Scafati. Daniela Ugliano: “Con IS daremo vita a un movimento. Io sindaco? Valuterò”

Di Adriano Falanga

Riequilibrio delle commissioni consiliari, Pasquale Coppola, presidente del consiglio Comunale ha chiesto ai capigruppo di fare chiarezza sulle loro posizioni politiche. Bisogna chiarire chi è in maggioranza e chi opposizione. Lo Statuto on prevede altre posizioni, tra cui quella “indipendente”. All’appello ha già risposto Pasquale Vitiello, eletto in maggioranza è passato all’opposizione, lasciando la presidenza della commissione Urbanistica. Anche Identità Scafatese è chiamata a fare chiarezza. Il capogruppo Stefano Cirillo ha già fatto sapere che alla luce del loro non voto al bilancio, la posizione di IS è in minoranza. Resta però presidente della commissione Statuto Daniela Ugliano. “Se nell’ottica del riequilibrio riterremo giusto lasciare la presidenza della commissione, lo farò, così come già ho rimesso nelle mani del sindaco la delega all’ambiente” spiega l’ex fedelissima di Pasquale Aliberti. La Ugliano chiarisce anche il rapporto politico con il rientrato assessore Raffaele Sicignano. “Le precedenti dimissioni dell’assessore Sicignano non sono state da noi richieste, così come il suo reingresso in giunta. Le nostre proposte ricalcano in parte la sua politica di tagli, ma sono anche il frutto di scelte fatte indipendentemente da lui”. E’ stata l’anello di congiunzione tra Aliberti e il gruppo dei dissidenti, durante la travagliata fase della decadenza, oggi Daniela Ugliano è fuori dalla maggioranza, ma Aliberti continua a fare pressing politico.

1-identita scafatese “Normale che ci ‘corteggi’, anche perché sarebbe più logico far rientrare noi che altri membri dell’attuale opposizione e d’altronde da lui era stato alla fine condiviso il nostro documento programmatico – spiega la Ugliano – Quindi riteniamo di continuare a mantenere un dialogo cauto e riflessivo con la maggioranza pur mantenendo la nostra linea politica che è indipendente dalla Maggioranza stessa”. Si dice molto felice per aver scelto di fare squadra con Cirillo e Bruno Pagano, e non esclude anche ambizioni future. “La nostra volontà è comunque di dar vita a un movimento, di strutturarci ed aggregarci”. Non esclude una futura alleanza con gli alibertiani, anche se, ammette la Ugliano: “ritengo improbabile riuscire a fare gruppo con alcuni con i quali i rapporti sono davvero tesi ed il dialogo inesistente. La mancata condivisione e il difficile colloquio in maggioranza è stata proprio la principale causa del mio allontanamento dal sindaco. Avrà fatto degli errori di valutazione, ma lo continuo a stimare per la sua dedizione politica e del resto, lui ha condiviso molti dei nostri punti”. E c’è chi immagina una Daniela Ugliano probabile candidata a sindaco nel 2018. “Finora non ci ho mai realmente pensato e non è mai stata una mia ambizione, se però dal mio gruppo dovesse nascere questa esigenza, la valuterò”. Infine, un pensiero per Roberto Barchiesi, indagato anche lui per voto di scambio mafioso, e per un tempo vicino alle posizioni di IS. “Reputo queste indagini, come le altre, una forma di democrazia. Sono sicura che Roberto non ha nulla da temere e sono certo, conoscendolo, che farà chiarezza sull’intera vicenda”.




Scafati. Cda Acse, asse Aliberti-Raviotta. Mascolo presidente, Casciello vice.

