Scafati. Tra Coppola e Matrone nasce “L’alleanza del 31”

Di Adriano Falanga

Con una pedalata per le vie di Scafati Pasquale Coppola e Pasquale Aliberti sancirono l’alleanza che li vide trionfare, per la seconda volta, alle comunali. Oggi, dopo la rottura con il primo cittadino, il presidente del consiglio comunale è tornato in sella alla bici. Questa volta però non è una classica due ruote ad accompagnarlo, ma una bici da corsa con tanto di “divisa” da vero ciclista. Nulla di strano si potrebbe dire, se non fosse che il “fido” accompagnatore di Coppola nei lunghi tour per i monti locali è Angelo Matrone, consigliere di Fdi da molti considerato vicino ad Aliberti per le sue posizioni moderate assunte nel tempo verso la maggioranza. Matrone, che è il più giovane consigliere comunale, è alla sua prima consiliatura ma ha già fatto sapere di ambire alla poltrona di primo cittadino. Un’ambizione che lo ha portato alla rottura con i suoi colleghi di partito, i “veterani” Cristoforo Salvati e Mario Santocchio. E se con quest’ultimo i rapporti sono di “cordiale indifferenza”, con il capogruppo Salvati le scintille spesso sono sfociate in fuoco. Matrone ha ribadito, forte dei suoi mille voti presi alle regionali di maggio, di essere lui l’uomo di punta del partito e non Salvati, a cui non ha mai riconosciuto la leadership.

Sarà l’aria del voto anticipato, sarà la ritrovata amicizia, fatto sta che i due consiglieri ciclisti oggi sono su posizioni politiche molto vicine, e c’è chi scommette in un Pasquale Coppola pronto a sostenere il giovane aspirante candidato sindaco. I due starebbero lavorando, oltre che a tonificare il fisico, anche a quella che potremmo definire “l’alleanza del 31”, in onore del quartiere dove entrambi vivono e prosperano elettoralmente. Una delusione per Cristoforo Salvati, convinto ancora di poter indossare di nuovo i panni dello sfidante di Aliberti. Il presidente del consiglio comunale ha già fatto sapere di non essere disposto a sostenerlo (sembra per il mancato sostegno alle regionali) mentre potrebbe sostenere Angelo Matrone, anche se non è chiaro con quante e quali liste. Nulla è ancora certo, tutto potrebbe cambiare nel momento in cui dovesse concretizzarsi davvero l’ipotesi di voto anticipato. L’unica certezza è il sodalizio ciclistico tra Matrone e Coppola, pronto a sfociare nell’alleanza “del 31”.

