“Dobbiamo dare il massimo per far capire ai cittadini l’importanza di votare no, solo così possiamo evitare questa sciagura”, Nicola Parisi presenta il comitato socialista per il no al referendum

di Erika Noschese
“Sono eretici che devono giustificare le tante cose dette e le poche cose fatte”. E’ un fiume in piena Nicola Parisi, sindaco di Buccino e presidente del comitato salernitano socialista per il no che, ieri mattina, con il presidente nazionale del comitato Bobo Craxi ha ribadito le ragioni del no al taglio dei parlamentari. “E un referendum che andrebbe a penalizzare ulteriormente le aree interne del territorio locale”, ha infatti dichiarato il primo cittadino.
Sindaco, lei è il presidente del comitato socialista per il no. Perchè ha aderito al comitato?
“Io penso che tutti i sindaci, a mio modesto avviso e al di là delle appartenenze, dovrebbero partecipare al comitato per il no perchè il sindaco impersonifica il rapporto quotidiano con la gente, la comunità ed è un rapporto importante. Noi sappiamo tutti che il più grande furto alla democrazia rappresentativa è stata l’attuale legge elettorale che ha allontanato la politica dai territori e, in particolare, alla gente. Innanzitutto, è un taglio lineare che non ha nè testa nè cosa e il sì al taglio dei parlamentari non è strutturato, l’unica differenza è dovuta al fatto che la legge non è votata con un numero x ma numero y e questa è l’unica differenza. Questa famigerata riduzione della spesa politica ci può stare ma noi abbiamo già avuto esempi negativi per i territori, prima con la riduzione dei consiglieri comunali, poi con la soppressione delle province. Se qualcuno ci teneva a far risparmiare lo Stato poteva proporre l’abbattimento del 50% dell’indennità da parlamentare, senza neanche il referendum. Sono eretici che devono dare una giustificazione a quello che è stato detto fino ad ora e quel poco che è stato fatto e vanno avanti verso il sì. Il no sta recuperando alla grande, noi dobbiamo fare ammenda a noi stessi perchè fino a qualche settimana fa campeggiava solo il sì, c’era quasi timore di parlare ma spiegando le motivazioni e le ragioni i cittadini stanno capendo. Altra considerazione che mi ha spinto ad assumere questa funzione è che la riduzione dei parlamentari e questo referendum è contro le aree interne e la mancanza di rappresentanza porterebbe le aree interne a morire, più di quanto non stia già accadendo, con il no conserviamo almeno il diritto di critica”.
Cosa potrebbe accadere se dovesse vincere il sì?
“In maniera molto semplice e banale, i rappresentanti del Comune di Milano, inteso come entità territoriale, ci sono stati e ci saranno, i rappresentanti del territorio di Buccino invece non ci saranno più e noi dobbiamo correre ai riparti votando per il no”.
Stamattina (ieri per chi legge ndr) era presente anche Bobo Craxi. Un comitato, il vostro, che ha il compito di spiegare perchè votare no…
“Se c’è una critica da fare, questa è stata una caratteristica di tutti i referendum: fino a qualche settimana fa non si parlava del referendum, anzi e ancora oggi, soprattutto nei comuni dell’entroterra dove non c’è la scadenza amministrativa legata al Comune, molta gente non lo sa nemmeno. Dobbiamo fare un’azione incisiva in questi giorni per informare tutti e far sì che questa sciagura non si abbatta sull’Italia ma soprattutto sulle aree interne. Noi non ci troviamo di fronte ad una riforma, come dicono, strutturata nel senso che ci può essere una riduzione del numero dei parlamentari ma deve esserci una modifica dei regolamenti perchè è lì che si dovrebbero incidere in quanto l’iter legislativo resta lo stesso e non si incide sull’efficenza del parlamento e quando dicono questo mentono sapendo di mentire”.
Mancano pochi giorni al voto e si cerca di far capire ai cittadini quanto sia importante votare. Se potesse lanciare un appello agli elettori per impedire questa astensione di massa cosa direbbe?
“Con la dovuta accortezza, sicurezza, circostanziata ai fatti e ai momenti ognuno di noi, al di là di quello che è un dovere civile come impartisce la costituzione, dobbiamo fare ogni sforzo per andare a votare, per il referendum votando per il no e per le regionali, ovviamente – per quanto ci riguarda – per Vincenzo De Luca. E’ un dovere, stiamo vivendo un momento difficile sotto l’aspetto socio sanitario ma tutti insieme possiamo superarlo, con la dovuta accortezza”.
Silvano Del Duca: “La nostra democrazia non può valere meno di una tazza di caffè”

