di Isaia non è ignoto, la mamma Annamaria sono anni che si batte per restituire dignità a suo figlio, nel silenzio delle Istituzioni. Non solo, sulla coppia pende anche lo sfratto esecutivo. L’appello del giornalista Andrea Pamparana: “condizioni non degne di un paese civile, ci appelliamo al Comune, aiutate Isaia”. E in attesa di una pronta e decisiva risposta, a sollecitare Palazzo Mayer è anche Raffaele De Luca, ex assessore ai Servizi Sociali con la giunta Bottoni. “Non si può accettare che nel 2016 ci siano ancora di questi casi. La famiglia in questione rimasta abbandonata da tutti si e’ dovuta rivolgere al Tg 5 per avere un po’ di attenzione. Sono rammaricato di questa ennesima figuraccia per la mia città, i servizi sociali nei passati anni era il fiore all’occhiello della nostra comunità ora e solo un talk show dove tutti sono presenti e nessuno risponde alle problematiche”. De Luca, ritornato sulla scena politica alla guida dei Repubblicani, lancia un appello al direttore dell’istituzione Scafati Solidale, Gaetano De Lorenzi. “Isaia Gaudino, assieme agli oltre 30 ospiti del centro Raggio Di Sole, merita non solo rispoiste, ma soluzioni certe e definitive. Vogliamo capire il perché accade ancora tutto questo”. Per il Raggio di Sole dovrebbe partire a giorni un bando comunale per la gestione fino a fine anno, nelle more della costituzione del nuovo ambito territoriale, frutto dello spacchettamento del vecchio Piano di Zona, così come ha spiegato il consigliere comunale Teresa Formisano. “Me lo auguro – aggiunge De Luca – anche se questa è una soluzione provvisoria, e il sostegno sociale non deve mai essere precario”.




Scafati. Terremoto su Scafati Solidale, a rischio gli atti prodotti dai cda

Di Adriano Falanga

Rischia di provocare l’ennesimo terremoto politico istituzionale la delicata questione legata alla Scafati Solidale. Un “papocchio” burocratico amministrativo che può seriamente assumere i contorni di un grave errore gestionale con pesanti ricadute sugli atti prodotti in questi anni dalla Scafati Solidale. L’ente ha improvvisamente subito una metamorfosi, diventando “settore organizzativo” tramite bacchetta magica, e perdendo la sua natura di “istituzione”. Questo spiega il perché il cda non è stato più nominato dopo le improvvise dimissioni dei componenti Luca Celiberti e Raffaele Di Rosa e dopo che l’Anac aveva revocato il presidente Andrea Granata. Sette anni di bandi, gare, graduatorie, concessioni di contributi e gestione delle politiche sociali in coordinamento con il Piano di Zona rischiano di finire davanti alla corte dei conti. E tutto questo spiega anche l’insistenza del Comune di Scafati di modificare lo statuto fin dall’ottobre 2015, senza però riuscirci. In più consigli comunali infatti l’argomento è stato ritirato in fretta e furia, senza passare neanche per la discussione. A scoprire le carte è Michele Grimaldi, consigliere comunale del Pd, che in una interrogazione comunale precisa ogni punto di criticità emerso. Un quesito simile sul tema è stato protocollato anche dal collega Michelangelo Ambrunzo. “Il sottoscritto consigliere comunale chiede di conoscere: Se secondo l’amministrazione comunale “Scafati solidale” sia una Istituzione ex art. 113 del T.U.E.L., un settore del Comune o una ibrida forma amministrativo-organizzativa; Perché, nel caso venisse “Scafati solidale” considerata un settore, risulti essere dotata di un Consiglio di amministrazione, il quale aveva ed ha (sempre secondo lo Statuto) poteri gestionali e decisionali in materia di politiche sociali; Perché ci si sarebbe accorti di tali anomalie solo dopo lunghi sette anni; Se l’assunzione del dottor De Lorenzi Gaetano, soprattutto alla luce dei rilievi mossi a tal proposito dalla relazione del MEF inoltrata all’amministrazione di Scafati nei mesi scorsi, sia in conformità alle norme ed ai parametri sanciti ex articolo 110 del T.U.E.L” chiede Grimaldi. La “trasformazione” dell’ente da Istituzione a Settore Organizzativo l’ha prodotta la delibera di consiglio comunale n.25 del 30/05/2016 a firma del Sindaco Pasquale Aliberti, e avente oggetto l’adeguamento del PEF 2016 inerente il servizio di gestione integrata del ciclo dei rifiuti. Al comma 2 si proponeva <<di demandare al competente settore Istituzione Scafati solidale l’individuazione dei criteri per utilizzare i fondi destinati ad agevolazione sociali>>. “Durante il Consiglio comunale dell’8 Giugno 2016, a domanda esplicita dello scrivente – continua Grimaldi –  in merito al perché di tale doppia dicitura, l’Assessore Diego Chirico, il presidente pro tempore del Consiglio comunale Teresa Formisano e la segretaria Generale Immacolata Di Saia, rispondevano ed affermano che “Scafati solidale” era da considerarsi un “settore”, non essendo mai stata una Istituzione”.