1-coppola aliberti




Alfano: «Apertura verso il Pd». Peppe Esposito frena

«Nei quattro capoluoghi di provincia che andranno al voto l’anno prossimo lavoriamo per creare il centro dei moderati che attiri tutti quelli presenti sul territorio. Siamo ben disposti anche verso il Pd soprattutto fino a quando Forza Italia continuerà ad andare a braccetto con Salvini. Lega e Fi hanno posizioni non compatibili con Ncd». Pare cosa fatta l’accordo tra il Nuovo Centrodestra ed il Partito democratico. Ad annunciare qualcosa è Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale in Campania per Ncd. L’intesa dovrebbe partire proprio dalla Campania. Primo passo in Regione con Pasquale Sommese praticamente già sull’uscio di Vincenzo De Luca e poi di conseguenza nei vari capoluogo di provincia, ed in particolare nelle città chiamate al voto. In pratica a Salerno città la coalizione di centrosinistra, quindi ispirata da Vincenzo De Luca potrebbe allargare il tavolo anche al Nuovo Cen- trodestra di Alfano. «Il centrodestra non è nella condizione di poter stare insieme», ribadisce Gioacchino Alfano. «Ci sarà una riorganizzazione del partito – conclude – che sarà la sintesi di tutti i moderati e per qualcuno che se ne va ce ne sono un sacco che mi chiamano perché vogliono aderire a Ncd per i valori che noi rispecchiamo e rispettiamo. Il Pd ha in sé anche progetti dei moderati. Per ora lavoriamo ad un programma per le prossime amministrative: vedremo con chi dialogare, senza precluderci niente». Frena, per ora, l’entusiasmo di Alfano, il senatore Peppe Esposito che è, tra l’altro, coordinatore provinciale di Ncd a Salerno. «Fermo restando che una destra a trazione estremista e populista a marca Salvini non mi interessa né mi entusiasma, vor- rei comprendere il motivo per cui l’onorevole Gioacchino Alfano, coordinatore del Nuovo Centrodestra in Campania, sta da qualche giorno lanciandosi a mezzo stampa in ipotesi e valutazioni che dovrebbero invece avvenire in formali riunioni all’interno del partito. Alleanze, strategie e programmi vanno discusse nelle sedi più opportune tanto più se proprio in Campania, alle ultime elezioni regionali, il nostro partito è rimasto sottorappresentato all’interno del Consiglio regionale. Personalmente – dice ancora Esposito – farò le mie valutazioni solo a tempo debito, ma vorrei spronare sin da adesso i ‘compagni’ di viaggio a creare una piattaforma di discussione sui contenuti e sui programmi, prima ancora di inerpicarsi in congetture su alleanze e coalizioni».
(andpell)




Scafati. Accordo Ncd – Fdi sul post Aliberti

Di Adriano Falanga

Cominciano a delinearsi i primi schieramenti, nonostante Pasquale Aliberti sia ufficialmente ancora sindaco in carica, nel pieno delle sue funzioni. Il primo accordo raggiunto è l’alleanza (pure piuttosto scontata, dati gli eventi) tra Il Nuovo Centro Destra e Fratelli D’Italia. “In casa NCD e FDI diventa certezza l’unità con l’incontro avvenuto nei giorni scorsi tra il segretario cittadino di NCD Antonio Carotenuto, in rappresentanza di tutto il suo gruppo, e il capogruppo di FDI ed ex candidato sindaco Cristoforo Salvati”. A darne notizia è lo stesso Salvati, anticipando così le manovre politiche di autunno, quando l’uscita di Aliberti sarà ufficializzata tramite la decadenza. “Ci sarebbe anche l’impegno ad aprire alla società civile con liste civiche a sostegno di questa coalizione e ad un dialogo con una parte della sinistra che consentirebbe a questa nuova coalizione politica di correre velocemente verso la conquista di palazzo Mayer  e la liberazione della città dal Ras Aliberti” aggiunge Salvati. Non pochi però i dubbi, primo fra tutti è l’interrogativo sulle future scelte di Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello, entrambi ufficialmente ancora legati alla maggioranza (seppur unilateralmente) nonostante le reciproche candidature con l’Ncd alle regionali e provinciali. Coppola e Vitiello, seguiranno la decisione del partito, e di conseguenza segneranno il loro passaggio all’opposizione, oppure marcheranno un distacco portando avanti un ragionamento con il primo cittadino, attraverso il sostegno alla sua terza candidatura, tramite lista civica a loro collegata?

Non diverso discorso anche in casa Fdi, dove il terzo consigliere comunale ed ex candidato alle regionali Angelo Matrone ha di contro già annunciato una sua candidatura a sindaco, auspicando però di fare un passo indietro qualora ci fosse unità nel centrodestra? Matrone ha duramente contestato la leadership di Salvati, e da Salerno i vertici provinciali, con l’onorevole Edmondo Cirielli in primis, ancora non hanno proferito parola sullo scontro che si porta avanti fin dall’inizio della consiliatura. L’unica certezza è infatti la forte volontà di Ncd e Fdi di porsi come alternativa ad Aliberti e quindi si esclude (almeno per ora) qualsiasi riflessione tendente all’unità del centrodestra, finchè il candidato sindaco sia primo cittadino uscente. Ncd e Fdi messi assieme (con dentro Coppola e Vitiello, oltre agli ex alibertiani) si aggira sul 20% di consenso. Poco per una corsa solitaria contro Aliberti, ma molto per costringere il primo cittadino a rivedere i suoi piani. Ecco perché quest’ultimo ha intensificato la realizzazione e finitura delle opere del Più Europa e soprattutto starebbe ragionando ad una squadra che inglobi ex Pd (area Vaccaro) e Michele Raviotta (Cotucit) oltre a diversi professionisti della società civile.




