Era in una pozza di sangue: giallo sul decesso di una 53enne

di Pina Ferro

Riversa sul pavimento in una pozza di sangue. Questa la scena che si è presentata ai soccorritori quando sono giunti nell’appartamento al quinto piano di via Enrico Moscati, a Torrione. Per Maria Divina Ronca 53 anni, non vi era più nulla da fare, il suo cuore si era fermato per sempre già da diverse ore. Immediatamente è scattato l’allarme e presso l’abitazione sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Salerno, gli uomini della scientifica ed il sostituto procuratore Rinaldi. Al momento il decesso della donna è avvolto da un fitto mistero. Sarà solo a seguito dell’esame autoptico che sarà possibile stabilire le reali cause del decesso della 53enne originaria di Cava De’Tirreni ma residente in via Moscati. Sono stati i familiari a far scattare l’allarme in quanto da diverse ore non riuscivano a mettersi in contatto con la donna. Sul posto i volontari del Vopi. Un malore, una colluttazione sfociata in tragedia? E’ a questi interrogativi che ora stanno tentando di dare una risposta gli investigatori coordinati dalla Procura di Salerno che ha aperto un fascicolo teso a stablire l’esatta dinamica dell’accaduto. La donna sposata da anni e madre di due ragazzi di circa 20 anni, era in fase di separazione dal marito G.C., un commercialista salernitano che proprio a causa della condizione che stava vivendo con la moglie non sempre era presente in casa. Una situazione di transizione quella in atto. I figli, pare, invece fossero fuori salerno. Maria Divina Ronca era in una pozza di sangue e con una ferita alla testa che potrebbe essere stata determinata da molteplici ragioi, ad esempio un malore chele avrebbe fatto perdere l’equilibrio e battere la testa prima su qualche mobile e successivamente sul pavimento. Gli uomini della scientifica sono rimasti per ore all’interno dell’appartamento facendo innumerevoli rilievi. Solo nel tardo pomeriggio, il corpo senza vita della 53enne è stato rimosso e trasferito presso l’obitorio dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, dove nelle prossime ore dovrebbe essere effettuato l’esame autoptico. E, sempre nel pomeriggio di ieri, il marito è stato a lungo ascoltato dai carabinieri e dal magistrato chiamato a fare piena chiarezza sull’episodio




Il prof. Olivieri presenta il “report” della Reumatologia 2016 e fissa gli obiettivi per il 2017

