Da Palazzo Santa Lucia arriva l’ordine del rimpasto in giunta

di Erika Noschese

Rimpasto in giunta. L’ordine arriva direttamente da Palazzo Santa Lucia all’indomani della sconfitta elettorale del Pd. Anche in vista delle prossime elezioni regionali, e di anni ne dovranno passare ma meglio correre ai ripari, il governatore avrebbe imposto al sindaco Napoli di correre ai ripari perchè la giunta non avrebbe, a suo dire, fatto da traino al centrosinistra e la sconfitta politica del Pd avrebbe responsabilità ben precise. Il governatore ha fatto nomi e cognomi e nonostante manchi ancora del tempo avrebbe messo già in discussione anche Enzo Luciano, già individuato come possibile candidato sindaco, conclusa l’era Enzo Napoli. Quello che doveva essere il banco di prova, con una coalizione ampia in grado di attirare voti in città, si è rivelato un flop e a poco sarebbe servita la presenza di alcuni assessori che hanno pazientemente atteso il risultato finale, la notte del 25 agosto. De Luca avrebbe espresso già tutto il suo malcontento per alcuni assessorati che fino ad ora nulla hanno prodotto e avrebbe imposto al primo cittadino di correre ai ripari, stanco dei continui attacchi rivolti alla sua persona e al figlio Piero. Nel mirino del presidente di Palazzo Santa Lucia ci sarebbe anche una delle famiglie più note in Regione Campania e in Comune, a Salerno: un consigliere regionale, in piena campagna elettorale, avrebbe più volte incontrato esponenti e candidati del centrodestra, esprimendo tutto il suo malcontento per un sistema ormai fallimentare, facendo saltare un possibile assessorato più volte chiesto e preteso dal diretto interessato. Secondo i ben informati, invece, De Luca padre avrebbe seriamente preso in considerazione le parole del coordinatore regionale di Forza Italia Fulvio Martusciello che ha confermato, in uno degli incontri con gli amministratori dell’Agro Nocerino, di aver avuto primi contatti con ben quattro esponenti della maggioranza deluchiana. E se su Palazzo Santa Lucia ora ci sono fin troppi malumori da gestire, su Palazzo di Città si può e si deve agire fin da subito. Trema lo staff del sindaco Napoli, prende atto del malcontento il segretario Luciano ma, intanto, si prova ad addossare la colpa al segretario nazionale Enrico Letta che ha già annunciato che non si ricandiderà al congresso nazionale da tenersi in primavera. Magra consolazione. Da Napoli gli ordini arrivano in maniera puntuale e il sindaco non può non tenerne conto. Stando a quanto emerso, avrebbe espresso insoddisfazione anche il parlamentare Piero De Luca: le sale gremite non si sono trasformate in voti, a dispetto di Fratelli d’Italia che ha fatto conferenze stampa a volte con pochi intimi, conquistando la vittoria a livello locale e nazionale.




Salerno: grave carenza di personale al Comune

di Erika Noschese

Grave carenza di personale al Comune di Salerno, soprattutto nel settore operaio e diventerà disastrosa nel prossimo triennio a seguito del pensionamento del restante personale appartenente a questa categoria. A denunciarlo la Cisl Fp di Salerno che punta il dito soprattutto contro l’assessore al Bilancio, Paola Adinolfi: per la Rideterminazione Dotazione Organica e Piano Triennale del Fabbisogno di Personale 2022 – 2024”, il sindacato “ si chiede se l’Amministrazione Comunale, ed in particolare l’attuale Assessore al Bilancio e il Direttore dei Servizi Finanziari sono effettivamente a conoscenza del reale fabbisogno di personale di questo Ente. L’attuale situazione finanziaria comune alla maggioranza degli Enti Locali, dopo l’emergenza pandemica ed ai tagli effettuati dallo Stato sui trasferimenti, non giustifica la mancata previsione di assunzioni tali da colmare, almeno in parte, la carenza di personale che negli ultimi anni ha caratterizzato questo Ente”, ha dichiarato Raffaele Vitale, segretario provinciale e Guido Monaco Nicola, segretario aziendale. “Si pensava davvero di poter risolvere il problema del funzionamento della macchina comunale con l’assunzione di circa 200 unità (Corso – Concorso Ripam Regione Campania), assunzione che non ha nemmeno ricoperto i posti rimasti vacanti nel Triennio 2020 – 2022”, hanno attaccato i sindacalisti, evidenziando che “nel bilancio sono stati riservati quattro spiccioli alle assunzioni, senza tener conto delle difficoltà del Comune nel rendere i servizi ai cittadini e dei notevoli carichi di lavoro che già oggi gravano notevolmente sul personale dipendente”.

