Universiadi: Pasquino presidente

di Andrea Pellegrino

Per l’intera campagna elettorale ha seguito Vincenzo De Luca e per lui era stato indicato ogni tipo di incarico regionale, dal vicepresidente in giù. Ora “finalmente” l’incarico per Raimondo Pasquino è arrivato. Già rettore dell’Unisa, già presidente del Consiglio di Napoli ed attuale (ancora per poco) commissario del Cstp di Salerno, Pasquino, un tempo demitiano, oggi deluchiano approda direttamente alla presidenza del comitato direttivo dell’agenzia regionale per le Universiadi che si terranno in Campania nel 2019. Accanto a Pasquino sono stati nominati anche il professore Mario Di Marco e il dottor Cesare Mastrocola, indicato dal Cusi. In verità, l’incarico è a titolo gratuito e ha la durata di tre anni ma, almeno per quanto riguarda Pasquino, ha valore soprattutto politico. Ora sempre per l’agenzia regionale, creata ad hoc per l’evento ci sarà da nominare il direttore generale che sarà scelto secondo i criteri individuati dalla giunta regionale della Campania. Sempre a proposito di nomine regionali, Giuseppe Parente è il nuovo commissario ad acta per l’attuazione da parte dei Comuni di adesione all’Eic, ossia l’ente idrico campano. Parente, in particolare si occuperà dei comuni dell’ambito Sele, ossia da Agropoli fino Vibonati.




Cstp, quattro aziende in sopralluogo. Bando verso la proroga

di Marta Naddei

Quattro aziende hanno già bussato alla porta del Cstp. L’azienda di trasporto pubblico locale pare faccia gola a parecchie società del settore, tra cui anche alcuni colossi del tpl sia di carattere regionale che di carattere nazionale.
Si susseguono, infatti, le acquisizioni di atti ed i sopralluoghi presso i depositi aziendali di tecnici ed ispettori delle società che sarebbero interessate alla rilevazione del ramo d’azienda del Cstp. Fino a questo momento sarebbero quattro le aziende pronte a versare almeno 5 milioni e 802mila euro per prendersi i servizi offerti sul territorio cittadino e provinciale dallo storico Consorzio salernitano trasporti pubblici. Si tratta, nello specifico, del Cotrac (Consorzio trasporti aziende campane) guidato da Simone Spinosa – che già nel 2012 prese parte alla manifestazione di interesse indetta dalla Provincia di Salerno, risultando poi essere l’unica idonea prima che il progetto naufragasse.
In corsa anche A.Ir Avellino che, nel maggio dello scorso anno, già aveva avanzato l’ipotesi di acquistare le linee del Cstp.
Non ci sarà, invece, Arriva Italia, almeno non nelle vesti che conosciamo: il colosso dei trasporti, infatti, ha preso parte all’ispezione a Salerno per tramite di una sua società controllata, la Sia di Brescia.
Infine c’’è Bus Italia, da sempre interessata alle sorti del Cstp ed al mercato salernitano tanto da aver costituito un’Ati, alla fine del 2014, proprio con la società salernitana al fine di partecipare al bando regionale per l’affidamento dei servizi, all’epoca indetto dall’assessore ai trasporti Sergio Vetrella e poi ritirati dalla nuova amministrazione De Luca nel corso del 2015. E proprio l’interessamento di Bus Italia potrebbe portare ad uno slittamento dei termini di scadenza del bando di vendita.
L’azienda di tpl di  proprietà delle Ferrovie dello Stato avrebbe chiesto al Ministero dello sviluppo economico, che ha nelle mani tutte le decisioni inerenti al Cstp (in virtù del regime di amministrazione straordinaria), una proroga di oltre un mese della scadenza dei termini per presentare le offerte. La data attualmente fissata è quella del 19 aprile: entro quel giorno dovranno pervenire i plichi contenenti le offerte di acquisto per il Cstp.
Un periodo di tempo che, per Bus Italia, è concomitante con la partecipazione ad un altro bando di gara, indetto in Valle d’Aosta. Circostanza che ha indotto i vertici societari ad inoltrare istanza al Ministero al fine di ottenere uno slittamento dei tempi della procedura salernitana. Proroga che avrebbe ricevuto l’ok da Roma con la nuova data che sarebbe stata fissata al 20 maggio (la richiesta iniziale di Bus Italia era il 30 maggio). Dal Ministero, però, la palla sarebbe stata passata al Comitato di sorveglianza che si occupa del caso Cstp che, però, non avrebbe alcuna autorità se non quella di esprimere un semplice parere in merito.
Ma la strada verso la proroga del bando dovrebbe essere comunque spianata, anche se l’azienda di piazza Luciani necessita di chiudere la partita in tempi strettissimi.




