Coronavirus: nel Salernitano altri tre decessi anziani

Ancora tre morti nel Salernitano tra le persone che avevano contratto il coronavirus. Nel presidio ospedaliero Luigi Curto di Polla, non ce l’ha fatta un 73enne di origini napoletane che risiedeva a Polla da pochi mesi e che era ricoverato nel reparto covid. Questa mattina, nel piazzale dell’ospedale, un breve momento di commozione quando, prima le sirene dei mezzi di soccorso dei vigili del fuoco e, poi, un lungo applauso hanno salutato quanti sono in prima linea per combattere contro il virus e anche tutti i degenti. All’ospedale di Polla si registra anche un altro decesso, quello di una donna di 87 anni residente a Sala Consilina. All’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, invece, e’ deceduta una signora anziana che era risultata positiva al Covid




Coronavirus: in 3 giorni muoiono marito e moglie

Erano entrambi ricoverati al presidio ospedaliero Mauro Scarlato di Scafati per combattere contro il coronavirus. Ma, nell’arco di tre giorni, e’ morta prima la moglie e, poi, il marito. I coniugi, entrambi sull’ottantina, erano residenti a Nocera Inferiore. Nelle ultime ore, non ce l’ha fatta un anziano che aveva contratto il Covid-19. Il 31 marzo scorso, invece, ha perso la vita sua moglie, 79 anni, che era ricoverata nel reparto di terapia intensiva della struttura sanitaria dell’agro nocerino sarnese riconvertita in covid-hospital.




Coronavirus: altre due vittime nel Salernitano

Altre due vittime in provincia di Salerno tra coloro che erano risultati positivi al Coronavirus. Si tratta di un 72enne di Montesano sulla Marcellana e di un ferroviere 53enne di Agropoli. Il primo, come comunicato dal sindaco Giuseppe Rinaldi, è deceduto questa mattina all’ospedale di Scafati a causa di una grave crisi che ha complicato le sue pregresse patologie respiratorie. Il secondo, invece, è spirato all’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania. La notizia della sua scomparsa ha lasciato sgomenta la comunità di Agropoli dove l’uomo era conosciuto e stimato. “Abbiamo aspettato, sperato, pregato che questa notizia non arrivasse. Ora affranti, piangiamo per te”, il messaggio di cordoglio del primo cittadino Adamo Coppola. Continua, dunque, l’emergenza Covid-19 in provincia di Salerno dove aumenta il numero delle persone che hanno perso la vita. Ieri sera si e’ registrato il primo decesso nel capoluogo: si tratta di un anziano deceduto al “Ruggi”. Stamane, invece, il sindaco di Fisciano, Vincenzo Sessa ha comunicato la positività di un medico in servizio al pronto soccorso dell’Umberto I di Nocera Inferiore che è residente nella Valle dell’Irno ma domiciliato a Salerno.




Travolti da un bus turistico di Sarno, due morti

Due immigrati non ancora identificati sono morti in un incidente stradale avvenuto nella notte, poco prima delle 23, sulla Circonvallazione esterna di Napoli, in direzione di Lago Patria, poco prima del Centro Commerciale “Auchan”. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, i due, un uomo di colore ed una donna forse dell’ Est europeo, stavano attraversando la strada e sono stati travolti da un pullmann turistico che era in fase di sorpasso, rimanendo uccisi sul colpo. L’ autista del pullmann, un 58 enne, si e’ costituito piu’ tardi alla Stazione dei Carabinieri di Mugnano. L’ uomo, che lavora per un’ agenzia di Sarno (Salerno) che noleggia bus turistici e stava rientrando con il pullman vuoto, ha riferito ai militari che i due sono comparsi improvvisamente sulla carreggiata mentre stava effettuando la manovra di sorpasso e sono stati urtati dallo spigolo del pullmann. Il 58 enne e’ stato denunciato per omicidio stradale.




