Simone Valiante: «Comanda e decide sempre De Luca. Nel Pd non hanno avuto coraggio»

di Andrea Pellegrino

«A Salerno con De Luca ha prevalso il modello del “comando io e decido io” e il Pd romano non ha avuto coraggio». Simone Valiante, già deputato del Partito Democratico, a liste chiuse commenta le prossime elezioni europee. Lui aveva offerto la propria disponibilità (non raccolta dal Pd) alla candidatura, dopo la clamorosa esclusione dalla lista del Partito Democratico alle scorse elezioni politiche del 4 marzo. Per ora Valiante si dedicherà ad un nuovo progetto professionale in attesa di sviluppi politici. Onorevole Valiante, si avvicinano le elezioni europee…«Un appuntamento cruciale per il futuro dell’Europa. Per chi, come me, viene dalla “generazione Erasmus” vede dinanzi a sé una grande incompiuta ma continua a credere nel progetto degli Stati Uniti d’Europa». Passiamo al Partito Democratico e alle sue liste…«Le liste del Pd sono fatte da nomi rispettabilissimi ma francamente non mi appassionano, anche perché non ho ancora capito, in questo momento di grande confusione della politica italiana e di oggettiva difficoltà delle forze di Governo, quale è l’alternativa che mette in capo il Pd e quale progetto di Paese ha in testa». A proposito di liste, lei mesi fa ha offerto la sua candidatura. Offerta non raccolta…«Sulla mia candidatura ho detto abbastanza. A Salerno con De Luca ha prevalso il modello “comando io e decido io” e questo famigerato “partito romano”non ha avuto il tempo o forse il coraggio di qualche scelta innovativa. C’è poi una grande disorganizzazione di fondo. Basti pensare che l’area politica del segretario politico nazionale di fatto non esiste e non ha espresso candidature organizzate, ma fatti occasionali come la giusta riconferma di Andrea Cozzolino e la candidatura voluta dal Pd salernitano di Anna Petrone. Il risultato finale sarà l’elezione di qualche renziano ortodosso della prima e dell’assessore regionale della giunta De Luca. Nulla di male, nel caso di specie persone rispettabilissime, ma assolutamente nulla di nuovo. Ma soprattutto qual è il progetto di Europa, di Campania, di classe dirigente che questo partito immagina per il futuro? Non ho sentito una parola. Vedremo quello che dirà Zingaretti il 29 aprile a Napoli. Ma la questione interessa a pochi, pare. Il Pd, nonostante tutto, so che andrà meglio del previsto. Certo, mi sembra troppo poco per tornare a governare l’Italia è guardare al futuro con una nuova prospettiva. Forse, però, anche questo interessa a pochi. Nessuno si illuda però, il test amministrativo da qui al prossimo anno disegnerà la nuova Italia e su quello si misurerà la tenuta del Pd, non certo sul dato delle Europee. E mi pare che stiamo molto indietro». Progetti per il futuro? «Oggi più che mai serve lavorare ad un progetto di territorio valido. Nel frattempo fino al 27 maggio mi dedicherò in “dolce esilio” al mio lavoro pugliese».




Salerno, piazza Alario diventa un parco. Il comitato: «Ci hanno snobbati»

