Cuore, carattere e Coda: la Salernitana può sognare

di Fabio Setta

CHIAVARI. Sofferta ma meritata. Voluta, cercata, difesa con i denti, anche in inferiorità numerica. Da applausi, sicuraemnte peril cuore e la grinta. La Salernitana passa a Chiavari sul campo della Virtus Entella dell’ex Breda grazie ad un gol di Coda. Giusto così, nonostante un secondo tempo vissuto in sofferenza, la squadra granata ha dimostrato di avere qualcosa in più. Le scelte di Bollini si dimostrano indovinate. Improta e Sprocati esterni del tridente assicurano velocità nelle ripartente ma anche grande sacrificio in fase di copertura. Minala centrale spegne subito le velleità di Ammari e di tutta la Virtus Entella che nel primo tempo capisce ben poco della partita. Una partita subito presa in mano dalla Salernitana che sfiora due volte il gol nei primi dieci minuti con Improta e con la traversa di Coda. Due azioni che testimoniano subito il giusto approccio della squadra di Bollini. Corta, aggressiva, concentrata è una Salernitana che piace e che meritatamente trova il gol del vantaggio al 34′ con Coda, a segno per il quarto match consecutivo. L’Entella, che si era vista annullare un gol per fuorigioco, prova a reagire ma oltre un’altra rete sempre giustamente annullata a Caputo non crea. A inizio ripresa il forcing dell’Entella crea un po’ di difficoltà alla Salernitana che arretra tanto ma in contropiede va vicina al raddoppio con Sprocati. Ci sarebbe bisogno di forze fresche a centrocampo. Bollini toglie allora Sprocati che avrebbe assicurato sicuramente profondità e inserisce Ronaldo, sostando Zito nel tridente offensivo. Ma solo per un minuto perché dopo neanche un minuto per doppio giallo Zito lascia il campo. Potrebbe essere la svolta ma a quel punto la difesa granata si trasforma in muro. Tuia è insuperabile e la Virtus Entella sbatte ripetutamente sulle maglie granata, senza mai riuscire a essere pericolosa. Un’occasione sugli sviluppi di un angolo ma nel finale è ancora la Salernitana a essere pericolosa con Iacobucci prodigioso su Ronaldo. Adesso granata che ormai vedono la salvezza davvero a un passo. A quota 39, la zona play out è lontana sette punti. Più vicina, di una lunghezza, quella play off. Per sognare però ci sarà tempo. Ma vedendo il calendario, chissà…




