Pericolo per le cariche esplosive, la denuncia di alcuni cittadini

di Erika Noschese

Pericolo per la presenza di cariche esplosive all’interno di Porta Ovest. A lanciare l’allarme i cittadini salernitani Rita Peluso, Gaetano Scuoppo, Antonio Simone, Federico Sabetta, Alfonso Malangone, Luigi Magliano, Maria Carmela Criscuolo, Alberto Moscariello e Oreste Agosto che hanno provveduto a scrivere ai ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Ambiente dei Beni Culturali, della Giustizia, della Salute, dell’Interno, al presidente del Consiglio e quello della Repubblica oltre che al comandante del Noe dei Carabinieri e ai vigili del Fuoco per porre l’attenzione sul grave pericolo che corrono i residenti così come il territorio e l’ambiente a causa della presenza di cariche esplosive, in ambito urbano, il cui utilizzo è stato voluto dall’impresa esecutrice dei lavori di Porta Ovest per la realizzazione delle due gallerie affiancate, ciascuna lunga all’incirca due chilometri, destinate a collegare l’area portuale con l’imbocco autostradale per agevolare la movimentazione di container e merci. «Questi lavori, però, seguono un tracciato completamente diverso da quello del progetto originario, predisposto da un Rti rappresentato dallo Studio Pica Ciamarra di Napoli e vincitore di un concorso di idee, che superò ogni livello di approvazione, fino a quello del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, preceduto da indagini preliminari soprattutto in relazione alla fragilità del territorio attraversato, costituito da un alto costone, posto a ridosso del mare, inserito nella categoria di rischio più elevata, ‘rossa’, ai fini della stabilità», sostengono i cittadini salernitani secondo cui «diversamente e stranamente, il nuovo tracciate è frutto di un progetto esecutivo completamente difforme al quale, nonostante anche la precisa disciplina del Capitolato di Appalto che disponeva l’assoluto rispetto di quello approvato, la Commissione di Gara assegnò il massimo punteggio». Tutta la vicenda è oggi all’esame della Magistratura ed è oggetto di un procedimento che vede indagate 21 persone, a vario titolo coinvolte, a seguito degli accertamenti disposti dalla Procura conseguenti a crolli interni nel corso di scavo. «Gli scavi, poi, stanno attraversando diverse falde di acqua sotterranea e, a quanto riferito da persone informate dei fatti, sono state purtroppo intercettate e tagliate le alimentazioni dei Torrenti Fusandola/Rafastia – aggiungono i salernitani che hanno lanciato l’allarme – Sul nuovo tracciato poggia il poderoso ponte ‘Olivieri’ della Società Autostrade che avrebbe diffidato dal proseguire i lavori e ha già avanzato la richiesta di un indennizzo di oltre un milione di euro per danni arrecati alle strutture. Il quartiere Canalone, infine, soprastante a buona parte del percorso, secondo dichiarazioni dei residenti sarebbe stato interessato da movimenti del suolo con numerose fessurazioni presenti nei fabbricati». Pur in presenza di tali criticità, che comporterebbero l’obbligo di puntuali verifiche, è stato in questi giorni assunta la già decisione di utilizzare cariche esplosive nelle teste di scavo, come prevedrebbe una convenzione con la Società Autostrade. «E’ mai possibile che due soggetti privati possano decidere sulla modalità di scavo in funzione dei propri reciproci interessi e non anche di quelli della collettività? – si chiedono ancora – Peraltro, per quanto a conoscenza, il tracciato in corso di esecuzione sarebbe privo delle previste autorizzazioni nonché delle indagini preliminari idrogeologiche». E ancora: «Da ultimo, si apprende in questi giorni che l’opera manca della parte finale di svincolo autostradale, neppure progettata, e che ci sarà il concreto pericolo di incolonnamenti dei tir nei tunnel per centinaia di metri. I tir che transitano quotidianamente sono oltre 2.000», aggiungono i cittadini che chiedono un immediato intervento affinché sia assicurato il pieno rispetto della legge e che si indaghi per evitare rischi dovuti alla negligenza, con gravissimo nocumento per la collettività salernitana.




