Scafati. E’ Giovanni Forgione il nuovo capo dei vigili. Malumori tra i caschi bianchi

Di Adriano Falanga

E’ Giovanni Forgione il neo comandante della Polizia Locale. Napoletano, classe 1968, laureato in scienze giuridiche, Forgione ha incontrato la commissione straordinaria mercoledì mattina, assieme all’altra candidata Maria Silvia De Luca. A convincere i commissari il suo ricco curriculum e soprattutto la maturata esperienza nel settore dell’abusivismo edilizio e beni confiscati e i precedenti incarichi avuti in amministrazioni sciolte per infiltrazioni camorristiche, tra cui Gricignano d’Aversa, Casaluce, San Cipriano d’Aversa, Casal di Principe, dove tra l’altro ha ricoperto anche il ruolo di sovraordinato della Commissione Straordinaria, e poi ancora Castello di Cisterna, Cancello e Arnone e Cicciano. Per Forgione incarico di un anno e stipendio categoria D3, significa un minimo tabellare di circa 2 mila euro mensili oltre a indennità di posizione e retribuzione di risultato. Sfuma così la promozione di Pasquale Cataldo, comandante in pectore per pochi mesi, la cui riconferma sembrava quasi certa. Sulla scrivania del neocomandante del comando di via Melchiade una lunga serie di problematiche da risolvere, a partire dalla mancanza di personale e attrezzature, alla vigilanza del territorio, al perenne problema della viabilità, all’abusivismo edilizio e al dilagare delle tante piccole illegalità radicate sul territorio. La decisione della commissione straordinaria non ha entusiasmato i caschi bianchi, tra cui pare esserci un diffuso malumore. I motivi sono legati soprattutto alla vertenza sindacale in corso da alcuni mesi, per il mancato pagamento dei premi di produzione 2015-2016-2017, oltre al mancato pagamento delle ore di straordinario, ad oggi corrisposte come riposo compensativo, da molti rifiutato.

Perplessità anche per la scelta di un nuovo comandante, quando sul settore era stato nominato come sovraordinato il maggiore Carmine Apicella, stipendiato dal Prefettura di Salerno e Pasquale Cataldo era già un ufficiale in organico. Una nuova assunzione, un nuovo lauto compenso, quando attualmente i caschi bianchi sono costretti ad operare in condizioni decisamente precarie. Sulle 12 auto a disposizione, solo 4 sono operative e tutte con oltre 200 mila km all’attivo. Quattro sole vetture che si dividono a turno tra i diversi settori, dall’Edilizia alle residenze, alla viabilità. Ferme di nuovo le due moto da poco riparate, mancano le divise da motociclista. Un organico sottodimensionato: per una città come Scafati la legge prevede oltre 80 vigili urbani, mentre in servizio sono appena in 35, ufficiali compresi, a dividersi due turni. Al momento non esiste copertura notturna, alle 22 il comando di via Melchiade chiude i battenti. Il più giovane supera tranquillamente i 50 anni di età. L’ultima vestizione completa risale a oltre 8 anni fa, quando se ne occupò l’amministrazione di Francesco Bottoni. Con i due mandati di Pasquale Aliberti i vigili urbani hanno ricevuto solo pantaloni o camicie ogni quattro anni. Una situazione non certamente facile per il neo comandante Forgione.




Scafati. In arrivo un nuovo comandante dei vigili urbani, è corsa a due

Di Adriano Falanga

È durato meno di sei mesi l’incarico di comandante della Polizia Locale affidato al maggiore Pasquale Cataldo. La commissione straordinaria ha infatti ricevuto il via libera per l’assunzione del responsabile della Polizia locale dalla Commissione per la stabilità finanziaria degli Enti Locali del Ministero dell’Interno. La selezione pubblica per curriculum e colloquio era partita il 28 marzo scorso. Tra i requisiti il possesso della laurea in Giurisprudenza ed esperienza almeno quinquennale presso i corpi di Polizia locale, o provinciale o Polizia di Stato, Carabinieri o Guardia di Finanza. Cataldo aveva ricevuto l’incarico nelle more dell’espletamento del bando, ma in molti avrebbero scommesso sulla sua conferma, considerato che il casco bianco è già in organico e a monitorare l’intero settore era arrivato il sovraordinato prefettizio maggiore Carmine Apicella. Così però non è stato, la selezione pubblica è stata chiusa il 27 aprile, sulla scrivania dei commissari cinque domande con tanto di curriculum allegati: Siciliano Giuseppe, Liliano Liberato, Sodano Marta, De Luca Maria Silvia e Forgione Giovanni. Sono stati ammessi al colloquio qli ultimi due, gli altri sono stati scartati perché non in possesso del requisito Cat.D3. La poltrona di comandante del comando di via Pietro Melchiade era vacante dal settembre 2016, quando Alfredo D’Ambruoso decise di rassegnare le dimissioni con qualche mese di anticipo sulla meritata pensione. In quel periodo erano intense le visite dell’antimafia sia a palazzo Mayer che al comando dei vigili urbani. Lo stesso D’Ambruoso fu sentito dagli inquirenti, e le sue dichiarazioni ritenute provanti la causa per lo scioglimento del Comune di Scafati, tanto da essere state allegate al decreto firmato dal Ministro degli Interni Marco Minniti. Da settembre 2016 e fino all’insediamento della triade prefettizia, il comando fu affidato, con turnazione quindicinale, ai tre tenenti Pasquale Cataldo, Antonio Cavallaro e Ferdinando Raiola. La scelta di affidare l’incarico al solo Cataldo fu dettata anche dalla constatazione che era il solo a non essere stato citato nel decreto di scioglimento.

