«Confermata la candidatura di De Luca»

di Erika Noschese

La direzione regionale del Pd, in programma per il prossimo 17 febbraio, confermerà la candidatura del governatore uscente, Vincenzo De Luca. Lo ha confermato il parlamentare salernitano dem Piero De Luca, intervenuto ieri a Salerno, in occasione della presentazione del progetto “Lezioni di felicità: Musica e Bullismo, un rapporto pericolosamente affascinante”. «il 17 ci sarà la direzione regionale del Pd e confermerà la candidatura del governatore uscente, mettendo in campo una coalizione di centro sinistra ampia, che guardi a sinistra ma che sia moderata, riformista e a tutti i settori», ha infatti dichiarato il parlamentare dem che punta l’attenzione anche su quanto emerso, nei giorni scorsi dall’assemblea regionale del Movimento 5 Stelle che, a maggioranza assoluta, ha detto “no” all’accordo con il Pd, in vista delle prossime elezioni regionali. «Loro sono liberi di prendere le decisioni che vogliono ma noi abbiamo il diritto e il dovere di mettere in campo proposte che siano in grado di valorizzare, in Regione Campania, l’esperienza amministrativa positiva in tutti i settori, dalla sanità: siamo usciti dal commissariamento e questo vuol dire aumentare le prestazioni per i pazienti, sbloccare le assunzioni e porre fine al vuoto e alla carenza di pianta organica che abbiamo in tanti ospedali e presidi pubblici in Campania; nei trasporti, nell’alternanza scuola lavoro, nel programma di sviluppo messo in campo in questi 5 anni e che dovrà essere portato avanti nei prossimi 5 anni – ha dichiarato infatti De Luca junior – Avremo l’obbligo e il dovere di intercettare l’elettorale dei 5 Stelle, che per varie ragioni, anche a livello nazionale, non ha votato il Pd ma siamo certi saprà scegliere e confermare la scelta che, in Regione Campania, metteremo in campo. Aperti ancora oggi ad un campo largo, nell’ambito del centro sinistra, ma ci vuole la disponibilità di tutti a sostenere sul tema e sui contenuti di merito perché mi pare non sia giunto un contenuto di merito dall’assemblea dei 5 Stelle. Ci dispiace ma continua un ostracismo di principio ideologico e io penso che sia bene affermare il principio dei contenuti e dei meriti in politica. E le manifestazioni che ci sono in questo periodo conferma che ci voglia un Paese diverso, che ponga fine ai veti e agli ideologismi». Dunque, in vista della prossima tornata elettorale, dem e pentastellati concorreranno separatamente, salvo colpi dell’ultimo minuto, come spesso accade ma, almeno in questo caso, non sembra essere fattibile. I 5 Stelle, infatti, fin da subito si sono opposti alla ricandidatura di De Luca. I giochi, almeno per il momento, sembrano essere chiusi.




Vicenda Treofan, incontro con Piero De Luca

Si continua a combattere per la Treofan. Dopo l’Epifania trascorsa con i rappresentanti del Movimento 5 stelle e l’intervento del deputato Federico Conte (Leu), ieri un altro incontro con il deputato del Pd Piero De Luca. “Sono tornato a Battipaglia per manifestare, ancora una volta – scrive De Luca jr in una nota – il mio pieno sostegno ai lavoratori della Treofan e alle loro famiglie. Continuerò a rappresentare con forza le loro istanze a livello nazionale e territoriale” “Dopo la delibera del Consorzio Asi-continua De Luca- che ha avviato la revoca della concessione dei terreni della Treofan non utilizzati dalla Jindal, e dopo l’ultimo incontro del 29 ottobre al Ministero, la vertenza Treofan è purtroppo ancora ferma al palo. Mi impegnerò da subito affinché venga convocato un nuovo tavolo di confronto al MISE per discutere del futuro dell’azienda, analizzando concretamente le proposte di reindustrializzazione fin qui pervenute e, nel frattempo, chiederò una proroga di sei mesi della cassa integrazione per dare adeguata tutela e giusto sostegno agli operai. La vicenda Treofan e la battaglia per evitare il licenziamento collettivo della sua forza lavoro hanno assunto un significato simbolico. Continuiamo ad opporci alle inaccettabili speculazioni di alcune Multinazionali-conclude il deputato Dem- che rischiano di produrre una vera e propria desertificazione industriale e occupazionale nel nostro Paese e nel Mezzogiorno”. L’obiettivo dei lavoratori è quello di un nuovo incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) per cercare di aprire una nuova pista con la speranza di poter fare ancora qualcosa per i lavoratori dell’azienda. Lo stesso Conte ha evidenziato come sia necessario intervenire, nel frattempo, con la proroga della cassa integrazione in modo da tranquillizzare i lavoratori in attesa di nuovi e importanti sviluppi.




