Scafati. Pronto soccorso, tornano i partiti ed è di nuovo confusione

Di Adriano Falanga

La riapertura del pronto soccorso dell’ospedale Scarlato è un poco come il cambio di stagione, e così nel caldo di luglio 2017 le forze politiche ritornano ad occuparsi della struttura chiusa nel 2011 dall’applicazione del decreto 49/2010 a firma del commissario per la Sanità Stefano Caldoro. Galeotta è stata la petizione lanciata da un gruppo di cittadini, culminata con il duro faccia a faccia con il governatore Enzo De Luca. In questa occasione l’ex sindaco di Salerno oltre ad una caduta di stile nei modi e nei termini adoperati, ha avuto l’ardire di dire agli attivisti “non sono io l’interlocutore, perché non sono il commissario. Dovete andare a Roma”. Questo è bastato per mettere in moto la macchina politica. Si parte da Monica Paolino, che a sette anni dalla sua prima elezione in Consiglio Regionale si ricorda di aver promesso agli scafatesi battaglia sulla riapertura del Pronto Soccorso. La forzista ha incontrato il vice commissario alla Sanità Claudio D’Amario. <<Come volevasi dimostrare, il vice commissario ha confermato il piano ospedaliero presentato un anno fa, piano approvato dal MEF, che prevede per Scafati il reinserimento nella rete dell’emergenza come Pronto Soccorso. Pertanto, nulla è cambiato e il piano è attuabile>>. Una novità importante, rispetto a chi credeva morto il piano presentato dall’uscente Caldoro poco prima delle elezioni regionali del 2015. <<Il problema è un altro. Se oggi la situazione sanitaria è stagnante è perché non vengono attuati i decreti commissariali. De Luca ha delegittimato i commissari, trovando un sistema alternativo per controllare la sanità in Campania – prosegue la Paolino – Ancora una volta, tutto si riduce ad una questione meramente politica. Come un bambino pretende il suo giocattolo, così De Luca bloccherà la sanità campana, fino a quando non otterrà la nomina di commissario>>. Sulla sponda opposta, oggi scopriamo che anche il piano ospedaliero redatto un anno fa dall’ex commissario Polimeni è attuabile. <<Al netto di questioni tecniche, come il dissequestro delle sale operatorie, e della fondamentale nomina del commissario governativo per la sanità, la volontà della Regione Campania e dell’Azienda Ospedaliera è quella di proseguire lungo la strada tracciata dal Piano ospedaliero approvato e dall’atto aziendale: la riapertura del nostro Pronto soccorso>>.

3-pd-scafati Così in una nota stampa il Pd di Scafati. Lunedi sera il direttivo cittadino ha incontrato il consigliere regionale Franco Picarone e il deputato Simone Valiante, mentre martedì mattina una delegazione ha incontrato il direttore generale dell’ASL Salerno, il dottor Antonio Giordano. <<Il direttore generale ci ha confermato che a breve verranno avviate le procedure legali per la richiesta di dissequestro e che a Settembre partiranno le procedure burocratiche e operative per riavviare la struttura>>. Nel dettaglio non è dato sapere cosa siano le procedure “burocratiche e legali” e neanche quali i tempi certi, suonando quindi di politichese. I democrat, che pure non avevano lesinato critiche al loro esponente di partito nonché Governatore campano, rassicurano: <<Anche il governatore De Luca, come ribadito nella trasmissione di venerdì scorso a Lira TV, è impegnato in tale direzione: nei prossimi giorni, tra l’altro, il Presidente di Regione concorderà un proprio sopralluogo diretto presso la nostra struttura cittadina per verificare in prima persona il da farsi>>. C’è da perderci la testa, De Luca è o non è il referente in materia? E ammesso che lo fosse e alla signora Anna Cioffi avrebbe detto una piccola bugia per levarsela da torno, perché due settimane fa in un evento pubblico disse che Scafati non avrebbe riavuto il ps perché già servito da quello di Nocera Inferiore? Insomma, nulla di nuovo tra l’afa di mezza estate. A Scafati si ritorna a parlare di ospedale, appunto: parlare.