Oreste Agosto contro la candidatura a Governatore del ministro Costa

di Erika Noschese

“Il ministro Costa candidato alla Regione Campania? Non abbiamo bisogno di chi pulisce spiagge”. Parole dure quelle pronunciate da Oreste Agosto, presidente dell’associazione Liberamente Insieme che commenta la candidatura del ministro dell’ambiente, alla presidenza di Palazzo Santa Lucia, voluta dal Movimento 5 Stelle. “Non vale più nulla: principi, regole, tutto calpestato dallo pseudo partito della Casaleggio ed associati – ha dichiarato il presidente di Ali – Doppi, tripli incarichi e conservazione delle poltrone, ecco che cosa oggi rappresenta un movimento che ha tradito gli italiani. Meritocrazia, una parola detta tanto per dire”. Agosto, di fatti, attacca il ministro Costa reo, a suo dire, di non aver fatto nulla di concreto sin da quando è a capo dell’importante dicastero. “A Salerno non lo abbiamo mai visto, nonostante le specifiche competenze di legge che sono attribuite al suo ministero, dalla valorizzazione tutela e salvaguardia del territorio, dei fiumi, della fascia costiera, delle acque sotterranee, alla valorizzazione delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche del nostro immenso patrimonio territoriale e regionale – ha poi attaccato Agosto – Nella nostra regione in materia di rifiuti, ecoballe, terra dei fuochi nessuna iniziativa concreta e nessuna soluzione dei gravissimi problemi”. Per il presidente di Ali, dunque, nessun merito per essere indicato quale candidato governatore. “Si tratta di una strategia politica per occupare poltrone e posti di potere da parte del Pd-M5S. Noi cittadini campani non abbiamo bisogno di questo, ma di una seria politica nell’interesse della collettività – ha poi aggiunto il numero uno di Liberamente Insieme – Lo ringraziamo per aver pulito qualche spiaggia, ma questo non è sufficiente per essere Ministro o per essere anche candidato alla Presidenza della regione Campania”.




Senza il rispetto delle regole da parte dei cittadini, sarà impossibile decongestionate la città

di Erika Noschese

Il traffico e la sosta selvaggia continuano a suscitare polemiche. Se da un lato l’assessore all’Urbanistica e alla Mobilità Mimmo De Maio parla di problemi strutturali inesistenti a controbattere è il presidente dell’associazione Liberamente Insieme Oreste Agosto. «Salerno non soffre di un problema strutturale dal punto di vista del traffico. Poiché però il sistema della rete stradale è prossimo al limite, anche la doppia fila o un pullman che si blocca determinano il pressoché blocco della mobilità: oltre al controllo da parte dei Vigili urbani e l’apertura del parcheggio di piazza della Libertà occorre il rispetto delle regole da parte dei cittadini. Senza, non si risolverà granché», ha infatti dichiarato l’assessore De Maio. Immediata la replica dell’avvocato amministrativista secondo cui, ad oggi, non si conosce il piano urbano del traffico e non si conoscono né i documenti ufficiali né i tempi di approvazione da parte del consiglio comunale. «Il ritardo nella predisposizione dello strumento previsto dal codice della strada ha comportato e comporta danni sensibili alla città di Salerno, sia sotto il profilo della sicurezza della circolazione, della salute, dell’inquinamento ambientale- atmosferico ed acustico. Ogni organo comunale ha proprie competenze ed attribuzioni previste dalla legge, che nel caso di Salerno si omettono o si ritardano clamorosamente», ha dichiarato il presidente dell’associazione Liberamente Insieme secondo cui il piano urbano del traffico sarebbe inadeguato «da oltre 20 anni» e «il Comune non ha ancora capito che è uno strumento previsto per dare delle risposte immediate ai cittadini, per evitare criticità della circolazione». Da qui la richiesta di una soluzione imminente per evitare un’invasione di auto in città dovuta alla manifestazione Luci d’Artista. «Un piano urbano di mobilità sostenibile per soddisfare i fabbisogni di mobilità della popolazione, assicurare l’abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico, aumento dei livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione, incremento di sistemi di circolazione collettiva e la riduzione dei fenomeni di congestione nelle aree urbane – ha dichiarato ancora Agosto – Una utopia per gli amministratori di Salerno. Per adesso chiediamo, quantomeno, soluzioni concrete ed immediate agli organi competenti».




