Piero De Luca insiste I Cinque Stelle frenano

di Andrea Pellegrino

La partita dei sottosegretari si fa sempre più dura. Conte vorrebbe chiudere per oggi ma i tempi nelle ultime ore si sono allungati. Problemi interni ai partiti. Dal completamento dell’esecutivo nazionale ne discendono equilibri governativi, equilibri interni ai partiti e anche posizionamenti in vista delle prossime elezioni regionali. A partire proprio dalla Regione Campania dove i De Luca (padre e figlio) creano non pochi problemi (politici) sia interni al Partito democratico che nel Movimento 5 Stelle. Naturalmente dai grillini campani il no secco all’ingresso di Piero, che sognerebbe il posto che fu del padre all’epoca del governo Letta. Dunque al Mit, il ministero delle infrastrutture che nel primo governo Conte ha visto il salernitano Andrea Cioffi (M5s) come sottosegretario di Toninelli. Ma De Luca jr si “accontenterebbe”, secondo ultime indicazioni, anche del Mise o degli Affari europei. Un nome, quello di Piero De Luca, che nelle ultime ore sta creando forti fibrillazioni e che sarebbe stato oggetto perfino di una telefonata tra Di Maio e Zingaretti. Pressioni campane per escluderlo dal governo anche per i rapporti tesi tra il papà governatore e il gruppo regionale del Movimento 5 Stelle. La famiglia De Luca avrebbe cacciato gli artigli (politici) per imporre la propria linea e, oltre che a quella di Renzi, pare che negli ultimi giorni siano finiti dritti sotto l’ala protettiva di Paolo Gentiloni. Il veto dei partner di governo, però, c’è. Così come c’è su un altro campano: Lello Topo, ex consigliere regionale finito in Parlamento alle ultime elezioni nazionali. Da De Luca jr dipende il destino di un altro salernitano in pole position per l’ingresso a Roma: si tratta di Tommaso Pellegrino, sindaco di Sassano, presidente nazionale del Parco del Cilento, amico di Renzi e di Francesco Boccia. Fu proprio lui a far scattare la freccia di Cupido tra l’attuale ministro dem e Nunzia De Girolamo. Un posto quasi sicuro invece c’è (o ci sarebbe) per Nicola Oddati, tra l’altro tra i zingarettiani di ferro. Lo stesso Oddati fa parte della segreteria nazionale del Nazareno. Ma spinte ci sono anche per Paolo Siani e per il rettore Gaetano Manfredi. Poi dalla corrente di Umberto del Basso de Caro e di Franceschini, che qui nel salernitano conta il sostegno di Tino Iannuzzi. Trattative in corso anche in casa Cinque Stelle, dove i salernitani Cioffi e Tofalo cercano la riconferma. Probabile quella del primo, in bilico quella del secondo. Leu e Pd vorrebbero i posti al ministero dell’Ambiente. In pole ci sarebbe per Liberi e Uguali, Rossella Muroni, ex presidente di Legambiente ma ci sarebbero spinte anche dal salernitano Federico Conte tra i protagonisti dell’accordo sul Conte bis.