Nino Marotta (Ncd): “Da Aliberti sciocchezze giuridiche”

di Antonio Marotta ° Mi vedo costretto, in totale contrasto con il mio carattere e con il mio modo di fare politica e di intenderla, a prendere posizione rispetto ad una polemica che da qualche giorno un signore sta alimentando su giornali e televisioni locali. Ribadisco, ancora in premessa, il forte rammarico per non dire dispiacere nell’essere trascinato in simile situazione. Nella giornata di ieri, mi hanno consegnato la registrazione di una intervista rivolta al sig. Pasquale Aliberti, andata in onda su Lira Tv, in seguito alla cui visione non ho potuto non decidere di rassegnare qualche riflessione. Ed allora: in ordine sparso. Ho assistito ad una buona ventina di minuti di vere e proprie sciocchezze giuridiche riferite dal Sig. Aliberti in riferimento alla legge Severino; sul punto sia consentito dolermi del fatto che se una persona riferisce più volte di non essere un giurista, di non essere un avvocato di non essere uno studioso del diritto, non si comprende a che titolo continui a pretendere di dire la sua sul tema specifico. Uno dei problemi di Forza Italia è che continuano a parlare in tv persone che non conoscono il problema, figurarsi la soluzione. E’ giusto che Aliberti sappia, allora, che se vi fosse stata anche una sola possibilità per veder rigettato il ricorso di De Luca proposto in via d’urgenza, questa avrebbe presupposto la sospensione di quest’ultimo dopo la nomina della giunta e non prima: sul punto Renzi non è stupido e lo ha sospeso prima per responsabilizzare i magistrati. Per cui le varie diffide a sospendere, i vari ricorsi proposti anche col favore di Forza Italia, strategicamente parlando, non hanno aiutato e non aiutano, anzi. Ma non pretendo che Aliberti arrivi a comprendere ciò anche perché ritengo che riflessioni sui massimi sistemi non siano appannaggio del Sindaco. In secondo luogo ho assistito ad una serie di improperie nei confronti di Renzi ossessivamente definito “professore”, arrogante, onnipotente, tuttologo, eppure il soggetto che parlava sembrava incarnare le stesse caratteristiche: presunzione, arroganza, mancanza di rispetto e mi sia consentito, pura, stupida e volgare ironia. A tacere dell’analisi di Aliberti che indica Renzi quale responsabile della candidatura di De Luca senza sapere che il Presidente del Consiglio non controlla il partito in Campania e che De Luca è stato troppo forte anche per lo stesso Renzi che in altre circostanze non ha avuto problemi a bloccare candidature. Quindi l’esatto contrario di quanto osserva Aliberti. Voglio solo evidenziare che per la mia cultura ed il mio modo di essere, ognuno è libero di esprimere la propria opinione e le proprie critiche anche e soprattutto sul mio operato e sulle mie scelte, ma deve farlo con rispetto, autorevolezza ed educazione. Tutte caratteristiche che credo manchino al sindaco. Quest’ultimo, poi, lamenta di non aver avuto tempestiva conoscenza della mia scelta e la mia partecipazione alla riunione in segreteria provinciale. Voglio tranquillizzarlo rappresentando che chi doveva sapere sapeva e se lui non è nella condizione di essere informato la colpa non è di certo mia ma del ruolo che si è ritagliato nel partito. O forse, cosa peggiore, ignora che prima dell’ultima riunione giammai sono stato convocato o