Scafati. I gialli di Palazzo Mayer: Casciello, De Quattro, Barchiesi e il molestatore Pd

Di Adriano Falanga

Tempo d’Estate, tempo di ombrellone e di lettura sdraiati al sole. Per chi dovesse annoiarsi con i soliti cruciverba, o le riviste di gossip o trova pesanti i grandi classici, una mano può darvela Palazzo Mayer. Palazzo di città infatti in questa calda estate 2016 è una miniera di “gialli”. E’ un giallo la composizione dell’attuale maggioranza, sono un giallo le dimissioni di Pasquale De Quattro, è un giallo la posizione di Roberto Barchiesi, è un giallo il lavoro dell’Antimafia che va avanti dal settembre 2015, è un giallo anche la relazione della commissione d’accesso, che manca da giorni dagli uffici del Comune, nonostante abbia chiesto una proroga fino a settembre. E’ un giallo la compatibilità di Mimmo Casciello a vice presidente Acse. Questi, raccontano i muri della casa comunale, sembra chiedere insistentemente un documento dalla segretaria comunale Immacolata di Saia che attesti la sua compatibilità, di contro, la professionista casertana lo avrebbe “scaricato” al ragioniere capo e titolare dell’anticorruzione Giacomo Cacchione, che però negherebbe di avere competenza, ma anzi, sembra propenso a segnalare la vicenda all’Anac (i precedenti con Andrea Granata e Mario Ametrano insegnano). A dichiarare compatibile Mimmo Casciello sarebbe stato il dirigente dell’Acse Salvatore De Vivo, dietro però una bella “limatura” dei poteri conferiti allo stesso, che ricordiamo, è anche consigliere comunale. E’ un giallo anche la sua retribuzione, gli toccano o no i circa 7.500 euro previsti come compenso? Oppure Casciello si ritrova ad esercitare un ruolo senza poteri, e senza soldi? Quanto a Pasquale De Quattro, lo stesso già da mesi si vocifera essere in procinto di dimettersi per un posto nel cda del Consorzio Interprovinciale delle Farmacie, che vede Scafati socio di maggioranza.

2-Pasquale-De-QuattroA confermare l’indiscrezione è il comune di Cava Dei Tirreni, che avrebbe chiesto lumi al presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola, relativamente al curriculum (di De Quattro) che il sindaco Pasquale Aliberti ha proposto ai soci del Cfi per la nomina a componente del cda. Il sindaco Vincenzo Servalli chiede di sapere se l’interessato abbia presentato le dimissioni da consigliere comunale, perché agli atti (fino al 12 luglio) non risultano ancora. E senza di queste, non si può entrare nel consorzio. Da qui le dimissioni, che sarebbero state ufficialmente tenute “nascoste”, ancora oggi. Entra quindi aria nuova in maggioranza, anche se, alla luce dei fatti, questa non conta più 13 uomini, dopo l’uscita di Alfonso Carotenuto. De Quattro è molto legato a Roberto Barchiesi, e con questi è stato tra gli autori del fallimento della decadenza del primo cittadino, non avendo firmato le dimissioni assieme agli altri 11 colleghi nel dicembre scorso. Ed oggi, quegli 11 consiglieri, compreso il Cotucit (all’epoca ancora minoranza) rappresentano ciò che resta della squadra di governo. Entra in consiglio comunale una quota rosa, la giovane Dalila Borriello, già in opera al Servizio Civile. Commerciante di elettrodomestici, Pasquale De Quattro dal curriculum risulta aver conseguito una qualifica nel 1980 di riparatore di apparecchi radiofonici e televisivi. Dal 1988 al 1992 è stato tecnico alla Telecom per il cablaggio delle linee telefoniche e dati, mentre nel 2010 avrebbe conseguito un secondo diploma, come geometra. Referenze utili per sedere nel consorzio farmaceutico quindi. E se non bastassero, sempre dal curriculum si evidenziano capacità “di gestione delle situazioni di stress, legate soprattutto a risolvere le problematiche di tipo emergenziale e dare risposte immediate all’untenza”. Una garanzia quindi. Attualmente è presidente del Cfi l’ex presidente del consiglio comunale nel primo sindacato Aliberti, Andrea Inserra, medico. Ed è medico anche Filippo Accardi, ex assessore alibertiano oggi membro dello stesso cda.

