Scafati. Sale operatorie dissequestrate, il Pd: “entro un anno riapre il pronto soccorso”

Di Adriano Falanga

<<Dissequestrate le sale operatorie dell’ospedale Scarlato, adesso non vi sono più impedimenti per attuare l’atto aziendale dell’Asl e riaprire, come stabilito, il pronto soccorso>>. La notizia arriva in chiusura di conferenza stampa, e a darla è il consigliere regionale Franco Picarone. Una incontro voluto assieme al collega Luca Cascone, entrambi onorevoli regionali del Pd, per chiarire la posizione del neo commissario alla Sanità e governatore della Regione Campania Enzo De Luca. <<Siamo qui su volontà del governatore, che ci ha chiesto di ribadire con fermezza che la volontà di riaprire il pronto soccorso scafatese non è mai stata messa in discussione – hanno detto i due esponenti piddini – ma anzi, è tutto già scritto negli atti. Il pronto soccorso riapre>>. La conferenza è un tentativo del Pd locale e regionale di “mettere una pezza” alle dichiarazioni di De Luca che volevano la città senza pronto soccorso “perché già c’è quello di Nocera”. Il segretario reggente del circolo locale Alberto Pesce le ha definite <<incidente di percorso>>. Dichiarazioni <<rese in un momento di confusione e decontestualizzate, prontamente strumentalizzate dalle altre forze politiche>> secondo i due consiglieri regionali. Fatto sta che entrambi sono venuti a Scafati per garantire l’impegno nel riportare l’emergenza urgenza a Scafati. <<Il piano ospedaliero è già stato approvato e con l’atto aziendale disposto dal direttore generale dell’Asl Antonio Giordano, che abbiamo incontrato la settimana scorsa, è in fase di attuazione>>. Il dissequestro delle sale operatorie rappresenta la certezza di quanto scritto negli atti, perché spiana la strada all’iter burocratico e procedurale che porterà lo Scarlato in piena operatività. Picarone non ha dubbi: <<non è mai stato in discussione le necessità di riaprire l’ospedale, questo è il messaggio che deve passare così come pure ci è stato chiesto dal Governatore. Il centrodestra di Caldoro con un blitz lo ha chiuso, noi con gli atti lo stiamo riaprendo>>.

Non hanno dubbi: <<siamo qui per metterci la faccia, bisogna avviare tutte le procedure, è necessario far partire i lavori per le sale operatorie, c’è poi la deroga per l’assunzione del personale, il tutto, secondo il direttore Giordano, entro un anno al massimo>>. La venuta dei due consiglieri regionali anticipa anche un sopralluogo <<che De Luca farà presso l’ospedale tra agosto e settembre, salvo imprevisti>>. E per imprevisti viene citata la difficile situazione degli incendi di questi giorni. Tiene a “intestarsi” la vittoria il Partito Democratico, ed è per questo motivo che martedì il gruppo regionale non ha voluto portare in Consiglio la mozione del M5S che impegnava alla riapertura del nosocomio scafatese. <<Cosa dovevamo firmare? Un impegno già preso e avviato? Era solo un tentativo strumentale del M5S di intestarsi la vittoria – sottolinea Picarone – noi mai abbiamo avuto dubbi invece>>. La conferenza si è tenuta presso il Caffè Letterario dell’Istituzione Scafati Solidale. Presenti tutti gli ex consiglieri comunali, oltre a una nutrita fetta del direttivo e di iscritti. Presente a sorpresa anche Nicola Pesce, dato oramai con Art.1. L’ex sindaco ha ribadito la necessità di parlare della Helios: <<a Cappella la gente è furiosa>>. E in conferenza stampa Luca Cascone risponde: <<dopo l’ospedale verrà approfondita anche la questione ambientale, che pure è importante e sentita>>.




Scafati. Pronto soccorso, tornano i partiti ed è di nuovo confusione

Di Adriano Falanga

La riapertura del pronto soccorso dell’ospedale Scarlato è un poco come il cambio di stagione, e così nel caldo di luglio 2017 le forze politiche ritornano ad occuparsi della struttura chiusa nel 2011 dall’applicazione del decreto 49/2010 a firma del commissario per la Sanità Stefano Caldoro. Galeotta è stata la petizione lanciata da un gruppo di cittadini, culminata con il duro faccia a faccia con il governatore Enzo De Luca. In questa occasione l’ex sindaco di Salerno oltre ad una caduta di stile nei modi e nei termini adoperati, ha avuto l’ardire di dire agli attivisti “non sono io l’interlocutore, perché non sono il commissario. Dovete andare a Roma”. Questo è bastato per mettere in moto la macchina politica. Si parte da Monica Paolino, che a sette anni dalla sua prima elezione in Consiglio Regionale si ricorda di aver promesso agli scafatesi battaglia sulla riapertura del Pronto Soccorso. La forzista ha incontrato il vice commissario alla Sanità Claudio D’Amario. <<Come volevasi dimostrare, il vice commissario ha confermato il piano ospedaliero presentato un anno fa, piano approvato dal MEF, che prevede per Scafati il reinserimento nella rete dell’emergenza come Pronto Soccorso. Pertanto, nulla è cambiato e il piano è attuabile>>. Una novità importante, rispetto a chi credeva morto il piano presentato dall’uscente Caldoro poco prima delle elezioni regionali del 2015. <<Il problema è un altro. Se oggi la situazione sanitaria è stagnante è perché non vengono attuati i decreti commissariali. De Luca ha delegittimato i commissari, trovando un sistema alternativo per controllare la sanità in Campania – prosegue la Paolino – Ancora una volta, tutto si riduce ad una questione meramente politica. Come un bambino pretende il suo giocattolo, così De Luca bloccherà la sanità campana, fino a quando non otterrà la nomina di commissario>>. Sulla sponda opposta, oggi scopriamo che anche il piano ospedaliero redatto un anno fa dall’ex commissario Polimeni è attuabile. <<Al netto di questioni tecniche, come il dissequestro delle sale operatorie, e della fondamentale nomina del commissario governativo per la sanità, la volontà della Regione Campania e dell’Azienda Ospedaliera è quella di proseguire lungo la strada tracciata dal Piano ospedaliero approvato e dall’atto aziendale: la riapertura del nostro Pronto soccorso>>.