1-grimaldi Fatto grave secondo il piddino, che a riprova della sua tesi presenta una cospicua documentazione, anche istituzionale, in cui è dimostrato senza dubbio alcuno la natura di Istituzione della Scafati Solidale. “Con delibera di Consiglio comunale del 7 del 17/02/2009 è stata costituita l‘Istituzione “Scafati solidale; Sul sito web della suddetta Istituzione, nella sezione presentazione, è possibile leggere: L’Istituzione ‘Scafati Solidale’ inaugurata l’8 luglio 2010; Nell’adunanza del 10 dicembre 2015 il Consiglio dell’Autorità nazionale anticorruzione, in riferimento a “Scafati solidale” afferma:  <<Si evidenzia che – come chiarito dallo statuto – si tratta di un’Istituzione costituita ai sensi dell’art. 113-bis comma 1 lett. d) del d. lgs. n. 267/2000 (T.U.E.L.); Nella determina dirigenziale numero 36 del 26/05/2014, firmata dal responsabile del settore servizi sociali Vittorio Minneci, si legge: Con deliberazione di consiglio n.7 del 17/02/2009 è stata costruita la struttura organizzativa dell’ente denominata Istituzione “Scafati Solidale” per i servizi sociali del comune di Scafati ed è stato approvato con lo stesso atto il relativo regolamento, riconoscendo anche un’indennità ai membri del cda”. Grimaldi chiarisce ancora: “Il De Lorenzi Gaetano, poco tempo dopo la sua nomina, in qualità di dirigente del settore staff “Scafati solidale”, firmava la “Proposta di deliberazione di consiglio comunale numero 15 del 12/04/2016, avente oggetto “Modifica di regolamento del settore “Scafati solidale”. In tale proposta di delibera affermava che tali modifiche del regolamento erano proposte <<al fine di chiarire che il settore organizzativo del comune di scafati denominato “Scafati solidale” non ha personalità giuridica ai sensi dell’art 113 del 267/00, ma il termine “Istituzione” è stato utilizzato come mera descrizione dell’ufficio che è una articolazione dell’organizzazione amministrativa del comune di Scafati>>”. Una brutta storia davvero, che potrebbe avere un risvolto giuridico economico non indifferente per la città e per coloro che negli anni si sono succeduti nel Cda. “In data 27 aprile 2016 la Commissione consiliare Statuto ha chiesto in forma scritta e orale al dirigente De Lorenzi Gaetano una relazione scritta e approfondita in merito a tale proposta di delibera, relazione non ancora pervenuta” termina Grimaldi. Si attende adesso la replica dell’amministrazione.