IL GIALLO DEL MOLESTATORE TELEFONICO – scambio di accuse Pd-Aliberti –

1-_anonimo_ralf Tiene banco quest’estate anche il giallo sul presunto autore di telefonate moleste alla famiglia Aliberti. A denunciarlo, almeno mediaticamente, il sindaco Pasquale Aliberti. “Forse aveva bevuto, forse era pieno di ‪‎cannabinoidi, sicuramente un bamboccione il ragazzotto del ‪‎Pd scafatese che in orari notturni, in anonimo, si è cimentato in telefonate intimidatorie ai miei ‪‎familiari. Abbiamo denunciato, è stato individuato”. La denuncia però non sembra esserci stata, almeno secondo quando poi ha verificato il Pd scafatese. “Abbiamo preso atto e fatto verifiche ma, ad ora, nessuna denuncia e nessun ragazzotto del PD, autore delle presunte intimidazioni telefoniche, ci risulta – si legge in una nota ufficiale – A questo punto Aliberti mostri la denuncia e faccia il nome. Altrimenti smetta di denigrare e diffamare chi in questa città fa opposizione. Non riuscirà a gettare sul PD, ne’ su altri, neppure un poco del fango che oramai lo sommerge. Pensi alle inchieste che lo coinvolgono per fatti gravi piuttosto che interpretare il solito ruolo della vittima. Oramai non gli crede più nessuno. Non vorremmo che, come ha inventato domande di un’intervista mai fatte, inventi anche telefonate e denunce che non esistono. Dimostri quanto dichiara, altrimenti saremo noi a presentare un esposto in Procura”. Eppure un nome nel sottobosco politico gira, e Cronache, avendolo saputo, ha chiesto direttamente all’interessato, che smentisce fermamente. “Non sono io l’autore di quelle telefonate. Non esiste nessuna denuncia e pertanto diffido chiunque a mettere in giro simili allusioni. Altrimenti mi vedrò costretto a tutelarmi per vie legali”. I pettegoli invece sostengono che lo stesso sia anche stato ascoltato dagli inquirenti, che avrebbe ammesso di essere lui l’intestatario dell’utenza, ma di non aver usato il telefono per quelle telefonate. Ergo, le telefonate esisterebbero, come esisterebbe anche l’intestatario. Ad essere sconosciuto pare sia l’autore. “Alla luce di questo comunicato seguirà la querela – replica Pasquale Aliberti – per la seria: non ho stato io, è stata mia moglie”. Al giovane del Pd abbiamo ancora chiesto se fosse vero che avrebbe incontrato gli inquirenti. Secca la replica: “ha risposto il partito. Confermo quello che sostiene il comunicato”. Quest’è.




Scafati. Gettoni di presenza, quattro consiglieri devolvono mille euro al fondo Tari

Di Adriano Falanga

Risparmi anche in consiglio comunale, grazie alla devoluzione del 50% del gettone di presenza di alcuni consiglieri comunali. A differenza però della giunta, il taglio in questo caso è di tipo solidale, e non punta al risparmio per l’ente, bensì al sostegno delle fasce sociali in disagio. Il gruppo Identità Scafatese: Stefano Cirillo, Bruno Pagano e Daniela Ugliano, assieme al collega Roberto Barchiesi, hanno infatti devoluto la metà dei loro gettoni ad un fondo solidarietà Tari, per coloro che hanno difficoltà a pagare la salatissima imposta comunale sulla spazzatura. A certificarlo è la determina di liquidazione dei gettoni di presenza relativi al primo trimestre 2016. Un totale di quasi 7.500 euro per 24 consiglieri comunali. Ogni eletto percepisce un gettone di presenza di euro 34,15 lordi, per ogni seduta di commissione o di consiglio comunale. Lo Statuto fissa un tetto massimo di presenze oltre il quale la retribuzione resta invariata. Tetto fissato a 28 sedute mensili tra commissioni e consigli. Sulla scia degli anni precedenti, l’alibertiano Pasquale De Quattro si conferma il più presente, registrando 26 sedute totali per 887 euro di gettoni. Lo seguono i colleghi di maggioranza Alfonso Carotenuto e Alfonso Pisacane con 580 euro (e 17 sedute). Dalla minoranza è Michele Grimaldi il più presente: 478 euro per 14 sedute, lo segue l’amico di partito (Pd) Michelangelo Ambrunzo: 443 euro e 13 sedute. Poco più di mille euro è la somma totale che nei primi tre mesi finisce nel fondo solidarietà Tari grazie alla devoluzione di Roberto Barchiesi: 324 euro, frutto del 50% di 658 euro di indennità, di Stefano Cirillo: 153 euro (indennità di 307), Bruno Pagano: 307 euro (614 l’indennità) mentre Daniela Ugliano devolve 221 euro, frutto del 50% di una indennità di 443 euro. Non percepisce gettone dal marzo 2014, per sua scelta, Mimmo Casciello. Qui però il risparmio è zero, perché lo stesso non ha registrato nessuna presenza. Zero euro per zero presenze anche da Cristoforo Salvati, Angelo Matrone Nicola Pesce per l’opposizione e da Francesco Vitiello per la maggioranza. Agli atti non risulta nessuna devoluzione da parte di Brigida Marra (che ha percepito 409 euro) che pure aveva pubblicamente dichiarato di devolvere la sua indennità a favore della campagna informativa per la sicurezza stradale.

