Bruscaglin, il Comune dovrà sborsare 200mila euro

di Andrea Pellegrino

Sfiora i 200mila euro la somma che l’amministrazione comunale di Salerno dovrà riconoscere all’ex comandante dei vigili urbani di Salerno, Eduardo Bruscaglin. Il caso è nuovamente approdato in Consiglio comunale con un duro attacco del consigliere comunale Pietro Stasi che da anni ormai denuncia il pericolo di un possibile risarcimento nei confronti dell’ex capo della polizia locale. Pericolo tramutatosi ora in certezza con il giudizio definito dal Tribunale di Salerno che in parte ha accolto il ricorso di Bruscaglin per il riconocimento delle maggiori funzioni svolte quando era al vertice della polizia locale del comune capoluogo. Rispetto alla richiesta di 318mila euro, il giudice del lavoro ha riconosciuto all’ex dipendente comunale la somma di 195mila euro, oltre interessi e rivalutazione monetaria, condannando il Comune anche al pagamento delle spese processuali. «Nel corso degli anni – spiega Stasi – ho denunciato le continue proroghe concesse all’allora comandante della polizia locale, proprio in virtù di un possibile contenzioso con l’amministrazione comunale. Ora attendo di conoscere le motivazioni della sentenza, poi avvierò una segnalazione alla Corte dei Conti, affinchè vengano individuati i responsabili di questo danno erariale commesso alle casse comunali, quindi alle tasche dei contribuenti della città. Inoltre – prosegue Stasi – attendo che l’ufficio legale si attrezzi per impugnare questa sentenza».




«Ora restituire la dignità agli invisibili» Stasi scrive al Presidente della Repubblica

di Erika Noschese

Restituire dignità agli invisibili presenti su tutto il territorio salernitano: è questo in sintesi, l’appello lanciato dal consigliere comunale nonché capogruppo di Moderati per Salerno, Pietro Stasi, che ha scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché anche i senza fissa dimora possano essere iscritti all’anagrafe. Stasi, già in passato, ha chiesto all’amministrazione comunale di Salerno di seguire il modello virtuoso del Comune di Mesagne, in provincia di Brindisi, che ha istituito un’area di circolazione convenzionale, territorialmente non esistente, alla quale è stata attribuita la denominazione “Via del Municipio” per permettere ai senza fissa dimora di richiedere l’iscrizione all’ufficio anagrafe, con domicilio proprio presso questa strada fittizia, utile anche per ricevere non la corrispondenza ma anche e soprattutto la tessera sanitaria. “L’iscrizione all’ufficio anagrafe costituisce un diritto soggettivo che il nostro ordinamento riconosce a tutti i cittadini, con l’eccezione degli stranieri non regolarmente soggiornanti”, si legge nella lettera che il consigliere Pietro Stasi ha inviato al presidente della Repubblica chiedendo proprio di dare ai clochard la possibilità di avere una residenza soprattutto per ottenere, come già anticipato, la tessera sanitaria, indispensabile anche solo per fare ricorso alle cure del pronto soccorso. Per Stasi, tra l’altro, gli uffici anagrafe che non riconoscono ai senza fissa dimora la residenza violano il dovere di solidarietà politica, economica e sociale; il diritto all’uguaglianza formale e sostanziale; il diritto al lavoro (senza iscrizione all’anagrafe non è possibile registrarsi presso i centri per l’impiego ndr); la libertà di fissare la propria residenza nel territorio dello Stato; il diritto alla difesa, alla salute, all’assistenza e alla previdenza sociale e il diritto al voto. “Voglio concludere esprimendo il mio apprezzamento per il suo discorso di fine anno, in particolar modo per il riferimento alla coesione sociale – ha scritto ancora il consigliere Stasi – Le chiedo: ci può mai essere coesione sociale quando ci sono cittadini che per lo Stato risultano ‘fantasmi’?”. Una richiesta importante, quella avanzata dal consigliere di Salerno al Capo dello Stato che – se accettata – non solo restituisce dignità ai senza fissa dimora ma renderebbe la città di Salerno un modello di accoglienza, come – in passato – ha già dimostrato di saper essere verso tutti coloro a cui il destino ha giocato un tiro mancino.