3-pd-scafati Così in una nota stampa il Pd di Scafati. Lunedi sera il direttivo cittadino ha incontrato il consigliere regionale Franco Picarone e il deputato Simone Valiante, mentre martedì mattina una delegazione ha incontrato il direttore generale dell’ASL Salerno, il dottor Antonio Giordano. <<Il direttore generale ci ha confermato che a breve verranno avviate le procedure legali per la richiesta di dissequestro e che a Settembre partiranno le procedure burocratiche e operative per riavviare la struttura>>. Nel dettaglio non è dato sapere cosa siano le procedure “burocratiche e legali” e neanche quali i tempi certi, suonando quindi di politichese. I democrat, che pure non avevano lesinato critiche al loro esponente di partito nonché Governatore campano, rassicurano: <<Anche il governatore De Luca, come ribadito nella trasmissione di venerdì scorso a Lira TV, è impegnato in tale direzione: nei prossimi giorni, tra l’altro, il Presidente di Regione concorderà un proprio sopralluogo diretto presso la nostra struttura cittadina per verificare in prima persona il da farsi>>. C’è da perderci la testa, De Luca è o non è il referente in materia? E ammesso che lo fosse e alla signora Anna Cioffi avrebbe detto una piccola bugia per levarsela da torno, perché due settimane fa in un evento pubblico disse che Scafati non avrebbe riavuto il ps perché già servito da quello di Nocera Inferiore? Insomma, nulla di nuovo tra l’afa di mezza estate. A Scafati si ritorna a parlare di ospedale, appunto: parlare.

PROCESSO BORTOLETTI, UDIENZA RINVIATA AL 9 gennaio 2018

marraMartedi mattina è stato anche il giorno della prima udienza che vede l’ex commissario Asl Maurizio Bortoletti indagato per falso ideologico. La controparte è il cittadino Pasquale Aliberti, difeso da Brigida Marra. <<E’ stata depositata la lista testi. Ho anche notificato al Ministero, Asl Salerno, Sub Commissario Regione Campania e al Presidente Vincenzo De Luca nonché a tutti i consiglieri della Regione Campania maggioranza e opposizione l’istanza con la quale, li informo ufficialmente non essendo parti nel giudizio, della pendenza del processo per falso nei confronti di Bortoletti e del dato oggettivo rispetto alla falsità dei cinque e dieci minuti>>. L’istanza ha lo scopo di costituirli in mora <<affinché ognuno per quanto di propria competenza intervenga per ripristinare il pronto soccorso a Scafati – spiega la Marra – L’istanza giungerà a tutto il Consiglio Regionale perché mi aspetto che mettano in essere atti concreti nel rispetto di quel principio più volte espresso secondo cui la salute non ha colore politico. Vediamo a quanti sta davvero a cuore>>. Tra i testi l’ex commissario Stefano Caldoro e l’ex assessore Angelo Montemarano. <<Sono quelli che potranno riferire sull’iter amministrativo che ha portato alla dismissione del pronto soccorso e del fatto che il piano attuativo redatto da Bortoletti, contrariamente a quanto dallo stesso asserito, è stato l’atto che ha determinato l’uscita dalla rete dell’emergenza del Mauro Scarlato>>. L’ex commissario si difende sostenendo infatti che la questione dei minuti è in realtà un refuso, e che comunque il tutto è conseguenza del decreto 49. E’ quindi tira e molla sulla responsabilità. Il Comune di Scafati, rappresentato dalla triade prefettizia, neanche questa volta si è costituito in giudizio.