“Questo referendum è uno scempio democratico”. Così Bobo Craxi a proposito del referendum per il taglio dei parlamentari. Il presidente nazionale del comitato per il no del Psi ieri mattina è intervenuto a Salerno, con il segretario provinciale del Psi Silvano Del Duca e il presidente provinciale del comitato, il sindaco di Buccino Nicola Parisi per spiegare le ragioni del no al taglio dei parlamentari. “No perchè è un referendum sbagliato che non riforma ma taglia la rappresentanza parlamentare e da un cattivo segnale democratico al resto dell’Europa e del mondo. Il mondo va verso versioni neoautoritarie, neoreazionarie contro la democrazia e la politica e gli italiani non possono orientarsi verso quell’orizzonte. E’ sbagliato nel merito, non cambia alcunché e la politica deve cambiare e non si ragiona così; l’argomento principe che era quello del taglio operato per ragioni economiche non sta in piedi perchè si vogliono fare dei tagli ci si comporta in altro modo – ha dichiarato Bobo Craxi – E’ una concessione ad un anti politica che sta mostrando la corda e sta arrivando al capolinea, la coscienza democratica di molti cittadini rovescerà l’orientamento maggioritario del parlamento. Questo referendum sta facendo fare una brutta figura al parlamento perchè comunque vada i no saranno una valanga. E’ stato fatto un errore, l’unico rimedio è non parlarne ma di più: è stato messo questo referendum accompagnandolo alle elezioni per il voto regionale e amministrative locali, suscitando un certo imbarazzo perchè non si può scegliere, in contemporanea, una cosa che dura per sempre come la costituzione e una cosa che dura 5 anni, cioè l’amministrazione locale. E’ una vera e propria offesa nei confronti dei cittadini e quindi si preferisce non parlarne, tenerlo sotto traccia ma in questi giorni, lo ripeto, sta montando una coscienza democratica che, intendiamoci, non è quella che vuole difendere la poltrona o la mala politica ma vuole difendere ciò che si è conquistato: la rappresentanza del popolo e non si può tagliare in nome del popolo, è uno scempio democratico”. Del comitato per il no fanno parte, oltre al sindaco di Buccino che – tra le altre cose – sta facendo un percorso di riavvicinamento alla casa socialista, anche Massimiliano Natella, capogruppo Psi al Comune di Salerno e vice segretario provinciale del partito e Marco La Monica, vice segretario regionale per la Campania. “Vogliamo dare un forte slancio al no, per un referendum che punta ad una riforma che noi riteniamo scellerata e lo abbiamo fatto mettendo a capo del comitato un sindaco che rappresenta la vicinanza agli elettori, visto che questa riforma punta ad abbattere ed abolire la rappresentanza territoriale”, ha dichiarato il segretario provinciale del Psi Silvano Del Duca. “Siamo fortemente ancorati ad un no per tre ragioni: è una bufala il ragionamento legato all’abbattimento dei costi in quanto si risparmia non più di un euro a cittadino l’anno e la nostra democrazia non può valere meno di un costo di caffe; noi vogliamo abolire e abbattere i costi di gestione, ridurre gli stipendi dei parlamentari ma non uccidere la democrazia perché stiamo presentando una proposta miope, non c’è una riforma che prevede le regole del gioco e lascia il bicameralismo perfetto intatto e questo è un ossimoro – ha aggiunto Del Duca – Noi abbiamo bisogno di rivedere il sistema del bicameralismo perfetto e dobbiamo chiedere ai parlamentari meglio e bene e non alla democrazia di pagare lo scotto di un gruppo di parlamentari che non fa bene il proprio loro”. Per il segretario provinciale del Psi, infatti, si andrebbe a penalizzare ancor di più le aree interne, le piccole province che rischiano di non essere rappresentate in parlamento mentre i poteri forti, i ricchi e le lobby “continueranno a tenere sotto scacco e governare il parlamento”.