Estorsione all’imprenditore Moccia

Pina Ferro

Estorsioni ad un imprenditori: rischiano il rinvio a giudizio Gerardo Adinolfi, 51 anni di Cava de’Tirreni, attualmente detenuto nel carcere di Voghera, Carmine Pellegrino 42 anni di Siano e Gerardo D’Ascoli 74 anni di Siano. A chiedere il giudizio per i tre, con l’accusa di estorsione ai danni dell’imprenditore Gerardo Moccia di Siano, è stato il sostituto procuratore Maurizio Cardea. Adinolfi, nome di spicco nella criminalità organizzata ha reso varie dichiarazioni ai magistrati. I tre a fine mese compariranno dinanzi al Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno Mariella Zambrano che dovrà decidere sulla richiesta avanzata dal magistrato. I fatti risalgono al dicembre del 1999 ma la Procura ne è venuta a conoscenza solo qualche tempo fa a seguito delle dichiarazioni fatte in aula da Gerardo Adinolfi nel corso del processo, sempre per estorsione ai danni dell’imprenditore Zambrano. Nel corso del dibattimeno Gerardo Adinolfi fu sentito dal collegio giudicante e dal pubblico ministero. Adinolfi nel descrivere l’attività criminale posta in essere e quindi, nel riferire dell’estorsione all’imprenditore Zambrano parlò anche di un’altra estorsione, quella, appunta posta in atto ai danni di Gerardo Mooccia, titolare di supermercati a Siano. Estorsione che fino a quel momento era sconosciuta alle autorità. alla luce della ammissione del delitto, la pubblica accusa ha iscritto i tre autori del fatto nel registro degli indagati ed ha chiesto al Gip il rinvio a giudizio. Secondo il capo di imputazione Adinolfi, Pellegrino e D’Ascoli, in concorso tra loro, avvalendosi delle condizioni di intimidazione e assoggettamento omertoso di Gerardo Moccia, il quale era consapevole Adinolfi era il referente criminale della zona e mediante minaccia fu costretto a consegnare a la somma di un milione di lire. La richiesta della somma di denaro avanzata da Adinolfi per il tramite di Pellegrino fu preceduta dall’esplosione di alcuni colpi di una calibro nove nelle vetrine del supermercato di proprietà di Moccia. Successivamente Pellegrino si presentò al cospetto dell’imprenditore commerciale per avanzare la richiesta di denaro che fu accompagnata dalla minaccia, in caso di rifiuto, di ulteriori conseguenze. La paura indusse il titolare del supermercato a versare la somma che gli era stata chiesta, pari ad un milione di lire. Ora la parola passa al Gip. Nel collegio difensivo tra gli altri gli gli avvocati Domenico Esposito e Carmelina Maiorino.




Per Pellegrino e Meriani diploma triennale di alto perfezionamento

La pianista Marina Pellegrino e il violinista Vincenzo Meriani, entrambi salernitani, conseguono con il massimo dei voti, il Diploma triennale di Alto Perfezionamento in Musica da Camera dell’Accademia Musicale di Santa Cecilia di Roma, sotto la guida del Maestro Carlo Fabiano. I giovani  musicisti, già noti al pubblico salernitano per essersi esibiti sia come solisti che in gruppo da camera “Quartetto Felix”, hanno sostenuto nella giornata di venerdì 24 giugno, le prove d’esame proponendo un concerto ricco ed articolato di non facile esecuzione, sia in duo Violino/Pianoforte che in quartetto insieme al  violista avellinese Francesco Venga e al violoncellista  salernitano Matteo Parisi che allievi anch’essi del medesimo corso di Alto Perfezionamento, hanno brillantemente superato l’esame di passaggio all’ultimo anno del triennio di studi. Apprezzamenti unanimi ai concertisti dalla commissione e dal pubblico presente all’esibizione nella prestigiosa sala “Sinopoli” del Parco della Musica di Roma. Un nuovo brillante risultato che si aggiunge a quelli sinora ottenuti da Marina Pellegrino, da Vincenzo Meriani  e dagli altri due protagonisti del quartetto Felix il violista Francesco Venga e il violoncellista Matteo Parisi, che, formatisi con i più grandi maestri contemporanei,  sono tuttora impegnati in corsi di specializzazione e masterclasses internazionali di alto perfezionamento. Nel frattempo, i giovani musicisti, con il quartetto “Felix”, dopo aver incantato il pubblico salernitano, nel corso  della recente esibizione nella Sala S.Tommaso del Duomo di Salerno, all’interno della Rassegna “I Concerti di Primavera” promossi dall’Associazione Culturale Arechi, continuano la loro tournee estiva con la prossima esibizione prevista per domenica 3 luglio ad Ischia,  in una delle location più  prestigiose dell’isola verde, “I Giardini della Mortella” ospiti dei Concerti  internazionali di musica da camera 2016 della Fondazione William Walton con  la Direzione Artistica del M° Lina Tufano. Due i brani in programma, il Quartetto per pianoforte ed archi in sol  minore K.478 di Mozart e il Quartetto per pianoforte ed archi in mi bemolle maggiore opera 47 di Schumann.