di Andrea Pellegrino

Ancora piazza Alario, ancora uno scontro tra amministrazione comunale e residenti della zona. Dopo il naufragato progetto del parcheggio interrato – che avrebbe dovuto nascere nel “ventre” della storica piazza che si trova oltre via Indipendenza -, ora è il nuovo “Parco Alario” a far discutere. Ieri mattina la presentazione del progetto presso la sede del Partito Democratico di via Manzo, perché – ha spiegato il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli – «abbiamo preso spunto da un’iniziativa del Pd che, in questa circostanza, ha svolto un vero e proprio servizio pubblico». In sostanza, il progetto di Parco Alario sostituirà quello del parco giochi per bambini la cui realizzazione era stata prevista alle spalle del teatro Verdi: un’area di gioco che non ha mai visto la luce a causa del diniego della Soprintendenza. IL NUOVO PARCO ALARIO. Un investimento da 140mila euro di fondi comunali per attrezzare un’area di 1405,90 metri quadrati, con un’area verde di 986,30 metri quadrati di cui 632, 70 con tessuto anti trauma. Inoltre è prevista una pavimentazione in gomma colata anti trauma per 394,40 metri quadrati. Sulla nuova area saranno installate 7 panchine, 11 giochi a molla, una struttura plurigioco a due torri, 3 altalene, 2 scivoli, 2 giostrine girevolie 2 dondoli a bilico. L’inizio dei lavori è previsto per il prossimo mese di luglio e l’amministrazione conta di poter mettere a disposizione della cittadinanza il nuovo parco giochi prima della fine dell’anno. «Abbiamo un sistema di parchi cittadini assolutamente interessante», ha sottolineato il sindaco Napoli, ricordando come in ognuno di essi «sia prevista un’area destinata ai bambini». «Siamo contenti – ha aggiunto, poi, l’assessore al Commercio, Dario Loffredodi regalare un parco a misura di bambino alla città e nei prossimi mesi andremo avanti con il recupero delle aree urbane». «Quella di Parco Alario è un’operazione – ha spiegato il segretario provinciale del Pd, Enzo Luciano – «mirata al recupero di una zona dedicata ai più piccoli al centro della città, dopo la rimozione del parco giochi che si trovava alle spalle del Jolly hotel molti anni fa». Per il deputato Piero De Luca, il «Pd cercherà sempre di pungolare e stimolare l’amministrazione comunale. Siamo una spina nel fianco propositiva di un’amministrazione già attenta alle esigenze del territorio. Salerno, per noi, non ha periferie». L’ESCLUSIONE DEL COMITATO. «I cittadini della zona mi hanno consegnato 41 firme per condividere con noi il progetto del nuovo parco»: queste le parole del sindaco Enzo Napoli in conferenza stampa. A quanto pare, però, tra quei residenti non c’erano i componenti del comitato civico “Salviamo piazza Alario” che, di fatto, hanno appreso della nuova iniziativa urbanistica solo a decisione assunta. Eppure, lo stesso comitato, solo due giorni prima, aveva inviato al comune una nota con la quale si chiedevano incontri atti proprio a condividere iniziative di questo tipo, volte a una riqualificazione di diverse zone della città, compresa quella di piazza Alario. Un progetto che – scrive il portavoce del comitato, Giuseppe Bojano – «non è mai stato condiviso con i liberi cittadini che hanno più volte manifestato in pubblico, con assemblee, iniziative e segnalazioni, di voler partecipare attivamente alla riqualificazione dei giardini e di tutta la zona occidentale della città. Siamo stupiti – scrive ancora Bojanoperché la nostra voce è rimasta inascoltata, nonostante l’impegno profuso dal nostro comitato per salvaguardare l’integrità della piazza, dopo averla restituita ai cittadini, evitando un intervento devastante. Rivendichiamo il dirittoad essere ricevuti e coinvolti quali legittimi rappresentanti della comunità del quartiere e portatori di una idea progetto condivisa da gran parte dei residenti. Ci opporremo pertanto a qualunque decisione unilaterale che escluda il nostro comitato dal confronto su questi temi». Ad appoggiare la battaglia di “Salviamo piazza Alario” è il consigliere comunale di Salerno di tutti, Gianpaolo Lambiase: «Il progetto viene annunciato alla stampa nella sede di un partito politico da un deputato, dal sindaco e da un assessore comunale, come se fosse “donazione” alla collettività da parte di un privato ricco imprenditore. Il sindaco e l’assessore hanno dimenticato il proprio ruolo, quello di rappresentanti dell’intera cittadinanza. Credo che l’iniziativa sia vicina al limite della correttezza istituzionale, se non al limite della legalità». Dello stesso pensiero anche il parlamentare di Forza Italia, Gigi Casciello. «Salerno non è del Pd e i salernitani lo hanno ribadito elettoralmente già un anno fa». «Dispiace che il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli sia sempre più prigioniero della famiglia De Luca»- sottolinea Casciello che parla di «grande confusione di ruoli visto che erano presenti anche il segretario provinciale Pd, Vincenzo Luciano che è pure capostaff del primo cittadino e il parlamentare Piero De Luca, figlio del governatore, eletto in provincia di Caserta dopo la bocciatura salernitana. Considerato che su piazza Alario da tempo ci sono istanze di cittadini e comitati, logica avrebbe voluto che la presentazione del progetto avvenisse in altro luogo, senza sottrarsi al confronto con la gente. Evidentemente non si è capito ancora che Salerno non è del Pd. Eppure i salernitani già un anno fa hanno dato la propria sentenza elettorale, bocciando il candidato Pd».




