Nocera. Sinistra nocerina si presenta: «Ma non siamo contro Torquato»

NOCERA INFERIORE. Sinistra Nocerina: a parlare degli obiettivi sono  i promotori Alfonso Daniele, Pierfrancesco Lupi, Grazia Montoro, Lino Picca, Ubaldo Rea, Sofia Russo e Alfonso Schiavo: «Dare voce ai cittadini elettori che non si vedono rappresentati dalla politica cittadina. Il tratto caratterizzante è il ragionamento non per ideologia ma per contenuti ed obiettivi, coinvolgendo associazioni e professionalità nel proporre soluzioni. E’ da troppo tempo mancata un’agorà a Nocera Inferiore in cui dialogare e fare politica, senza demonizzare l’avversario a priori ma ponendo l’accento sulle esigenze della città». Tante le iniziative già avviate ed in cantiere : «Acqua pubblica: iniziativa già avviata da qualche settimana, si stanno raccogliendo firme per chiedere un Consiglio comunale monotematico per prendere una posizione politica netta contro la legge regionale De Luca sulla gestione delle risorse idriche e per avviare il percorso verso una gestione comunale e pubblica dell’acqua; questione spazi: da quasi un anno il Parco comunale di via Rea è chiuso e nulla si sa sui tempi di riapertura; immigrazione: sostegno del progetto della Scuola di Pace di chiedere l’utilizzo di un immobile sequestrato alla mafia per l’accoglienza e la formazione di immigrati e senza tetto; periferie: progetti di valorizzazione delle aree abbandonate e servizi per le nuove aree in formazione; politiche sociali: rilancio del sostegno alle famiglie, integrazione per gli anziani, percorsi di accrescimento per l’età scolare; trasparenza: maggiore chiarezza negli atti di Giunta e per i bandi e referendum: in prima fila per dire no alle trivelle e per chiarire insieme gli aspetti loschi della riforma costituzionale». L’invito ai cittadini: «Il movimento – conclude la nota – non vuole fare da porta acqua a nessuno e ha una peculiarità tutta cittadina, senza legami né forzature provinciali. Sinistra Nocerina non è contro nessuno, non nasce per essere “contro Torquato” ma per essere da pungolo per migliorare, perché se tanto è stato fatto, tanto ancora si può fare».




Nocera Superiore. Non paga il canone sfrattato dalla casa Iacp

Nocera Superiore: “Sfrattato” dall’alloggio un cittadino nocerino, accusato di non aver pagato il canone di locazione. Il provvedimento è partito dall’IACP, Istituto Autonomo Case Popolari, di Salerno che tramite nota chiedeva all’amministrazione comunale nocerina di intervenire nei confronti di un residente del Comune per inadempienza agli obblighi contrattuali, ossia mancato pagamento dei canoni di locazione dell’alloggio di cui era assegnatario in via Rione Marconi di Nocera Superiore. L’amministrazione comunale, tramite il responsabile del settore di competenza, ha comunicato all’assegnatario di aver avviato il procedimento di decadenza dell’assegnazione dell’alloggio, dandogli un termine per permettere all’interessato per osservazioni in merito. La nota, giacente in posta, è tornata all’ufficio amministrativo perché non è stata ritirata dal destinatario. Nonostante il mancato ritiro della raccomandata, la nota viene considerata comunque ricevuta. L’assegnatario dell’alloggio è stato considerato decaduto dalla stessa assegnazione con conseguente risoluzione del contratto per “gravi e reiterate inadempienze.” L’alloggio deve essere lasciato in 30 giorni anche se il cittadino nocerino entro 60 giorni può scegliere la strada del ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania.
L’Istituto Autonomo Case Popolare di Salerno dal quale è partito il provvedimento ha un importante compito nell’aiuto a famiglie che vivono in condizioni disagiate, amministrando per 158 comuni un patrimonio edilizio che interessa 13 mila e 500 immobili. Compiti fondamentali dell’istituto sono la realizzazione di programmi di edilizia pubblica di recupero e di nuova costruzioni, opere di urbanizzazione primaria e secondari, edilizia sociale, gestione del patrimonio pubblico residenziale esistente.
Sabrina Corrado