Sequestro di persona: sindaco denunciato dal prof in quarantena

Davvero sconcertante la vicenda del 50enne professore buccinese A.F., relegato in casa su provvedimento del sindaco di Buccino perché proveniente da Piacenza dove insegna. Domenica 23 febbraio, dopo aver viaggiato per la intera notte in autobus, da Piacenza giunge in prima mattinata a Buccino, per trascorrere alcuni giorni di ferie, il professionista, che dopo qualche, ora diventa destinatario di un’ordinanza sindacale di quarantena con vigilanza per quattordici giorni, perché proveniente da zona interessata da Coronavirus. Il provvedimento del tutto illegittimo invece, era rivolto esclusivamente ai cittadini provenienti dalle regioni Lombardia e Veneto e segnatamente a 11 comuni nei quali si erano verificati casi accertati di infezione da coronavirus. Il provvedimento di quarantena dato dal sindaco alla stampa nella stessa mattinata, provocò grande stupore e paura, dando inizio ad una vera psicosi che, man mano, nei giorni seguenti, è aumentata a dismisura. Né, sono servite ad attenuare il propagarsi dell’allarme, le diverse rassicuranti interviste rilasciate dallo stesso primo cittadino, accortosi di quanto di grave fosse accaduto, annuncianti l’esito negativo degli esami clinici. Infatti, anche le attività commerciali e ristorative locali si son viste calare di molto la clientela, mentre diversi abitanti in giro al di fuori del paese, si sono sentiti osservati con preoccupazione, quali potenziali portatori di infezione. Ad oggi , A.F. vive da solo in una casa lontano dal paese , senza possibilità di uscire neanche per comprare cibo e sta soffrendo la fame con accentuata perdita di peso, mentre alcun accertamento medico-sanitario è stato fatto in questi cinque giorni. Dallo stesso, è stata informata la Prefettura di Piacenza e Salerno per un intervento atto alla sua messa in libertà previo anche controllo medico. «E’ stata davvero una sciocca trovata quella del Sindaco di Buccino – dice il presidente dell’associazione Paese Mio di cui è anche socio il cittadino in quarantena – un arrogante scoop pubblicitario, deleterio per Buccino additato come probabile focolaio di infezione. Un provvedimento assurdo ,in quanto A.F. proveniva da una città dell’Emilia Romagna non soggetta a restrizione per il Coronavirus, provvedimento che trova probabile spiegazione, nei rapporti molto tesi da sempre con il sindaco, sfociati anche di recente in penale, che ha creato e continuerà a creare gravi danni all’economia e all’immagine della comunità. La cosa eclatante che da spiegazione e dimensione della deleteria trovata, è che il sindaco, ha rilasciato più volte interviste, annunciando di tenere la situazione sanitaria sotto controllo , rapportandosi di continuo con il 118 che avendo sotto monitoraggio il soggetto, nulla avrebbe riscontrato ai test. Un’ enorme fandonia, sia perché il caso non è di pertinenza del 118 e soprattutto perché “il carcerato ai domiciliari” non è stato mai avuto alcun contatto con chicchessia. Ieri ho interessato il Prefetto di Salerno in qualità di presidente dell’associazione Paese Mio, che ha assicurato il suo interessamento per questo assurdo, incivile ed inumano provvedimento del Sindaco, già denunciato a mezzo mail alla Procura della Repubblica da A.F. per sequestro di persona e abuso d’ufficio. Si è trattata di una vera, irresponsabile bravata- conclude Gregorio Fiscina – per cui a Buccino non è mai esistito e non esiste alcun contagio da Coranavirus»




