NcS a Napoli per dire no al piano per l’integrazione dei migranti

Erika Noschese

“Napoli città rifugio”. È l’articolato piano Campania per l’integrazione dei migranti che stamane verrà firmato presso la Prefettura di Napoli, alle 11, con il ministro dell’Interno Marco Minniti, il presidente della Regione Vincenzo De Luca ed il primo cittadino Luigi de Magistris che – per la firma del protocollo – assume la veste di vertice della Città Metropolitana. Il piano – grazie ai 30 milioni di fondi, prevede l’impiego di circa 2000 migranti solo su Napoli, almeno altri 5-7 mila in regione e ciò ha scatenato l’ira di Noi con Salvini. Una delegazione proveniente da diverse zone della Campania – tra cui Salerno ed Avellino – stamane metterà in atto una protesta per esprimere la propria contrarietà al piano che prevedrebbe l’impiego dei migranti nei siti di Pompei e Caserta. A partecipare alla manifestazione anche il segretario provinciale giovanile di NcS Tiziano Sica, con una delegazione del movimento dei giovani. «La ricollocazione dei circa 2mila migranti su Napoli ed altri poco meno di 7mila sulle altre zone della regione costa 30milioni di euro, soldi che potrebbero essere spesi per aiutare gli italiani che hanno bisogno. Perchè non esiste un bando simile per gli italiani. E’ una vergogna», ha dichiarato Tiziano Sica. «In Campania il tasso di disoccupazione è al 20,4% il doppio rispetto alla media europea. Migliaia di giovani e famiglie che passeranno un natale poco felice e il governo di centro sinistra che fa? Elargisce un fondo di 30 milioni di euro per circa 10mila immigrati con facilitazioni bonus e possibilita’di assunzioni in deroga al tetto di spesa per i comuni che aderiscono al protocollo d’intesa.Tra le altre cose attivita’ di vigilanza presso gli scavi di pompei e la reggia di caserta. Uno schiaffo,ulteriore alle famiglie italiane. Un atto di tradimento verso gli italiani. Ma noi nn staremo a guardare ne staremo zitti. Sara’ nostra cura denunciare questo schifo. Si ricordino gli italiani dei loro sindaci che aderiranno a questa vergogna, del governatore De luca che sarà complice di questo crimine contro il nostro popolo, di questo governo mai eletto che si è fatto servo di questa europa dei poteri forti che ogni giorno ci toglie un pezzo di dignità e libertaà», ha dichiarato il segretario provinciale di Ncs Salerno, Mariano Falcone.Si dissocia “da tale scempio”, invece, il coordinatore provinciale di Avellino, Giuseppe D’Alessio, che parla di “invasione in atto” e si chiede come mai un’opportunità simile non sia stata offerta agli italiani. Gli attivisti di NcS, oggi intendono quindi far emergere il loro dissenso alla scelta di Minniti.




Il Cav dimezza gli uscenti «La metà non sarà candidata»

Andrea Pellegrino

Silvio Berlusconi sancisce la linea: «Alle politiche, oltre a quegli uscenti che hanno ben meritato sul piano della coerenza e dell’efficienza, candideremo donne e uomini che nella vita professionale, nel lavoro, nell’impresa, nella cultura, nel volontariato abbiano dimostrato onestà, capacità, concretezza». Parola d’ordine, insomma, è “rinnovamento” per il Cavaliere che in prima persona comporrà le liste per Camera e Senato. A tremare sono gli uscenti, molti dei quali, secondo un primo calcolo, saranno costretti ad uno stop forzato. Per quanto riguarda le new entry, qui a Salerno, si confermano eventuali impegni del rettore dell’Università di Salerno, Aurelio Tommasetti (voluto anche dal professore Aniello Salzano, coordinatore cittadino azzurro di Salerno) o dell’avvocato Licia Polizio. Rilancio anche per l’avvocato Lello Ciccone, sempre più vicino ad una candidatura mentre si conferma la “blindatura” di Antonio Fasolino, nome calato direttamente dal Nuovo Psi di Stefano Caldoro. La richiesta di rinnovamento è avanzata, già da tempo da più parte e cresce quotidianamente anche sui social. Intanto lunedì si sono incontrate presso la sede di Forza Italia Salerno, la delegazione di Forza Italia guidata dal senatore Enzo Fasano e composta da Lello Ciccone, Roberto Celano e Aniello Salzano e la delegazione del partito Fratelli d’Italia, formata da Imma Vietri, Nanni Marsciano e Ugo Tozzi. «Il confronto politico avviato ha permesso il superamento delle contrapposizioni del passato, con la più piena volontà di perseguire una unità sostanziale su valori e prospettive comuni, che mira al conseguimento di importanti obiettivi nell’interesse dei territori dell’intera provincia di Salerno. La necessità di proseguire su questa strada è sentita come ancora più forte, data la consapevolezza comune di dover scardinare un sistema clientelare, capillarmente radicato, che da tempo mira a controllare anche sotto il piano sociale, alcune comunità amministrate. C’è forte consapevolezza di una presa di coscienza dei Salernitani a partire già dalle prossime competizioni politiche e amministrative; in occasione del voto alle imminenti elezioni, siamo certi che il centrodestra saprà essere fortemente organizzato e competitivo. Il coordinamento costituito, ha dato mandato al Senatore Enzo Fasano di allargare nei prossimi giorni il tavolo del confronto anche al partito alleato Noi con Salvini».




