Focus amministrative a Battipaglia: il Pd candida Landolfi; caos a destra. E i Cinque Stelle…

di Carmine Landi

IL PD CANDIDA NICOLA LANDOLFI

BATTIPAGLIA. Il Pd s’affida a Nicola Landolfi.

Nelle ultime ore, s’è decisamente rafforzata la pista che potrebbe portare i democrat battipagliesi a candidare alla poltrona di primo cittadino il segretario provinciale del partito. Da qualche settimana a questa parte, infatti, il gruppo dirigente del Partito democratico di Battipaglia, coordinato dal segretario Davide Bruno, stava provando a praticare due strade, sì da tenersi spalancate entrambe le porte: da un lato, s’aspirava a un influente membro della società civile, mentre, dall’altro, era troppo forte la tentazione di proporre all’elettorato un nome che, da un po’ di anni a questa parte, è l’uomo di punta del Pd salernitano.

Una mossa, la più politica che ci sia, che pare aver preso il sopravvento, dopo che, venerdì scorso, i vertici dem cittadini hanno incassato il no del presidente provinciale d’un’organizzazione di settore, che è anche un eminente imprenditore appartenente a una storica famiglia battipagliese. Con la candidatura di Landolfi, ad ogni modo, Bruno e i suoi sperano di riuscire a ricostruire quella grosse koalition partitica che, in occasione delle scorse elezioni regionali, è scesa in campo a sostegno di Vincenzo De Luca.

Nel nome di Landolfi, d’altronde, l’intellighenzia dem cittadina s’è già riscoperta unita: paiono ricomposte, infatti, le profonde spaccature che, nei mesi scorsi, dividevano la maggioranza della direzione cittadina dall’opposizione interna.

«Il bene del partito va anteposto a tutto»: lo ha dichiarato ai nostri taccuini l’ex segretario cittadino, Luca Lascaleia, che è uno degli uomini di punta della minoranza del direttivo, riunita attorno ad Angelo Reggente, e che siede al tavolo della segreteria provinciale in qualità di responsabile dei rapporti istituzionali.

Landolfi sta pensando seriamente alla proposta che gli è arrivata dai vertici del Pd battipagliese. Il coordinatore provinciale dei democrat, nato e cresciuto a Salerno, è stato adottato dalla città del Tusciano: da diversi anni, infatti, vive a Battipaglia insieme alla moglie, che è battipagliese. Non vi sarebbe, poi, alcun tipo di incompatibilità tra la fascia tricolore e la carica, ricevuta di recente, di amministratore unico di Salerno Energia, che è una partecipata del Comune di Salerno.

Nel caso d’un diniego landolfiano di fronte alle advances di Bruno, il leader cittadino avrebbe già pronto un altro nome in grado di federare il fronte dei progressisti. Se, poi, dovessero andare a male entrambi i tentativi, il centrosinistra dovrebbe mettere in moto la logorante macchina delle primarie. In tal caso, i nomi sarebbero quelli di Pietro Ciotti (l’unico, durante il direttivo cittadino di martedì scorso, a dare la propria disponibilità), Piero Lascaleia, Alfonso Pace, Andrea Toriello e Nicola Vitolo.

 

E Bruno incontra l’Udc.

Nella serata di ieri, il segretario dei democrat ha già incontrato Michele Toriello, vicesegretario provinciale dell’Udc e punto di riferimento battipagliese – riconosciuto dal demitiano segretario salernitano Luigi Cobellis – per discutere d’amministrative e di strategie elettorali. «Vogliamo offrire alla città – aveva dichiarato ai nostri taccuini, nel pomeriggio, Bruno, che, però, non ci aveva detto nulla in merito all’incontro con Toriello – un governo stabile agganciato a quello della regione, e scenderemo in campo con il simbolo e con una nostra lista». Il leader renziano parla di «una consultazione interna al partito già avviata» e va all’attacco di chi si autocandida: «questo modo di fare autoreferenziale non ci appartiene».

Michele Toriello (UDC)

Michele Toriello (UDC)

Le incognite. Ciotti da solo? Che fa Motta?

Gerardo Motta

Gerardo Motta

I democrat s’interrogano su due spinose questioni.

Pietro Ciotti, presidente di Comunità Storia & Futuro, accetterebbe di ritirare la propria candidatura a sindaco al termine d’un percorso continuo, intrapreso nel 2013, al tramonto dell’era Santomauro?