Provinciali, Il Pd blinda il sindaco Parisi Forza Italia spinge su Ferraioli (Angri)

Andrea Pellegrino

Ci ha provato al Tar e in Consiglio di Stato. Ma entrambi hanno rispedito la vicenda al tribunale civile. La storia è quella di Francesco Cerami, ex candidato leghista al comune di Pontecagnano Faiano che ha impugnato il decreto del presidente della Provincia di Salerno che ha indetto nuove elezioni. Cerami, sostanzialmente, ha sollevato un vizio di legittimità costituzionale in merito all’esclusione dei cittadini dalla competizione elettorale prevista per il prossimo 31 ottobre. Nulla da fare, per la giustizia amministrativa che ha condannato il ricorrente anche alle spese processuali. La vicenda dovrà approdare – secondo quanto stabilito prima dal Tar e poi dal Consiglio di Stato – davanti al giudice civile. «Palese – si legge nel dispositivo – il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in un giudizio volto alla tutela di una posizione giuridica del ricorrente che non può che essere qualificata come diritto soggettivo perfetto, trattandosi di un diritto politico pieno ed assoluto, costituzionalmente garantito». Il 10 ottobre si presenteranno le candidature per la presidenza della Provincia. Il 31 ottobre si apriranno le urne. Il rinnovo dell’intero Consiglio provinciale avverrà, invece, solo ad inizio anno. Sul tavolo ci sono le candidature di Nicola Parisi (sindaco di Buccino) e di Vincenzo Servalli (primo cittadino di Cava de’ Tirreni) per il centrosinistra e quella di Cosimo Ferraioli (sindaco di Angri) e di Roberto Monaco (primo cittadino di Campagna) per il centrodestra. A destra, però, si valuta anche una possibile candidatura di Manlio Torquato, ormai definitivamente in rotta con i deluchiani. Un eventuale impegno in prima persona di Torquato alzerebbe le possibilità per il centrodestra di conquistare il vertice di Palazzo Sant’Agostino e cambierebbe la geografia politica in provincia di Salerno.




Una tavola rotonda sullo sviluppo industriale Delocalizzazione la parola d’ordine

Erika Noschese

Delocalizzazione. E’ questa la parola d’ordine della tavola rotonda sul “futuro dell’industria in provincia di Salerno: il caso delle fonderie Pisano”, tenutasi ieri mattina presso la sede della Cgil. Un incontro a cui ha partecipato anche il sindaco di Buccino Nicola Parisi, fermo sulla sua idea di dire no allo storico opificio di Fratte”. «Ci troviamo di fronte ad una situazione per cui stamattina abbiamo ospiti per noi fondamentali affinché si possa riprendere una discussione vituosa intorno al problema delle fonderie Pisano», ha dichiarato il segretario generale della Cgil Salerno, Arturo Sessa. Le Pisano «preannunciano un nuovo insediamento con bonifica dell’area e con impianti tecnologici di altissimo livello, quindi si va verso un’industria 4.0 con finanziamenti importanti e assunzioni importanti – ha aggiunto Sessa – La politica il grande assente in tutta questa vicenda che poi assente non è perchè sottobanco opera in una direzione o nell’altra e non ci sta dando la possibilità di ragionare in termini programmatici veri». Favorevole alla delocalizzazione anche il presidente di Confindustria Andrea Prete: «Se un’azienda vuole fare un investimento in un’area industriale, destinata ad accoglierla, e se rispetta le leggi che lo Stato prescrive quindi ambiente e sicurezza, ha legittimità ad insediarsi». Ferma l’opposizione del sindaco Parisi che ha modificato il Puc proprio per impedire la delocalizzazione dell’opificio: «Io non penso che lo sviluppo industriale passi per la delocalizzazione delle Pisano. Noi diciamo no perchè non ci sono le condizioni perchè la zona è fragile». Un provvedimento, quello del Puc già impugnato – come spiegato da Parisi – ma non dall’Asi perchè, come ha spiegato il presidente Antonio Visconti «abbiamo massimo rispetto per la variante apportata dal sindaco», ragion per cui il Consorzio non procederà con impugnative nei confronti della variazione del Puc che, di fatto, ha portato alla sospensione del bando per la zona industriale di Buccino per circa sei mesi. E, come dichiarato dallo stesso presidente, solo la famiglia Pisano ha presentato l’offerta per il lotto in questione, su circa 12 a disposizione. Dunque, Parisi non sembra intenzionato ad accogliere le fonderie nel suo territorio, scontrandosi più volte con il parere dei partecipanti alla tavola rotonda.