Dal no Crescent alla lista ritirata I 10 anni chiaroscuro del M5S

di Andrea Pellegrino

Dal no Crescent all’accordo con il Partito democratico. I dieci anni hanno modificato sostanzialmente l’assetto del Movimento 5 Stelle. E Salerno è stato uno dei primi laboratori della trasformazione. D’altronde il peso di Vincenzo De Luca ha agevolato la battaglia politica, in alcune circostanze, ma ne ha determinato anche il loro ridimensionamento. La lista mancata alle scorse amministrative a Salerno è solo uno degli ultimi sintomi di un Movimento che in città non è mai partito al 100 per cento. Neppure la vittoria di Nicola Provenza nel collegio uninominale di Salerno città, battendo Piero De Luca, ha fatto cambiar rotta ai grillini. Resta il combattivo meetup “Amici di Beppe Grillo” che da tempo ormai tenta di incunearsi nelle vicende cittadine, alcune volte anche senza “le spalle coperte” dei rappresentanti nazionali. In principio era Andrea Cioffi, ingegnere impegnato nella difesa dell’ambiente e del territorio. Un tecnico che affiancò inizialmente gli altri componenti di Italia Nostra e No Crescent nella battaglia contro la costruzione dell’emiciclo di Bofill a Santa Teresa. Candidato nel 2011 a sindaco di Salerno, poi la scalata nazionale, fino ad arrivare fino al gradino più sotto del ministero ai trasporti ed infrastrutture. Un volo alto che negli anni ha fatto perdere di vista Salerno e lo stesso ex storico gruppo cittadino. Tra questi l’avvocato Oreste Agosto, principale protagonista delle battaglie legali che si sono compiute negli ultimi tempi contro il “sistema deluchiano”. Suoi i ricorsi contro l’incompatibilità di Vincenzo De Luca, all’epoca del governo Letta e la successiva decadenza, e a livello regionale per l’applicazione della legge Severino. Poi sulla cementificazione e naturalmente sull’urbanizzazione di Santa Teresa. Battaglie che l’avvocato Agosto ora porta avanti autonomamente, dopo i no ricevuti dal Movimento 5 Stelle. Era lui il candidato sindaco dei Cinque Stelle che avrebbe dovuto sfidare Enzo Napoli, prima saltasse tutto il banco per fuoco amico. Quel fuoco amico che ha portato in parlamento Nicola Provenza, l’attuale deputato della città di Salerno. «Credevo in una svolta – dice Agosto – sia a livello nazionale che a livello locale. Il progetto del Movimento 5 Stelle all’inizio mi ha appassionato e sono stato protagonista di numerose battaglie civiche che oggi portato avanti, senza Movimento, ma con la mia libertà». Ma prima di Agosto sulla graticola Cinque stelle era stato messo Dante Santoro. Escluso quasi al fotofinish. Oggi Santoro è consigliere comunale e provinciale, vicino al gruppo di Luigi de Magistris. «Qualcuno all’epoca dall’alto ignorò la base. Quella base che in maniera plebiscitaria mi voleva candidato sindaco di Salerno – ricorda Dante Santoro – ma non si tenne in considerazione quella volontà. Oggi mi ritengono un sei stelle per l’attivismo, per le battaglie, che faccio alle interno delle istituzioni, sia al comune di Salerno che in provincia. Sono io l’elemento che da civico contrasta il sistema. Peccato che molti siano evaporati, peccato che alcuni attivisti siano diventati arrivisti. Naturalmente, in questi dieci anni, va dato atto di quanto sia stato fatto di positivo dal Movimento 5 Stelle, al quale vanno i miei auguri. Grillo e Casaleggio hanno scritto una pagina di storia. Non posso non riconoscere dei meriti, non posso non riconoscere che alcune battaglie del Movimento hanno portato a galla tante anomalie. Il patrimonio degli attivisti – prosegue Santoro – non va disperso, perché c’è tanta voglia di cambiamento». Poi la scalata di Angelo Tofalo, confermato sottosegretario alla Difesa, l’esclusione di Silvia Giordano, la ritirata di Mimmo Pisano. Un gruppo storico che si è pian piano dissolto (mantenendo in piedi solo Cioffi e Tofalo), partito in quarta alla volta della conquista del territorio per poi rallentare. Nei dieci anni del Movimento 5 Stelle c’è sicuramente un «caso Salerno» che in tempi non sospetti ha anticipato ciò che sarebbe avvenuto anche in altre realtà. Chi è rimasto giura, nonostante le vicende nazionali: «Mai con De Luca». Ma di acqua sotto i ponti ancora ne deve passare.