2-gettoni presenza primo trimestre 2016




Scafati. L’aut aut di Identità Scafatese, Marra replica: “dal voto non si scappa”. E’ crisi

Di Adriano Falanga

Il voto al Rendiconto 2015 si avvicina, e come da premessa il gruppo Identità Scafatese intende fare sul serio. Esprimere un voto favorevole mercoledì sera significa prendere atto del pre dissesto, e di conseguenza, esporsi legalmente, anche con il proprio patrimonio, ad eventuali quanto possibili conseguenze negative. E’ certamente un voto politico, ma la maggioranza o parte di essa intende, prima di votarlo, dare un proprio contributo per uscire dal deficit strutturale. Anche a costo di non far trovare i numeri a Pasquale Aliberti. Emendare il Consuntivo non è possibile però diventa necessario, se non indispensabile, farlo sul Bilancio di Previsione 2016, che dovrebbe arrivare in aula entro Giugno. L’ufficio finanziario guidato dal ragioniere capo Giacomo Cacchione, con la collaborazione dell’assessore al Bilancio Raffaele Sicignano e a stretto braccio con il primo cittadino, in questi giorni sta apportando tutta una serie di emendamenti per riportare nei parametri i conti del Comune. Si parla di tagli, e di razionalizzazione delle risorse. Non è però ancora noto su quali voci si vada a intervenire e se una fetta di consiglieri alibertiani dimostra fiducia in Cacchione, un’altra fetta ha optato per una propria serie di proposte. Altro che tagli ai contributi per feste e manifestazioni, Identità Scafatese chiede un netto taglio con la linea amministrativa passata, un deciso cambio di rotta che sia segnale inequivocabile di cambiamento. O azzeramento, considerati gli emendamenti. Stefano Cirillo, Daniela Ugliano, Bruno Pagano e Roberto Barchiesi ieri mattina hanno messo sul tavolo di Aliberti un pacchetto di proposte, ma che hanno il sapore di un aut aut, più che “suggerimenti” finanziari. Insomma, prendere o lasciare, e in ballo c’è il proseguo della consiliatura. Aliberti ha attentamente valutato le proposte dei suoi consiglieri “ribelli” chiedendo però qualche giorno di tempo per confrontarsi con il ragioniere capo sulla loro fattibilità.

1-identita scafateseA margine del vertice, Identità Scafatese ha diffuso la lista delle richieste, considerandoli “punti imprescindibili per essere ancora di supporto a questa amministrazione”. Nel dettaglio: Azzeramento giunta e CdA partecipate con successiva rimodulazione secondo criteri di professionalità e competenza. Riduzione dei compensi degli stessi; Eliminazione dei dirigenti esterni; Eliminazione staff; Presenza nei CdA delle partecipate di un membro nominato dall’opposizione a scopo di controllo; Tagli alle spese di comunicazione, limitando le stesse alla mera informazione sull’attività amministrativa; Eliminazione delle deleghe ai consiglieri. Finiscono quindi sotto la scure i cda della Scafati Sviluppo e dell’Acse, seppur non citato, è chiaro che il foglio di via va anche a Giovanni Cozzolino, fac totum del primo cittadino, e unico componente dello staff, escludendo l’addetto stampa. Via i dirigenti a tempo determinato, tra cui Maria Gabriella Camera. Ma soprattutto, azzeramento della Giunta e delle deleghe ai consiglieri comunali. Un chiaro segnale politico questo, che verte nella direzione di una ridistribuzione delle deleghe, prendendo atto del mutato equilibrio politico in seno alla maggioranza. Non è scritto, ma è palese che la nuova giunta dovrà essere espressione della squadra di maggioranza, perché gli accordi elettorali prevedevano un esecutivo politico, plasmato con il Manuale Cencelli alla mano, o meglio, frutto dei consensi delle diverse liste. Via Antonio Pignataro, già “graziato” nella rimodulazione di gennaio, via Diego Chirico, rimasto senza un gruppo di riferimento. Via Antonio Fogliame, che non godrebbe di supporto consiliare, e in bilico anche Nicola Acanfora, dopo che Roberto Barchiesi ha garantito supporto esterno al neo gruppo guidato da Cirillo. Solide solo le posizioni di Raffaele Sicignano, Annalisa Pisacane e Giancarlo Fele. Un assist all’opposizione è la richiesta di un loro delegato nei cda delle partecipate. Insomma, niente operazioni di facciata, o si cambia verso o si va tutti a casa, secondo Identità Scafatese.

L’ANATEMA DI BRIGIDA MARRA: “DIGNITA’ NON IN VENDITA, POSSIAMO PURE ANDARE A CASA”