Forza Italia, la Carfagna non c’è. A destra la sfida dei Mussolini

di Andrea Pellegrino

Dopo un’intensa giornata di trattative, sospetti, annunci e ritirate, Mara Carfagna non è candidata alle europee. Al secondo posto, dopo Silvio Berlusconi, nella circoscrizione meridionale, c’è l’uscente Barbara Matera. Poi Fulvio Martusciello, Aldo Patriciello e il salernitano Antonio Ilardi. Insomma, la Carfagna non si conterà e non lancerà nessuna “opa” a Silvio Berlusconi, così comei mmaginato da una parte del partito azzurro. Farà campagna elettorale, annuncia, “così come sempre”, cercando di sostenere sul suo territorio (quello salernitano, appunto) l’ingegnere Antonio Ilardi, ex ad dell’aeroporto “Costa d’Amalfi”. «Forza Italia – dice Ilardiha messo in campo, nella circoscrizione meridionale, una squadra autorevole e coesa, di cui mi onoro di far parte, guidata dal presidente Silvio Berlusconi. Inizio oggi una esperienza in cui desidero rappresentare le aspettative di sviluppo del nostro territorio, i valori e le radici cristiane della nostra Europa, le speranze di pace e benessere del nostro popolo. Mi accompagneranno e mi sosterranno, in ognuno dei prossimi 40 giorni, tutti i volti degli uomini e delle donne che ho avuto la fortuna di incontrare in questi anni nella rappresentanza studentesca, nell’associazionismo cattolico ed imprenditoriale, nonché nell’amministrazione pubblica. Avanti, forza, per Salerno e per il sud». Anche in Forza Italia c’è un Mussolini, con Alessandra che riabbraccia il Cavaliere. In Fratelli d’Italia, sempre nella circoscrizione meridionale c’è Caio Giulio Cesare Mussolini. Una sfida tutta in famiglia. «Non parlerò mai male di un mio parente – afferma Caio MussoliniPoi ci sono tante differenze. Personali e politiche. Per esempio io mi candido con un partito di destra, Fratelli d’Italia. A ogni modo contavo di chiamarla in campagna elettorale per chiederle dei suggerimenti, visto che sono 27 anni che fa politica mentre io sono nuovo. Vorrà dire che la chiamerò per farle un sincero in bocca al lupo». DE LUCA JR.: «CAMBIARE NUMERO SEGGI» Piero De Luca solleva il caos seggi. A quanto pare sarebbero stati ripartiti considerando già il Regno Unito fuori dall’Europa. «Ho chiesto al governo – spiega il deputato Pddi correggere con la massima urgenza il Dpr 22 marzo 2019 di “Assegnazione del numero dei seggi alle circoscrizioni per l’elezione dei membri del parlamento europeo spettanti all’Italia”, tenendo conto dell’ipotesi che alla data delle elezioni del 26 maggio il Regno Unito faccia ancora parte dell’Ue, nel qualcaso il numero di seggi spettanti all’Italia sarebbe 73, e non gia’ 76 come attualmente stabilito». I NUMERI Sono state 17 le liste presentate nella circoscrizione sud per le europee. Per due liste, però, si profila l’esclusione per mancanza del requisito del collegamento con partiti che consentirebbe di fare ameno delle firme di appoggio. Si tratta dei “Gilet arancioni” del generale Papparlardo e del “Popolo delle Partite Iva”. Avranno tempo fino ad oggi per fare ricorso.