PROCESSO BORTOLETTI, UDIENZA RINVIATA AL 9 gennaio 2018

marraMartedi mattina è stato anche il giorno della prima udienza che vede l’ex commissario Asl Maurizio Bortoletti indagato per falso ideologico. La controparte è il cittadino Pasquale Aliberti, difeso da Brigida Marra. <<E’ stata depositata la lista testi. Ho anche notificato al Ministero, Asl Salerno, Sub Commissario Regione Campania e al Presidente Vincenzo De Luca nonché a tutti i consiglieri della Regione Campania maggioranza e opposizione l’istanza con la quale, li informo ufficialmente non essendo parti nel giudizio, della pendenza del processo per falso nei confronti di Bortoletti e del dato oggettivo rispetto alla falsità dei cinque e dieci minuti>>. L’istanza ha lo scopo di costituirli in mora <<affinché ognuno per quanto di propria competenza intervenga per ripristinare il pronto soccorso a Scafati – spiega la Marra – L’istanza giungerà a tutto il Consiglio Regionale perché mi aspetto che mettano in essere atti concreti nel rispetto di quel principio più volte espresso secondo cui la salute non ha colore politico. Vediamo a quanti sta davvero a cuore>>. Tra i testi l’ex commissario Stefano Caldoro e l’ex assessore Angelo Montemarano. <<Sono quelli che potranno riferire sull’iter amministrativo che ha portato alla dismissione del pronto soccorso e del fatto che il piano attuativo redatto da Bortoletti, contrariamente a quanto dallo stesso asserito, è stato l’atto che ha determinato l’uscita dalla rete dell’emergenza del Mauro Scarlato>>. L’ex commissario si difende sostenendo infatti che la questione dei minuti è in realtà un refuso, e che comunque il tutto è conseguenza del decreto 49. E’ quindi tira e molla sulla responsabilità. Il Comune di Scafati, rappresentato dalla triade prefettizia, neanche questa volta si è costituito in giudizio.




Scafati. Chiusura pronto soccorso, a processo l’ex manager Asl Bortoletti

Di Adriano Falanga

Il Gup Maria Zambrano accoglie la richiesta del pubblico ministero e rinvia a giudizio l’ex commissario Asl Maurizio Bortoletti. L’udienza si terrà il prossimo 4 luglio. La vicenda nasce nel maggio 2014 quando l’allora sindaco Pasquale Aliberti con l’avvocato e consigliere delegato alla Sanità Brigida Marra, denunciarono l’ex dirigente sanitario in merito alla chiusura dell’ospedale Scarlato perché, adempiendo a quanto disposto dal decreto 49/2010, certificò nel Piano Attuativo Aziendale un tempo di percorrenza inferiore a cinque minuti tra Scafati e il Pronto Soccorso di Nocera, e inferiore a dieci minuti per Sarno. Una dichiarazione che motivò la chiusura del pronto soccorso scafatese e la sua uscita dalla rete delle emergenze. Dati smentiti da una relazione della Polizia Municipale del dicembre 2013, ma del resto, chiunque in questi anni sia stato costretto a ricorrere al pronto soccorso dell’Umberto I° di Nocera Inferiore sa benissimo che possono volerci anche 45 minuti in orario di punta. E come se non bastasse, la chiusura dello Scarlato ha comportato una costante congestione del nosocomio di Nocera, con il sovraffollamento del Pronto Soccorso e malati sistemati in barella nei reparti. L’udienza preliminare di ieri mattina, durata un paio d’ore, ha visto l’accusa di Brigida Marra e la difesa di Bortoletti, assistito dagli avvocati Franco Maldonato e Michele Avallone.