2-marra alibertiSe Identità Scafatese bussa, Brigida Marra risponde. Forse sapevano che non sarebbe passato tutto liscio i quattro rappresentanti di Identità Scafatese, ed infatti la replica alle loro proposte non tarda ad arrivare. Pasquale Aliberti lascia alla sua fedelissima, in gruppo con Teresa Formisano, Carmela Berritto e Diego Del Regno, di prendere una posizione netta e alternativa. “Dal voto non si scappa” è l’ammonimento della Marra. “Mercoledì 25 maggio il Consiglio comunale è chiamato a votare il bilancio consuntivo la cui funzione è precisamente quella di rendicontare e certificare alla fine dell’anno, le entrate e le spese effettivamente sostenute dalla gestione comunale. Si tratta pertanto, di approvare ciò che è stato prodotto nell’anno precedente – scrive sulla sua pagina Facebook la forzista – È per questa ragione, quindi, che quali consiglieri comunali riteniamo che lo stesso vada approvato e votato e che, al contrario rappresenta un comportamento irresponsabile e contraddittorio l’eventuale voto contrario. Il mandato politico ricordiamo a noi stessi, ha inizio dal giorno successivo all’elezione e impone a ciascun consigliere di svolgere con continuità e coerenza un attività di controllo politico- amministrativo che, non può certamente esercitarsi a singhiozzo”. Un braccio di ferro politico tutto interno alla maggioranza, uno scontro senza freni, anche al costo di andare tutti a casa. La Marra ammonisce pesantemente i colleghi Cirillo, Barchiesi, Ugliano e Pagano. “L’attività di un politico deve svolgersi unicamente nell’interesse della città e pertanto, riteniamo senza se e senza ma che l’approvazione del consuntivo rappresenti un adempimento obbligatorio che rietra nella più ampia attività a cui è chiamato il consigliere comunale che ha condiviso l’operato dell’amministrazione ovvero, che l’ha tacitamente condivisa restando inerte rispetto alla stessa”. Infine l’anatema: “Se qualcuno invece, ha pensato di utilizzarlo per dettare legge, per quanto ci riguarda possiamo anche terminare qui la corsa perché la nostra dignità non è in vendita e riteniamo valga di più di qualsiasi ruolo pubblico”. A questo punto, indipendentemente dall’esito del voto, Pasquale Aliberti non può non aprire una sua riflessione personale, e decidere se ci siano ancora le condizioni per andare avanti o meno.

IL CASO DE QUATTRO

3-de quattroCon Roberto Barchiesi e Nicola Acanfora, Pasquale De Quattro aveva dato il via al gruppo Uniti per Scafati. Un’operazione che ha comportato l’entrata in giunta di Acanfora. I due consiglieri poi hanno lentamente espresso posizioni più “marginali”, fino ad arrivare al no alle dimissioni anticipate, chiudendo definitivamente il discorso Decadenza e ricandidatura per Pasquale Aliberti. Ufficialmente il gruppo non è sciolto, e i rapporti tra i tre restano saldi, ma ciò che vale nella vita non vale in politica perché la coppia De Quattro-Barchiesi è di fatto separata “in casa”. Il secondo è componente esterno di Identità Scafatese e coautore della serie di emendamenti “imprescindibili” per il voto al bilancio, presentati al primo cittadino. Espressione in giunta del gruppo è Raffaele Sicignano, guarda caso assessore al Bilancio. Sicignano ha già votato, com’e giusto che sia, il Consuntivo 2015 e Previsionale 2016, ma questo non sembra convincere il suo stesso gruppo. O i rapporti sono tesi, oppure c’è dietro una precisa volontà politica. Da queste manovre si è distaccato De Quattro, che ha scelto di non aderire a nessun gruppo. Il perché è nella “promessa” di un posto nel Consorzio Intercomunale delle Farmacie, dove Scafati è socio maggioritario, determinandone le scelte di gestione. Non a caso ne è capo l’ex presidente del consiglio del primo sindacato Aliberti, il dottor Andrea Inserra. De Quattro dovrà però dimettersi, facendo spazio alla giovane Dalila Borriello, prima non eletta e proveniente direttamente dall’esperienza del Servizio Civile. Una ventata di aria nuova, che andrebbe a restituire un maggior equilibrio nelle diverse componenti di maggioranza. Tutto è però teorico, e nulla ufficiale, perché in tempi di commissione d’accesso ogni nomina di tipo politico può apparire “sospetta”. E così il buon De Quattro rischia di restare col cerino in mano, isolato dal suo gruppo in consiglio comunale e impossibilitato a sedersi nel Consorzio. Tocca prendere una posizione, e decidere se allinearsi ai suoi amici, oppure tenere un profilo basso e accondiscendente con la linea alibertiana, assieme al resto del gruppo di maggioranza.