avvisato. Riferisce ancora, di non avermi mai visto prima nè tantomeno di essere presente sul territorio laddove, come anche le pietre sanno, basta venire nella mia segreteria dal giovedi pomeriggio dove, col permesso di Aliberti, ricevo tutti ed anche suoi concittadini per tentare di risolvere qualche problema . Non è mio stile fare il grillo parlante su televisione e giornali. Mi chiedo, al contrario, dove era lui allorquando ebbi l’ardire di candidarmi a sindaco di Salerno contro De Luca ed Andria, i due giganti della politica locale. Ricordo allora, Enzo Fasano, Mara Carfagna, Gigi Casciello e tanti altri amici ma lui no, lui non lo ricordo, forse non faceva ancora politica. Sono 15 anni che mi occupo di politica sul territorio ma siccome prima lui non c’era le battaglie che mi hanno portato a rivestire diversi ruoli non le può ricordare. E se non ha mai ritenuto di doversi raccordare, come amministratore locale, con lo scrivente parlamentare, magari per sentirlo più vicino, la colpa continua ad essere sua e non mia. Ma forse Aliberti non cerca confronto e supporto perchè da come si esprime e gesticola in TV si comprende che cerca ben altro. Non ha mai sentito esigenza di confrontarsi con me ed ora se la prende così tanto se lascio il partito pur restando nel centrodestra. Eccolo allora il rispetto. Quel rispetto per chi qualche ruolo ha pure ricoperto nella proprio percorso politico. E se Aliberti pensa che la mia candidatura ultima nel napoletano serviva a fare voti allora lasci la politica perchè non ha capito nulla e negli amministratori l’ingenuità è una colpa. Ricordo, ancora, che la mia candidatura fu voluta direttamente da Berlusconi ( con il quale continuo ad avere un rapporto eccellente non so se Aliberti lo abbia) per il ruolo certamente tecnico che il sottoscritto poteva ricoprire a fronte dell’esperienza maturata dapprima al Consiglio Superiore della Magistratura, alla direzione generale del Ministero della Giustizia e di poi alla vice presidenza del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa (ruolo che forse Aliberti non sa essere stato ricoperto prima dall’attuale presidente della Repubblica) anche perché, per chi non la sappia, in parlamento si fanno le leggi. Chiudo quindi col dire che se negli ultimi tempi Aliberti non mi ha visto (in segreteria provinciale o non so dove avrebbe voluto vedermi) è perchè non sono abituato a duellare tutti i giorni o a polemizzare di continuo come fa lui per quel che ne so e per quel che mi è stato riferito. Nemmeno quando l’intervistatore ha cercato di spiegargli che Nino Marotta è una persona seria, rispettabile e per bene, ha ritenuto di tacere. So che è un buon amministratore ma a lui dico come può vantarsi di non conoscere una persona ed al contempo arrogarsi il diritto di giudicarla, peraltro in modo così irrispettoso ed irriguardevole? Quanti modi conosce Aliberti per esprimere il proprio parere? non vorrei che questa foga fosse la consueta proiezione del sentimento di chi da tempo dimostra sofferenza per la ristrettezza di una condizione, quella propria, in stridente contrasto con aspettative di più ampio respiro …….chissà se mai destinate ad essere soddisfatte. *Deputato Ncd




Caldoro: De Luca vince grazie a un sentimento di rivalsa di Salerno contro la decisione dell’antimafia, ai cosentiniani e a De Mita