Scafati. Teresa Formisano: “rifarei tutto”. Il punto sul panorama politico

Di Adriano Falanga

<<Rifarei tutto. Ho sempre agito con un grande senso di responsabilità e ho fatto della politica un servizio. Perché non dovrei!?>>. Teresa Formisano, ex capogruppo di Forza Italia, è con Brigida Marra e Carmela Berritto parte della squadra rosa dell’amministrazione uscente, sciolta per infiltrazioni criminali. Tra le tre è stata però quella “politicamente più esposta” e la sua prima esperienza consiliare le ha anche “regalato” un avviso di garanzia per aver convocato un consiglio comunale nonostante il Presidente in carica non sia mai stato impedito. Erano i tempi della “fretta e furia” per chiudere la pratica decadenza di Pasquale Aliberti. Quel Presidente del Consiglio, Pasquale Coppola, con il quale aveva fatto coppia in campagna elettorale, riuscendo a centrare l’obiettivo dell’elezione. Ancora convinta che convocare quel consiglio contro il parere del Prefetto sia davvero stata una scelta giusta? <<Far parte di una squadra significa condividere scelte e percorsi, quindi abbiamo fatto la scelta giusta, tutti insieme>> A due mesi dall’insediamento della commissione, come valuta il loro operato e come trova la città? <<È ovvio che gestire una città non è semplice, soprattutto per chi si trova davanti un percorso già avviato. Siamo ancora all’inizio, difficile giudicare l’operato della Commissione>>. Cosa suggerisce di fare alla triade? <<Di lavorare per il bene della città e di non tralasciare tematiche importanti, come i servizi sociali per continuare a garantire i servizi essenziali alla comunità>> Il comune ha un disavanzo di oltre 31 milioni di euro. Saranno tempi di tagli e stallo per nuove opere e servizi come cultura, politiche sociali, sport, eventi. Vi sentite in parte responsabili? <<Sentirci responsabili per aver messo in campo opere, servizi, cultura, politiche sociali, mi sembra un controsenso. Se solo guardassimo i bilanci dei comuni della Campania ci potremmo rendere conto del difficile momento economico generale in cui versano gli enti>> Farete ricorso al Tar contro lo scioglimento? <<Sicuramente>>. (Il termine ultimo per presentarlo è il 15 aprile, ndr). Sarà ricandidata? <<Troppo presto per dirlo. Dopo quello che è accaduto in questi ultimi mesi lo sconforto è grande, soprattutto quando si è operato in totale trasparenza e nell’interesse del prossimo. Chi vivrà vedrà>> Chi sarà il futuro leader del centrodestra? <<Non ho la sfera di cristallo, ma sicuramente dovrà essere una persona seria, capace di operare per il bene cittadino e di mettere insieme più anime>> E chi invece tra gli alibertiani? <<La stessa cosa>>.

IL RICORSO

maggioranza-alibertiLe elezioni sono lontane, molto lontane. Un anno e mezzo in politica equivale almeno a due o tre “era geologiche” e avere la presunzione di intravedere futuri papabili oggi è fuorviante. Un dato però è certo, tra gli alibertiani c’è un profondo sconforto e senso di ingiustizia, e nonostante la frenetica attività investigativa, ad oggi restano compatti attorno al loro leader indiscusso: Pasquale Aliberti. Presenteranno ricorso al Tar avverso il decreto di scioglimento, Aliberti lo aveva promesso, e questo perché ritengono esserci palesi discordanze con quanto il ministro Marco Minniti ha scritto nella sua relazione, frutto, ovviamente, di una sintesi di quanto prodotto in sei mesi dalla commissione d’accesso voluta dal Prefetto Salvatore Malfi. E se da un lato c’è chi lo sconsiglia, come l’ex assessore Raffaele Sicignano, gli alibertiani sono però convinti che un tentativo vada comunque fatto. E così a firmare potrebbero esserci i fedelissimi: Mimmo Casciello, Brigida Marra, Teresa Formisano, Carmela Berritto, Francesco Vitiello, Alfonso Pisacane, Dalila Borriello, Diego Del Regno (come ex consiglieri comunali) Annalisa Pisacane, Antonio Fogliame, Nicola Acanfora, Giancarlo Fele come ex assessori. In forse Diego Chirico. Come in forse sarà l’adesione di Roberto Barchiesi, con l’ex primo cittadino perno centrale dell’inchiesta Sarastra. Forse pochi per dare un maggior impulso all’esposto, considerato che consiglieri e assessori firmatari non rappresentano l’ex maggioranza eletta (composta da 15 esponenti). Numeri risicati, anche per lanciare le basi di una futura coalizione di centrodestra. E’ chiaro che le indagini ancora in corso (entro settembre dovrà esserci l’avvio del processo) rallentano ogni tentativo di imbastire un ragionamento politico. Anche perché Aliberti in questo delicato frangente non può vestire (almeno ufficialmente) i panni del leader politico. Quanto ai papabili, qualcuno avrebbe scommesso, in altri tempi, su Giancarlo Fele. Ma l’ex vicesindaco non è sembrato voler mettersi a capo della “rinascita alibertiana”, almeno non in questo momento politico.

CENTROSINISTRA IN FERMENTO

3-pd-scafatiDiversa l’atmosfera in casa centrosinistra, da queste parti si parla ampiamente di elezioni. Non comunali però, per quelle c’è tempo e comunque sono conseguenziali alle elezioni politiche e soprattutto al congresso del PD. Si discute all’interno del circolo di via Giovanni 23°, in gioco c’è la futura leadership del partito, importante tassello per determinare il candidato sindaco da opporre al centrodestra e soprattutto al M5S. Non manca nulla ai democrat e in prospettiva congresso sono emerse le tre anime che compongono il circolo. I renziani sono decisamente la maggioranza e a capo c’è la segretaria Margherita Rinaldi, con Michele Grimaldi e Vittorio D’Alessandro per l’ex gruppo consiliare. Buona la rappresentanza di Michele Emiliano, che ha raccolto l’adesione di Marco Cucurachi e Michelangelo Ambrunzo, entrambi consiglieri uscenti. Terza è la componente facente capo al ministro Orlando. A portare avanti la sua candidatura sono l’avvocato Giuseppe Vitiello e una nutrita fetta di ex componenti di “Primavera Non Bussa”, in primis la vice segretaria Regina Scarico. Fuori dai confini del Pd si guarda in ottica elezioni politiche, e in questo contesto ritorna Mirko Secondulfo, che dopo aver guidato Sel ed essere confluito nel Pd, oggi è a capo degli “scissionisti” dalemiani di Articolo 1 – Democratici Progressisti. La nascita di Sinistra Italiana potrebbe rappresentare un trampolino di lancio politico per Raffaella Casciello, già reduce di un brillante risultato elettorale alle ultime regionali. E poi c’è il frenetico e mai stanco attivista in orbita De Magistris, Francesco Carotenuto, a capo del laboratorio politico Scafati Arancione