Lega: delusione per Sica e Lettieri jr. Salvini conferma Tommasetti e Sofo

di Andrea Pellegrino

Niente da fare per Ernesto Sica. L’ex sindaco di Pontecagnano Faiano salta ancora una volta il giro elettorale. Non sono bastati il rientro in consiglio comunale a Pontecagnano, l’adesione alla Lega e l’elezione in consiglio provinciale a convincere Matteo Salvini a candidarlo alle elezioni europee. Stop anche a Lettieri jr che già qualche giorno fa aveva annusato l’esclusione dalla lista leghista. Entra invece il rettore Aurelio Tommasetti. Poi la salernitana Lucia Vuolo (vicesegretario provinciale della Lega) e Vincenzo Sofo, fidanzato di Marion Len Pen. DAL RETTORE ALL’EX RETTORE La sfida è ancora più avvincente all’interno del campus di Fisciano. In campo c’è Tommasetti, attuale rettore,ma c’è anche il suo predecessore Raimondo Pasquino, ex democristiano doc, approdato nella lista più Europa. Pasquino, che a Salerno è stato commissario del Cstp, guida la compagine di Emma Bonino nella circoscrizione meridionale. MUSSOLINI NELLA LISTA DI FDI Il nipote del duce, invece, entra nella lista dei Fratelli d’Italia nella circoscrizione sud. Caio Giulio Cesare Mussolini, infatti, compare nella lista di Giorgia Meloni, insieme all’uscente Raffaele Fitto e ai salernitani Carmela Rescigno e Ugo Tozzi. VERDI CON IL CONSIGLIERE VENTURA Spunta il consigliere comunale di Davvero Verdi, Giuseppe Ventura nella lista “Europa Verdi”. «Mi è stato chiesto un impegno e non mi sono tirato indietro, anche per dare un contributo sui temi ambientali – spiega Venturale missioni impossibili, alcune volte diventano possibili. E’ stato già così alle scorse elezioni amministrative al comune di Salerno. Spero che tutti i compagni siano al mio fianco in questa battaglia lunga e dura. Io ci credo». PD TUTTO CONFERMATO Tutto confermato nel Partito Democratico. La lista sarà capeggiata dall’ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Così come confermata è la candidatura dell asalernitana Anna Petrone. «Inizia la campagna elettorale -spiega Petrone è stata una scelta condivisa dalla direzione provinciale anche dopo il risultato delle primarie. Guardiamo all’Europa con uno sguardo diverso, una Europa che non deve lasciare nessuno indietro. Porto i temi a me tanto cari e che mi hanno sempre contraddistinta. Attenzione alle fasce deboli ed una maggiore integrazione». Intanto l’ufficio elettorale ha chiesto integrazioni ai delegati del Pd che hanno presentato la lista. Vi sarebbero delle inesattezze nell’indicazione dei dati anagrafici di alcuni candidati. DEMA SALTA IL GIRO SI CANDIDA ALLE REGIONALI Nessun impegno in prima persona di Luigi de Magistris in questa competizione elettorale mentre è sempre più probabile la candidatura a governatore della Campania. «Alle Europee andrò a votare, alle prossime regionali ci sarò se saremo candidati. Se sarò candidato io lo sapremo per settembre: bisogna lavorare per individuare la soluzione migliore per vincere». VERIFICHE SU LISTE 5 STELLE Saranno depositate oggi in Corte d’Appello. La pubblicazione delle liste definitive era attesa per ieri mattina – come annunciato dal Blog delle Stelle – ma i vertici del Movimento avrebbero deciso di prendere ancora del tempo per fare ulteriori verifiche.




Europee: il Partito Democratico salernitano schiera Petrone e Roberti

Sono due i salernitani che correranno per il PD alle elezioni europee per la circoscrizione sud Italia: Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia e antiterrosimo e assessore della giunta De Luca con delega, tra le altre, alla sicurezza, e Anna Petrone, ex consigliere regionale del Pd e alla sua seconda candidatura a Strasburgo e Bruxelles, che questa volta compete per la vittoria. Ecco tutti nomi della lista “Partito Democratico. Siamo europei” per l’Italia meridionale: Franco Roberti, Giuseppina (Pina) Picierno, Andrea Cozzolino, Elena Gentile, Giosi Ferrandino, Gerarda Ballo, Nicola Brienza, Caterina Cerroni , Nicola Caputo, Lucia Nucera, Franco Iacucci, Nanna Marra, Massimo Paolucci, Leila Keichoud, Eduardo Piccirilli, Anna Petrone, Ivan Stomeo, Mariella Verdoliva.