L’analisi del voto di Stefano Caldoro a Napoli, nella conferenza stampa in corso in questo momento a Napoli.  In sintesi: “Dopo quanto accaduto negli ultimi giorni  (il pronunciamento della commissione antimafia su De Luca impresentabile)  a Salerno  c’è stato un sentimento di rivalsa a difesa del candidato che ha portato 110 mila voti su De Luca su un 1/6 dei seggi campani, quelli della provincia di Salerno, che era una differenza incolmabile pari a 110mila voti. A questo si aggiunge un’operazione di potere con  il 3,5% preso dall’Udc di De Mita e dai cosentiniani a favore di De Luca che, a togliere e a mettere, vale un 7% a mio sfavore. Siamo avanti nella provincia di Napoli, Caserta e Avellino e leggermente in quella di Benevento. Rimarrò in consiglio regionale e farò opposizione in maniera determinata”.




Richiesta del Pm: a giudizio il presidente del Consiglio regionale Foglia

Il rinvio a giudizio del presidente del Consiglio regionale della Campania, Pietro Foglia, candidato Ncd alle prossime elezioni, è stato chiesto nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli su presunte irregolarità nell’erogazione di rimborsi ai rappresentanti dell’assemblea regionale campana.

Foglia è accusato di peculato. Secondo quanto emerso dall’inchiesta condotta dal pm Giancarlo Novelli e coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, Foglia avrebbe ricevuto circa 12.500 euro erogati dal capogruppo dell’Udc a titolo di rimborsi per il funzionamento dei gruppi consiliari attestando con false ricevute l’acquisto di carburante presso un distributore della provincia di Avellino. Altre ricevute presentate da Foglia per giustificare i rimborsi si riferiscono all’acquisto quotidiani. Il rinvio a giudizio con l’accusa di peculato e falso, è stato chiesto anche per un collaboratore di Foglia, Carmelo Azoug, il quale avrebbe fornito le false attestazioni per l’acquisto di carburante. Nel corso dell’inchiesta la Procura, a conclusione delle indagini, ha già avanzato numerose richieste di rinvio a giudizio e di archiviazione.




Ncd, si va verso lo strappo. Ultimatum della De Girolamo

di Andrea Pellegrino

Era attesa ieri mattina all’Università di Salerno ed invece Nunzia De Girolamo ha dato forfait all’ultimo momento. Problemi politici e soprattutto caso Campania da risolvere per il capogruppo di Area Popolare alla Camera dei Deputati, che ieri ha dovuto trattenersi a Napoli per l’intera giornata. Il rischio scissione di Ncd sarebbe, infatti, ad un passo. Soprattutto all’indomani delle dimissioni di Maurizio Lupi e la polemica sollevata proprio dalla De Girolamo nei confronti dei vertici del suo partito. In Campania poi è un’altra storia: qui le due correnti contrapposte ancora si combattono tra chi vuol restare con Caldoro e chi sposare il progetto del Partito democratico. Così proprio ieri si sarebbero tenute due manifestazioni elettorali, dello stesso partito ma quasi contrapposte. La De Girolamo insieme a Nappi a Città della Scienza per il convegno “Giovani & Lavoro: le prospettive professionali in Campania”, Gioacchino Alfano ed altri dirigenti regionali, invece, raggruppati a Napoli città. Due schieramenti dello stesso partito con idee opposte: da una parte la De Girolamo che spingerebbe a livello regionale verso un accordo con Caldoro e a livello nazionale per la fuoriuscita dei ministri dal Governo ed un appoggio esterno; dall’altro la linea Alfano che punterebbe ad una intesa con il Pd in linea con il patto nazionale. A quanto pare, comunque, la spaccatura sarebbe inevitabile. Sulla linea della De Girolamo i due assessori regionali Severino Nappi e Pasquale Sommese, nonché un folto gruppo di dirigenti ed amministratori comunali delle province di Caserta e Benevento. A Salerno questa linea sarebbe sposata da Pasquale D’Acunzi. Sulle posizioni di Alfano, invece, si ritroverebbe De Mita, seppur il deputato pare sia pronto a schierarsi da solo con un proprio candidato presidente. A favore del Pd c’è certamente l’Udc salernitana che fa riferimento a Luigi Cobellis. Poi c’è il caso Mastella che ad Ncd avrebbe chiesto posti in lista, in cambio del ritiro dell’Udeur 2.0. Il leader di Ceppaloni per ora non avrebbe fatto problemi sul candidato presidente: Caldoro o De Luca, a Mastella poco importa mentre il fatto certo è che pare sia tornato il sereno tra Nunzia De Girolamo e la famiglia Mastella. La resa dei conti in casa Ncd è più che probabile. Nunzia De Girolamo ha annunciato: «Io onestamente non credo che Angelino Alfano voglia cambiare strada e andare con il Partito democratico e non faccio né illazioni né previsioni, aspetto l’assemblea nella quale decideremo.Per fare un accordo di tipo diverso, con il Pd, c’é bisogno di discutere con la base del nostro partito, non decideranno quattro amici al bar». «Ncd – ha detto ancora l’ex ministro – è nato per rifondare il centrodestra e quindi è chiaro che debba stare a destra, non a sinistra altrimenti diventiamo un Ogm. Ci vuole una progetto chiaro – ha sottolineato la De Girolamo – come quando abbiamo deciso di separarci da Forza Italia, anche quando abbiamo poi rifondato un centro destra in Italia che fosse esteso anche ad altre forze liberali, a nuove forze come sta accadendo nelle Marche, in Umbria. Quella scelta l’abbiamo fatta per restare nel centrodestra. Oggi quel progetto si svilisce rispetto all’arroganza di Renzi che non ha rispetto per gli alleati».