IL M5S PRONTO AL GRANDE SALTO

1-simLoro continuano a mostrarsi “attivisti”, ma i militanti di Scafati in Movimento sono politicamente maturati e consapevoli che le elezioni comunali del 2019 potrebbero essere la loro grande opportunità. Non parlano di candidature, il M5S è un “partito” al momento appetibile e in una città come Scafati potrebbe rappresentare la “scalata” di qualcuno che ufficialmente non può esprimersi in prima persona. Un po’ come accaduto a Roma, dove si scrive M5S ma tutto sommato, si legge “centrodestra”. I militanti ne sono consapevoli, e seppur hanno intensificato i loro tour in giro per la città a fare proselitismo, tengono ben salde le redini del movimento locale. Fare passi falsi potrebbe compromettere la loro scalata a Palazzo Mayer e l’unico modo per non cadere in errore è parlare di contenuti, prima ancora del contenitore. Tutti al momento sembrano esorcizzare una propria candidatura alla prima poltrona, e gli storici Giuseppe Sarconio o Ivan Piedepalumbo sembrano guardare più alla poltrona da consigliere che al sindacato. C’è tempo ancora, al momento l’imperativo è soltanto uno: evitare scalate esterne e indesiderate. Non risulta essere operativo l’ex candidato sindaco del 2013, Eugenio Panella.

 

 




Scafati. Michele Grimaldi: “si parte dalle macerie. Ricostruire tutto”

Di Adriano Falanga

“La parola d’ordine è ricostruire. Scafati e gli scafatesi sono più forti di un pessimo, il peggiore della nostra storia, ex sindaco”. E’ la ricetta di Michele Grimaldi, già leader nazionale dei Giovani Democratici, e consigliere più votato del centrosinistra nel 2013: quasi 500 voti con la lista “Primavera Non Bussa” a supporto del piddino Vittorio D’Alessandro, a cui poi Grimaldi è subentrato in Assise. “Efficienza e trasparenza della macchina amministrativa, controllo del territorio, manutenzione, attenzione costante ai bisogni dei più deboli e alle opportunità dei più meritevoli. Per farle un esempio, sa che questa amministrazione quest’anno si era dimenticata anche di sollecitare l’ASL a compiere la derattizzazione e la disinfestazione estiva? E poi serve rilanciare Scafati, assegnarle una missione, renderla una città europea in grado di attirare flussi di persone e di investimenti: cultura e vocazione produttiva, riqualificazione urbanistica e filiera dell’eccellenza mi paiono le strade da seguire” le priorità dell’esponente democratico. Una delegazione del Pd incontrerà il prefetto Saladino, anticipa Grimaldi: “Al Commissario chiederemo discontinuità, che nel concreto significa tornare a dare priorità all’ordinaria amministrazione e ai bisogni reali dei cittadini: emergenza sicurezza, problema traffico, questione ambientale, opportunità culturali, sostegno alle attività commerciali e produttive. Credo, inoltre, occorra imparzialità ed efficienza della macchina amministrativa: per questo l’azzeramento di tutti i CdA delle miste, a partire dall’ACSE, e la revisione dei contratti con Geset e Publiparking mi paiono scelte urgenti”. Teme lo scioglimento l’ex consigliere comunale: “Decideranno gli organi competenti. Temo però, purtroppo per la nostra città, che con un ex sindaco sul quale pende una richiesta di arresto per camorra lo scioglimento sarà l’esito definitivo di questa stagione amministrativa: l’ultimo postumo grave danno che il dottore Aliberti arreca alla nostra comunità e al suo futuro”. Nel 2013 è stato a lungo indicato come papabile candidato sindaco, è finito secondo alle primarie. Oggi potrebbe ritornare su quei passi? “Sono onesto. Vivo dal 2012 in apnea, da quando nel silenzio e nell’omertà generale assieme ai meravigliosi ragazzi di PnB montammo un palco a Piazza Veneto e squarciammo il silenzio che vigeva in città, facendo nomi e cognomi, urlando che il re era nudo. Questo è costato grossi sacrifici in termini di affetto, tempo, preoccupazioni alla mia famiglia e alle persone a me più vicine – ricorda Michele Grimaldi – Per questo adesso, per me come per la città, è il tempo di respirare, riflettere, studiare, progettare. Ogni decisione, anche la ricandidatura al consiglio comunale, la vaglierò nei prossimi mesi. Per il momento sono orgoglioso di aver provato a svolgere bene il mio lavoro: in meno di un anno in consiglio ho prodotto oltre quaranta atti ufficiali tra mozioni, interpellanze, interrogazioni, proposte. E per chi fa politica fare il proprio dovere è la cosa più bella”. Possibile ancora il voto in primavera però, e il Pd, come gli altri partiti e movimenti, comincia a guardarsi attorno. Un profilo del candidato ideale deve essere ancora tracciato, sono molte le anime e gli animi divergenti in un partito di ampio respiro come il Pd. Potrebbe valere il detto “tutti sono utili ma nessuno è indispensabile”, e ai margini vi è sempre la corazzata economica delle famiglie Marano e Scarlato.