Crollo A10 a Genova, morti quattro giovanissimi di Torre del Greco

Col passare delle ore si aggrava il quadro dei dispersi e delle possibili vittime del crollo del ponte Morandi avvenuto ieri a Genova. Si è purtroppo verificato il peggio anche per quattro ragazzi di Torre del Greco:Matteo Bertonati, Giovanni Battiloro, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione , i quattro tutti tra i 23 e i 28 anni, di cui non si avevano più  notizie dalle 11 di ieri, erano partiti alla volta di Nizza per trascorrere il ferragosto ed erano di passaggio a Genova proprio al momento del crollo. Il sindaco di Torre del Greco, Giovanni Palomba si è immediatamente mobilitato e dopo una notte passata in costante contatto con l’unità di crisi che sta monitorando tutte le operazioni di salvataggio e recupero nel capoluogo ligure, stamattina tramite un messaggio sui social ha riportato la tragica notizia del ritrovamento dei quattro ragazzi che non hanno avuto scampo. Una giornata tristissima per tutta la comunità Torrese, al quale il Sindaco volge l’appello di unirsi tutti in preghiera in memoria dei quattro giovani ritrovati morti.




L’Europa è sotto assedio: trentuno morti a Bruxelles

di Massimo Salvo

Due esplosioni, l’una a pochi minuti di distanza dall’altra, intorno alle 8: la prima all’aeroporto di Zaventem, nella zona delle partenze; la seconda a pochi passi da lì, nella zona arrivi. Le esplosioni sono state causate da alcuni attentatori suicidi, che hanno provocato la morte di 11 persone e il ferimento di circa un centinaio. Poco dopo le 9, poi, di nuovo l’inferno: una terza esplosione ha fatto nuove vittime nella stazione metropolitana di Maalbeek, nel centro di Bruxelles, non lontano dalla zona in cui si trovano le sedi delle principali istituzioni dell’Unione europea. Il sindaco della Capitale, Yvan Mayeur, nel primo pomeriggio ha diffuso i tragici dati dell’ultima esplosione: alla stazione di Maalbeek sarebbero morte almeno 20 persone e 106 sarebbero i feriti, 17 dei quali in modo grave. Nel pomeriggio l’Isis ha rivendicato gli attentati, motivandoli con il fatto che il Belgio partecipa alla coalizione internazionale che lo combatte.

Secondo diversi testimoni citati dal quotidiano belga “Le Soir” e da altri media locali, poco prima delle due esplosioni, nell’area delle partenze, si sono sentiti colpi di arma da fuoco e grida in arabo. L’allerta terrorismo è stata alzata in tutto il paese al quarto livello, il più elevato, e le stazioni della metro sono state chiuse. Intorno alle 11, a due ore dal secondo attentato e a tre dalla prima esplosione, la polizia belga ha arrestato due persone davanti alla stazione di Bruxelles nord; in serata, poi, c’è stata una grossa operazione a Schaerbeek, un quartiere della Capitale. Successivamente la Commissione Europea ha consigliato di rimanere a casa o di non uscire dagli uffici. Musei, palazzi, negozi e altri edifici pubblici sono stati chiusi, così come lo sarà quest’oggi l’aeroporto di Zaventem, dove è stata trovata anche una bomba inesplosa successivamente neutralizzata dalla polizia. Nel pomeriggio la metropolitana e alcune stazioni ferroviarie sono state parzialmente riaperte.

In mattinata era circolato su alcune testate italiane e internazionali un video che vantava la ripresa dell’esatto momento dell’esplosione all’aeroporto di Bruxelles (previa registrazione delle telecamere di sorveglianza). Si trattava, tuttavia, di una bufala: il video riguardava infatti l’esplosione avvenuta all’aeroporto di Mosca nel 2011, ed era stato erronamente diffuso dal “Daily Mail”, tabloid di scarsissima affidabilità, che poi lo ha prontamente rimosso. Sono circolate inoltre notizie di un’esplosione nella fermata della metropolitana di Schumann, ma anche in quel caso si trattava di un errore giornalistico: Schumann è molto vicina a Maalbeek e tanti passeggeri sono stati fatti uscire da quella fermata.

