Cava. Vertenza Ausino fissato a febbraio un confronto tra le parti

Sulla protesta  del personale Ausino S.p.A., è intervenutro il  Presidente Mariano  Agrusta. «Sono fiducioso che si raggiungerà un’intesa che farà rientrare tale situazione»: l’Avv. Mariano Agrusta, Presidente di Ausino S.p.A., interviene sullo stato di agitazione del personale dipendente dell’Azienda di Servizi Idrici Integrati. Fissato per i primi di febbraio l’incontro con le rappresentanze sindacali. «Discuteremo serenamente delle reciproche posizioni e troveremo un accordo per il bene generale dell’Azienda e nell’interesse degli utenti»
«Per i primi di febbraio è stato convocato un incontro con le rappresentanze sindacali. Sono fiducioso che si raggiungerà un’intesa che farà rientrare tale situazione»: l’Avv. Mariano Agrusta, Presidente di Ausino S.p.A., interviene sullo stato di agitazione del personale dipendente dell’Azienda di Servizi Idrici Integrati, proclamato nei giorni scorsi dalla RSU. «Nel corso dell’incontro discuteremo ufficialmente delle reciproche posizioni – continua iAgrusta – anche se in realtà si sono già susseguiti contatti e ragionamenti informali sia con il personale che con i rappresentanti sindacali. Si tratta, comunque, di uno stato di agitazione che definirei “singolare”, in quanto lascerebbe sottintendere grandi difficoltà nel rapporto tra il personale dell’Ausino e l’Amministrazione. Nulla di più falso. Esiste, infatti, un rapporto di grande serenità e rispetto, ovviamente nella consapevolezza delle reciproche posizioni e responsabilità, ragion per cui sono certo che troveremo un accordo, anche e soprattutto per il bene generale dell’Azienda, che poi è ciò che abbiamo a cuore tutti». In tale auspicabile intesa confidano ovviamente anche i cittadini, «che sono non solo i fruitori finali del servizio – rimarca  Agrusta – ma anche la “base” di quest’Azienda. Di ciò siamo consapevoli tutti: l’Amministrazione, il management ed i dipendenti”.




Nocera. Ginecologia dell’“Umberto I” l’invasione delle napoletane

di Gianfranco Pecoraro

NOCERA INFERIORE. Il 30% delle partorienti proviene dal napoletano e il reparto di ginecologia dell’Umberto I è sottoposto a un superlavoro che potrebbe portarlo al collasso. Dati impressionanti per l’attività del reparto di ginecologia dell’ospedale  “Umberto I”, il secondo per nascite in Campania, destinati ad aumentare per l’arrivo in massa di donne provenienti da Cava de’ Tirreni e Mercato san Severino, il cui ospedale non offre più questo servizio.
Ad impressionare, in particolare, non sono solo i 1500 parti annui ma anche l’entità dei pronti soccorso ostetrico-ginecologici e delle prestazioni rese in urgenza, in porticolare per le gravidanze a rischio. A destare interesse è la provenienza delle donne. Il 30% delle partorienti, infatti è dell’area napoletana. Di queste, poco più del 50% proviene dalla fascia costiera, da Torre del Greco ­­­­a Torre Annunziata, l’area boschese e Castellammare di Stabia, e paesi limitrofi, dove insistono tre ospedali e diverse cliniche private, mentre la restante parte arriva da Somma vesuviana, San Giuseppe vesuviano e comuni confinanti. Una situazione diventata insoppportabile per il personale dell’Umberto I che va diminuendo e con maternità sempre più coplesse. Le media delle partorienti, infatti, supera i 30 anni di età e molte le donne in dolce attesa che sono a una seconda e terza gravidanza, specie quelle che, divorziate, sono incinte di un secondo compagno. Parti che si presentano, quindi, con maggiori difficoltà e che impegnano il personale in lunghe pratiche anche operatorie. Aumentano anche le  mamme che partoriscono senza legami stabili né con un compagno né tantomeno con un marito. Il 10% ha ricorso all’iseminazione artificiale, in alcuni casi fatta anche all’estero.
Il dato, quindi, su cui riflettere è l’alto numero di donne che sceglie di partorire all’ “Umberto I” e non nella provincia di Napoli. «Questo di Nocera è un ospedale all’avanguardia, che ha una rinomata Tin e molti buoni servizi -afferma una neo mamma di Torre Annunziata che ha scelto l’ospedale nocerino per dare alla luce il primo figlio-Molte mie amiche scelgono di venire qui perchè anche l’ambiente è più tranquillo».
Un po’ il passaparola sulla qualità del servizi resi, le notizie di salvataggi di bambini nati anche prematuri, e del buon esito anche di parti difficili richiama sempre più donne incinte all’ospedale nocerino. E ciò accade anche a causa dell’improvvida chiusura del “Mauro Scaralato” di Scafati e per i disservizi che i cittadini ritengono di ricevere dalle strutture sanitarie del napoletano.
Fatto è che l’ospedale nocerino non può reggere a questi ritmi di lavoro se non saranno incrementati il numero del personale addette al reparto e quello della Tin, la terapia intensiva neonatale, dove potrebbero esser curati più piccoli pazienti di quelli attualmente assistiti.
Va anche, però, ridisegnata e ricurata la sanità campana. Bisogna comprendere che l’area nord dell’Asl Salerno non serve più solo l’Agro nocerino come previsto in partenza con una popolazione di 300mila abitanti ma anche i cittadini della parte sud del napoletano arrivando ad un bacino di 800 mila persone.
La struttura sanitaria nocerina, quindi, dev’essere dimensionato non ai residenti della zona ma ad un’area più vasta.
A questo si aggiunge che vanno “rafforzati”, in termini di attrezzature e personale, le strutture sanitarie dell’area vesuviana per non costringere i cittadini a rivolgersi a quelle dell’Agro nocerino.