1-primarie pd “Credo che non sia il tempo dei nomi, ma dei progetti. Per quanto mi riguarda lavorerò per la costruzione di un centrosinistra largo, innovativo, progressista, che segnali una discontinuità netta verso la precedente amministrazione ma anche verso vecchie e sbagliate abitudini del mio campo. Non servono protagonismi personali, o sommatorie di nomenclature o famiglie: alla città serve una squadra, una mente collettiva, e idee e proposte moderne di governo e di cambiamento. E’ finito il tempo della nostalgia – ribadisce Grimaldi – credo debba venire quello nel quale si possano finalmente liberare e rendere protagoniste tante energie diffuse e troppo spesso inascoltate. Il candidato Sindaco dovrà essere né uomo né donna, né giovane né anziano: ma incarnare questo spirito”. Non si sbottona, è chiaro, però un nome di “rottura” con il passato, con le nostalgia citate dal piddino, potrebbe essere anche quello, in salsa rosa, di Margherita Rinaldi, segretaria della locale sezione democrat. “Credo che Margherita abbia ben svolto, con coraggio e determinazione, il compito di guidare un partito che usciva da una pesante sconfitta elettorale e da un commissariamento. La stessa presenza di una organizzazione giovanile forte e ben strutturata è un segno di vitalità importante per il partito. Al prossimo congresso cittadino, che si terrà assieme a quello nazionale, discuteremo e decideremo assieme come proseguire questo lavoro”. Questo significa che ogni ragionamento concreto è rinviato a dopo il congresso, che sancirà la nuova linea politica del partito, e soprattutto i nuovi “capibastone”. Sulla città pesa però l’eredità di Aliberti. “Solo macerie, come l’enorme buco al posto del mai realizzato polo scolastico. Spreco dell’opportunità dei fondi europei, un sito di stoccaggio in pieno centro cittadino, l’assenza di una rete fognaria nonostante tre inaugurazioni, la chiusura dell’ospedale, il fallimento delle politiche sociali, case popolari allegramente occupate da abusivi e da pregiudicati, un bilancio dell’ente in pre-dissesto, l’assenza completa di regole e cura del territorio: solo per fare alcuni altri esempi – continua ancora Grimaldi – Ma la principale colpa del dottore Aliberti mi pare quella di aver diviso la nostra comunità, di averla continuamente spremuta per le sue continue campagne elettorali, di averla svenduta sull’altare dei suoi interessi familiari, economici, politici”.




Scafati. “Non conosco Loreto, né sapevo di Ridosso”. Parla Aliberti

Di Adriano Falanga

“Tutte le liste sono state composte e da me elaborate. Per “Grande Scafati” ho un ricordo particolare: il simbolo è stato disegnato con i colori a pastello davanti al mare nell’estate del 2012 da mia figlia Rosaria”. Così Pasquale Aliberti, rispondendo alle domande di Cronache, e partendo proprio da quella lista a suo sostegno, in cui è stato eletto Roberto Barchiesi, secondo la DDA coordinata dall’ex consigliere provinciale Raffaele Lupo e sulla quale ci sarebbero state influenze del clan Ridosso-Loreto. “L’avv. Maranca (mio amico); Espedito De Marino (musicista ed ex consigliere); Angelo Romano (infermiere); Francesco Abenante (candidato con me nel 2008);Arturo Desiderio (associazione commercianti); Ilaria Iovino (consulente del lavoro); Angelo Porpora (mio tappezziere); Christian Ruotolo (nipote dell’ex Pres. ACSE D’Angolo); Stefano Sensale (candidato nel 2013); Annunziata Strasso (familiare di mia moglie); Giuseppe Tono (ing. mio amico); Roberto Barchiesi e Maria Gallo, mi avevano espresso già mesi prima la volontà di candidarsi – spiega il primo cittadino – Loreto non l’ho mai visto e sentito in vita mia e con Ridosso, che ho scoperto solo qualche anno dopo appartenente ad un clan, avrò scambiato il saluto in luoghi pubblici forse non più di tre volte a mia memoria”.

1-lupo_raffaeleE Raffaele Lupo? “Un personaggio simpatico che mi rimprovero di avere fatto decadere dal Consiglio per le assenze prodotte. In quella circostanza forse aveva anche ragione ma perse la causa al Tar pur difeso strenuamente dal suo amico avvocato Marco Cucurachi. Mai abbiamo fatto un percorso politico comune – ricorda Aliberti – Alle provinciali del 2009 lo contrastai anche con durezza politica per sostenere l’allora vice sindaco Salvati. Alle comunali con Santocchio Sindaco me lo ritrovai in lista con l’ex consigliere D’Alessandro sotto la regia degli Scarlato; e alle ultime regionali mi dicono fosse a sostegno del Presidente del Consiglio Coppola. Forse è stata una sua fortuna non avermi incrociato sul piano politico perché ormai è chiaro che più ci si allontana da me e più è facile ricevere l’assoluzione dei peccati dai miei Santi avversari”.

3-barchiesi carotenutoSindaco, Barchiesi si dimetterà? Dovrebbe farlo? “Secondo me non c’è alcuna vicenda che lo espone alle dimissioni. La mia difesa dell’uomo e del politico nasce dai comportamenti lineari che lo stesso ha avuto in questi anni”.

Lascia anche Carotenuto, perché secondo lei? “Carotenuto fino a ieri ha partecipato alle riunioni con le quali continuiamo a pianificare le cose da realizzare in Città. Il chiacchiericcio relativo al “m’ama non m’ama lo lascio a Marco Predolin”.