Venditori di fiori e piante penalizzati, Stasi: “Revocare l’ordinanza del 2011”

di Erika Noschese

Revocare l’ordinanza che vieta di esporre strutture mobili dinanzi al proprio negozio: è la richiesta che il capogruppo di Moderati per Salerno, Pietro Stasi, ha inoltrato al sindaco di Salerno Vincenzo Napoli in quanto andrebbe a penalizzare una parte di commercianti quali, ad esempio, i fiorai poiché impossibilitati ad esporre piantine dinanzi al proprio esercizio commerciale. L’ordinanza risale al 2011 e, in sintesi, autorizzava “per la vendita di fiori e piante, la possibilità, su richiesta, di installare strutture mobili prospicienti i negozi purché le stesse non creino intralcio al transito e alla viabilità, previo versamento della Tosap e rilascio di autorizzazioni”. L’attuale ordinanza motiva la revoca affermando che questa possibilità “ha subito nel tempo un allarmante sconfinamento e superamento dei limiti imposti tanto che si sono verificate evidenti e voluminose occupazioni di suolo pubblico, oltre il limite concesso con conseguente disagio per la collettività e per il transito pedonale”. Per Stasi, la motivazione è valida sono quando vi è una non corretta occupazione del suolo pubblico da parte di venditori di fiori e piante e, dunque, appare ingiusto e vessatorio che tutta la categoria dei venditori di fiori e piante risponda per il comportamento non corretto di alcuni e che non tutte le attività commerciali ed artigianali in sede fissa possono richiedere l’autorizzazione all’occupazione temporanea e permanente del suolo pubblico antistante il proprio locale. Da qui la richiesta di revoca l’ordinanza del 3 marzo 2011 e di estendere a tutte le attività commerciali ed artigianali in sede fissa la possibilità di richiedere l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico. Una richiesta, questa avanzata dal consigliere Stasi, avanzata già nel mese di dicembre 2019 e che, ad oggi, non ha ricevuto alcuna risposta, ragion per cui il capogruppo di Moderati per Salerno chiede al primo cittadino Vincenzo Napoli di rispondere in tempi brevi.




Via Croce, scoppia il caso politico Il sindaco vuole il ritiro dell’odg

di Andrea Pellegrino

Non c’è accordo completo sulle mozioni per chiedere il ripristino della ztl in via Monti e del doppio senso di circolazione. Il sindaco Napoli propone il ritiro degli argomenti dal Consiglio comunale fissato per lunedì, azionando un inevitabile caso politico. Ieri pomeriggio il vertice di maggioranza in vista della seduta consiliare. Nonostante le molte assenze, a quanto pare si sarebbe stabilito un ritiro dei due argomenti che da mesi ormai tengono banco in città. Soprattutto la vicenda legata al ripristino del doppio senso di circolazione, la cui mozione, all’ordine del giorno del Consiglio comunale d’inizio settimana, vede in calce 21 firme di consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione. In pratica se dovesse passare il principio stabilito nel vertice di maggioranza, ad eccezione di conclusioni tecniche, si aprirebbero due strade: il ritiro della mozione su proposta del sindaco o dell’assessore al ramo o una frattura politica interna alla maggioranza dalle inaspettate conseguenze. In mattinata, Donato Pessolano ha presentato una raccolta firme di cittadini che si oppongono alla riapertura del doppio senso di circolazione di via Croce. Dall’altro lato, molti dei consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, proseguono la loro battaglia. La mozione presentata al sindaco qualche giorno fa e calendarizzata dall’ultima conferenza dei capigruppo, porta la firma di Nico Mazzeo, consigliere comunale di maggioranza che da sempre si batte per sperimentare il doppio senso di circolazione in via Croce e soprattutto per avviare seri interventi di messa in sicurezza del viadotto Gatto. Tra gli altri firmatari, oltre l’opposizione (ad eccezione di Antonio Cammarota), c’è il gruppo socialista al completo, poi i consiglieri comunali Mimmo e Peppe Ventura, Horace Di Carlo, Felice Santoro, Corrado Naddeo, Antonio D’Alessio, Leonardo Gallo, Pietro Stasi, Antonio Fiore, Rosa Scannapieco, Lucia Mazzotti e Paky Memoli. All’orizzonte, dunque, un ennesimo braccio di ferro con una seduta che, considerati gli ultimi sviluppi, si prevede scoppiettante.