Nocera. ospedale: solo due ostretiche per turno. In 14 presentano una denuncia

NOCERA INFERIORE. Una media di 600 interventi al mese e solo due ostetriche per turno al posto delle tre previste fino a giugno scorso. Sono questi i primi numeri, che da soli sono già allarmanti, del reparto di ostetricia e ginecologia dell’Umberto I, ormai al collasso. Due ostetriche che devono gestire il pronto soccorso ostetrico, le esigenze naturali del reparto, le emergenze legate alle gravidanze a rischio, la sala travaglio e quella operatoria oltre all’ambulatorio di ostetricia e di ginecologia. Se a questa realtà si aggiunge che l’ospedale di viale San Francesco gestisce un bacino d’utenza che si estende in tutto l’Agro nocerino sarnese e la cinta cittadina dei paesi vesuviani, siamo oltre i 300 mila utenti, il quadro assume tinte sempre più fosche e di enorme pericolosità, oltre che di stress, per chi deve poi gestire (e curare) i pazienti. Basti qui pensare che anche i posti letto riservati alla Ginecologia, circa 15, sono utilizzati da Ostetricia per sopperire alla carenza di posto. Da gennaio ad oggi sono stati registrati quasi 900 parti, una media di circa quattro al giorno (in due giorni di questo meso sono stati addirittura 21 le nascite), e ognuno impone la presenza di figure professionali adeguate. Con la vita nascente si sa, non si può scherzare. Eppure, si continua a lavorare nella precarietà e sottodimensionati. Così allora i dipendenti della struttura ospedaliera si sono auto tutelati presentando un esposto alla procura della repubblica di Nocera Inferiore per denunciare lo stato dell’arte nel reparto. «Lo scorso primo luglio – dicono – abbiamo provveduto a inoltrare alla dirigenza una nota analitica che denunciava lo strato di precarietà senza che ci venisse fornita una spiegazione accettabile da parte della direzione. Così lo scorso 27 luglio abbiamo provveduto ad informare, tramite una denuncia contro ignoti, la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. È impensabile che si possa continuare a lavorare in queste condizioni. Ogni giorno dobbiamo affrontare delle difficoltà gestionali e organizzative visti i numeri che ci troviamo a registrare. Siamo sotto organico e questo causa enormi problematicità specie ai nostri utenti come è capitato qualche giorno fa ad una partoriente che aveva subito un intervento subito dopo il parto cesareo e che si è sentita male. Qualcuno ha pensato bene che una mano poteva arrivarci da alcune tirocinanti, dimenticando che, per legge, esse vadano seguire dal proprio tutor e che non possono in alcun modo prendere decisioni autonome. Chiediamo alla Procura di intervenire subito per evitare che possa capitare da un giorno all’altro l’irrimediabile».




San Valentino Torio. Due persone arrestate dai Carabinieri per furto.

MARYNYCH SERHII

SERHII MARYNYCH

La notte scorsa i Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore hanno arrestato 2 cittadini ucraini: MARYNYCH Serhii 27enne e SODOVIAK Roman 26enne, entrambi domiciliati a Sarno (SA).
I militari delle Stazioni di San Valentino Torio e San Marzano sul Sarno sono intervenuti presso una ditta di autodemolizioni di San Valentino Torio, dove hanno bloccato i 2 ucraini mentre tentavano di caricare varie parti meccaniche di veicoli rottamati su un furgone condotto da un complice, il quale è riuscito a dileguarsi a piedi. Successivamente, i Carabinieri sono riusciti a identificare anche il terzo complice (un connazionale) mediante la visione dei filmati del sistema di videosorveglianza della ditta. L’uomo, resosi irreperibile, è stato deferito in stato di irreperibilità.

I 2 ucraini sono stati arrestati con l’accusa di tentato furto aggravato (di cui dovrà rispondere anche il loro connazionale irreperibile) e trattenuti nelle camere di sicurezza. Nel corso della giornata odierna, saranno processati con rito direttissimo davanti al Tribunale di Nocera Inferiore.