Caos Ncd e Fi. Caldoro vuole la Carfagna capolista. Longo tradisce il Cav.

di Andrea Pellegrino 

Tutti contro tutti. Gli equilibri ormai sono saltati all’interno ed all’esterno delle coalizioni e per la Campania si rischia il caos più completo. La partita è apertissima e ci gioca su più fronti, con falle aperte da Forza Italia fino al Pd. La cronaca dell’intensa giornata politica parte con le dichiarazioni di Nunzia De Girolamo (Ncd) ormai in rotta con il leader nazionale del suo partito Angelino Alfano, dopo il sostegno a Mattarella. «Non ad alleanze a macchia di leopardo», avverte la De Girolamo che lancia messaggi a destra e sinistra. «Sono favorevole ad una ricostruzione del centrodestra (quindi con Caldoro), ma chiedo dignità per il centrodestra», dice l’ex ministro che poi traccia la linea: «Confronto interno, basta falsità e poi confronto con Renzi. Non possiamo fare gli alleati a comando. E ciò avrà ripercussioni territoriali e dunque sulle competizioni regionali». A seguire è Gioacchino Alfano, coordinatore regionale di Ncd che sbarra la strada· «Se Caldoro e Forza Italia imbarcheranno la lista Salvini, noi non ci saremo». Più restrittivo il senatore salernitano Peppe Esposito (coordinatore di Ncd salernitano): «Con Caldoro solo se non ci saranno i leghisti», poi a sinistra dice: «No ad alleanze con i comunisti». A Roma il chiarimento dovrebbe essere imminente: in pratica, secondo indiscrezioni, a Renzi toccherà la prima mossa verso il Nuovo centrodestra. A rischio oltre le alleanze ci sarebbe lo stesso Governo, con parte degli esponenti di Ncd pronti allo strappo con il Pd. Se così fosse non si esclude neppure una corsa solitaria del Nuovo Centrodestra in Campania, semmai proprio sotto la guida di Nunzia De Girolamo.
Non va meglio in Forza Italia, dove la tensione è alle stelle. Sotto assedio ci sarebbero tutti i vertici del partito: da Domenico De Siano fino a Mara Carfagna. La battaglia è targata Fitto e qui in Campania la pattuglia è guidata dalla senatrice salernitana Eva Longo che sarebbe tra coloro che hanno sostenuto Mattarella al quarto scrutinio, abbandonando la linea sancita dal Cavaliere. Dalla sua il coordinatore regionale azzurro rilancia Caldoro: «L’esperienza è stata positiva. Sono stati cinque anni che hanno portato al risanamento di questa regione». Quanto alle fibrillazioni De Siano glissa: «Sono fisiologiche, ci sono problemi ma non sono sostanziali». E sulla scrivania del numero uno azzurro ci sarebbero già due nomi per la guida della lista per il Consiglio regionale: la riproposizione di Mara Carfagna o la discesa in campo di Renato Brunetta, fino ad ora alla presidenza della Fondazione Ravello. Intanto alcuni esponenti campani starebbero in uscita: è il caso di Paola Raia, ex cosentiniana che avrebbe allacciato rapporti con il Partito democratico.