Scafati Solidale, lasciano Celiberti e Di Rosa. Ombre sul futuro dell’ente

Di Adriano Falanga

Si dimette il cda di Scafati Solidale, hanno protocollato le loro dimissioni il vice presidente Raffaele Di Rosa e il componente Luca Celiberti. Svelato parzialmente il mistero sulla relazione degli ispettori del Mef, stasera in consiglio comunale partirà un nuovo “giallo”. Sarà ritirato infatti, per la terza volta consecutiva, l’ordine del giorno relativo alla modifica dello Statuto della Scafati Solidale. Sarà ritirato ufficialmente per ulteriori approfondimenti, in realtà il ritiro è dettato dal vano tentativo di correggere delle errate procedure che l’Istituzione si porta indietro fin dalla sua costituzione. In commissione sarebbero infatti emerse diverse irregolarità che allo stato di fatto renderebbero addirittura illegittimo lo stesso consiglio d’amministrazione. L’istituzione, dopo la sua nascita, non è mai formalmente decollata, restando di fatto un semplice settore facente capo al dirigente. Ostacoli di natura burocratica, su cui bisognerà necessariamente fare luce, rischiano di invalidare ogni atto che i diversi cda hanno prodotto nel tempo. Scafati Solidale sarebbe stata gestita come istituzione, con uno statuto che però la rende più simile ad una partecipata, di fatto però, resta semplicemente un settore organizzativo. Fino al gennaio scorso l’ente era gestito dal settore Politiche Sociali, poi, con le dimissioni del dirigente Vittorio Minneci, il sindaco ha creato un’apposita posizione organizzativa individuando in Gaetano De Lorenzi il responsabile. Di contro, fin dal mese di ottobre si sta cercando di modificare lo statuto, snellendolo e provando a renderlo idoneo per la sua natura di Istituzione. Purtroppo, dalla commissione trapelano voci contrastanti, che mettono in dubbio la natura stessa di Istituzione: Scafati Solidale sarebbe stata sì creata, ma mai ufficialmente decollata. E stasera dovrebbe consumarsi il terzo tentativo di metterci una pezza, ritirando ancora una volta l’argomento per generici “approfondimenti”. Sarebbe questo il motivo che ha spinto Di Rosa e Celiberti di lasciare in fretta e furia il loro incarico, nonostante il cda è “congelato” dalla fine dell’anno passato, dopo che L’Anac ha revocato il presidente Andrea Granata, illegittimamente nominato dal primo cittadino. E sarebbe anche questo il motivo per cui in quasi cinque mesi ancora non è stato nominato il nuovo presidente, e il cda, fino a ieri ancora legittimato, non si sarebbe mai riunito. Una situazione di stallo che sembra andare ben oltre le divergenze politiche edotte dai due dimissionari nel protocollo indirizzato al sindaco. Parole certamente dure, con accuse alla maggioranza e allo stesso Aliberti, reo di non aver mai accettato un incontro chiarificatore con i due componenti rimasti, entrambi ex consiglieri comunali alibertiani non rieletti nel 2013. Una notizia che getta benzina sul fuoco sull’Istituzione (o presunta tale) sulla cui mission mai si è capito molto. Le politiche sociali sono infatti gestite dall’assessorato e dall’ufficio apposito, in coordinamento con il Piano di Zona. Nonostante ciò, alla Scafati Solidale sono stati negli anni destinati diverse centinaia di migliaia di euro l’anno per il suo sostentamento e la sua operatività. Oggi nasce il dubbio: potevano essere risparmiati?




Scafati. Borse lavoro: “non estrema la linearità del bando”.