Bando Asi sospeso Parisi: « Guerra tra poveri»

Erika Noschese

«E’ una guerra tra poveri. Non ci sono né vittoriosi né vinti». Commenta così, il sindaco di Buccino, Nicola Parisi, la decisione del Consorzio Asi di sospendere per sei mesi il bando di gara per l’acquisizione di lotti e terreni di proprietà ai sensi e per gli effetti del Regolamento della Regione Campania nell’area del Cratere. La gara è sospesa solo con riferimento alle domande di assegnazione relative ai lotti ricadenti nell’Area Industriale di Buccino e dunque a quello relativo alla delocalizzazione delle Pisano in quanto, su 12 aziende che hanno partecipato al bando Asi, solo una ha fatto richiesta per l’acquisizione dei lotti nell’area industriale di Buccino, le fonderie per l’appunto. «In ogni caso, questo è un elemento sicuramente da considerare in maniera positiva che ci induce, ancor di più e non solo per volontà ma anche rispettando la legittimità degli atti e i dettami delle leggi, ad andare avanti per quanto riguarda la variante allo strumento urbanistico e, quindi, trasformare i lotti liberi in agglomerato agro industriale della zona industriale di Buccino», ha poi aggiunto il primo cittadino, intenzionato sempre più ad impedire il trasferimento dello storico opificio di via Dei Greci, a Fratte. La sospensione del bando è dovuta, dunque, alla decisione del Comune di Buccino di modificare la variante al Piano Urbanistico comunale, area industriale, modificando e limitando, per la Zto, la possibilità di insediamento alle sole attività agro-alimentari. La procedura di variante al Puc è intervenuta dopo la scadenza, fissata per lo scorso 20 marzo, per la presentazione delle offerte finalizzate alla partecipazione alla gara, i progetti di insediamento acclusi alle pervenute domande di assegnazione dei lotti ricadenti nell’area industriale di Buccino, potrebbero eventualmente riguardare attività produttive diverse dal settore agro-alimentare. Da qui la sospensione, decisa dal Consorzio Asi per sei mesi. In merito alla vicenda è intervenuto anche il presidente Asi, Antonio Visconti: «Riguarda tutta l’area industriale di Buccino in quanto oggetto di una procedura di variante urbanistica che ha modificato l’assetto dell’area e, dunque, sono cambiate le condizioni per il bando. Quindi, bisognerà ottenere una situazione urbanistica chiara e poi consentire ai partecipanti di fare una valutazione alla luce di un quadro chiaro». Una situazione in movimento – secondo Visconti – che al bando non permette l’assegnazione dei lotti. Dunque, la delocalizzazione delle Pisano potrebbe giungere presto ad uno stop definitivo, fermo restando che tutt’oggi, il Consorzio Asi non saprebbe per quale lotto la famiglia Pisano ha presentato l’offerta per l’acquisizione del terreno: «Ove la domanda fosse presentata per un lotto di Buccino, allora la procedura resta sospesa per sei mesi», ha poi aggiunto il presidente.