Riecco i gemelli Donnarumma e Coda, l’oro della Salernitana

di Marco De Martino

SALERNO. Massimo Coda ed Alfredo Donnarumma, l’oro di Salerno. I due attaccanti della Salernitana sono tornati a scrivere contemporaneamente il loro nome sul taccuino dei marcatori in una gara di campionato a distanza di ben otto partite. Un abisso per chi, come loro, vive di gol. Un lungo digiuno spezzato nel match vittorioso contro il Brescia, che rende più serena la classifica dei granata e più rosee le prospettive stagionali da qui alla fine del campionato. Coda, con il guizzo che ha sbloccato la partita ad inizio ripresa, ha marcato il suo dodicesimo gol stagionale. L’attaccante di Cava de’ Tirreni, a parte una flessione subita a cavallo del match di Verona e la gara di Trapani, ha sempre dato un contributo estremamente positivo alla Salernitana, non solo in termini di gol ma anche dal punto di vista del sacrificio sia tattico che tecnico. Emblematica, in tal senso, è stata la partita di Benevento dove, dopo aver siglato il rigore del momentaneo vantaggio della Salernitana, ha tenuto in costante ambasce la difesa dei sanniti praticamente da solo dopo l’espulsione di Odjer. Alfredo Donnarumma ha invece ritrovato il sorriso dopo un lungo momento di difficoltà. Nel giro di quindici minuti, quelli concessigli da Alberto Bollini, ha letteralmente fatto ammattire i difensori bresciani collezionando occasioni a ripetizione e trovando la via del gol, smarrita dallo scorso 30 dicembre quando siglò la rete del vantaggio al Perugia, che ha di fatto rotto l’incantesimo. Prima della gara con le rondinelle, Alfredino da Torre Annunziata per la verità ha avuto poche occasioni per poterlo fare. Nelle otto gare del girone di ritorno, Donnarumma è stato impiegato solo in due occasioni da titolare, con lo Spezia ed a Trapani, in una (con il Novara) era in tribuna, in tre circostanze è subentrato per infortunio ed in due è addirittura rimasto ad osservare i propri compagni di squadra dalla panchina per tutti i novanta minuti. Anche con il Brescia è rimasto a guardare per tre quarti di gara ma quando è stato chiamato in causa da Bollini, seppur per soli 15’, ha fatto esplodere la sua sana rabbia agonistica capitalizzando al massimo il tempo concessogli. Donnarumma è ora a quota sei gol in campionato che, sommandoli alle dodici reti messe a segno dal suo gemello Coda, portano i due attaccanti ad un computo complessivo di diciotto marcature. In pratica i due attaccanti hanno realizzato più della metà delle reti siglate dalla Salernitana in questa stagione, finora 33. Un dato sicuramente positivo che rimarca l’importanza di Coda e Donnarumma per questa squadra, ma al tempo stesso che sottolinea la difficoltà da parte degli altri calciatori della rosa granata ad andare a segno. Insomma, al netto delle polemiche e delle parole in libertà di queste settimane, il ruolo di Coda e Donnarumma nella Salernitana resta primario. A salta all’occhio un dato davvero significativo: nella passata stagione, a questo stesso punto del campionato, Coda era a quota nove, quindi ben tre in meno rispetto ad oggi, mentre Donnarumma aveva siglato gli stessi gol, sei. E se si considera che i due attaccanti conclusero la stagione in crescendo, rispettivamente con sedici e dodici gol all’attivo, ovvero con ventotto gol complessivi (trentuno considerando anche le due gare di play out col Lanciano), Bollini dovrebbe seriamente ricominciare a ponderare l’idea di schierare Coda e Donnarumma insieme dal primo minuto.




Bollini e Sannino, media quasi identica: Bomber all times: Coda a -1 da Ferraro

di Fabio Setta

SALERNO. Con il pareggio ottenuto a Benevento, la Salernitana ha interrotto la striscia di due sconfitte consecutive, ma ha rimandato ancora una volta l’appuntamento con il ritorno al successo. Sono ben quattro ora le gare senza vittoria per Coda e compagni che non vincono dal match con il Vicenza. A Benevento è arrivato il dodicesimo pareggio stagionale, l’ottavo con il punteggio di 1-1. Questo ottenuto in Sannio, è , inoltre il trecentesimo pareggio in serie B della storia della Salernitana: Il primo risale al 25 settembre 1938, 1-1 in casa contro l’Atalanta. Il bilancio della gestione Bollini è ora di quattro successi, sei sconfitte e tre pareggi per un totale di 15 punti in tredici gare con una media punti di 1.15, leggermente superiore a quella ottenuta da Sannino che ha chiuso l’esperienza a Salerno con 18 punti in sedici gare, con una media di 1.12. Nove i punti ottenuti nel girone di ritorno dai granata, bottino identico rispetto al girone d’andata, quando dopo otto gare la squadra di Sannino era proprio a quota nove. Sono sei i punti in più rispetto alla scorsa stagione: dopo le prime 29 giornate di campionato, la squadra allenata da Menichini era a quota 27. Per il quarto match consecutivo la Salernitana ha subito gol. In tredici gare con Bollini in panchina solo tre volte i granata hanno chiuso il match con la porta inviolata. Sono sette i gol subiti nel girone di ritorno, tre in meno rispetto all’andata. Undicesimo gol stagionale per Massimo Coda, sempre più bomber dei granata. Per l’ex Parma, che l’anno scorso chiuse la stagione regolare a quota 15, sono 28 i gol con la maglia della Salernitana. Coda nella classifica all time stacca Capone e Onorato e si porta a meno uno da Emanuele Ferraro. Prosegue il digiuno di Donnarumma, 238’ e Rosina, 652’ che a Benevento non sono proprio scesi in campo. E proprio l’assenza di Rosina è un dato statistico rilevante, considerato che il dieci, dopo aver giocato tutte le 42 gare dello scorso anno, quest’anno era l’unico giocatore granata ad aver sempre giocato. Dopo 321 gare senza rigori a sfavore, per la Salernitana è arrivato il secondo penalty contro consecutivo. Dopo Zigoni ci ha pensato Ceravolo a battere Gomis. Quello realizzato da Coda è il terzo rigore a favore della stagione, dopo quelli segnati da Vitale contro la Ternana e da Donnarumma ad Avellino. Ancora una volta il trainer del Benevento Baroni non è riuscito a battere la Salernitana: adesso il bilancio è di due successi granata e di tre pareggi. Si conferma, invece, la forza dei sanniti nei finali di gara. Quello di Ceravolo è il sedicesimo gol su quaranta totali segnato negli ultimi quindici minuti di gara. Si conferma, inoltre, la recente tradizione positiva della Salernitana in Sannio. Per i granata è l’ottavo pareggio in 21 gare, tra campionato e coppa. Il bilancio si completa con cinque vittorie della Salernitana e dieci del Benevento che però non conquista l’intera posta in palio nel derby dalla stagione 1985/86, 1-0 con gol di Baldassarri al 53’.