Scafati. La città che non va. Quarta puntata. San Pietro e via Calvanese

I lavori a San Pietro

La sinistra scafatese insorge per i lavori a San Pietro  San Pietro , frazione popolosa di Scafati, da tempo vive nel disagio. Più volte questo disagio è stato sottolineato dal Consigliere Michelangelo Ambrunzo membro del PD, ora ad intervenire sulla questione è tutta la sinistra di Scafati attraverso le parole delle Segretaria del Partito Democratico, Margherita Rinaldi, e il Portavoce dell’Associazione Scafati Arancione ,Francesco Carotenuto. I lavori riguardavano la riqualificazione del tratto viario di Via San Pietro,la strada che porta all’omonima piazza. L’importo dei lavori é di circa 150mila euro e secondo la tabella di marcia i lavori dovevano concludersi da circa  un mese. Cittadini e Commercianti da tempo hanno avviato una raccolta firme e segnalano i disagi arrecati dai ritardi di completamente dell’opera . La  segretaria del Pd intervenuta sulla questione  grida allo scandalo dichiarando: “Sono passati oramai quattro mesi e i lavori di rifacimento dei marciapiedi di via S. Pietro non sono stati ancora ultimati. Una vergogna che reca disagi enormi ai residenti e ingenti danni ai commercianti. La questione e’ stata più volte sollevata ma ad oggi ancora nulla”. Continuando attacca la Maggioranza e chiama in causa il Presidente della Commissione Lavori Pubblici, Pasquale Vitiello: “Quest’Amministrazione ai problemi seri della città e’ completamente sorda! Chiederemo, a questo punto, al Presidente della Commissione Lavori Pubblici di riunire immediatamente, ad horas, la commissione convocando con la massima urgenza la ditta esecutrice dei lavori per dare un’accelerata consistente. Questo ritardo e’ divenuto intollerabile. Chi pagherà per tutto questo? Chi risarcira’ cittadini e commercianti dei danni arrecati?” conclude la segretaria. Dello stesso avviso anche Francesco Carotenuto di Scafati Arancione che sottolinea soprattutto i problemi che attanagliano i residenti come la viabilità:” Alla luce dei ritardi e dei disagi costituiti dai lavori di Via San Pietro e dalla confusione determinata anche sotto il punto di vista viario, crediamo sia necessario, per garantire incolumità a residenti e cittadini, installare, sebbene temporaneamente, segnali stradali che accompagnino il traffico veicolare ai sensi di marcia provvisori che interessano l’area soggetta a lavori.Il tratto che interessa il cambio dei sensi di marcia è molto trafficato, per cui senza un’adeguata segnaletica si confondono automobilisti e residenti della popolosa frazione”. Il portavoce di Scafati Arancione auspica che la fine dei lavori avvenga al più presto mettendo  in evidenza le possibili ricadute sull’economia locale:”Oltre alla segnaletica è necessario, soprattutto alla luce dell’imminente apertura delle attività scolastiche -le quali rappresentano un volano per l’economia di quel tratto di periferia-, ripristinare il prima possibile il vecchio senso di marcia contestualmente alla consegna della strada, che rappresenta l’obiettivo prioritario e la nostra principale preoccupazione”. Intanto la ditta di Melito ,la Carmine Morrone s.r.l. ,vincitrice della gara ancora ad oggi non ha ripreso i lavori.

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Via Calvanese

SCAFATI/S.MARIA. Via Calvanese: da giorni non avviene la raccolta dei rifiuti. I residenti di via Calvanese segnalano che da alcuni giorni non avviene  il servizio di raccolta dei rifiuti. Intanto nell’area situata al termine  della strada ,che per anni era diventata una vera e propria discarica, sono ricominciati gli sversamenti ,causa anche il danneggiamento, avvenuto  da tempo del costoso sistema di videosorveglianza, situazione  che favorisce lo sversamento dei rifiuti . I residenti si sono rivolti all’amministrazione che li ha rassicurati di un  intervento a breve  sia per risolvere la problematica dei rifiuti che degli sversamenti illegali .