L’amministrazione comunale, infatti, ha ridotto il fabbisogno del personale da 1122 unità a 1011 unità, ma ancora più grave, è il taglio inesistente dei posti da dirigente, che nel precedente triennio erano 23, e con una splendida magia sono diventati 22. “Quindi ogni dirigente dispone di 45 dipendenti in media) giustamente non potendo ridurre i Generali, “peraltro lautamente ben pagati”, chiaramente hanno pensato con intelligenza che i soldati in questo Ente non servono, visto che hanno ridotto anche le risorse destinate alle assunzioni, di circa il 60% – hanno aggiunto – A nostro parere, in relazione alla richiamata deliberazione di Giunta Comunale di approvazione del fabbisogno del personale “al quale va il nostro plauso”, appare giusto anche ringraziare a nome della cittadinanza tutta ciò che hanno previsto nella deliberazione di Giunta Comunale n° 196/2022 “Proposta di Adesione alle misure per il riequilibrio Finanziario di Province Città Metropolitane e Comuni Capoluogo di Provincia – Art. 43 decreto legge 17 Maggio 2022, N° 50” con la quale propongono per il risanamento dei conti aumenti fiscali e tributari a carico di tutti i cittadini. Pertanto, l’unico risultato di cui l’Assessore al Bilancio e il Direttore dei Servizi Finanziari possono andare fieri è quello di farricadere sui dipendenti e sui cittadini il costo per il risanamento del bilancio dell’Ente”.




L’editoriale/ Aria di festa al Palazzo per l’arrivo di Iervolino

di Erika Noschese

Dai consiglieri agli assessori, tutti in festa per l’arrivo del presidente della Salernitana, Danilo Iervolino. C’erano (quasi) tutti ieri mattina a Palazzo Guerra, attendevano – vestiti di tutto punto – l’arrivo del presidente Iervolino che ha incontrato il sindaco Napoli prima di incontrare i giornalisti per la conferenza stampa. Sembrava quasi una giornata di festa, come se tutti avessero dimenticato che Salerno è una città in crisi, sotto tanti, troppi, punti di vista. Va bene il consigliere tifoso, è da apprezzare, indubbiamente, perché la Salernitana e la sua storia non possono finire nel dimenticatoio di una classe dirigente che, spesso, finge di non ricordare l’identità che appartiene a questa città. Va meno bene, per nulla, il consigliere tifoso che dimentica i tanti problemi del capoluogo di provincia e le tante difficoltà che vive la comunità. A cominciare dai dipendenti delle cooperative sociali che, dopo oltre tre mesi, sono ancora in attesa di un bando – il primo ancora in corso – caratterizzato da errori evidenziati dalle organizzazioni sindacali, e riconosciuti dall’amministrazione tanto da disporre la proroga. Una folta presenza al Comune ma – e qui nota di merito – nel rispetto del distanziamento sociale. Più o meno. Ci sarebbe piaciuto, alla cittadinanza più che a noi, vedere la stessa presenza per sostenere la battaglia degli ex dipendenti delle cooperative sociali, per la vertenza de La Fabbrica o, magari, quando alla stampa è stato interdetto l’accesso al Palazzo. Ma nulla se non i “soliti noti”, appartenenti a quella opposizione severa ma giusta che prova a portare Salerno agli antichi splendori. Eppure, non sono i voti della Salernitana ad averli portati in consiglio o in giunta. Sono i voti, tanti e in alcuni casi fin troppo, dei salernitani che oggi si sentono traditi, abbandonati, dimenticati. E no, non è un becero tentativo di “seminare odio sociale”, come qualcuno ama classificare la ferma posizione di quei pochi consiglieri che hanno scelto di sposare la battaglia e di far sentire la loro voce ma la triste, amara e deludente verità.