Idonei 2019: “È necessario superare il divieto di scorrimento delle graduatorie dei concorsi pubblici 2019”

di Erika Noschese

“La prossima Legge di Bilancio potrebbe finalmente abrogare la norma, prevista dal precedente Governo, che dal 01/01/2019 ha bloccato lo scorrimento delle graduatorie relative ai concorsi pubblici, ripristinando così la disciplina in vigore fino al 31/12/2018”. A parlare così il gruppo “Idonei 2019”, ovvero i partecipanti di concorso pubblico che, ad oggi, non hanno ancora avuto la possibilità di lavorare, a causa della scelta del governo nazionale che, di fatti, ha bloccato le assunzioni a scorrimento, obbligando gli enti pubblici a bandire sempre nuovi concorsi. Quella norma sembra aver prodotto molti danni, sia alla pubblica amministrazione, costretta a maggiori spese per bandire concorsi di continuo, che ai tanti aspiranti a entrare nei ruoli dello Stato, che hanno superato tutte le prove, pur non risultando vincitori. “Con la precedente Legge di Bilancio, il governo giallo-verde introdusse una norma per disciplinare le graduatorie derivanti dai concorsi pubblici. In sostanza, dal 1° gennaio di quest’anno alle amministrazioni pubbliche, oltre assumere i vincitori, è stato impedito di attingere personale pescando dalle graduatorie di merito, formate da candidati non vincitori che però hanno superato tutte le prove della selezione pubblica. Tale norma, nata probabilmente perché il precedente Governo aveva in animo di varare i cosiddetti “concorsoni” unici (mai nati, anche perché il Conte I poi cadde), ha finito per provocare danni enormi sia alle amministrazioni pubbliche sia ai tanti aspiranti, soprattutto giovani, che speravano di poter finalmente accedere ai ruoli della P.A. entro 3 anni dal concorso (tanto durano le graduatorie per legge) – hanno spiegato le persone che sono risultate idonee ai vari concorsi – Nelle settimane scorse, grazie anche alla pressione fatta sull’attuale maggioranza di governo sia da parte di Anci sia da parte di migliaia di Idonei organizzatisi in collettivo, dapprima la ministra Dadone, poi porzioni sempre più ampie della maggioranza, sono sembrati ben disposti ad accogliere le istanze di sindaci, amministratori, sindacati nel porre finalmente rimedio ai danni provocati dalla norma citata (il comma 361 dell’art. 1 della Legge di Bilancio 2019). Infatti, a causa del blocco degli scorrimenti, le amministrazioni pubbliche sono costrette a bandire concorsi di continuo, con aggravi sia in termini di spesa pubblica sia di tempi lunghi per far fronte a esigenze spesso imprevedibili, che sfuggono ai piani assunzionali”. Lo stesso sblocco del turnover, annunciato pochi giorni fa, sebbene cerchi di porre riparo a quanto prodotto da Quota 100, non sembra essere la misura idonea per riparare i danni prodotti dal famigerato comma 361. È per questo che in questi giorni in Commissione Bilancio al Senato, che sta elaborando il testo della prossima Legge di Bilancio, sarà presentato un emendamento che finalmente abroghi e riformi la disciplina relativa allo scorrimento delle graduatorie pubbliche a partire dal 1° gennaio di quest’anno; la stessa Anci nella sua audizione presso la Commissione Bilancio ha posto questa esigenza tra quelle maggiormente prioritarie, urgenti e indifferibili per gli Enti Locali che rappresenta. “C’è solo da sperare che la maggioranza di governo sia coesa e concorde nell’ammettere questo emendamento e far pervenire al voto delle Aule parlamentari un testo che contenga già la nuova norma”, hanno poi detto i membri del gruppo “Idonei 2019”. Ad oggi della questione se ne sta occupando anche il parlamentare salernitano del Pd Piero De Luca.