Di Adriano Falanga

Tra gli atti acquisiti dalla commissione d’accesso, anche quelli relativi al Piano di Zona, alla Scafati Solidale e ai diversi servizi offerti. In particolare l’attenzione è puntata anche sulle Borse Lavoro, dove sembrano emergere diverse anomalie. Punti di criticità che avevano già catturato anche l’attenzione del cda dell’Istituzione Scafati Solidale, che sui criteri di assegnazione di questi tirocini formativi avviati presso imprese aderenti, avevano voluto ricevere delucidazioni. Il cda ha approfondito l’argomento in più riprese nel febbraio del 2015, quando fu invitato e ascoltato anche un funzionario del Piano di Zona, per capire le modalità di assegnazione del bando 2013, poi prorogato nel 2014 e 2015. Le borse lavoro sono tirocini formativi riservati a tre categorie di utenti: disabili, ex detenuti e soggetti svantaggiati. Per quanto attiene alla categoria dei disabili, il funzionario chiarì ai vertici dell’Istituzione scafatese che i criteri di assegnazione erano stabiliti dal regolamento del Piano di Zona, che stabilisce le graduatorie attraverso una commissione composta dal coordinatore del Piano e due membri avente requisiti di psicologi o assistenti sociali. Un regolamento che però non disciplinava i criteri di assegnazione per le categorie svantaggiate, tanto che le borse furono attivate per 12 detenuti e una cinquantina di disabili. Particolare curioso è l’assenza di soggetti svantaggiati, questo perché, secondo quanto chiarito al cda dal funzionario del Piano di Zona, ci sarebbero state difficoltà ad individuare i parametri di assegnazione, o meglio, a capire come poter stabilire chi è disagiato o meno. Qui vengono registrate le perplessità del Cda, che invita il Piano di Zona ad attivarsi per l’inclusione di questa terza categoria. Successivamente, l’organo si riunisce per analizzare e valutare la graduatoria dei beneficiari del tirocinio formativo. Presenti il presidente Andrea Granata, il vice presidente Raffaele Di Rosa e il componente Luca Celiberti. Ascoltato nuovamente in audizione il funzionario del Piano. De Rosa in questa sede ritiene opinabile che le borse lavoro siano state assegnate a un discreto numero di invalidi la cui percentuale risulta essere superiore ai due terzi, motivo per il quale i costituiti ricevono già un assegno di indennità dell’Inps. Non solo, perché il beneficio è stato attivato anche per soggetti invalidi al 100% (probabili destinatari anche dell’assegno di accompagnamento) mentre altri due risultano avere addirittura un reddito Isee superiore ai 12 mila euro e un’invalidità del 75%, chiaro indice di fruizione di assegno di indennità, evidenzia il cda. Non avendo potere in capitolo, i vertici della Scafati Solidale sottolineano chiaramente la “non estrema linearità delle modalità del bando espletato”. La documentazione è stata acquisita dal pool di funzionari prefettizi guidati dal vice Prefetto Amendola e dello staff di esperti composto tra gli altri dal maggiore Apicella, dalla dottoressa D’Ovidio, dal comandate della Guardia di Finanza Fusco e dal capitano Avagnale supportati dagli uomini della Direzione Investigativa Antimafia guidati dal comandante Iannaccone.

MA SCAFATI SOLIDALE FU DECAPITATA DALL’ANTICORRUZIONE

Raffaele-CantoneAttualmente la Scafati Solidale è in una posizione di stallo, in quanto il presidente Andrea Granata è stato revocato tre mesi fa da un provvedimento emesso dall’Anac di Raffale Cantone (in foto). L’autorità nazionale anti corruzione ha infatti evidenziato profili di illegittimità nella nomina di Granata, in quanto ex consigliere comunale nel primo sindacato Aliberti. Ma ex consiglieri sono anche i componenti Di Rosa e Celiberti, ma la loro posizione è stata ritenuta legittima in quanto, secondo Statuto, non godono di poteri gestionali. Nel Gennaio scorso ci sono state le dimissioni del dirigente responsabile di Scafati Solidale, Vittorio Minneci. Il funzionario ha ufficialmente lasciato perché stanco, definendo le politiche sociali “lavoro usurante”. Al suo posto, dopo una chacchierata manifestazione d’interesse, Aliberti ha nominato il giovane assistente sociale Gaetano De Lorenzi, già in carico proprio al Piano di Zona. Nonostante però ufficialmente nessuna revoca è stata trasmessa dal primo cittadino a Di Rosa e Celiberti, questi preferiscono non convocare il cda, nonostante il vice presidente in carica da statuto avrebbe questi poteri. Secondo indiscrezioni, infine, avrebbe fatto un passo indietro, ancor prima di essere nominato, il coordinatore infermieristico Angelo Romano, indicato a larga preferenza dalla maggioranza alibertiana come nuovo presidente dell’Istituzione Scafati Solidale.