Gennaro Avagnano

 

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Scafati: la città che non va! Terza puntata del viaggio di Le Cronache

Medio Sarno depurato? Macché  

Sopralluogo al depuratore di Scafati delle pattuglie della polizia locale di Scafati e Sant'Antonio Abate

Sopralluogo al depuratore di Scafati delle pattuglie della polizia locale di Scafati e Sant’Antonio Abate

SCAFATI. Blitz al Depuratore del Medio Sarno. Già da alcuni giorni, l’odore era acre e l’aria era irrespirabile nell’area compresa tra via Calvanese e via Ferraris dove sorge l’impianto di depurazione delle acque gestito dalla Gori . Tanti i residenti che lamentavano il disagio, fino a quando qualcosa finalmente si è mosso. Un cittadino di Sant’Antonio Abate, Francesco Contò, trovandosi di passaggio in via Calvanese, ha notato che dal canale proveniente dal depuratore che si immette nel canale Marna fuoriusciva non un’acqua depurata come dovrebbe essere ma liquido di colore verde grigiastro che emanava cattivi odori. Immediatamente ha avvertito un suo amico, Emanuele Santarpia ed insieme hanno contattato la capitaneria di Porto di Torre Annunziata. Questo pomeriggio, poco dopo alle 16, la capitaneria la polizia municipale di Scafati. Nel frattempo,  essendoci un dubbio di competenza territoriale, il comandante dei caschi bianchi scafatesi ha allertato anche i colleghi di Sant’Antonio Abate, visto che l’area del depuratore confina con il comune napoletano. Le pattuglie della polizia municipale dei due comuni hanno constatato che le acque avevano un colore che era  tutt’altro che quello che dovrebbero avere quelle depurate, che l’odore era nauseabondo, che la schiuma che si formava nei lati della vasca dove sversava il depuratore era un chiaro segno di acqua non depurata come dovrebbe. Si è poi appurato che la competenza era di Scafati e la polizia municipale ha relazionato sull’accaduto, ha acquisito a supporto immagini , filmati e nominativi dei presenti. In secondo momento dalla vasca dove scarica il depuratore, i vigili urbani sono andati sul canale dove l’acqua dalla vasca viene poi sversata attraverso una conduttura  nel Canale Marna: anche qui sono stati fatti i rilievi fotografici che attestavano l’inquinamento. Il tutto sarà consegnato al comandante dei caschi bianchi scafatesi, D’Ambruoso che relazionerà all’ufficio Ambiente.

Traffico e lavori
Disagi al top

La strada alle sei del mattino

La strada alle sei del mattino

La strada alle ore 13

La strada alle ore 13

SCAFATI. Nuovi lavori, vecchi disagi. Solitamente il problema traffico in estate a Scafati vive un momento di pausa durante il periodo estivo, pausa saltata quest’anno, prima per i lavori legati alla costruzione della rotonda costruita nei pressi del cavalcavia Longobardi che creavano lunghe code che arrivavano fino in autostrada. Via Nazionale e via Martiri d’Ungheria andavano completamente in tilt. Una rotonda, i lavori ad essa collegati, i presunti intralci alla circolazione manifestati da molti cittadini sono stati il tormentone dell’estate scafatese al ritmo di “rotonda si, rotonda no”. Dopo la breve pausa ferragostana  ecco che riprendono i lavori e con essi riprende in anticipo sulle consuetudini scafatesi, sempre e soprattutto in via Nazionale e via Martiri d’Ungheria . Questa volta però ad essere causa del traffico in queste strade , non sono i lavori alla rotonda, quasi ultimati, ma i lavori di installazione dei sovrappassi pedonali previsti in molte zone della città. A lavori conclusi, per le varie strade di Scafati se ne conteranno circa 80, il costo unitario si aggira attorno ai sei mila euro circa per un totale di circa 480mila euro. I lavori sono iniziati lunedì e martedì già la città era intasata dal traffico: lunghe code fino alle nove di sera hanno attanagliato la città. Anche stamattina (ieri per chi legge) la circolazione era difficoltosa, molti i disagi soprattutto per una mancata e adeguata presenza di agenti di polizia municipale, pochi gli agenti in servizio anche a causa delle ferie estive. Certo è che l’estate scafatese è stata molto trafficata, forse questi ultimi lavori si sarebbero potuti programmare in orari diversi da quelli di punta approfittando della frescura serale o iniziarli all’alba.
Gennaro Avagnano