 




Annunciazione, annunciazione: il prossimo Capodanno a Piazza della Libertà

di Andrea Bignardi

“Questo sarà l’ultimo Capodanno che celebriamo a Piazza Amendola, il prossimo anno saremo a Piazza della Libertà”. Con l’annuncio del governatore della Regione Vincenzo De Luca ha preso il via la quattordicesima edizione delle Luci d’Artista. Una manifestazione che rappresenta il simbolo della scalata al vertice di Palazzo Santa Lucia dell’attuale governatore oltre che un simbolo della sua stagione politica. Insieme a quella Piazza circondata dal controverso condominio Crescent di cui ancora una volta De Luca ha annunciato l’imminente completamento. “È stato un calvario ma ci siamo arrivati – ha aggiunto il governatore, che a differenza dell’anno scorso è stato presente alla manifestazione inaugurale delle Luci, arricchita così dalla sua retorica come di consueto colorita – Cominceremo ad assumere il volto di una Montecarlo del Sud, di una Cannes del Sud che si presenta con un volto civile”. L’orgoglio salernitano dunque diviene il tema centrale del discorso del governatore appena dopo l’accensione delle Luci in Villa Comunale. “Ricordo che dobbiamo scavare questi eventi a mani nude nella roccia – ha aggiunto De Luca Un conto una città del Sud che deve costruirsi con le proprie mani le occasioni di sviluppo, un altro è essere Firenze o Roma”. E proprio dalla Capitale è previsto l’arrivo, nella giornata di domani, del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, storico avversario del governatore: soprattutto nella stagione del governo gialloverde il rapporto tra i due esponenti politici fu caratterizzato da un vivace contrasto, poi sopito con la difficile convivenza al governo tra Pd e 5 Stelle. De Luca a differenza delle attese ha però teso una mano al ministro grillino. “A noi fa piacere che il ministro Di Maio venga a Salerno. Significa che la nostra città è diventata davvero attraente”. Un’attrattività, quella della città, che secondo il governatore passa proprio dall’apertura del Crescent e delle infrastrutture ad essa collegate, come il tanto atteso parcheggio interrato. “Insieme a Piazza della Libertà avremo anche un parcheggio da 700 posti – ha aggiunto De Luca – Il doppio di Piazza della Concordia”. Dopo il momento inaugurale, il governatore si è concesso una passeggiata tra le luminarie del centro, conclusasi alla Rotonda, accompagnato dal sindaco Vincenzo Napoli, dai figli Piero e Roberto, e da numerosi esponenti della compagine progressista: il presidente della provincia Michele Strianese, l’assessore alle infrastrutture Mimmo De Maio, all’annona Dario Loffredo, alle politiche giovanili Maria Rita Giordano, i consiglieri comunali Mimmo Ventura, Veronica Mondany, Antonio Carbonara e Rocco Galdi. Un cordone politico a cui è seguita una nutrita schiera di visitatori che ha seguito da vicino l’accensione delle luci e che è andato via via crescendo nel corso del pomeriggio: cosa che accende i riflettori sui problemi logistici che già stasera potranno emergere, visto l’incremento dei flussi di traffico. Criticità che almeno per il momento non preoccupano il sindaco Napoli che nutre fiducia nelle misure messe a punto dal Comune. “Tutti gli aspetti logistici sono stati curati così come la tranquillità dei nostri ospiti grazie alla collaborazione con questura e Forze dell’Ordine – ha affermato – Sarà possibile fruire delle luci d’ artista anche dal mare grazie a una crociera che farà pendant con la ruota panoramica”. “Bisogna essere grati al governatore – ha concluso il sindaco Napoli – Senza di lui quest’evento non ci sarebbe mai stato”.