Incandidabilità di Cacciatore: il riscontro della commissione

di Erika Noschese

La presunta incandidabilità dell’avvocato Cecchino Cacciatore avrebbe avuto un riscontro anche da parte del presidente e del segretario della commissione. Lo annuncia “Avvocatura Indipendente” che vede a capo l’avvocato amministrativista Oreste Agosto che ha sollevato il caso. L’avvocato Cacciatore sarebbe incandidabile perché avrebbe violato la legge numero 180/2003, in quanto “gli avvocati componenti della commissione e delle sottocommissioni non possono candidarsi ai rispettivi consigli dell’ordine alle elezioni immediatamente successive all’incarico ricoperto”. Di fatti, il presidente e il segretario della commissione avrebbero riscontrato la contestazione di “Avvocatura Indipendente” secondo cui “quanto alla posizione dell’avvocato Cecchino Cacciatore si rinvia alle motivazioni contenute nel verbale di ammissione dei candidati atteso che, ai sensi della legge 113/2017, la commissione elettorale ha proceduto alla verifica delle candidature nel rispetto delle disposizioni di cui agli artt. 3 e 8 della legge. Si ritiene pertanto che, Cecchino Cacciatore risulta legittimamente ammesso alla competizione elettorale”. Tale risposta conferma quanto denunciato da Avvocatura Indipendente. La legge 180/2003 sulla incandidabilità non è stata affatto considerata dalla Commissione. Secondo Avvocatura Indipendente, la commissione avrebbe violato l’articolo 9 della legge 113/2017, il quale dispone tassativamente che “La commissione elettorale procede alla verifica delle candidature nonche’ del rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 3 e 8 della presente legge”.”La nota di riscontro della conferma della ammissione dell’avvocato, è illegittima perché proveniente da soggetti singoli e non dalla intera commissione che per legge è l’unica legittimata alla verifica della ammissione, non convocata per riscontrare il nostro rilievo”, ha dichiarato Agosto.




“Componenti della sottocommissione non possono essere candidati”: ancora in dubbio la posizione di Cacciatore

di Erika Noschese

La candidatura dell’avvocato Cecchino Cacciatore è illegittima o no? Se, pochi giorni fa, la risposta sembrava essere abbastanza scontata dopo la difesa dello stesso legale salernitano che ha replicato prontamente alle accuse lanciate da Avvocatura Indipendente, oggi sembrano esserci non pochi dubbi. Proprio come aveva anticipato «Non chiudiamoci nelle sagrestie» Bellandi alla scoperta della diocesi l’avvocato amministrativista Oreste Agosto, Cecchino Cacciatore è stato nominato presidente della II sottocommissione della Corte d’Appello di Salerno durante la sessione dell’esame di avvocatura dello scorso anno. La nomina di Cecchino a presidente della II sottocommissione è giunta lo scorso 27 novembre 2018, a causa dell’elevato numero di candidati che avevano partecipato alla domanda di ammissione. Da qui, dunque, la nomina di Cecchino Cacciatore a presidente della II sottocommissione per gli esami di avvocato indetti per l’anno 2018 rispetto a quelle nominate con decreto ministeriale dello scorso 13 novembre 2018 presso la Corte d’Appello di Salerno. Da qui, dunque, l’illegittimità della candidatura dell’avvocato salernitano che scende in campo con Silverio Sica presidente. Ad impedire la candidatura il decreto legge del 21 maggio 2003, secondo cui non possono essere designati a componenti della commissione e delle sottocommissioni avvocati che siano membri dei consigli dell’ordine o rappresentanti della Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense. La norma cita che “non possono candidarsi ai rispettivi consigli dell’ordine o alla carica di rappresentanti della Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense alle elezioni immediatamente successive all’incarico ricoperto”. La polemica sollevata da Agosto e dalla sua lista Avvocatura Indipendente sembra dunque trovare riscontro proprio nelle disposizioni finali del decreto legge del 21 maggio 2003. Ora, non resta che attendere cosa deciderà di fare l’ordine degli Avvocati o l’aspirante presidente Silverio Sica.