E il deluchiano Gerardo Motta, che ha annunciato la propria candidatura a sindaco e che ha dichiarato d’aver già pronte diverse liste civiche, interloquirebbe con il deluchiano Landolfi o continuerebbe a correre da solo?

Lo scopriremo solo votando.

 

Pietro Ciotti

Pietro Ciotti

IL TAVOLO DELLE DESTRE

3.4. Il tavolo delle destre

BATTIPAGLIA. I moderati fanno la conta.

Nella mattinata di ieri, all’Hotel Palace, s’è riunito il tavolo delle destre, convocato da Carmine Pagano, ex consigliere comunale che s’è candidato alle scorse regionali tra le fila di Fratelli d’Italia.

Oltre all’organizzatore, hanno preso parte all’incontro Fernando Zara, Aldo Giulio Zangaro, Michele Gioia, Romeo Leo e Vincenzo Inverso.

I presenti, «sulla scorta di quanto indicato dai dirigenti provinciali», auspicano l’unitarietà del centrodestra nella città. Fattore che, in termini politici, va letto come “candidato unico”, che sarà definito in un secondo summit.

I conservatori, infatti, attendono di conoscere ufficialmente la posizione di Forza Italia, che ieri mattina non ha preso parte all’incontro per via di problematiche organizzative interne, motivate dal fatto che il futuro coordinatore – che, al 99%, sarà Giuseppe Provenza – non ha ancora ricevuto la nomina. In settimana, tuttavia, l’ex capogruppo consiliare del Pdl, in compagnia del vice coordinatore provinciale, Domenico Di Giorgio, e di Giuseppe Salvatore, aveva incontrato Cecilia Francese durante uno degli incontri della campagna d’ascolto promossa da “Etica”. Pagano e i suoi, dunque, attendono una presa di posizione ufficiale da parte dei forzisti. Assente ingiustificato Michele Ventriglia, referente cittadino di “Noi Con Salvini”, che probabilmente correrà da solo.

Un’occasione per guardarsi negli occhi, quella di ieri. «Non ho mai fatto fughe in avanti», ha fatto sapere Pagano. «Per l’unitarietà del centrodestra, io sono pronto a fare un passo indietro», Zara dixit. «Spero che la riorganizzazione del centrodestra stimoli pure il centrosinistra», ha fatto sapere Romeo Leo.

S’è parlato di indicazioni dei dirigenti provinciali, ma, stando alle dichiarazioni rilasciate da Luigi Cobellis («Il partito, a Battipaglia, è rappresentato solo da Michele Toriello») alla vigilia dell’incontro, il presidente provinciale dell’Udc non avrebbe preso parte alla riunione in rappresentanza dell’Udc. «Sono qui – ha dichiarato Inverso – perché gentilmente invitato dal dottor Carmine Pagano, e per me l’educazione viene prima di tutto, anche delle appartenenze politiche e partitiche, e perché il gruppo #perunnuovoinizio è al lavoro per il bene comune, per unire le migliori energie e non per creare altre divisioni in questa città».

E SE SI PUNTASSE SU TOZZI?

Ugo Tozzi

Ugo Tozzi

Si tratta solo di illazioni, ma la presenza di Gioia, coordinatore di Fratelli d’Italia e amico di Ugo Tozzi, potrebbe far pensare a quest’ultimo –  che tuttavia s’è detto «non attratto dalla lodevole iniziativa personale di Pagano» e ha dichiarato d’essere intenzionato a «scendere in campo senza i partiti» – nelle vesti di candidato federatore del centrodestra. Una candidatura che si giocherebbe sull’asse FdI Edmondo Cirielli – Alberico  Gambino, lungo il quale non è vista di buon occhio la forzista Mara Carfagna.

 

Francese e Forza Italia. «Niente inciuci: solo incontri ufficiali»

6. CECILIA FRANCESE

Cecilia Francese

BATTIPAGLIA. Etica Per il Buon Governo incontra Forza Italia.

Giovedì sera, nella sede di Piazza Aldo Moro, Cecilia Francese ha incontrato alcune personalità di spicco di Forza Italia.