La prima volta della Barone, il M5S fa sentire la sua voce

di Erika Noschese

Buona la prima per i neo consiglieri comunali che, per la prima volta, si affacciano al mondo della politica. È il caso dell’avvocato Michele Sarno che durante i suoi primi interventi mostra di avere il polso della situazione e di conoscere norme e regolamenti inerenti la pubblica amministrazione ma anche della dirigente scolastica Elisabetta Barone che, con il garbo che la contraddistingue, ha chiarito – fin dal primo momento – la sua posizione rispetto alla maggioranza Napoli e al quinquennio che l’amministrazione si appresta a vivere. Non sono stati da meno i consiglieri del M5S Catello Lambiase e Claudia Pecoraro così come – per la maggioranza – la preside Barbara Figliolia e l’avvocato Tea Luigia Siano. Ad inaugurare il ciclo di raccomandazioni è stato il capogruppo di Forza Italia, Roberto Celano che non ha risparmiato attacchi al sindaco e rilancia la proposta di una gara unica per i lavoratori delle cooperative sociali che, ieri, erano sotto la sede di Palazzo di Città durante il consiglio comunale. “Avreste dovuto ascoltarci – ha attaccato Celano – Chiediamo una gara unica e un unico gestore, basta spacchettamenti che non servono a nessuno ma dobbiamo tutelare i diritti dei lavoratori”. Il forzista non risparmia accuse all’assessore alla Sicurezza e alla Trasparenza, Claudio Tringali, in merito alla decisione della giunta comunale di revocare la sospensione per il pagamento della tassa di soggiorno. “Come si può continuare a procedere con atti anomali? Sulla sospensione del tributo deve decidere il consiglio non la giunta”, ha dichiarato Celano che invita poi Tringali a revocare il disciplinare che regolamenta l’accesso della stampa al Palazzo, esprimendo solidarietà ai giornalisti. Punta l’attenzione sulla forte astensione all’ultima tornata elettorale la leader dell’opposizione Elisabetta Barone che esprime la sua preoccupazione per “i giovani di questa città, a causa delle frequenti risse che si registrano e che diventano sempre più frequenti – ha dichiarato – A queste espressioni non è stata data alcuna risposta se non la censura ma non basta censurare questi episodi se poi non si trovano soluzioni per correre ai ripari e fermare questo dilagante fenomeno”. Si dice orgogliosa di aver contribuito alla vittoria del sindaco l’avvocato Tea Siano, eletta con la lista Salerno con voi. Ha invece ribadito la necessità della diretta streaming e degli istituti di partecipazione il consigliere Antonio Cammarota che ambisce ora alla riconferma in qualità di presidente della commissione Trasparenza. Il consigliere di Oltre, Corrado Naddeo ribadisce invece la necessità di mantenere alta la guardia sull’emergenza covid, con i dati che sono in aumento anche sul territorio cittadino.

 

Bilancio consolidato, l’opposizione lascia l’aula e promette ricorso al Tar. Cammarota resta

Bilancio consolidato e nuovo Ruggi. L’opposizione è compatta e abbandona l’aula. Come anticipato, i consiglieri di maggioranza hanno espresso – già prima del consiglio comunale – le loro perplessità circa la decisione del sindaco Napoli di inserire tra i punti all’ordine del giorno il bilancio consolidato e l’apposizione del vincolo di esproprio nell’area dove sorgerà il nuovo complesso dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi d’Aragona. Richieste che non sono state ascoltate e la maggioranza ha confermato l’urgenza dei due provvedimenti, tanto da decidere di votarli al consiglio di insediamento. Al momento del voto, tutti i consiglieri di minoranza, ad eccezione di Antonio Cammarota che ha votato contro al bilancio mentre si è astenuto in merito al vincolo di esproprio hanno lasciato l’aula. Ora, faranno ricorso al Tar, almeno per quanto riguarda l’approvazione del bilancio consolidato. “Avete deciso di approvare un provvedimento che non può essere inserito tra i punti all’odg del consiglio di insediamento – ha dichiarato a più riprese Roberto Celano – Faremo ricorso al Tar e dimostreremo di avere ragione”.