Ecco la giunta di De Luca, Bonavitacola vice

di Andrea Pellegrino

Vincenzo De Luca entra a Palazzo Santa Lucia e vara la nuova giunta. Questa mattina ha varcato il Palazzo da un ingresso secondario, ha preso possesso della stanza e ha presentato, nel corso di una conferenza stampa la nuova giunta. Il deputato salernitano Fulvio Bonavitacola sarà vice con deleghe all’Urbanistica e all’Ambiente. Ora dovrà lasciare il posto a Montecitorio. Nell’esecutivo regionale prevale la presenza femminile. I nuovi assessori  sono Serena Angioli (Fondi europei), Livia D’Alessio (Bilancio), Valeria Fasciobe (Start up e internazionalizzazione), Lucia Fortina (Scuola e parti opportunità), Chiara Marciani (Formazione e lavoro), Sonia Palmieri (Patrimonio e risorse), Amedeo Lepore (attività produttive).   De Luca conserva per sè le deleghe a Trasporti, Cultura, Agricoltura oltre alla Sanità che è commissariata. Quattro i consiglieri del presidente: Sebastiano Maffettone, Francesco Caruso, Paolo De Ionna e Mario Mustilli. Nessun incarico per il già rettore dell’Unisa Raimondo Pasquino.




Cstp pronto il patto col colosso BusItalia

di Marta Naddei

La storia si ripete. Il nome di BusItalia torna ad essere accostato a quello del Cstp in maniera sempre più insistente. Nella giornata di ieri, presso la sede di piazza Luciani dell’azienda di trasporto pubblico locale, si è tenuto un vertice con i tecnici della società partecipata del gruppo delle Ferrovie dello Stato che effettua il proprio servizio in Nord Italia. Sullo sfondo, il bando per l’affidamento dei servizi di tpl indetto dalla Regione Campania alla fine dello scorso mese di ottobre e la cui prima tappa è prevista il prossimo 10 dicembre con la fase di prequalifica delle aziende. La situazione del Cstp, stretto tra l’atteso pronunciamento del Ministero sul piano di risanamento, l’effettiva capacità di tenuta e i criteri stringenti della gara d’appalto regionale, non è certamente delle migliori. In buona sostanza, così com’è – ed alla stregua di tantissime aziende di trasporto dell’intero territorio regionale – la società pubblica di trasporto salernitana non avrebbe le carte in regola per affrontare una sfida così ardua. Ed è qui che entrerebbe in gioco BusItalia. Di fatto, è duplice la strada da percorrere: o presentarsi in associazione temporanea di imprese alla gara oppure procedere con una cessione di ramo d’azienda al colosso settentrionale dei trasporti, mettendosi così al sicuro e scindendo l’azienda in due. Più remota, invece, l’ipotesi che Cstp possa finire interamente nelle grinfie di Busitalia, venendo assorbita in toto. Il tutto, sempre in attesa che il Ministero del Lavoro dia il suo definitivo via libera al piano di risanamento aziendale, con l’ingresso del Cstp in amministrazione straordinaria. L’approssimarsi della prima scadenza ha così accelerato i tempi di ragionamento e trattativa tra le due parti e così, ieri, il collaboratore societario ed ex dg Antonio Barbarino con alcuni tecnici aziendali ha incontrato gli emissari di Busitalia. E quello di ieri, pare non essere stato nemmeno il primo incontro, dopo i primi che hanno riguardato aspetti più strettamente societari. Nel summit di ieri, infatti, dovrebbero essere stati analizzati nel dettaglio i numeri del Cstp – a partire da quello dei dipendenti – lo stato dell’arte del parco mezzi e l’organizzazione attuale del servizio – sia a livello urbano che provinciale. Insomma, una sorta di planning per riuscire a far arrivare, in un modo o nell’altro, la storica azienda salernitana pronta all’appuntamento con le gare per l’affidamento del servizio (un appalto che avrà una durata di nove anni). Presto, dunque, dovrebbe essere trovata la quadratura del cerchio e il Cstp potrebbe dire addio alla crisi che l’ha investito dal 2011.