Concerti in Villa a Vietri: mercoledì il duo Pellegrino – Meriani

Prosegue la rassegna “Concerti in Villa”, promossa dal Comune di Vietri sul Mare in collaborazione con il Conservatorio “Martucci” di Salerno, la Provincia di Salerno e l’Ept di Salerno. Dodici appuntamenti che si terranno dall’11 luglio al 7 agosto a Villa Guariglia e nella Villa Comunale. Il nuovo appuntamento, mercoledì 15 luglio, con la pianista Marina Pellegrino e il violinista Vincenzo Meriani, che si esibiranno, alle 21, in Villa Guariglia. Domenica 19 luglio, alle 21, nella Villa Comunale, sarà in scena il “Trio di Salerno”; mercoledì 22 luglio, alle 21, Villa Guariglia ospiterà il Quintetto Nova Polis Ensamble, “Da Mozart al jazz”; venerdì 24 luglio con “Cinema melodie d’autore” si esibirà Sergio Vitale in Villa Comunale, alle 21; lunedì 27 luglio, a Villa Guariglia, alle 21, avrà luogo l’evento “Bellezza d’artista Summer Expo 2015”; martedì 28 luglio, in Villa Guariglia, alle 21, si esibirà l’Ensamble di Corni G. Martucci con “Musiche da film”; nella Villa Comunale, giovedì 30 luglio alle 21, ci sarà Daniele Scannapieco con il Reverence quartet, guest star: Dario Deidda; martedì 4 agosto, alle 21 in Villa Comunale, sarà la volta di Francesco D’Errico e Giulio Martino in “007 Operazione CiDusca”; l’ultimo appuntamento è quello di venerdì 7 agosto, alle 21 in Villa Comunale, con il “Trio Escher ” e le musiche di L.v Beethoven e J.Brahms.




Pontecagnano/Salerno. Sequestrato il “tesoro” di Pellegrino

Nuovi guai per Giuseppe Pellegrino, accusato di traffico di anabolizzanti e finito alla sbarra con altre cinque persone.  Ieri  i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Salerno hanno eseguito un provvedimento di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del “sequestro e confisca di beni immobili”, emesso dalla Corte di Appello di Salerno – Sezione Misure di Prevenzione nei confronti del salernitano, classe ’64 ed originario di Pontecagnano Faiano ma  da tempo residente nella Repubblica Slovacca. Nel corso delle operazioni è stata sottoposta a sequestro, per la successiva confisca e affidamento in custodia all’Amministratore giudiziario individuato dal Tribunale di Salerno, la rivendita di integratori alimentari “Time Body”, ubicata a Pontecagnano Faiano (SA), del valore stimato in circa 200.000 euro. Quest’ultima, nei fatti era gestita  dal figlio di Pellegrino Il provvedimento è scaturito dal prosieguo delle investigazioni che in data 10 ottobre 2014 avevano portato all’emissione nei confronti di Pellegrino Giuseppe di una misura di prevenzione personale e patrimoniale; le indagini condotte dal citato Nucleo Investigativo, hanno consentito di individuare ulteriori beni immobili acquistati dal cinquantunenne mediante l’investimento di ingenti profitti provenienti dal traffico internazionale di sostanze anabolizzanti e dopanti. A seguito di quanto emerso nel corso delle indagini, infatti, il 10 ottobre dello scorso anno i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno avevano eseguito nei confronti di Giuseppe Pellegrino la misura di prevenzione personale della “sorveglianza speciale di con obbligo di soggiorno nel comune di residenza”, per la durata di 2 anni; patrimoniale del “sequestro e confisca di beni immobili e rapporti bancari”, emessa dal Tribunale di Salerno – Sezione Misure di Prevenzione, poiché ritenuto – a seguito di diverse attività investigative condotte dalla varie Procure della Penisola – soggetto operante nell’ambiente del traffico internazionale di sostanze anabolizzanti e dopanti, che aveva stabilito in una palestra di proprietà (la “Body Temple” di Pontecagnano Faiano) la base logistica per i propri traffici.Respinto il ricorso presentato dal sostituto procuratore Centore per il sequestro della palestra Mythos ubicata a Torrione (a rappresentare l’amministratore unico l’avvocato Bianca De Concilio). Il processo per Pellegrino è incardinato davanti ai giudici della terza sezione penale.