Di Adriano Falanga

Chi la dura la vince, alla fine riesce a portare un incarico a casa anche Mimmo Casciello. Per lui la poltrona di vice presidente Acse, ruolo occupato fino a poche settimana fa da Ciro Petrucci, finito sul registro degli indagati per voto di scambio politico mafioso dalla DDA di Salerno. Dopo l’azzeramento chiesto dall’assessore Raffaele Sicignano di concerto con il gruppo ex di maggioranza Identità Scafatese, è stato rinominato il nuovo consiglio di amministrazione. Presidente è Gaspare Mascolo, dato in quota Cotucit, ma nome gradito anche allo stesso Casciello (che essendo consigliere comunale non può ricoprire quel ruolo). Mascolo è stato già amministratore delegato della Scafati Sviluppo, nominato dalla giunta di centrosinistra di Francesco Bottoni, nel momento in cui Michele Raviotta passò con questi, corsi e ricorsi storici dunque. Componente e quota femminile sarà l’avvocato Maria Teresa Starace (sotto, in foto accanto a Mimmo Casciello), già figurante tra i legali fiduciari dell’ente, che ha difeso più volte in numerose vertenze giudiziarie, e data come espressione del gruppo Formisano-Marra-Del Regno. Cosa strana, i decreti di nomina sono stati firmati dal vice sindaco Giancarlo Fele, questo perché il primo cittadino Pasquale Aliberti, seppur nel pieno dei suoi poteri, era ufficialmente impegnato. “Abbiamo apprezzato il lavoro svolto con ‪trasparenza e ‪passione dal C.d.A. uscente e la disponibilità dei componenti tutti a rimettere il proprio mandato nelle mani del sindaco quando, a seguito del dibattito interno alla maggioranza sulle prospettive, si chiedeva da più parti di far ripartire l’azione di governo – scrive in una nota Pasquale Aliberti – I membri oggi nominati sono ancora una volta ‪‎professionisti a cui bisogna riconoscere capacità, competenza, passione, gioventù e titoli. Ringrazio la maggioranza per avermi dato ancora una volta piena autonomia nella scelta e la possibilità di decidere tenendo conto della professionalità e degli equilibri complessivi. Da adesso ci aspettiamo segnali forti sul tema della ‪raccolta differenziata per una Città più pulita con la collaborazione dei cittadini. Lavoriamo insieme per una Scafati ‪‎migliore”.

1-starace3-mimmo-casciello-e1412015364444Sulla stessa scia il Vice Sindaco di Scafati, Giancarlo Fele: “Ringrazio l’ex Presidente D’Angolo per l’impegno e l’onestà che negli anni ha messo a disposizione dell’ACSE. Auguro buon lavoro al nuovo C.d.A, di raggiungere l’obiettivo di migliorare ancora di più la percentuale di raccolta differenziata nella nostra Città”. Confermate le voci di corridoio che volevano Casciello verso una poltrona della prima partecipata scafatese, al consigliere comunale, che da tempo ha rinunciato all’indennità di presenza di 34 euro lordi, andranno adesso i circa 7500 euro annui di retribuzione. Provvidenziale è stato l’intervento della sua consorte, che settimana scorsa sarebbe entrata nell’ufficio del primo cittadino, e davanti a testimoni lo avrebbe pesantemente accusato di “prendere in giro” il marito, avendogli più volte promesso un assessorato, puntualmente poi negato. “Le nomine sono il frutto dell’inciucio che si è concretizzato con il Cotucit – sbotta dall’opposizione Mario Santocchio – le altre frutto del manuale Cencelli”. Promette un esposto all’Anac e al Prefetto Santocchio, perché a suo dire la nomina di Casciello violerebbe l’art.63 del Tuel.

PROTESTA IL PD

1-cucurachi-960x742“Quella di Casciello e ‘ illegittima in quanto lo stesso incompatibile ed inconferibile. Spero che abbia valutato bene prima di accettare, perché potrebbe essere una manovra del sindaco per liberarsene -così Marco Cucurachi, esponente consiliare dei Democratici – Quella di Mascolo e’ inopportuna in quanto ricopriva l’incarico di vertice nel 2008 quando venne affidato l’incarico progettuale a Giugiaro e sappiamo tutti come è andata. Si ritorna alle nomine che hanno portato la STU al fallimento. Quando c’era Mascolo il superconsulente era Voccia De Felice, fedelissimo del sindaco, fautore della disfatta economico finanziaria della reindustrualizzazione, nonche’ coinvolto in vicende giudiziarie al vaglio della Procura Distrettuale Antimafia. Di che vogliamo parlare. Pensiamo al futuro e lasciamoci alle spalle tutto’ ciò”.

 




Scafati. Giunta, a Sicignano la Manutenzione. Quote rosa, le donne rifiutano?