I PAPABILI

La triade in questi giorni incontrerà i due candidati risultati idonei a ricoprire il ruolo di comandante della Polizia Locale. Un uomo e una donna, entrambi di alto profilo professionale e comprovata esperienza nella Polizia Locale. Giovanni Forgione, napoletano classe 1968, ha ricoperto incarichi nei caschi bianchi a San Cipriano di Aversa, Cancello ed Arnone e Castello di Cisterna. Si è distinto per l’impegno al contrasto dell’abusivismo edilizio, un comparto a Scafati molto delicato e particolarmente sensibile ai fini delle indagini dell’antimafia nell’inchiesta Sarastra. Maria Silvia De Luca, classe 1960, già dirigente del Comune di Arzano, ha ricoperto ruolo di comandante dei Vigili Urbani di Marano e Casavatore. Polemiche da Scafati in Movimento per la decisione di assumere un nuovo comandante. <<La decisione ci lascia perplessi. Il comandante Pasquale Cataldo era già in organico, ma oltre questo, a sovraintendere il settore Sicurezza e Polizia Locale c’è già l’esperto maggiore Carmine Apicella. Indipendentemente dalle competenze dei due candidati, che non discutiamo – prosegue Giuseppe Sarconio – non vediamo il motivo per cui, in tempi di ristrettezza economica, il Comune decida di assumere un nuovo responsabile organizzativo, nel mentre il personale dipendente minaccia lo sciopero per spettanze non percepite>>




Scafati. Querelato dalla Polizia Municipale, ecco i post incriminati

Di Adriano Falanga

E’ diventata virale la notizia dell’uomo denunciato dal comandante della Polizia Locale, Pasquale Cataldo, dopo la pubblicazione di post ritenuti ingiuriosi e diffamanti sull’operato dei vigili urbani. Il signor L.C. era stato probabilmente raggiunto da multe per violazioni del codice della strada, e irritato, avrebbe cominciato la sua “attività” fotografica sui gruppi social più letti dagli scafatesi. Questi ultimi però si sono divisi, tra chi sostiene che sia lecito esternare il proprio disappunto sull’operato dei caschi bianchi e tra chi, di contro, lo ritiene doveroso di rispetto. “Fotografare, con targa coperta, le auto in divieto non multate dai vigili non può essere un’offesa o un’ingiuria” si legge in più commenti. A chiarire la vicenda è però una nota ufficiosa del comando di via Melchiade. L’uomo non è stato denunciato per le foto delle auto, ma per 4 post altamente offensivi e denigranti non sull’operato dei vigili, bensì sull’istituzione che essi rappresentano. Il materiale è stato allegato alle denuncia, nonostante il querelato lo abbia rimosso. In uno ci si “entusiasmava” per la notizia di un vigile urbano finito in grave condizioni in ospedale, in altri venivano usati termini offensivi. E’ questo che ha fatto scattare la denuncia, pare dietro pressioni del sindacato nazionale di rappresentanza.