«De Luca candidabile Ma se eletto sospeso»

di Andrea Pellegrino

Vincenzo De Luca è candidabile ma sarà sospeso se eletto. A sancirlo il Tribunale amministrativo regionale di Napoli che ieri pomeriggio ha respinto il ricorso del Movimento Cinque Stelle sull’incandidabilità dell’ex sindaco di Salerno alla carica di presidente della Regione. Il ricorso è stato sottoscritto dal candidato presidente di M5S Valeria Ciarambino e dai parlamentari pentastellati salernitani che avevano eccepito la candidatura di De Luca alle prossime regionali sulla base della legge Severino in riferimento a una condanna per abuso di ufficio nel processo sul termovalorizzatore. Costituitisi ad opponendum il consigliere comunale di Salerno Angelo Caramanno e Mariarosaria Scalella e Salvatore Consiglio, rispettivamente capolista del Pd in provincia di Napoli e presentatore della lista.  «De Luca candidabile perché condannato in primo grado», il giudizio il sintesi del Tribunale amministrativo che evidenzia però «la sospensione della carica, se dovesse essere eletto presidente».  Ma per i legali del Movimento 5 Stelle (gli avvocati Oreste Agosto e Stefania Marchese), il Tar ha sancito un dato fondamentale. Tant’è che affermano: «Stiamo valutando di non impugnare questa ordinanza perché già stabilisce la nullità dell’elezione di Vincenzo De Luca. In un passaggio i giudici amministrativi affermano scrivono: “E’ solo per mera completezza che può aggiungersi che, l’ultimo comma dell’articolo 7 del d.lgs. numero 235/2012, riguardando indifferentemente l’elezione o la nomina alle cariche di cui al primo comma soggette alla disciplina delle incandidabilità, tra cui quella di presidente di giunta regionale, dimostra che la conseguenza dell’incandidabilità del presidente eletto non è la caducazione dell’intera competizione elettorale, bensì la nullità della elezione dell’interessato».
Opposto il parere di De Luca che proprio ieri ha compiuto 66 anni: «Ancora una volta – afferma Vincenzo De Luca‬ (difeso dagli avvocati Lorenzo Lentini, Fulvio Bonavitacola ed Antonio Brancaccio)‪ – il Tar Campania mi dà ragione, respingendo il ricorso dei 5 Stelle contro di me. Dunque, sono candidato legittimamente, verrò eletto legittimamente e governerò legittimamente.‬ È ora di concentrarsi sui problemi concreti che interessano i cittadini. È ora di dire, con ancora più forza, che disastro sono stati i cinque anni di questo governo regionale che abbiamo alle spalle; che vergogna sono stati i 400 consulenti nominati direttamente dal presidente della Regione, togliendo 15 milioni di euro l’anno dal bilancio regionale, che noi intendiamo direttamente destinare ai disabili ed alle fasce deboli». Poi l’attacco ai Cinque Stelle: « Mi permetto di rivolgere un appello anche agli elettori 5 Stelle perché non disperdano il loro voto inutilmente. Chiedo loro‪ ‪- conclude De Luca -‬ di esprimere la voglia di rinnovamento, dando sostegno e forza alla mia battaglia contro la politica politicante, clientelare e deludente. Sarà un bene per il futuro della Campania».‬ Per Domenico De Siano, parlamentare di Forza Italia, il provvedimento è chiaro: «De Luca sospeso se eletto». «La sentenza è esplicita – dice il senatore – il Tar conferma che è candidabile ma ineleggibile. Se dovesse essere eletto sarebbe subito sospeso Una sentenza durissima che mi auguro non venga strumentalizzata dal candidato Vincenzo De Luca».  Intanto è stata esclusa dalla coalizione di Vincenzo De Luca nella provincia di Salerno, la lista “Il Sud” ispirata dal leghista salernitano Luigi Pergamo che ha annunciato ricorso al Tar.
«Abbiamo le carte in regola – dice Pergamo – sicuramente vinceremo in udienza. Per ora la lista c’è nelle altre realtà della regione Campania».
Si preoccupano, invece, i candidati della lista “De Luca presidente” indeboliti dall’esclusione della civica in provincia di Caserta. Ciò, secondo alcuni candidati in corsa nella formazione deluchiana, potrebbe far abbassare le possibilità di raggiungere il quorum previsto per la conquista di seggi in aula consiliare regionale. «De Luca candidabile
Ma se eletto sospeso»