Il Parco nazionale del Cilento contro la delocalizzazione delle Pisano

Il Parco nazionale del Cilento dice no alla delocalizzazione delle fonderie Pisano nell’area industriale di Buccino. Nella mattinata di ieri, infatti, il sindaco di Buccino, Nicola Parisi, ha partecipato ad un incontro tenutosi presso la sede del Parco Nazionale del Cilento e la comunità si è schierata contro l’ipotesi delocalizzazione. Dunque, dopo i comuni del Cratere e le comunità montane Sele-Tanagro-Vallo di Diano, anche il parco del Cilento si schiera contro il bando Asi. «Si chiude così un’area vasta che va da Campagna fino a Sapri dove tutti i comuni hanno detto di no. Mancava il Parco Nazionale del Cilento che, con il suo consiglio direttivo, rappresenta tutto il parco e anche in questo caso è stato detto di no», ha dichiarato il primo cittadino di Buccino, Nicola Parisi, al termine dell’incontro. «Tralasciando i rapporti istituzionali o di solidarietà, l’area industriale di Buccino è contigua al parco – ha detto ancora il sindaco – e in qualche modo interessa anche il parco soprattutto da un punto di vista territoriale, dal momento che si trova alle pendici degli Alburni». Recentemente, anche il neo parlamentare Piero De Luca si è recato a Buccino per incontrare Parisi e decidere il da farsi, ottenendo così pieno appoggio dal partito democratico locale: «Da un punto di vista del territorio, mi fa piacere che il partito democratico finalmente, grazie a Piero De Luca, scende nei territori, per la gente e tra la gente», ha sottolineato Parisi. La vicenda delocalizzazione sembra aver fatto tornare a galla anche l’ipotesi “dimissioni”, prontamente smentite – ancora una volta- dallo stesso primo cittadino che, come ampiamente detto a suo tempo non ha alcuna intenzione di «abbandonare la nave che affonda»: «Non sono abituato ad abbandonare la nave in difficoltà. Dopo la risoluzione di questa problematica farò le mie riflessioni che non devono necessariamente portare alle dimissioni come sindaco. Penso sia fuorviante pensare che un sindaco, a prescindere se si chiami Nicola Parisi o meno, possa lasciare la comunità allo sbando, senza una guida e non avere interlocuzione istituzionale», ha spiegato Parisi, secondo cui sarebbe stata lanciata quest’ipotesi solo per «far parlare qualcuno o qualcosa». Intato, dopo la decisione dell’amministrazione comunale di Buccino di modificare il Puc, piano urbanistico, cambiando la destinazione d’uso dei suoli e vincolandoli ad attività agro-alimentari, l’Asi avrebbe sospeso il bando a cui ha partecipato la famiglia Pisano, intenzionato ad insediarsi nell’area dell’ex metalli e derivati. Al momento, tutto è fermo poichè la modifica al Puc, varata dal Comune, dovrà passare al vaglio della Provincia che, di conseguenza, dovrà valutarla in rapporto al piano di coordinamento territoriale, ragion per cui l’Asi non ha ancora formato la commissione esaminatrice per valutare le offerte del bando. Dunque, tutto in stand-by almeno per il momento ma la comunità di Buccino è ancora pronta a mettere in atto ogni azione possibile per evitare la delocalizzazione e non si esclude che possa aprirsi un nuovo filone giudiziario che possa rimettere nuovamente in gioco l’ipotesi del trasferimento.

Fonderie Pisano, Forte smentisce il Riesame Si attende il 7 giugno per l’udienza del ricorso

