Mga vicina ai giovani avvocati “Sfruttati negli studi legali”

di Pina Ferro

“Considerare gli avvocati come dei lavoratori a tutti gli effetti”. E’ lo scopo principale di Mga, sindacato nazionale forense che a Salerno e su tutto il territorio nazionale conta centinaia di iscritti. L’associazione è vicina, in particolar modo, a quegli avvocati non titiolari di sudi professionali ma che lavorano anche oltre 12 ore al giorno con sipendi (versati dai tiolari dello sudio) che a volte non arrivano a mille euro. Mga è nata nel 2011 a Barletta, ad opera del fondatore – ed attuale presidente – Cosimo D. Matteucci. Ed è nata subito con due ambizioni: quella di essere un’associazione di respiro non locale ma nazionale, e quella di essere un’associazione forense non tradizionale, ma di tipo sindacale. L’idea di fondo che ha mosso Matteucci e Valentina Restaino – penalista salernitana pure fra i fondatori, attualmente tesoriere nazionale dell’associazione – è quella di g u a r d a r e agli avvocati come a lavoratori a tutti gli effetti, con le proprie necessità e le proprie difficoltà, oltre la narrazione novec e n t e s c a che li vedeva come componenti di un’élite di classe e di censo. “Mga, fin dalla sua nascita, ha preso atto invece che il mondo del lavoro, e con esso quello delle professioni, è profondamente cambiato: ed ha travolto tutte le rendite di posizione che rendevano i liberi professionisti economicamente e culturalmente privilegiati. – spiega Valentina Restaino – Oggi al contrario, gran parte degli avvocati affrontano quotidianamente un lavoro che rende poco e costa molto, a volte troppo per essere sostenuto: spese per la tenuta dello studio, per l’aggiornamento, per la esosa previdenza con minimi contributivi indipendenti dall’effettivo reddito, per l’assicurazione obbligatoria, per il Pct, per una fiscalità sproporzionata agli effettivi introiti. Per contro, la crisi economica e il decadimento della figura dell’avvocato nell’immaginario popolare (dovuta anche ad una indiscriminata apertura degli albi persino a soggetti privi dei minimi requisiti culturali) ne hanno fatto una professione scarsamente retribuita: i clienti privati colpiti dalla generale crisi economica e spesso convinti che il lavoro dell’avvocato sia una sorta di missione gratuita, le pubbliche amministrazioni che corrono a convenzioni al ribasso con retribuzioni vergognose, lo Stato che stenta a pagare le parcelle – dimezzate a monte – per i gratuiti patrocini in tempi accettabili. Tutto questo rende la vita degli avvocati non solo giovani, ma anche quarantenni e c i n q u a n – tenni, talvolta impossibile da sostenere. Di qui l’idea di un vero e proprio sindacato, che ormai conta c e n t i n a i a iscritti in tutti i f o r i d’Italia e circa 50 solo a Salerno”.

Di cosa si occupa nello specifico Mga?

“Tutela previdenziale con uno staff di esperti a cui chiedere sostegno in caso di controversie con Cassa Forense; convenzioni con sindacati maggiori per fornire assistenza fiscale agli avvocati a prezzi inferiori a quelli di mercato; presentazione di proposte di legge per migliorare le condizioni degli avvocati lavoratori: in particolare, la proposta di legge Ac, ripresentata nel corso di questa legislatura, per il riconoscimento e la disciplina della figura dell’avvocato dipendente da altro avvocato. Quest’ultimo tema è particolarmente caro ad Mga. In tutti i fori e anche a Salerno, infatti, gli studi legali medi e medio grandi si reggono e incassano grazie al lavoro di colleghi che non sono titolari di studio, ma sono di fatto da questi stipendiati. Si tratta di avvocati di esperienza anche ventennale, che lavorano spesso anche 12 ore al giorno, che vengono retribuiti mensilmente con somme oscillanti fra i 400 e i 600 euro: meno di una colf, per comprenderci, se si ragiona su base oraria. Sono lavoratori dipendenti di fatto: lavoratori in nero sottopagati. Possono essere “licenziati” in qualsiasi momento, non hanno alcuna garanzia in caso di malattia o di maternità. Per Mga si tratta di una gravissima distorsione del sistema: la legge professionale forense vieta espressamente di assumere avvocati come dipendenti di studio legale; ma ciò avviene regolarmente, senza alcuna disciplina, per cui i lavoratori sono in balìa assoluta dei colleghi datori di lavoro”.

Mga si occupa anche di attività non sindacali?