via Nappi, Scafati

via Nappi, Scafati

Via Nappi, Scafati

Via Nappi, Scafati

Scafati. Via Michelangelo Nappi, dell’Amministrazione comunale restano solo i manifesti. Periferia di Scafati, confinante con Boscoreale, via Michelangelo Nappi annovera in zona molti politici, molti come i disservizi. Entrando da Via Tricino, strada che non vive fasti migliori , non può non saltare agli occhi la mancanza di marciapiedi che crea non pochi problemi sia ai pedoni che alla circolazione stradale. Ancor di più la sera la situazione diventa pericolosa anche  nel caso in cui si voglia raggiungere a piedi la popolosa e ben servita zona  di via Della Resistenza o recarsi alla stazione della Circumvesuviana per potersi spostare con un mezzo pubblico. Altri mezzi pubblici di collegamento  non se ne vedono tranne in sporadici casi. Percorrendo la strada si incappa in qualche cumulo di rifiuti lungo la strada sia per colpe legate ai cittadini ma anche perché a volte il servizio di raccolta salta . La pubblica illuminazione avrebbe bisogno di qualche intervento comunque la zona è ben servita sotto questo punto di vista, l’unico intoppo nasce quando ci si ritrova i pali della pubblica illuminazione che occupano in modo pericoloso lateralmente la sede stradale senza alcuna segnaletica che ne mostri la presenza. Una segnaletica che dall’inizio alla fine della strada mostra le sue criticità, molta è quella danneggiata segno che diversi sono stati gli incidenti nel corso del tempo e non si è intervenuti per la riparazione o la sostituzione. Il punto più pericoloso è l’incrocio con via Mortellari dove capitano spesso gli incidenti ,tanto che un proprietario di un fabbricato posto sull’incrocio  ha rinunciato da tempo a riparare il muro di cinta ,scoraggiato dai troppi incidenti che continuamente lo danneggiavano.  Una settimana fa all’incirca, poco prima  di questo incrocio, un’auto Alfa Romeo andò a sbattere pericolosamente contro un’abitazione sfondando il muretto di cinta, fortunatamente ci furono solo danni materiali. Più cura, servizi e manutenzione aumenterebbero la sicurezza e non solo. Eppure questa è una strada molto popolata, vi è perfino uno dei pochissimi hotel presenti in città che dovrebbe accogliere qualche turista. Gli amministratori comunque in questa strada non mancano … almeno sui manifesti .

Gennaro Avagnano

 

Albero caduto in via Salice, a Scafati

Albero caduto in via Salice, a Scafati

Scafati. Paura in via Davide Sequino. Erano circa le 16.30 di ieri, quando in una strada collaterale di via Passanti, un ramo si è staccato pericolosamente da un pino cadendo su un’autovettura, una Fiat punto, parcheggiata nei pressi. Fortunatamente, nessun danno alle persone. La pericolosità del pino era stata già segnalata al Comune e il condomino in cui sorge l’albero aveva chiesto da due mesi le autorizzazioni per abbatterlo.