marraLa Marra ha ripercorso punto per punto la memoria difensiva depositata da Bortoletti, evidenziando che il pronto soccorso non poteva essere chiuso, che il piano aziendale redatto non ha garantito l’emergenza sanitaria per Scafati e i comuni del distretto. Dal canto suo l’ex manager si è dichiarato estraneo alle accuse parlando di una chiusura già prevista e di un refuso in merito ai cinque e dieci minuti. Non sarebbe stato lui, materialmente, a redigere il piano, ovvero ribadendo che si è trattato di un falso innocuo e di un refuso. Soddisfazione della Marra: <<In aula ho discusso per circa un’ora difendendo e rivendicando con le unghie e con i denti, grazie alla oramai conoscenza di tutti gli atti, il nostro ospedale e la salute pubblica perché tutti possiamo avere bisogno di un emergenza. Ringrazio la dottoressa Zambrano per la profonda umanità dimostrata. A lei ho detto “caro Giudice se c’è una cosa che hanno tagliato, questa non è la spesa pubblica ma la vita delle persone”>>.

Bortoletti fu voluto da Cirielli, suo amico di corso

2-bortolettiNominato da Stefano Caldoro nel marzo 2011 come commissario dell’Asl Salerno, è restato in carica fino al luglio 2012, quando la sanità salernitana tornò in regime ordinario con incarico affidato ad Antonio Squillante. La Provincia era guidata dall’onorevole Edmondo Cirielli, allora Pdl oggi Fratelli D’Italia. Fu proprio quest’ultimo a indicarlo all’allora governatore campano. Bortoletti non solo era colonnello dei carabinieri come il parlamentare di Fdi, ma all’ex presidente di Palazzo Sant’Agostino è accomunato dall’essere nato nello stesso anno e dall’aver frequentato l’accademia dei carabinieri dal 1983 al 1985. <<Mi piace ricordare l’opera di risanamento economico-finanziario portata a compimento alla guida dell’ASL che, nel marzo del 2011, al momento dell’assunzione della direzione commissariale perdeva oltre 700mila euro al giorno per un totale di circa 300 milioni di euro all’anno e che è stata lasciata dal colonnello Bortoletti con un avanzo di gestione del 2012 pari a 10 milioni di euro>>. Così Cirielli, esprimendo soddisfazione per la candidatura dell’ex amico di corso alle elezioni europee del 2014, con Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale nella circoscrizione Nord-Est. Intervistato da Il Giornale nell’agosto 2012, l’ex commissario accusato oggi di falso ideologico dichiarò: “Il risanamento è avvenuto senza tagli lineari, senza risorse aggiuntive, senza chiudere nulla e a legislazione invariata. Ho valorizzato innanzitutto il magazzino, che era superiore, come costo in percentuale, a quello della Fiat>>.




Scafati. Chiusura dello Scarlato, a giudizio l’ex commissario Asl Maurizio Bortoletti.

Di Adriano Falanga

Rinviato a giudizio l’ex commissario Asl Maurizio Bortoletti per falso ideologico. Udienza fissata per il 7 marzo. La vicenda nasce nel maggio 2014 quando il sindaco Pasquale Aliberti con l’avvocato e consigliere delegato alla Sanità Brigida Marra, denunciarono l’ex dirigente sanitario in merito alla chiusura dell’ospedale Scarlato perché, adempiendo a quanto disposto dal decreto 49/2010, certificò nel Piano Attuativo Aziendale un tempo di percorrenza inferiore a cinque minuti tra Scafati e il Pronto Soccorso di Nocera, e inferiore a dieci minuti da Sarno. Una dichiarazione che motivò la chiusura del pronto soccorso scafatese e la sua uscita dalla rete delle emergenze. Dati smentiti da una relazione della Polizia Municipale del dicembre 2013, ma del resto, chiunque in questi anni sia stato costretto a ricorrere al pronto soccorso dell’Umberto I° di Nocera Inferiore sa benissimo che possono volerci anche 45 minuti in orario di punta. E come se non bastasse, la chiusura dello Scarlato ha comportato una costante congestione del nosocomio di Nocera, con il sovraffollamento del Pronto Soccorso e malati sistemati in barella nei reparti. Una decisione che la città di Scafati non ha mai non solo accettato, ma neanche compreso. Lo Scarlato, quanto a numero di prestazioni d’emergenza, era secondo solo al Ruggi D’Aragona di Salerno, servendo un bacino di oltre 250 mila abitanti. “Questa è una importante vittoria della città di Scafati e di chi non ha mai mollato anche quando altri, i soliti oppositori, sostenevano il contrario, facendo demagogia sulle responsabilità o addirittura tramavano, politicamente, insieme a chi aveva deciso la fine dello Scarlato – commenta oggi l’ex consigliera Marra – la dimostrazione che tutto nasceva da un macroscopico falso relativo ai tempi di percorrenza Scafati Nocera, cronometrati in 5 minuti. Un errore evidente, rispetto al quale nessuno ha mai osato opporsi al colonnello dei Fratelli d’Italia”.