Marcia su Roma contro lo Ius Soli

Erika Noschese

A Roma per dire no allo Ius Soli. Nella giornata di ieri, una delegazione di Noi con Salvini Salerno, guidata a livello regionale dal segretario Mariano Falcone si è recata nella Capitale per prendere parte alla manifestazione contro lo Ius Soli, la proposta di legge che indica l’acquisizione della cittadinanza di un Paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. A guidare la protesta, in piazza Santi Apostoli il leader della Lega, Matteo Salvini, con sostenitori e simpatizzanti provenienti da tutta Italia e dall’intera provincia del salernitano. Dal palco, l’aspirante premier leghista ha rivendicato il merito di aver dato lo sto alla proposta di legge ribattezzata Ius Soli. Intanto, da Roma Salvini ha annunciato la sua intenzione di candidarsi negli stessi collegi in cui lo farà l’ex premier Matteo Renzi, promettendo una sfida diretta: «L’Italia reale contro l’Italia delle bugie. Mi candiderà in Toscana, dove il centrodestra tornerà a vincere dopo 50 anni», ha annunciato il leader della Lega. Soddisfatto il segretario provinciale di Noi con Salvini Salerno, Mariano Falcone, nonostante non siano mancate manifestazioni non autorizzate da parte di esponenti della sinistra estrema che hanno tentato di bloccare il comizio pubblico di Salvini, al grido di «Odio la Lega» dei movimenti della casa, bloccati da due cordoni di polizia su via dell’Archetto. Un cordone intanto ha bloccato l’incrocio tra la via e piazza SS Apostoli, mentre si svolgeva il comizio contro lo Ius Soli di Salvini mentre un altro ha bloccato l’uscita su via del l’Umiltà per evitare che i manifestanti dei movimenti si incrociassero con quelli leghisti. «Torniamo dalla manifestazione galvanizzati dalle parole di Salvini che ha tenuto uno splendido intervento in cui ha annunciato le linee guida del suo governo e dallo spirito della manifestazione. Siamo pronti a riprendere l’attività che nei prossimi giorni sarà ricca di iniziative . Continueremo con la raccolta di firme contro lo Ius Soli e ci stiamo preparando ad affrontare le elezioni politiche del 2018 che siamo certi vedranno la Lega di Salvini ottenere un ottimo risultato in provincia di Salerno», ha dichiarato il segretario provinciale di Noi con Salvini Salerno, Mariano Falcone di ritorno da Roma a cui ha preso parte un elevato numero di attivisti non solo del centro sud ma della provincia di Salerno.




Noi con Salvini giovani: nominate due coordinatrici

Due nuovi coordinamenti per il movimento giovanile Noi con Salvini Salerno. Nei giorni scorsi, il segretario provinciale giovanile Tiziano Sica ha provveduto a nominare Simona Lima (foto destra), quale coordinatrice comunale di Albanella e Valentina Cortese (foto sinistra) coordinatrice comunale di Capaccio. “Il nostro movimento giovanile continua a crescere”, dichiara soddisfatto Tiziano Sica. “Il nostro obiettivo è avere un coordinatore in ogni Comune del Salernitano e stiamo lavorando per questo. Alle nuove coordinatrici non posso che augurare loro buon lavoro. C’è tanto da fare per il territorio e il nostro movimento sta lavorando affinché possa mettere in atto sempre nuove iniziative a sostegno dei più deboli e degli indifesi”,ha aggiunto il segretario provinciale giovanile. La famiglia del movimento giovanile saleritano, dunque, continua ad espandersi a macchia d’olio e ad ottenere sempre più consensi e adesioni sul territorio salernitano, nonostante le varie critiche che quotidianamente ricevono.