Scafati. la città che non va! Tre articoli su tre emergenze

Scafati. #Vivi La Villa …abbastanza è stato fatto, molto resta da fare per renderla vivibile. Ed adesso compare pure un serpente aggirarsi tra i viali. Volge al termine la rassegna estiva nella villa comunale di Scafati, una serie di eventi iniziati l’11 luglio e che termineranno il 12 settembre. Rassegna che dopo anni ha riportato un po’ di vita nel periodo estivo in quello che era il fiore all’occhiello della città: il parco Werner. Questo sabato sarà in scena il cantautore e sassofonista napoletano Enzo Avitabile. Fervono i preparativi e si lavora a ritmo serrato per pulire la villa lasciata a se stessa per il periodo trascorso dall’ ultimo evento, quello che ha visto protagonista il polemico attore Francesco Paolo Antoni. Polemico perché dal palco si lamentò pubblicamente dell’assenza dell’amministrazione o almeno di un suo rappresentante allo spettacolo. La manutenzione sta interessando sia il verde che l’area delle giostrine chiusa all’inizio di agosto per motivi di sicurezza e per tutelare l’incolumità dei numerosi bambini che si recano in villa a giocare. La ditta che ha recentemente avuto la proroga per il servizio di manutenzione in villa, costo di 13mila circa per quadrimestre, ha quasi terminato il lavoro di potatura e rasatura del verde ma servirebbe urgentemente effettuate un’adeguata disinfestazione e disinfezione. La villa, infatti, è invivibile per la presenza di moltissime zanzare che spesso fanno desistere i frequentatori. Non  di rado fanno la loro comparsa topi e piccoli serpenti che se pur fossero innocui certo spaventerebbero chiunque, figuriamoci un anziano o un bimbo. La provenienza di questi animali è forse imputabile al cantiere del vicino polo scolastico che versa nel degrado ma anche allo stesso Sarno. I lavori alle giostrine saranno ultimati per sabato: in pratica sono state riparate quelle poche preesistenti. Quello di cui tutti sono soddisfatti è l’aumentata sorveglianza e una maggiore sicurezza dovuta alla presenza di cittadini beneficiari di sostegni per l’inserimento in società e al lavoro che sono di grande supporto al custode e che hanno avuto in dotazione anche alcune bici ,le famose e mai utilizzate bici della pista ciclabile. Grazie all’impiego di queste persone in villa ora regna la tranquillità. La rivivibilità della villa manca ancora di una cura e salvaguardia del patrimonio arboreo esistente, urge sistemare qualche panchina e qualche fontanina. Forse per sabato sarà tutto pronto e completato.
Gennaro Avagnano

2 piazza falcone e borsellino scafatiPiazza Falcone e Borsellino

SCAFATI. In seguito al reportage del nostro quotidiano sulla piazza del Plaza arrivano altre segnalazioni che ripropongono un’altra piazza di Scafati che versa in uno stato di degrado. Si tratta della piazza Falcone e Borsellino, al centro dell’intervento degli attivisti di Scafati in Movimento, associazione vicina al M5S che dichiarano: «Oggi facendo un sopralluogo della zona ¬di piazza Falcone e Borsellino abbiamo c¬onstatato il totale stato di abbandono i¬n cui versa. Numerose criticità affliggo¬no questo spazio pubblico a partire dall¬’idrofono (fontana di acqua potabile) i¬l cui tubo rotto fa debordare l’acqua ch¬e si dipana lungo tutto lo spazio circos¬tanze creando una zona paludosa in cui t¬rovano terreno fertile zanzare e insetti¬ vari» I pentastellati segnalano ancora che «Non vi è più traccia delle aiuole rigogliose e colorate di una volta sos¬tituite da bottiglie di vetro e rifiuti ¬ di ogni tipo un po’ ovunque che contrib-uiscono a rendere questa piazzetta un lu¬ogo indecoroso e totalmente insalubre . ¬Infine segnaliamo un ramo di grosse dime¬nsioni divelto a metà proprio sopra una ¬panchina che potrebbe spezzarsi pericolo¬samente da un momento all’altro creando ¬anche un evidente pericolo pubblico!».
Gli attivisti Ivan Piedepalumbo, Giuseppe Sarconio e ¬Alfonso Iovane segnalano che «A d¬ue passi da questa piazza la situazione ¬non migliora e del vecchio parco giochi ¬che rappresentava un luogo di svago per ¬i più piccoli non rimangono che vecchi r¬ottami delle giostrine tra rifiuti e deg¬rado! Non è possibile trascurare in mani¬era così negligente questi luoghi per ri¬spetto dei tanti cittadini residenti di ¬questa zona che non meritano di vivere i¬n tanto squallore!».

3 scafati centro anziani cafoniIl centro anziani

SCAFATI. Gli  anziani protestano contro i “cafoni”. Altro che moderni “writers” gli anziani sono sconcertati e non si danno pace a causa di coloro che hanno imbrattato le mura del centro anziani adiacente alla villa comunale. Da poco ristrutturato dopo un incendio che aveva colpito il centro di piazzale Aldo Moro e già qualcuno ha pensato bene di lasciare la propria firma sulle mura del centro . I “cafoni”, nella notte tra domenica e lunedì scorso hanno lasciato la loro dichiarazione d’amore sulle mura esterne. Gli anziani esterrefatti non possono darsi pace ed alcuni hanno espresso il loro disappunto esclamando «non ci lasciano in pace, questo centro è per noi come una casa, lo andassero a fare a casa loro». Oltre lo smacco subito per le scritte, anche offensive, un altro aderente al centro anziani nonché membro del Comitato di gestione ha posto in evidenza anche dei rifiuti ingombranti posti all’esterno e all’interno della struttura che nessuno va a ritirare, questo materiale ingombrante è quello che resta  dallo sgombero delle stanze colpite  dall’incendio di qualche mese fa.