 

Antonio Fiore potrebbe guidare l’assessorato allo Sport

Antonio Fiore assessore allo Sport? Sono le ultime indiscrezioni che trapelano da Palazzo di Città mentre ieri era in corso il consiglio comunale. Il consigliere – tra i più votati nella lista dei Progressisti per Salerno – potrebbe così entrare in giunta e occupare la poltrona lasciata da Angelo Caramanno, definitivamente fuori dalla rosa degli assessori. Al momento, sul nome di Fiore non vi è certezza così come sul nuovo assessorato. Ma se dovesse essere confermata questa indiscrezione, Alessandra Francese entra in consiglio comunale. Moglie di Gianluca Izzo, la Francese è finita nell’occhio del ciclone ha causa dell’audio whatsapp diffuso dal marito e reso virale a poche ore dall’apertura dei seggi elettorali. Izzo è finito agli arresti domiciliari per poi tornare in libertà. Una vicenda che ha portato il primo cittadino a “punire” i Progressisti, non concedendo loro alcun assessorato. Non si esclude che la delega allo sport possa andare a Fiori da consigliere comunale. Oggi, al Comune, manca un assessore alla Cultura. Anche in questo caso il sindaco potrebbe decidere di affidare la delega ad un consigliere o di allargare la giunta. Per il momento, nessun riferimento a Tonia Willburger che ha egregiamente guidato l’assessorato, pur subentrando in corso d’opera e a pochi mesi dall’inizio della pandemia.




Il Palazzo trema ancora: ieri la Squadra mobile al Comune

di Erika Noschese

Il Palazzo trema ancora e il sindaco Napoli sembra sempre più intenzionato a rassegnare le dimissioni scontrandosi con il no convinto del governatore Vincenzo De Luca che, già pochi giorni dopo l’inchiesta della Procura di Salerno per presunti appalti truccati, ha imposto al primo cittadino di restare al suo posto. Gli agenti della Squadra Mobile di Salerno, infatti, ieri mattina hanno fatto visita al Comune di Salerno per acquisire alcuni documenti. I poliziotti sono arrivati in via Roma intorno alle 9.40 e sono rimasti all’interno degli uffici per circa una mezz’ora. Prima tappa per la squadra mobile è stato l’ufficio del segretario generale Ornella Menna dove hanno preso alcuni documenti che potrebbero essere oggetto di una nuova indagine. L’attività potrebbe essere collegata all’inchiesta sui presunti appalti truccati che nei giorni scorsi ha travolto la politica salernitana. Sotto la lente della squadra mobile è infatti finita la gara vinta a Salerno, per il trasporto scolastico, dalla Novosud di Lagonegro, in provincia di Salerno. Il caso era stato sollevato nel mese di febbraio dal consigliere di Forza Italia Roberto Celano. Alla gara bandita dal Comune di Salerno – per l’affidamento del servizio di trasporto scolastico con il criterio di offerta economicamente vantaggiosa – avrebbe partecipato alla procedura solo l’azienda di Potenza. Nell’interrogazione avanzata da Celano, il consigliere evidenziava come le richieste del Comune avessero scoraggiato un’ampia partecipazione alla gara. La Novosud svolge analogo servizio in altre zone d’Italia ma ci sarebbero stati numerosi disservizi e l’offerta presentata non corrispondeva alla realtà, a partire dai mezzi che non sarebbero ecologicamente all’avanguardia, a dispetto di quanto annunciato. L’azienda è guidata da Domenico Mitidieri, ex sindaco di Lagonegro e consigliere del Consorzio Aeroporto Salerno Costa d’Amalfi. Altra istanza sollevata da Celano, nel mese di febbraio, riguardava anche i bus utilizzati che non corrisponderebbero a quelli indicati nell’offerta e non garantirebbero il distanziamento richiesto con la pandemia, senza considerare – stando a quanto denunciato dal consigliere forzista – l’inesperienza di alcuni autisti, già vittima di sinistri e di disservizi. Il consigliere aveva chiesto al sindaco Napoli di avviare le dovute indagini, senza mai trovare riscontro. La Novosud potrebbe essere stata tirata in ballo proprio da Vittorio Zoccola durante i suoi due interrogatori. La squadra Mobile, guidata da Marcello Castello, potrebbe dare una svolta alle indagini, dopo la documentazione portata via dall’ufficio del segretario generale. A Palazzo di Città, ancora adesso, tutto tace; il sindaco – che rinuncia a tutti gli eventi pubblici per evitare la stampa – sembra essere seriamente preoccupato, così come la giunta. Molti potrebbero essere stati tirati in ballo dal ras delle cooperative, dopo le ultime comunali.