Caso b&b, Stasi: «Gestori intraprendano azioni contro la chiusura»

Assistenza a tutti coloro che intederanno opporsi al nuovo regolamento del Comune di Salerno che impone, ai bed & breakfast, la chiusura per 95 giorni. A tendere la mano ai titolari delle attività che non condividono la scelta dell’amministrazione comunale è il consigliere dei Moderati per Salerno, Pietro Stasi. Quest’ultimo, che ha espresso il proprio voto contrario nel corso dell’ultima seduta Consiglio comunale, aveva già, durante il suo intervento, aveva richiamato la sentenza del Tar Lazio con la quale veniva sancito lo stop a garanzia della saltuarietà delle attività extralberghiere. «La Regione Lazio – ha sottolineato Stasi – è tornata sui suoi passi. Quello è stato un ricorso presentato dall’Antitrust, difesa dall’Avvocatura dello Stato. In Umbria, Toscana e Piemonte questo tipo di provvedimento non esiste proprio e non vedo perché debba esserci a Salerno. Non contesto la legge regionale – spiega ancora Stasi – che, comunque, non parla di giorni di chiusura ma da saltuarietà». Per questo, il consigliere di Moderati per Salerno ribadisce il proprio supporto ai titolari: «Invito a intraprendere azioni, nel caso in cui si ritenesse ingiusto questo regolamento. Io sono a disposizione per ogni chiarimento e voglio che sia ben chiaro che non ho alcun interesse in questa vicenda che trovo, invece, semplicemente ingiusta nei confronti di chi ha un bed and breakfast a Salerno».




L’ira di Napoli: D’Alessio, Stasi, Naddeo e Gallo ora fuori dalla maggioranza

di Andrea Pellegrino

Stavolta le conseguenze politiche non sono mancate. Il voto ribelle dei quattro consiglieri comunali ha fatto infuriare il sindaco Napoli e alcuni colleghi di maggioranza. Sul patibolo (politico) ci sono Antonio D’Alessio, Corrado Naddeo, Leonardo Gallo e Pietro Stasi, tutti responsabili della bocciatura alla modifica statutaria che aboliva la figura del difensore civico. Un vertice di maggioranza al termine della seduta consiliare che ha chiuso le porte proprio ai quattro consiglieri comunali. La linea è quella dell’esclusione e non solo, a quanto pare, per l’ultima votazione. D’altronde da tempo ormai i quattro appartenenti a gruppi politici differenti non nascondono insofferenza nei confronti dell’amministrazione comunale. Solo durante la scorsa seduta giunsero da D’Alessio, Naddeo e Gallo diverse accuse a gran parte dell’impianto amministrativo e gestionale dell’era Napoli. Ieri mattina lo strappo definitivo con il voto sfavorevole alla modifica dello statuto comunale che di fatto ha messo ko la maggioranza.