Studenti assieme ai docenti contro la laurea a Bonanni

di Francesco Carriero

La bufera di polemiche inalzatasi sul conferimento della laurea Honors Causa al segretario della Cisl Raffaele Bonanni, sembra non volersi placare. Se da un lato si cerca di stemperare le polemiche, appellandosi alla regolarità e trasparenza delle procedure utilizzate in seno ai vertici del campus salernitano, dall’altrà la petizione on line lanciata da oltre 160 docenti, continua ad incassare consensi, sforando quota 750 firme. Il già rettore Raimondo Pasquino, marginalmente coinvolto nella vicenda, ha preferito non commentarla, riservadosi di farlo dopo la cerimonia di lunedì, alla quale, dice: “Parteciperà assieme a tutti quelli che ritengono che il conferimento dell’onoreficenza a Bonanni non sia una cosa sconveniente”. Ma a schierarsi dal lato dei professori che dicono no al ricoscimento, ci sono le associani sdi studenti, in particolare “L’Altra Unisa” che per lunedì, vista anche la presenza del ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini, daranno vita ad una manifestazione di dissenso in piazza del rettorato. «Preso atto del forte dissenso della componente docente dell’Ateneo e delle circa 160 firme già raccolte al fine di bloccare i procedimenti messi in atto dal Senato Accademico e dal Rettore Aurelio Tommasetti – scrivono in una nota gli studenti de “L’altra Unisa” – ci sentiamo di allinearci ai loro esposti in netta contrapposizione alle dichiarazioni dei componenti degli organi d’Ateneo e del criterio utilizzato per giudicare i meriti tali per conferire la suddetta onorificenza al sindacalista abruzzese. Individuiamo incongruenze e sospetti di clientelismo e favoreggiamento del sindacato in questione (di maggioranza all’interno degli organi del campus) e criticità nella linea politica mantenuta dalla Cisl negli ultimi anni in connivenza al progetto neo-liberista delle larghe intese dello smantellamento, dello stato sociale e della distruzione del contratto di lavoro nazionale. Alla luce di ciò i ‘meriti’ di Bonanni ci sembrano solo quelli di trasformare in merce il lavoro e le persone, fattori che non costituiscono componenti decisive per attribuire una laurea». Gli studenti, inoltre approfitteranno della presenza del ministro per fare alcune rivendicazioni, su temi riguardanti il sistema universitario ritenuti fondamentali: «La presenza della Giannini – continuano – rappresenta per noi l’occasione di avere da parte sua chiarimenti su alcuni temi di importanza fondamentale per l’istruzione pubblica italiana: chiediamo il finanziamento pubblico esclusivo per le Università pubbliche, con il rigetto totale di ogni proposta riguardante il prestito d’onore; chiediamo un concreto piano programmatico nazionale sul diritto allo studio; chiediamo l’eliminazione di ogni inasprimento dei criteri per l’accesso alle borse di studio e la destinazione di nuovi fondi destinati al welfare studentesco per coprire anche la voce dei cd. “idonei non beneficiari”; chiediamo la revisione riguardanti le normative sui tirocini, assicurando retribuzione e rimborsi spese, eliminando l’unico sfruttamento (talvolta obbligatorio) legalizzato; chiediamo che atenei e scuole siano considerati risorse da finanziare e non voci di spesa da tagliare: chiediamo la piena attuazione del principio di autodeterminazione con la possibilità di scegliere il proprio percorso di studi senza alcun vincolo esclusivo. Affermiamo no al numero chiuso, come ex art. 34 “la scuola è aperta a tutti”. Riteniamo che sia necessario, da parte del Ministro, confrontarsi con gli studenti e le organizzazioni che li rappresentano per poter affrontare discussioni sulla scuola, l’università e la ricerca. Il non presentarsi alla seduta del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari è il palesarsi di una volontà contraria al confronto con le compagini studentesche, ragion d’essere del suo mandato ministeriale. Ci risultano inoltre del tutto inappropriate tali dichiarazioni della rappresentanza studentesca : “Riteniamo inopportune le posizioni e i modi di espressione del dissenso, al di fuori del sistema democratico di governance del nostro ateneo’’». Lunedì si preannuncia, quindi, una giornata incandescente per l’intera Università degli Studi di Salerno.