 




Una discarica dove l’acqua è più blù

SAN VALENTINO TORIO. Una discarica di rifiuti speciali a pochi metri da una delle sorgenti del fiume Sarno. A scoprirli all’interno dell’area del Parco regionale del fiume Sarno, i carabinieri della stazione sanvalentinese, il personale dell’Ente parco e del nucleo provinciale dellel guardie giurate del Wwf Italia. Il gruppo, coordinati dal maresciallo Umberto Alfieri, sono arrivati in via Vetice. Ancora una volta in quest’area i militari ed il personale tecnico dell’Ente Parco intervenuto a supporto, hanno individuato una discarica di rifiuti speciali pericolosi e non, con un enorme quantitativo di vecchi  pneumatici abbandonati, tanto materiale plastico, ferroso, eternit, ed ancora altro di scarto proveniente da lavori edili e smaltito illegalmente. Il tutto in stato di abbandono incontrollato che oltre ad interessare i vicini terreni coltivati, era a pochi metri dalle acque del Rio San Marino, una delle tre sorgenti del fiume Sarno e che inevitabilmente   contribuiva a determinare la completa distruzione di questa area, sia dal punto di vista naturalistico che ecologico.

Ulteriori controlli dei carabinieri hanno appurato come tale drammatica situazione, oltre che portare a degrado irreparabile un’area di particolare valenza naturalistica, ha posto a rischio anche le coltivazioni agricole dei vicini terreni, irrigati  proprio per la presenza di piccoli fossi canali e di alcuni pozzi. Sequestrata l’intera area su cui insistono anche un vecchio rudere ed una struttura adibita a deposito e presumibilmente, a trasformazione e lavaggio di prodotti ortofrutticoli, per complessivi mille metri quadrati. Inoltre venivano scoperte anche alcune aree bruciate dove erano stati dati alle fiamme rifiuti di ogni genere. Al sequestro si è arrivati grazie alle segnalazioni di cittadini. Chiunque volesse segnalare scempi del genere può inviare una mail a guardiewwfnucleosa@libero.it.




Pagani. Progetto Comune: «Non dimentichiamo i lavoratori della Telis»

PAGANI. «In un territorio che vive da anni una pesante crisi occupazionale, dove il diritto al lavoro è continuamente calpestato la vicenda dei lavoratori della Telis srl di via Filettine che rischiano concretamente di perdere il posto di lavoro, non può passare sottosilenzio». Questo quanto scrive Progetto Comune in una nota. La Telis srl, società dell’elettronica di via Filettine, infatti, a breve dovrebbe chiudere i cancelli lasciando a casa circa 60 addetti. «Saremo con  lavoratori così come fatto in passato anche con altre realtà lavorative -continua la nota di Progetto Comune –. Non possiamo dimenticare che solo qualche anno fa sull’area si era concentrata l’idea di rilancio occupazionale, si parlava di una realtà di eccellenza, ora assistiamo al completo silenzio delle istituzioni e della politica con i lavoratori lasciati soli in questa battaglia per la dignità e la sopravvivenza. Chiediamo di attivare tavoli tecnici di discussione, di mettere in campo tutti gli strumenti per difendere i livelli occupazionali dell’azienda, di fare fronte comune per impedire che Pagani viva un altro e intollerabile furto lavorativo».