L’incognita primarie tiene sulle spine i candidati e i dirigenti del Partito democratico. Anche loro attendono risposte romane, ed in particolare da Matteo Renzi. Marco Di Lello – tra i candidati alle primarie del 22 febbraio – chiude ad ogni accordo con de Magistris e con Ncd: «Cosa penso di Ncd e Area popolare? Io sto con la Lorenzin, in Campania chi sta in Giunta con Caldoro non può essere un pezzo di coalizione di centrosinistra». Sugli avversari, invece, il parlamentare socialista dice: «Migliore? Fino ad ora non ha ufficializzato nulla. De Luca? Se non riusciamo a modificare il testo di legge e le cose restano come sono, potrebbe esserci un problema, se si candida una persona che poi per legge non può ricoprire il ruolo da presidente della Regione, ma non sarò io a porre una pregiudiziale per la sua candidatura, mi affido al suo senso di responsabilità». Da Cozzolino, invece, l’appello al chiarimento: «La logica dei veti incrociati: del ‘tu no’ è profondamente distruttiva. Abbiamo da tempo proposto di cambiare strada, purtroppo del tutto inascoltati. Adesso viene tirato fuori il tema: decide Roma. Ora occorre uno scatto di orgoglio e di capacità decisionale in autonomia ma in un serrato confronto con il nazionale. La convocazione di una direzione regionale con la partecipazione del nazionale entro questa settimana ci appare indispensabile, per mettere la parola fine su una vicenda che sta facendo male non solo al Pd ma a tutta la Campania, poiché ne lede profondamente l’immagine».




Pd, tiene Migliore. Ncd e Udc, veto su De Luca

di Andrea Pellegrino 

La proposta di Gennaro Migliore candidato unico del Partito democratico prende corpo. Seppur c’è chi non esclude che dietro il nome dell’ex Sel ci sia quello vero. Ossia il nome che spazzi via tutti e tutto, primarie comprese. E, in tal senso, l’obiettivo numero uno, resta sempre Raffaele Cantone. Ma al di là dei nomi, per ora ciò che conta per i democrat nazionali e regionali è evitare le primarie in programma per l’11 gennaio. Il tutto mentre il caos generale in Campania aumenta, con i candidati (Cozzolino, De Luca e Saggese) che proseguono la loro campagna elettorale – in particolare Vincenzo De Luca – e con l’Idv ed il Psi che presentano i loro uomini in campo. Oggi, infatti, sarà la volta di Nello Di Nardo che si presenterà a Napoli, mentre ieri i socialisti alla presenza di Riccardo Nencini hanno ufficializzato Marco Di Lello.
La strategia del Pd, almeno quella romana, sarebbe questa: accordo tra le correnti, ritiro di Cozzolino in cambio della candidatura a sindaco di Napoli, accordo con Angelica Saggese per un posto in giunta ed offerta a Vincenzo De Luca. Poi convocazione dell’assemblea regionale del Pd che dovrà sancire (attraverso una maggioranza qualificata) lo stop delle primarie. L’unica incognita di questo disegno è proprio il sindaco di Salerno che, a quanto pare, rifiuterebbe l’offerta politica, passando avanti. Ossia candidandosi comunque con le sue liste civiche.
Quanto a Ncd e Udc, la loro attesa prosegue, sia per conoscere l’evolversi della situazione in casa Pd, sia per attendere la mossa di Caldoro. A conti fatti, la nuova formazione centrista, pare indirizzata in due posizioni: la corsa solitaria (con il poi si vedrà in Consiglio) o il sostegno a destra, quindi a Stefano Caldoro.
Ma tutto dipenderà soprattutto dal candidato. Anche se fosse Vincenzo De Luca i malumori sarebbero enormi. A partire da quelli di Ciriaco De Mita. Anche nello stesso Udc salernitano, nonostante l’accordo con il Pd alle provinciali, forti sarebbero le resistenze. Tranne Cobellis, gran parte del partito non vorrebbe sostenere Vincenzo De Luca. La riunione della scorsa sera presso la sede di via Volpe, infatti, avrebbe sancito questa linea.