Lembo tace: «Il silenzio è d’oro» Mariano Falcone:«Fuori luogo»

Erika Noschese

La candidatura a sindaco di Campagna di Andrea Lembo, figlio del Procuratore capo di Salerno, continua a tener banco e a dividere l’opinione pubblica. Così, tra Forza Italia che ritiene opportuno giungere alle dimissioni di Corrado Lembo per incompatibilità, il Pd che parla di strumentalizzazione e “autentico stillicidio” nei confronti dell’avvocato Lembo, Alessandra Celentano che esprime, ironicamente, la sua solidarietà al Capo della Procura per “avere un figlio imbarazzante” e l’ex governatore, fratello della stessa Alessandra, Stefano Caldoro che – forse inaspettatamente – si schiera a favore del Procuratore, definendolo un magistrato di “non comune professionalità, esperienza ed equilibrio”, ad esprimere la propria opinione in merito alla candidatura a primo cittadino di Andrea Lembo – annunciata alla Leopolda – è il segretario provinciale di Noi con Salvini, Mariano Falcone. “Fermo restando la libertà di ogni persona a poter esprimere le proprie idee e a potersi proporre in una competizione democratica, visto il ruolo del padre, credo sia fuori luogo”, ha dichiarato Falcone. “Nulla di personale ma non si può essere primo attore in politica con il padre che ricopre un ruolo importante nell’amministrazione giudiziaria. Nulla contro il fatto che il figlio di un Magistrato possa scendere in politica ma la vedo fuori luogo per il resto, massimo rispetto in quanto persone”, ha poi aggiunto il segretario provinciale di NcS. Intanto, il procuratore Corrado Lembo preferisce non esprimersi in merito alla candidatura del figlio e a tutta la vicenda che fa da contorno: «Mia madre diceva sempre “il silenzio è d’oro” e poi aggiungeva anche “paga sempre”. Io preferisco mantenere il silenzio su questa vicenda», ha infatti dichiarato il procuratore della Repubblica di Salerno, a margine di una conferenza tenutasi nella mattinata di ieri in Procura. «Non aggiungo nient’altro. Quello che dice lei – ha poi detto rivolgendosi ad un giornalista che sosteneva che i figli non debbano ‘pagare’ per i padri – può essere condiviso sicuramente ma non aggiungo neppure un commento a questa sua affermazione».




Pd, strappo con Gianfranco Valiante Fi – Fdi, blindati Gambino e Cirielli

Andrea Pellegrino

Salvo modifiche, sono quattro i collegi uninominali per la provincia di Salerno ed uno proporzionale (con una lista di sette candidati) per la Camera dei Deputati; due, invece, quelli uninominali per il Senato ed una lista promozionale da condividere con Torre del Greco, Castellammare, Nola e Portici. Quattro, dunque, gli onorevoli salernitani che saranno eletti tra le quattro formazioni maggiori che si presenteranno nei collegi uninominali mentre in sette saranno designati dalla miriade di liste che si presenteranno sul proporzionale. In attesa del via libera definitivo, le prime manovre non mancano. Non fosse altro che l’accelerata del governo potrebbe portare ad un prossimo scioglimento delle Camere e ad una fissazione delle elezioni per i primi di marzo. Partiamo dai dati certi, o almeno quasi certi, in questo momento. Il Pd spinge su Piero De Luca nel collegio di Salerno città (ex collegio del Mattarellum che raggruppa anche costiera amalfitana, Valle dell’Irno e Cava de’ Tirreni). La candidatura del primogenito del governatore lascerebbe scontenti sulla strada. Tra questi Vincenzo Servalli (sindaco di Cava de’ Tirreni), Andrea Reale (sindaco di Minori) ma soprattutto Gianfranco Valiante (primo cittadino di Baronissi). Per quest’ultimo si vocifera già di una collocazione in un altro partito. Soprattutto alla luce delle difficoltà politiche a Baronissi, dove la maggioranza sarebbe appesa ad un filo. Si parla di un primo contatto con l’Udc di Cesa che comporterebbe una virata verso destra. Si dice che il sindaco di Baronissi possa trascinare anche qualche altro esponente, tra cui un consigliere comunale di maggioranza di Salerno. I Cinque stelle, invece, potrebbero confermare tutti gli uscenti nei collegi, con qualche sorpresa che potrebbe arrivare direttamente da Roma. Caccia al candidato a Sa- lerno città per la formazione della sinistra che domenica sera terrà una assemblea per delineare il per- corso. Per ora Mdp (con Sinistra Italiana) può contare su due candidature certe, quella di Federico Conte, nel collegio a sud della provincia e di Andrea De Simone, pronto a tornare a Palazzo Madama. Ma al di là del nodo di Salerno città, il Partito democratico a guida Enzo Luciano dovrà fare i conti – almeno sull’uninominale – con gli alleati. A partire da Campo Democratico che pretende il nome di Michele Ragosta, deputato uscente e stampella importante dell’amministrazione Napoli. Il partito di Pisapia, invece, sul proporzionale potrebbe piazzare Leonardo Gallo, attuale consigliere comunale, segretario provinciale di Centro democratico di Tabacci. Ma non è l’unica spina nel fianco dei democrat. C’è anche Luigi Cobellis che con De Mita ha deciso di restare a sinistra. Cobellis, insieme alla Ricchiuti e a Matera, sostiene Vincenzo De Luca in Regione Campania. Ed è quasi scontata la riscossione della sua “cambiale politica”. Ma a conti fatti il collegio dell’ex consigliere regionale sarebbe ambito anche da Franco Al- fieri, che vorrebbe lasciare l’incarico di capostaff di De Luca per ritagliarsi un ruolo autonomo. Pare che l’ex sindaco di Agropoli abbia contattato direttamente i vertici romani del partito, ricevendo un primo disco verde. Poi ci sono gli uscenti tra cui Tino Iannuzzi che dovrebbe traslocare al Senato e i capicorrente Tonino Cuomo (quota Orlando, che potrebbe però saltare questo giro) e Simone Valiante (quota Emiliano che potrebbe essere candidato anche in Puglia). In Forza Italia la lista è tutta nelle mani di Silvio Berlusconi. Mara Carfagna dovrebbe approdare a Napoli mentre il collegio dell’Agro (uninominale) dovrebbe essere già chiuso su Alberico Gambino. L’accordo Fdi – Forza Italia dovrebbe prevedere anche la posizione blindata per l’uscente Edmondo Cirielli ed un collegio per l’ex presidente della Provincia Antonio Iannone. Poi c’è la posizione del Rettore Aurelio Tommasetti da chiarire ma i con- tatti sono prettamente romani, così come quelli di Antonio Lombardi, altra possibile new entry della partita azzurra. Ancora circola il nome della penalista Licia Polizio, legata, tra l’altro a Francesca Pa- scale o della professoressa Marzia Ferraioli. Al Senato, invece, è quasi fatta per il sindaco di Pontecagnano Faiano Ernesto Sica. Sul proporzionale, invece, non si esclude il ritorno del Campanile di Clemente Mastella che, a quanto pare, dovrebbe scendere in campo a Benevento garantendo alla coalizione di centrodestra liste nei collegi proporzionali. Un posto dovrà andare anche a Noi con Salvini che punta su Mariano Falcone, segretario provinciale, al Senato della Repubblica.