Risveglio Salernitana, grinta, cuore e un punto

di Fabio Setta

BENEVENTO. Il vero rammarico è che il pareggio del Benevento sia arrivato nel finale. Alla vigilia, obiettivamente, ogni tifoso della Salernitana avrebbe firmato per un pareggio in casa del Benevento. E invece la Salernitana, attenta, grintosa e gagliarda come poche volte in questa stagione, torna a casa con un punto, sì importante, ma che lascia l’amaro in bocca. Va detto che il risultato finale è giusto per le tante occasioni create dai padroni di casa ma l’espulsione di Odjer, tanto ingenua quanto frettolosa, ha inciso sul match. Soprattutto nel secondo tempo quando i granata, hanno provato a difendere il vantaggio, chiudendosi a riccio davanti ad uno straordinario Gomis, riuscendo però raramente ad allentare la pressione giallorossa. Prima dell’espulsione, invece, la Salernitana ha giocato alla pari, sfiorando il gol così come i padroni di casa. le scelte di Bollini, fuori Schiavi e Rosina, dentro Tuia e Zito e 4-3-3 hanno pagato. Anche grazie ad un Coda davvero in grande giornata e subito pericoloso dopo appena tre minuti. Poi un palo di Camporese per un derby che è stato subito emozionante. La prima svolta al 33’ quando Odjer pesca Improta in area di rigore su cui Pezzi commette fallo. Dal dischetto trasforma Coda. Dopo cinque minuti l’espulsione di Odjer che ha dato il là all’assedio dei sanniti. La squadra di Baroni ha trovato davanti un ottimo Gomis. Baroni ha inserito falco a inizio ripresa passando al 4-2-4 ma eccezion fatta per qualche mischia e qualche tiro da fuori, la Salernitana ha controllato bene, giocando con carattere, cuore e da gruppo. Bollini ha cercato in Sprocati e Ronaldo forze fresche, chiedendo a Coda ancora grande sacrificio. Proprio Sprocati è andato vicino al 2-0 con un tiro a giro deviato da Cragno in angolo con la punta delle dita. Poi su un cross innocuo, nato da un movimento sbagliato sull’out mancino difensivo della Salernitana è arrivato il cross su cui Busellato ha steso Viola. Rigore poi trasformato da Ceravolo per un finale palpitante ma con la Salernitana che ha tenuto bene portando a casa un risultato importante, sia per la classifica sia per il morale. E con qualche rammarico, sia per i pari nel finale sia ripensando a Trapani.