Tutte le novità/ Quattro i temi scelti: il mito, il tempo, il Natale e il sogno

Tra alcune novità e molti evergreen, le installazioni della quattordicesima edizione di Luci d’Artista proposte quest’anno, almeno nelle intenzioni, mostrano un maggiore richiamo al Natale rispetto ad alcune passate edizioni. Quattro sono i temi centrali dell’evento: il mito, il tempo, il Natale ed il sogno. Fulcro della manifestazione è indubbiamente la Villa Comunale, dominata da un’atmosfera fatata e ricca di animali stilizzati con “Lo zoo che vorrei”. Passando poi a Largo Campo, nella storica piazza salernitana è stata riproposta in chiave rivisitata ed adattata al luogo l’installazione già presente lo scorso anno alla Rotonda dei Miti del Mediterraneo, che trova spazio anche nelle stradine immediatamente adiacenti. Agrifogli e ghirlande dominano invece su Via dei Mercanti mentre salendo verso il Duomo ci si imbatte nei consueti cherubini svolazzanti ed ancor più su, in largo Abate Conforti, la Madonna con il Bambino accompagna i visitatori nella scalata verso i Giardini della Minerva. In Piazza Flavio Gioia il tema di quest’anno sarà la Foresta dorata: un grosso albero illuminato incombe sulla fontana dei Delfini. In via Masuccio Salernitano torna invece un’installazione ormai storica ed antesignana della moda plastic free: il Mosaico di Enrica Borghi, presente sin dal 2007 realizzato interamente con bottiglie di plastica riciclate, che si estende anche in vicolo Giudaica, inframmezzata dalle luci a tema floreale e arboreo di Piazza Sant’Agostino. Su Corso Vittorio Emanuele, al posto dei limoni dello scorso anno svettano invece le cascate di luce, un’installazione decisamente più sobria rispetto a quelle degli anni precedenti, nell’attesa dell’accensione del grande albero di Natale di Piazza Portanova a ridosso dell’Immacolata. A Corso Garibaldi ritornano i tradizionali alberi innevati, mentre nella zona Orientale il tema è prettamente natalizio, con “Arriva il Natale” in piazza Caduti di Brescia e la Renna in piazza Monsignor Grasso a Mercatello.

Piazza Flavio Gioia e i capitoni di Suacione

Il ritorno del governatore alla cerimonia inaugurale delle Luci d’Artista non ha risparmiato momenti di folklore durante la passeggiata che come di consueto dà il via alla manifestazione natalizia più attesa dell’anno. Basti pensare ad esempio a quando in via Mercanti, nel cuore del centro storico, De Luca si è soffermato ad ammirare le statuette di presepi del laboratorio artigianale Savastano, un riferimento di spicco in città. L’artigiano ha colto l’occasione per mostrare al governatore la statuetta realizzata in cartapesta che lo ritrae, scattando una foto con De Luca che si è mostrato compiaciuto per il dono ricevuto. Forse quello di ieri non è stato un bagno di folla come sarebbe potuto accadere qualche decennio fa, ma non sono mancate manifestazioni di affetto e stima verso il governatore, dalle strette di mano ai selfie scattati all’ombra delle installazioni luminose. “Prepariamoci ad offrire il volto più bello della nostra città – ha poi aggiunto De Luca rivolgendosi ai visitatori – Grazie a quest’evento siamo riusciti non solo a fare una città splendida ma a creare un’economia che non avevamo: provate per l’anno prossimo ad immaginare il palco di capodanno a Piazza della Libertà con le luci del golfo sullo sfondo, uno degli spettacoli più belli d’Italia”. L’ilarità di De Luca, ancora una volta, ha colto nel segno. Dopo l’annuncio dell’apertura del Crescent nel prossimo anno, il risuonare delle prime note di Hallelujah di Leonard Cohen ha fatto scattare la reazione del governatore: “Questo è un boicottaggio”. Poi, a conclusione dell’inaugurazione delle installazioni in Rotonda il governatore ha simpaticamente ricordato il suo impegno da sindaco quando, a partite dal 1995, si svolsero i lavori di riqualificazione di piazza Flavio Gioia, che fino ad allora ospitava il mercato rionale che oggi occupa invece Piazza San Giovanniello, alle spalle del duomo. “Fino a quindici anni fa questa piazza era buia – ha commentato De Luca folkloristicamente – Fino a quindici anni fa c’era solo la pescheria di Suacione all’ingresso con due capitoni e due lampadine appese”. Un simpatico sketch di quelli a cui il presidente della Regione ha abituato negli anni, che ha suscitato gli applausi e le risate dei tanti visitatori presenti.