Scafati Solidale. Luca Celiberti: “cda ancora in carica, mai revocato”

Di Adriano Falanga

E’ giallo sull’Istituzione Scafati Solidale, mentre la maggioranza discute della nomina dei nuovi componenti il cda, i precedenti ritengono di essere ancora in carica. La delibera dell’Anac ha dichiarato illegittima la nomina a presidente di Andrea Granata, che ora si vede anche costretto a restituire quanto percepito, ma ha risparmiato le posizioni di Raffaele Di Rosa, vicepresidente e di Luca Celiberti, componente. Nonostante ciò dal 2016 non si è tenuta ancora una riunione del consiglio di amministrazione, e a gettare benzina sul fuoco è stata anche la rinuncia di Vittorio Minneci dalla carica di direttore generale. Un ruolo importante, su cui è stata aperta una manifestazione di interesse da parte del primo cittadino. Sono una ventina i candidati che si sono proposti entro la scadenza del 22 febbraio, ed i colloqui Aliberti li avrebbe tenuti lunedì scorso. Indiscrezioni però vogliono come nuovo responsabile un giovane assistente sociale attualmente impiegato ai Servizi Sociali guidati dalla dottoressa Carmela Pauciulo. Dalla maggioranza è stato già fatto il nome del futuro presidente, il coordinatore infermieristico Angelo Romano, candidato non eletto in lista alibertiana Grande Scafati, già componente del Nucleo di Valutazione. A completare il cda sembra dover esserci due donne, una indicata da un consigliere comunale, e l’altra di preferenza sindacale. Si vocifera di una ex candidata non eletta, attualmente impiegata al Servizio Civile. Ma la maggioranza sembra aver fatto i conti senza l’oste, da Luca Celiberti infatti arriva il monito: “Siamo pienamente consapevoli di essere e restare al nostro posto, poiché nessun provvedimento, né di interdizione, né di revoca ci ha mai sfiorato”. Da parte di Pasquale Aliberti è stata trasmessa una lettera di fine anno quale ringraziamento per il lavoro svolto, il che potrebbe suonare come un benservito, ma lo statuto dell’Istituzione non prevede la destituzione dei componenti, fatto salvo la revoca, che deve essere però ampiamente provata e motivata dal mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati. E ad oggi, niente di tutto questo è stato ancora trasmesso ai componenti in carica. “Ho chiesto a più riprese e in maniera pubblica, soltanto un chiarimento di natura politica al primo cittadino, al fine di conoscere le sue intenzioni – aggiunge Celiberti – ma non ho avuto riscontro”. Esprimono solidarietà all’ex presidente Andrea Granata: “l'amarezza nasce dal fatto di non aver potuto, per motivi traversi, continuare ad operare per il bene della città e soprattutto delle fasce più deboli delle quali ci occupiamo – concludono Celiberti e Di Rosa – È perciò fervida l'attesa per la nomina del nuovo Presidente, al quale spetta l'onere della convocazione del CDA, da cui ripartire per continuare semplicemente a lavorare”.