Si valuta lo stop alla Tosap e alla tassa di soggiorno ma preoccupano i conti del bilancio comunale

di Andrea Pellegrino

Azzeramento della Tosap (tassa occupazione suolo pubblico) per le attività di ristorazione e azzeramento della tassa di soggiorno fino a data da destinarsi. Sono le prime misure al vaglio dell’assessorato al bilancio di Salerno. Ieri mattina l’assessore Luigi Della Greca ha preso parte alla commissione bilancio di Palazzo di Città recependo alcune delle richieste dei consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. Tra le difficoltà maggiori quella di far quadrare il bilancio. Si stima che allo stato ci sarebbero 7 milioni e 700mila euro circa di soldi risparmiati. Si tratta di servizi non eseguiti in questo periodo di quarantena, come ad esempio, la gestione di parchi e ville comunali, le mancate attività del centro sociale di Pastena e la chiusura dei bagni pubblici. Fondi che gran parte dei consiglieri comunali vorrebbero destinare a famiglie e attività ma che, con molta probabilità, serviranno per ripianare il bilancio comunale. A quanto pare la sospensione degli accertamenti sui tributi preoccuperebbe non poco l’assessore al bilancio. In pratica le casse comunali non starebbero incassando nulla con il rischio di far scattare la prescrizione su centinaia e centinaia di cartelle relative al mancato pagamento dei tributi comunali. Altra incognita riguarderebbe i fondi europei, gran parte dei quali sono stati utilizzati dal governatore De Luca per incrementare il piano economico a favore di famiglie e imprese della Regione Campania. Ma ad oggi non ci sarebbe nessuna certezza su eventuali stanziamenti per le attività del teatro Verdi o per Luci d’Artista. Il consigliere comunale Corrado Naddeo ha ribadito la necessità, a prescindere, di sospendere i due corposi finanziamenti per costituire un fondo ad hoc post emergenza. Altra proposta riguarda l’accelerazione dell’iter per il completamento del Pip Nautico. Una battaglia questa portata avanti, ormai da mesi, dai consiglieri comunali Naddeo, D’Alessio e Gallo. Al vaglio, inoltre, la gestione delle scuole e relative manutenzioni, con fondi che erano stati già stanziati e programmati a partire da quest’anno fino al 2022. Infine resta alta anche l’attenzione sulle società muncipalizzate. Anche in questo caso le casse piangono, soprattutto in quelle di Salerno Mobilità.




Campo Arechi, ecco 60mila euro dal Comune

di Erika Noschese

Oltre 60mila euro alla Us Salernitana 1919 per circa 4 mesi di manutenzione ordinaria e straordinaria del manto erboso dello stadio Arechi. Ecco la cifra sborsata dall’Amministrazione comunale di Salerno, in favore della squadra di calcio casalinga. Con una delibera del 2014 il Comune di Salerno ha stabilito di affidare alla società Us Salernitana 1919 la manutenzione ordinaria e straordinaria del manto erboso dello stadio Arechi per circa 6 anni di gestione per un totale di 151.500 euro annuo da liquidarsi in rate quadrimestrali di pari importo, con scadenza il 30 aprile, 31 agosto e 31 dicembre di ogni anno. La Us Salernitana, infatti, ha provveduto ad eseguire regolarmente le attività di manutenzione straordinaria ed ordinaria maturando le spettanze relative al periodo dal 1° gennaio 2019 al 30 aprile 2019 per un importo pari a 61.610 euro di cui 50.500 euro per attività di manutenzione. Intanto, la società calcistica deve corrispondere al Comune circa 78.526,55 euro per l’utilizzo dello Stadio Arechi e del Campo Volpe. Ad oggi infatti, la Salernitana ha versato solo una parte della somma totale e rimane debitrice nei confronti del Comune per oltre 28mila euro, sollecitando la società al pagamento dei crediti non ancora saldati. Si attendono dunque le prossime settimane per vedere cosa accadrà.