Il ritorno di Paolucci nel Pd. Obiettivo: «Fermare la destra»

di Marcello D’Ambrosio

La presentazione del libro “Un sogno di sinistra. Tra Europa e Mezzogiorno” ieri al salone del bar Moka moderato dalla deputata di Liberi e Uguali Michela Rostan con gli interventi di Federico Conte, Carmine Pinto, Antonio D’Alessio, Carmelo Conte è l’occasione per porre qualche domanda all’eurodeputato Massimo Paolucci, autore del volume e ricandidato con la lista del Pd. Quali sono le attività del suo primo mandato che ritiene di maggiore rilievo? «Ho lavorato tantissimo sulle questioni ambientali. Sono stato il relatore per i Socialisti sulla direttiva in favore della plastica monouso, fondamentale per salvare gli oceani e per ridurre l’utilizzo di questo materiale. Sono stato l’unico italiano del centrosinistra a far parte della commissione d’indagine sul caso Wolkswagen. Sono stato il relatore del documento di indirizzo sull’economia circolare. Ho lavorato moltissimo sulle tematiche riguardanti l’ambiente». Con quali proposte si presenta ai cittadini con la sua nuova candidatura? «Innanzitutto continuare con il lavoro avviato sull’ambiente. E poi, dare una mano ai socialisti europei per rifondare l’Europa. Abbiamo la moneta unica senza una struttura politica che la regga. Abbiamo la moneta unica ma non abbiamo regole fiscali uniche. Abbiamo la moneta unica ma abbiamo regole del mercato e del lavoro differenti. Abbiamo la moneta unica ma il parlamento europeo ha poteri limitati. Il tema è andare oltre un’Europa a metà e in mezzo al guado». Qualcuno sostiene che la sua candidatura nella lista “PD – Siamo europei” rappresenti un ritorno nel Partito Democratico. «Sono stato eletto cinque anni fa, ho aderito al gruppo Socialisti e Democratici e mi candido con un partito che è parte del Partito Socialista Europeo. Da cinque anni ho la tessera del Partito Socialista Europeo e mi candido per sostenere il PSE. Il Pd è socio fondatore del PSE». E’ nella città del governatore De Luca. Da europarlamantare come valuta questa prima tranche del presidente della regione Campania? «De Luca ha ereditato una situazione molto difficile. Ha fatto alcuni passi in avanti: penso alla riorganizzazione dei trasporti, un lavoro difficilissimo. Sulla sanità c’è ancora moltissimo da fare». Ci potrebbero essere alternative a De Luca nel centrosinistra? «Mi sembra una discussione prematura. Il mio assillo, ho lavorato così in tutte le regioni, penso all’Abruzzo, alla Basilicata, in queste settimane al Piemonte, è unire il centrosinistra, allargarlo, con un programma che sia credibile e fermare la destra. Il mio assillo è davvero fermare la destra». E’ di oggi la notizia delle dimissioni del professore Peppino Cacciatore da presidente dell’assemblea salernitana di MDP. «Per coerenza», anche, «con la candidatura di mio figlio Silvio ne La Sinistra». Che ne pensa? «Rispetto la scelta del professor Cacciatore. Una scelta dettata anche da motivi familiari. Il professor Cacciatore è un mio amico, una persona che stimavo prima e che continuo a stimare».