 




Scafati. Viabilità, nuove modifiche su corso Nazionale. I commercianti: “Andiamo al Tar”

Di Adriano Falanga

Palazzo Mayer, su spinta del commissario prefettizio Augusto Polito e sostegno del sovraordinato alla Polizia Locale, maggiore Carmine Apicella, ha deciso una nuova modifica al piano viario. Di concerto con l’ufficio viabilità e manutenzione stradale, e parere positivo del comandante Pasquale Cataldo, saranno apportate importanti modifiche alla viabilità in uno dei tratti più “caldi” della città. Non sarà più possibile sostare l’auto sul lato sinistro della carreggiata nel tratto di via Nazionale che va dall’uscita autostradale alla rotonda di via Buccino. Quest’ultima strada sarà interessata invece per l’intero tratto da divieto di sosta su ambo i lati. Divieto di sosta anche nei 50 metri prima dell’incrocio tra via Nazionale e via Giovanni 23° e nei 50 metri tra quest’ultima strada e via Martiri D’Ungheria. Alla Polizia Locale il compito di far rispettare le nuove disposizioni. Per l’occasione, il maggiore Apicella ha chiesto ed ottenuto il ripristino delle moto già in dotazione dei caschi bianchi e da tempo abbandonate, nonostante le buone condizioni. Ritornerà in servizio il vigile motociclista. Commercianti però pronti a ricorrere al Tar, a loro dire le modifiche danneggiano le attività presenti in zona, perché limitano la sosta degli avventori e i parcheggi pubblici sono insufficienti.




Scafati. Arriva l’autunno caldo scafatese. La triade chiamata a dare risposte su questi temi…

Di Adriano Falanga

Settembre è arrivato. Scafati si lascia alle spalle, lentamente e non senza strascichi, un’estate caldissima sotto ogni aspetto. Ma settembre sarà soltanto il primo di una lunga serie di appuntamenti amministrativi, politici e giudiziari, che continuerà a tenere banco l’opinione pubblica. Si parte dal 14, giorno in cui si (ri)pronuncerà il Tribunale del riesame di Salerno sulla richiesta del Pm Vincenzo Montemurro della custodia cautelare in carcere per Pasquale Aliberti, dopo il rinvio della Suprema Corte di Cassazione. Entro questo mese bisognerà anche decidere se archiviare, o rinviare a giudizio i venti indagati (o parte di questi) dell’inchiesta Sarastra, che ha scombussolato la vita socio politica della città. Dal punto di vista amministrativo la situazione non è meno delicata. La Commissione Straordinaria andrà a toccare con mano le conseguenze provocate dal taglio della spesa corrente imposto dal piano di rientro decennale, per il riequilibrio dei conti comunali. Si parte dalla mensa scolastica, portata all’aliquota massima per qualsiasi nucleo familiare, indipendentemente dal reddito. Durante i mesi estivi è stata avviata una petizione dalle mamme dei piccoli studenti. Bisognerà poi dare risposte dal punto di vista dello sviluppo economico, al momento la triade prefettizia non si è mai espressa in tal senso, limitando i suoi primi sei mesi di attività al contenimento della spesa e alla riorganizzazione della macchina comunale. Occorre nuovo atto di indirizzo quanto all’area Pip, abbandonata a se stessa e senza nessun progetto di rilancio o rivalutazione.

La città attende risposte anche sul commercio, oramai messo in ginocchio dalla totale assenza di progetti, incentivi e manifestazioni. Non calerà mai l’attenzione sulla questione ambientale, perché se da un lato scemerà la puzza del fiume Sarno, resterà dall’altro lato l’intollerabilità dei miasmi emessi dal canale San Tommaso, “operativo” sotto questo spetto per tutto l’anno. A settembre la città tornerà a riempirsi, e l’Acse sta ancora arrancando per risollevare la percentuale sulla raccolta differenziata. Il cda guidato da Daniele Meriani al momento è stato costretto a fare un passo indietro sulla decisione di lasciare i rifiuti indifferenziati a terra. Si raccoglie tutto, ogni sera, puntando però sui controlli portati avanti dalla Polizia Municipale. In tal senso i caschi bianchi, nonostante la carenza di personale, hanno già elevato decine di contravvenzioni. Poca cosa però, vista l’’stensione territoriale e la sfacciataggine dei cafoni. Occorrono telecamere, ragion per cui la commissione cerca fondi, ma occorre anche un piano industriale netto, preciso, dettagliato, che punti non solo a reprimere i cafoni, ma anche ad incentivare i virtuosi. Sotto questo aspetto la guida del dottor Meriani è ancora molto approssimativa. Sembra che l’Acse navighi a vista, e per una società con un Pef di circa 11 milioni di euro è assolutamente censurabile. Bisognerà rilanciare la struttura, migliorare la comunicazione con il cittadino e soprattutto pensare di eliminare un cda di tre componenti. In certi casi è preferibile concentrare le risorse economiche attorno alla figura di un amministratore unico o direttore generale con comprovata esperienza nel settore.