i ricercatori Irel

i ricercatori Irel

il prof. Olivieri con il suo staff

il prof. Olivieri con il suo staff

POTENZA – “La Reumatologia in Basilicata, report 2016 e obiettivi 2017” questo il titolo e il tema di un’interessante tavola rotonda tenutasi venerdì 24 marzo presso la sala conferenze della A.O. San Carlo di Potenza, organizzata dal luminare reumatologo, prof. Ignazio Olivieri, past-president S.I.R. (Società Italiana di Reumatologia) titolato direttore la predetta branca specialistica, organizzatore del 17° congresso internazionale sulla malattia di Bechet (svoltosi a Matera dal 15 al 17settembre 2016)  autore di numerose pubblicazioni e articoli di Reumatologia su prestigiose riviste internazionali del settore ha collezionato una serie infinita di attestati e riconoscimenti, non ultimo e a furor di popolo, quello di “Lucano dell’anno” (2016). Ricco ed autorevole il parterre delle Autorità intervenute: il presidente della Regione Basilicata on. Marcello Pittella, il presidente il Consiglio Regionale on Franco Mollica, il sottosegretario al MIUR (Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca) on. Vito De Filippo, il direttore generale della A.O. “San Carlo” dott. Rocco Valletta, il direttore generale del Dipartimento Salute dott. Vito Pafulli, il direttore generale l’ASM di Matera dott. Pietro Quinto, il direttore generale dell’IRCCS CROB di Rionero in Vulture dott. Giuseppe Cugno; assente per malattia il direttore generale dell’ASP di Potenza. Ha moderato i lavori, la dott.ssa Maria Rita Montebelli, medico internista presso la Fondazione Policlinico Agostino Gemelli e autorevole firma del quotidiano Sanità. Questi i numeri del successo: nel 2016 sono stati eseguite 13.500 prestazioni di cui 2.000 prime visite, 291 ricoveri ordinari e 84 DH. Per quanto attiene i ricoveri ordinari, il 42% proviene dalla Basilicata e il 58% da: Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, Lazio, Abruzzo, Molise, Piemonte; mentre il 75% dei DH, proviene dalla Basilicata e il restante 25% da: Campania, Calabria, Puglia, Lombardia, ecc. La Reumatologia dell’A.O. San Carlo è dotata di 8 posti letto di degenza ordinaria e 4 di day hospital, si occupa della diagnosi, cura e ricerca di tutte le malattie reumatiche, tra cui le spondilo-artriti (spondilite anchilosante, artrite psoriasica, artrite reattiva, artrite associata a colite ulcerosa e alla malattia di Crohn, forme indifferenziate, malattia di Behcet); ed effettua, le seguenti indagini strumentali: capillaroscopie, ecografie, densitometria ad ultrasuoni, morfometrie. Compongono lo staff  medico che supporta il prof. Olivieri, i dirigenti medici: Maria Stefania Cutro, Salvatore D’Angelo (consigliere nazionale SIR), Vincenzo Giasi, Pietro Leccese, Matilde Magaldi, Gianna Mennillo, Maria Montaruli, Giovanni Peruz e dulcis in fundo la prof.ssa Angela Padula (consorte del prof. Olivieri e medico di alto spessore scientifico e doti umane). Ad introdurre il Report 2016 della Reumatologia, (il tradizionale appuntamento annuale con cui il prof. Olivieri e il suo team, presentano i dati di un intero anno di duro lavoro) è il stato il Presidente della Regione on. Marcello Pittella il quale ha detto: “La firma del contratto da parte dei cinque ricercatori dell’Irel è un segnale di speranza che come Basilicata lanciamo ai giovani. Abbiamo deciso di continuare a investire nell’Istituto reumatologico lucano e in Olivieri perché la Basilicata è competitiva sul fronte della ricerca e grazie anche a questi asset abbiamo potuto riconquistare la posizione di Regione benchmark in Sanità”. Gli fa eco il prof. Olivieri che ha detto “Con l’assunzione di cinque ricercatori, tre medici e due biologi compiamo un ulteriore passo in avanti sul percorso verso l’Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) reumatologico. I tre ricercatori clinici si occuperanno della Malattia di Behçet, un asset strategico delle nostre attività e di sclerosi sistemica; mentre i due ricercatori biologi, lavoreranno in laboratorio sulla Genetica delle patologie reumatiche e l’Immunopatologia”. Altra novità anticipata dal presidente Pittella “l’avvio a breve di un corso di laurea in medicina in lingua inglese al Madonna delle Grazie di Matera in collaborazione col San Carlo; un’occasione di crescita per i due poli, il sistema sanitario lucano e di integrazione con le attività di ricerca che già vi si svolgono”. Tra i ricercatori assunti, Giuseppina Abignano, 41 anni di Atripalda (Avellino), laureata e specializzata a Napoli, nel 2009 trasferitasi a Leeds (Regno Unito), dove ha partecipato per due anni al Programma di Ricerca sulla Sclerodermia ed ha conseguito il dottorato di ricerca in Immunologia poi come ricercatrice clinica dell’Istituto di Medicina reumatica e scheletro muscolare all’Università di Leeds. Ha ricevuto numerosi premi e menzioni nazionali e internazionali, per le sue ricerche, presentate in occasione di vari congressi di Reumatologia. Un valore aggiunto per l’Irel e la Ricerca Clinica Italiana sulla sclerodermia.
Pino Di Donato