2-marra alibertiScafati doveva chiudere, così come già stabilito anche dalla bozza Zuccatelli della Giunta Bassolino, da cui è nato il decreto 49 a firma Caldoro. “E’ la dimostrazione che Scafati non doveva chiudere, come sostenuto dallo stesso PM Dottoressa Cassaniello che, nel provvedimento sostiene appunto che la falsa attestazione sui tempi, avrebbe tratto in inganno l’allora Commissario ad Acta Stefano Caldoro, fino ad indurre lo stesso alla chiusura, visto il grave deficit economico prodotto dalla gestione Bassolino. Il rinvio a giudizio del Commissario Bortoletti – prosegue la forzista – è un provvedimento che ci mette oggi più di ieri nelle condizioni di chiedere l’immediato stanziamento per i lavori funzionali alla riapertura, visto anche il nuovo Piano Ospedaliero, prima a firma Caldoro, oggi confermato dal commissario Polimeni al quale, pure avevo fatto appello”. Non solo, l’ex consigliera comunale intende andare oltre, e pensa anche al risarcimento danni. “Ci costituiremo parte civile e chiederemo, attraverso l’ex sindaco, un risarcimento danni di milioni di euro per i danni arrecati alla nostra comunità, sul piano della salute e dell’immagine”.

Bortoletti fu voluto da Cirielli, suo amico di corso

2-bortolettiNominato da Stefano Caldoro nel marzo 2011 come commissario dell’Asl Salerno, è restato in carica fino al luglio 2012, quando la sanità salernitana tornò in regime ordinario con incarico affidato ad Antonio Squillante. La Provincia era guidata dall’onorevole Edmondo Cirielli, allora Pdl oggi Fratelli D’Italia. Fu proprio quest’ultimo a indicarlo all’allora governatore campano. Bortoletti non solo è colonnello dei carabinieri come il parlamentare di Fdi, ma all’ex presidente di Palazzo Sant’Agostino è accomunato dall’essere nato nello stesso anno e dall’aver frequentato l’accademia dei carabinieri dal 1983 al 1985. “Mi piace ricordare l’opera di risanamento economico-finanziario portata a compimento alla guida dell’ASL che, nel marzo del 2011, al momento dell’assunzione della direzione commissariale perdeva oltre 700mila euro al giorno per un totale di circa 300 milioni di euro all’anno e che è stata lasciata dal colonnello Bortoletti con un avanzo di gestione del 2012 pari a 10 milioni di euro”. Così Cirielli, esprimendo soddisfazione per la candidatura dell’ex amico di corso alle elezioni europee del 2014, con Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale nella circoscrizione Nord-Est. Intervistato da Il Giornale nell’agosto 2012, l’ex commissario accusato oggi di falso ideologico dichiarò: “Il risamento è avvenuto senza tagli lineari, senza risorse aggiuntive, senza chiudere nulla e a legislazione invariata. Ho valorizzato innanzitutto il magazzino, che era superiore, come costo in percentuale, a quello della Fiat”.