Pontecagnano, la carica dei 200 in piazza Sabbato. «Faccio terapia, capisco chi protesta»

di Marcello D’Ambrosio

«Oggi sono qui in prima persona per rappresentare un dramma che si sta mettendo in atto a ridosso di Pontecagnano. Purtroppo anche io sulla mia pelle sto vivendo una situazione drammatica:sto facendo l’immunochemioterapia e quindi capisco chi protesta. Sono preoccupato da ciò che sta avvenendo». Pasquale Scorzelli, 51 anni, è uno dei quasi duecento cittadini che ieri mattina hanno partecipato all’assemblea pubblica in piazza Sabbato dal tema “Gli impianti di rifiuti a Pontecagnano Faiano, tutti i motivi di un no!”. Insieme a lui Fabio Natella, giovane artista, anche tra gli organizzatori e gli animatori dell’iniziativa: «Rappresento un comitato spontaneo, chiamato “Ex tabacchificio A.T.I.”. Oggi siamo qui per fare informazione con una campagna contro l’amianto e contro tutti gli edifici dismessi presenti a Pontecagnano e in particolare l’ex tabacchifico A.T.I.. Nel nostro volantino informativo sono riportate tutte le patologie provocate dall’esposizione alle fibre d’amianto. Come comitato ci siamo associati oggi all’assemblea per spiegare i motivi del no al sito di stoccaggio in via Irno». Si definisce un cittadino tra i cittadini Matteo M. Zoccoli, anche lui tra gli organizzatori dell’assemblea e tra i responsabili del “MeetUp Amici di Beppe Grillo” della cittadina picentina: «Abbiamo avuto notizia che la conferenza di servizi tra il sindaco, la regione e tutti isoggetti interessati si è tenuta. Il nostro primo cittadino si è presentato con copia della delibera del consiglio comunale relativa alla non volontà di impiantare il sito di stoccaggio in via Irno. Lanzara dunque ha preso atto di ciò che è passato in consiglio comunale all’unanimità e penso stia cercando di lavorare per i cittadini per dare corso a quanto deciso. D’altro canto rappresentare i cittadini è il suo compito. Per ciò che concerne il potenziale impianto di compostaggio siamo molto curiosi di capire come, dove e che tipo di impianto si farà. Vorremmo da parte del sindaco più trasparenza su questo percorso che ha deciso di intraprendere insieme al sindaco di Giffoni Valle Piana». Tra i presenti anche il presidente dell’associazione Isea Onlus Antonio De Rosa: «La nostra associazione ha come finalità tra le altre la tutela e la valorizzazione dell’ambiente ed è attiva dal 2007 a Pontecagnano. Abbiamo sempre partecipato a tutti i comitati e tutte le lotte che ci sono stati in tema ambientale e quindi sono qui interessato per poi riferire ai soci dell’associazione». Nel corso dell’assemblea si sono susseguiti gli interventi di Matteo M. Zoccoli, Federico Arcangelo Marra, Antonio Citro, Francesco Pastore, Marco Carpinelli, Lorenzo Forte, Angelo Mazza, Davide Gatto, Lucia Zoccoli, Ambrosina Zezzi, Fabio Natella.