Di Adriano Falanga

“Ognuno senta sulle sue spalle la ‪responsabilità del ruolo, il momento difficile che vive la politica e il Paese, ognuno dia il meglio di sé nel ‪‎solo ed esclusivo ‎interesse della ‪Città”. Così Pasquale Aliberti, nel comunicare alla città le nuove deleghe assessoriali. In realtà, di nuovo non c’è nulla, anzi, è tutto molto più simile alla vecchia giunta, ma a quella antecedente la fase decadenza. Raffaele Sicignano, che si era dimesso in forte polemica con la sua squadra consiliare, accusandoli di inerzia riguardo alla discussione sul voto al bilancio, non solo conserva la delega alle Finanze, ma viene “premiato” con la vecchia “Manutenzione”, che Aliberti aveva tenuto per se in questi mesi. Resta ancora in sospeso il taglio alle retribuzioni del 20%, così come Sicignano aveva chiesto. Una clausola, a dire il vero, che doveva essere rispettata prima del ritorno nell’esecutivo, assieme all’impegno di comporre giunta a sei. Probabilmente il tutto è rimandato alla prima riunione di Giunta. “L’assessorato e più in generale ogni ruolo politico, vuole impegno e dedizione. Bisogna ‪‎dialogare con la Città, cittadini, imprenditori e commercianti, ascoltare le loro difficoltà. La politica deve ‪accorciare le distanze tra il Palazzo comunale e le persone” è il buon auspicio di Pasquale Aliberti. Unico assessore ad andare via è stato Antonio Pignataro, che lascia le deleghe a Commercio e Personale. Esecutivo ridotto a sei, confermato Giancarlo Fele ai Lavori Pubblici, lo stesso tiene anche il vice sindacato. Nicola Acanfora conserva l’Urbanistica e acquisisce pure la Polizia Municipale. Quest’ultima è stata tolta a Diego Chirico (che pure aveva avuto un pesante scontro con il comandante dei caschi bianchi Alfredo D’Ambruoso). Chirico conserva Sport e prende pure il Personale. Antonio Fogliame resta a Cultura, Informatizzazione e Patrimonio. Raffaele Sicignano continuerà ad occuparsi di Bilancio, Cimitero e Manutenzione mentre l’unica quota rosa Annalisa Pisacane (foto in basso), seguirà la Pubblica Istruzione e le Politiche Giovanili.

QUOTE ROSA, C’E’ LA RINUNCIA?

2-pisacaneSecondo la legge Delrio, meglio nota come “quote rosa”, giunte comunali e cda delle partecipate hanno l’obbligo di rappresentanza di genere nella misura minima del 40% a favore del sesso femminile. Nel caso di Scafati, l’attuale giunta a sei dovrebbe quindi avere 2 assessori donne, e non una. La questione è stata già affrontata nell’ultima rimodulazione, quando entrò Nicola Acanfora e sulla quale pende il giudizio del Tar, dietro esposto presentato dall’avvocato e consigliere comunale Mario Santocchio, in rappresentanza di alcune cittadine scafatesi. Il ricorso fu respinto nella fase di urgenza con queste motivazioni: «Considerato che, in sede di prima delibazione, non sussistono i presupposti per la concessione dell’invocata cautela, in quanto, nella comparazione dei contrapposti interessi, appare prevalente quello sotteso alla continuità della funzione giuntale, impregiudicata ogni decisione in rito e nel merito». L’avvocato Gennaro Maione, a difesa dell’ente e delle scelte del primo cittadino, presentò un documento in cui si attestava un’avvenuta ricognizione pubblica tra figure individuate dal sindaco al fine di attestare la volontà non realizzabile di trovare nella società civile una figura femminile che potesse sostituire l’attuale assessore Acanfora. Dal documento presentato a difesa dell’Ente si attestava che nella ricognizione effettuata nessuna delle 26 persone interpellate avesse voluto ricoprire il ruolo di assessore al commercio e alla pubblica istruzione. E la storia si dovrà ripetere anche oggi, Aliberti dovrà infatti dimostrare che non esiste donna disponibile ad occuparsi di bilancio e manutenzione, sia tra le consiglieri comunali che tra la società civile. Quindi, se Daniela Ugliano oggi siede all’opposizione, toccherà a Brigida Marra, Teresa Formisano e Carmela Berritto sottoscrivere un atto di rinuncia a sedere nell’esecutivo. Improbabile, ma non impossibile, per Pasquale Aliberti.