 




Scafati. Falsi i “cinque minuti per Nocera”. Aliberti: “Ora riaprire il Pronto Soccorso”

Di Adriano Falanga

Pasquale Aliberti lo premette subito, anticipando (o forse leggendo nel pensiero dei presenti alla conferenza stampa) che la proposta di deliberazione da portare in consiglio comunale sul tema Ospedale Scarlato non è argomento da campagna elettorale (oramai, la prassi dal 2010 è questa) bensì è una battaglia politica trasversale che deve coinvolgere tutti e spiega il perché: “è subentrato un fatto nuovo, ovvero l’indagine a Bortoletti per la quale, se dal punto di vista umano sentiamo di esprimere solidarietà, sul piano tecnico ancora una volta non possiamo che affermare l’erroneità della valutazione dei tempi di percorrenza da lui certificati, probabilmente solo per salvaguardare l’aspetto economico della vicenda”. L’errore tecnico fu nella valutazione dei tempi di percorrenza necessari per raggiungere Nocera Inferiore da Scafati: cinque minuti, mentre per Sarno fu detto dieci. Questo avrebbe garantito l’emergenza a Scafati, restando dentro i parametri dei Lea (livelli essenziali d’assistenza) indicati dal Ministero della Salute. Un dato decisamente falso, irreale e surreale, che ogni scafatese conosce bene essere mai inferiore ai 30/45 minuti. “Le denunce da noi presentate sono andate a buon fine – aggiunge il primo cittadino – Ora andremo in Consiglio Comunale per approvare un deliberato nel quale chiediamo la correzione del decreto 49 che ha chiuso l’Ospedale per un errore di calcolo pacchiano chiedendo il supporto di tutti”.

Il “falso presupposto” che comportò la scrittura del decreto 49 e di fatto la chiusura del pronto soccorso scafatese è stato “accertato” dall’avviso di garanzia ricevuto dall’ex commissario Asl voluto all’epoca da Stefano Caldoro, commissario all’emergenza Sanità, su indicazione dell’allora presidente della Provincia Edmondo Cirielli. Non è una sentenza un avviso di garanzia, ma secondo Aliberti: “è un dato di fatto che Nocera non la raggiungi in cinque minuti. Ora vedremo cosa spinse l’ex commissario ad attestare diversamente”. Presente al tavolo anche Brigida Marra, consigliere delegato alla Sanità e come avvocato ha curato l’istruttoria contro Bortoletti. “Non è una lotta contro l’uomo, ma chi ha responsabilità è chiamato a rispondere – spiega la Marra – In questi anni non ci siamo mai fermati. Ringrazio lo straordinario lavoro della Procura di Salerno e Nocera per aver preso in considerazione gli accertamenti da noi richiesti sulla vicenda Bortoletti.

Al tavolo congiunto siede anche Francesco Di Palma per il comitato “No alla Chiusura” e il consigliere comunale del Cotucit Michele Raviotta, entrambi hanno rivendicato con forza di voler incontrare il Governatore Enzo De Luca per avere chiarimenti sulla futura riorganizzazione della rete ospedaliera ma soprattutto capire quale sia la volontà dello stesso Governatore sul tema, visto che in campagna elettorale mai si è pronunciato sullo Scarlato. Aliberti è polemico: “sono passati sei mesi dall’elezione di De Luca e ad oggi non abbiamo ancora il nuovo commissario alla Sanità”. Resta in sospeso il nuovo piano ospedaliero che Caldoro presentò in campagna elettorale a Marzo scorso, fermo nei meandri burocratici dei Ministeri della Salute e dell’Economia. Eppure quando fu presentato in pompa magna il nuovo piano ospedaliero qualcuno disse: “abbiamo riaperto Scafati, il dl 49 è stato superato, scaduto dopo 5 anni” (come il latte ndr), oggi scopriamo che questo è ancora in vigore e disciplina la Sanità in Campania. “Ciò perché siamo in vacatio – spiega ancora il sindaco – e il decreto 49 in assenza d’altro resta in essere”.