Scafati. Manovre in maggioranza e nuove nomine. Le novità

Di Adriano Falanga

In attesa del consiglio comunale, e in attesa di capire quando e con quali modalità si andrà a firmare il nuovo accordo di programma per finanziare nuove opere pubbliche, la maggioranza discute anche di nomine e movimenti politici. Il 22 febbraio sono scaduti i termini per presentare i curriculum per le nomine di un responsabile all’Avvocatura e per il settore Scafati Solidale, posizioni organizzative che fanno capo direttamente al primo cittadino. Aliberti comunica che i colloqui si terranno a porte aperte, in nome della trasparenza, lunedì 7 marzo ore 15, e questo “nonostante siano nomine fiduciarie”. Sono una ventina le domande pervenute per il posto di guida dell’Istituzione Scafati Solidale, lasciato vuoto dal dirigente Vittorio Minneci, finito (per sua stessa richiesta) al settore Tutela Ambiente e Territorio. Voci di corridoio sembrano vedere in pole un giovane assistente sociale, già in forza ai Servizi Sociali guidati dalla dottoressa Pauciulo. Come presidente del cda la maggioranza ha confermato l’indicazione del coordinatore infermieristico dell’Umberto I° di Nocera Inferiore, Angelo Romano. Sul tavolo della maggioranza anche le indicazioni per i componenti del Nucleo di Valutazione e del Controllo di Gestione, anche qui però Aliberti ha voluto la manifestazione d’interesse attraverso la presentazione di idonei curriculum. Nomi non ne trapelano. Movimenti politici tra i consiglieri alibertiani, tutto lascia pensare ad un nuovo subentro in consiglio comunale. Ad entrare una giovanissima ragazza attualmente in forze al Servizio Civile, e candidata in lista Aliberti Sindaco. La ragazza dovrebbe subentrare, salvo ripensamenti, a Pasquale De Quattro, in partenza per un posto nel consiglio di amministrazione del Consorzio Farmaceutico Intercomunale, presieduto dall’ex presidente del consiglio Andrea Inserra e di cui il Comune di Scafati è socio di maggioranza. La manovra sarebbe frutto di una strategia tutta alibertiana di portare nuova linfa in consiglio comunale, e soprattutto di poter contare su qualcuno più affidabile di De Quattro, che ricorderete, è stato tra i non firmatari delle dimissioni collettive, che avrebbero portato il primo cittadino a potersi ricandidare, dopo il fallimento della procedura della decadenza. Chiaramente, la parola definitiva spetterà al sindaco, in una prossima riunione di maggioranza, in previsione i primi giorni della settimana a venire.




Scafati. Ecco i consiglieri più presenti e più pagati

Di Adriano Falanga

Anche per il 2015 è Pasquale De Quattro (in foto) il consigliere comunale più presente e di conseguenza, più pagato. Lo Statuto comunale del comune di Scafati non prevede una retribuzione per i suoi consiglieri, bensì un gettone di presenza che ogni eletto percepisce ad ogni seduta consiliare o di commissione, pari a 34,15 euro lordi. Fissato anche un limite massimo oltre il quale non è possibile andare, e previsto un rimborso spese, a richiesta, che arriva fino a 500 euro annuali. Il 2015 ha visto la liquidazione di quasi 47 mila euro di gettoni di presenza. Non è noto il numero complessivo di sedute, ma è chiaro però che De Quattro le ha fatte tutte, o quasi. Sono 143 le sedute a cui De Quattro ha preso parte, sia come componente di commissione (è anche presidente della commissione Commercio) che a quelle consiliari. De Quattro, che di professione è commerciante ed è stato eletto in maggioranza, porta a casa un totale lordo di 4.883 euro. Lo segue l’indipendente eletto in minoranza, Michele Raviotta, del Cotucit: per lui un totale annuale di 120 sedute e 4.098 euro di indennità. Medaglia di bronzo per un altro consigliere di opposizione, il piddino Michelangelo Ambrunzo: 116 le presenze e 3.961 euro di gettoni. Al quarto posto Bruno Pagano, eletto in maggioranza: 107 sedute e 3.654 euro di gettoni percepiti. E’ consigliere di maggioranza anche Alfonso Pisacane, quinto con 87 sedute e 2.971 euro di indennità percepita. Buon piazzamento anche per Nicola Acanfora, è riuscito infatti a raggiungere quota 82 presenze in tre trimestri su quattro, in quanto da luglio è stato nominato assessore. Gli è subentrato l’avvocato Diego Del Regno, che pure è arrivato a 33 sedute con un incasso di 1.126 euro. Sicuramente una “promessa” per il 2016.