Fine mese equilibri di bilancio, voto a rischio dunque? “E’ una notizia, un atto nuovo del Bilancio armonizzato. Sicuramente sarà difficile che i voti contrari dell’opposizione siano in numero maggiore rispetto a quelli espressi sul bilancio preventivo”. Qui Aliberti, velatamente, sottolinea il come in realtà i suoi “dissidenti” in realtà preferiscono astenersi, o assentarsi, piuttosto che esprimere una netta posizione, contraria ovviamente. Ma l’assente è comunque un voto negativo, ai fini della tenuta del consiglio comunale.

Scafati Sviluppo, ha accettato le dimissioni di Mariniello? Chi dovrebbe sostituirlo? “Spero ancora in un ripensamento di Mariniello che sarebbe stato una risorsa importante anche per ricoprire un ruolo in Giunta”. (Giunta però negatagli, ndr)

Grandi opere, Pip, Puc, Polo, ferme al palo. E in città cresce l’emergenza ambientale. Occorrono risposte, quali? “Sulle opere del PIU EUROPA paghiamo le incertezze del Governo della Regione, noi insieme ad altri 15 grandi comuni della Campania. Aspettiamo da mesi di essere convocati per l’accordo istituzionale dopo aver tanto lavorato sulle opere da realizzare. Il PUC è già in fase di avvio per l’adeguamento al PTCP. Il PIP è un guaio ereditato sul quale oltre alla buona volontà e capacità ci vorrebbe una magia. Per la questione ambiente le soluzioni sono: completamento della rete fognaria (in itinere); partenza dei lavori al collettore sub 1 per il canale S. Tommaso; l’inizio dei lavori di dragaggio del Progetto Grande Sarno: siamo stati gli unici a sostenere il progetto contro gli ambientalisti di facciata”.

1-Aliberti RaviottaSindaco, indubbiamente è una situazione difficile, politicamente lei oramai non ha più la squadra uscita dalle urne. È pur vero che l’accordo con Raviotta evita il commissariamento, ma di fatto i numeri non ci sono più. Davvero pensa che il gioco forza ad ogni voto sia il male minore? “In Consiglio Comunale ho la percezione che siano venuti meno rispetto all’inizio soprattutto i voti dell’opposizione. In tutti i deliberati dovrebbero essere nove, raramente sui temi importanti come bilancio o consuntivo i voti contrari sono stati superiori a cinque. Credo che sui numeri ci sia una fase di smarrimento generale o una crisi d’identità, che vale per tutti”.

Chi potrebbe essere il suo erede politico? Una donna lei la sosterrebbe? “Le soluzioni sono diverse perché dopo anni di esperienza credo di aver coltivato una classe dirigente che ormai ha superato il maestro. E’ chiaro che un’idea ce l’ho ma se la tirassi fuori mi darebbero del matto e nessuno ci crederebbe”.

Ha incontrato mai il militante Pd identificato per le molestie? Lo ha denunciato? “L’ho incontrato prima che fosse individuato. Pensavo di lui che fosse un ragazzo impegnato, di qualità, dalla morale alta essendo militante di sinistra. Dopo non ho avuto più modo di vederlo ma mi riferiscono che nella logica della loro usuale difesa di gruppo abbia detto “non ho stato io è stata mia moglie”. W l’Italia”.

Quanto al presunto militante Pd molestatore, i Giovani Democratici in una nota hanno replicato: “Restiamo per l’ennesima volta basiti dinanzi alle ormai abituali uscite fuori luogo del nostro beneamato primo cittadino. Questa volta accusa “i ragazzi del PD” di aver minacciato e molestato telefonicamente la sua persona e la sua famiglia in maniera reiterata e soprattutto di notte. Possiamo anche comprendere la sua voglia di essere sempre al centro dei nostri pensieri – scrivono in un una nota stampa – ma dobbiamo a malincuore comunicare ad Aliberti che questo modo di fare non ci appartiene. Abbiamo sempre condannato chi ricorre a questi metodi meschini e continueremo a farlo fino alla fine dei nostri giorni. Capiamo anche la sua esigenza di spostare altrove il centro del dibattito politico, viste le vicende giudiziari che lo vedono coinvolto da settembre. Aliberti non faccia il vago. Gli vogliamo ricordare che è il sindaco dei molteplici fallimenti che hanno condotto la nostra città in un baratro dal quale difficilmente potremo uscire”.

“L’OPPOSIZIONE? MORALIZZATORI CHE NON PAGANO LE TASSE”

Nicola-Pesce-640x399“La storia ci dirà se ci sono responsabilità sulle vicende giudiziarie e sul voto di scambio che avrei fatto con personaggi che non conosco neppure visivamente”. Così Pasquale Aliberti, in replica alle dichiarazioni dell’ex sindaco Nicola Pesce (in foto). “Scambio di cosa: non ho regalato io milioni di euro ad un truffaldino del nord con l’operazione ex Copmes, non ho trasformato io un’area verde pubblico per ampliare il campo sportivo e realizzare una struttura sportiva privata con una convenzione approvata dal consiglio comunale che è solo cartapesta, non ho assegnato io la realizzazione del Plaza ad una cooperativa formata da attivisti di sinistra per realizzare un centro commerciale dopo che il Comune ha espropriato terreni ai privati a basso costo, non ho dissipato io un patrimonio di 5 miliardi di lire per fare cause in serie su un contenzioso idrico evitabile, non sono stato io ad inventarmi il Pip in un area già urbanizzata, non sono stato io ad inventarmi una società di riscossione tributi tra i cui soci c’era qualche loro militante di partito. Strano che di questa società abbiano perso traccia i giornalisti attenti. Si chiamava COGEST, era formata da noti e influenti personaggi locali e riscuoteva un aggio del 25% dell’accertato: una vera “cammorriata” politica. Per non parlare degli oneri di urbanizzazione non pagati dal loro imprenditore di riferimento o del mancato diritto di prelazione su una parte dell’ex istituto sperimentale, sempre a vantaggio dello stesso personaggio. L’opposizione? Su questi temi assenza totale, solo silenzio, odio, invidia e violenza. Una violenza che non si era mai vista e che non può ergere a moralizzatore chi per una vita intera non ha mai pagato la tassa sui rifiuti. Sono e rimangono ancora oggi, nei comportamenti, gli stessi moralizzatori di ieri”.