Lega indecisa a Capaccio e Baronissi. Fratelli d’Italia: 3 candidati sindaco

di Andrea Pellegrino

Settimana cruciale per la composizione delle liste europee ed amministrative. Più complessa la situazione a livello locale dove il centrodestra ancora deve trovare la quadra in alcuni comuni. A Baronissi la Lega di Matteo Salvini è contesa da due candidati: Tony Siniscalco, che già avrebbe esposto i simboli leghisti, e l’ex sindaco Giovanni Moscatiello, pronto ad accogliere nella sua coalizione il partito di Matteo Salvini. Questo anche grazie alla mediazione di Lucia Vuolo che segue da vicino la campagna elettorale proprio di Baronissi, oltre ad essere ad un passo dalla candidatura per le elezioni europee. Da sciogliere anche il caso Capaccio Paestum. Al momento non ci sarebbe ancora intesa con Enzo Sica, candidato del centrodestra. Lega a trazione Fratelli d’Italia nei comuni di Nocera Superiore, dove sostiene Peppe Fabbricatore, e a Scafati dove corre con Cristoforo Salvati che, a sua volta, cammina autonomamente rispetto a Forza Italia che punta su Antonio Fogliame. Stesso scenario a Pagani ma con una coalizione più ampia a supporto del consigliere regionale Alberico Gambino. Oggi a Salerno arriva Gianluca Cantalamessa. L’occasione è l’incontro, moderato da Luca Lezzi, su “Le nuove vie della seta: il mare di mezzo crocevia di traffici e interessi”, promosso dal circolo Proudhon di Salerno che si terrà alle ore 19,00 presso la sede di via Guercio. Con il deputato ci sarà anche il segretario provinciale della Lega Mariano Falcone, oltre che l’avvocato Alfonso Mignone, il giornalista Clemente Ultimo e lo storico navale Alessandro Mazzetti. Alle 17.30, invece, sempre di oggi ci sarà Massimo Paolucci alla Sala Moka. L’eurodeputato, rientrato nel Pd, avvierà la campagna elettorale partendo proprio da Salerno. Al suo fianco Federico Conte, deputato di Leu, sempre più vicino al rientro nei dem grazie all’apertura di Nicola Zingaretti. Partito democratico che, in vista delle amministrative, deve ancora affrontare qualche problema locale. A partire da Nocera Superiore dove l’accordo con Giovanni Maria Cuofano, oltre a nascondere il simbolo ufficiale dalla coalizione, ha creato malumori all’interno dello stesso direttivo del Partito democratico. Di non facile gestione è anche il caso Capaccio con Franco Alfieri già finito al centro di un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli. Il marchio di «mister frittura» pesa ancora sulla testa dell’ex sindaco di Agropoli. Anche l’avanzata di Italo Voza prosegue, con la volontà dell’ex primo cittadino di sbarrare la strada “allo straniero” per non bissare quanto accaduto con Franco Palumbo alle scorse amministrative.




Europee, Pd, tutto come previsto: ecco Roberti, Petrone e gli uscenti. Paolucci torna alla casa madre, Conte pronto a seguirlo

di Andrea Pellegrino

E’ pronta la lista del Partito democratico per la circoscrizione meridionale (che raggruppa le regioni Campania,Puglia, Abruzzo, Basilicata e Molise) per le Europee del 26 maggio. Sono stati definiti i diciotto candidati del Pd. Capolista, così come annunciato da Nicola Zingaretti, sarà l’ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, attuale assessore regionale alla sicurezza della giunta De Luca. Segue Pina Picierno, renziana, eurodeputata uscente. Così come Andrea Cozzolino che tenta di restare a Bruxelles. Tra i campani confermato Giosi Ferrandino, uscente e già sindaco di Ischia. E’ subentrato al Parlamento Europeo a Gianni Pittella, eletto in Senato. Stessa conferma per Nicola Caputo, casertano e sostenuto dalla pattuglia deluchiana. Unica salernitana, così come annunciato nei giorni scorsi, è Anna Petrone, già consigliere regionale del Partito Democratico. C’è anche Massimo Paolucci, uscente, transitato in Mdp all’epoca della scissione con Matteo Renzi. Una presenza che avrebbe fatto storcere il naso all’ex premier e al gruppo renziano che si sono astenuti sulle liste. Paolucci che tra l’altro sarà lunedì (ore 17,30 al bar Moka) a Salerno per presentare il suo libro “Un sognodi sinistra. Tra Europa e Mezzogiorno”. Con lui ci saranno il consigliere comunale di Salerno, Antonio D’Alessio, il professore Carmine Pinto e l’ex ministro Carmelo Conte. A coordinare i lavori sarà invece la deputata di Leu, Michela Rostan. Tra l’altro, la presenza di Paolucci apre la strada di ritorno al Pd anche al deputato salernitano di Leu Federico Conte, promotore dell’iniziativa di lunedì alla sala Moka di Salerno. Astensione del gruppo Lotti – Guerini e Giachetti (di cui fa parte anche il salernitano Piero De Luca) alle liste proposte da Nicola Zingaretti che non ha incassato, però, nessun voto contrario. «Pieno sostegno a Zingaretti – dice Tino Iannuzzi, membro della direzione nazionale del Pd – per il suo stile di dialogo e confronto, rispetto per tutte le posizioni dentro il partito, per lo sforzo di ricostruire una comunità. Le liste sono qualificate ed aperte e vanno nella giusta direzione di costruire uno schieramento aperto ed inclusivo, capace di dare voce ad esperienze e sensibilità diverse, con capilista autorevoli. Occorre prestare grande attenzione al mondo delle partite Iva, del lavoro autonomo, dei giovani professionisti, al mondo cattolico, ai temi della sostenibilità ambientale e della Green economy, del Mezzogiorno con la difesa ferma dell’unità nazionale e la giusta opposizione a scellerati disegni di regionalismo differenziato».




