«Siamo in piena emergenza, si proceda con le assunzioni»

di Erika Noschese

«La Regione Campania in forte difficoltà perchè soggette al piano di rientro e ai vincoli finanziaria conseguenti». A parlare così è Pietro Antonacchio, segretario generale della Cisl Fp di Salerno che punta l’attenzione sull’emergenza coronavirus che ha colpito tutto il territorio, non solo a livello locale ma anche e soprattutto nazionale. «Le Direzioni Strategiche dell’Asl guidata dal manager Iervolino e dell’Azienda Universitario Ospedaliera di Salerno gestita dal commissario D’Amato stanno sul pezzo in questa fase difficile e complessa di penetrazione del Covid19 cercando di coniugare percorsi ordinari con misure straordinarie legate all’emergenza in materia di reclutamento e rafforzamento degli organici», ha poi dichiarato Antonacchio secondo cui già in fase ordinaria tale aspetto era importante ma ora è diventato non più procrastinabile «nel mentre risulta sempre più evidente che le regioni, come la nostra Campania, sono più in difficolta poiché sono quelle soggette al piano di rientro e ai vincoli finanziaria conseguenti», ha poi detto il sindacalista. I manager delle aziende sanitarie stanno agendo su 2 aspetti essenziali: il primo attraverso il differimento dei requisiti di cui alla legge Madia per il prolungamento dei contratti fino alla stabilizzazione dei precari spostata al 31/12/2020 così come contenuta nel decreto Milleproroghe ormai diventato legge, per cui bisognerà monitorare tale processo e nel frattempo prorogare tutti i contratti a termine almeno sino a tale data; il secondo aspetto utilizzato per far fronte all’attuale situazione è stata l’attivazione di vari strumenti di reclutamento ordinario e straordinario per affrontare sia l’emergenza in relazione all’allestimento di posti letto dedicati sia l’ordinario che comunque ha bisogno di un incremento di operatori di varie qualifiche e professioni: avviamento di concorsi per 160 Cps infermieri e 150 operatori socio sanitari, scorrimento di graduatorie per il reclutamento degli idonei (40 Cps infermieri e 20 Oss), reclutamento di 7 Cps Infermieri Pediatrici e scorrimento di graduatorie ancora valide per personale in lista per contratti a tempo determinato. «Queste nuove forme di reclutamento si aggiungono a quelle già attivate per dirigenti medici ed altre figure delle professioni sanitarie – ha poi detto il segretario della Cisl Fp – Bisognerebbe per l’urgenza scorrere soprattutto la graduatoria per Oss vigente al Ruggi in convenzione anche per la Asl. Sarebbe un segnale determinante per rispondere al disagio organizzativo e dare opportunità ad altri operatori che seppur idonei potrebbero acquisire professionalità e soprattutto dare un grande aiuto in questo momento particolare». Un appello alla regione Campania affinché si proceda spediti con le assunzioni per tentare di fronteggiare al meglio la problematica relativa al Covid19. «Si spera che la Regione Campania per il tramite del suo Presidente De Luca sappia sottoporre ed imporre ai ministeri competenti le difficoltà delle regioni che subiscono ancora i piani di rientro con un tavolo al ministero della salute per derogare dai vincoli esistenti in materia di copertura dei fabbisogni già decretati in termini di copertura finanziaria da far inserire nell’approvando decreto straordinario già all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri», ha poi aggiunto Antonacchio.




Antonacchio: «Non si possono aprire nuovi reparti senza il personale»