Scafati. Rendiconto, non c’è accordo. Identità Scafatese insiste: “azzeramento cda Acse e giunta”

Di Adriano Falanga

Non è bastato il week end a far cambiare idea ad Alfonso Carotenuto, deciso a rassegnare le proprie dimissioni, o a disertare il voto al Rendiconto, fissato all’8 giungo prossimo in un nuovo consiglio comunale. Il consigliere di maggioranza è uscito allo scoperto sabato scorso, esprimendo la sua netta contrarietà al clima politico di queste settimane, che ha creato una profonda frattura nella sua compagine consiliare. Non era presente ieri sera alla riunione di maggioranza, nella quale si è provato a trovare una sintesi tra i dissidenti di Identità Scafatese e Pasquale Aliberti. Si prova a mediare, la maggioranza aveva chiesto al presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola più tempo a disposizione prima del voto, tempo utile per trovare la giusta quadra. “Carotenuto è una grande risorsa, ha fatto bene, dall’alto della sua esperienza, a dare una scossa a tutti”, getta acqua sul fuoco Teresa Formisano. Non è un buon momento però, perché Stefano Cirillo, Daniela Ugliano, Bruno Pagano e Roberto Barchiesi non sono disposti a cedere nelle loro proposte. Non possono accettare un accordo “a scadenza” per non alimentare le polemiche di chi li vede solo interessati a qualche poltrona, facendoli passare per ricattatori. Certo è che non tutte le proposte sono tecnicamente attuabili nell’immediato, ma entro l’8 giugno diventa fondamentale l’azzeramento del cda dell’Acse, con le dimissioni di Eduardo D’Angolo in testa, e l’azzeramento della Giunta e delle deleghe ai consiglieri. Insomma, bisogna staccare la spina con la vecchia amministrazione e nel segno di un nuovo corso, rimodulare ognuna di queste posizioni. Tradotto in parole povere, ad Aliberti non viene più riconosciuta la gestione unilaterale della macchina amministrativa scafatese. Sarà pur sempre il sindaco, e a lui resterà il potere di nomina, ma bisognerà ponderare meglio, e con la stessa maggioranza, le scelte future.

1-d'angoloD’Angolo è alla guida dell’Acse fin dal primo mandato sindacale, l’unico fedelissimo (con Giovanni Cozzolino e Immacolata Di Saia) considerato intoccabile dal primo cittadino. E la richiesta di un azzeramento totale arriva anche dal Pdl di Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello. I due consiglieri sono pur sempre parte della maggioranza elettiva, e il primo cittadino ha aperto anche con loro margini di trattativa. Ma oltre all’azzeramento delle partecipate e della giunta, i due chiedono le dimissioni del primo cittadino, condizione imprescindibile per aprire una nuova fase per un nuovo patto politico. Dal canto suo Aliberti appare tranquillo, lasciando intendere, come solito fare, di avere già il jolly in mano da giocarsi come estremo tentativo. E questo potrebbe essere l’accordo con il Cotucit di Michele Raviotta e Filippo Quartucci, seppur ufficialmente il capogruppo della civica di minoranza prende le distanze. Sullo sfondo la protesta silenziosa di Mimmo Casciello, su cui è necessario aprire una parentesi. Il consigliere eletto nelle fila dell’Udc ha pubblicamente ammesso di non votare il Rendiconto, così come ha più volte anche riconosciuto di essere demoralizzato per non aver avuto il sostegno dai suoi colleghi per l’entrata in giunta. “Non posso essere sempre l’unico a sacrificarmi – ha diverse volte spiegato Casciello – e quel posto in Giunta lo merito più di molti altri”. E non ha tutti i torti, se non fosse che Casciello assessore aprirebbe le porte all’Assise a Giacinto Grandito, ex assessore al Bilancio e Vicesindaco, oggi vicino a Pasquale Coppola. Eppure, Pasquale Aliberti non sembra essere preoccupato dalle posizioni del consigliere di Cappella, anzi, sembra non curarsene proprio. Secondo indiscrezioni, Casciello mai si renderebbe responsabile della caduta del primo cittadino, e se il suo dovesse essere il tredicesimo voto, non dovrebbe far mancare il sostegno. Di contro, c’è anche chi ci vede dietro un silenzioso accordo con Coppola, che potrebbe (ri)sponsorizzare l’entrata in giunta di Casciello per agevolare l’entrata di Grandito e fare un gruppo a tre con Vitiello. Ma tutto è teorico, perché nel concreto stiamo parlando di un radicale cambiamento dell’intera squadra alibertiana, dove i fedelissimi del sindaco rappresenterebbero una componente minoritaria, e Aliberti non avrebbe più gli uomini giusti al posto giusto. Inoltre, il primo cittadino rischierebbe di dare immagine di chi è disposto a tutto, pur di conservare la fascia tricolore. Una brutta storia da cui venirne fuori entro mercoledi 8 giugno.