“Accanto all’attività prettamente sindacale, Mga affianca un’attività di tipo più strettamente culturale e politica. Sindacato fortemente ed esplicitamente orientato a sinistra, sostiene le lotte femministe, le lotte dei migranti, le lotte Lgbtqi, e in generale le lotte per il riconoscimento di tutti i diritti civili fondamentali. Nel corso del 2019, ad esempio, a Salerno MGA ha organizzato un convegno partecipatissimo in collaborazione con la Scuola Superiore della Magistratura dal titolo “Ddl Pillon: come cambia il diritto di famiglia”, nel corso del quale i relatori, in particolare il magistrato dottor Casaburi della Corte d’Appello di Napoli, hanno evidenziato come il cosiddetto decreto Pillon, se approv a t o , avrebbe portato ad una grave compressione dei diritti delle donne faticosamente conquistati”.

Progetti futuri?

“Con questo settembre inizia un nuovo anno di attività intensa, sul territorio e a livello nazionale; a Salerno l’attenzione e l’azione di Mga si focalizzerà specialmente sul sistema di pagamenti dei gratuiti patrocini, in ossequio all’art. 36 della Costituzione. A Salerno l’elezione a presidente del Consiglio dell’Ordine di Silverio Sica porta ottimi auspici di apertura del foro salernitano a temi sensibili, anche politicamente. Se è vero che Sica è stato presentato come “delfino” dell ’ u s c e n t e Montera, è a nostro giudizio altrettanto vero che il nuovo presidente ha l’intelligenza e la l u n g i m i – ranza per p e r c e p i r e che l’avvocatura è cambiata, e che può e deve partecipare direttamente, grazie anche alle proprie competenze, al dibattito nazionale per i diritti civili da un lato, e per la crescita culturale ed economica della classe in un mondo in cui il sistema capitalistico sta cominciando seriamente a mostrare i suoi limiti. Come diciamo sempre in MGA: nessuno si salva da solo. Auspichiamo perciò un’ampia collaborazione col nuovo consiglio, e siamo certi che ci sarà”




Cittadella giudiziaria, Visconti avrà il suo posto auto nel box

Pina Ferro

Cesare Visconti, l’avvocato civilista affetto da sclerosi multipla avrà un posto a lui assegnato nel garage della cittadella giudiziaria. E’ quanto ha deliberato la Conferenza permanente riunitasi ieri per discutere della richiesta del civilista. Si tratta di una concessione momentanea, fino a quando i posti auto non saranno assegnati in maniera definitiva. A quel punto la richiesta di Visconti sarà nuovamente valutata. L’ok è arrivato dopo settimane di polemiche e prese di posizioni da parte di avvocati, Aiga e Mga. In pratica l’avvocato Visconti aveva chiesto al presidente del Tribunale Pentagallo l’autorizzazione a raggiungere l’interno della cittadella giudiziaria dai box in modo da essere vicino all’ascensore e da non essere costretto a salire le scale. A causa della patologia di cui è affetto gli è impossibile l’utilizzo delle scale. A tale richiesta il presidente del Tribunale aveva risposto in maniera positiva rispetto all’accesso alla struttura attraverso il garage ma aveva precisato che l’automobile non poteva rimanere in sosta nel box per cui doveva dotarsi di un accompagnatore. Particolare quest’ultimo che aeva fatto scattare la mobilitazione dei colleghi civilisti e penalisti. Ieri finalmente l’ok all’assegnazione di un posto auto seppur in maniera temporanea.

Raccolta di firme per chiedere il trasferimento del Bar Manconi

Una petizione per chiedere agli avvocati per chiedere il trasferimento del bar, gestito dalla famiglia Manconi, ubicato all’interno dell’attuale Palazzo di Giustizia alla cittadella giudizieria. La raccolta di firme ha preso il via ieri mattina ed è stata avviata a seguito della notizia della mancata previsione  di un punto di ristoro nella nuova struttura di via Dalmazia.
“Essendo imminente il conpleto trasferimento dell’intero comparto presso la cittadella giudiziaria, e non essendo stato definito anche il trasferimento della suddetta attività, che al nostro lavoro quotidiano risulta indispensabile, si chiede che per la stessa sia disposto il trasferimento. – Si legge nella petizione già firmata da decine di avvocati – Questo per continuare a garantire non solo continuità lavorativa a chi ormai ci assiste da tempo incalcolabile, ma anche per permettere a noi tutti di lavorare in maniera dignitosa. Si ricorda che al momento presso la nuova cittadella giudiziariaè stata prevista la sola installazione di distributori. Nè vi sono punti dove poter fotocopiare atti e fascicoli, nè tantomeno e soprattutto punti vendita di valori bollati e contributi unificati. Tutto ciò appare assurdo ed assolutamente incompatibile con le esigenze che ci impone il nostro lavoro”.