Un pianoforte per l’estate: Marina Pellegrino

di Olga Chieffi

Questa sera, alle ore 20,30, Marina Pellegrino, inaugurerà, come da tradizione, la rassegna “Estate Classica”, coordinata dalla pianista Nella Pinto, (mamma d’arte e di tastiera della Pellegrino) e dal consulente tecnico Guido Mastroianni, giunta alla III edizione, che ci accompagnerà sino al 6 settembre, per poi sfociare nel debutto dei “concerti di Estate Classica in Costa d’Amalfi”, che vedrà i giovani musicisti vietresi impreziosire con le loro performances le più belle perle della Divina, il tutto nell’ambito del grande progetto culturale nato dai Concerti d’Estate di Villa Guariglia. La giovane pianista, la quale dopo aver ultimato i corsi specialistici di studio con lode e menzione è entrata nell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia presso la classe di alto perfezionamento in musica da camera del M° Carlo Fabiano, principierà la serata con la Sonata op.31 n°1 in Sol di Ludwig van Beethoven. La pagina è costruita su elementi tematici di tenue spessore emotivo ed è interamente rivolta verso l’esplorazione, se così si può dire, della grazia e della tenerezza in un clima fortemente canzonatorio. Questa sonata, infatti, è poco nota perchè poco beethoveniana, nel senso tremendamente sublime che il termine ha finito per assumere. Per ch non sdegni la comicità di Beethoven, il primo movimento è esilarante, con il curioso zoppichìo delle due mani, il secondo tema con il suo andamento da polchetta e il brusco trapasso dal modo maggiore al modo minore, l’inconsueta rete delle tonalità e la famosa frase “zoppa”, non solo mettono di buon umore ma in più momenti muovono veramente al riso. E, altrettanto si può dire di due o tre punti dell’Adagio grazioso per alcune impennate o sbrodolate vocalistiche, che ricordano le fioriture dei castrati. Il finale è un rondò, con una bizzarra conclusione e con alcuni passi che fanno sudar freddo l’esecutore senza lasciar capire al pubblico quali scogli minaccino la gioiosa navigazione della barca. Ricordiamo una Marina Pellegrino entusiasta del Simon Boccanegra rappresentato lo scorso maggio al teatro Verdi di Salerno, ed eccola proporci le Réminiscences dell’ opera, nella visione lisztiana, intensa e universale dell’opera verdiana, un cavallo di battaglia del suo maestro Michele Campanella. Già il termine reminiscenza fa pensare a qualcosa che ci entra in testa e nello spirito dopo l’ascolto, così come l’aura di mistero del preludio a cui seguono i toni guerreschi della sommossa e lo strepitoso finale con la morte di Boccanegra e la sublimazione della storia d’amore della figlia con Gabriele Adorno che sono il giusto coronamento di una esistenza infelice e travagliata del protagonista. La seconda parte della serata verrà inaugurata con i Papillons op. 2 di Robert Schumann datati 1830. Il titolo significa brani graziosi, gentili e l’ispirazione è in parte letteraria: Schumann guarda infatti all’ultimo capitolo di Flegeljahre di Jean Paul Richter “La danza delle maschere”. Papillons è una raccolta di dodici miniature, durante le quali si alternano a brani “oggettivi”, che sembrano alludere al fragore gioioso e collettivo del ritrovo mascherato, brani “soggettivi”, nei quali si consuma il piccolo dramma. Finale con una cavalcata ventre a terra nella Puszta ungherese rappresentata nella impetuosa rapsodia n.7 di Franz Liszt, poco conosciuta al grande pubblico, ma densa di sapore evocativo, con tratti che ci riportano una passione forte e sincera. La solennità delle prime battute viene accoppiata più tardi al dinamismo della danza ed al galoppo sfrenato dei cavalli con la criniera al vento, fedeli compagni degli Tzigani, uomini forti e sanguigni, che vivono creando quel mondo particolare, tipicamente magiaro. Il forte senso rapsodico, così incipiente, lascia intravvedere la solita retorica lisztiana in una letteratura pianistica delle più irruenti, per concludersi in un finale su note forti e profonde, come il richiamo degli stalloni.