Negata autorizzazione per presidio dei lavoratori, è polemica. Il Comune: “Non c’è spazio, ci sono le luci”

di Erika Noschese

Una nuova polemica si abbatte sull’amministrazione comunale di Salerno. Stando a quanto denuncia la rete di lavoratori e disoccupati di Salerno, nei giorni scorsi, sarebbe stata negata l’autorizzazione per svolgere un’assemblea dei lavoratori in città. «Non c’è spazio per i movimenti» avrebbe risposto l’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Napoli, suscitando l’ira di chi, invece, avrebbe voluto incontrare la popolazione per fare il punto della situazione sui dati relativi ad occupazione e disoccupazione, nella città capoluogo. «Una situazione quasi cilena quella che si vive nella città di Salerno, con il Comune che impedisce il tenersi di un’assemblea di disoccupati e lavoratori a Piazza Caduti Civili di Brescia», denunciamo i membri di Rete Lavoratori e Disoccupati di Salerno che, da settimane, starebbero tentando di organizzare un’assemblea per affrontare il tema del lavoro e del no alla privatizzazione dei servizi pubblici. Solo lo scorso 11 dicembre il Comune di Salerno ha risposto alla richiesta, esprimendo parere sfavorevole allo svolgimento dell’assemblea, avvisando Digos e Questura. Come motivazione, il sindaco Napoli avrebbe utilizzato la kermesse Luci d’Artista, attualmente in corso. «In una città dove interi quartieri vivono il dramma della disoccupazione e della mancanza di prospettive, il Comune di Salerno non riesce a far di meglio che tutelare il suo salotto buono riducendo la disoccupazione, anzi, i disoccupati, ad un problema di “decoro urbano”. Per la verità il Comune si è anche preoccupato di fornire una locazione alternativa per l’assemblea: Lungomare Marconi, in modo da tenere emarginate, anche fisicamente, le questioni del lavoro e dei servizi pubblici. Una proposta di spostamento oggettivamente irricevibile – denuncia ancora la Rete – Peccato però che in altre occasioni, ad esempio quando arrivò Salvini, a maggio si concesse alla Lega nord nientemeno che Piazza Portanova, ai tempi interdetta alle manifestazioni. Nonostante la delibera comunale lo vietasse, la giunta Salernitana, per non dispiacere al potente di turno, si riunì ad hoc, in seduta straordinaria per regolarizzare un abuso. Ai lavoratori salernitani si vietano invece le piazze e si avvisa la DIGOS che puntualmente, nonostante la pioggia battente si è presentata unitamente ad una volante, pronti ad intervenire nel caso un salernitano avesse osato ribadire in pubblico il Diritto al Lavoro. Sembra chiaro che c’è molto di più di una questione di decoro urbano. Il punto su cui l’Amministrazione Pd non vuole derogare è proprio quello di azzerare sul nascere le attività dei movimenti. Il lavoro, i diritti, persino le attività culturali in questa città sono e devono restare gentile concessione del PD e dei suoi sodali, in un misto di paternalismo e clientelismo e di repressione per chi non ci sta». Lavoratori e disoccupati non sembrano intenzionati a fermarsi e, avvertono, «ci organizzeremo quartiere per quartiere per portare alla luce il problema della mancanza di lavoro che attanaglia la città, per smontare l’insufficienza del “Concorsone regionale” a coprire i posti di lavoro che necessiterebbe Salerno e soprattutto per opporci con tutte le nostre forze alle privatizzazioni dei servizi che devono restare pubblici e devono assumere lavoratori salernitani. Da subito ci metteremo a lavoro per la creazione di un Movimento di Lotta per il Lavoro e per l’indizione di un’assemblea pubblica di lavoratori e disoccupati entro gennaio».