«Candidatura illegittima? Una notizia infondata»

di Erika Noschese

«Un presidente di commissione già c’è ed è l’unico previsto dalla legge. La notizia è assolutamente infondata». Parla così l’avvocato Cecchino Cacciatore, candidato all’elezioni per il rinnovo dell’ordine forense di Salerno con la lista capeggiata da Silverio Sica, degno successore del presidente uscente Americo Montera, impossibilitato a ricandidarsi dopo la sentenza della Corte Costituzionale. «Ringrazio molto per la pubblicità elettorale gratuita che sto ricevendo in termini di solidarietà affettuosa dai numerosissimi colleghi molto più e meglio informati – ha poi aggiunto l’avvocato Cacciatore – Pensa che la notizia è talmente infondata che un presidente di commissione già c’è ed è l’unico previsto dalla legge. Come avrei potuto essere io?». Dunque, nessuna impossibilità a candidarsi alle elezioni del Consiglio dell’ordine degli avvocati in programma dal 16 al 18 luglio. A lanciare la presunta illegimittà della candidatura di Cecchino Cacciatore il leader della lista Avvocatura Indipendente, l’avvocato amministrativista Oreste Agosto che parlava di candidatura illegittima in quanto confliggente con le disposizioni di legge in materia di svolgimento degli esami di abilitazione alla professione forense poichè lo stesso Cacciatore è stato nominato con decreto del Ministro della Giustizia del 27 novembre 2018 Presidente della seconda commissione di esami di avvocato indetti per l’anno 2018. Tra le irregolarità sollevate da Agosto anche la mancata pubblicazione, a pochi giorni dalle elezioni, dell’elenco dei candidati ammessi alla competizione elettorale. Pubblicazione che, di fatti, è avvenuta ieri mattina e – come anticipato dall’avvocato amministrativista Agosto – i candidati sono stati tutti ammessi. Il numero uno della lista Avvocatura Indipendente contrastava la mancata pubblicazione dei nominativi degli ammessi in quanto non era possibile procedere ad una legittima aggregazione. Ora, tutto sembra essere rientrato e si può procedere, in attesa delle elezioni che decreteranno il nuovo presidente dell’ordine degli avvocati e il consiglio che lo andrà a comporre. Intanto, in queste ore tanti sono i messaggi di solidarietà rivolti all’avvocato Cecchino Cacciatore dopo l’attacco di Oreste Agosto.

Gargiulo: «La Camera Penale appoggia il presidente Silverio Sica» (di Pina Ferro)

La Camera penale fa quadrato intorno alla candidatura di Silverio Sica. «In qualità di presidente della Camera Penale di Salerno confermo il mio appoggio alla candidatura di Silverio Sica a presidente dell’Ordine degli avvocati di Salerno». A dichiararlo è stato il presidente della Camera Penale Luigi Gargiulo il quale ha anche aggiunto che: «La candidatura di Silverio Sica mi rende particolarmente felice in quanto vi è l’occasione storica per far sì che un avvocato penalista sieda a presiedere l’assise più alta del Foro di Salerno. Sono contento a maggior ragione perché l’avvocato Silverio Sica è stato presidente della Camera Penale e io ne sono stato vice presidente insieme all’avvocato Michele Sarno». Il presidente Gargiulo ha anche manifesta5to la propria felicità per il fatto che «numerosissimi avvocati penalisti partecipino alla competizione, spero che tutti possa ottenere un ottimo risultato, considerando anche il fatto che uno dei candidati è Saverio Accarino il quale fu indicato dallo scorso direttivo».