di Pina Ferro

“I calcoli per la determinazione del fabbisogno di personale nel sistema sanitario se seguono gli algoritmi imposti dal piano di rientro sono inadeguati. Se seguono il buon senso sono da ricalcolare”. E’ quanto afferma il segretario generale della Cisl Fp Pietro Antonacchio. «Il fatto grave è che se da una parte ci si ostina ad affermare che la apertura di nuovi reparti senza personale è un atto dovuto in ottemperanza ai dettami dell’atto aziendale, dall’altra parte bisognerebbe calcolare le dotazioni organiche opportunamente per garantire i livelli qualitativi di assistenza e i livelli minimi. Tutto ciò che nel concreto appare è la totale asimmetria tra ciò che si fa e ciò che si dovrebbe fare. In base all’atto aziendale riscontrando i dati dell’azienda al 31/12/2018 mancano 277 medici, 281 infermieri, 12 ostetriche, 120 tecnici sanitari, 39 dirigenti sanitari, 26 farmacisti, 255 amministrativi, 12 del ruolo professionale per un totale di 938 operatori, al netto di una possibile ipotesi di riqualificazione che interesserebbe 87 operatori oltre ovviamente quei lavoratori che sebbene siano inidonei alla funzione svolgono altre attività pur conservando la qualifica di assunzione (Oss ai centralini e nelle portinerie, infermieri addetti ad attività amministrative e chi più ne ha più ne metta). Abbiamo chiesto un confronto sulla materia ma conoscendo i tempi biblici dell’azienda ospedaliero universitaria di Salerno sicuramente sarà con altre direzioni strategiche che si potrà affrontare il problema, ovviamente dopo la chiusura per consunzione degli ospedali di Cava dei Tirreni, Mercato San Severino, Castiglione di Ravello e del Da Procida che attualmente non vengono considerati dall’attuale management quali stabilimenti propri. Non si possono fare le nozze coi fichi secchi, così come non si possono aprire nuovi reparti senza personale e addirittura con personale carente, se le logiche che governano il sistema sono mosse del buon senso e non dalla sensibilità altrui».




«Dirigenti assunti senza concorso e pagati come se fossero primari»

Pina Ferro

Giù le mani dai fondi della dirigenza dell’Asl Salerno. L’appello arriva da Alfonso Citarella e Pietro Antonacchio, rispettivamente segretario aziendale della Cisl Medici provinciale e segretario generale della Cisl Funzione pubblica di Salerno. “Non possiamo fare altro che denunciare le gravi irregolarità amministrative e contabili in ordine agli emolumenti corrisposti ai dirigenti medici, veterinari, sanitari, professionali, tecnici e amministrativi che con incarico provvisorio, privo di alcuna procedura concorsuale, così come stabilito dalle norme vigenti, vengono remunerati come primari di ruolo invece che con le indennità di sostituzione previsti dai contratto nazionale di categoria delle rispettive categorie”, hanno spiegato i due sindacalisti della Cisl. In questo modo, secondo i rappresentanti dei lavoratori, verrebbero arbitrariamente sottratte risorse ai fondi aziendali, penalizzando così tutti gli altri dirigenti che vittime di questo prelievo ingiustificato assisterebbero all’assottigliamento delle risorse dei fondi di cui anch’essi partecipano per la ripartizione. “In sintesi, esistono tre fondi aziendali, assegnati annualmente dalla Regione Campania, cumulativi per le varie categorie della dirigenza: dirigenza medica e veterinaria, dirigenza sanitaria e dirigenza professionale, tecnica e amministrativa. Pertanto, se nell’ambito delle categorie a taluni dirigenti vengono assegnate somme maggiori in modo illegittimo ne deriva che il maggior prelievo penalizza gli altri dirigenti che ignari si vedono decurtare le quote loro spettanti”. Le varie direzioni che in questi anni si sono avvicendate nella conduzione della Asl Salerno, secondo gli esponenti sindacali della Cisl, avrebbero sottratto risorse per gratificare dirigenti che, senza averne titolo, hanno percepito stipendi da titolari di “strutture complesse di ruolo” pur essendo sostituti di primari con incarichi provvisori che in alcuni casi sono stati assegnati anche senza nessuna procedura concorsuale interna. Da qui l’appello all’attuale manager dell’Asl Salerno, Antonio Giordano. “Solleciti la conclusione delle verifiche già avviate a tutela di tutta la dirigenza dell’Azienda sanitaria provinciale e a concludere i lavori in tempi brevi per la definizione della graduazione delle funzioni, al fine di riportare nell’alveo della legalità gli emolumenti dei dirigenti incaricati in via provvisoria”, hanno concluso Citarella e Giordano. “Infine, gli chiediamo di recuperare le somme indebitamente assegnate e restituirle alle categorie interessate che, ignare di quanto sta accadendo, hanno visto assottigliarsi i loro emolumenti a vantaggio di alcuni privilegiati”.