Scafati. Acse e rischio blocco dei servizi, interrogazione del Pd

Di Adriano Falanga

La pesante esposizione finanziaria della partecipata Acse, denunciata da Cronache, preoccupa il partito Democratico scafatese. La società che gestisce in house il sevizio di raccolta e smaltimento rifiuti, i servizi cimiteriali e i parcheggi a pagamento, è in una situazione economica “critica” e rischia concretamente la sospensione dei servizi, se il Comune di Scafati non versa puntualmente le rate della convenzione. “Stamattina abbiamo protocollato un’interrogazione a risposta scritta, indirizzata al Sindaco e all’Assessore al Bilancio per sapere perché’ non vengono trasferite all’ACSE le somme necessarie per garantire i servizi pubblici essenziali, quali raccolta dell’umido e lo spazzamento delle strade – scrivono i consiglieri Marco Cucurachi, Michelangelo Ambrunzo e Michele Grimaldi – Si rischia la sospensione dei servizi e il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori. Noi pensiamo che bisogna evitare conseguenze disastrose”. I tre esonenti del gruppo dei democrat in consiglio comunale (manca il capogruppo Nicola Pesce, ndr) hanno anche chiesto ufficialmente al primo cittadino i motivi per cui ancora non sono stati installati in città i tabelloni per la pubblicità elettorale riguardo il referendum del 17 aprile. “Abbiamo chiesto il rispetto delle norme di legge e soprattutto della democrazia – Non è tollerabile che, a meno di dieci giorni dal voto del 17 aprile, in Città non siano stati ancora predisposti i tabelloni per la propaganda elettorale e l’affissione dei manifesti” chiosano Cucurachi, Ambrunzo e Pesce. I tre, contrariamente a quanto sembra prevalere dall’azione politica del governo centrale di Matteo Renzi, sono sostenitori del Si.




Scafati. D’Alessandro lascia. In consiglio comunale Michele Grimaldi

Di Adriano Falanga

Come Cronache aveva anticipato martedi, sono arrivate ieri mattina le dimissioni ufficiali di Vittorio D’Alessandro, ex candidato sindaco e capogruppo consiliare del Partito Democratico, gli subentra Michele Grimaldi. “Entra una persona perbene munita di grande capacità e pronto a dare il suo contributo alla battaglia di civiltà che, anche grazie a lui, da anni stiamo portando avanti per il ripristino delle più’ elementari nozioni di legalità che a Scafati sono state soppresse da molto tempo. Resto a disposizione del partito e continuerò a fare la mia parte”, così l’avvocato, destinatario nell’ultimo anno di una bomba carta presso l’abitazione di famiglia e di lettere anonime denuncianti presunti abusi edilizi. Il tutto tra un vortice di polemiche ovviamente. Ringraziamenti al capogruppo dimissionario da Margherita Rinaldi, segretaria cittadina: “ha sempre mostrato fermezza, polso e coraggio in momenti topici dell’azione politica, che hanno contribuito alla crescita ed all’affermazione dei principi di unità e solidarietà”. L’alternanza con Grimaldi a metà legislatura è un accordo elettorale siglato fin dalle elezioni del 2013, che hanno visto il giovane ex segretario nazionale dei Giovani Democratici raccogliere il miglior dato elettorale dell’intero centrosinistra, ma non entrare in consiglio per il mancato raggiungimento del quorum della sua lista: Primavera non Bussa. “Si avvicendano due persone profondamente per bene sotto ogni aspetto, morale e politico. Il mio personale ”in bocca al lupo” a Michele per questo nuovo percorso” aggiunge la Rinaldi. Grimaldi sarà in aula già per il tanto atteso consiglio comunale del 17 novembre, sarà lui a votare la decadenza di Pasquale Aliberti. Non si sbottona il leader di Primavera non Bussa, per ora solo ringraziamenti a chi ha creduto in lui. “A chi si è svegliato all’alba per fare volantinaggio, chi ha percorso chilometri per il porta a porta, chi ha montato i palchi, chi ha studiato proposte e soluzioni, chi ha dato consigli, chi ci ha messo la faccia, chi si è candidato, chi ci ha creduto e chi non ha mai smesso di crederci”.




Scafati. Nuovo piano viario, il Pd: “Quali i criteri che l’hanno determinato?”