Salernitana, AAA: attacco cercasi

di Fabio Setta

SALERNO. Tre gol nelle ultime sei partite. La Salernitana in questo girone di ritorno sta manifestando evidenti problemi a trovare la via della rete. Coda con lo Spezia, Busellato a Vicenza e Minala con il Cesena: questi gli unici tre acuti dei granata. Un netto calo di rendimento, soprattutto se paragonato alle precedenti prime cinque gare della gestione Bollini, in cui sono arrivate ben otto reti. Nel girone di andata erano stati sei i gol realizzati nel medesimo arco di partite. Se da un lato la difesa sembra aver trovato comunque maggior stabilità, con solo quattro reti subite in queste prime sei giornate di ritorno, l’attacco inizia ad essere un problema. Coda non segna dalla prima giornata di ritorno, contro lo Spezia e il suo digiuno è arrivato adesso a 494 minuti, record stagionale. Donnarumma che ha siglato l’ultimo gol contro il Perugia, nell’ultimo match del 2016 ed è a secco da 225 minuti considerato che in questo 2017 ha giocato davvero poco. Ancor più lungo il digiuno di Rosina che non va a segno prima da più di due mesi, ovvero dal match casalingo contro il Carpi ed esattamente da 562 minuti. Con questi numeri offensivi Bollini non è riuscito a ottenere il quarto risultato utile consecutivo: il record stagionale resta quindi nelle mani di Sannino, imbattuto per cinque turni dall’ottava alla dodicesima. Il bilancio della gestione Bollini è ora di quattro successi, cinque sconfitte e due pareggi per un totale di 14 punti in undici gare con una media punti di 1.27, superiore a quella ottenuta da Sannino che ha chiuso l’esperienza a Salerno con 18 punti in sedici gare, con una media di 1.12. Otto i punti ottenuti nel girone di ritorno dai granata, due in più, rispetto al girone d’andata, quando dopo sei gare la Salernitana era ferma a quota sei, mentre sono sette i punti in più rispetto alla scorsa stagione dopo le prime 26 giornate di campionato . Anche contro il Trapani, la Salernitana, unica in cadetteria, non ha avuto rigori contro. L’ultimo penalty fischiato contro i granata risale al 24 aprile 2016 all’Arechi contro il Livorno. Da allora 31 partite di regular season senza rigori a sfavore. Ai granata, inoltre, non è riuscito di conquistare il trecentesimo pareggio della propria storia in serie B. Il primo risale al 25 settembre 1938, 1-1 in casa contro l’Atalanta. Primo successo per il tecnico Calori contro la Salernitana mentre i siciliani portano a sette la striscia di risultati utili consecutivi. Resta invece tabù per la Salernitana lo stadio Provinciale di Trapani. La sconfitta di sabato è l’undicesima della storia di un bilancio di sfide cui vanno aggiunti anche nove pareggi. In undici di queste venti partite, inoltre, la Salernitana non è riuscita a trovare neppure la via della rete. Prima sconfitta, infine, per i granata con Aureliano di Bologna. Prima del match di Trapani il bilancio delle sfide con il fischietto bolognese era di tre vittorie e quattro pareggi, due dei quali ottenuti fuori casa nella scorsa stagione a Livorno e a Perugia.