Scafati. Nasce il “gruppo dei cinque”: sfida tra fedelissimi e malpancisti della maggioranza

Di Adriano Falanga

I fedelissimi sfidano i malpancisti, e al “gruppo dei 4” di Identità Scafatese si oppone il costituendo “gruppo dei 5”. Brigida Marra, Teresa Formisano, Carmela Berritto, Diego Del Regno e un ritrovato Mimmo Casciello avrebbero mostrato interesse ad unire gli intenti. La notizia è stata data nel corso della riunione di lunedì sera, e avrebbe provocato l’ira di Identità Scafatese, che l’ha intesa come una provocazione. Fatto sta che ultimamente dalla maggioranza traspare voglia di fare gruppo, come se la stessa maggioranza non fosse più una sola squadra. “Nessuna frattura con altri componenti di questa maggioranza, alla quale assicuriamo massima lealtà in un’ottica di assoluta condivisione con il programma politico Orgogliosi di Scafati guidato dal Sindaco Pasquale Aliberti – spiega Casciello, a nome del gruppo – Nasce invece, semplicemente una nuova piattaforma tra coloro che condividono uno stesso percorso politico. Un laboratorio di idee che getta le basi per affrontare in chiave costruttiva le proposte degli altri gruppi”. Non un unico gruppo, ma una sorta di “alleanza di intenti”, almeno è così che l’intendono i cinque costituendi. Non è deciso ancora il nome e neanche il portavoce. “Ci siamo resi conto che in questo momento particolare forse è più giusto continuare in gruppo che singolarmente – aggiunge Teresa Formisano – non bisogna mal pensare quando siamo noi a prendere decisioni simili”. Getta acqua sul fuoco Daniela Ugliano: “Mi sembra una cosa normale che ci possano essere delle affinità diverse tra i vari membri della maggioranza, mi auguro che queste siano propositive, d’altronde la politica si dovrebbe proprio basare sui gruppi . Forse per troppo tempo nella nostra amministrazione abbiamo avuto una manifestazione individualistica della politica, che non sempre ha dato ottimi frutti”. Si prova a ricucire lo strappo, cercando di trovare una sintesi che possa portare l’amministrazione a superare lo scoglio del voto al Bilancio. Tante le ipotesi, tra cui quella delle dimissioni del primo cittadino, sostenute pare, anche da Giancarlo Fele, vicesindaco. Più che altro la posizione di Fele appare però come un tentativo di andare in “avanscoperta” e scoprire chi, tra i consiglieri di maggioranza, vogliono davvero un Aliberti dimissionario. Un dato però è certo, quasi a nessuno piace l’idea di votare il Consuntivo 2015 grazie ai voti di Michele Raviotta e Filippo Quartucci. La squadra di Governo deve restare quella uscita dalle urne nel 2013, ragion per cui può risultare necessario ritrovare Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello. Ma questi hanno già fatto sapere di essere disposti al dialogo ad una sola condizione: Pasquale Aliberti dimissionario. Il sindaco starebbe facendo le sue valutazioni, molto dipende anche dal piano di riequilibrio finanziario che il dirigente Giacomo Cacchione riuscirà a presentare. I tagli, si sa, vanno contro il consenso elettorale e non piacciono mai a nessuno.




Scafati. La Provincia vende il vecchio liceo ai privati, la maggioranza dice no

Di Adriano Falanga

La Provincia vende parte dei locali dell’ex liceo scientifico, nel mentre l’attuale sede di via Niglio ha una carenza d’aule. Per poterlo fare, l’ente guidato dal sindaco di Sarno Giuseppe Canfora ha bisogno di una variante della destinazione d’uso, che deve essere approvata dal consiglio comunale. La maggioranza è propensa a votare contro, in quanto, raccontano i consiglieri alibertiani, non si vuole prestare il fianco ad una speculazione immobiliare di natura privata. E questo perché nel secondo e terzo piano dello stabile non sorgeranno uffici pubblici, bensì uffici privati. Tra i contrari anche l’indipendente Pasquale Vitiello: “Avrei votato a favore nel momento in cui la provincia si fosse impegnata a farne uffici pubblici, o anche vendere a privati, ma dietro la garanzia di reinvestire i soldi in entrata nella costruzione di nuove aule del liceo Caccioppoli, che vie uno stato di disagio da diversi anni oramai”. Riportare gli studenti in quello stabile, che ha ospitato i liceali scafatesi degli anni 80 e primi anni 90, non è però possibile, in quanto la struttura non è più idonea per quell’uso. La struttura abbandonata da anni, è situata in via Martiri D’Ungheria, traversa Silvio Pellico. Fu realizzata alla fine degli anni settanta e consta in un seminterrato, piano rialzato, primo, secondo e terzo piano. Con il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari 2015-2017, la Provincia decide di vendere il secondo e terzo piano, dopo che un privato (pare uno studio professionale scafatese) ha formulato una proposta d’acquisto. Il valore di ogni singolo piano è stimato in soli 200 mila euro (non si conosce però l’offerta d’acquisto) ed è composto da due appartamenti più terrazzi ognuno dei quali pari a circa 140 mq di superficie. Un totale di 560 mq, da cui, volendo, potrebbero ricavarsi dieci studi professionali da 56 mq cadauno. Non male, per chi compra. Attualmente lo stabile deve essere ristrutturato. Per l’affitto dell’attuale succursale in via Sant’Antonio Abate vengono sborsati quasi 90 mila euro l’anno. Non male anche questa volta, per chi fitta. Il primo piano dello stabile dovrebbe restare in carico alla Provincia, per trasferirci il Centro per L’Impiego, attualmente ospitato in locali privati in via Terza e per i quali il Comune di Scafati paga da anni un affitto di 52 mila euro annuali. Una somma non dovuta perché a carico della Provincia, e sulla quale nessuno protesta.