All’incontro, infatti, erano presenti il vice coordinatore provinciale, Domenico Di Giorgio, il commissario cittadino, Raffaele Francese, il futuro coordinatore di FI Battipaglia, Giuseppe Provenza, e il numero uno provinciale della giovanile azzurra, Giuseppe Salvatore.

«Abbiamo avviato una campagna di ascolto per costruire, con tutte le energie che si vogliono mettere a disposizione, questo percorso di ricomposizione sociale, senza alcuna preclusione o pregiudizio», spiega la pasionaria endocrinologa.

«Abbiamo iniziato incontrando Forza Italia – prosegue la Francese – con la quale abbiamo discusso dei principali problemi di Battipaglia; della depurazione e la sua ricaduta sulle prospettive economiche legate al turismo; del tema ambientale; del ripristino di democrazia a partire dal Forum dei Giovani alla elezione dei Consigli Circoscrizionali previsti dallo Statuto Comunale; della tutela dei diritti individuali troppo spesso vessati dall’Amministrazione».

Gli etici e i forzisti hanno trovato ampia condivisione sul «focus sui contenuti, sulle iniziative concrete e sulla  necessità di valorizzare le giovani professionalità cittadine».

A breve, in solidum con Forza Italia – e con gli altri movimenti e le associazioni che vorranno partecipare – , Etica organizzerà un convegno sulle tematiche ambientali.

«L’incontro del 17 settembre con Forza Italia, come tutti gli altri che seguiranno, si è svolto alla luce del sole, nella sede di “Etica”, fra delegazioni ufficiali; niente più “inciuci ” o accordi segreti in qualche ristorante, ma soltanto incontri ufficiali». Parla così la Francese che, nei prossimi giorni, chiederà un incontro a Pietro Ciotti e ai vertici di Csf.

C’è una corposa parte di Forza Italia, ad ogni modo, che, come anticipato lo scorso 2 agosto da “Le Cronache”, vuol candidare la Francese: in prima fila, oltre ai membri della delegazione, ci sono il coordinatore provinciale Enzo Fasano e, a quanto pare, anche la stessa Mara Carfagna.

Quel che è certo, tuttavia, è che l’endocrinologa correrà con la casacca di Etica: da FI, insomma, può arrivare soltanto un supporto.

 

GLI OUTSIDER 

BATTIPAGLIA. Tra i due litiganti, il terzo gode.

Dopo gli ultimi fatti di cronaca, la politica, a Battipaglia, non è di certo vista di buon occhio.

I rappresentanti dei partiti ostentano sicurezza, ma la verità è che sono particolarmente temuti i civici e i movimenti.

 

Terrore a Cinque Stelle.

Enrico Farina (M5S)

Enrico Farina (M5S)

 

Sono i pentastellati il vero e proprio cruccio della politica cittadina. I rappresentanti battipagliesi del movimento di Beppe Grillo hanno già riscosso ottimi risultati in occasione delle elezioni regionali, ed è probabile che possano accumulare un vasto consenso derivante dal voto di protesta dei cittadini.

Eppure, almeno sulle schede elettorali, dovranno fare a meno del frontman delle regionali. Enrico Farina, infatti, ha declinato ogni invito alla candidatura: non scenderà in campo alle prossime amministrative né come aspirante sindaco né come potenziale consigliere. Il motivo della scelta sarebbe legato a una proposta di candidatura alla Camera in occasione delle prossime politiche. Ad ogni modo, gli attivisti stanno valutando diversi profili ma, almeno nella composizione delle liste, si muoveranno nell’imminenza delle elezioni. Discorso differente per il candidato sindaco, che, invece, dovrebbe essere ufficializzato a stretto giro di posta.

 

Lanaro e Inverso ai ferri corti.

Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso

Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso

 

Erano seduti l’uno accanto all’altro in occasione d’una recente conferenza stampa con la quale veniva ufficializzato l’ingresso del veterinario in seno al progetto #perunnuovoinizio. Poi, però, stando a quanto riferito da fonti accreditate, i rapporti tra Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso si sono raffreddati. Entrambi continuano a lavorare alle amministrative: mentre il secondo s’è seduto al tavolo delle destre, il primo parrebbe intenzionato a migrare verso altri lidi.

 

Incognita Sagarese.