1-pesce nicolaCapovolgendo la speciale classifica, troviamo all’ultimo posto l’ex sindaco Nicola Pesce (in foto), attualmente capogruppo del Partito Democratico. Il noto cardiologo lo si è visto solo ai consigli comunali. Pesce totalizza appena 8 presenze, che portano via alle casse scafatesi solo 273 euro lordi. Arriva a 10 Mario Santocchio, consigliere di minoranza in quota Fdi, recepirà 341 euro. Siede in maggioranza la medaglia di bronzo dei “peggiori”, Francesco Vitiello: 12 presenze e 409 euro. Quarto peggior posto un altro consigliere in quota Fdi: Angelo Matrone. Il giovane eletto ha fatto sapere però di portare avanti una “protesta silenziosa” contro la maggioranza, ragion per cui diserta le commissioni. Matrone totalizza 16 presenze, pari a 546 euro di gettoni. La stessa protesta silenziosa è portata avanti anche dal capogruppo di Fdi, l’ex candidato sindaco Cristoforo Salvati. Nonostante ciò Salvati risulta presente 44 volte, con un compenso di 1.502 euro. A seguire troviamo ancora consiglieri di maggioranza, Brigida Marra è stata eletta in lista Forza Italia: per lei 40 presenze e 1.366 euro. Segue Stefano Cirillo, per diversi mesi del tutto lontano da palazzo Mayer a seguito di incomprensioni con il suo leader e primo cittadino Pasquale Aliberti. Un dissenso poi rientrato quest’anno, dopo la fase decadenza. Cirillo è stato presidente della commissione Statuto: per lui il 2015 registra 26 sedute e 887 euro di indennità. Non in classifica Michele Grimaldi, subentrato ad ottobre al dimissionario ex capogruppo Pd, Vittorio D’Alessandro. Nonostante i proclami di qualcuno, che pubblicamente dichiara di devolvere i suoi gettoni di presenza in beneficenza, l’unico che di fatto ha ufficialmente rinunciato a percepire l’indennità è il consigliere di maggioranza Mimmo Casciello. La sua rinuncia fu protocollata nel marzo 2014, quando entrò nel cda di Agroinvest. Il consigliere eletto in lista Udc preferisce stare più in mezzo alla strada e di fianco al primo cittadino che nelle commissioni in cui è stato nominato. Lo dimostrano le scarne 25 presenze registrate a tutto il 2015. Chi percepisce invece un regolare stipendio è la Giunta con il presidente del consiglio comunale. Al sindaco Pasquale Aliberti viene corrisposto uno stipendio lordo di 3.904 euro mensili. Al vicesindaco Giancarlo Fele 2.928 euro lordi. Segue Pasquale Coppola, Presidente del Consiglio: 2.342 euro. Gli assessori sono inquadrati alla pari di Coppola, anche per loro una indennità mensile lorda di euro 2.342. Siedono attualmente nell’esecutivo Nicola Acanfora, Raffaele Sicignano, Annalisa Pisacane, Antonio Pignataro, Antonio Fogliame, Diego Chrico.

gettoni 2015 COMMISSIONI CONSILIARI, DI COSA REALMENTE DISCUTONO? (clicca qui)




Scafati. Liquidati i gettoni di presenza ai consiglieri comunali.

Di Adriano Falanga

Liquidati i gettoni di presenza ai 23 consiglieri comunali relativamente al IV° trimestre 2015. Dai 14 mila euro liquidati il 21 maggio per il primo trimestre, si è passati a poco più di 10 mila euro liquidati nel secondo, mentre il terzo trimestre è costato agli scafatesi poco meno di 12 mila euro. Circa 11 mila euro è quanto hanno percepito nell’ultimo trimestre del 2015 gli eletti di Palazzo Mayer. Ai consiglieri comunali di Scafati spetta un gettone di presenza pari a 34,15 euro lordi per ogni seduta di commissione consiliare o consiglio comunale. Torna ad essere il più presente di tutti Michele Raviotta con 25 presenze su 25 sedute, consigliere Cotucit eletto all’opposizione ma oggi vicino alla maggioranza. Raviotta porta a casa 853 euro. Seguono Roberto Barchiesi: 24 presenze e 819 euro: Teresa Formisano: 23 presenze e 785 euro; mentre al quarto posto c’è Pasquale De Quattro (il più presente in assoluto nel 2014) ex aequo con il consigliere Pd Michelangelo Ambrunzo, per loro 21 sedute e 717 euro. Al vertice opposto il trend è sostanzialmente immutato e trova con sole 3 presenze Stefano Cirillo, che incassa appena 102 euro. Il consigliere di maggioranza ha avuto un lungo periodo di dissenso, fino a sfiorare le dimissioni. Oggi è ritornato con la sua squadra. Segue l’ex sindaco Nicola Pesce: 4 presenze e 136 euro; a ruota il gruppo Fratelli D’Italia: Mario Santocchio e Angelo Matrone con 5 presenze e 170 euro, Cristoforo Salvati con 6 presenze e 204 euro. Dal 18 marzo 2014 l’unico consigliere ad aver rinunciato a ricevere emolumenti è Mimmo Casciello. Le sue 8 presenze gli avrebbero fruttato 273,2 euro, che restano nelle casse comunali.

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Scafati. I dissidenti: “ecco perchè abbiamo votato con la minoranza”