Scafati. Le deleghe accontentano tutti tranne Casciello. Vitiello fuori dalla commissione Urbanistica

Di Adriano Falanga

“Anche questa sera insieme ai consiglieri e assessori della mia ‪‎grande maggioranza con cui in questi anni ho lavorato per la nostra città con passione ed energia”. Parole che Pasquale Aliberti scrive a contorno di una foto che ritrae parte della sua squadra attorno al tavolo delle conferenze presso la stanza del sindaco. Intende sottolineare la ritrovata serenità, dopo un lungo periodo di dissensi, malumori, e contestazioni. C’è Stefano Cirillo, e c’è anche Bruno Pagano, segno di una ritrovata quadra politica. Stabilite le deleghe ai consiglieri comunali, manca soltanto il decreto di nomina. Mimmo Casciello rileva la Manutenzione, Daniela Ugliano l’Ambiente, Brigida Marra la Sanità mentre l’Avvocatura va a Diego Del Regno. Le deleghe ai consiglieri sono tutt’altra cosa di quelle in capo agli assessori. E questo perché il consigliere comunale, da Costituzione, esercita una funzione di controllo, non di gestione. Insomma, non può ricoprire ruolo do controllato e controllore. Nessun atto ufficiale può essere sottoscritto dal consigliere delegato, in quanto i poteri sono in capo al sindaco. Il consigliere delegato può solo “seguire”, per conto del sindaco, le competenze della delega ricevuta. Teresa Formisano seguirà le Politiche Sociali, di contro lascerà la presidenza della omonima commissione a Bruno Pagano, che pure reclamava la delega. Lo stesso Pagano che aveva espresso dissenso, poi rientrato, in quanto gli è stata concessa anche la facoltà di poter indicare un nome per il rinnovo del cda di Scafati Solidale. Pagano ha espresso una quota rosa, persona a lui vicina. Roberto Barchiesi ha ricevuto via libera sull’indicazione del nuovo presidente di Scafati Solidale, sarà il coordinatore infermieristico Angelo Romano a succedere ad Andrea Granata. Romano, già candidato in lista Grande Scafati (con lo stesso Barchiesi) lascia il precedente incarico al Nucleo Di Valutazione. Il suo nome non ha trovato particolari ostacoli tra i consiglieri di maggioranza, e questo è certamente un buon segno.

1-vitiello coppolaIl terzo componente del nuovo corso di Scafati Solidale sarà individuato dal primo cittadino, qualcuno crede possa essere uomo vicino a Michele Raviotta, ma è una ipotesi tutta da confermare. Altra novità il cambio di presidenza della commissione Urbanistica. Questo settore, con le politiche sociali, è stato interessato più di tutti di una vera e propria rivoluzione. La delega assessoriale è stata infatti revocata al vice sindaco Giancarlo Fele, passando al giovane Nicola Acanfora, attualmente ritenuto il più fidato del primo cittadino. E’ cambiato anche il dirigente, via Andrea Matrone, l’area Urbanistica è passata a Nicola Fienga. A chiudere il cerchio sarà la revoca di Pasquale Vitiello da presidente della commissione, al suo posto siederà Teresa Formisano, senza dubbio l’alibertiana di ferro. Vitiello, pur eletto in maggioranza, è il braccio destro di Pasquale Coppola, presidente del consiglio comunale e con esso già messo fuori dalla maggioranza da oltre un anno. La sua revoca certifica la chiusura di un rapporto politico, confermando il divorzio chiesto dai suoi ex colleghi. Non è esclusa anche la mozione di sfiducia allo stesso Coppola, seppur in un secondo momento. Quanto alla nuova programmazione delle opere pubbliche, alcuni consiglieri hanno chiesto al primo cittadino maggiore attenzione per le periferie, in particolare per il confine con Boscoreale, una zona dimenticata rispetto agli altri quartieri di confine. A rivendicare più attenzione verso questa fetta di territorio i consiglieri Stefano Cirillo, Alfonso Carotenuto e Brigida Marra. Quest’ultima ha avuto un forte diverbio con Aliberti, che le avrebbe contestato di non essere “attenta” al suo territorio come lo sarebbero gli altri consiglieri di maggioranza.