Angri. C’è il decreto di canonizzazione del beato Alfonso Maria Fusco

ANGRI. “Dio ha scelto suor Maria Dulcis Miniello della congregazione delle Suore si San Giovanni Battista per completare il suo santo disegno”. Così ha esordito la madre provinciale, Suor Lina Pantano, nel corso della conferenza stampa indetta per l’annuncio ufficiale della promulgazione del decreto di canonizzazione da parte di Papa Francesco del Beato Alfonso Maria Fusco di Angri, il padre dei poveri , che passava per le vie amando e beneficando tutti in particolar modo i bambini ed io giovani. L’atto promulgato da Papa Francesco è stato reso possibile grazie al riconoscimento del miracolo avvenuto il 25 ottobre del 2005 a suor Maria Dulcis Miniello. La suora battistina fu ritrovata esanime a terra. Fu subito soccorsa da un medico che le riscontrò una ipertensione endocranica. Fu ricoverata presso l’ospedale San Camillo. Dagli esami venne diagnosticata una emorragia massiva da rottura di due aneurismi di un’arteria. La prognosi fu infausta, si poteva tentare solo un intervento neurochirurgico di craniotomia nel tentativo di salvarle la vita e comunque se si fosse salvata non ci sarebbero state possibilità di un recupero totale nè fisico né psichico. Ci furono ulteriori complicazioni ed altri interventi chirurgici che non migliorarono le condizioni e per questo trasferita all’ospedale San Giovanni per una terapia riabilitativa che non portarono risultati. Le preghiere delle consorelle che avevano affidato il corpo e l’anima di suor Maria Dulcis Miniello al proprio fondatore, ebbero all’improvviso l’effetto sperato. La suora si svegliò e tra la meraviglia di tutti i presenti riconobbe prima il fratello e poi le consorelle. Dopo una lunga agonia suor Maria Dulcis riacquistò il linguaggio e la capacità delle risorse attentive. Insomma un miracolo ottenuto per intercessione del beato Alfonso Maria Fusco. All’esame collegiale della consulta medica è stato dichiarato che la guarigione di suor Maria Dulcis Miniello è stata improvvisa e completa e il recupero cognitivo e sensoriale è stato ritenuto duraturo e non spiegabile scientificamente. Unanime è stato anche il voto dei consultori teologi che, secondo la prassi, hanno espresso il proprio voto sulla connessione di causa ed effetto tra l’invocazione univoca del Beato Alfonso Maria Fusco e la guarigione di suor Maria Dulcis Miniello. Il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza privata Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi autorizzando la congregazione a promulgare il decreto riguardante il miracolo del Beato Alfonso Maria Fusco fissando presumibilmente per il prossimo ottobre la data dell’ufficializzazione in piazza San Pietro a Roma.

Vincenzo Vaccaro




Nocera unita, Torquato tira le orecchie a Cuofano

NCOERA.  «Due Nocera? In realtà è come se ce ne fosse già una sola»: il sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato è sulla sponda opposta rispetto al primo cittadino di Nocera Superiore, Giovanni Maria Cuofano che aveva espresso la sua titubanza all’unione delle due città facendo pressing per trovare prima una propria identità e poi, eventualmente, fondersi. «Siamo favorevoli all’unificazione perché è la storia delle nostre comunità. Superiore ed Inferiore sono una finzione generata 150 anni fa da interessi di piccoli potentati locali, di poche famiglie potenti, ma che non ha portato, in 150 anni, alcun vantaggio – spiega Torquato -. Oggi è arrivato il momento di ricucire quella storia secolare, non per nostalgia, ma per necessità ed orizzonte. Ne beneficeremmo tutti, in ogni senso, saremo l’unica vera grande città dell’intera Campania a sud di Napoli ed oltre Salerno. Il resto sono chiacchiere». Sul rischio di fusione identitaria, Torquato precisa: «Le due città hanno un’unica identità: la parte di Nocera Superiore ha gli scavi archeologici della Nuceria più antica; a Nocera Inferiore insiste lo sviluppo storico successivo fino a fine ‘800. Attardarsi in divisioni fa solo il gioco di chi non vuole un Agro nocerino davvero forte – dichiara il sindaco Torquato che poi risponde alla proposta di Cuofano di una “città unica della Valle del Sarno” -. Parlare di città dell’Agro cioè di un territorio coeso da Scafati a Nocera Superiore è come dire di non voler far nulla di concretamente fattibile. Significa rinunciare volutamente e non so per quale ragione, all’unico orizzonte possibile della grande Nocera. Identità, ma perché, davvero dite? E poi scusate, cosa c’entra Nocera Superiore con Cava? O con Pompei e Scafati?». Il primo cittadino Torquato, piuttosto pensa ad indire un referendum popolare. «Da uno studio accademico condotto dal dottor Luca Denis Nota, sembra che le nostre popolazioni siano favorevoli. Decidano loro». Per Torquato, non ci sono motivi per non mettere in campo questa unione ma solo buone ragioni per la fusione: «Dalla pianificazione territoriale (a proposito di Puc non ci si può accusare di essere partiti con qualche anno di vantaggio rispetto a Nocera Superiore, mentre Cuofano sa bene che poco tempo fa gli proposi di avvalersi degli stessi esperti ingaggiati dal nostro Comune, il professor Dal Piaz, per dare una visione unitaria alle due pianificazioni, ma non lo ha fatto) agli investimenti, alla possibilità di mettere insieme energie di sviluppo. Avevo persino proposto la possibilità di svolgere alcuni servizi in comune, ma l’attuale Amministrazione preferisce guardare a Cava che, per inciso, con la Città dell’Agro, di cui pure parla, neppure c’entra» spiega Torquato. Proprio sulla città unica della Valle del Sarno, il primo cittadino di Nocera Inferiore dichiara: «La Città dell’Agro è una di quelle chiacchiere che siamo costretti a portarci addosso quando vogliamo gettare la palla in tribuna e non provare a fare le cose fattibili. Già sul Piano di Zona scontiamo difficoltà enormi tenendo insieme tutti e 12 i Comuni, figurarsi una città da Scafati a Nocera Superiore o Cava”.