Piano generale del traffico urbano, le osservazioni del Psi

di Erika Noschese

Il piano generale del Traffico Urbano potrebbe subire delle modifiche. Di fatti, nei giorni scorsi, il coordinamento cittadino del Psi ed il gruppo consiliare dei socialisti – guidati dal capogruppo Massimiliano Natella hanno presentato al settore Mobilità Urbana, Trasporti e manutenzioni del Comune di Salerno una serie di osservazioni, ben dettagliate. Tra le richieste avanzate una modifica alla viabilità nella zona Ferrovia e piazza della Concordia con l’eliminazione del sistema semaforico all’incorcio tra Corso Garibaldi, via Mauro e piazza Vittorio Veneto: questo progetto – spiegano i socialisti di Salerno – parte dalla necessità di snellire gli ingorghi che, soprattutto nei giorni festivi e nelle ore di punta, determinano appesantimenti del traffico su via Lungomare e in tutta la zona Ferrovia/Concordia. La proposta dei membri del Psi locale si basa su alcune modifiche dei sensi di marcia che dovrebbero apportare notevoli benefici al traffico cittadino: il ripristino della chiusura del sottopasso da via Torrione verso via S.Mobilio, per fronteggiare il traffico su via Torrione. “Sarebbe opportuno ripristinare il vecchio sistema di mobilità con l’utilizzo del nuovo sottopasso all’altezza del Grand Hotel Salerno”, si legge nel documento relativo alle osservazioni; inversione del senso di marcia in via Santoro in quanto auto provenienti da Torrione su via Lungomare Tafuri anziché proseguire giunte all’imbocco di via Santoro, devono svoltare a destra e proseguire lungo l’asse adiacente al fiume Irno per poi immettersi a sinistra su Corso Garibaldi. Le auto provenienti da Lungomare Trieste e che devono raggiungere la stazione ferroviaria o immettersi su corso Garibaldi, una volta giunte in corrispondenza di via Santoro devono svoltare a sinistra, proseguire sulla via medesima e poi svoltare ancora a sinistra; inversione del senso di marcia in via Mauro: le auto provenienti da via Torrione che devono girare su lungomare Tafuri, non dovranno più svoltare a sinistra su via Santoro ma dovranno proseguire dritto su corso Garibaldi ed immettersi sul lungomare svoltando a sinistra su via V.C. Mauro; inversione di marcia su via Vicinanza: Le auto provenienti da lungomare Trieste o dal parcheggio di piazza della Concordia che devono raggiungere corso Garibaldi, dovranno svoltare a sinistra su via Vicinanza e poi a sinistra su corso Garibaldi. Tutto ciò anche per eliminare l’attuale problematica relativa alle auto in uscita dal parcheggio di piazza della Concordia e sotto-piazza, che, per immettersi su via U. Abbagnano e raggiungere corso Garibaldi, sono costrette a tagliare il volume di traffico determinando il conseguente rallentamento del traffico proveniente dal lungomare Trieste. Anche su via U. Abbagnano va invertito, pertanto, il senso di marcia attuale in direzione Monte/mare. Le auto provenienti dal Lungomare Trieste che devono raggiungere via Santi Martiri e sottopasso ferroviaria verso via Dalmazia dovranno svoltare a sinistra in via Vicinanza invece di via Abbagnano, come avviene attualmente, e poi immettersi su Corso Garibaldi. Modifica del sistema semaforico all’incrocio tra corso Garibaldi e via Arturo de Felice per evitare, come si legge nel documento, l’incrocio delle auto provenienti dal lungomare Trieste con quelle in transito su corso Garibaldi. Per i socialisti salernitani, questa proposta potrebbe rendere più scorrevole il traffico apportando benefici anche alla sicurezza stradale. Tra le altre proposte avanzate l’installazione dei semafori su corso Vittorio Emanueleintersezione con via De Felice: “Si tratta dell’unico tratto di Corso Vittorio Emanuele che manca di una regolamentazione del flusso pedonale-veicolare. Occorre, perciò, che i semafori siano installati anche su questo incrocio. Via De Felice, infatti, assorbe il traffico in salita delle auto provenienti da Corso Garibaldi”, si legge nel documento. E ancora: proposta rotatoria a Largo Sinno: “Il piano traffico vigente prevede che, nell’intersezione tra Largo Sinno, via Carmine, via Prudente e via San Giovanni Bosco ci sia un vero e proprio incrocio accavallato per il passaggio di autovetture nei diversi sensi di marcia a disposizione. Ciò crea una notevole mole di traffico che è difficilmente gestibile poiché, oltre alle vetture e ai mezzi di trasporto pubblico, tale incrocio è spesso impegnato dal passaggio dei pedoni”, si legge ancora nelle osservazioni presente all’assessore alla Mobilità. Tra le modiche che richiedono i socialisti anche la viabilità su piazza Michele Scozia. Le proposte avanzate dal Psi locale prevedono, tra le altre cose, l’istituzione del sabato a traffico limitato che riguarderebbe il tratto di strada che collega piazza Monsignor Grassi fino a via Roma e il tratto che collega via Ligea fino allo stadio Arechi; navette notturne nel fine settimana che garantirebbe una valida alternativa allo spostamento con mezzi propri per raggiungere la fermata più vicina e poi spostarsi con mezzi pubblici: corsie preferenziali per le biciclette con corsie interamente dedicate ai ciclisti da poter utilizzare ogni giorno della settimana, a qualsiasi ora. “I tratti da tenere in considerazione sono: Lungoirno, da via Wenner a via Vinciprova; via Salvador Allende – piazza Alario; via Ligea – via Salvador Allende”, si evince ancora dalle osservazioni. L’utilizzo della metropolitana nei fine settimana e durante le manifestazioni, la risoluzione preventiva del traffico in entrata e uscita dalla galleria Porta Ovest e l’installazione degli spartitraffico per evitare il parcheggio in doppia fila e il transito delle automobili al centro della strada anziché sul lato destro.