San Valentino Torio. Tributi comunali non dovuti. La denuncia dell’avvocato Miranda

SAN VALENTINO. Raffica di tributi su beni non suoi e doppie bollette anche su tasse già pagate: è ancora guerra aperta tra l’avvocato Andrea Miranda e il responsabile dell’ufficio finanziario di Palazzo Formosa, Giovanni Padovano (nella foto), da poco nominato anche assessore al Comune di Angri. In una dettagliata diffida, Miranda specifica: «Quando ho contestato i tributi arrivati presso la mia abitazione perché già pagati o perché all’epoca dei fatti non ero proprietario di immobili, il dottor Giovanni Padovano inviava anche a tutti i Consiglieri Comunali ed alla Procura di Nocera Inferiore, degli atti dichiarando: “la invito a rimanere sul contenuto degli atti ed a non trascendere, spinto da un livore che sicuramente trova una sua genesi in fatti personali che non possono e non devono interessare l’ufficio Tarsu del Comune di San Valentino Torio. Il sottoscritto era obbligato a richiedere spiegazioni a Padovano». Ed è iniziata quindi la guerra tra i due. Il professionista specifica che al di là di tutto pagherà la cartella tributaria contestata ma “con ogni riserva di approfondimento, invita ed occorrendo diffida, il responsabile del settore Giovanni Padovano, il sindaco di San Valentino Torio e chiunque altro responsabile, a rivedere (in autotutela) con ricalcolo, l’importo dell’avviso Tari ricevuto”.  L’avvocato Miranda sottolinea il comportamento secondo lui illegittimo di Padovano e dell’amministrazione comunale uscente sanvalentinese già “avvisata dalla Corte dei conti” per l’esistenza di un sodalizio criminale per i due (ex sindaco, Padovano ed altri soggetti) e  poi sottolinea anche la presenza di un procedimento penale nei confronti di Padovano e gli altri ex amministratori. Miranda mette in discussione inoltre proprio la legittimità dell’incarico di Padovano e ripercorre il suo iter giudiziario: «Giovanni Padovano è indagato per (diversi reati)». Infine Miranda diffida l’amministrazione alla revoca ed al ricalcolo dei tributi a lui arrivati, pena una battaglia legale.

Gabriele Musco




Salerno. Carfagna non “sequestrò” la studentessa

Assolto perché il fatto non costituisce reato. Salvatore Carfagna non abusò dei propri poteri di Preside negando ad un’alunna del liceo Tasso l’uscita anticipata. Così ha deciso il Gup del Tribunale di Salerno, Donatella Mancini, che ha assolto con formula piena il padre dell’onorevole Mara Carfagna ed ex preside del Liceo Tasso. Carfagna è stato giudicato, come richiesto dall’avvocato Guglielmo Scarlato, con la formula del rito abbreviato. Complesso il capo d’accusa presentato dal sostituto procuratore Roberto Penna. Le accuse nei confronti dell’ex preside del Tasso andavano dall’abuso d’ufficio al tentato sequestro ma, dopo la discussione di ieri mattina, il Gup, ha ritenuto non sussistessero gli estremi per la condanna di Cargagna. A processo l’ex preside è giunto in seguito a un’imputazione coatta, disposta dal giudice Vincenzo Di Florio con il rifiuto della proposta di archiviazione formulata dalla Procura. È accusato di abuso d’ufficio, rifiuto di atti d’ufficio e lesioni, perché i medici dell’ospedale riscontrarono nella studentessa uno stato di sofferenza con un calo di pressione Tutto iniziò alle 12.10 del 4 giugno 2013, quando la mamma si recò al liceo classico di piazza San Francesco per portar via la figlia che si era sentita male. Il preside si oppose, affermando – così ha raccontato la signora – che l’alunna sarebbe potuta uscire solo se trasportata da un’ambulanza per un ricovero in ospedale. A nulla sarebbe valso ricordare al dirigente scolastico di avere tutto il diritto, come genitori, di autorizzare l’uscita della figlia. Il preside rimase irremovibile, al punto che la donna si vide costretta a telefonare al 113 per fare intervenire le forze dell’ordine. Anche dinanzi ai poliziotti Carfagna avrebbe però preteso, per dare il suo via libera, l’arrivo di un’ambulanza che conducesse la studentessa al Rugg. Così, tra litigi e tempi di attesa, passò più di un’ora e la liceale lasciò la scuola quando erano ormai le 13.45, al consueto termine delle lezioni. In ospedale le diagnosticarono le cause che avevano originato il malore e riscontrarono una pressione molto bassa. Da qui la denuncia presentata dai genitori e l’inchiesta giudiziaria conclusasi ieri davanti al Gip del Tribunale di Salerno, Donatella Mancini, che ha assolto l’ex presidente del Tasso. Salvatore Carfagna