Dopo il fallimento di Aprile, è caduta nell’oblio la Scafati Sviluppo. Non sono più arrivate notizie. Il cda dichiarato fallito, nella persona dell’ex presidente Alfonso di Massa ha presentato ricorso. Poi il nulla. Al momento la società è guidata da due curatori fallimentari nominati dal tribunale, ma non è stato ancora chiarito che resta in piedi anche il cda voluto dai commissari (con relative spese). Urgente e improcrastinabile spiegare alla città le strategie per salvare l’area industriale da eventuali speculazioni immobiliari, possibili acquistando all’asta i beni della società di trasformazione urbana. In alto mare anche il Piano D’Ambito S1, di cui il comune di Scafati è capofila. La struttura che eroga i servizi sociali è ancora senza coordinatore, e questo comporta lo stallo dei servizi, tra cui l’avvio della gara d’appalto per la gestione del centro disabili Raggio Di Sole. Dato il benservito alla Publiparking, al momento la città è libera dalla sosta a pagamento. Circa venti famiglie rischiano seriamente di perdere il lavoro, e oltre al danno economico, in città sono ricomparsi gli abusivi della sosta. E non sempre diventa facile liberarsene. Un errore grave, mandare via la società che aveva regolarmente vinto gara d’appalto, senza avere alle spalle una precisa soluzione alternativa. Il servizio dovrebbe essere gestito dall’Acse, ma la società ha già difficoltà con la sola raccolta rifiuti. A Palazzo Mayer si pensa al ritorno del “grattino”, acquistabile negli esercizi commerciali.

Oppure rilevare i nuovi parcometri acquistati dal vecchio gestore e affidare il controllo alla Polizia Municipale. In quest’ultimo caso si tratta però di una soluzione più onerosa. Quanto alla Sicurezza e Viabilità il maggiore Carmine Apicella, sovraordinato prefettizio, starebbe valutando, assieme al comandante dei caschi bianchi Pasquale Cataldo, un concorso per l’assunzione di nuovi vigili urbani, a tempo determinato. Forse dieci, forse venti. Dal nuovo anno si potrà capire qualcosa di più. Resta ancora il rilancio della città, attraverso il recupero degli spazi pubblici. La Villa Comunale è oramai ridotta a poco più di una boscaglia, e le altre aree attrezzate sono stati chiuse per il forte degrado in cui erano finite. Si pensa quantomeno di attuare una buona Rassegna Natalizia, per riavvicinare i cittadini al territorio. Infine, bisognerà anche decidere cosa fare delle quote detenute al Consorzio Farmaceutico, se venderle del tutto o in parte, evitando pericolose speculazioni sulle farmacie comunali (cinque) presenti in città. Sarà quindi un anno intenso per la commissione straordinaria guidata dal prefetto Gerardina Basilicata, che seppur ha raccolto i cocci di un vaso rotto da altri, ha comunque tutta la responsabilità istituzionale di porre rimedio.

M5S: “CHI CONTROLLA ALLA EX COPMES?”

<<Sono ormai passati sei mesi dall’insediamento della Triade e a Scafati i miglioramenti ancora non si intravedono. Le partecipate più di tutte mostrano le maggiori criticità>>. Polemiche dal M5S, che si richiamano a quelle già espresse anche dal deputato Angelo Tofalo, sull’operato della triade prefettizia. <<Ci ritroviamo l’Acse con un cda che non riesce a dare le giuste risposte ai cittadini sia in termini di risparmio, che di servizi. Sarebbe opportuno eliminare il cda e affidare la gestione ad un unico direttore generale, mai rimpiazzato dopo l’uscita dell’ex ingegnere DE Vivo, andato in meritata pensione. Della Scafati Sviluppo si sono perse le tracce – continuano gli attivisti di Scafati in Movimento – il suo cda non si sa cosa stia facendo. Altro che trasparenza, abbiamo un organo che guida una società dichiarata fallita>>. I grillini incalzano sulla stu, dove sembrerebbe siano stati commessi degli abusi. <<Vengono controllati gli operatori industriali che occupano l’area? Giungono notizie di vari abusi perpetrati nell’area>>.