Coda a secco senza Donnarumma

di Marco De Martino

SALERNO. La vecchia storia della coperta troppo corta continua a tormentare la Salernitana. Se ad inizio stagione, per sfruttare al massimo il proprio potenziale offensivo, i granata hanno incassato gol a raffica, in questa fase del campionato sta accadendo l’esatto opposto. La quadra in difesa sembra essere stata trovata, ma l’attacco sta vivendo uno dei periodi più difficili da quando la Salernitana milita in serie B. Solo tre gol realizzati nelle ultime cinque partite sono un bottino magrissimo che non consente ai granata di sfruttare la ritrovata solidità difensiva. E se allarghiamo ulteriormente l’analisi della media realizzativa del girone di ritorno, si nota come due gol su tre siano stati messi a segno da centrocampisti, Busellato a Vicenza e Minala sabato scorso contro il Cesena. L’unico ed ultimo gol di un attaccante risale alla prima gara del girone di ritorno, quello da tre punti siglato contro lo Spezia da Massimo Coda. E, guarda caso, quel match ha segnato l’ultima volta in cui il centravanti cavese ed Alfredo Donnarumma hanno giocato in coppia dal primo minuto. Soltanto un caso? Forse, ma la ritrovata incisività del reparto nei minuti finali dell’incontro con il Cesena, proprio quando i due gemelli del gol sono tornati a far coppia, è un dato di fatto inconfutabile. Proprio per questo il punto, tutto sommato giusto, raccolto dalla Salernitana con il Cesena, ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi granata, tra l’altro sollevatisi unanimamente in una significativa ovazione nel momento in cui Donnarumma ha sostituito Rosina. Cosa sarebbe successo se Coda e Donnarumma avessero avuto la possibilità di giocare dall’inizio? La motivazione sull’esclusione di Donnarumma (“era infortunato due settimane, si è allenato regolarmente ma non era al top”) da parte di Alberto Bollini onestamente convince poco. Piuttosto resta la netta, scomoda, sensazione che il trainer lombardo, così come ha fatto il suo predecessore Sannino, debba fare i salti mortali per cercare di trovare una sistemazione nell’undici base ad Alessandro Rosina. Un calciatore dal talento cristallino -che finora ha mostrato a sprazzidal grande carisma, ma che per come è stata costruita la Salernitana non incide ed anzi a volte sembra essere più un problema che un’arma in più per Bollini. Cosa accadrà a Trapani? E’ difficile a dirsi. Oggi la Salernitana riprenderà la preparazione e Bollini farà innanzitutto la conta dei presenti. Il tecnico spera di riavere a disposizione Alessandro Bernardini, la cui assenza per infortunio si è fatta molto sentire con il Cesena. Da verificare anche le condizioni di Della Rocca, fermo da tempo per infortunio e che potrebbe andare almeno in panchina al “Provinciale”. In rampa di lancio per una maglia da titolare c’è Moses Odjer, che potrebbe dare il cambio ad uno tra Ronaldo e Busellato, apparsi molto affaticati nelle fasi finali del match di sabato scorso. Tutto ruota, comunque, attorno alla composizione del pacchetto offensivo. Ora che Donnarumma ha dimostrato di essere in buone condizioni, Bollini deciderà di puntare su di lui o di confermare ancora una volta il tridente leggero con Improta, Rosina e Coda? Il trainer della Salernitana ha tutta una settimana per risolvere un rebus che appare sempre più enigmatico ma che probabilmente nasconde una soluzione che è molto più semplice di quanto si pensi…