«Antonio dal cielo vi sorriderà»

di Francesco La Monica

La città di Salerno saluta Antonio Liguori. Applausi, cori e lacrime, ieri pomeriggio, in onore del giovane tifoso della Salernitana scomparso nella tarda serata di domenica scorsa dopo 9 giorni di agonia a seguito di un tragico incidente stradale. Tantissime le persone presenti al Duomo di Salerno per l’addio al giovane. La salma di Antonio, partita dall’obitorio dell’ospedale “Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, ha raggiunto inizialmente la sede degli Ultras “Movement Salerno”, gruppo di cui Antonio è stato cofondatore. Toccante lo striscione esposto dagli amici degli Ums su un balcone di via Porta di Mare:” Salerno e il tuo rione… ti rende onore! Ciao Ultras”. Il corteo è poi proseguito per le vie interne del centro storico di Salerno. I tifosi hanno omaggiato la memoria del fratello scomparso con cori, fumogeni e una bandiera raffigurante il suo volto, che da questo pomeriggio campeggerà all’Arechi e in tutti gli stadi d’Italia. “Antonio è qua e canta con gli Ultrà”, “Sarai sempre con noi e non ti lasceremo mai”, “Antonio vive”, “Antonio uno di noi”, “Antonio sempre nel cuore”, i cori lanciati dai fratelli dell’Ums. Il feretro, accompagnato dai familiari, dagli amici di sempre e da centinaia di tifosi, ha poi raggiunto la Cattedrale di Salerno. L’arcivescovo Andrea Bellandi e il parroco del Duomo di Salerno, don Michele Pecoraro, hanno accolto l’arrivo del giovane nella Cattedrale. Oltre agli amici bresciani giunti direttamente dal capoluogo lombardo per rendere omaggio all’ultrà salernitano, presenti anche le delegazioni di due tifoserie storicamente rivali come Cavese e Paganese, che hanno deposto un mazzo di fiori sulla bara bianca. In rappresentanza del Comune di Salerno, presenti il sindaco Vincenzo Napoli e l’assessore allo sport Angelo Caramanno, accompagnati dall’onorevole Piero De Luca. Emozionanti le parole di un commosso Don Michele Pecoraro pronunciate nel corso dell’omelia:«Ogni parola, in circostanze come questa, diventa vana. Ci sarebbe soltanto bisogno di interiorizzare la tragedia e, soprattutto, di silenzio, lasciando parlare la coscienza ed il cuore. Mi rivolgo soprattutto a voi, carissimi giovani, che affollate questa, nostra, meravigliosa casa. Mi rivolgo con la parola del Signore a voi che siete la forza, la speranza, la vera novità della storia. Alzatevi dalla tomba del male, dal vizio e da ogni tipo di dipendenza. Alzatevi da una vita trascorsa senza Dio. Insieme al tifo sportivo – conclude don Michele Pecoraro – che ci appassiona e ci accomuna tutti, sappiate sempre condurre la vostra vita con dignità. Sappiate sempre perseguire i colori sacri della verità perché a tutti e, specialmente a voi, spetta il compito di costituire la civiltà della misericordia e dell’amore… e Antonio dal cielo vi sorriderà”. Al termine della funzione, la salma è stata trasportata presso lo Stadio Arechi, teatro di mille battaglie sportive vissute dal giovane supporter granata e dove, soprattutto, ha vissuto i momenti più belli e intensi della sua giovane vita spezzata troppo presto. Ad attenderlo, uno striscione esposto dalla fidanzata Alessia sui cancelli antistanti la Curva Sud che Antonio frequentava abitualmente. “Sempre con me amore mio!”. Questa la dedica della giovane al suo amato compagno a termine di una straziante giornata, che ha scosso l’intera tifoseria granata e la città di Salerno tutta.