Marina Pellegrino: sbarco in Sicilia

La pianista vietrese Marina Pellegrino, è stata ospite domenica, del prestigioso cartellone dell’Associazione Siracusana Amici della Musica, presieduta da Vittorio Genovese. Il direttore artistico Corrado Genovese ha inteso affidare il concerto alla giovane musicista, che si è tenuto presso il Salone Carabelli di via Torres. Marina ha inaugurato il suo récital con il terzo studio dell’op.10, di Fryderyk Chopin “Tristesse” in cui vengono confermati alcuni aspetti del linguaggio pianistico chopiniano, quale il “preimpressionismo”, una radice poetica che sarebbe divenuta dominante solo più tardi, andando a ricercare quei timbri in pagine scritte per aprire nuovi spazi alla tecnica pianistica, ma che hanno inaugurato, invece, un capitolo meraviglioso della storia dell’arte, permettendo al suono del pianoforte di diventare evocativo. Una pietra miliare della letteratura pianistica è certamente la Sonata n°31 op.110 in La bemolle maggiore di Ludwig van Beethoven, che la Pellegrino ha proposto all’esigente platea siracusana. Il primo tempo, che reca la rara didascalia con amabilità, è in forma classica, con esposizione di due temi principali e due secondari, sviluppo, riesposizione e coda. Il secondo tempo è in forma di Scherzo con Trio, e il Trio è una delle più bizzarre e divertenti invenzioni pianistiche di Beethoven, con rapidi e pericolosi incroci delle due mani che hanno messo a dura prova i nervi dei pianista. La tonalità del secondo tempo è fa minore con conclusione in fa maggiore. Nulla di inusuale in ciò, senonché Beethoven considera il fa maggiore come tonalità di dominante di si bemolle minore e senza soluzione di continuità, partendo da si bemolle minore, crea un collegamento tra il secondo tempo e l’Arioso dolente. Nel collegamento viene ricreato pianisticamente un effetto tipico del clavicordo, la Bebung, cioè la ribattitura affievolita di un suono, che la pianista ha splendidamente sottolineato. La volontà di sintesi di barocco e classico si estende così anche agli strumenti oltre che agli stili compositivi, e la Sonata op. 110 è diventata, ancor più della Hammerklavier, un manifesto di storicismo. La prima parte della serata si è chiusa con la Ballata n°2 in Si minore di Franz Liszt in cui è da tenere presente una suggestione letteraria, che rimanda al mito classico di Ero e Leandro. Il giovane Leandro raggiungeva a nuoto tutte le notti la sua amata Ero, sacerdotessa di Afrodite, che teneva accesa una lampada per orientarlo; in una notte di tempesta il lume si spense e Leandro morì annegato. Il corpo senza vita dell’amato, riemerso la mattina seguente sulla riva, indusse la sacerdotessa ad uccidersi, lanciandosi da una torre. Mito di amore e morte, come altri molto amato dagli artisti romantici, fornisce l’orizzonte simbolico di questo brano virtuosistico, percorso da un’angosciosa fatalità. Un ribollire di scale cromatiche ascendenti e discendenti al basso su cui si staglia, quasi