Il tutto giunge a pochi giorni dalla grossa operazione anti-terrorismo in cui era stato arrestato, proprio a Bruxelles, Salah Adbeslam, l’uomo che si ritiene essere l’unico attentatore di Parigi ancora vivo. Salah era in fuga dal 13 novembre, il giorno degli attentati: è stato arrestato a Molenbeek, il quartiere della Capitale da cui provenivano alcuni degli attentatori di Parigi e attorno al quale si sono concentrate molte delle indagini successive agli attacchi. Il Belgio ha un problema col terrorismo da diverso tempo: anzitutto è il Paese, che in proporzione, fornisce più combattenti al jihad tra tutti gli stati europei; centinaia di cittadini belgi sono infatti andati a combattere negli ultimi anni insieme a gruppi estremisti in Siria, tra cui lo Stato islamico. Diversi esperti sostengono che le difficoltà dipendano anche dalla complicata frammentazione amministrativa del Belgio in generale e di Bruxelles in particolare.




Allarme droga: 3 morti e 3 casi gravi

Tre morti per overdose in venti giorni tra fine marzo ed inizio aprile, ore tre malori, per fortuna senza conseguenze, per l’analogo motivo.  I tre casi segnalati dal pronto soccorso del Ruggi hanno immediatamente fatto scattare la massima allerta tra le forze dell’ordine (ono intervenuti i carabinieri e la polizia a supporto). Dall’altra sera si sono intensificati i controlli per comprendere se in città giri una partita di droga tagliata male e per verificare anche la presenza di pasticche nei principali locali della movida salernitana in considerazione di quanto accaduto nelle ultime settimane in riviera romagnola ma anche nel napoletano. In relazione alla vicenda verificatasi sabato gli inquirenti hanno chiesto analisi approfondite sulla droga trovato in circolo nelle vene di tre giovani salernitani. Al pronto soccorso del Ruggi sono arrivati, a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro, tre salernitani  di età compresa fra i 30 e i 39 anni. Per tutti la diagnosi è stata la stessa: overdose,. Dopo aver assunto droga, infatti, avrebbero accusato dei malori che lasciavano pochi dubbi. Condotti all’ospedale, hanno ricevuto le cure del caso e sono stati salvati. Tra la fine di marzo e l’inizio di aprile si verificò una vicenda simile ma in quel caso le conseguenze furono drammatiche con tre morti in venti giorni.
Il primo episodio mortale fu segnalato in via Nizza, mentre a Torrione perse la vita il supporter granata Simone Colicino, assurto in passato anche agli onori della cronaca. Nel centro storico fu ritrovato cadavere Achille Sessa (di origini cilentane ma assiduo frequentatore della Baia e molto noto in città). Vicino al suo corpo fu ritrovato lo stantuffo di una siringa, due aghi spezzati e un contenitore metallico che, molto probabilmente, è servito per riscaldare la droga. Cause simili determinarono la  morte di Simone Colicino. Ora i tre nuovi inquietanti casi.




Quell’auto laciata oltre i 145 chilometri orari

AGROPOLI. La Cilentana si tinge, nuovamente, di rosso sangue. E’ stata l’eccessiva velocità all’origine del terribile incidente stradale avvenuto domenica sera tra gli svincoli di Agropoli Sud e Agropoli Nord, e che ha causato quattro morti e tre feriti gravissimi. E’ quanto emerge dalle indagini condotte dal sostituto procuratore della Procura di Vallo della Lucania, Alfredo Greco. Il contachilometri di una delle automobili coinvolte si è bloccato a 145 chilometri orari. Secondo una prima ricostruzione della dinamica dell’incidente, infatti, almeno due delle tre auto coinvolte al momento dell’impatto, erano in fase di sorpasso. Nel dettaglio, la Fiat Bravo, sulla quale viaggiavano in direzione nord la 29enne Emma D’Auria, di Cava dei Tirreni, alla guida, e Annunziata Sorrentino, di 50 anni, anch’essa residente a Cava, si sarebbe scontrata frontalmente con una Mercedes “CLK” che sopraggiungeva sulla corsia opposta, guidata dal 43enne Gianfranco De Santis, entrambe praticamente al centro della carreggiata, a ridosso della linea di mezzeria e a velocità sostenuta, tanto che al momento dell’impatto il contachilometri dell’auto tedesca si è bloccato a 145 chilometri orari. Lo scontro, violentissimo, non ha lasciato scampo. Sul colpo sono morti i conducenti di entrambe le vetture, mentre Annunziata Sorrentino è deceduta durante il trasporto all’ospedale di Santa Maria della Speranza di Battipaglia. Stessa sorte per il conducente di un’Alfa Romeo 156, guidata da Vito Chechile, ebolitano di 52 anni e sulla quale vi erano anche la moglie, la figlia e la suocera. L’auto, probabilmente superata dalla Mercedes CLK è stata schiacciata da quest’ultima a causa del sollevamento del retrotreno seguito all’urto causato frontale con la Fiat “Bravo”. Non si esclude, tra l’altro, la presenza di una quarta vettura, forse superata dalla Fiat Bravo, e uscita indenne dall’incidente. Intanto, sono state dimesse ieri mattina dall’ospedale di Eboli le tre occupanti della Alfa Romeo, moglie, figlia e suocera di Vito Chechile, rimaste praticamente illese, anche se in stato di fortissimo shock. Intanto continuano le indagini e non è escluso che nelle prossime ore il sostituto procuratore Alfredo Greco possa chiedere l’autopsia sul corpo delle vittime. Da ricostruire le responsabilità di questa ennesima “carneficina” stradale che è costata la vita a quattro persone. In un tratto di strada da sempre pericoloso, che assieme all’imperizia alla guida e all’alta velocità costituisce un mix micidiale.