Renzi dice addio al Pd De Luca jr. prende le distanze: «Vedremo»

di Andrea Pellegrino

Matteo Renzi è ad un passo dalla scissione e dall’addio al Pd. Ma Piero De Luca, stavolta, ci pensa e attende. Seguire Renzi? Se fino a ieri giurava fedeltà all’ex premier, oggi, anche a governo fatto ed esclusione compresa, De Luca jr inizia a prendere le distanze. «Vedremo», dice: «Io mi auguro che non si verifichi una scissione. Lancio – prosegue il primogenito del governatore della Campania – un appello all’unità, spero che ci si ripensi perché sarebbe un fatto traumatico. Serve una stagione di rinnovamento interno, dalla classe dirigente ai territori. Credo che il Pd debba ripartire da qui». «In questa fase – annuncia ancora De Luca jr – continuo a lavorare perché questa scissione non ci sia». Ma l’addio sarebbe davvero a un passo. Addirittura anche oggi. Le ragioni della scelta sono state esplicitate già in questi giorni da alcuni fedelissimi dell’ex-segretario. «Motivi politici e personali. Politici – ha detto Ettore Rosato in un’intervista – perché dopo l’accordo con i 5Stelle è cambiato tutto. Personali perché Renzi non può essere sempre accusato di tutto e con lui chi ha lavorato per tirare fuori il paese dalla crisi». Ed ancora Maria Elena Boschi che vede il ritorno dei fuoriusciti di Leu nel Pd come una possibilità concreta. «Se tornano D’Alema e Bersani una riflessione andrà fatta». Alla Leopolda, si diceva. Ma tutto è precipitato. L’addio non avrà conseguenze, almeno al momento, sul governo. Il sostegno al Conte 2 è certo, dicono i renziani. Almeno per ora. A Montecitorio l’obiettivo è quello di dar vita a un gruppo autonomo (cominciano anche a circolare ipotesi di nome come ‘L’Italia dei Sì’) mentre a palazzo Madama uscirebbero solo un manipolo di senatori. Tra questi, si parla del fedelissimo Francesco Bonifazi ma non di Andrea Marcucci che resterebbe capogruppo Pd al Senato.




De Luca jr fermato dalle correnti dem Parte l’offensiva alla linea Zingaretti

di Andrea Pellegrino

O De Luca o nulla. La Campania dem si ritrova a secco nella nuova e imponente sfornata di sottosegretari e viceministri del Conte bis. De Luca jr non riesce nell’impresa, incassa ed attacca. Il figlio del governatore della Campania, dopo aver spinto in ogni direzione, ora si aggiunge alla lista degli scontenti del Pd. Lui è nella lista dei renziani già pronti a far gruppo autonomo. Niente De Luca jr e niente posti neppure per Zingaretti che puntava tutto sul suo fedelissimo Nicola Oddati. Insomma, oltre al veto del Movimento 5 Stelle il blocco su De Luca jr sarebbe causato anche dalle correnti agitate in casa Pd. “Il tutti uniti su Piero” invocato dal deputato salernitano e dallo stesso governatore non avrebbe sortito effetti. Anzi, alla vigilia delle nomine al Nazareno il viavai di campani in cerca di un posto governativo, è aumentato sempre di più. Migliore, Graziano, Tartaglione, solo per citarne alcuni. Poi Mario Casillo a sostegno di Lello Topo e infine la corsa in avanti di Nicola Caputo che nonostante la delega regionale all’agricoltura (al posto di Franco Alfieri) non avrebbe ricucito del tutto i rapporti con Vincenzo De Luca. Ed è proprio l’ex eurodeputato Caputo che sulla vicenda sottosegretari ha attaccato il Partito democratico: «Il bravo Enzo Amendola è l’unico (e meno male che almeno lui c’è) rappresentante del Partito Democratico della Campania nel Governo Conte II – scrive l’ex eurodeputato – A mio avviso è un errore strategico e deleterio anche per il Partito Nazionale. Ne vogliamo parlare? Vogliamo capire perché? In quale sede si discute? O ci basta tirare a campare? Tanto domani è un altro giorno». La Campania democratica si aggiunge al gruppo fiorentino. Repubblica racconta di una folta pattuglia di deputati pronti a sfilarsi. I primi malumori, sempre secondo Repubblica, sarebbero emersi all’interno della chat del gruppo parlamentari. Critiche più o meno dure che sarebbero state avanzate anche dall’escluso De Luca jr. Intanto il Partito democratico salernitano prepara la scalata all’Anci regionale. Per ora si tratta su due nomi per la presidenza: il sindaco di Cava de’ Tirreni Enzo Servalli e quello di Bellizzi Mimmo Volpe.