Di Adriano Falanga

Sono tra i principali “colpevoli”, secondo Pasquale Aliberti, della crisi di maggioranza aperta ufficialmente con il post decadenza, nel corso del consiglio comunale del 28 dicembre. “E’ palese che parte della mia maggioranza dialoga con l’opposizione” ha detto Aliberti, riferendosi, tra l’altro, anche alla richiesta di rinvio dell’approvazione dei verbali delle sedute precedenti che Stefano Cirillo, Alfonso Carotenuto, Roberto Barchiesi e Pasquale De Quattro hanno votato assieme alla minoranza. “Già dalle note diffuse in giornata dalla Presidenza del consiglio comunale si era compreso che giammai sarebbe stata messa ai voti quella relativa al consiglio del 27 Novembre (su cui pende il ricorso al Tar e l’indagine della Procura e al quale i quattro non hanno preso parte, ndr) – spiega Carotenuto – Una sua approvazione e il rinvio all’indomani del pronunciamento del TAR sarebbe valsa ad evitare un ulteriore strappo istituzionale e a che nuovamente una minoranza diventasse maggioranza in Consiglio Comunale. Sugli argomenti pregnanti viceversa nessuna divergenza ma la convinzione netta che una ripartenza è possibile con un programma chiaro e condiviso, con una nuova squadra che il Sindaco Aliberti sarà sicuramente in grado di proporre alla sua maggioranza”. Accetta le prime tre condizioni Carotenuto, e a dimostrazione pronuncia un atto di fede: “E’ lui il leader indiscusso e non gli mancherà di certo, in questo difficile momento, la capacità di uscire dal guado”. E sulla sfiducia a Coppola, altra condizione imprescindibile per andare avanti? “Vedremo” chiosa il consigliere di Noi per Scafati. Poi c’è Pasquale De Quattro, che sull’approvazione dei verbali ha prima votato per il rinvio, e dopo le rimostranze dei colleghi ha cambiato idea, votando contro. Un comportamento sottolineato sia dal sindaco che dalle opposizioni. “Avevo capito che l’approvazione dei verbali era contestuale a tutte e tre le sedute (27 novembre, 1 e 9 dicembre, ndr) e non volevo votare il consiglio del 27 dove non ero presente – chiarisce De Quattro – poi mi hanno detto che si votava uno alla volta, e allora ho cambiato posizione”.

2-stefano cirilloSecondo Stefano Cirillo invece la sfiducia a Coppola è propedeutica anche alla revoca della segretaria comunale Immacolata Di Saia, lo ribadisce ancora una volta. “E’ un punto fondamentale, ma è anche importante che sia accantonata una volta per sempre la stagione delle strategie e dei tatticismi. La decadenza è stata una scelta sbagliata di Aliberti ma non nego che lo stesso ha anche lavorato bene su tanti altri punti. Farò delle mie proposte perché anche io voglio verificare se c’è una maggioranza in cui poter dialogare e confrontarsi. Il sindaco non può ricattare e neanche essere ricattato. Si apra la stagione della chiarezza e della lealtà”.




Scafati. “Quartucci e Raviotta mai in maggioranza. No anche alla segretaria Di Saia”. Il monito dei dissidenti di maggioranza

Di Adriano Falanga

L’apertura ai consiglieri dissidenti di minoranza, Filippo Quartucci e Michele Raviotta, è però mal vista dai “critici” di maggioranza. E nonostante anche lo stesso Pasquale Aliberti sia oramai molto “preso” dalla vicinanza, sia fisica che politica, di Michele Raviotta, parte della sua squadra continua a ribadire che la squadra di governo è quella uscita dalle urne nel 2013. Il pensiero di alcuni esponenti di maggioranza è questo: piuttosto che reclutare esponenti della minoranza, sarebbe meglio consolidare e perché no, recuperare quelli eletti in maggioranza. E’ quanto sostiene Stefano Cirillo, che forse interpreta anche il pensiero degli altri malpancisti del post voto: Pasquale De Quattro, Roberto Barchiesi, Alfonso Carotenuto. “Ho già detto che sono disposto ad un nuovo patto di maggioranza. Decidiamo assieme un piano programmatico, superiamo questa fase di stallo e andiamo avanti” spiega Cirillo, fino a poche settimane fa a un passo dalle dimissioni. “Io sono disposto ad andare avanti, ma voglio un chiaro segnale di cambiamento. Dopo il 18 settembre ad esempio, mi sarei aspettato un calo dei toni, invece ho visto che lo scontro politico si è acceso ancora di più, ed Aliberti secondo me ha sbagliato ad alzare il tiro, assecondando le stesse opposizioni – continua ancora Cirillo – bisogna superare questa fase che non fa bene alla città, perché questa finisce con il fare di tutta l’erba un fascio e alla fine ne paga la credibilità di tutta la classe politica, non stiamo dando un buon esempio a chi ci guarda dal di fuori”. Non sembra che Cirillo possa costituire un gruppo unico con gli altri tre consiglieri che non hanno firmato le dimissioni in quanto: “i gruppi servono a ben poco” però, seppur non lo dice chiaramente, con gli altri colleghi condivide una posizione: via la segreteria Immacolata di Saia. Sarebbe infatti questa una delle condizioni che i quattro consiglieri di maggioranza avrebbero posto, oltre al veto a Raviotta e Quartucci, al primo cittadino. Una decisione presa perché ritenuta fondamentale per riportare un clima di coesione e unità nel gruppo. La volontà di proseguire c’è su entrambi i fronti della maggioranza, ma a dividere ci sono questioni che solo Aliberti potrà chiarire e risolvere. Questa sera si capirà qualcosa in più.