Bus turistico giù dal viadotto, una strage: 38 morti e solo 10 sopravvissuti

Una vera e propria strage. I numeri dell’incidente di ieri sera mettono brividi e sconforto, ma soprattutto tanto dolore. Trentotto i morti accertati, dieci i feriti. Il bilancio, purtroppo, non è ancora definitivo dal momento che alcuni dei ricoverati si trovano in gravissime condizioni. Si cerca ancora un ultimo disperso tra le lamiere del bus, ma i soccorritori si augurano che non fosse presente sul mezzo turistico e che per questo non risponda all’appello. A bordo c’erano circa una cinquantina di persone, tra cui moltissimi bambini. Nessuno dei piccoli risulterebbe tra i deceduti nel tragico volo. Sono cinque i bambini ricoverati al Santobono di Napoli. Due di loro sono in gravissime condizioni. Un sesto bambino è in degenza al Cardarelli. Drammatica la scena dei 38 corpi disposti ordinatamente lungo la carreggiata, coperti dalle lenzuola dei soccorritori, con accanto effetti personali insanguinati e pezzi di autobus. Le salme sono state poi trasportate presso la palestra della scuola di Monteforte Irpino, dove è stata allestita una camera ardente. Straziante l’andirivieni di parenti e amici, distrutti e ancora increduli di quanto accaduto.

Il drammatico allineamento dei corpi

Il drammatico allineamento dei corpi

Stavano tornando a Pozzuoli da un pellegrinaggio nei luoghi di Padre Pio, quando sul tratto autostradale dell’A16 tra Monteforte Irpino e Baiano, intorno alle 20.30, si è consumato il dramma. Alla base, un tamponamento che sarebbe scaturito proprio dal bus turistico che, dopo aver urtato un’automobile che lo precedeva, ha sfondato il guardrail ed è finito nella scarpata oltre il viadotto. Un drammatico volo di 30 metri, durante il quale qualcuno dei passeggeri è stato sbalzato fuori dai finestrini. Di lì, tutte le vetture che seguivano il pesante mezzo si sono tamponate l’una dopo l’altra. Secondo una prima, sommaria, ricostruzione, l’autobus procedeva lungo l’arteria autostradale ad una velocità piuttosto sostenuta. Un problema ai freni avrebbe poi fatto il resto, nonostante il tentativo dell’autista di evitare le vetture dinanzi a lui. Ma non c’è stato, purtroppo, nulla da fare. Una sterzata a destra, poi il volo e il terribile impatto. Tra i morti anche il conducente del pullman. A quanto si apprende, all’arrivo dei soccorsi (sul posto, oltre i vigili del fuoco e la polizia stradale, anche l’Humanitas di Salerno con tre proprie ambulanze e l’associazione Il Punto), dalle lamiere dell’autobus sarebbero stati estratti vivi quattro bambini, tre donne ed un uomo.
Nella serata di ieri, così come ancora ora, il tratto autostradale è stato chiuso al traffico per consentire le operazioni da parte della polizia stradale, dei vigili del fuoco e dei soccorritori provenienti da più parti della regione.
Sulla strage ha aperto una inchiesta la Procura di Avellino

Marta Naddei