Piero De Luca insiste I Cinque Stelle frenano

di Andrea Pellegrino

La partita dei sottosegretari si fa sempre più dura. Conte vorrebbe chiudere per oggi ma i tempi nelle ultime ore si sono allungati. Problemi interni ai partiti. Dal completamento dell’esecutivo nazionale ne discendono equilibri governativi, equilibri interni ai partiti e anche posizionamenti in vista delle prossime elezioni regionali. A partire proprio dalla Regione Campania dove i De Luca (padre e figlio) creano non pochi problemi (politici) sia interni al Partito democratico che nel Movimento 5 Stelle. Naturalmente dai grillini campani il no secco all’ingresso di Piero, che sognerebbe il posto che fu del padre all’epoca del governo Letta. Dunque al Mit, il ministero delle infrastrutture che nel primo governo Conte ha visto il salernitano Andrea Cioffi (M5s) come sottosegretario di Toninelli. Ma De Luca jr si “accontenterebbe”, secondo ultime indicazioni, anche del Mise o degli Affari europei. Un nome, quello di Piero De Luca, che nelle ultime ore sta creando forti fibrillazioni e che sarebbe stato oggetto perfino di una telefonata tra Di Maio e Zingaretti. Pressioni campane per escluderlo dal governo anche per i rapporti tesi tra il papà governatore e il gruppo regionale del Movimento 5 Stelle. La famiglia De Luca avrebbe cacciato gli artigli (politici) per imporre la propria linea e, oltre che a quella di Renzi, pare che negli ultimi giorni siano finiti dritti sotto l’ala protettiva di Paolo Gentiloni. Il veto dei partner di governo, però, c’è. Così come c’è su un altro campano: Lello Topo, ex consigliere regionale finito in Parlamento alle ultime elezioni nazionali. Da De Luca jr dipende il destino di un altro salernitano in pole position per l’ingresso a Roma: si tratta di Tommaso Pellegrino, sindaco di Sassano, presidente nazionale del Parco del Cilento, amico di Renzi e di Francesco Boccia. Fu proprio lui a far scattare la freccia di Cupido tra l’attuale ministro dem e Nunzia De Girolamo. Un posto quasi sicuro invece c’è (o ci sarebbe) per Nicola Oddati, tra l’altro tra i zingarettiani di ferro. Lo stesso Oddati fa parte della segreteria nazionale del Nazareno. Ma spinte ci sono anche per Paolo Siani e per il rettore Gaetano Manfredi. Poi dalla corrente di Umberto del Basso de Caro e di Franceschini, che qui nel salernitano conta il sostegno di Tino Iannuzzi. Trattative in corso anche in casa Cinque Stelle, dove i salernitani Cioffi e Tofalo cercano la riconferma. Probabile quella del primo, in bilico quella del secondo. Leu e Pd vorrebbero i posti al ministero dell’Ambiente. In pole ci sarebbe per Liberi e Uguali, Rossella Muroni, ex presidente di Legambiente ma ci sarebbero spinte anche dal salernitano Federico Conte tra i protagonisti dell’accordo sul Conte bis.