Valeria Cozzolino

L’asse turistico:Cuofano favorevole. I dubbi di Torquato

CAVA/NOCERA. In che modo le due Nocera potrebbero sfruttare la vicinanza a Cava ed alla Costiera per creare occasioni commerciali e turistiche importanti? Una domanda a cui il sindaco di Nocera Superiore Cuofano risponde creando accordi ed aggregazioni con la città metelliana. Per Torquato, invece: «La Costiera è storia a sé. Cava, tolta la Badia, una volta era meta turistica per i nocerini, ora neppure più quello, si va direttamente a Salerno. Nocera attrae ormai tutti i principali servizi che riguardano anche Cava: dal Tribunale, alle strutture sanitarie, oltre ad essere il principale centro produttivo industriale dell’intera zona Nord della provincia. Quanto alla movida ormai a Nocera siamo forti anche lì, e lo abbiamo dimostrato con migliaia di visitatori sia per il Natale sia per la continua apertura di locali. Non c’è più solo Cava. Oltre le monumentalità visibili e pienamente inseribili in un vero circuito culturale come il Castello del Parco. Da Cava si scende verso Nocera, non solo geograficamente. Ecco mi spiacerebbe se dalla opportunità di una unica grande Nocera si dovesse arrivare, per ragioni poco comprensibili, ad una divisione che non fa bene alle nostre popolazioni. Ogni tanto dovremmo guardare oltre noi stessi, e pensare alla storia che abbiamo davanti e alla possibilità di scriverla». vc




«No all’unione delle due Nocera, Sì alla città della Valle del Sarno»

NOCERA SUPERIORE/NOCERA INFERIORE. “Unire le due Nocera? Innanzitutto dobbiamo trovare la nostra identità e poi suggerisco di pensare, semmai, alla realizzazione di un’unica città della Valle del Sarno” con queste parole il sindaco di Nocera Superiore Giovanni Maria Cuofano dice la sua, dopo mesi e mesi di silenzio, rispetto al tema della riunione delle due città. Storicamente vicine ma non “contigue”, per Cuofano la decisione di una unione sarebbe “inutile” a meno che non si parlasse di un progetto “comune” di tutta la Valle del Sarno. “Non sarebbe comunque Nuceria Alfaterna, al massimo potremmo intavolare un discorso sulla riunione di tutta la Valle del Sarno. Unire ora i comuni di Nocera Inferiore e Superiore sarebbe solo un “allargare” i confini. Non c’è certo una tutela storica in questa corrente di scelta a favore della sintesi. Non sarebbe rispettoso per le intelligenze di tutti dire cose contrarie” spiega Cuofano “Anche il professor Torelli con cui ho avuto un proficuo incontro a Pompei, rispetto a questa unione, ha sottolineato che il vero ragionamento sarebbe quello di unificare al massimo la Valle del Sarno”. In merito ai rapporti proprio con Nocera Inferiore, Cuofano spiega il senso della sua diffidenza (non contrarietà) sulla decisione di unire le due città vicine e distanti allo stesso tempo: “Se volessimo davvero ragionare seriamente su questa riunione allora dovremmo riaprire il discorso sul Piano urbanistico comunale di Nocera Inferiore. Non si può parlare di un percorso comune se poi loro hanno deciso in autonomia su questo strumento che noi stiamo realizzando adesso– sottolinea Cuofano – O decidevamo per una pianificazione sovracomunale, oppure, si discute di aria fritta secondo me. La colpa non è di nessuno, ma hanno avviato una pianificazione che non è stata oggetto di concertazione ed ora cosa vogliamo unire?”. Per Cuofano inoltre i limiti sono anche altri: “Noi siamo una città che deve innanzitutto costruire la sua identità: possiamo valutare l’unione con gli altri comuni della valle del Sarno quando faremo i “compiti a casa”. E’ suggestivo parlare della due Nocera ma solo quando avremo un cittadino consapevole della sua identità e del territorio in cui vive, potremmo discuterne. Inoltre, bisogna aver rispetto di un popolo che ha votato poco tempo fa per l’elezione del sindaco e di una amministrazione per governare Nocera Superiore, non le due città insieme. Pensiamo a fare i sindaci nel miglior modo possibile”