Regionali, il piano B di Ncd: ipotesi De Girolamo

di Andrea Pellegrino

Nel Pd c’è troppo caos e l’allargamento della coalizione – che sarà deciso questa mattina in direzione regionale – potrebbe aumentare il livello di disorientamento rispetto ai candidati alla carica di Governatore. Un clima di incertezza che parte dal livello nazionale ed arriva fino in Campania, passando per il Governo Renzi ed il patto del Nazareno, che avrebbe fatto preparare al Nuovo centro destta il suo piano B. La direzione di Ncd è prevista ad inizio settimana, ma gli alfaniani per ora non escludono nessuna ipotesi: anche quella di riproporre il modello Calabria, quindi una corsa solitaria, senza Caldoro da un lato ed il Pd dall’altro. E la carta che calano è quella di Nunzia De Girolamo che potrebbe scendere in campo come candidata alla presidenza della Regione Campania, anche con il possibile sostegno dell’Udc. Sui territori la macchina organizzativa sarebbe stata già messa in moto. Questo per non rischiare, in attesa della risposta di Caldoro e delle trattative con il Pd, di restare all’improvviso senza una propria strategia d’emergenza. Nel contempo si continua a lavorare anche all’indomani della candidatura alle primarie di Marco Di Lello che riaprirebbe più concretamente il dialogo con i centristi. Ma in casa Pd i nodi da sciogliere sarebbero ancora numerosi. Questa mattina in direzione si sancirà probabilmente anche lo slittamento delle primarie a metà gennaio, oltre l’allargamento della coalizione.  «Ci avviamo verso delle primarie di coalizione, ma questo sarà sancito dalla direzione regionale attraverso una votazione», annuncia la Tartaglione che spiega ancora: «Le primarie slitteranno visto che il 14 dicembre – ha detto – non è più possibile perché è stata convocata l’assemblea nazionale». Quanto all’allargamento delle primarie, Tartaglione ha spiegato che «c’è stata una richiesta la scorsa settimana dei segretari regionali del partito socialista e Idv per partecipare alle primarie. Noi che avevamo avviato un discorso sulle primarie di partito, ora valuteremo di ampliarle in primarie di coalizione». Sul nodo firme, la segretaria regionale ricorda, invece, che «deciderà la direzione ma noi l’ultima volta avevamo approvato un regolamento che prevedeva sia le primarie di partito che quelle di coalizione. Il resto verrà deciso in direzione».
Intanto tra i renziani, ancora non schierati, sarebbe ampio il fronte di chi spera che il candidato possa essere un altro, rispetto a De Luca, Cozzolino e Saggese (gli attuali candidati) anche non necessariamente del Pd: purché unisca. Nessuno svela il nome ufficialmente ma il profilo di Marco Di Lello non dispiacerebbe ad alcuni fedelissimi del premier.