Successo per la quarta edizione del premio nazionale di poesia “Spiga di Grano”

Grande successo per la quarta edizione di Spiga di Grano delle Colline Salernitane, il premio nazionale di Poesia tenutosi lo scorso 29 settembre a Giovi, rione collinare di Salerno. Ideato e promosso dallo scrittore Angelo Palatucci e Massimiliano Natella ed impeccabilmente organizzato dalla neonata Pro Loco “Colline di Giovi”, presieduta da Gerardo Rocchino. Palpabile la soddisfazione della prestigiosa giuria composta dalle professoresse Franca Avino, Elvira Mele, Sonia Postiglione, dal dottor Rosario Russo e presieduta dal professore Andrea Natella. Prodigiosa la performance musicale della Piccola Orchestra Popolare “i MUSiCANTiCA” che, per ben tre volte, ha ricevuto applausi scroscianti e prolungati dal pubblico, in piedi. Apprezzamenti calorosi, infine, dai venti finalisti delle due sezioni (vernacolo e lingua) provenienti da varie regioni italiane, che hanno avuto la possibilità di leggere le proprie liriche, accompagnati dalla magica chitarra di Matteo Cantarella. Lo hanno fatto in modo esemplare e commosso, tanto da far percipire e trasfondere una gradevole emozione al numeroso pubblico presente in sala. La serata, presentata dal conduttore televisivo Enzo Landolfi, che, a sua volta, si è avvalso della collaborazione delle signorine Rosy Sica e Deborah Sica, è stata nobilitata dalla presenza del Presidente Provinciale UNPLI, Mario De Iuliis e della Consigliera Nazionale, Elena Tommasino, Finita la quale, gli associati della Pro Loco “Colline di Giovi”, hanno offerto uno strepitoso ventaglio di golosità autoctone da fare invidia ai rinomati professionisti del catering nostrano.

 

Foto di Silvio Cossa.




Tomaso Binga: atterraggi poetici pericolosi

La poesia può essere l’arma migliore contro l’ottusità, soprattutto se ricorre all’ironia. “Atterraggi Poetici Pericolosi” è la performance di poesia sonora che Tomaso Binga, al secolo Bianca Pucciarelli Menna, terrà  sabato 28 giugno alle 19 presso la Galleria Tiziana Di Caro con la presentazione di Antonello Tolve. L’appuntamento rientra nella manifestazione Salerno Letteratura.

Come sarà strutturata la sua performance?

“Reciterò quello che si può definire un trittico della mutazione, composto dalle opere “La storia”, “Mutazioni” e “Sono zopp”. Nella prima ci si interroga su quale sia il giusto approccio nei confronti degli avvenimenti, un approccio che non deve mai essere passivo o limitato, nella seconda il ritmo febbrile è una sorta di invocazione a cambiare radicalmente rotta, mentre l’ultima è una rilettura del “S’io fossi foco” di Cecco Angiolieri, in cui il bisogno di opporsi a una concezione piatta della vita è dapprima frustrato e poi esaltato. Non possiamo pretendere che il mondo sia diverso se la diversità non parte da noi, se non abbiamo il coraggio di imprimere una svolta alla nostra esistenza. E date queste premesse, non mancheranno composizioni incentrate sulla condizione femminile, come “Io sono una carta”, che risale agli anni Settanta, e “La bella addormentata”, in cui la protagonista è la pace di cui le donne attendono il risveglio”.

Quali prospettive si aprono oggi dinanzi alla poesia sonora?

“Quella che viene definita poesia sonora è una corrente artistica assai complessa rispetto alla quale io mi considero in qualche modo “spuria”. Nella mia scrittura non si ha solo lo spezzettamento della parola o semplici virtuosismi. Anche quando ricorro a metafore o a stravolgimenti del vocabolo, il messaggio che invio è molto chiaro. Concepisco la mia performance come un gioco condiviso che tenga conto dell’ambiente in cui mi trovo, della sensibilità degli spettatori, delle loro attese. Chi si dedica all’arte ha il pregio di sapere costruire prospettive sempre nuove”.

Quanto pesano oggi le categorie legate al genere sessuale?

“Le conquiste che hanno permesso alle donne di riscattarsi da una condizione di subordinazione sono un dato acquisito: anche quando si indietreggia, in realtà non si può concellare ciò che è avvenuto. Che queste categorie siano ancora pressanti e che troppo spesso gli uomini fingano di assecondare il cambiamento è altrettanto vero, ma non bisogna mai perdere la fiducia nella capacità di scrivere una storia migliore”.