Turismo: «In rete con Pompei e Cava»

NOCERA SUPERIORE/CAVA DE’ TIRRENI. Cava e Nocera Superiore sempre più vicine per creare una “porta strategica”, un crocevia tra la valle dell’Irno, Salerno e la Costiera amalfitana, un ponte di rilancio per il turismo e la valorizzazione dei beni culturali.
A spiegare il progetto, Giovanni Maria Cuofano, sindaco di Nocera Superiore.
«Noi ci stiaamo muovendo in un progetto con Pompei e Cava de’ Tirreni per intavolare un discorso turistico, culturale e sociale», ha affermato il primo cittadino nocerino, dimenticando la vicina città di Nocera Inferiore.




Nocera S. Puc brucia-tappe. Cuofano: rivoluzione della normalità

NOCERA SUPERIORE. «Il Puc? Uno strumento che stiamo costruendo nel confronto coi soggetti interessati e presto anche con i cittadini. Il Piano urbanistico comunale sarà per noi un obiettivo storico e quanto mai necessario: ecco perché» nel suo stile da “poche chiacchiere”, il sindaco di Nocera Superiore Giovanni Maria Cuofano racconta la strada che sta conducendo la sua amministrazione diritta verso l’ok al nuovo Piano urbanistico comunale. «Noi puntiamo alla “rivoluzione della normalità”: il Puc deve tenere in considerazione la realtà che si ha. La nostra rivoluzione sarà quella di ottenere di nuovo il “normale” e la migliore vivibilità per i cittadini. Ad ogni spazio ripristinato ci sarà un’area attrezzata, il verde pubblico e parcheggi annessi. Un modo per rilanciare i nostri spazi in maniera semplice ma efficace”. In merito alla questione urbanistica il Puc in itinere di Nocera Superiore, deve fare i conti anche con la realizzazione di più o meno alloggi: “Si tratta di un ridimensionamento di circa 1200 alloggi che vanno verificati con un censimento che tenga conto dell’esistente. E’ una indicazione che arriva dal piano provinciale” spiega Cuofano. L’innovazione arriva nel confronto con i privati: “Abbiamo dato il via ad una manifestazione di interesse con imprenditori e stakeholders: potranno suggerire i progetti per determinate aree e insieme possiamo trovare, nella commistione pubblico-privato, una risposta per rilanciare diverse zone della nostra città. Il Comune cerca di avere un ruolo di coordinamento con i privati rispetto alle sollecitazioni che arrivano dall’esterno, tutelando però l’interesse pubblico: serve un’organizzazione armoniosa che tenga conto delle esigenze di Nocera Superiore a 360 gradi” continua il primo cittadino “Rispetto ad altre realtà che hanno semplicemente adeguato il piano a quello regolatore, noi invece ci muoviamo per mettere in campo un vero cambiamento e per risolvere un problema cruciale per la città. Infatti oggi a Nocera Superiore vige un’incertezza rispetto ad esempio alle concessioni edilizie ed all’intero sistema urbanistico: il nostro piano ad oggi non ha l’adeguamento al Put, né nel 2004 ha rispettato l’iter per il Puc e di conseguenza ora non c’è una norma certa in materia. I cittadini, con il nuovo piano, avranno invece risposte in merito sicure e quindi saranno tutelati rispetto anche alle questioni di urbanistica “privata””. La questione diventa ance ben presto politica: “Ad oggi, se ci troviamo di fronte a queste lacune è perchè comunque ci sono delle responsabilità passate circa quanto non è stato fatto fino ad oggi. Va detto non per rimurginare, ma per onore della storia e della verità. Noi non molliamo, abbiamo intrapreso questo percorso e daremo finalmente delle risposte alla città anche in questo senso” conclude Cuofano.