«Area divisa in due? No, grazie» Protesta a suon di musica e balli

di Erika Noschese

Continua la lotta di associazioni e comitati contro il progetto del Comune per la riqualificazione di piazza Alario. Nei giorni scorsi è infatti stato approvato dall’amministrazione comunale un progetto secondo il quale, nei prossimi giorni, la parte più grande di Piazza Alario dovrebbe diventare un parco giochi. Nello specifico, stando a quanto denuncia il comitato Salviamo piazza Alario, presieduto dall’avvocato Giuseppe Bojano, il progetto del Comune prevedrebbe di tagliare in due la piazza con una recinzione con cancelli una pavimentazione in plastica antiurto, «che però soffocherebbe gli alberi monumentali, ed altri interventi del tutto opposti alla conservazione unitaria e alla salvaguardia della storicità artistica dei luoghi», come dichiarato dall’avvocato Bojano secondo cui l’altra metà della piazza rimarrebbe avvolta nell’incuria e nel degrado. E se da un lato l’associazione Liberamente Insieme, presieduta dall’avvocato Oreste Agosto chiede alla Soprintendenza di non rilasciare l’autorizzazione paesaggistica sul progetto comunale di piazza Alario in quanto sarebbe in contrasto ed in dispregio della normativa di tutela e di conservazione del bene culturale tutelato per legge, il comitato Salviamo piazza Alario ha indetto – per il prossimo 10 luglio, alle ore 19 – un incontro in piazza per cantare, ballare e protestare contro i progetti che stravolgono la piazza. Il comitato ha infatti tentato un dialogo con l’amministrazione comunale a guida Napoli per suggerire le “linee guida” per rendere l’intervento meno deturpante ma ad oggi non solo non ci sarebbe stata alcuna risposta ma, pare, che la macchina burocratica fosse già inesorabilmente avviata ancor prima dell’ultimo incontro a Palazzo di città. «Il nostro Comitato, non ha parentele con Re Erode, non ha nulla contro i bambini, non si oppone per fini politici. Vorrebbe semplicemente che gli interventi da farsi siano innanzitutto quelli dell’ordinaria amministrazione, come la pulitura dei viali e delle aiuole, il ripristino degli alberi abbattuti, la riparazione delle panchine danneggiate, la pulitura della fontana di pietra e dei pannelli ceramici – ha infatti dichiarato Bojano – Il nostro comitato si augura che l’intervento di ristrutturazione riguardi tutta la piazza e che escluda cancellate». A difendere piazza Alario anche l’associazione Liberamente Insieme, secondo cui l’area in questione fa parte delle memorie e della cultura della città, resa storica dalla sua collocazione e dal suo passato, ragion per cui – secondo i membri di Liberamente Insieme – andrebbe tutelata al di là della normativa volta alla conservazione del patrimonio artistico e del decoro urbano delle piazze, delle vie, delle strade e degli altri spazi urbani “realizzati da oltre settanta anni”. La piazza infatti dovrebbe essere preservata nella sua composizione, e il patrimonio arboreo e monumentale va tutelato nella sua configurazione. L’associazione presieduta dall’avvocato Agosto mira, tra le altre cose, a preservare il verde, indispensabile per assicurare una migliore qualità della vita ai giovani e agli anziani. Ad oggi, piazza Alario «presenta livelli di degrado inaccettabili», come dichiarato dal presidente dell’Ali e – aggiunge ancora Agosto – «non può essere frutto di progetti in contrasto con la sua origine, con la sua funzione di area verde a servizio della Comunità e con il suo disegno unitario, organico e coerente». Tra le altre cose, l’area in questione può essere considerata attrattore turistico, ragion per cui per Liberamente Insieme, «il progetto comunale non è accettabile laddove possa consentire di cambiare “i connotati” alla Piazza e non sia semplicemente orientato ad aggiornarne i lineamenti nel rispetto della sua natura e della sua specificità».