Unico addio, ticket urbano a 1 euro

Anche la Cstp, sulla strada della Sita e Trenitalia (che gestisce anche la metropolitana di Salerno) propone il biglietto aziendale. Nuovo anno, nuove tariffe insomma per i viaggiatori assidui di Cstp, che beneficheranno di un risparmio del 10/15%, a seconda del sistema di trasporto che si sceglie. I nuovi titoli di viaggio avranno la stessa struttura tariffaria dei biglietti “Unico”, ma con prezzi più convenienti. La quasi totalità delle aziende Unico stanno insomma uscendo dal consorzio per tornare all’antica autonomia. Novità anche per la metropolitana: il biglietto per la singola tratta costerà un euro, come è stato più volte annunciato. Ma è in vigore una tariffazione che prevede soluzioni diversificate a seconda delle esigenze degli utenti con biglietti giornalieri, per il weekend, settimanali, mensili e annuali. I ticket sono acquistabili nelle stazioni Centrale ed Arechi e già in diversi punti vendita in città. Resterà comunque valido fino alla fine di aprile il doppio regie di tariffazione con sistema Unico che continuerà a funzionare come sempre: 1,30 per 90 minuti e la possibilità di usufruire, nello stesso arco temporale, anche dei mezzi del Cstp. Il biglietto orario per l’area suburbana sarà di 1,10 euro, mentre 1,00 per l’area urbana. “Una volta approvata la delibera comunale, con il consenso anche della Provincia, aggiungeremo questo nuovo biglietto aziendale per fidelizzare i clienti e apportando loro un risparmio”-ha spiegato l’assessore comunale alla Mobilità, Luca Cascone. L’ assessore sta inoltre lavorando ad un accordo contrattuale che preveda un biglietto integrato Cstp-metropolitana: «È nell’interesse di tutti – ha detto – arrivare ad una soluzione unica e condivisa sia per agevolare l’utilizzo indistinto dei due sistemi di trasporto che per non gravare troppo sulle tasche dei viaggiatori. Con due singole bigliettazioni ogni spostamento costerebbe il doppio e questo potrebbe rappresentare un problema per molti». Una riunione operativa potrebbe tenersi già nei prossimi giorni per tracciare le linee guida dell’accordo. Intanto sono partite le agevolazioni con la bigliettazione autonoma, con 20 centesimi di risparmio e con la possibilità di abbonamenti e altre agevolazioni.

Maria Rainone




Tagli ai salari, vendita di immobili e bigliettazione aziendale Cstp, la cura Pasquino per la salvezza

Stipendi ridotti, cessione di Palazzo Luciani e di uno dei depositi aziendali. Sono queste alcune delle misure salienti del piano industriale del commissario straordinario del Cstp, Raimondo Pasquino, e che ieri sono state illustrate ai soci nel corso dell'assemblea. Torna, dunque, prepotente la richiesta di sacrifici ai lavoratori dell'azienda di trasporto pubblico locale. Una serie di provvedimenti che ora, a seguito della ricomposizione del puzzle dei contratti di servizio, dovrà essere messa nero su bianco ed inviata al ministero del lavoro per l'approvazione. Lunedì lo stesso commissario Pasquino incontrerà i rappresentanti dei sindacati di categoria proprio per discutere delle misure inerenti i lavoratori, in primo luogo il prolungamento della cassa integrazione. Tra le novità anche la bigliettazione aziendale sulla quale si inizierà a lavorare dal nuovo anno in poi: fino al prossimo mese di maggio, data in cui il consorzio Unico chiuderà i battenti, ci sarà la possibilità di una tariffazione combinata. A quanto pare i costi dei futuri titoli di viaggio si suddividono secondo due categorie: la corsa singola costerà un euro; il biglietto da novanta minuti costerà un euro e dieci centesimi. Passate le festività natalizie, nella prossima assemblea dei soci che sarà convocata nel mese di gennaio, sarà affrontata la questione della definitiva uscita dalla liquidazione della società. Un passaggio che, di fatto, non è stato ancora completato. Il cammino per portare il Cstp verso un porto sicuro è ancora molto lungo.
(man)



Piccolo: «Un campus a misura di studente»