Coda a quota 26: raggiunto Vignaroli, 7 i punti in più rispetto ad un anno fa

di Fabio Setta

SALERNO. Dopo quasi sette anni la Salernitana è riuscita a vincere due gare consecutive in serie B, superando nell’ordine Perugia e Spezia. Non accadeva infatti dalla stagione 2009/2010 quando i granata vinsero 3-2 a Torino e poi in casa contro il Piacenza 1-0, con un rigore di Merino. E’ la prima volta, quindi, che capita nella gestione Lotito-Mezzaroma in cadetteria, dopo un campionato e mezzo. Dopo sei anni, invece, la Salernitana è riuscita a vincere due gare consecutive in casa nel doppio impegno ravvicinato (anche se quest’anno c’è stata la pausa invernale in mezzo nda). L’ultima volta nella stagione 2010/2011 in Lega Pro con i successi interni contro Bassano 2-0 e Cremonese 2-1. La vittoria con lo Spezia presenta davvero tanti spunti statistici. Innanzitutto la Salernitana per la prima volta dopo nove gare è riuscita nell’impresa di non subire gol. L’ultima volta all’Arechi contro il Pisa. In 22 gare solo in cinque occasioni, tre in casa, la squadra granata ha conservato inviolata la propria porta. Esordio fortunato per il portiere Gomis, primo portiere di colore della storia granata, che peraltro aveva esordito in serie B con la maglia del Crotone proprio in un match vinto contro lo Spezia con il punteggio di 1-0. Da Gomis a Coda, protagonista con il nono gol stagionale, più cinque rispetto alla scorsa stagione alla 22^ giornata. Sono 26 Sono i gol di Coda con la maglia granata. L’ex Parma ha staccato nella classifica all time Flumini, Castaldo, Lazzerini e Pantani, raggiungendo Fabio Vignaroli eportandosi a meno uno da Elio Onorato. Per il quinto match consecutivo la Salernitana ha trovato la via del gol. Nella gestione Bollini solo a Bari la squadra granata è rimasta all’asciutto. In 22 gare solo sei volte la Salernitana non ha realizzato reti. Aumenta il vantaggio rispetto alla scorsa stagione: ora sono sette i punti in più rispetto allo scorso torneo. Bollini, fin qui, non conosce mezze misure: tre vittorie e tre sconfitte, con una media punti di 1.5, superiore di gran lunga a quella di Sannino, 1.12 con 18 punti conquistati in 16 gare. Dopo 22 giornate ancora nessun rigore fischiato contro i granata, mentre per quanto riguarda lo Spezia prosegue il digiuno offensivo. Lo Spezia non segna da 288’ ed è tornato a subire reti dopo 300’. Prima sconfitta dopo tre gare per gli spezzini e prima sconfitta per Di Carlo nei confronti con la Salernitana dopo due successi e un pareggio ottenuti però in casa. Secondo successo di Bollini contro lo Spezia, sempre per 1-0 dopo quello ottenuto col Modena nel lontano 1996/97. Infine grazie al gol di Coda la Salernitana ha conquistato il quinto successo interno in otto gare giocate in casa contro lo Spezia. L’ultima volta nel 2010/2011 con un gol di Merino in Lega Pro, mentre l’ultima volta in B nella stagione 1950/51 con il punteggio di 2-1. Il bilancio si completa con un pareggio e due vittorie ospiti. Infine a differenza dello scorso anno quando i granata lasciarono ben sei punti allo Spezia, quest’anno ne ha presi ben quattro, grazie al pareggio dell’andata e alla vittoria al ritorno.




Tosta e cinica, la Salernitana va

di Fabio Setta

SALERNO. Ci pensa Coda. Con il nono gol stagionale la Salernitana, che per la prima volta dopo nove gare non subisce reti, batte lo Spezia e conquista tre punti che con gli adeguati e necessari rinforzi potrebbero aprire scenari interessanti per la formazione granata. Un successo sofferto ma fortemente voluto e meritato. Senza Rosina sostituito da Ronaldo la Salernitana ha inevitabilmente meno qualità in mezzo al campo. Manca un po’ di ritmo e pur tenendo palla la squadra di Bollini sbatte sul muro difensivo dello Spezia. Zero occasioni, anzi un paio di brividi al 6’ quando Granoche calcia alto e al 28’ con un colpo di testa parato di Deiola bloccato dall’esordiente Gomis, preferito a Terracciano. Proprio nel momento in cui lo Spezia sembra aver preso le misure alla Salernitana, la squadra di Bollini, però, si accende. La squadra ligure, alzando il baricentro, lascia più spazi ai granata che ne approfittano. Negli ultimi dieci minuti sono così diverse le occasioni. La traversa di Donnarumma al 36’, ancora un’occasione per l’ex Teramo al 38’ prima che al 43’ su lancio lungo di Tuia, proprio Coda s’involi per battere in diagonale Chichizola, facendo esplodere i 9mila (record negativo stagionale di presenze) dell’Arechi. Sulle ali dell’entusiasmo dopo il gol del vantaggio, la Salernitana nel recupero del primo tempo sfiora il raddoppio ma il tiro di Della Rocca da buona posizione termina alto. A inizio ripresa, invece, la Salernitana commette l’errore di arretrare troppo il baricentro, lasciando campo alla reazione dello Spezia. La squadra ligure di mister Di Carlo preme e si rende pericolosa due volte. La squadra granata soffre, non riuscendo più a risalire. Allora Bollini toglie Donnarumma e gioca la carta Rosina. Ma non cambia la situazione. Sono però diverse le situazioni potenziali di ripartenza gestite male dai granata, cui manca un pizzico di lucidità nel classico ultimo passaggio. A dieci dalla fine anche il momento del nuovo acquisto Bittante che entra al posto di Improta per rinforzare l’assetto difensivo in vista dell’ultimo assalto dello Spezia. L’occasione migliore arriva a due minuti dal termine quando Cisotti in diagonale trova la pronta risposta di Gomis. La Salernitana stringe i denti e tira un sospiro di sollievo.