Noi con Salvini: «Sciopero della fame per tutelare chi?»

Erika Noschese

La querelle messa in piedi dalla comunità dei senegalesi continua a tener banco. Dopo le recenti dichiarazioni del presidente Daouda Niang che definisce non turistica “una città che vieta ai poveri di lavorare” ecco giungere la replica del movimento Noi con Salvini Salerno. In una nota congiunta di Mariano Falcone e Tiziano Sica, rispettivamente segretario provinciale di NcS e segretario provinciale giovanile del movimento, attaccano la proposta di Niang a dar vita ad uno sciopero della fame ed un presidio per denunciare quello che accade ai cittadini extracomunitari sul Lungomare di Salerno. «Ci chiediamo prima di tutto una cosa: cosa significa questa affermazione? (riferendosi all’affermazione “Una città che vieta ai poveri di lavorare non è una città turistica ndr). Non ne cogliamo il senso né la polemica. Una cosa sola è chiara, certo una città turistica non fa una bella figura nel mostrare il suo salotto buono “ invaso” da venditori ambulanti, autorizzati e non, che vendono merce contraffatta, a danno non solo dell’immagine e dell’economia della città ma anche e soprattutto di quei poveri lavoratori che umilmente e nel rispetto della legge cercano di portarsi a casa la giornata. Lo sciopero della fame per tutelare chi? Chi vende merce contraffatta? Chi sul Lungomare spaccia droga? Certo non è il caso di tutti. Ci sono decine d’immigrati per bene, ma guarda caso gli spacciatori arrestati sul lungomare sono tutti extracomunitari. Tutelare chi vende merce senza pagare tasse? Mentre i commercianti salernitani pagano fior di tasse? Facciamolo lo sciopero della fame, ma per le migliaia di giovani senza futuro, per gli anziani con pensioni da fame mentre per gli immigrati quanto realmente viene stanziato al giorno? Facciamolo per i padri di famiglia licenziati, per coloro che perdono la casa per colpa delle banche. Facciamolo per i 5.000.000 di poveri che ci sono in Italia e che non arrivano a fine mese. Facciamolo per gli imprenditori strozzati dalle tasse; facciamolo per i lavoratori massacrati dalla legge Fornero; facciamolo per gli insegnati mortificati dal decreto sulla buona scuola; facciamolo per le forze dell’ordine, umiliate. Facciamolo anche per queste cause e non solo per chi viene in Italia a colazione pranzo e cena gratis, e pensa di imporci la propria legge», dichiarano Falcone e Sica. Dunque, la polemica sembra non giungere al termine con accuse al vetriolo da entrambe le parti e i continui botta e risposta della comunità dei senegalesi.




Scafati. “No agli immigrati”. Polemiche sulla diretta di Rete4.