Colpo di scena ieri sera, Mimmo Casciello ringrazia e non firma. Mancherebbe la delega al Piu Europa, come da accordi con il primo cittadino. “Le velleità personali non intaccano il sostegno a questa maggioranza” ha chiarito laconicamente il consigliere eletto in lista Udc, resta chiaramente la perplessità e la delusione.




Scafati. Azzeramento della Giunta, passo indietro di Aliberti

Di Adriano Falanga

Passo indietro di Pasquale Aliberti sull’azzeramento di Giunta, che pure aveva promesso in conferenza stampa. La decisione sarebbe conseguenza del voto contrario che la sua stessa squadra consiliare gli ha manifestato. “La Giunta non si tocca” hanno deciso in otto su dodici, a meno che non siano cambiati i criteri per la scelta dei nuovi assessori. E siccome la proposta non è piaciuta al primo cittadino, da qui il cambio di passo. “Nessun assessore è stato messo in discussione né ho bisogno di ridimensionare alcuni elementi della Giunta, soprattutto quelli che in questi anni hanno dimostrato capacità organizzativa e di aggregazione oltre che consenso personale” ha spiegato in un comunicato il primo cittadino, allontanando così anche le voci di un ridimensionamento del vice sindaco Giancarlo Fele o il “benservito” a Diego Chirico, come trapelato in un primo momento. Nuova apertura alla minoranza: “Nella prospettiva è giusto lavorare su una coalizione ampia, capace di portare avanti con la stessa energia il grande lavoro prodotto in questi anni”. Insomma, basta tatticismi e trattative da gioco forza su ogni argomento, ad Aliberti servono almeno tredici voti di fiducia non tanto sulla sua figura, bensì su quattro precisi punti: Più Europa, Bilancio, Puc, Sfiducia Coppola. Quest’ultima pure è stata momentaneamente accantonata, in attesa delle decisioni del Tar. Definisce “fantasia dei giornalisti” l’ipotesi Monica Paolino come sua erede sulla poltrona di primo cittadino.

“Ipotesi fantasiosa, piuttosto preferirei un Santocchio o un Salvati – ha detto Aliberti – Monica Paolino, eletta per due volte al Consiglio Regionale dai cittadini della provincia di Salerno è giusto che continui a svolgere il suo ruolo nell’interesse di questa parte di territorio e di Scafati, cosa che ha fatto egregiamente in questi anni producendo tra l’altro notevoli risultati”. Non gradisce che si parli di futuro candidato sindaco quando manca ancora un 50% di consiliatura, nessun nome, non Monica Paolino, non Giancarlo Fele, ad Aliberti preme arrivare prima al 2018. “E’ inaudito che si discuta già oggi del futuro candidato sindaco e non delle azioni che stiamo mettendo in campo in tema di riqualificazione urbana, assetto del territorio e politiche sociali. Spero che il confronto avvenga sulle idee – conclude poi provocatoriamente –  ma poche, purtroppo, ne vedo in giro”. Non manca però il commento ironico di Marco Cucurachi, Pd: “Aperta la manifestazione pubblica di interesse per ricoprire il ruolo di “vicesindaco”. I candidati, anche senza consiglieri di riferimento, possibilmente transfughi e trasformisti, sono ammessi ai colloqui per titoli ed esami da tenersi nella Casa Comunale”.