Scafati. La maggioranza: “Adesso avanti fino al 2018”. Apertura ai dissidenti

Di Adriano Falanga

Il giorno dopo l’estremo e ultimo tentativo per ritornare al voto con Pasquale Aliberti candidato sindaco, la maggioranza prova a distendersi, e guarda all’immediato futuro. Il primo cittadino si è solo lasciato sfuggire un commento sulla sua pagina Facebook: “Eppure sarebbero bastate altre 2 firme per mandarmi a casa e farmi giudicare dal popolo. Prendo atto che dopo essere stato eletto 2 volte dagli elettori questa sera ho ricevuto la fiducia addirittura dalla opposizione”. Daniela Ugliano è stata la “regista” dell’intera operazione dimissioni. Ha tenuto lei i contatti con i consiglieri, e lei ha fissato l’appuntamento con il notaio, e sempre lei ha finanche prenotato il biglietto aereo per il ritorno del consigliere Diego Del Regno, in Piemonte fino al pomeriggio di domenica per impegni personali. “Spero potremo governare serenamente fino al 2018, con la collaborazione reale di chi si vorrà impegnare – spiega, aprendo ai dissidenti – quanto all’opposizione, a quella critica e costruttiva, spero propongano cose fattibili e non inutili critiche, soprattutto oggi che hanno legittimato la nostra presenza, non dimettendosi”.

E’ piccata invece Brigida Marra, consigliera forzista “difensore d’ufficio” del primo cittadino, quando sulla decadenza non ha potuto prendere parte alla discussione in consiglio comunale. “Noi facciamo la politica per passione, senza interessi, non abbiamo bisogno di rimanere attaccati alla poltrona. Ringraziando il Signore infatti, siamo tutte persone che oltre la politica hanno una propria identità professionale e autonomia economica – spiega l’avvocato consigliere di maggioranza – Dopo gli attacchi violenti, a partire dalle indagini della DIA e le incessanti richieste dell’opposizione di dimetterci, con coerenza e senza passi indietro ieri sera ci siamo presentati dal Notaio pronti ad andare a casa. Oggi prendiamo atto che quella stessa opposizione accusatoria in realtà, nel profondo è consapevole che Aliberti non è il male ma al contrario, il meglio per Scafati. D’ora in avanti, quindi facessero assoluto silenzio”.

Sulla scia della Ugliano, anche la Marra apre ai dissidenti Pasquale De Quattro, Roberto Barchiesi, Stefano Cirillo, Alfonso Carotenuto: “La decisione di dimissioni non richiedeva necessariamente la maggioranza, ognuno di noi ha le proprie idee e a mio avviso i quattro consiglieri che hanno scelto di non firmare sono e restano parte della nostra maggioranza.  Gli unici dissidenti che conosco sono quelli che hanno dimostrato con i fatti di essere contro di noi – la stoccata è per Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello – Chi si consulta con l’opposizione, chi dopo il consiglio va a cena con chi ci attaccato con violenza, non è certamente un membro di questa maggioranza”.




Scafati. Decadenza, adesso è pressing sui dissidenti

Di Adriano Falanga

Il consiglio di ieri sera è servito solo a tastare gli umori per il successivo, fissato al 9 dicembre e avente come tema la decadenza del sindaco. Cosa accadrà? Se il Tar non si pronuncia entro questa data, saranno presentati due ordini del giorno, con molta probabilità. Il primo conseguenziale al consiglio del 17 novembre, e quindi la seconda fase del procedimento di decadenza mentre il secondo conseguenziale al consiglio “illegittimo” del 27 novembre e relativa all’atto finale, cioè alla dichiarazione di sindaco decaduto. A meno che il presidente Coppola non decida di escludere il secondo odg, ritenendolo non conforme richiamandosi alla nota prefettizia. Non basta, perché l’incognita è anche un’altra: ammesso che si discuta la dichiarazione di decadenza, ci saranno i numeri per l’immediata esecutività? Una delibera ordinaria ha bisogno di almeno dieci giorni per essere esecutiva (se non addirittura 15, quanto la durata di pubblicazione all’albo pretorio).

La norma è perentoria, occorre la maggioranza dei consiglieri, ergo: 13 voti. Aliberti non può votare, restano 15 consiglieri di maggioranza, che scendono a 12 senza Pasquale Coppola, Pasquale Vitiello, Stefano Cirillo. E non basterà neanche il supporto dalla minoranza di Michele Raviotta e Filippo Quartucci (già dichiaratisi favorevoli) se i tre dissidenti Pasquale De Quattro, Roberto Barchiesi e Alfonso Carotenuto continueranno ad assentarsi sul voto per la decadenza, come già accaduto. Nella riunione di maggioranza di lunedi sera il primo cittadino avrebbe chiesto “un ultimo sacrificio” ai tre, e se pare aver “recuperato” De Quattro, non avrebbero sciolto le riserve gli altri due. Occorre recuperarne un altro. Comincia così una lunga settimana di trattative, forse la più intensa che Pasquale Aliberti ha affrontato in questo suo secondo (mezzo) mandato.