Di Adriano Falanga

“Via gli immigrati dalla case popolari” e ancora “furti, rapine, scompiglio ad opera di extracomunitari muovono la cittadinanza a rimediare”. Sono i titoli del servizio e del collegamento in diretta che il noto giornalista Maurizio Belpietro ha tenuto con Scafati, durante la puntata di martedì sera della trasmissione su Rete4 “Dalla vostra parte”. Chi ha letto quei titoli sarà certamente sobbalzato dalla sedia: “ma come, a Scafati esiste un problema immigrazione e sicurezza?”. Per chi come il sottoscritto vive la città, e la racconta giornalisticamente da anni, tutti i giorni, la notizia è apparsa sicuramente curiosa. Decisamente forzata, volutamente estremizzata. A Scafati certamente esiste l’immigrazione (quella regolare è pari al 4,5% della popolazione) ma non ci risulta, non nel breve periodo almeno, un dilagare dei fenomeni di microcriminalità direttamente collegabili all’immigrazione. Ma assolutamente non esistono case popolari occupate da migranti, quelli dei barconi per capirci. Anzi, l’antimafia indaga sulle case popolari, cinque ad essere precisi, occupate da italiani senza nessun titolo, pare, tra l’indifferenza dell’amministrazione. Graduatorie ferme da anni, e blocco degli sfratti per i non regolari. E non esiste un problema integrazione, non certo a Scafati. Anzi, le nuove generazioni di origine extracomunitaria si sono talmente bene integrate da riuscire a delinquere senza difficoltà con i criminali locali. Scafati è una città dalle mille contraddizioni, e dai diecimila problemi, del resto, il lettore attento sa bene cosa soffoca il quieto vivere degli scafatesi. Le problematiche sono tante e tutte diverse dal messaggio che si vuole lanciare, ed è un peccato, perché i media nazionali, volendo fare davvero inchiesta, in città troverebbero davvero materiale in abbondanza, che non sia il parroco latin lover o fantasiose case popolari occupate dai clandestini. Scafati del resto è una città che non ospita migranti, il Comune non ha mai risposto all’appello della Prefettura in tal senso. Certo è però che fuori diversi locali commerciali sono comparsi extracomunitari dediti all’elemosina. Ma il problema potrebbe essere sintetizzato tutto qui. Esiste certamente la questione sicurezza, esiste certamente l’affitto in nero, esiste certamente la scarsa dotazione di uomini e mezzi a disposizione del comando della Polizia Municipale e della Tenenza dei Carabinieri. Ci ha provato a dirlo Giancarlo Fele, vicesindaco facente funzioni, con tanto di fascias tricolore, presente alla diretta. “Volevo spiegare che la questione sicurezza era un’altra, che non esiste un problema integrazione ma anzi, grazie alla sinergia di parrocchie e associazioni a Scafati esiste una nobile catena di sostegno e solidiarietà – spiega Fele – ma mi è stata tolta presto la parola e il corrispondente mi ha fatto chiaramente capire che cercava l’episodio, insomma, la polemica”. Serata piovosa, in piaza, come sempre vuota e desolatamente triste, erano presenti anche l’assessore Diego Chirico,il consigliere Pd Michele Grimaldi e un’ampia delegazione di giovani di sinistra e del centrosinistra, tra cui i Giovani Democratici, l’Anpi e il Ferro3, che ha sede a pochi metri. Tramite un tam tam su Facebook iniziato già nel pomeriggio, si sono presentati con un grosso striscione: “migranti non ci lasciate soli con la camorra”. Inequivocabile il senso. “Non possiamo permettere a nessuna trasmissione di venire ad infangare l’immagine di una città medaglia d’oro alla resistenza – spiega Luigi Cinquegrana, Gd – Le dichiarazioni che avete sentito dai signori “fortunati” che hanno avuto l’opportunità di parlare e di esprimere la propria opinione sono sconnesse e non possono essere condivise e viste a livello nazionale. Scafati non è razzista e non lo sarà mai”. A portare la sua testimonianza anche una giovane signora di origine non italiana, da anni residente a Scafati. Lamenta l’assenza dei servizi sociali e ammette di avere un figlio di appena sedici anni già alle prese con problemi giudiziari. Vorrebbe che fosse seguito dai servizi sociali “altrimenti a 18 anni che fine farà?” spiega. Il collegamento si interrompe qui. Più volte durante la diretta gli animi si sono agitati, ma l’apice c’è stato a telecamere spente, quando Giancarlo Fele, che pure è rimasto oltre il dovuto, si è beccato ogni sorta di epiteto, tra cui “Faccia di ca..” e “camorrista”. Testimonianza questa del clima di sfiducia e malumore che si vive in città. E non certo, solamente, per gli immigrati.