ad imitare il vento che spazza l’orizzonte, un tema a note lunghe che riecheggia la traversata a nuoto dell’amante e si conclude su accordi in piano che danno l’avvio ad un sognante frammento tematico, l’incontro tra i due giovani. Un nuova affannosa traversata, in Tempo I, ripropone la stessa sognante risoluzione per aprirsi poi ad un nuovo momento, dal carattere quasi marziale, Allegro deciso, introdotto da secche ottave ribattute al basso. È l’inizio della tempesta, che si espande in crescendo culminante in una zona caratterizzata da scale di ottave spezzate che percorrono tutta la tastiera. Ricompare, con una differente armonizzazione, il tema degli amanti che scivola di nuovo nel drammatico tema di Leandro che nuota; e su questi due episodi, variamente riproposti, si gioca il resto della Ballata, in forma rapsodica come tutti gli esempi di questa forma musicale. La seconda parte del programma prevede il Clair de lune  terzo frammento dalla Suite bergamasque di Claude Debussy, liberamente ispirato all’omonima poesia di Paul Verlain. Il motivo iniziale, dalla forte suggestione timbrica, lascia il passo a un secondo tema in Tempo rubato, fatto di accordi a due mani, cui segue un episodio più mosso e ondeggiante (arpeggi di semicrome nella mano sinistra). La musica si anima poco a poco ma senza mai dare vita a tensioni armoniche: è tutto meravigliosamente sfuocato e sospeso. Il ritorno del tema principale, arricchito ora dai morbidi arpeggi in ppp della mano sinistra, porta alla conclusione del brano, nella quale Debussy alla tradizionale cadenza dominante-tonica preferisce la morbidezza dell’alternanza mediante-tonica. Gran finale con la Fantasia e fuga sul nome BACH in cui Franz Liszt raccoglie gli elementi più caratteristici del suo pianismo, da quelli ornamentali-virtuosistici a quelli costruttivi ed espressivi, distribuiti in un’articolazione di vasto e inimitabile respiro. La composizione si basa sul tema ricavato dal nome BACH in notazione tedesca (ossia formato dalle note si bemolle-la-do-si), che guida l’intero discorso musicale verso esiti di inesauribile varietà. La Fantasia si articola in diverse sezioni contrassegnata ognuna dal cambiamento di tempo e da figure pianistiche caratterizzanti, nelle quali la libertà dell’improvvisazione si salda nella scelta dei momenti e dei motivi determinanti. La Fuga, a sua volta basata sul tema principale, annunciato pianissimo e misterioso, riprende l’elemento cromatico come fondamento della composizione e si distingue dapprincipio per la pensosa serietà della costruzione polifonica, spesso di una monumentale severità, slanciandosi poi nella visionarietà di passi animati da un’espressione pianistica davvero trascendentale. Applausi scroscianti per la Pellegrino che sa coltivare quello squilibrio sotterraneo che a orecchie attente rende ulteriormente inquietante l’ossessività del pezzo, con il pubblico premiato dall’Arabeske in do maggiore di Robert Schumann

Olga Chieffi