A breve dovrebbero andare in vigore le modifiche al nuovo piano viario. In particolare l’inversione del senso di marcia di corso Nazionale, e il divieto di sosta lungo il lato sinistro nel tratto uscita casello Autostrada/via Buccino. Alluopo, il Pd Scafati pone domande all’amministrazione Aliberti:

“Sono settimane che imperversa nella città la discussione tra l’Amministrazione Comunale e la Consulta dei Commercianti riguardo l’attuazione del nuovo piano viario che dovrebbe coinvolgere, nella sua rimodulazione, gran parte del territorio cittadino, con maggiore attenzione per Piazza Vittorio Veneto, Corso Nazionale e Via Martiri D’Ungheria. Tale adozione sembra ormai prossima, tanto che potremmo addirittura svegliarci domani mattina e ritrovarci sotto casa un senso unico che prima non c’era. Tuttavia ancora non è dato sapere le modifiche effettive al piano viario quali saranno, ne’ ci risulta sia stata fatta una simulazione per verificare l’effettiva gestione dei flussi di traffico che quotidianamente bloccano Scafati. Come Partito Democratico ci poniamo alcune domande importanti che speriamo trovino una pronta risposta da parte dell’Amministrazione Aliberti. Poiché le esigenze principali che una rimodulazione del piano viario  dovrebbe sottendere sono il miglioramento nelle condizioni di circolazione, il miglioramento della sicurezza stradale, la riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico, il contenimento dei consumi energetici e, soprattutto, il rispetto dei valori ambientali, ci chiediamo: Quali studi sono stati effettuati per la rimodulazione dei sensi di marcia? Quali sono state le modalità, visto che non ci risulta effettuata alcuna simulazione? Se tali studi sono stati fatti, è possibile prenderne visione, in modo da poter valutare gli effettivi benefici insieme ai cittadini? Se questi studi non sono stati fatti, come è pensabile attuare un nuovo piano viario senza aver studiato l’effetto che questo possa avere, anche a livello ambientale, sulla città?”




Scafati, Decadenza Aliberti, Fdi: “camorra politica”.

Di Adriano Falanga

Sulla decadenza del primo cittadino Santocchio non si risparmia e parla di “camorra politica” perché: “piuttosto che risolvere i problemi della città pensano a come ricandidarsi, nonostante i problemi giudiziari che coinvolgono sindaco, moglie, fratello, staffista e segretaria comunale. Noi chiediamo le dimissioni, oppure, se non ha i numeri per una mozione di sfiducia, noi siamo disposti a votarla”. Anche Salvati, ex vicesindaco proprio di Aliberti, parla di Puc: “Aliberti e Mesolella mentivano sapendo di mentire, quel Puc non poteva mai essere approvato in Provincia, lo hanno usato per la campagna elettorale di Monica Paolino. La città deve sapere che siamo ritornati al punto di partenza, il Puc è all’anno zero”. Chiude ogni ragionamento con questa maggioranza Cristoforo Salvati, perché: “di fronte ai problemi giudiziari del sindaco, garantismo a parte, bisognava aprire una riflessione. Questa invece è una maggioranza senza cervello, fatta da ex staffisti”. Immagina una città più vivibile Fdi: “chiedemmo tre zone parcheggio in via Passanti, via Roma e corso Nazionale, ci bocciarono”. Poi la stoccata: “Aliberti, indagato per motivi gravi oramai noti e rinviato a giudizio per falso ideologico, continua a raggirare la legge e usa l’abuso edilizio quale espediente per una decadenza pilotata”. Infine, il capogruppo parla di future elezioni: “C’è un buon rapporto con il Pd, quello lontano dal familismo e dai palazzinari (tra le righe il riferimento è a Michele Marano, ndr)”. Chiariscono che il candidato sindaco resta Cristoforo Salvati, nome che può essere messo in discussione qualora si aprisse un confronto con il centrosinistra, purchè sia proposto un nome nuovo, lontano dalle vecchie logiche e non legato sia direttamente che indirettamente a ex sindaci” ed anche qui, il riferimento è al costruttore ex suocero di Francesco Bottoni. Da Mario Santocchio un augurio: “il presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola ha mostrato di voler bene alla città, mi auguro si unisca al progetto”.




Scafati. L’opposizione: “Aliberti sta diventando un caso umano”

Di Adriano Falanga

“Aliberti sta diventando un caso umano in una sola parola patetico. Io sono pronto a firmare le dimissioni insieme ai suoi”. Il commento di Mario Santocchio, sulla decisione del sindaco di creare un contenzioso per la decadenza. Ipotesi fatta ad arte e su cui mi opporrò – prosegue il consigliere di Fdi – è la riprova che Aliberti utilizza la macchina comunale per le sue ambizioni politiche e non per risolvere i problemi dei cittadini, spero che al più presto chi di dovere prende atto di ciò”. Sulla stessa scia anche il capogruppo di Fdi Cristoforo Salvati: “Provvedimento adottato da un dirigente a termine sottoposto al potere politico, ritengo un procedimento viziato da chi calpesta la legge infischiandosene del ruolo istituzionale che ricopre e delle delicate indagini a cui è sottoposto dagli inquirenti”. Chi si aspettava diversamente resterà deluso, perché è deciso ad opporsi strenuamente anche Angelo Matrone (in foto): “fino ad oggi ho sempre avuto rispetto per la maggioranza, non credendo ai miei colleghi che la dipingevano male a priori. Ma di fronte a una scelta simile del sindaco io mi opporrò e farò opposizione dura”. Dal Partito Democratico c’è cautela, vogliono vedere prima gli atti i consiglieri Vittorio D’Alessandro e Marco Cucurachi: “Attendiamo di conoscere gli atti e poi valuteremo. Se sarà portata per futili ed inesistenti motivi si potrebbe pensare ad un espediente preordinato per eludere la normativa, quindi solleveremo il caso a tutti i livelli istituzionali”. Dalla maggioranza il “dissidente” Pasquale Vitiello è laconico: “non credo che in questo momento la decadenza sia la priorità di e per Scafati. Ad ogni modo prima dell’incompatibilità si può liberamente scegliere le dimissioni”.