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Scafati. Le deleghe accontentano tutti tranne Casciello. Vitiello fuori dalla commissione Urbanistica

Di Adriano Falanga

“Anche questa sera insieme ai consiglieri e assessori della mia ‪‎grande maggioranza con cui in questi anni ho lavorato per la nostra città con passione ed energia”. Parole che Pasquale Aliberti scrive a contorno di una foto che ritrae parte della sua squadra attorno al tavolo delle conferenze presso la stanza del sindaco. Intende sottolineare la ritrovata serenità, dopo un lungo periodo di dissensi, malumori, e contestazioni. C’è Stefano Cirillo, e c’è anche Bruno Pagano, segno di una ritrovata quadra politica. Stabilite le deleghe ai consiglieri comunali, manca soltanto il decreto di nomina. Mimmo Casciello rileva la Manutenzione, Daniela Ugliano l’Ambiente, Brigida Marra la Sanità mentre l’Avvocatura va a Diego Del Regno. Le deleghe ai consiglieri sono tutt’altra cosa di quelle in capo agli assessori. E questo perché il consigliere comunale, da Costituzione, esercita una funzione di controllo, non di gestione. Insomma, non può ricoprire ruolo do controllato e controllore. Nessun atto ufficiale può essere sottoscritto dal consigliere delegato, in quanto i poteri sono in capo al sindaco. Il consigliere delegato può solo “seguire”, per conto del sindaco, le competenze della delega ricevuta. Teresa Formisano seguirà le Politiche Sociali, di contro lascerà la presidenza della omonima commissione a Bruno Pagano, che pure reclamava la delega. Lo stesso Pagano che aveva espresso dissenso, poi rientrato, in quanto gli è stata concessa anche la facoltà di poter indicare un nome per il rinnovo del cda di Scafati Solidale. Pagano ha espresso una quota rosa, persona a lui vicina. Roberto Barchiesi ha ricevuto via libera sull’indicazione del nuovo presidente di Scafati Solidale, sarà il coordinatore infermieristico Angelo Romano a succedere ad Andrea Granata. Romano, già candidato in lista Grande Scafati (con lo stesso Barchiesi) lascia il precedente incarico al Nucleo Di Valutazione. Il suo nome non ha trovato particolari ostacoli tra i consiglieri di maggioranza, e questo è certamente un buon segno.

1-vitiello coppolaIl terzo componente del nuovo corso di Scafati Solidale sarà individuato dal primo cittadino, qualcuno crede possa essere uomo vicino a Michele Raviotta, ma è una ipotesi tutta da confermare. Altra novità il cambio di presidenza della commissione Urbanistica. Questo settore, con le politiche sociali, è stato interessato più di tutti di una vera e propria rivoluzione. La delega assessoriale è stata infatti revocata al vice sindaco Giancarlo Fele, passando al giovane Nicola Acanfora, attualmente ritenuto il più fidato del primo cittadino. E’ cambiato anche il dirigente, via Andrea Matrone, l’area Urbanistica è passata a Nicola Fienga. A chiudere il cerchio sarà la revoca di Pasquale Vitiello da presidente della commissione, al suo posto siederà Teresa Formisano, senza dubbio l’alibertiana di ferro. Vitiello, pur eletto in maggioranza, è il braccio destro di Pasquale Coppola, presidente del consiglio comunale e con esso già messo fuori dalla maggioranza da oltre un anno. La sua revoca certifica la chiusura di un rapporto politico, confermando il divorzio chiesto dai suoi ex colleghi. Non è esclusa anche la mozione di sfiducia allo stesso Coppola, seppur in un secondo momento. Quanto alla nuova programmazione delle opere pubbliche, alcuni consiglieri hanno chiesto al primo cittadino maggiore attenzione per le periferie, in particolare per il confine con Boscoreale, una zona dimenticata rispetto agli altri quartieri di confine. A rivendicare più attenzione verso questa fetta di territorio i consiglieri Stefano Cirillo, Alfonso Carotenuto e Brigida Marra. Quest’ultima ha avuto un forte diverbio con Aliberti, che le avrebbe contestato di non essere “attenta” al suo territorio come lo sarebbero gli altri consiglieri di maggioranza.

Colpo di scena ieri sera, Mimmo Casciello ringrazia e non firma. Mancherebbe la delega al Piu Europa, come da accordi con il primo cittadino. “Le velleità personali non intaccano il sostegno a questa maggioranza” ha chiarito laconicamente il consigliere eletto in lista Udc, resta chiaramente la perplessità e la delusione.