Scafati. Dimissioni o sfiducia, lo spettro del commissariamento spacca la maggioranza

Di Adriano Falanga

A spaccare la maggioranza sulla sfiducia o sulle dimissioni non è solo il ritorno alle urne, ma soprattutto lo spettro del commissario prefettizio. Già, perché solo la decadenza avrebbe evitato lo scioglimento del consiglio comunale e della giunta, mentre qualsiasi altra ipotesi comporterebbe l’arrivo di un commissario. Un’evenienza che riporterebbe la città indietro negli anni, quando subì l’onta dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Inoltre, l’arrivo di un commissario bloccherebbe inesorabilmente l’attività amministrativa del Comune, riducendosi alla ordinaria gestione. Non è poi detto che il funzionario governativo possa restare solo pochi mesi, perché qualora lo ritenesse opportuno, si potrebbe restare commissariati anche per tutti e 18 mesi. “I nostri elettori capiranno? Come possiamo fare una campagna elettorale dopo aver voluto noi stessi l’arrivo del commissario?” è questo che sostengono gli alibertiani perplessi, che numeri alla mano, costituiscono la metà dei consiglieri di maggioranza e la quasi totalità della giunta. Eppure Pasquale Aliberti sembra un treno in corsa, disposto a fermarsi solo quando avrà ottenuto il terzo mandato. E’ convinto di avere la città dalla sua parte, e di riuscire a vincere facilmente una terza sfida elettorale. Una scelta, la sua, che ha comportato due esposti alla Procura,che ha aperto un fascicolo. Ancora, due ricorsi al Tar, dopo “l’autoconvocazione” del consiglio comunale del 27 novembre su cui il vice Prefetto Giuseppe Forlenza aveva visto “profili di illegittimità”. Pasquale Aliberti però, supportato dalla segretaria comunale Immacolata di Saia e dal responsabile dell’Avvocatura Francesco Romano, è assolutamente convinto di agire nella piena legalità. Il 12 gennaio il primo verdetto del Tar di Salerno, che farà luce sulla legittimità del consiglio comunale contestato del 27 novembre.




Scafati. Cambiano gli equilibri politici. Quartucci con Aliberti, il Pdl contro. Grimaldi capogruppo Pd

Di Adriano Falanga

Come da previsioni della vigilia, l’ultimo consiglio comunale consegna alla città un nuovo dato politico. Cambiano gli assetti e saltano alcuni equilibri. Dalla maggioranza non è passata indifferente la lunga mediazione che alcuni assessori, capeggiati dal vicesindaco Giancarlo Fele, hanno portato avanti per convincere Roberto Barchiesi e Pasquale De Quattro a prendere parte alla seduta. Nulla da fare per il primo, mentre De Quattro entrerà a metà seduta, visibilmente nervoso. Voterà comunque come da indicazioni. Stefano Cirillo è oramai lontano da palazzo Mayer, entrato in “crisi politica” sembra sul punto di rassegnare le dimissioni. Barchiesi e De Quattro, del gruppo Uniti per Scafati sono nettamente contrari alla decadenza, ufficialmente per le difficoltà che avranno a spiegare il perché ai loro elettori, ufficiosamente sembra invece che temano di non riuscire ad essere riconfermati. E governare solo per metà mandato per soddisfare il desiderio del sindaco di un terzo mandato, li ha messi in posizione critica. C’è chi scommette che Aliberti recupererà tutti per il voto finale. All’opposizione oramai il presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola e il suo braccio destro Pasquale Vitiello. Per Coppola pronta una mozione di sfiducia nel caso non passi la decadenza. Nel Pd, se da un lato si registra il “salto” di Quartucci, dall’altro si è notato un curioso feeling tra Marco Cucurachi e Michele Grimaldi. Sembra che sarà proprio l’ultimo entrato a rilevare il ruolo di capogruppo che fu di D’Alessandro. Che sia una manovra per aprirgli le porte alla candidatura a sindaco? Chissà, dalla segreteria Margherita Rinaldi non si pronuncia, spiega solo che occorre “un chiarimento urgente con Quartucci, come è giusto che sia”. Michele Raviotta sostiene oramai ogni azione politica e programmatica della maggioranza. Guai però a chiedergli di sedersi dall’altro lato. Scoppia la pace in Fratelli D’Italia, Angelo Matrone è stato infatti, con Santocchio, uno dei più agguerriti oppositori alla decadenza e ha votato, forse per la prima volta in due anni e mezzo, sempre uniformemente con il suo gruppo. Più che feeling ritrovato, il più giovane consigliere comunale starebbe solo spianando il terreno per la sua candidatura a sindaco. Con lui, pare, ci siano già Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello. Saranno comunque i prossimi due consigli comunali a chiarirlo.