Fabiani blinda Donnarumma e Coda: «Non li cederemo»

di Marco De Martino

SALERNO. A pochi giorni dall’inizio della sessione invernale del calciomercato, Angelo Mariano Fabiani ha fatto il punto della situazione in casa Salernitana. Nell’incontro avuto a margine della conferenza stampa di presentazione dell’evento “Tutti per Amatrice”, il direttore sportivo granata ha delineato strategie ed propositi della Salernitana, astenendosi come è giusto che sia dal fare nomi di possibili obiettivi: “Il nostro mercato è iniziato –esordisce Fabiani- con l’obiettivo di monitorare gli elementi che possono costituire qualcosa di importante per il nostro gruppo. Laddove ravviseremo che ci sarà qualche elemento che possa rinforzarci lo prenderemo, ma in questo mercato le squadre tendono a tenersi i pezzi migliori. Se così fosse noi ci terremo i nostri, che tra l’altro sono richiesti da tanti clubs”. Le offerte per i due pezzi pregiati della squadra, i bomber Coda e Donnarumma, fioccano come la neve: “Conoscendo bene Lotito e Mezzaroma non credo che cederanno ad offerte per i nostri calciatori –sottolinea il diesse granatacosì come a inizio campionato è stato fatto per tanti altri nostri calciatori richiesti e che la società non ha ritenuto dare via. Laverone e Schiavi in partenza? Come tutti gli altri sono nostri finché avranno un contratto in essere con la nostra società, in questa fase non c’è ancora nulla di definito visto che stiamo facendo delle valutazioni su di loro e su tutti gli altri della rosa”. In entrata il nome caldo è quello del centrocampista del Cagliari Gianni Munari: “E’ un calciatore che sarebbe tra i migliori del nostro gruppo –ammette Fabiani- ma da qui a dire che arriverà ce ne passa”. Dopo aver parlato di mercato, Fabiani ci tiene a puntualizzare come il problema di questa Salernitana non siano stati i calciatori, ritenuti all’altezza della situazione, ma i tanti errori dovuti a cali di concentrazione: “Si sta facendo confusione sui moduli, spesso ho sentito parlare di 4-3-3 ma in campo spesso non è stato così. I problemi che ci hanno penalizzato –sottolinea Fabiani- in questo campionato sono ben altri. Sulle palle inattive non esistono moduli ma deve esserci attenzione di tutti i reparti. Dobbiamo eliminare questi cali di tensione che hanno causato gli undici gol subiti, e questa mancanza non è certo addebitabile agli allenatori né tantomeno ai moduli adottati”. Fabiani allarga il concetto includendo anche la figura di Alberto Bollini: “Bollini prima di venire a Salerno, sia al sottoscritto che alla società, ebbe a dire che quello attuale è un gruppo importante e coperto in tutti i ruoli. A distanza di un mese –afferma Fabiani- non penso si possa cambiare idea, il suo compito è di lavorare dal punto di vista mentale perché gli uomini ci sono. Bisogna eliminare questi cali di concentrazione in alcune fasi della partita che ci hanno penalizzato oltremisura. Abbiamo subito gol da rimessa laterale con il Vicenza, con il Carpi: senza questi errori individuali la Salernitana avrebbe avuto dieci punti in più e sarebbero stati meritati perché nessuno ci ha messi sotto. Fatta eccezione per il Verona ed il Novara –conclude Fabiani- abbiamo sempre giocato alla pari con tutti”. Fatto sta che la Salernitana è in zona play out.