Valeria Cozzolino




Sarno. Canfora riconferma i dirigenti. Al loro posto la Dato e Santorelli

Sarno. Canfora riconferma i dirigenti che erano finiti al centro di diverse polemiche. Nuovo incarico per Maria Teresa Dato ai servizi sociali e per Francesco Santorelli ai lavori pubblici anche per il 2016. Continua sulla strada che lui stesso aveva tracciato, il sindaco di Sarno e presidente della Provincia di Salerno: nella consueta riorganizzazione della macchina comunale di gennaio, il primo cittadino salda alle poltrone i dipendenti che avevano creato un po’ di malumore all’interno della sua maggioranza. Infatti attraverso decreti firmati qualche settimana fa, Giuseppe Canfora organizzato Palazzo San Francesco in 7 settori. Ai servizi sociali resta Maria Teresa Dato almeno in attesa della risposta di Cantone, presidente dell’Anac, circa il suo doppio ruolo e la presunta incompatibilità in quanto la funzionaria ė anche socio di una cooperativa che avuto incarichi dal piano di zona senza bando. Il doppio ruolo di imprenditrice del terzo settore e responsabile dei rapporti con il piano di zona e dei servizi sociali del comune di Sarno, non ha scoraggiato Canfora che ha deciso comunque di confermarla aspettando i chiarimenti circa la regolarità di questa posizione dall’anticorruzione.
Stesso discorso anche per Santorelli: il tecnico, figlio dello staffista del sindaco Canfora, continuerà ad essere il super ingegnere di Palazzo San Francesco anche per il 2016. I due incarichi, assolutamente legittimi, avevano però scatenato polemiche politiche tanto da suscitare anche inchieste giornalistiche e dimissioni dalla Commissione esaminatrice dei concorsi per l’ambito S1 da parte della Dato. Resta anche il responsabile del settore economico finanziario Salvatore Mazzocca: il dipendente era stato già colonna portante dell’amministrazione Mancusi e per il 2016 lo sarà anche per Canfora. Invece nel settore affari generali e avvocatura, Clelia Buonaiuto resterà responsabile. L’ex responsabile dei servizi sociali era stata trasferita in questo settore quando canfora avevo occupato nuovamente la poltrona più alta di Palazzo San Francesco. Resta al suo posto anche Antimo Angelino, “storico” dell’ufficio ambiente. Questa scelta ha confermato quello che molti già sospettavano: quando infatti erano emersi i problemi politici circa la nomina di Dato e Santorelli ( in due tempi e modi diversi), erano anche arrivate le dimissioni dell’allora assessore al personale Nicola Laudisio. Una coincidenza che faceva però presagire un cambio di rotta nella nuova pianta organica da approvare a inizio anno. Invece questa volta è stato proprio il sindaco Giuseppe Canfora a scegliere ( quindi riconfermare) gli stessi dirigenti: infatti, da quando Laudisio ha lasciato la giunta, la delega al Personale è rimasta nelle mani del primo cittadino fino a nuova nomina ed al rimpasto, che tarda ad arrivare.




S.Maria del cedro. Gli bruciano il furgone sotto casa. Presi due ambulanti nocerini

LAGONEGRO / NOCERA INFERIORE. In manette due ambulanti nocerini per tentata estorsione e poi subito liberati. Entrambi, un 70enne e un 45enne, avrebbero incendiato il furgone di un ambulante, anch’egli di Nocera Inferiore. I due avevano venduto un furgone al commerciante: secondo l’ambulante nulla era dovuto più mentre per gli altri due nocerini doveva ancora dei soldi per la vendita del mezzo. Domenica pomeriggio, verso le 15, dopo essere stato minacciato in precedenza, l’ambulante era partito per la Calabria per partecipare al mercato di Santa Maria del Cedro di ieri mattina. I due o avrebbero raggiunto nella località calabrese e sotto casa dell’uomo gli avrebbero incendiato il mezzo, dopo averlo minacciato nuovamente. Viste le fiamme, l’ambulante avrebbe riconosciuto i due attentatori e avrebbe avvertito i carabinieri di Scalea. I militari hanno avvertito i colleghi di Lagonegro e li hanno rintracciati all’altezza di Maratea, sulla fondo valle del Noce. Fermati i due nocerini sono stati associati al carcere di Salerno-Fuorni.