Bortoletti fu voluto da Cirielli, suo amico di corso

Di Adriano Falanga

Nominato da Stefano Caldoro nel marzo 2011 come commissario dell’Asl Salerno, è restato in carica fino al luglio 2012, quando la sanità salernitana tornò in regime ordinario con incarico affidato ad Antonio Squillante. La Provincia era guidata dall’onorevole Edmondo Cirielli, allora Pdl oggi Fratelli D’Italia. Fu proprio quest’ultimo a indicarlo all’allora governatore campano. Bortoletti non solo è colonnello dei carabinieri come il parlamentare di Fdi, ma all’ex presidente di Palazzo Sant’Agostino è accomunato dall’essere nato nello stesso anno e dall’aver frequentato l’accademia dei carabinieri dal 1983 al 1985. “Mi piace ricordare l’opera di risanamento economico-finanziario portata a compimento alla guida dell’ASL che, nel marzo del 2011, al momento dell’assunzione della direzione commissariale perdeva oltre 700mila euro al giorno per un totale di circa 300 milioni di euro all’anno e che è stata lasciata dal colonnello Bortoletti con un avanzo di gestione del 2012 pari a 10 milioni di euro”. Così Cirielli, esprimendo soddisfazione per la candidatura dell’ex amico di corso alle elezioni europee del 2014, con Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale nella circoscrizione Nord-Est. Intervistato da Il Giornale nell’agosto 2012, l’ex commissario accusato oggi di falso ideologico dichiarò: “Il risamento è avvenuto senza tagli lineari, senza risorse aggiuntive, senza chiudere nulla e a legislazione invariata. Ho valorizzato innanzitutto il magazzino, che era superiore, come costo in percentuale, a quello della Fiat”.




Chiuse le indagini per falso ideologico all’ex commissario asl Bortoletti. Disse: “Da Scafati in cinque minuti si arriva al pronto soccorso di Nocera”

Di Adriano Falanga

Chiuse le indagini preliminari per falso ideologico all’ex Commissario dell’Asl di Salerno, Maurizio Bortoletti. La vicenda nasce nel maggio 2014 quando il sindaco Pasquale Aliberti con l’avvocato e consigliere delegato alla Sanità Brigida Marra, denunciarono l’ex dirigente sanitario in merito alla chiusura dell’ospedale Scarlato. In una nota di Palazzo Mayer si legge: “Questo anche perché l’ex Commissario Bortoletti, adempiendo a quanto disposto dal decreto 49, certificò nel Piano Attuativo Aziendale un tempo di percorrenza inferiore a cinque minuti tra Scafati e il Pronto Soccorso di Nocera, e  inferiore a dieci minuti da Sarno”. Subito un consiglio comunale ad hoc, è quanto chiede oggi il primo cittadino. “La nostra non è una battaglia contro Bortoletti ma il falso ideologico a lui contestato fa chiarezza su una vicenda che interessa l’intera Città: il ‘Mauro Scarlato è stato chiuso su un presupposto sbagliato e la responsabilità è di chi per una questione economica aveva provato a tagliare la spesa sanitaria attraverso la chiusura di ospedali fondamentali e che garantivano l’emergenza ai cittadini della Campania – spiega Aliberti – Questa indagine della Procura riapre la partita contro il decreto 49. Non chiediamo venga modificato perché non è nei poteri di nessuno ma, che almeno venga corretto. Per questo convocheremo subito un Consiglio Comunale straordinario e chiederemo al Presidente della Regione Campania, all’Agenas, al Ministero della Salute e a tutte i livelli istituzionali competenti, la correzione urgente del decreto 49 di Zuccatelli, il reinserimento dello ‘Scarlato’ nella rete dell’emergenza e la sua riapertura. E’ vero, è un semplice avviso di garanzia ma ognuno deve prendersi le proprie responsabilità sapendo che in gioco c’è la vita degli uomini e non solo un errore formale di calcolo” conclude il sindaco.