Scafati. “Sacchetto selvaggio”, cafoni multati fino a 150 euro

Di Adriano Falanga

Multe fino a 150 euro per il sacchetto selvaggio. Continua la lotta ai cafoni portata avanti dalla Polizia Municipale agli ordini del maggiore Pasquale Cataldo e sotto la supervisione del sovraordinato prefettizio, maggiore dei carabinieri Carmine Apicella. Nonostante i “limiti” sugli orari di servizio dei caschi bianchi (non possono andare oltre le ore 22) sono decine le contravvenzioni elevate per il mancato rispetto del regolamento sul conferimento dei rifiuti, in vigore dal 2016. Al comando di via Melchiade sono decine le segnalazioni, comprese quelle di amministratori di condominio, il più delle volte contro coloro che posano il sacchetto lontano dal proprio numero civico, anche in pieno giorno. Ed è in località Bagni, in via Manzoni e via dell’Ascensione, che sono state elevate contravvenzioni fino a 150 euro. O meglio, 50 euro per singola infrazione. I furbetti sono stati beccati infatti a conferire lontano dal proprio numero civico sacchetti di materiale non differenziato in orari non ammessi dal regolamento. I controlli la settimana scorsa sono stati fatti anche in via Della Resistenza, dove sono stati multati tre furbetti, in via Passanti e via Alighieri, elevando oltre dieci verbali. Con la fine del periodo feriale l’organico dei vigili torna al completo, potendo così intensificarsi il monitoraggio.

 




Scafati. Via Nuova San Marzano, scattano i controlli contro gli allagamenti

Di Adriano Falanga

Scattano i controlli della Polizia Municipale presso le aziende conserviere di via Nuova San Marzano. Lunedi mattina gli uomini della Polizia Locale, coordinati dal maggiore Pasquale Cataldo, assieme al comandante della locale Tenenza dei carabinieri Antonello Catapano e a funzionari dell’Arpac, hanno varcato i cancelli di diverse aziende conserviere per verificare la regolarità degli scarichi delle acque reflue del processo di trasformazione del pomodoro. I militari hanno acquisito la documentazione e le autorizzazioni eventuali in possesso agli opifici e la lunga relazione stilata è oggi al vaglio del maggiore Carmine Apicella e dell’ingegnere Giuseppe Rocco, entrambi sovraordinati prefettizi, per i rispettivi pareri. Nel caso dovessero essere riscontrate irregolarità scatterà la denuncia alla Procura della Repubblica. I controlli sono scattati a seguito delle decine di segnalazioni di protesta dei residenti, esausti di avere la strada perennemente allagata. Le acque di scarico delle industrie finiscono infatti, previa depurazione, nella rete fognaria locale che però non è più idonea a sostenere un tale incremento di portata. Le tubazioni fanno già fatica a contenere una mezz’ora di pioggia incessante. Acqua che ristagna copiosa sul manto stradale, comportando pericolo per la sicurezza dei veicoli in transito e per gli stessi residenti, che subiscono ripetutamente gli schizzi sulle proprie abitazioni. Già sabato mattina il comandante Cataldo è stato visto interfacciarsi con i residenti e acquisire prove fotografiche dello stato dei luoghi. Lunedi mattina i controlli.




Scafati. Festa patronale, test futuro per la Ztl. L’idea piace

Di Adriano Falanga

La festa patronale come test per una futura Zona a Traffico Limitato in centro. Sotto osservazione quest’anno il percorso enogastronomico, la chiusura delle strade del centro, e soprattutto la risposta dei commercianti locali. L’idea è provare ad esportare su base settimanale l’attuale movida che genera la tradizionale festa in onore della protettrice Santa Maria Delle Vergini. Una festa ridimensionata nel numero di “bancarelle”, in cambio però molto più spazio disponibile e un minor senso di “oppressione” da folla. Concesse autorizzazioni ai soli ambulanti in regola con le attrezzature e soprattutto nessuna concessione per la vendita di arredamento, abbigliamento e casalinghi. Via libera alla sola vendita di prodotti tipici da festa paesana: dolci, frutta secca, rosticceria, panini, frutta fresca, agrumi, angurie, giocattoli di piccole dimensioni e palloncini. Naturalmente nessuna restrizione per le attività commerciali fisse, che anzi, hanno colto l’occasione per restare aperti ed esporre all’esterno la merce. Lo spazio a disposizione ha permesso una maggiore visibilità a bar, pizzerie e gelaterie che hanno potuto allestire anche tavoli e sedie. E sono loro i maggiori beneficiari dell’ordinanza commissariale, a guardare i numeri e le presenze ai tavoli e ai banchi. <<Che festa è senza i marocchini>> scrivono in rete gli internauti, rimpiangendo i classici abusivi e venditori di merce tarocca. Ma il test ha funzionato, meno ambulanti e più spazio alle attività locali. Anche le attività di controllo e prevenzione ai fini della sicurezza condotte dalla Polizia Locale hanno funzionato. Insomma, una festa diversa dalla tradizione ma fondamentale per lanciare le basi della rinascita del centro città. Sia la sagra della Mulignana di venerdì scorso che la tre giorni di musica classica hanno dimostrato che volendo, si può creare movida anche con poco.