Emergono nuovi particolari circa le decisioni del Riesame che ha confermato la riapertura delle fonderie Pisano. Il comitato Salute e Vita, nella mattinata di ieri ha tenuto una conferenza stampa per commentare la decisione del Riesame ed i nuovi particolari emersi dalle relazioni mediche, circa lo studio effettuato dal dipartimento di sanità dell’Università Federico secondo: «Per il Riesame – dichiara il presidente del comitato, Lorenzo Forte – si tratta di un dato oggettivo che tranquillizza sullo stato di salute dei lavoratori». Ma, sostiene Forte, la relazione medica di Medicina democratica spiega che non si tratta di uno studio oggettivo né scientifico poichè è un privato, le Pisano per l’appunto, che pagando l’università chiedono di fare una relazione e poi perchè i dati utilizzati sono stati forniti dal medico di lavoro della fabbrica mentre lo Studio Spes non «è uno studio del comitato Salute e Vita, si confonde il Riesame», ha spiegato il presidente evidenziando che si tratta di uno studio oggettivo, effettuato sullo stato di salute dei cittadini, realizzato dall’istituto zooprofilattico del Mezzogiorno, dalla Regione Campania e l’Asl di Salerno. Novità riguarderebbero anche l’attività ispettiva dell’Arpac poiché, spiega Lorenzo Forte, «il Riesame ha commesso un altro errore grave» perchè dice che nel 2016, ad agosto, quando era sotto sequestro e nel mese in cui è stata riaperta la fabbrica, con il custode giudiziario, i dati del 2017 dell’Arpac dimostrano che le Pisano hanno superato le immissioni diffuse in atmosfera, creando un rischio diossina tanto che la Procura nel 2017 è intervenuta per sequestrare diverse tonnellate di metalli, intrisi di olio e plastica. E ancora: secondo il Riesame, le segnalazioni effettuate dai cittadini preoccupati per la loro salute a causa della puzza, non sono state prese in considerazione in quanto ritenute “soggettive”. Intanto, il 7 giugno il Consiglio di Stato discuterà l’udienza per il ricorso effettuato dal comitato e dalla Regione Campania che chiedono l’annullamento della sospensiva in merito alla revoca dell’Aia. Il Tar, nel mese di novembre, ha infatti disposto il dissequestro delle Pisano. «Ci auguriamo che il 7 giugno il Consiglio di Stato, in campo neutro a Roma possa dare risposte concrete al dramma che vive la popolazione, sospendendo la sospensiva per l’Aia».

Pisano, Cgil e Fiom chiedono incontro alla Regione

Le segreterie sindacali e provinciali di Salerno della Cgil e della Fiom chiedono un incontro alla Regione Campania. Le sigle sindacali, ingatti, in sintonia con quanto discusso con la Rsu e in assemblea dei lavoratori delle fonderie Pisano hanno infatti inviato formale richiesta di incontro alla Regione Campania, per un confronto su quanto sinora portato avanti dall’azienda e sulle possibili azioni a farsi per la più rapida e concreta attuazione della nuova iniziativa produttiva che l’azienda intende attuare e che, per le scriventi, rappresenta la reale garanzia per il futuro delle maestranze attualmente impegnate nello stabilimento, oltre che per altri possibili sbocchi occupazionali. Al contempo, stante a quanto in attualità rispetto alla possibile realizzazione di un nuovo impianto produttivo da realizzarsi in area industriale, le Segreterie Provinciali di Cgil e Fio, hanno formalizzato una richiesta di incontro al Presidente di Confindustria Salerno Andrea Prete ed al Presidente dell’Asi di Salerno Antonio Visconti. «Queste richieste, ed i successivi incontri che ci auspichiamo di fissare, rappresentano alcuni passi del percorso che la Fiom e la Cgil stanno compiendo per sostenere il diritto al lavoro ed al futuro del lavoro sui nostri territori, in una logica di sviluppo e di innovazione e nel rispetto della salute e della sicurezza di tutti», dichiarano i sindacati.

Ciro Pisano: «Non vogliamo distaccarci dalla nostra terra»

La famiglia Pisano continua a difendersi dalle accuse del comitato Salute e Vita. A parlare è l’ingegnere Ciro Pisano che fa il punto della situazione sulle attività da portare avanti.

Quali iniziative imprenditoriali proporrà la famiglia Pisano nel breve e medio periodo?

«La Pisano è un’azienda familiare la cui storia si intreccia con quella dello sviluppo della città di Salerno a partire dalla metà del secolo scorso fino ad arrivare ai nostri giorni. Una storia, quindi, di imprenditori del Sud che tra mille difficoltà hanno costruito una realtà aziendale che ha raggiunto livelli di qualità produttiva apprezzati nel Nord Italia ed in tutta Europa. Una Fonderia – per così dire – artigianale tra le poche rimaste in attività e con un know how professionale di altissimo livello. Una vera e propria eccellenza, lasciatemi dire. Un’azienda radicata nel territorio e che ha prodotto sempre ricchezza per il territorio: circa 130 addetti con un fatturato medio superiore ai 30 milioni di euro annui prima delle vicende più recenti che ci hanno portati ad una riduzione di circa il 50 per cento del fatturato ed una perdita gravissima delle commesse».