De Luca jr sogna un posto nel governo ed apre al Movimento 5 Stelle in Campania

di Andrea Pellegrino

Fatto il governo, i partiti sono alle prese con lo scacchiere dei sottosegretari. Pd, Cinque Stelle ma anche Leu e Partito socialista, attendono i loro posti in MaZinga, secondo uno schema già definito all’atto della composizione del Conte bis. Caselle che ora devono coincidere ai nomi che i partiti indicheranno per completare l’esecutivo nazionale. Con molta probabilità ciò avverrà entro la fine della prossima settimana. L’uscente governo vedeva, tra i salernitani, due sottosegretari del Movimento 5 Stelle: Angelo Tofalo alla Difesa ed Andrea Cioffi al Mit. Più probabile che nel Conte bis ci sia la riconferma di Cioffi, ingegnere salernitano, più vicino agli ambienti di vertice pentastellati. Ma i veri nodi da sciogliere sono tutti interni al Partito democratico, alle prese con le richieste che arrivano da casa De Luca. Il primogenito Piero, deputato dem, vicino ai renziani, vorrebbe entrare nel governo, semmai nello stesso posto (al Mit) occupato dal padre all’epoca dell’esecutivo Letta. A quanto pare De Luca jr potrebbe accontentarsi anche degli affari europei, il cui ministero è retto dal campano Enzo Amendola. Ma la partita per i De Luca è doppia all’interno del Nazareno: in prospettiva, c’è da valutare il ruolo del governatore alle prossime elezioni regionali, ed in particolare, quale effetto avrà MaZinga sulla Campania. Ed è proprio Piero De Luca, ieri a Salerno per una iniziativa promossa da “Campania Libera” (la civica ideata dall’ex sindaco di Salerno), ad aprire al Movimento 5 Stelle in vista delle prossime elezioni regionali. «Se ci dovessero essere le condizioni anche in Campania per una sintesi del programma politico ma che parta dall’attuale esperienza di successo di governo regionale, siamo pronti a ragionale con tutte le forze ed anche con il Movimento 5 Stelle». Ma tornando al completamento della squadra di governo, sul foglio di Zingaretti ci sono anche altri campani: come Nicola Oddati, membro della direzione nazionale del Partito democratico o Tommaso Pellegrino, sindaco di Sassano e presidente del parco nazionale del Cilento. Naturalmente le trattative sono serrate e le richieste aumentano sempre di più. Infine sperano anche altri due salernitani: Federico Conte di Leu, tra gli artifici dell’accordo con il Pd ed il Movimento 5 Stelle e Vincenzo Maraio, segretario nazionale del Partito socialista Italiano.




Governo, pronto incarico di prestigio per De Luca junior

di Andrea Pellegrino

Le correnti spingono nel Partito democratico per entrare nell’eventuale governo che nascerà con il Movimento 5 Stelle. Posti di governo e di sottogoverno che nelle ultime ore si stanno delineando, soprattutto, all’interno del Nazareno. La Campania farà la sua parte e non sarà un gioco semplice. Stando alle correnti, Renzi è vicino a Vincenzo De Luca, per il tramite di Luca Lotti ma anche di Lorenzo Guerini. I deluchiani, già alle prese con il caso Campania, in vista delle prossime Regionali, spingono naturalmente per un posto di prestigio per Piero, primogenito del governatore, eletto deputato lo scorso anno, renziano di ferro. Sul tavolo c’è il posto che fu del padre nel governo Letta: sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e trasporti. Quello che è oggi, o almeno fino al cambio di governo, del salernitano grillino Andrea Cioffi. Ma l’area Renzi ha anche un altro nome: si tratta del sindaco di Sassano e presidente del parco nazionale del Cilento, Alburni e Vallo di Diano, Tommaso Pellegrino, vicino al rottamatore, ancor prima della giravolta di Vincenzo De Luca. Pellegrino solo di recente ha incontrato Renzi, vestendo anche i panni di prof per una “lezione” durante la scuola di formazione. Ma è stato soprattutto uno dei sempre presenti alle Leopolde fiorentine. Di certo, nella rosa dei campani, tra i più blindati ci sono Enzo Amendola, già sottosegretario alla Difesa nel governo Gentiloni, e Nicola Oddati, attuale membro della segreteria di Nicola Zingaretti. E c’è anche un pizzico di Costiera Amalfitana nelle trattative. Tra i nomi emersi c’è Dario Scannapieco, origini maioresi, attuale vicepresidente della Bei, indicato per il ministero dell’Economia.