Via Benedetto Croce, la maggioranza di Palazzo di Città ci pensa Di Carlo: «Il Comune dovrebbe avviare uno studio per capirne la fattibilità»

Sul doppio senso di via Benedetto Croce qualche consigliere comunale di maggioranza “ci pensa”. Dopo la nota ufficiale da parte di Palazzo di Città che a quanto pare sta prendendo in considerazione la proposta dei cittadini che stanno raccogliendo le firme in una petizione per la richiesta ufficiale, anche qualche amministratore di Palazzo Guerra starebbe valutando il da farsi dopo la tragedia del crollo del ponte di Genova e dopo l’allarme sul viadotto Gatto, già attenzionato. «Il Comune di Salerno dovrebbe avviare uno studio, per capire quanto o meno sia fattibile l’introduzione del doppio senso di marcia in via Benedetto Croce – ha sottolineato il consigliere di maggioranza Horace Di Carlo – si potrebbe fare anche una periodo di prova, ma è tutto da valutare». Pienamente favorevole invece Pietro Stasi: «Il viadotto Gatto già faceva un po’ paura, adesso un po’ di più sicuramente. Tuttavia se l’interesse di automobilisti e cittadini è questo e gli si può dare un poco di serenità in più sono favorevole. Ma certamente si chiederà un sacrificio in più ai residenti di via Croce che poi perderebbero posti auto, ma con l’apertura di Porta Ovest il tutto potrebbe ritornare come prima». «Io ritengo molto modestamente che un amministratore, e più in generale un politico, debba assumere provvedimenti misurati ed equilibrati, mai sulla base dell’emergenza, salvo nell’emergenza – ha sottolineato invece, concludendo, Leonardo Gallo – Poiché stiamo un po’ tutti esagerando nel sottovalutare o nel sopravvalutare, il rischio concreto oramai più che reale è che decidiamo tutto e il contrario di tutto solo per star dietro alle paure del momento. Detto questo, poiché dai dati forniti al momento dai tecnici, il Viadotto Gatto non pare trovarsi in una condizione di grave ed immediato pericolo, trovo l’allarmismo cittadino gratuito e soprattutto controproducente. Evidentemente, io defatigherei comunque il viadotto in via precauzionale e, di fronte alla possibilità (non già probabilità) di gravi conseguenze dovute al peso che sta sopportando da troppo tempo, non avrei nulla in contrario a reintrodurre il doppio senso in Via Croce».




Il gruppo “Moderati per Salerno” chiede le dimissioni di Luca Sorrentino

Erika Noschese

Il gruppo consiliare Moderati per Salerno chiede le dimissioni del presidente della quinta commissione Urbanistica, Luca Sorrentino.”Pomo della discordia” infatti l’approvazione del punto all’ordine del giorno durante l’assise comunale che riguardava proprio la delibera del progetto per la costruzione del complesso parrocchiale all’interno del parco del Galiziano, a Torrione Alto. Con una lettera protocollata e firmata dal capogruppo Pietro Stasi e l’avvocato Leonardo Gallo, Sorrentino è “invitato” a dimettersi dopo quanto accaduto lo scorso 13 giugno in consiglio comunale. Tra i punti all’ordine del giorno, la realizzazione del nuovo complesso parrocchiale di San Felice in Felline, il Galiziano. Al momento della votazione, infatti, il capogruppo della V commissione si è allontanato dall’aula senza partecipare al dibattito offrendo, nel suo ruolo, quanto discusso sul tema durante i lavori della commissione né prendendo parte alla votazione. Condotta, quella di Sorrentino, del tutto in contrasto con la qualità del presidente della commissione “nonché per certi versi imbarazzante per l’Istituzione e persino per la maggioranza di governo”, come si evince dalla richiesta di dimissioni, a firma di Stasi e Gallo che, peraltro, hanno fatto rilevare la biasimevole condotta che ha, di conseguenza, minato il rapporto fiduciario col presidente. Nel corso del dibattito sul Galiziano, infatti, a prendere la parola l’avvocato Gallo che, parlando anche a nome di Pietro Stasi, aveva chiesto una convenzione ad uso sociale degli spazi del complesso e l’effettivo utilizzo del parco del Galiziano, per una civile convivenza, accolti anche dall’assessore all’Urbanistica Mimmo De Maio.