Di Lorenzo non tace più Screzio social con De Maio

di Andrea Pellegrino

Da Roma Alberto Di Lorenzo non le manda più a dire. Lì, dopo lo strappo con l’amministrazione comunale di Salerno, dopo anni di fedele servizio, è approdato alla corte di Virginia Raggi come direttore del settore mobilità con l’incarico anche di occuparsi del piano parcheggio. Il battibecco (il primo probabilmente) è con il suo ex assessore alla mobilità Mimmo De Maio. Il motivo? Il masterplan per la riqualificazione della fascia costiera sottoscritto qualche giorno fa a Palazzo Santa Lucia. Di Lorenzo incalza: «Masterplan non vuol dire niente. Bisogna procedere a un bando per un progetto di fattibilità tecnico-economica, ci sono tutti gli elementi e le capacità per farlo. Diversamente è una dilazione». La replica è direttamente dell’assessore salernitano: «Il masterplan ci darà il quadro di coerenze e di priorità che ci consentirà di fare proprio quello che tu correttamente dici. So bene quanto tu ami questo territorio e ti ringrazio per quanto hai fatto su questo tema». La conclusione è sottilmente ironica: «Amo il mio territorio», con tre puntini sospensivi, replica Di Lorenzo. Il siparietto non è passato inosservato al popolo dei social network. D’altronde lo strappo tra Di Lorenzo e l’amministrazione comunale è stato eclatante, con tanto di susseguirsi di coincidenze. Compresa l’ultima che riguarda proprio Roma Capitale. Il filo conduttore delle coincidenze si chiama Sacco costruzioni. Lavora a Salerno ma anche a Roma. Qui ha vinto, nel giugno 2018, un appalto per la manutenzione delle strade (lotto 2 per il pronto intervento riguardante la viabilità). Ed è qui che è approdato Di Lorenzo. Lo stesso che da presidente di commissione di gara per l’aggiudica dei lavori di piazza della Libertà affidò l’appalto per il completamento a Sacco, per poi finire sotto la tagliola a Palazzo di Città. Sacco che a sua volta ha perso il ricorso al Tar con l’aggiudica finita alla Rcm dei fratelli Rainone, che ora, oltre il Crescent, costruiranno anche la vicina piazza della libertà. L’aggiudica a Sacco segna, come data, la fase discendente del superdirigente che, all’atto dell’insediamento di Enzo Napoli, aveva acquisito tutti i poteri burocratici, compreso il controllo della posta del sindaco, per poi vedersi privato perfino della stanza a Palazzo di Città, con il conseguente trasferimento ad altro incarico. Fino alla richiesta di comando, accordata dall’amministrazione comunale di Salerno, e approvata, di recente, dalla giunta capitolina a guida Raggi.