Gemma Criscuoli




Musica e poesia per Alfonso Gatto

Di OLGA CHIEFFI

E’ stato presentato, questa mattina, presso la Sala Giunta di Palazzo di Città, il concerto che la Fondazione “A.Gatto”, presieduta da Filippo Trotta, proporrà alla cittadinanza martedì 18 marzo, presso il teatro Verdi di Salerno. Filippo Trotta, unitamente ad Angelo Meriani, in rappresentanza dell’Università di Salerno, ha illustrato l’iniziativa. Dopo un messaggio video inviato dagli strumentisti ospiti, Danilo Rossi e Stefano Nanni, in cui è stato sottolineato il quindicinale rapporto intessuto con l’ensemble strumentale del nostro ateneo, e l’invito a partecipare a questo scambio di linguaggio tra musica e poesia, per far in modo di accendere sempre più i riflettori sul lavoro della fondazione, che sta impegnandosi per veder assegnata finalmente una sede ed inaugurare un centro studi in città, si è svelato il programma della serata musicale. Martedì 18 marzo il sipario del massimo cittadino si leverà, alle ore 21, sulla prima viola del teatro Alla Scala di Milano, Danilo Rossi, in duo con il pianista compositore e arrangiatore Stefano Nanni, con la partecipazione della Camerata Strumentale dell’Università di Salerno. Il programma scelto sembra voler sottolineare l’era del musicista totale. Teatro, tempo, totalità, ove il termine tempo vuole indicare l’attualità di quella presa di distanza dalla concezione elitaria di quest’arte e la totalità sta per rifiuto di considerare la musica un Olimpo chiuso e circondato da paratie che limitano un campo dall’altro, per rivendicare invece un’idea unitaria del comporre e interpretare, mettendo a confronto stili e linguaggi diversi, capaci di produrre suoni e sensi, inauditi per un pubblico eterogeneo. La serata verrà inaugurata dalla celeberrima Passacaglia di George Friedrich Haendel in Sol Minore, nella trascrizione di Stefano Nanni, scelta dalla Rai per i suoi intervalli. Si proseguirà con “Mangiafuoco” di Stefano Nanni, ovvero il nostro desiderio di bambini mai cresciuti: quello di viaggiare insieme. Si imboccherà, indi, la strada della rivisitazione di brani patrimoni del sentire musicale di ognuno di noi, ascolteremo, quindi, il Paul Hindemith dello sferragliante “Furioso”, per viola sola che rivive con vari stili al suo interno, in cui si passerà dal fusion al funky. Il viaggio continuerà con il Maurice Ravel della “Pavane”, pensata come uno standard che ci fa vivere questo passaggio, dal classico al cosiddetto “extracolto” in maniera assolutamente naturale, passando per un Bolero e Funky di Nanni, “Michelle” di Paul Mc Cartney e John Lennon, fino al rock psichedelico dei Pink Floyd con “The great gig in the Sky”, simbolo dell’inconoscibile che è ciò che più di ogni altra cosa fa paura ma, allo stesso tempo, affascina e stimola la curiosità dell’intelletto umano, emblema dell’ignoto è la morte, il nulla, il punto fermo dopo la vita, l’inquietudine interiore che porta alla depressione e all’alienazione. Uno sguardo ai grandi classici quali il Bach delle suites per violoncello, in una trascrizione per viola con il prélude che fa da introduzione drammatica con un ordito improvvisativo, una specie di fantasia che si muove al di fuori dei tempi rigidi e la sarabanda, vero centro spirituale di ogni suite del genio di Eisenach e al Beethoven del duo per viola e violoncello Duet mit zwei obligaten Augengläsern, WoO 32 in Mi bemolle maggiore, dal carattere energico e giocoso, che sarà eseguito da Danilo Rossi e dal violoncellista Matteo Parisi. Un incontro nel nostro massimo, nel nome di Gatto, in quel luogo non luogo specchio della vita dove si fa arte, musica, “gioco senza scopo”, dove gioco ha il significato di pura avventura, un’affermazione di vita, un modo di svegliarsi alla vita che stiamo vivendo”. (John Cage). Alla conferenza di presentazione era presente anche la  “Sos Solidarietà”, guidata dalla ginecologa salernitana Maria Aolide Tonin che affiancherà la manifestazione, allo scopo di finanziare i diversi progetti per la tutela della salute materno-infantile, che l’onlus organizza in Biafra, una delle regioni più povere della Nigeria. In particolare la raccolta fondi consentirà di realizzare un progetto educativo, che ha l’obiettivo di combattere l’analfabetismo. Un ferace scambio con la Fondazione Gatto che sarà a sua volte ospite dell’evento promosso dalla Onlus il 3 luglio presso il Castello di Arechi, nel corso del quale Danilo Rossi tornerà a Salerno per esibirsi nell’incantevole cornice della reggia normanna.