La Salernitana blinda Coda, Laverone passa all’Avellino

di Marco De Martino

SALERNO.Massimo Coda resta alla Salernitana o il club di via Allende cederà alle lusinghe di una delle tante pretendenti fattesi avanti per accaparrarsi i servigi del bomber metelliano? Questo dilemma sta diventando sempre più il tormentone di questo inizio della campagna trasferimenti invernale della Salernitana. La situazione, al di là delle tante voci che si stanno rincorrendo in queste ore, è abbastanza fluida. Massimo Coda, che ha rinnovato ed adeguato il proprio contratto con la società granata proprio la scorsa estate, è seguito con interesse da molte formazioni di serie A (Empoli, Pescara e Crotone su tutte) ma anche di serie B. La Salernitana non è disposta a trattare con nessuna, ad esclusione della società toscana visti gli ottimi rapporti intercorsi tra il patron biancazzurro Corsi e quello granata Lotito. Ieri proprio il numero uno dell’Empoli ha ammesso l’interesse del proprio club per il centravanti della Salernitana: «Coda è un ottimo calciatore che potrebbe fare al caso nostro, ma in questo momento stiamo pensando ad altre cose», ha detto Corsi a tmw. La sensazione è che, in presenza di una offerta sostanziosa (il cartellino di Coda è valutato tre milioni di euro), la Salernitana potrebbe decidere di lasciare andare il proprio centravanti, offerta che verosimilmente non arriverà vista la penuria di contanti che girano soprattutto in questa sessione del calciomercato. Con ogni probabilità se ne riparlerà a giugno. Da buon gemello, nemmeno Alfredo Donnarumma è esente da ricorrenti voci di mercato. Non è un mistero che Bari, Latina, Benevento e Spezia farebbero carte false pur di ingaggiare il bomber torrese. Anche in questo caso però la Salernitana non vuole ragionare in termini di scambi di cartellini, nè tantomeno di cessione con la formula del prestito. Lotito chiede almeno un milione e mezzo di euro sull’unghia per lasciar partire Donnarumma con pochissimi, forse nessun margine di trattativa. Nessun problema invece per altre partenze, ormai imminenti in casa granata, che serviranno a sfoltire la rosa per far posto -si spera- ai rinforzi promessi a Bollini. E’ ormai dell’Avellino Lorenzo Laverone il quale, appena rientrerà dalle vacanze spagnole con i quasi ex compagni di squadra e di reparto Tuia e Bernardini, sottoscriverà l’accordo con il club biancoverde. Laverone approderà in Irpinia con la formula del prestito con obbligo di riscatto ma solo in caso di salvezza. In uscita anche Raffaele Schiavi, che sta trattando la risoluzione contrattuale con la Salernitana e che potrebbe accasarsi al Parma. Un affare che potrebbe consentire alla Salernitana di avere il via libera per ingaggiare Blanchard del Carpi, seguito appunto anche dalla società ducale. Gli intrecci sull’asse Parma-Salerno però non sono finiti. Oltre al solito interesse dei granata per Calaiò, c’è da registrare il sondaggio degli emiliani per Munari, centrocampista seguito da tempo da Fabiani. Capitolo portiere. Il riscatto di Terracciano è scontato ma la Salernitana cerca comunque un portiere di grande affidabilità da affiancargli per stimolarlo. Nelle ultime ore è stato proposto l’esperto Gianluca Pegolo, di proprietà del Sassuolo ma con il contratto in scadenza tra sei mesi. La Salernitana ne sta valutando il profilo, così come per i vari Gomis, Vigorito e Perucchini. Definitivamente sfumati Deli, ieri approdato ufficialmente dalla Paganese al Foggia, Citro, che il Trapani sta per cedere altrove, e Lombardi, che ha dichiarato di voler restare alla Lazio.