LO SCONTRO CON I SALVINIANI

1-diretta2Dietro la diretta c’è il movimento “Noi con Salvini” e presenti al collegamento il coordinatore provinciale ed ex consigliere comunale Mariano Falcone, con il portavoce locale Ugo Aiello. Falcone tutto sommato ha provato a spiegare che la questione sicurezza legata agli immigrati era tutt’al più il rischio clandestini irregolari ospitati, secondo lui, da famiglie regolarizzate. Occorre un censimento secondo il leghista del sud, per individuare anche e soprattutto chi affitta loro case spesso fatiscenti al nero, favorendo quindi il via vai di clandestini. “Chi ci dice che tra questi non ci possano essere terroristi?”, così in diretta l’ex pidiellino, vicino all’amministrazione comunale. “Scafati ha una serie di problemi politici, amministrativi, sociali, economici ed è indubbio che i cittadini si sentano insicuri. Esiste una criminalità predatoria che non ha razza. La mia proposta di ronde è semplicemente una proposta di cittadinanza attiva e non certo come giustizieri della notta – chiarisce Falcone – ribadisco con forza che al di là di quello che dicono sacerdoti progressisti in linea con l’attuale pontificato, la mia battaglia contro i clandestini serve a tutelare coloro che regolari si sono integrati e pagano le tasse, da coloro che invece fanno arricchire le cooperative che li ospitano negli hotel”. Prima della diretta, ad accendere, seppur bonariamente e pacificamente, una “miccia”, le parole su Facebook del parroco di San Francesco di Paola, Don Peppino De Luca. “Io conosco una sola Scafati. Quella che organizza la speranza intorno ad ogni uomo e donna senza chiedere la provenienza. Quella che si impegna ogni giorno ad alleviare la sofferenza degli ultimi, quella che serve a tavola nelle mense, quella che prepara i letti per la notte, quella che non chiede a quale religione appartieni, quella che si incontra per conoscersi e non per puntarsi il dito contro, quella che cerca di risolvere i problemi e non allestisce caccia alle streghe – scrive il prelato – la Scafati impegnata a costruire ponti e non ad alzare barricate. Questa sera la nostra città ancora una volta alla ribalta televisiva, problemi di sicurezza e immigrazione, la mia Scafati, quella che amo, si incontra in parrocchia per leggere il Vangelo, quello del Crocifisso, quello tanto voluto nelle scuole e nei luoghi pubblici. Quello stesso che verrà un giorno a domandarci: ero straniero mi avete accolto? Altro discorso è la sicurezza”.




Scafati. Quell’idea dei “volontari per la sicurezza” armati di telefonino.

Di Adriano Falanga

L’omicidio del giovane marocchino e il falso allarme bomba alla biblioteca Morlicchio riportano in prima linea l’annoso e mai risolto problema della sicurezza. Poche le forze dell’ordine impiegate in città, e un corpo di Polizia Municipale che non arriva neanche alla metà dell’organico previsto dalla legge, per una città come Scafati, che supera i 50 mila abitanti. Il movimento Noi Con Salvini ha recentemente proposto il supporto dei “volontari per la sicurezza”, gruppi di cittadini armati di telefonino comunemente chiamate ronde. Una proposta sposata dal sindaco Pasquale Aliberti, che in questi gruppi ci ha intravisto la possibilità di fare prevenzione, prima che i reati vengano consumati. Le ronde potrebbero essere adoperate come “occhio vigile” territoriale, sia a contrastare azioni vandaliche contro il bene comune, sia a segnalare per tempo eventuali situazioni sospette. Aliberti durante il convegno di presentazione del movimento leghista facente capo a Mariano Falcone, aveva espressamente citato il “quartiere Vetrai”, dove tra la comunità di immigrati regolari risultano esserci frange di clandestini poco inclini al rispetto civico. Del resto, l’omicidio di Azzam sembra essere nato proprio in queste frange, mentre la comunità regolarmente residente ha contribuito alle indagini. Nel quartiere Vetrai fu tempo addietro installata una videocamera nei pressi di piazzetta Sansone, oggi riqualificata da un’associazione del posto. Lo strumento è scomparso, e la zona resta scoperta e difficile da sorvegliare anche perché parliamo di una fitta rete di vicoli e vicoletti molto spesso impossibile da praticare con l’auto. Questa difficoltà rischia di ghettizzare il quartiere, evenienza ad oggi scongiurata solo dai residenti del posto, comprese le famiglie di origine straniera, che cercano di resistere al degrado che pure avanza.

3-palazzo abbandonatoLa speculazione edilizia degli ultimi trent’anni ha infatti creato nuovi e popolosi quartieri residenziali in zone un tempo considerate periferia, svuotando di fatto il centro cittadino. Oggi piazza Vittorio Veneto, via Cesare Battisti, corso Trieste e vicoli annessi si presentano come un perimetro morto commercialmente. Gli immobili, sempre più difficili da locare, hanno perso notevolmente valore arrivando a toccare canoni d’affitto ultra popolari. Lo svuotamento del quartiere e la mancata ristrutturazione hanno lasciato decine di vani abbandonati a se stessi ed è qui che molto spesso trovano riparo non solo persone disagiate, ma anche clandestini, non sempre animati da buone intenzioni. “Ancora una volta è dimostrato che i falsi profughi che arrivano in modo illegale in Italia non sono risorse ma problemi. L’immigrazione va fermata e regolamentata – così Mariano Falcone, che da consigliere comunale fu promotore di quella videocamera nel quartiere Vetrai oggi scomparsa – chiedo anche un censimento urgente degli immobili occupati” conclude il salviniano.