Gli scafatesi hanno voglia di vivere la propria città, di ritornare a riappropriarsi dei propri spazi pubblici. Fiume Sarno permettendo, ovviamente. Un progetto di Ztl è già in fase avanzata e porta la firma del maggiore Pasquale Cataldo, comandante della Polizia Locale e già autore del recente piano viario, che ha rivoluzionato la circolazione veicolare, alleggerendo le arterie del centro e spostando parte del traffico su strade limitrofe poco battute. Un piano che è stato oramai metabolizzato dai cittadini. La Ztl richiama fedelmente il percorso dedicato alla festa patronale. Chiusura di via Pietro Melchiade, Piazza Vittorio Veneto e corso Nazionale fino all’incrocio con via Giovanni 23°. Del resto, per come è strutturato l’attuale piano viario, questo percorso è già una ztl naturale. L’area è servita dai parcheggi di piazzale Aldo Moro e di via Galileo Galilei, e volendo, si potrebbe sfruttare anche il parcheggio dell’ospedale Scarlato. Si alla ristorazione, no agli ambulanti. Ammessi dehors, musica dal vivo, attrazioni itineranti. Il tutto sotto la supervisione dei caschi bianchi. Naturalmente, a questi andranno abbinati tutta una serie di incentivi per le attività commerciali, tra cui uno sconto sull’occupazione del suolo pubblico. L’idea piace, e non si escludono sviluppi già nelle prossime settimane.

FESTA: Il “sacrificio” dei vigili urbani

Si chiude stasera, con il concerto di Enzo Avitabile in piazza Vittorio Veneto e i fuochi pirotecnici in via Francesco Budi, la festa in onore di Santa Maria Delle Vergini. Una festa sotto tono quest’anno, ma considerate le premesse della vigilia, l’averla conclusa è già un successo. Fino a qualche mese fa si temeva di non riuscire a organizzare molto, considerata l’assenza di qualsiasi contributo comunale e le pesanti limitazioni imposte dalla commissione straordinarie, oltre al generale clima di sfiducia tra gli scafatesi, conseguente alle vicende politiche e criminali degli ultimi tempi. Fuochi pirotecnici ridimensionati, meno bancarelle, meno entusiasmo ma buona la presenza e la partecipazione degli scafatesi, che in cambio hanno avuto modo di riscoprire i propri spazi pubblici e le tante attività commerciali che ancora resistono alla crisi. Nessun incidente registrato, solo molto spavento per un anziano pedane caduto a terra domenica sera sul finire della festa, urtato da un’auto di passaggio. Prontamente soccorso, tutto si è risolto per il meglio. Si sono “immolati” i Vigili Urbani, per loro niente straordinario pagato ma nonostante ciò, tutto il personale in servizio non in ferie ha accettato di lavorare pur sapendo che l’orario extra non veniva retribuito. Alcuni di loro hanno accumulato anche 16 ore di lavoro gratis, in cambio solo un riposo compensativo che quasi mai viene recuperato, considerato il pesante sottodimensionamento in cui opera il corpo dei caschi bianchi. Poco più di trenta uomini a fronte degli oltre 80 previsti dalla legge.




Scafati. Ausiliari del traffico, quale destino per il personale della Publiparking?

Di Adriano Falanga

La revoca della convenzione con la Publiparking ha messo in agitazione il personale addetto al servizio. Una ventina le famiglie che ruotano attorno alla sosta a pagamento, tra ausiliari del traffico e la cooperativa che si occupa della manutenzione. Una sola certezza al momento, la convinzione della commissione straordinaria nel far gestire direttamente all’Acse il servizio. Non sono però ancora noti i dettagli, o meglio, il come la società partecipata intenderà strutturarsi, non avendo mai gestito il servizio e non avendo né il personale e neanche la logistica idonea. E soprattutto, non avendo molte risorse economiche da investire. La sola ipotesi che non dovesse avvalersi dell’attuale personale in forza alla Publiparking mette in allarme gli operatori della sosta. Il rischio è alto, e al momento non ci sono contropartite rassicuranti. Una relazione presentata alla commissione prefettizia dal comandante della Polizia Locale Pasquale Cataldo ipotizza il controllo e la verifica dei ticket di pagamento a cura della Polizia Locale. Una scelta che lascia perplessi, in quanto ad oggi il personale è pesantemente sottodimensionato. Si stanno studiando le modalità più idonee, cercando di evitare la ricaduta sociale sugli ausiliari, incolpevoli di qualsiasi manovra amministrativa e istituzionale che ha comportato la rescissione del contratto col loro datore di lavoro. Dalla sede dell’Acse di via Diaz si attendono risposte, al momento il servizio sarà assicurato fino alla scadenza di contratto, prevista per il mese di settembre. Il controllo analogo di Palazzo Mayer ha verificato l’irregolarità nella gara d’appalto voluta dall’Acse (su indirizzo politico della vecchia amministrazione comunale) e soprattutto stabilito che la gestione in house sarebbe economicamente un vantaggio per la partecipata. Fatto strano, o quantomeno curioso, perché nessuno dalla casa comunale ebbe ufficialmente da ridire quando il cda dell’Acse stabilì che il servizio così portato avanti non avrebbe comportato perdite. Anzi, la gestione conto terzi o la gestione in house avrebbe comportato una sostanziale situazione di pareggio economico. Andiamo a ritroso allora.