“Oggi posso solamente gioire per la mia città, un’altra pagina di giustizia è stata scritta – la soddisfazione della Marra – è stato accertato il falso ideologico rispetto ai tempi di percorrenza indicati dal commissario Bortoletti. Adesso non resta che preparare, assieme ai dirigenti, un deliberato da portare in consiglio comunale con il quale chiederemo la correzione del decreto 49 che ha decretato la chiusura del pronto soccorso su un falso presupposto”. E il falso presupposto risiede in questa frase: “la risposta ospedaliera all’emergenza è garantita dall’ospedale di Nocera con tempi di percorrenza inferiore ai cinque minuti e Sarno di dieci minuti”. Una dichiarazione che motivò la chiusura del pronto soccorso scafatese e la sua uscita dalla rete delle emergenze. Dati smentiti da una relazione della Polizia Municipale del dicembre 2013, ma del resto, chiunque in questi cinque anni sia stato costretto a ricorrere al pronto soccorso dell’Umberto I° di Nocera Inferiore sa benissimo che possono volerci anche 45 minuti in orario di punta. E come se non bastasse, la chiusura dello Scarlato ha comportato una costante congestione del nosocomio di Nocera, con il sovraffollamento del Pronto Soccorso e malati sistemati in barella nei reparti. Una decisione che la città di Scafati non ha mai non solo accettato, ma neanche compreso. Lo Scarlato, quanto a numero di prestazioni d’emergenza, era secondo solo al Ruggi D’Aragona di Salerno, servendo un bacino di oltre 250 mila abitanti. Eppure qualcuno, sembra quindi sulla scorta di falsi presupposti, decise che a restare in piedi doveva essere l’ospedale di Sarno e quello di Nocera. Il primo una vera “cattedrale nel deserto” data la difficoltà logistica di essere raggiunto da Scafati.  Maurizio Bortoletti, difeso dagli avvocati Michele Avallone e Franco Maldonato, si è detto sereno e fiducioso, pronto a fornire tutte le delucidazioni sul caso.

Pasquale Aliberti

Pasquale Aliberti

Brigida Marra

Brigida Marra




Scafati. Grimaldi, Pd: “Chissà perchè solo oggi Aliberti chiede la modifica del decreto 49”

In merito alle dichiarazioni del primo cittadino Pasquale Aliberti, sulla modifica al decreto 49 dopo la conclusione delle indagini che vedono l’ex commissario Asl Maurizio Bortoletti accusato di falso ideologico, Michele Grimaldi, dirigente regionale e cittadino del Pd dichiara:

“Oggi il Sindaco di Scafati, con qualche anno di ritardo, chiede la correzione del decreto 49.  “Ohibò!”, verrebbe da esclamare.
Peccato che Aliberti per anni, come dimostrato ad esempio dall’articolo riportato e datato Maggio 2011, abbia raccontato frottole alla nostra Città. Prima subisce, grazie alla pressione popolare, un Consiglio comunale che lo obbligherebbe a battersi in difesa dell’Ospedale, cosa che lui evita accuratamente di fare in tutte le sedi; poi comincia a parlare di fantomatici reparti che mai apriranno a Scafati; poi rilancia e dice che la colpa e del centrosinistra; poi ancora comincia a dire che l’Ospedale si rafforzerà addirittura; poi rilancia, provando a confondere i cittadini, tentando di illuderli che il “primo soccorso” fosse uguale al “Pronto soccorso”. Insomma, l’unica cosa che non fa Pasquale Aliberti è dire la verità, e sbattere forte i pugni sul tavolo di Stefano Caldoro, suo collega di partito, Presidente della regione Campania e Commissario della Sanità, per chiedergli la riapertura del nostro nosocomio e la modifica del decreto 49. Se ne ricorda oggi, che il centrodestra è all’opposizione, e se ne è dimenticato per i cinque anni nei quali il centrodestra governa la Regione. Chissà perché.”