Cava. Ospedale, Cirielli stronca De Luca

CAVA DE’ TIRRENI.  «Dov’è finito De Luca? Cosa sta facendo per dare dignità all’ospedale di Cava de’ Tirreni? Ginecologia è chiusa. È questo il lavoro serio che ha promesso ai cavesi? Smetta di fare lo struzzo e dia le risposte di cui il nostro territorio ha bisogno. La campagna elettorale è finita ormai da un pezzo. Qualcuno glielo dica. È l’ora dei fatti». È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.
«I ridimensionamenti degli ospedali di Cava de’Tirreni e di Mercato San Severino – spiega – hanno determinato una situazione gravissima. Il Ruggi, designato da Caldoro quale grande polo ospedaliero universitario, riferimento non solo per Salerno e provincia ma per tutto il Sud, è praticamente al collasso».
«Per le donne cavesi – continua Cirielli – oltre al danno, c’è la beffa. Non solo non potranno partorire al Santa Maria dell’Olmo, ma dovranno farlo tra gravi disagi, in una struttura, purtroppo ridimensionata e ingolfata, quale è oggi il Ruggi».
«De Luca non offenda e non mortifichi la nostra comunità – conclude-. Dimostri di non essere venuto a Cava de’ Tirreni a prendere i voti, ingannando con falsi proclami i cittadini». D’altro canto la questione del ridimensionamento e della chiusura di molti dei più noti presidi ospedalieri della provincia di Salerno, è una questione che sta andando avanti ormai da anni, a tutto discapito della funzionalità del servizio sanitario ospedaliero nel suo complesso. Gli utenti, siano essi pazienti o parenti, si ritrovano dunque da anni, immersi in una situazione che li vede sballottati a destra e a manca, alla ricerca spesso vana e beffarda di un posto letto o anche solo di una semplice visita ambulatoriale. Anche la questione dei Pronto soccorso è di quelle che fanno discutere e anche su di essa si assiste ad uno scontro politico che coinvolge tutti i maggiori esponenti delle varie coalizioni in gioco, dal centrodestra al centrosinistra. Questa volta è il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, a scendere in campo, rivolgendo un duro attacco contro i vertici dell’Amministrazione regionale della Campania, e al governatore Vincenzo De Luca in particolare, additandolo come autore di una delle tante sortite a soli effetti di propaganda elettorale che in cui i politici di ogni schieramento sono soliti cimentarsi nelle varie campagne elettorali. D’altronde, ci sarà probabilmente da attendersi per i prossimi giorni, una replica da parte del diretto interessato.  Frattanto però le problematiche riguardanti la sanità e il funzionamento del servizio ospedaliero, risultano notevolmente aggravate nel corso di questi ultimi mesi. Numerosi presidi del territorio provinciale, dall’Agro nocerino sarnese alla Valle dell’Irno, al Cilento e via dicendo, ne risultano notevolmente e gravemente sottopotenziati, con gravi ripercussioni e conseguenze per larghe fasce di popolazione da una parte come dall’altra. A subirne dei forti contraccolpi è tra l’altro anche la stessa percezione di funzionalità complessiva del servizio da parte degli utenti, molti tra di loro appaiono semplicemente scorati e scoraggiati.




Baronissi. Revocato l’incarico all’assessore Emanuela Migliore, al suo posto subentra Maria De Caro

Il sindaco di Baronissi Gianfranco Valiante comunica di aver proceduto,  questo pomeriggio, alla revoca dell’incarico dell’assessore Emanuela Migliore per il venir meno delle necessarie condizioni politiche. È stata nominata assessore la consigliera Maria De Caro con delega al turismo e alle pari opportunità. Le deleghe alla cultura e all’edilizia scolastica passano dall’assessore dimissionato in capo al sindaco.