Al voto per il dopo Montera Il giallo della candidatura Sarno

di Erika Noschese

Tutto pronto per il rinnovo dell’ordine Forense di Salerno non senza colpi a sorpresa. All’ultimo minuti Michele Sarno pare abbia ritirato la candidatura. Motivo ufficiale sarebbe un suo quasi certo impegno politico alle regionali per il quale poi, tra un anno si configurerebbe una incompatibilità. Ma questa solo la motivazione ufficiale. Fatto sta che ieri sera e fino a tarda notte la squadra di Silverio Sica ha tenuto un’accesa riunione alla presenza anche dello stesso Michele Sarno. Al momento nulla è trapelato sull’incontro. Gli avocati del foro di Salerno saranno chiamati al voto il 16, 17 e 18 luglio. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, Montera è fuori dalla consultazione. Suo, candidato, successore Silverio Sica che ha già pronta la lista da mettere in campo. Candidati al consiglio sono Ersilia Trotta, Stefania Vecchio, Angela Ferrara, Lia Fortunato, Paola Ianni, Giovanna Sica, Alberto Toriello, Federico Acocella, Saverio Maria Accarino, Egidio Felice, Valerio Iorio, Michele Sarno, Renato Galdieri, Fabio Moliterno, Cecchino Cacciatore, Francesco Ceschini, Nicola Landi, Luigi Palmieri, Giuseppe Vitolo e Giovanni Allegro. Ed è proprio Sica a voler puntare sui giovani avvocati. Così è pronto a scendere nuovamente in campo Fabio Moliterno, consigliere uscente. A sollevare il caso Montera l’avvocato amninistrativista Oreste Agosto che scende in campo con la “sua” Avvocatura Indipendente per ottenere la presidenza del consiglio forense. Candidati con Agosto al consiglio ci sono: Giovanni Del Vecchio, Lucio Paolillo, Antonio Nicastro, Pasquale Gallucci, Vincenzo Rispoli, Salvatore Festa, Carmine Parrocchia, Marina Tosini, Rosita Orlando, Lucia Moscariello, Elisa Apicella, Carla De Gennaro, Claudio Vestuti. Leader della lista Ex novo Avvocati4.0 Carmen Maria Piscitelli che scende in campo con Luigi Cacciatore, Viviana Caponigro, Diamante D’Auria del Medico, Maura De Angelis, Domenico De Nicolellis, Ilaria Di Domenico, Arnaldo Franco, Stanislao Giammarino, Biancamaria Nanni Grieco, Luciano Pepe, Emanuela Rossomando, Clementina Tozzi, Alfonso Viscardi. A tentare la scalata verso la presidenza anche Lucia Ragone candidata con Pietro Vangeli, Elia Carinci, Carmine Tulipano, Giuseppina Oliva (detta Pina), Vincenzo Francesco Volpe, Dol o r e s Occhionegro, Emilia Vitale, Massimo Gargano, Luigi Muzzillo, Luigi Apicella, Giuseppe Bojano, Paola Mazzei, Valentina Dell’Acqua




Crescent, «5 Stelle mai intervenuti»

«Costa, Toninelli, Bonafede: nessuno è intervenuto sul Crescent ma tutti sapevano». Il comitato No Crescent, con Oreste Agosto, Vincenzo Strianese e Pierluigi Morena, non risparmia accuse al Movimento 5 Stelle e ricostruisce la vicenda fin dall’inizio. Fin da quando all’interno di quel comitato c’era anche Andrea Cioffi, all’epoca militante del nascente Movimento 5 Stelle, poi deputato e oggi sottosegretario del governo Conte. Da allora ad oggi, accusano i componenti del Comitato, «dei Cinque Stelle si sono perse le tracce». «Nel marzo 2009 – raccontano – è nato il Comitato No Crescent, grazie a liberi ed attivi cittadini che hanno creato un movimento per contrastare la aberrante ed illegittima devastazione ambientale, paesaggistica ed urbanistica dell’area più pregiata di Santa Teresa, spiaggia del centro storico cittadino. Italia Nostra ha condiviso le ragioni del Comitato No Crescent, e sin dal 2009 sono stati presentati congiuntamene esposti penali e ricorsi giurisdizionali dinanzi alla Magistratura amministrativa». Ancora: «Nel mese di ottobre 2009 nasceva anche il M5s. Nel 2011 il M5s presentava una lista alle amministrative salernitane, con il candidato sindaco Andrea Cioffi, il quale faceva parte del Comitato No Crescent. Nel 2013 Cioffi viene eletto senatore con il M5s: da quel momento si è disinteressato della vicenda, nonostante la carica parlamentare. Ancora oggi – proseguono – il Movimento 5 Stelle non è mai intervenuto, nonostante sia forza di governo, per riportare la legalità sull’area di Santa Teresa. Il Ministro dell’ambiente Costa, più volte compulsato per intervenire sulla deviazione abusiva del torrente Fusandola, deviato per costruire il Crescent e Piazza della libertà, è assolutamente latitante. Ha girato tutta la provincia ma a Salerno non è mai intervenuto. Men che meno il Ministro delle Infrastrutture Toninelli, il quale non ha preso provvedimenti in merito alla costruenda piazza sul torrente Fusandola. Nemmeno il Ministro della Giustizia Bonafede è intervenuto in relazione agli esposti inviati per quanto di competenza. La truppa dei parlamentari salernitani, a dir poco evanescente, è totalmente assente sulla questione Crescent».