«Attività persecutoria dei vigili» Scoppia la polemica in maggioranza

Andrea Pellegrino

Tra bilanci personali di fine anno e una lunga discussione sull’esito della vigilia di Natale, la consiliatura Napoli ha archiviato anche il 2017. Un Consiglio comunale tecnico, colorito da aspetti politici, da obbligatori resoconti natalizi, dalle Luci d’Artista e da qualche frattura ormai sempre più profonda in maggioranza. Tutti presenti, ad eccezione di Pietro Stasi, assente giustificato ma politicamente, invece, ancora sull’ «Aventino» in attesa di conoscere, da un lato, gli sviluppi dell’ormai datata vicenda Falcone e, dall’altro, di capire cosa succederà all’interno del suo partito. Non fosse altro che Nino Marotta è già pronto a traslocare nel centrodestra, riabbracciando il Cavaliere. Nel mezzo, poi, c’è la vicenda del baratto amministrativo, la cui approvazione era stata “promessa” entro la fine dell’anno. Promessa che, a questo punto, slitta a data da destinarsi. Enzo Napoli, invece, si è svestito della carica di consigliere provinciale e, ieri mattina, a Palazzo Sant’Agostino ha fatto il suo ritorno il sindaco di Bellizzi, Mimmo Volpe. Dimissioni che hanno fatto storcere il naso a molti dei consiglieri comunali di maggioranza che ambivano alla carica e che sono stati “stroncati”, invece, dalla candidatura del capo dell’amministrazione, su indicazione del cerchio magico deluchiano. Corrado Naddeo, invece, non ha nascosto tutta la sua soddisfazione per la buona riuscita della vigilia di Natale, ribadendo la bontà della sua linea. Autocomplimenti e soddisfazione, seguiti a ruota da Leonardo Gallo (altro consigliere che nelle settimane scorse ha sollevato il caso), che hanno ricucito lo strappo con il sindaco Napoli. L’unica voce fuori dal coro, quella di Eugenio Stabile, consigliere comunale dei Progressisti per Salerno, che proprio a proposito delle attività messe in campo dalla polizia municipale di Salerno su indicazione delll’amministrazione comunale – lo scorso 24 dicembre – ha parlato di «attività persecutoria, con i vigili urbani che sono stati alla ricerca di diffusori musicali nelle attività commerciali». A Stabile, insomma, non è piaciuto l’eccessivo zelo della polizia municipale che, a suo parere, nel giorno della vigilia di Natale, ha perso di vista obiettivi ben più importanti: «Hanno prestato tanta attenzione al demone della musica alta – ha detto durante il suo intervento in assise – mentre non si sono accorti che alle 16 c’erano già ragazzini completamente ubriachi, non controllati da nessuno. Ecco, la vendita incondizionata di alcolici non è stata tenuta sotto controllo». Al consigliere, però, non è sfuggito un altro particolare, ovvero quello dei venditori di caldarroste: «Ce n’era uno che, con brace a fiamma viva, vendeva le sue castagne. Oltre ad una disposizione di legge che vieta l’utilizzo della fiamma viva – ha detto ancora Eugenio Stabile – c’è da dire che, nonostante io abbia ripetutamente chiamato la comandante della polizia municipale, nessuno è intervenuto. Non è possibile consentire l’esercizio di questa attività a qualcuno sì e ad altri no solo in virtù di amicizie». Un intervento molto duro, quello di Stabile, che ha suscitato anche le reazioni di alcuni consiglieri di maggioranza, come ad esempio Leonardo Gallo, che ha bacchettato, pur non facendone mai il nome, il collega di scranno. Capitolo Luci d’Artista. Come ogni dicembre che si rispetti l’argomento è piombato in aula. Costi elevati per l’opposizione, con Dante Santoro che ha snocciolato tutte le cifre: «Come è possibile che qui l’allestimento della Villa costa 400mila euro nel mentre negli altri comuni si spendono al massimo 40mila euro?». Ed in più, ha rincarato Santoro: «Che fine hanno fatto le luci di Santa Teresa? Ci sono nei bozzetti ma non per strada». Anche da Antonio D’Alessio (consigliere comunale di Campania Libera) l’invito a rendere più partecipe la città: «Questo evento non è ben visto dai salernitani. Gli effetti positivi vengono spesso cancellati dalle polemiche». Sui mercati di Natale e sulle ultime polemiche è il presidente della commissione annona Massimilano Natella a chiedere che si riveda il tutto: «Sono stato il primo a sostenere la gestione diretta del Comune dell’evento ma considerato quello che sta accadendo forse dobbiamo pensare ad affidare il tutto ad un soggetto esterno». Compostaggio e sito di biomasse al centro delle arringhe di Celano e Lambiase. «L’impianto di compostaggio di Salerno, costato circa 30 milioni di euro, realizzato con pubblico denaro e per un importo di circa 3 volte superiore al valore di mercato, riaprirà nella migliore delle ipotesi, non prima di maggio/giugno del 2018 – annuncia il capogruppo di Forza Italia – E’ quanto abbiamo appreso dei vertici della Salerno Pulita che, smentendo quanto dichiarato dal sindaco Vincenzo Napoli secondo cui l’impianto per il recupero del rifiuto organico sarebbe ripartito a febbraio, hanno evidenziato che sarà necessario attendere ancora l’esito di alcune gare e la consegna di macchinari che non potrà avvenire prima di quattro mesi dell’affidamento delle stesse». Infine approvati tutti i punti all’ordine del giorno, compreso l’appello al parlamento sul fiscal compact, con votazione unanime. Chiusura, poi, a tavola per alcuni consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione che si sono dati appuntamento in un ristorante per un pranzo augurale di buone feste e buon anno.