Scafati. Il sindaco pronto a lasciare Forza Italia per confluire a Noi con Salvini?

Di Adriano Falanga

Le ultime dichiarazioni di Pasquale Aliberti su Islam, Unioni Civili e ronde hanno avuto un sapore forte, secondo alcuni di stampo populistico, non idonee al ruolo istituzionale che ricopre. Un sindaco è sindaco di tutti, e non dovrebbe assumere posizioni tipicamente di partito, o dal contenuto strettamente ideologico. Almeno questo è quanto pensano i suoi detrattori e contestatori. Eppure, il primo cittadino scafatese non è di certo l’ultimo arrivato e la sua lunga esperienza, sia come uomo di partito che come uomo di comunicazione, dovrebbe indicargli bene che su certi argomenti a parlar chiaro si rischia di perdere consensi, oppure a conquistarne altri. In realtà dietro la “deriva tutta a destra” di Aliberti c’è una volontà precisa, ed è quella di sposare una fascia di elettorato oggi orfana. La destra post missina ad esempio, non ha leader credibili, che non siano dei “riciclati” provenienti dal Msi prima, passando poi per An e Pdl. Mettici poi la profonda crisi di Forza Italia, amplificata in provincia di Salerno, dove è quasi scomparsa, e mettici il largo consenso che in Italia sta ricevendo la “nuova” Lega di Matteo Salvini. I leghisti hanno abbandonato il sogno di un’Italia divisa in tre, e hanno abbracciato l’ideologia nazional conservatrice, che tanto piaceva ai missini e ad una larga fetta di elettori di Alleanza Nazionale. E questo movimento in provincia di Salerno ha trovato casa presso Mariano Falcone, che i passaggi dal Msi al Pdl, passando pure per Fdi, li ha fatti tutti. Falcone è stato anche consigliere comunale con Pasquale Aliberti, ed è colui che dopo l’inno nazionale in consiglio comunale amava salutare con il braccio teso, tipico dei fascisti. Tra Falcone e Aliberti c’è un rapporto d’amicizia mai assopito e mai rinnegato, neanche quando l’attuale leghista del sud passò in Fratelli D’Italia del grande nemico alibertiano Edmondo Cirielli. Oggi Falcone guida su scala provinciale il movimento “Noi Con Salvini”, il braccio meridionale della Lega Nord. I salviniani incarnano bene la destra estrema che Fini prima e Berlusconi dopo hanno allontanato per il sogno di costruire la casa dei “moderati”. Ed è a questo movimento che il sindaco di Scafati sembra guardare con interesse.

2-falconeNoi Con Salvini gli aveva già promesso sostegno nel caso di elezioni anticipate in epoca di decadenza, una lista costruita braccio a braccio con Falcone. La quasi certezza di almeno un consigliere comunale, e poi? E poi il sogno romano di Aliberti, una candidatura alla Camera dei Deputati con il movimento salviniano. Tutti gli elementi portano a questa considerazione. Il primo cittadino dopo la débâcle provinciale di Forza Italia alle ultime elezioni regionali è stato “confinato” dal suo partito, che lo ha accusato di essere responsabile della mancata rielezioni di Stefano Caldoro, in quanto la lista da lui composta sarebbe stata plasmata in modo tale da permettere la sole (e certa) rielezione della moglie Monica Paolino. E così è stato, una scelta che ha irritato Mara Carfagna, dopo che la stessa aveva dato le “chiavi del partito” al sindaco di Scafati, unico vero leader forzista in provincia di Salerno. Una leadership conquistata con i voti, ma che in Forza Italia poco conta, rispetto al gradimento personale detenuto presso il papà Silvio Berlusconi. Aliberti, certo di decadere e ricandidarsi, aveva anche già preparato un cartello di liste civiche, senza il simbolo del partito in cui milita fin dal 1994. Sfumata la possibilità di un terzo (e magari quarto) mandato sindacale, e isolato da Forza Italia, Aliberti avrebbe puntato su Noi Con Salvini per aspirare ad arrivare ad occupare uno scranno a Montecitorio. La nuova legge elettorale voluta da Matteo Renzi è chiara, liste libere con preferenze, il solo capolista bloccato. E siccome nel collegio salernitano a Forza Italia attualmente viene profetizzato un solo seggio, e chiaro che questo andrà al capolista, deciso dal partito. E chi è il candidato salernitano intoccabile per Silvio Berlusconi? Mara Carfagna, ovviamente. Pasquale Aliberti sa bene che con Forza Italia ha oramai una porta chiusa, mentre la partita potrebbe giocarsela con i salviniani del sud. Da qui il “matrimonio” con Noi con Salvini, benedetto da Mariano Falcone, che non ha certamente ambizioni romane.