Danni all’auto da parte dei randagi: pioggia di richieste di risarcimento all’Asl

di Marta Naddei

C’è anche chi ha chiesto il risarcimento danni per lesioni all’auto o al motociclo causate da cani randagi. Devono fare i conti con questo presso gli uffici di via Nizza dell’Asl di Salerno nel novero delle denunce di sinistri da parte di utenti e pazienti o loro famiglie. Oppure con dipendenti che chiedono il risarcimento per i danni alla propria auto.
Così il conto presentato all’Azienda sanitaria locale guidata da Antonio Squillante, è piuttosto salato ed ammonta a quasi 50 milioni di euro. Una cifra spaventosa che vien fuori se ai 21 milioni di euro di risarcimento danni (relativi allo screening degli incidenti, circa 200, nel periodo che va dal 30 settembre 2012 al 30 giugno di quest’anno) si aggiungono i quasi 27 milioni di euro inerenti l’arco temporale che va dal 30 settembre 2011 al 30 settembre 2012: nel corso di quei 12 mesi, all’Azienda sanitaria locale di via Nizza sono giunti la bellezza di 272 denunce di sinistri aventi ad oggetto le più disparate cause tra cui diagnosi e cure sbagliate o decessi. Di queste, 25 sono state pagate (per un valore di 201 mila euro), 69 chiuse, mentre 178 sono quelle ancora in piedi per un ammontare di 26 milioni e 944 mila euro).
Cifre importanti sia per quel che concerne il numero di denunce di errori e di richieste di risarcimento danni (che sfiorano le 500) che per le somme richieste.
Ma come si è arrivati a numeri così consistenti ed importanti? Prova a dare una spiegazione il segretario generale della Cisl funzione pubblica di Salerno, Pietro Antonacchio, secondo il quale, in diversi casi «c’è purtroppo anche chi tenta anche di lucrare sulle disgrazie, pur non essendoci gli estremi per chiedere il risarcimento dei danni».
Indubbiamente, però, gli errori ci sono e sono alla base della stragrande maggioranza delle denunce di sinistri pervenuti all’Asl.
«La medicina – prosegue Antonacchio – non è una scienza esatta. Capita di incappare in degli errori, purtroppo, e in alcuni casi le conseguenze sono le peggiori per i pazienti. Questo è dovuto anche alla perenne carenza di organici di cui soffrono le strutture sanitarie pubbliche e private afferenti l’Asl di Salerno: manca il personale praticamente in tutti i settori. I medici, spesso e volentieri, sono costretti a turni massacranti anche di 24 ore consecutive, oltre ogni logica contrattuale e contro ogni buon senso. In tal modo si mettono a rischio i pazienti e gli stessi operatori sanitari che rischiano di incappare in errori e, al contempo, di ammalarsi loro stessi». A tal proposito, infatti, pare sia in dirittura di arrivo per la Regione Campania una sanzione europea proprio per gli sconcertanti turni lavorativi cui è sottoposto il personale medico-sanitario. «I medici e gli infermieri – spiega Antonacchio – hanno bisogno di tranquillità per lavorare».
Intanto, con una nota pubblicata nella giornata di ieri sul sito aziendale, l’Asl ha fatto sapere di aver rinviato a data da destinarsi il termine per la presentazione (inizialmente fissato al 29 agosto) delle offerte per il bando di gara per per la stipula della polizza assicurativa Rct-Rco verso terzi e verso prestatori di lavoro.
Nella nota a firma del direttore della Funzione provveditorato – economato Vanessa Mazziotti si spiega che l’Asl ha necessità di approfondire i dati istruttori relativi proprio alla questione.