Con l’approssimarsi della scadenza della convenzione con l’Aipa, e consapevole della volontà del Comune di Scafati di non rinnovare il contratto, il cda dell’Acse (presidente D’Angolo, vice Petrucci, componente Infantile) diede incarico ad una società romana, la IT Trasporti srl, di redigere uno studio di fattibilità sulla gestione della sosta a pagamento. Un progetto pagato 14 mila euro oltre iva e spese accessorie. Il lavoro consegnato analizzava tre possibili scenari di gestione della sosta a pagamento. Il primo modello prevedeva l’affidamento in house all’Acse con possibilità di appalto pubblico dei soli servizi di controllo, manutenzione e informazione. In questo caso il relativo conto economico prevedeva un pareggio sostanziale. Il secondo modello prevedeva la totale estromissione dell’Acse con affidamento da parte del Comune di Scafati ad una società esterna dell’intero servizio. In questo caso si sarebbe avuto un risultato gestionale positivo di oltre 60 mila euro. Il terzo modello prevedeva infine la totale gestione del servizio in capo alla partecipata, e anche in questo caso il relativo conto economico prevedeva un pareggio sostanziale. Lo studio fu girato al primo cittadino, arrivando in consiglio comunale. In questa sede fu ribadita la volontà di non dare in gestione a terzi il servizio, ma trovando l’Acse impreparata a rilevare nel breve periodo il servizio, e onde evitare di rimanere scoperti, fu approvata la gestione in house con possibilità di concessione esterna. La “premessa” contenuta nella proposta di deliberazione, recitava: “La sosta a pagamento è qualificabile come servizio pubblico locale a rilevanza economia e che per questi servizi la Giurisprudenza della corte di Giustizia Ce avvallata dal Consiglio di Stato, ha ritenuto ammissibile l’istituto dell’In House Providing”. Poi, dopo due anni, il passo indietro. Da palazzo Mayer si sono accorti di aver fatto male i conti.

IL PD: abbiamo sempre sostenuto che il contratto era nullo ed antieconomico

<<Lo abbiamo sempre sostenuto che il contratto era nullo ed antieconomico per l’Ente. Nullo perché la partecipata comunale non poteva appaltare un servizio che doveva gestire in proprio ed antieconomico perché ha comportato un esborso notevole di risorse per l’Ente in predissesto>>. Così in una nota stampa il Partito Democratico locale. <<A prescindere dalle responsabilità che saranno accertate nei modi e nelle forme opportune, ci preoccupano le sorti delle famiglie dei dipendenti, che speriamo siano ricollocati o impiegati per l’espletamento del servizio. Dispiace, ovviamente, che a distanza di anni dai nostri rilevi, sia stata accertata l’illegittimità del rapporto. Se qualcuno ci avesse ascoltato avremmo risparmiato soldi e i dipendenti avrebbero avuto un futuro più’ sicuro>>. Polemico Pasquale Coppola, ex presidente del consiglio comunale: <<si raccolgono i cocci di un’amministrazione fallimentare, e a pagarne le conseguenze sono, ancora una volta, i lavoratori e le famiglie. Prima con lo sport e la mensa scolastica, oggi addirittura si corre il rischio di lasciare senza lavoro tante famiglie scafatesi. Mi auguro che l’Acse trovi la soluzione giusta per assorbire l’attuale personale ausiliario, assunto dall’Aipa anni fa grazie ad un sorteggio pubblico curato proprio dall’Acse>>.