I deluchiani vogliono le dimissioni di Calabrese

 

di Andrea Pellegrino

Il fermento politico a Palazzo di Città, e non, è elevato. Dalla maggioranza fino agli enti partecipati e controllati si cercano nuovi equilibri e riposizionamenti. Le prime dimissioni sarebbero state richieste a Gerardo Calabrese, l’ex assessore all’ambiente, oggi alla guida del Cgs (la società satellite dell’Asi). Ufficialmente al centro ci sarebbero “questioni politiche” legate alla sua nuova appartenenza al Mdp che anche al Comune di Salerno (attraverso il gruppo consiliare), schieramento attualmente polemico nei confronti dell’amministrazione comunale. L’invito alle dimissioni sarebbe arrivato direttamente dai vertici dell’Asi e sostenuto anche da una parte dell’establishment deluchiano. Ufficiosamente ci sarebbero state divergenze in merito a nomine e ridimensionamenti interni al Cgs non avvenuti. Al suo posto vorrebbero piazzare Pasquale Cirino ma al momento Calabrese resiste e respinge l’invito. Non va meglio a Palazzo di Città, dove diverse forze politiche hanno già chiesto una revisione della giunta, ad appena un anno dall’insediamento. La richiesta ufficiale è arrivata da Pietro Stasi che ha sfiduciato il suo assessore di riferimento. E con molta probabilità, secondo indiscrezioni, il caso Falcone potrebbe essere affrontato già durante questa settimana. Poi c’è il gruppo che fa riferimento a Michele Ragosta che sul tavolo ha già calato diverse richieste, a partire da una revisione del Puc. Ancora “Campania Libera” che scalpita, soprattutto attraverso Corrado Naddeo che ha annunciato sue iniziative durante il prossimo vertice di maggioranza.