ECCO TUTTE LE CONVERGENZE CON IL LEADER DELLA LEGA

Islam, unioni civili e ronde, sono questi i tre principali temi su cui si fonda l’attività politica di Noi Con Salvini, e su cui Pasquale Aliberti non ha mancato di garantire pieno sostegno. Sull’Islam il primo cittadino non ha propriamente rilasciato dichiarazioni forti, anzi, ha diverse volte evidenziato come le politiche sociali attuate dal suo sindacato siano destinate a tutti, immigrati compresi. Chiaramente, purché regolari. Si è però espresso contro l’approvazione di una precisa mozione sul tema da parte del Pd, sottolineando anche il suo no a concedere locali comunali alla folta comunità musulmana scafatese. “Abbiamo già difficoltà nella ricerca di locali, non abbiamo le risorse”, si giustificò il primo cittadino in consiglio comunale.

1-post alibertiQuanto alle Unioni Civili, quella di Aliberti è una vera crociata contro. I suoi sono anatemi, più che opinioni. “Il Pd, gli Arancioni e i cinque stelle, con una semplice raccolta di firme, mi vogliono far istituire a Scafati un registro per le unioni civili. Le uniche unioni che riconosco sono tra uomo e donna. Queste sono già possibili. Per altri tipi di unioni ci pensasse Renzi a fare norme contro natura. La famiglia è sacra” disse a Giugno 2015 mentre pochi giorni fa si è reso protagonista di una forte e accesa polemica con i contatti del suo account su Facebook. “Il Governo annuncia di aver raggiunto l'accordo sulle ‪‎Unioni Civili. Presto in Italia cambierà il concetto di ‪‎famiglia. In un paese che diventa moderno, come dice ‪‎Renzi, io preferisco essere un rivoluzionario romantico che continua a difendere i banali ‪‎principi di natura”, una normale opinione i potrebbe dire, se non fosse che fu accompagnata da una foto molto forte, che ritraeva due omosessuali in abiti (o costumi) particolari, durante un Gay Pride e la scritta “mamma e papà”. “La foto sarà forte ma non cambia il mio concetto di famiglia – aggiunse Aliberti – Non sono contro gli omosessuali ma per la famiglia naturale. Amatevi ma lasciateci credere ancora che una famiglia si compone di un uomo e una donna”. Terzo step, la piena apertura alla proposta di istituire i “volontari per la sicurezza” (comunemente dette ronde) promossa da Noi con Salvini. “Non dobbiamo avere paura, non è una questione di termini, se chiamarle ronde o sentinelle – spiegava il sindaco ad un convegno salviniano – Meno tagli ai nostri comuni, più investimenti sui nostri territori e più forze dell’ordine perché siamo in difficoltà, ma quando lo Stato non c’è…”. Ronde utili secondo Aliberti: “anche a segnalare la presenza delle lucciole a Bagni, in quegli orari che la nostra Polizia Municipale non può coprire, o per segnalare episodi di bullismo”. Insomma, di necessità, virtù.

NEL CASSETTO ANCHE IL PIANO B: ACCORDO CON DENIS VERDINI

denis verdiniPasquale Aliberti avrebbe nel cassetto anche il piano B. Nel caso dovesse fallire il matrimonio con Noi Con Salvini, c’è pur sempre l’ex coordinatore di Forza Italia Denis Verdini, che con il suo Ala starebbe cercando di mettere radici anche sui territori. Altrimenti, serve a ben poco avere un nutrito gruppo di parlamentari, tutti eletti con il sistema delle liste bloccate e in partiti come Forza Italia, di fianco a Silvio Berlusconi. L’Italicum ha visto il ritorno alle preferenze, e quindi bisognerà giocarsela sui territori. E chi non gode di una percentuale nazionale a due cifre, rischia seriamente di non rimettere piede a Montecitorio, Gianfranco Fini docet. Il primo cittadino ha già incontrato Verdini diverse volte, e questi non avrebbe mostrato disinteresse, anzi. Dalla sua parte Aliberti ha la forte e decisa sponsorizzazione di Domenico Auricchio, ex sindaco di Terzigno, oggi senatore di Ala con Denis Verdini. I due si conoscono da tempo e a far da ponte anche imprenditori scafatesi, che avrebbero buoni rapporti con entrambi. Auricchio da solo però non basta, ad ostacolare il sodalizio ci sono altri due senatori di Ala, Pietro Langella ed Eva Longo. Il primo, eletto come Auricchio nella circoscrizione di Napoli, è originario della vicina cittadina di Boscoreale, e cugino, da parte di mamma, del presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola. Langella avrebbe chiaramente posto il veto, anche su sollecito del suo cugino scafatese, ritenuto dagli alibertiani il primo responsabile della mancata decadenza. A rafforzare il no di Langella anche Eva Longo, salernitana e fin dai tempi di Forza Italia poco incline a mostrare simpatie verso Pasquale Aliberti. Altra incognita, il sostegno del gruppo al governo Renzi.