Nocera Superiore: è bagarre nel PD cittadino

di Marcello D’ambrosio

«Rosario Danisi non ha rinnovato la tessera. Punto. Il tesseramento del Pd a Nocera Superiore è stato prorogato da dicembre 2018 a febbraio 2019. Ho comunicato all’esterno lo svolgimento del tesseramento come previsto dallo statuto e chi voleva poteva tesserarsi. Sulla base di questo tesseramento c’è un altro organismo dirigente. Le invierò tramite whatsapp i nomi dei componenti dell’attuale diretttivo. Chi non faparte del partito non può essere membro di nessun direttivo, sarebbe un assurdo!». Così il coordinatore cittadino del Pd Andrea Ferrentino. Di tutt’altro parere Rosario Danisi, 39 anni, operatore nel comparto del trasporto marittimo. «Ieri (mercoledì per chi legge ndr.) sono stato rimosso dal gruppo whatsapp del PD Nocera Superiore. Se c’è stato il tesseramento, Ferrentino oltre a dichiarare la data indichi anche il luogo in cui si è svolto. Sia chiarissimo che io non nutro alcuna pregiudiziale, nel modo più assoluto, nei confronti del sindaco Cuofano. Ciò che contesto è il metodo. Nella sua risposta al suo collega de “Il Mattino” Ferrentino afferma che io e Carlo D’Ambrosio non siamo tesserati, mentre Antonio Sessa è stato informato personalmente del tesseramento». «Io ero informato del tesseramento, i termini del tesseramento erano stati resi noti dalPD a livello nazionale. E’ vero però che a Nocera Superiore non abbiamo una sede. Io faccio parte del direttivo, se non ci sono state variazioni a mia insaputa» sono invece le parole del geometra Antonio Sessa. «Possibile che si distingua tra persone, qualcuno viene informato e altri no? – continua a chiedersi Danisi  -Non escludo un ricorso al livello provinciale sulla questione». In effetti la questione è intricata e si può affermare che non nasce oggi. A maggio Giovanni Maria Cuofano, sindaco uscente, stando ad una nota ufficiale del PD Provincia di Salerno del 6 aprile scorso, si ricandiderà con il sostegno del Partito Democratico. Mal’inghippo nasce prima: nel 2014 l’allora ventinovenne primo cittadino sbaragliò il suo avversario, il candidato appoggiato dal Pd Bartolo Pagano, con il 75% dei consensi presentandosi ai cittadini con un progetto civico. Ma nel corso degli anni del suo mandato amministrativo sembra essersi avvicinato sempre di più al Pd, avvicinamento suggellato per l’appunto dalla nota firmata dall’organismo provinciale guidato dal segretario Vincenzo Luciano in cui si fa riferimento ad un incontro a cui avrebbero partecipato anche il deputato Piero De Luca, i consiglieri comunali del gruppo PD Roberto Ciancio, Roberto Viziola e Bartolo Pagano stesso. «Dalle colonne de “Il Mattino” Ferrentino mi ha attaccato – spiega calmo Antonio sessa – facendo riferimento ad un mio presunto passaggio. Io mi sono candidato nel 2014 raccogliendo circa 400 preferenze, e lostesso ha fatto Rosario Danisi che ha avuto un consenso di circa 300 voti personali. Per quanto mi riguarda chi deve spiegare la propria posizione non sono io». Ad ogni modo l’unico direttivo ufficiale che si conosce è quello costituito nell’ottobre del 2017 e composto da: Raffaele Satiro, Mario Bartiromo, Antonio Sessa, Carlo D’Ambrosio, Marzia Manzo, Maria Claudia Iannone, Rossella Petti, Vincenzo Villani, Fabio Imparato, Rosario Danisi.