Con l’avvento del nuovo rettore Aurelio Tommasetti, si proiettano progetti differenti per il futuro del Campus e per un continuo miglioramento delle attività universitarie. A contribuire a queste novità è il pro rettore Antonio Piccolo che sostiene di volere un Campus sempre più all’avanguardia e sempre più usufruibile per gli studenti, con quanti più mezzi a disposizione per garantire uno studio adeguato a ciascuna facoltà e facendo sì che i laureati abbiano una preparazione completa e un bel ricordo degli anni di studio. Per attuare ciò sarà necessario un dialogo continuo con i giovani e un occhio sempre attento alle loro problematiche ed evitare che sorgano malcontenti fra gli studenti che sempre dovrebbero essere a loro agio per affrontare serenamente il corso di studi scelto. «L’azione del mio mandato sarà focalizzata nel favorire il rettore nell’opera di valorizzazione del patrimonio di risorse umane dell’università e in particolare dei giovani. Sarà pertanto mio compito avere un contatto e una collaborazione con le associazioni dell’ateneo così da ascoltare i docenti, il personale tecnico, l’amministrazione e soprattutto gli studenti che quotidianamente popolano l’ateneo». Ciò è per mettere in rilievo che all’interno dell’università sicuramente ci sono molti ambiti ma che il nucleo vero e proprio dell’attività dell’ateneo è incentrata sugli studenti e quindi favorire anche le borse di studio per gli studenti più meritevoli di ottenerla, finanziamento di stage e collaborazioni con aziende nazionali ed europee per favorire un approfondimento nei nuclei lavorativi. Antonio Piccolo parla in qualità di pro rettore ma soprattutto conoscendo quanto accade all’interno dell’ateneo visto la sua precedente esperienza nell’Adisu e ben conosce quali sono le problematiche che attanagliano il Campus e quali sono invece i punti forti che rendono l’università degli studi di Salerno una delle più importanti sul suolo Campano e nazionale. «L’università degli studi di Salerno deve essere vista come istituzione e quindi per questo giusto che venga valorizzata come per la sua proiezione nel futuro e che il suo scenario venga sempre più ampliato evidenziando l’eccellenza dei servizi universitari fra cui la qualità della ricerca che ha assunto grande rilievo a livello nazionale». Il desiderio è che gli studenti possano essere messi ad un livello tale di preparazione da poter competere poi in qualsiasi ambito e sia a in Italia che in Europa e perché no anche all’estero. Francesca D’elia




Pasquino si è fatto cacciare dall’UdC

di Andrea Pellegrino

Da buon democristiano si è fatto mandar via, seguendo un copione noto. Il rettore (ancora per un mese) dell’Ateneo salernitano e presidente del Consiglio comunale di Napoli, Raimondo Pasquino, ieri ha ricevuto il benservito da Lorenzo Cesa. Il motivo? La votazione favorevole di Pasquino, insieme al suo collega di aula Lebro (anche quest’ultimo mandato via dall’Udc), al bilancio del Comune di Napoli. Insomma il rettore salernitano ed il suo collega hanno sostenuto la linea de Magistris, facendo, naturalmente infuriare i vertici dell’Udc. Fino all’epilogo di ieri, quando Cesa ha indicato la via d’uscita a Pasquino e ai dissidenti. «Comportamento inspiegabile», per il deputato Giuseppe De Mita, seppur c’è chi giura che il rettore ormai da mesi avrebbe chiuso un accordo con il Pd. Lo stesso partito democratico (con riferimento alla corrente deluchiana) che l’avrebbe posizionato al vertice della gestione commissariale del Cstp. Dunque, più che un contentino post rettorato un vero e proprio incarico politico. D’altronde il feeling con De Mita, quindi con l’Udc, si sarebbe rotto all’indomani della mancata candidatura al Senato della Repubblica, seguita poi dal mancato incarico nell’esecutivo regionale dopo le dimissioni di De Mita jr dalla giunta Caldoro. Il voto favorevole al bilancio di de Magistris, dunque, altro non sarebbe stato che l’ultimo atto politico di una exit strategy già delineata mesi fa. Salvo ripensamenti o ultime trattative, Pasquino ben presto potrebbe anche ufficializzare la sua adesione al Partito democratico.




Consiglio di Stato: altri 2 mesi per la Lenzi

La Regione Campania ha circa due mesi di tempo per nominare il nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno, e altri dieci giorni per trovare una intesa con l’Universita’ degli Studi di Salerno. Lo stabilisce una ordinanza del Consiglio di Stato, chiamato a pronunciato sui ricorsi presentati da Regione Campania, Universita’ di Salerno, Azienda Ospedaliera Universitaria e il suo direttore generale, Elvira Lenzi per chiarire la legittimita’ del ruolo di quest’ultima. Rispetto la notifica dell’ordinanza emessa dalla terza sezione del Consiglio di Stato, la commissione regionale che dovra’ valutare i curricula degli aspiranti manager, e, infine il presidente Stefano Caldoro, avranno a disposizione due mesi e dieci giorni per scegliere il successore dell’attuale direttore generale, e dieci giorni per trovare quella “intesa” con l’Universita’ di Salerno. Elvira Lenzi, che ha gia’ avanzato la sua candidatura, presentando il vasto curriculum, resta quindi in carica con piena legittimita’.