Fatta questa premessa come vi muoverete?

«Proprio in considerazione di questa piccola/grande storia familiare ed imprenditoriale nello stesso tempo le attuali generazioni familiari intendono proseguire l’attività in questa provincia, la nostra terra dalla quale non vogliamo distaccarci, anche per coerenza e rispetto del grande lavoro svolto da quanti ci hanno preceduto. L’obiettivo è realizzare un nuovo insediamento produttivo dotato delle più avanzate tecnologie: un impianto in grado di ridurre l’impatto ambientale il più possibile allo stato attuale dei progressi scientifici. Di questo stiamo parlando: la nuova fonderia sarà un gioiello di tecnologia e continuerà la tradizione di una produzione di altissimo livello qualitativo. E, naturalmente, consentirà di conservare i livelli occupazionali oggi garantiti dallo stabilimento di Fratte».

Sui territori della provincia di Salerno si riscontra una netta opposizione all’ipotesi di un insediamento di un impianto di fonderie.

«Il nostro auspicio è che – come noi abbiamo fatto e faremo fino in fondo la nostra parte imprenditoriale, rendendo disponibili progettualità e capitali necessari – la filiera istituzionale ci garantisca il diritto di svolgere il nostro lavoro. Semplicemente si tratta di questo: consentirci di fare il nostro lavoro nella nostra terra. Un diritto costituzionale perché la Repubblica Italiana è una Repubblica fondata sul lavoro. Lavoro per noi e lavoro per gli operai che sono parte integrante del nostro progetto. Perché la nostra azienda è una comunità di persone prima di tutto, una comunità oltraggiata e denigrata oltre ogni misura. Il nostro programma prevede, ovviamente, che sull’attuale sito di Fratte , appena avviata la nuova realtà produttiva, inizieranno le operazioni di bonifica e di recupero e valorizzazione urbanistica”.




Fonderie Pisano, braccio di ferro tra l’Asi ed Comune di Buccino

di Andrea Pellegrino

Braccio di ferro tra l’Asi ed il sindaco di Buccino Nicola Parisi. Ancor prima dell’apertura delle buste che sancirà i proprietari delle nuove aree messe a bando dal consorzio di sviluppo industriale, è scontro sulla possibile nuova collocazione delle Fonderie Pisano. La prossima settimana la commissione procederà all’apertura delle buste con le offerte e all’aggiudica definitiva. Una di queste stata inviata direttamente dalla società Pisano. Tra le ipotesi più accreditate, anche in considerazione degli spazi, i Pisano per le Fonderie – attualmente chiuse dalla Regione Campania per il ritiro delle autorizzazioni – avrebbero scelto il sito di Buccino, tra l’altro già individuato molti mesi fa. Da qui l’ira del primo cittadino che, oltre ad annunciare le dimissioni dal Partito democratico, mercoledì ha inviato al presidente dell’Asi il provvedimento che avvia il procedimento di variante dell’area. Per il 26 è stato già convocato un Consiglio comunale ad hoc sul caso a Buccino, nel mentre l’Asi prepara le contromosse. Non si esclude che il Consorzio possa impugnare la variante, prodotta sostanzialmente per bloccare la delocalizzazione dello stabilimento di Fratte. Intanto è botta e risposta tra la proprietà ed il comitato Salute e Vita. Nei giorni scorsi Lorenzo Forte è stato diffidato dall’avvocato Silverio Sica a «cessare ogni condotta contro la famiglia Pisano». «Tale notizia, sia per i contenuti della diffida che per le modalità con cui quest’ultima è stata resa pubblica – spiega Forte – mi procura grave timore per l’incolumità mia e di tutti i componenti dell’Associazione “Salute e Vita”. Tale atto sembra l’ennesimo tentativo intimidatorio e offensivo che mi viene rivolto».