Antonio Sagarese

Antonio Sagarese

Tre liste civiche: una di sole donne. Anche Antonio Sagarese scenderà in campo in vista delle prossime amministrative, ma occorre capire se andrà fino in fondo. Lui, storico zariano, potrebbe far propria la scelta di tanti altri ex commilitoni, che hanno sposato la causa d’un altro medico: Cecilia Francese.




Battipaglia. Destra al voto…con la Francese? Fdi con Tozzi. Zara passa a Rivoluzione Cristiana.

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Moderatamente elezioni.

Seppure in sordina, il centrodestra sta lavorando per riconquistare una città che, al di là dell’era di Giovanni Santomauro, è moderata per tradizione.

Enzo Fasano

Enzo Fasano

Una via irta di ostacoli. Tuttavia, il coordinatore di Forza Italia Salerno, Enzo Fasano, è già al lavoro per garantire una credibile proposta politica moderata a Battipaglia: «sono molto legato – racconta il senatore ai nostri taccuini – a quello che fu il collegio che mi elesse deputato per la prima volta».

«Non abbiamo ancora un candidato – spiega il coordinatore – ma faremmo bingo se designassimo un aspirante sindaco in grado di federare il centrodestra: confido molto, nel merito, nel parere di Domenico Di Giorgio».

Capitolo “volti nuovi”: «Pur di giungere a un accordo – aggiunge l’onorevole – digerirei anche un nome del passato, ma i veleni sono tanti e preferirei che chi ha già amministrato facesse un passo indietro».

Fasano si dice pure «disposto a supportare qualche candidato civico che dia una sterzata al centrodestra».

Si tratta di illazioni, è ovvio, ma il profilo tratteggiato ricorda quello di Cecilia Francese, presidente di “Etica per il Buon Governo”, che piace molto a Mara Carfagna. E che è gradita pure a Giuseppe Provenza, l’ex consigliere comunale che, secondo voci insistenti, dovrebbe essere il prossimo coordinatore cittadino di FI dopo Raffaele Francese, cugino dell’endocrinologa.

Fernando Zara

Fernando Zara

Chi non vedrebbe di buon occhio un centrodestra “Francese” è Fernando Zara. L’ex sindaco, che ha aderito di recente a “Rivoluzione Cristiana” e che è nella direzione nazionale del nuovo partito di Gianfranco Rotondi, vuole ricandidarsi. Un mese fa, parlò della Francese a guida dei moderati come di «una iattura», poiché «significherebbe affidarsi a una rifondarola che alle scorse regionali ha fatto votare Gerardo Rosania». Zara lanciò pure un appello ai candidati del centrodestra, chiamati «a sedere intorno a un unico tavolo per ricostruire una coalizione unitaria», ma la pista pare difficilmente praticabile per via delle ruggini tra la Carfagna e Edmondo Cirielli (Fratelli d’Italia).

Probabile che FdI scelga di correre da sola, affidandosi a Ugo Tozzi, amico del consigliere regionale Alberico Gambino. Alla finestra resta Enrico Tucci, che spera in un’investitura da Forza Italia.

Fa riferimento al centrodestra pure il presidente provinciale dell’Udc, Vincenzo Inverso, che in occasione delle regionali ha rotto con il demitiano Luigi Cobellis per sposare la causa dei moderati e di Stefano Caldoro. Uno tra lui e Enrico Lanaro dovrebbe candidarsi in rappresentanza delle liste che verranno fuori dalla campagna d’ascolto “#perunnuovoinizio”.

Stando alle dichiarazioni di Mariano Falcone, dovrebbero correre da soli anche i battipagliesi di “Noi con Salvini”, forse con Michele Ventriglia. Alla guida di altre tre civiche, infine, c’è Antonio Sagarese.




Noi con Salvini a Battipaglia

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Tanto clamore per nulla.

Alla presenza di diverse pattuglie del locale commissariato di pubblica sicurezza della Polizia di Stato, alle 10 di ieri mattina, all’interno del Caffè Agorà di via Gramsci, s’è tenuta la conferenza stampa di “Noi con Salvini”. E, alla fine, quelli che avrebbero dovuto contestare si son fermati ad ascoltare e a confrontarsi pacificamente con il segretario provinciale, Mariano Falcone.

Si parte da tre certezze: una campagna d’ascolto, “Il programma scrivilo tu”, che prenderà il via a settembre; alle comunali si correrà da soli, con il proprio candidato sindaco; nelle liste non ci saranno vecchi amministratori.