La poesia scardinante di Gianluca D’Andrea a SalernoPoetica

Il prossimo appuntamento della Rassegna ”SalernoPoetica”, ideata e diretta da Mario Fresa, sarà dedicato all’ultimo libro di Gianluca D’Andrea, uno dei più interessanti giovani poeti italiani. Il volume, edito quest’anno dalla casa editrice L’arcolaio, s’intitola “Ecosistemi”. D’Andrea, nato a Messina nel 1976, ha pubblicato varie raccolte di poesie: “Il Laboratorio” (2004, menzionato al Lorenzo Montano 2005); “Distanze”, raccolta giovanile (novembre 2007, scaricabile dal sito www.lulu.com); “Chiusure” (2008, menzionato al concorso “Opera inedita” indetto da Fara Editore nel 2006, premiato con segnalazione al Lorenzo Montano 2007 e menzione d’onore al Lorenzo Montano 2008); “Canzoniere I” (L’arcolaio, 2008), “Evosistemi” (2010; quest’ultima raccolta è stata pubblicata per i tipi delle raffinate edizioni d’arte dell’Arca Felice di Salerno).

Ha scritto di lui Mario Fresa, il curatore del ciclo di incontri: «La sua poesia si presenta mobile, trasversale, inquieta, ponendosi in una direzione che tende continuamente a sorprendere e a deviare l’attenzione del lettore, con una lingua sempre sinuosa, mercuriale, imprendibile. La sua scrittura agisce, insomma, con la forza di un’energia scardinante, perché tende a operare un costante e anarchico sovvertimento della realtà osservata. Una poesia forte, coraggiosa, che restituisce alla lingua, alla parola, una nobile dignità, un rinnovato valore. D’Andrea – conclude Fresa – è senza dubbio tra i più validi e interessanti poeti della sua generazione».

La rassegna, dedicata espressamente alla poesia italiana contemporanea, si avvale della collaborazione della casa editrice L’Arca Felice e, da quest’anno, della libreria Punto Einaudi di Salerno. Hanno già partecipato agli incontri poeti di fama nazionale come Maurizio Cucchi, Luigi Fontanella, Antonio Spagnuolo, Ciro Vitiello e molti altri. La rassegna unisce, poi, il fascino della parola poetica alla magia della musica: gli incontri prevedono, infatti, anche la partecipazione di validi cantanti e strumentisti che eseguono musiche del repertorio classico e moderno, creando una sorta di contro-canto dei testi, e costruendo un continuo dialogo con la poesia, non dimenticando l’antico legame che ha sempre visto uniti, e spesso sovrapposti, la parola poetica e il canto, la musica e i versi.

La presentazione di stasera ospiterà, tra gli altri, i musicisti Carmine Ruizzo, violinista, e Carlo Inglese, chitarrista, che suoneranno brani di Nicolò Paganini, Johann Friedrich Franz Burgmüller, Astor Piazzolla e, in prima assoluta, un brano inedito del compositore e direttore d’orchestra Michele Carasia, intitolato “Carte e luce”.

«Sono particolarmente contento – afferma Fresa – della partecipazione di questi eccellenti musicisti e, in particolare, della presenza di Michele Carasia, che ha composto un duetto ispirato ai versi di D’Andrea. È un musicista di raffinata sensibilità, che mi auguro di riascoltare quanto prima nelle sale da concerto della nostra città».

L’incontro dedicato a Gianluca D’Andrea si terrà stasera, alle ore 18. 00, presso la Libreria Punto Einaudi di Salerno. Interventi critici di Mario Fresa, Stelvio Di Spigno e Francesco Iannone. La lettura e l’interpretazione dei testi poetici sono affidate all’attore e regista Igor Canto di TeatrAzione.

Luigi Rasi

 




Salernitana premiata al concorso internazionale di poesia

Ancora un premio per la giovane poetessa salernitana Paola Concilio. Questa volta ha gareggiato tra i senior, avendo da poco superato la maggiore età, classificandosi quarta al VI Concorso Internazionale di Poesia “Il Saggio – Auletta Terra Nostra”  con la poesia “Piccoli doni dal cielo”. “Pensavo di non farcela visto l’alto livello dei poeti nazionali, pensavo di non arrivare tra i finalisti.. Invece eccomi lì, nella rosa dei 5 finalisti..”, le prime dichiarazioni della diciannovenne,  subito dopo il ritiro del premio, consegnatole dalla poetessa Angela Furcas. Per Paola Concilio non è il primo riconoscimento ricevuto.  Scrive poesie dall’età di 10 anni, ha già vinto vari premi letterari;  all’età di 17 anni ha pubblicato il  libro  “Ricordo solamente cose che ora potrei rivivere”. Parole di plauso e complimenti sono stati espressi dalla qualificata  giuria, formata da critici letterali e poeti, nel chiamare al podio dei vincitori, Paola Concilio, emozionata ma soddisfatta dell’impegno letterario  e di quanto sta ottenendo.

ni.cas