 




Scafati: La difesa degli operatori Acse: “nelle buste finisce di tutto”

Di Adriano Falanga

<<Nei compattatori è finito l’indifferenziato raccolto la sera prima. Non è colpa nostra se tanti cittadini nei sacchetti mettono di tutto>>. Michele Calabrese è rsu all’Acse. Uno storico tra gli operatori in forza alla partecipata che si occupa della raccolta rifiuti a Scafati. E’ qui da sempre, quando l’amministrazione di Nicola Pesce diede vita alla società interamente partecipata dal Comune di Scafati, con il compito di gestire i servizi esterni. Era un lsu Calabrese, oggi guida uno dei tanti mi compattatori adibiti alla raccolta differenziata.  Rappresentante sindacale Cgil dei lavoratori in forza all’Acse, assieme ad Enrico Di Leva della Cisl, Calabrese fornisce la sua versione di quanto è accaduto mercoledi scorso, quando la Polizia Municipale, su input del maggiore Carmine Apicella, sovraordinato prefettizio e coordinata dal comandante Pasquale Cataldo, ha varcato i cancelli del deposito Acse di via Catalano e via Diaz, facendo scaricare a diversi mezzi il loro contenuto. Dentro per, piuttosto che esserci il differenziato come da calendario, c’era di tutto, compreso fogli di polistirolo. Il verbale redatto dai caschi bianchi, che continuano le loro verifiche, andrà presto sulla scrivania della commissione straordinaria, per eventuali provvedimenti. Qualora fosse accertata una responsabilità diretta degli operatori segnalati, potrebbero scattare sanzioni nei loro confronti, fino al licenziamento e alla denuncia per il danno arrecato all’ente. I controlli sono scattati a seguito degli alti costi che la città di Scafati paga alla discarica per lo smaltimento del rifiuto non differenziato. <<Noi non abbiamo nessun interesse a mischiare tutto, ma gli scafatesi non sempre rispettano la giusta modalità di conferimento – spiega Calabrese – noi operatori prendiamo il sacchetto e lo depositiamo nel mezzo. Non sempre, e questo capita spesso, siamo in grado di capire il contenuto. Ad esempio, molti cittadini non hanno ancora capito che il secco non equivale all’indifferenziato, ed è questo che è stato riscontrato nei mezzi. Noi siamo sereni del nostro operato>>. Secondo il sindacalista, ciò che non è plastica, carta, vetro o umido dovrebbe finire nel rifiuto secco. Ed è quello che poi viene smaltito in discarica, con un costo calcolato in circa 200 euro a tonnellata. Invece in molti credono che il secco sia il rifiuto non differenziato, ecco perché nelle buste ci finisce umido, plastica, e pure vetro. Nel momento in cui l’operatore scopre che il sacchetto non contiene il materiale che gli compete prelevare, lo lascia a terra in attesa del collega adibito a quel rifiuto. Ecco il perché l’Acse in queste settimane ha avviato una campagna di informazione per scongiurare ai cittadini l’uso di buste nere, non trasparenti. <<Vi faccio un esempio, mentre raccolgo la plastica trovo una busta con diverse bottiglie di vetro, cosa dovrei fare? Lasciare tutto a terra? Il vetro è pericoloso, può finire per strada. Noi abbiamo da sempre ordine di pulire il posto di conferimento, soprattutto al centro città. Sta al cittadino capire che deve differenziare sempre e nel modo corretto i rifiuti>>. Del resto, ogni notte l’Acse lascia uscire anche i mezzi adibiti all’indifferenziato, con costi aggiuntivi derivanti. E qui dentro vi finisce una quantità non indifferente di rifiuti, che potrebbero essere differenziati e invece finiscono in discarica. <<Finisce in discarica anche il rifiuto prodotto dalle spazzatrici, che ovviamente non è differenziato>> aggiunge ancora Michele Calabrese.

DUE GLI OPERATORI SEGNALATI

3-rifiutiSarebbero due gli operatori segnalati dai caschi bianchi per il carico alla rinfusa riscontrato sul loro mezzo. La difesa del sindacato ascrive alla mancata differenziata la responsabilità del contenuto: non sarebbe possibile, o almeno non sempre, capire l’esatto contenuto del sacchetto. <<Da un sacchetto scuro e chiuso l’operatore può dedurre che ci sia dentro il rifiuto giusto da conferire, ma quando questo non è possibile, noi prendiamo comunque tutto, avendo disposizioni di lasciare pulito e soprattutto essendo nelle condizioni di non poter aprire il sacchetto>>. La giurisprudenza vieterebbe agli operatori ecologici di aprire le buste, per la tutela della privacy. Intanto sarà il maggiore dei carabinieri Carmine Apicella a verificare fino in fondo la vicenda, e poter escludere ogni responsabilità diretta dei due operatori segnalati. Le indagini sono ancora in corso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Adriano Falanga