«Non accetteremo i responsabili del sacco di Battipaglia e del Mezzogiorno», ha detto Falcone. Liste chiuse a chi ha già amministrato, ma aperte a chiunque altro, «pure agli uomini di Forza Nuova e di Casapound».

L’uomo ha parlato di un «movimento di rottura, che somiglia ai Cinque Stelle nel metodo, ma non nelle idee».

Le priorità sono l’urbanistica, il ripristino della sicurezza, con le “passeggiate della sicurezza” già proposte a Scafati, i fondi europei, la pulizia della città e la riqualificazione di quel «litorale che potrebbe dar lavoro a tante persone». In tutto ciò, però, «verranno prima gli italiani». Come Matteo Salvini. «Non mi vergogno della Lega – ha spiegato lo scafatese – ma di esser stato rappresentato da gente del calibro di De Mita e Bassolino».

Assente il coordinatore cittadino, Guglielmo Marchetta. C’era, però, Michele Ventriglia, membro della segreteria e probabile aspirante sindaco: «vogliamo ripristinare i vecchi progetti abbandonati e ripartire dalle piccole cose». Probabili vendette politiche sul bar chioschetto del liceo Medi, che era della fidanzata e che fu demolito? «Chi mi conosce, sa ch’è una storia chiusa e che non si farà guerra a nessuno».

3. Falcone - Pecoraro - Ventriglia




Le elezioni più complicate: candidature rifiutate e nuovi nomi

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Le elezioni più complicate di sempre.

Da un po’ di tempo a questa parte, la città è preda di un totosindaco che non conosce precedenti. E arrivano già le prime smentite.

È il caso di Roberto Napoli, tirato in ballo nei giorni scorsi. L’ex senatore battipagliese, infatti, ha così confutato ogni illazione: «dissi già due anni fa – ha riferito Napoli ai nostri taccuini – che con la politica non voglio aver più a che fare».

Fuori dalla mischia pure il già sindaco Gennaro Barlotti: «Molti amici – ha annunciato il farmacista via Facebook – stanno pressando per convincermi a ricandidarmi alle prossime elezioni comunali, ma la mia risposta è “no”».

Sotto gli ombrelloni, tuttavia, si dibatterà su parecchi nomi: nel centrodestra, infatti, ci sono Fernando Zara, Enrico Tucci, Ugo Tozzi, Antonio Sagarese. E poi uno tra Vincenzo Inverso e Enrico Lanaro, o qualcun altro della loro squadra. “Noi con Salvini” si presenterà da sola, forse con Michele Ventriglia.

Dall’altro lato, invece, c’è una grande novità. Infatti, l giovane 31enne Dario Toriello, storico militante del Pd, ha annunciato nella giornata di ieri la propria candidatura alle primarie, scrivendo così sulla propria pagina Facebook: «in questi tempi di immobilismo del partito, bisogna provare a buttare il cuore oltre l’ostacolo, e penso che sia giunto il momento di prendersi la responsabilità di guidare questo cambiamento». Dovrà competere contro nomi forti, del calibro di Nicola Vitolo e Pietro Ciotti. Negli ultimi giorni, si percorre pure la pista – poco gradita a Ciotti – di  Carmine Crudele. E l’incognita Andrea Volpe: il figlio di Mimmo, sindaco di Bellizzi, ha dichiarato di essere intenzionato a «esser della partita in occasione delle prossime amministrative battipagliesi», ma occorre comprendere se nelle vesti di aspirante sindaco o, magari, come trait d’union d’un gruppo di giovani progressisti. Poi c’è Michele Toriello, ma c’è pure l’incognita Gerardo Motta: colui che fu il candidato del centrodestra nelle ultime comunali, s’è riscoperto deluchiano e, forte del supporto di quattro civiche, parrebbe intenzionato a concorrere nelle primarie del Pd.

Sempre tra le civiche, è certa la candidatura di Cecilia Francese. Della gara, poi, dovrebbe essere anche Adolfo Rocco. Nessuna novità dai pentastellati. In filigrana, infine, ci sarebbero Vito Santese a sinistra, Stefania Greco – e forse Carmine Pagano – a destra e poi Franco Manzi e Raffaele Pascale. E siamo solo a luglio.

Carmine Landi